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La classe

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Titolo: La classe
Autore: Christina Dalcher
Pagine: 416
Prezzo: € 18.60
Uscita: 5 novembre 2020
Genere: Narrativa; Dispotico
Casa Editrice: Nord
 

Personaggi

70%

Worldbuilding

75%

Fluidità

80%

Cover

80%

E il Finale?

80%

Immagina una scuola in cui non c'è spazio per i favoritismi e tutti sono giudicati in base ai risultati. Una scuola in cui gli studenti migliori non vengono rallentati dai mediocri o presi in giro dai bulli. In America, tutto questo è diventato realtà grazie al Q, un quoziente calcolato sulla base di test e sulla condotta, che determina l'istituto da frequentare: gli alunni più brillanti vengono ammessi nelle impegnative Scuole Argento, che assicurano l'ingresso ai college più esclusivi, mentre gli studenti normali rimangono nelle Scuole Verdi. Le «mele marce», invece, sono allontanate dalle famiglie e portate nelle Scuole Gialle, delle strutture isolate dove imparano le materie di base e la disciplina. E per fare in modo che nessuno rinunci a migliorarsi o si sieda sugli allori, i test Q vengono ripetuti ogni mese. Elena Fairchild ha partecipato alla creazione del sistema Q e lo riteneva la chiave per una società più equa, più giusta. Adesso però, dopo alcuni anni come insegnante in una Scuola Argento, è tormentata dai dubbi: sebbene abbia accolto diversi alunni provenienti dalle Scuole Verdi, non ha mai visto qualcuno tornare dalle Scuole Gialle. I genitori ormai temono quel pullmino che passa di casa in casa il giorno successivo all'esame. E ora anche lei è una di quei genitori: sua figlia Freddie ha ottenuto un risultato troppo basso e le verrà portata via. Senza esitare, Elena si fa bocciare al test Q per insegnanti e viene trasferita nella stessa Scuola Gialla della figlia. E lì scoprirà che, quando le persone sono ridotte a numeri, non c'è limite a quello che può succedere a chi non conta più nulla…

Scarabocchio: In un modo o nell'altro, noi siamo fatti di numeri. Come dice Elena Fairchild, nella nostra vita ci sono sempre dei numeri che raccontano il nostro status e la nostra esistenza. Che sia a scuola o in un negozio di vestiti, ogni cosa piò esser misurata in cifre.

Quindi, perchè non portare tutto questo ad un livello superiore? Perchè non far si che questo possa esser utile al mondo, che porti un netto miglioramento di istruzione ed equilibrio tra le persone? Con la valutazione Q, ogni scuola ha la possibilità di aver studenti tutti allo stesso livello e, tutti gli adulti potranno finalmente avere un lavoro al pari delle loro capacità. Chi è più alto in classifica avrà delle agevolazioni e chi arranca, starà al suo posto. Nessun merito guadagnato sottobanco con la bellezza o con i soldi, basta mafia e corruzione, basta approfittatori che rubano l lavoro o persone inadeguate che lo svolgono male. Con il metodo Q, che viene costantemente messo alla prova e aggiornato, finalmente tutti sapranno che posto si meritano.

Il posto perfetto in cui vivere, non è più una chimera.

O no?

Elena è un'insegnante e il marito Malcom, un pezzo grosso del Dipartimento dell'istruzione, hanno due figlie; Anne e Freddie. 

La prima studia nella scuola d'Argento che è il top dell'istruzione mentre la seconda, a fatica va nella scuola Verde che è quella intermedia. Poi c'è la fascia Gialla, che più che scuole sono dei riformatori dove vengono portati gli studenti meno capaci e dove viene vietato loro di aver contatti con l'esterno e la famiglia. 

Se le prime due vengono vissute in modo tranquillo e con trepidazione perchè dona un futuro adeguato l'ultima, fatta con l'autobus sgangherato dal colore sgargiante diventa presto un'angoscia. Che cosa succede agli studenti? Cosa fanno mentre sono rinchiusi lì dentro? 

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Questo libro è stato angosciante dalla prima pagina all'ultima. 

Questa storia racconta il tipo di futuro molto probabile, che maschera le buone intenzioni con l'essenza umana. Un binomio bestiale e assolutamente impraticabile nella realtà perchè da come è stato scritto qui, passare all'ossessione è troppo facile. 

Arrivare ad abortire se un figlio non è un piccolo scienziato, mi fa urlare di rabbia ma è anche vero che allo stesso modo, urlerei verso chi li fa nascere pur sapendo che ci saranno grossi problemi per il futuro. 

Christina Dalcher è capace di far questo, di farmi oscillare costantemente tra due emozioni completamente diverse per la stessa storia. Lo stile si riconferma coinvolgente, un pò come lo era stato per Vox, anche se un pò diverso e un pò più consapevole. 

Un distopico che mi ha ricordato dettagli di altri libri (gli autobus gialli di Darkest Minds, ma anche la paura del giallo, un pò come quella che sviluppi dopo IT. Oppure un campo da lavoro per la scuola dei gialli... insomma, i gialli sono quelli che hanno raccattato più lati negativi dei vari libri a sfondo raziale e horror) ma che non mi ha dato l'impressione di esser la copia di qualcos'altro.

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