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Sorelle Brontë - Agnes Grey

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Titolo: I capolavori delle impareggiabili penne sororali
Autore: Sorelle Brontë
Pagine: 780
Prezzo: € 28
Uscita: 25 agosto 2020
Genere: Antologia, Classici 
Casa Editrice: Mondadori
 

Personaggi

60%

Worldbuilding

65%

Fluidità

55%

Cover

80%

E il Finale?

70%

Da Cime Tempestose, a Jane Eyre, passando per Agnes Grey, fino ai meno noti L'angelo della tempesta, La Signora di Wildfell Hall e Shirley, le tre sorelle Bronte ci hanno lasciato romanzi immortali , capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d'erica, roccia e foschia. Questo volume offre l'occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.

Scarabocchio: Non ho mai letto nulla delle sorelle Brontë e detto tra di noi, potevo anche evitare.

Mi sono lanciata su questa nuova edizione, un pò per gola e un pò per curiosità. Inutile mentire, la cover scelta per questa pubblicazione è veramente molto bella e per una persona a cui piace aver una bella libreria, è perfetta.

In più, sono anni che mi dico che prima o poi avrei dovuto recuperare qualche lettura dedicata a una delle sorelle.

 

Agnes Grey è stato scritto da Anne, l’ultima di sei figli.

Ho deciso di leggere questo romanzo, per il fatto che rispetto agli altri due, era quello che mi provocava meno orticaria. Lo so, detta così pare estremamente brutta come cosa, ma Cime Tempestose mi ha sempre irritato e Jane Eyre mi ha da sempre dato l’impressione di noia terribile.

Non ho un buon rapporto con i classici, però volevo poter poi dire "almeno ci ho provato".

Possiamo cambiare argomento? No?

Devo sempre tener presente che non è una lettura recente, e come tale, ci sono tutti i limiti del tempo. La condizione delle donne era quella che era, molto limitata e molto chiusa in quanto a libertà di futuro. 

 

Agnes per aiutare la famiglia, che stava in condizioni economiche non ottimali, decide di diventare Istitutrice presso una famiglia che nel tempo si è arricchita. Come primo approcio lavorativo, non fu dei migliori, dato che le venne impedito di educare veramente i due bambini (viziati e maleducati) e che anzi, doveva subite la maleducazione di tutti. 

Licenziata ma non demoralizzata, si fa assumere in una nuova famiglia, che la fa vivere in condizioni più dignitose ma sempre trattata come la schiava povera di turno. Una delle due ragazze che deve seguire, annoiata e decisamente carogna, le impedisce di stringere un rapporto "profondo" con un l'uomo che Agnes trova interessante e per non farci mancare nulla, il karma si mette di mezzo e la costringe a tornare a casa per la salute precaria del padre. 

La nota positiva, è il finale. 

Dopo tutto il tempo che ho passato ad indignarmi (tra uno sbadiglio e l'altro), speravo almeno in una gioia in questa protagonista non troppo fortunata. 

 

Quello che normalmente mi spinge a non leggere un romanzo Classico, è il modo in cui viene narrata la storia. 

Sicuramente la condizione generale delle donne, fa moltissimo ma anche il fatto che spesso sia privo di "brio". Non alludo ai colpi di scena, che si trovano sempre ovunque, ma proprio al fatto che sembra tutto un grosso "già visto". Che sia difficile raccontare qualcosa di innovativo, è ormai scontato, ma la maggior parte dei Classici di questo tipo, sai già cosa succederà nella pagina successiva. 

 

Per me è una storia bocciata, ma lo dico per il mio gisto personale. 

Sicuramente, rispetto agli altri due libri, questo forse lo reputo il più godibile. 

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