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Personaggi

70%

Worldbuilding

60%

Fluidità

75%

Cover

50%

E il Finale?

75%

Con la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Cucinotta, Claudio Bisio e Alessio Boni, un horror dal ritmo incalzante a dai grandi colpi di scena.
Siamo a Latiano, in provincia di Brindisi, dove in seguito a una seduta spiritica, cinque ragazzi perdono la vita in circostanze misteriose. Dorian Ferri (Alessio Boni), psicologo e speaker radiofonico, si trova coinvolto in questo caso tanto complicato quanto delicato, a causa di una telefonata trasmessa in diretta durante il programma che conduce su RAI Radio 1. Potrà contare solo sull'aiuto della zia Emma (Maria Grazia Cucinotta) e dell'eccentrico Pisso (Claudio Bisio).
In un crescendo di tensione ed emozioni, saranno da incubo tutti gli avvenimenti che porteranno Dorian alla scoperta di atroci verità, alcune delle quali inerenti la vita di Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi, una delle più importanti figure della letteratura mondiale, che tra le altre cose potrebbe aver copiato uno scrittore salentino nato quasi duecento anni prima di lui e morto nell'anonimato.

Scarabocchio: Leopardi ed il suo pessimismo cosmico, lo conosciamo tutti. 

Tra la scuola che ci ha obbligato a studiare le sue opere ed i social, che lo usano spesso per fare dei meme divertenti, questo personaggio gode di un vasto pubblico. Cosa succede rebbe però, se vi dicessi che in realtà lui è un "copione"? 

Ammetto che mi viene difficile pensarlo sotto quel punto di vista, ormai è diventato un "vip" in campo storico/poetico ed è un pò come se mi avessero detto "TUTTO QUELLO CHE SAI, è UNA BUGIA". Ed in parte, è veramente così.

Prima di lui, con circa centoventi anni di anticipo, c'è stao Francesco Antonio de Virgiliis con "Scherzi d'Ingegno". Il pessimismo è suo. 

Con questa graphic novel si ripercorre più o meno la storia di come si è arrivati a questa scoperta, con una buona dose di misticismo e horror e la partecipazione di volti noti. 

Claudio Bisio, Maria Grazia Cucinotta e Alessio Boni sono solo i più conosciuti ma il riconoscimento migliore andrebbe a Vittoria Ribezzi, che ha dato voce ad un autore dimenticato. 

Non c'è molto da dire sul volume. Oddio, in realtà ci sarebbero ma sarebbe più o meno tutto uno spoiler, perchè già dal principio ci sono le basi per poi capire il meccanismo che innesca le morti. Passato e presente si fondono, angherie taciute vengono finalmente a galla e le porte dell'ignoto vengono aperte. Un percorso di anni, vissuto in un centinaio di pagine e in alcuni posti d'italia che si prestano sempre bene per narrare storie particolari.

Una lettura veloce ed interessante, perchè si basa su qualcosa di vero che conosciamo tutti. 

L'unica cosa che mi ha un pò rallentato è stato il tipo di tratto. Un realistico che mi ha molto distratto, forse più per colpa dei prestavolto che per altro ma è stata un pò una sofferenza visiva. 

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