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La casa di terra e sangue. Crescent City

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Titolo: La casa di terra e sangue. Crescent City
Autore: Sarah J. Maas
Pagine: 708
Prezzo: € 19.90
Uscita: 14 luglio 2020
Genere: Fantasy, Horror
Casa Editrice: Mondadori
 

Personaggi

65%

Worldbuilding

85%

Fluidità

50%

Cover

85%

E il Finale?

55%

Ventitré anni, mezza Fae e mezza umana, Bryce Quinlan ha una vita perfetta: di giorno lavora in una galleria d'arte e di notte passa da una festa all'altra, senza problemi e senza preoccupazioni. Quando però una brutale strage scuote profondamente Crescent City, la città in cui vive, e Bryce perde una persona a lei molto cara, il suo mondo crolla in mille pezzi lasciandola disperata, ferita e molto sola. Adesso non cerca più il divertimento, ma un oblio in grado di farle dimenticare i terribili fatti che hanno cambiato la sua vita per sempre. Due anni dopo l'imputato è finalmente dietro le sbarre ma i crimini ricominciano e Bryce è decisa a fare tutto il possibile per vendicare quelle morti. Ad affiancarla nelle indagini arriva Hunt Athalar, un famoso angelo caduto, prigioniero degli arcangeli che lui stesso aveva tentato di detronizzare. Le sue grandi capacità e la sua forza incredibile sono utilizzate all'unico scopo di eliminare i nemici del suo capo. Quando però si scatena il caos in città, Hunt riceve una proposta irrinunciabile: aiutare Bryce a trovare l'assassino e riconquistare, in cambio, la sua libertà. Quando Bryce e Hunt cominciano a scavare in profondità nel ventre di Crescent City, scoprono un potere terrificante e oscuro che minaccia tutto e tutti, e vengono travolti da una passione irrefrenabile, che potrebbe renderli entrambi liberi, se solo lo volessero.

Scarabocchio: Ammetto che questo è il primo libro che leggo di Sarah J Maas.

Ho sentito molte opinioni contrastanti su di lei, molti la amano e alcuni la odiano, altri ancora sostengono che non è male ma metta troppa carne sulla brace.

Con queste settecento pagine, effettivamente ho avuto subito un po' di timore. I casi per giustificare tutto questo possono esser due; o la storia è così epica da meritare l’immensa descrizione, oppure è proprio prolissa di suo.

Alla fine, dove mi piazzo io?

 

Bryce Quinlan vive a Crescent City.

Questo mondo magico complicato è popolato da svariate creature magiche e da umani. Lei, che è una mezzo sangue, sembra vivere una vita serena fatta di lavoro durante il giorno e divertimento di notte. Giovane, bella e protetta dallo status della sua migliore amica, sorride radiosa al futuro. Oppure è tutta una facciata?

Dopo un omicidio efferato a carico di una persona molto importante per lei, Bryce viene inghiottita da un dolore potente e avvolgente, che metterà in risalto tutte le ammaccature della sua esistenza. La Vita sembra essere una condizione sopravvalutata.

Due anni dopo, ancora in pieno lutto, Micah si presenta a casa sua e le fa un’offerta che non potrà rifiutare. Collaborare con Hunt Athalar per trovare l’assassino, potrebbe essere l’unica soluzione per uscire dal suo buco nero.

Bryce sarà in grado di reggere le verità che la sua amica Danika le teneva all’oscuro? Saprà accettare ciò che è realmente destinata a fare?

 

Io mi piazzo nella categoria di mezzo.

La storia e la struttura di Crescent City, sono estremamente interessanti perché a ben vedere ci sono molte tematiche attuali e le gerarchie non sono così scontate. Però insomma, anche meno.

A parere mio ci sono troppi capitoli inutili, soprattutto se penso che questo è il primo di una trilogia. Un po' come per Città di ottone e La grazia dei Re, La casa di terra e sangue si perde via per la maggior parte del tempo.

Se in più, contiamo delle parti un po' tirate e altre un po' assurde, diciamo che non si piazza nell’olimpo delle belle letture.

La cover è spettacolare, trovo che sia una di quelle opere da dieci e lode ma se avessero tolto quelle quattrocento pagine, mi sarei svagata di più.

 

Btyce e Hunt sono la coppia che scoppia, coloro che prima si odiano e poi si amano alla follia.

Un misto di cliché che non mi stupisce, ma vi mentirei se dicessi che mi hanno veramente lasciato qualcosa. Non sono piatti, in tutte queste pagine la Maas ha trovato il tempo per caratterizzarli ma, li ho trovati un po' ciula.

Insomma, lei e il suo tatuaggio che MAGICAMENTE è la cosa più importante dell’universo. Lui e questa cosa dell’essere in conflitto perenne tra quello che è e quello che è costretto a fare per spezzare la sua schiavitù.

Non so, probabilmente ne sono rimasta troppo confusa per apprezzare la storia nell’insieme.

Anche perché l’argomento della schiavitù, molto in voga da loro, perde quasi di importanza. Nel senso, dovrebbe essere uno dei punti maggiori del libro, eppure ne ho sentito solo l’eco.

Fatto sta che sono indecisa se proseguire la lettura, però sono terrorizzata nell’iniziare l’altra saga (Trono di ghiaccio).

Voi cosa ne dite?

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