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A un metro da te [FILM]

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In A Un Metro da Te, il film di Justin Baldoni, due adolescenti affrontano gli ostacoli più folli per innamorarsi - non possono nemmeno sfiorarsi, e di certo non possono baciarsi, devono evitare a tutti i costi di avvicinarsi troppo.
Il fato dei diciassettenni Stella e Will potrebbe sembrare avverso.
Tuttavia, nulla può impedir loro di trovare il coraggio, la forza e il puro brivido di essere vivi l'uno nell'altro. Non rinunciando al voler stare insieme, Stella e Will sfidano l'impossibile distanza tra loro, alla ricerca di un legame e della speranza. Haley Lu Richardson e Cole Sprouse portano in vita Stella e Will, la cui storia d'amore sfida le probabilità fino a far fermare il mondo. Anche se condividono la fibrosi cistica (FC), in realtà, non potrebbero essere più diversi. Stella è una vivace vlogger a cui piace essere padrona del suo universo. Invece Will è tutto ciò che lei evita meticolosamente: un ribelle disordinato che non sembra prendere sul serio il proprio futuro.
Stella è tutto ciò che Will guarda con scetticismo: una ragazza di successo con un grande entusiasmo, nonostante i suoi problemi. Infatti, quando si incontrano per la prima volta, i due sono più che felici di attenersi al severo ordine del loro medico di rimanere a due metri di distanza in ogni momento, per evitare che Will trasmetta a Stella dei batteri pericolosi.
Ma dopo una serie di eventi al contempo divertenti e commoventi, Stella dà a Will una ragione per combattere e Will regala a Stella una scossa di libertà e spontaneità. Will e Stella scopriranno una forza dentro di loro imparando rapidamente che le possibilità di restare vicini sono infinite, anche senza sfiorarsi.

 Non sono oggettivamente una persona troppo sentimentale quando si parla di relazioni con altre persone. Come molti, provo più empatia con gli animali e i film drammatici mi annoiano fin nel profondo, facendomi più o meno pentire di averli guardati. 

Ci sono giorni però, dove sembro una persona dall'animo umano e quando ho visto "A un metro da te", sicuramente ero in quel periodo. 

 

a un metro da te 4

Stella e Will hanno la fibrosi cistica ma si approciano alla malattia in modo differente. 

Lei combatte in modo diligente, credendo che la vita vada vissuta appieno, senza farsi abbattere dal male. Lui è stufo e sapendo che non c'è spesso una soluzione,soprattutto per lui, non vuole illudere la sua famiglia e se stesso. Due caratteri quasi agli opposti ma non per questo incompatibili. 

Stella decide di voler aiutare Will a tutti i costi, per dargli qualche possibilità in più di far funzionare la terapia sperimentale. Questo però li porta a uscire dalla loro confort zone e crea pian piano un'amore proibito. Perchè i malati di fibrosi cistica, possono aver relazioni con altre persone ma non con chi ha la loro stessa problematica. 

A un metro da te è un consiglio per non ammalarsi ancora di più, che però fa a botte con il cuore. 

Ne sono rimasta scottata per molte cose, due delle quali sono spoiler. Non mi vergogno a dire che ho pianto fino ad avere il singhiozzo, scioccando un pò le persone che erano con me per l'insolita reazione. 

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Non sono personaggi con cui ho empatizzato molto, Will poi mi manda sui nervi, ma ho sentito molto l'impossibilità del loro amore e la sofferenza di chi li circondava, ma anche un pò la rabbia di chi sicuramente fa il proprio lavoro e cerca di tenerli lontani e dell'infermiera che più di tutte li vorrebbe vedere felici ma ha già provato sulla sua pelle cosa vuol dire chiudere un occhio. 

L'unico che comunque ho apprezzato sinceramente è Poe, amico malato di Stella, che soffre per la lontananza del fidanzato ma perennemente timoroso sul suo futuro amoroso. Mi ha fatto tenerezza la fragilità con cui parla della persona che ama e della volontà di non farsi percepire come peso. 

Trovo sia un film profondamente ingiusto, ma anche corretto. 

 

Appunto personale, non ho compreso bene il finale. 

Il libro finisce in un certo modo, mentre il film ti lascia un sacco di domande a cui non puoi dare una risposta solo se conosci già la storia. Sicuramente avrei pianto meno, però trovo ingiusta questa differenza.

 

A un metro da te

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