Gli innocenti di Paola Calvetti
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 65% 65%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 65% 65%

Gli innocenti

Mag 16, 2017

Recensione: Jacopo e Dasha sono due anime che si sono trovate grazie alla musica.
Sono due anime diverse, spezzate da una vita fatta di difficoltà ma che sanno amare in un modo profondo.
Imperfette e piene.
Jacopo è cresciuto senza conoscere la sua famiglia. Vive da sempre in quel dubbio di non saper bene chi sia, si sente diverso, si sente in colpa. L’unico modo che conosce per sentirsi vivo è suonare e ne farà il suo lavoro.
Dasha è una giovane ragazza timida, dall’infanzia felice ma da un’amore tremendo. Dopo una fuga per salvarsi la vita, trova nuovamente rifugio nella musica, facendone il suo unico e principale lavoro.

Paola Calvetti l’avevo già conosciuta con Olivia e detto sinceramente, non mi aveva trasmesso molto. A distanza di qualche anno, ho voluto riprovarci e complice la nuova uscita e l’incontro con lei, mi sono detta “perché no?”.
In fondo, una seconda possibilità non si nega a nessuno.

“Gli innocenti” non è una lettura per tutti.
Tratta più temi forti e lo fa in un modo pacato, con una grande dose di delicatezza che può esser facilmente scambiata in noia.
Ci sono alcuni dettagli che ho apprezzato molto, come il dubbio di Jacopo sul suo passato.

«Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?»

Una domanda lecita, anche se dal mio punto di vista, inutile se non per la salute.
Trovo che il passato non faccia la persona ma capisco perfettamente il senso di smarrimento di non sapere il perché dell’abbandono.
Ho anche apprezzato l’associazione tra la memoria perduta e la musica. So che ci sono stati studi su questa cosa ma è un dettaglio che ho trovato molto dolce e delicato. Quasi leggero rispetto al peso della storia.

Ho apprezzato meno Dasha.
Indubbiamente ha le sue difficoltà e quindi i suoi difetti ma non riesco a sopportare le persone che si fanno sempre andar bene tutto e poi, all’improvviso, non riescono più a sopportare determinate situazioni.
Dopo anni di relazione con Jacopo, all’improvviso non le va più bene che lui non voglia accogliere in casa un bambino. Lo trova egoista nel suo piangersi addosso ma non si rende conto che nemmeno lei fa i conti con se stessa. Non difendo Jacopo ma Dasha, a parer mio, ha una buona quantità di egoismo.

Dicevo che il libro non è per tutti perché non ci sono grandi colpi di scena, non ci sono mistiche rivelazioni ma solo un’amore forte, raccontato con il tempo che serve.

INFO

Autore: Paola Calvetti
Pagine: 132
Prezzo: € 17
Uscita: 18/04/2017
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Jacopo e Dasha, due voci smarrite sullo spartito della vita, sono in scena per il Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms che, pagina dopo pagina, è l’occasione per rivivere – in un serrato e immaginifico dialogo – i passi della loro storia d’amore.
Dopo una lunga assenza, Jacopo torna a Firenze, all’Istituto degli Innocenti, il luogo eletto che lo ha accolto quando venne abbandonato da una madre rimasta nell’ombra, la cui identità è diventata negli anni la sua claustrofobica ossessione. «Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?» si chiede. Adottato da una famiglia troppo fragile e gravato di aspettative insostenibili, Jacopo è stato privato della spensieratezza dell’infanzia. A salvarlo è stato un piccolo violino, l’ancora alla quale assicurare i desideri e i sogni. Perché, se la felicità è un talento, Jacopo riesce ad avvicinarla solo stringendo fra le braccia lo strumento.
Ma non sempre l’amore salva. Non se nell’amore pulsano, insistenti, vecchie ferite.
Dasha, nata in un piccolo paese in Albania, è cresciuta circondata da un amore che Jacopo non conosce. Grazie a un padre devoto e illuminato, ha potuto frequentare il Conservatorio di Tirana, dove ha incontrato il violoncello, destinato a diventare il suo unico amico. Fuggita dal porto di Durazzo, sola con il suo strumento, dopo la rovinosa caduta del regime, è sbarcata a Brindisi il 7 marzo del 1991, insieme a migliaia di profughi. Anche le sue radici sono state recise, ma la musica ha compiuto il miracolo di preservare dal dolore il suo animo delicato e forte. Eppure nemmeno Dasha, che ora suona di nuovo accanto a lui, è riuscita a distogliere Jacopo dalla ricerca di un passato che ha il potere di avvelenare il presente, rendendo orfani i due amanti di un futuro possibile. Dove ad aspettarli, forse, c’è un bambino.
Nel corso dell’esecuzione del Doppio di Brahms accadrà qualcosa di totalmente imprevisto.
La musica si fa eco dell’amore e di una sconvolgente rivelazione, cui non può seguire altro se non un silenzio colmo di incanto, lo stesso che resta nel cuore del lettore.