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Era mio figlio. The Last Full Measure [FILM]

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Era Mio Figlio, film diretto da Todd Robinson, è basato su una storia vera, quella di un'indagine condotta dal giovane Scott Huffman, che sotto copertura tenta di combattere la macchina politica americana.
La sua missione è far sì che William Pitsembarger riceva la Medaglia d'Onore dal Congresso per i suoi interventi sul campo di battaglia durante la Guerra in Vietnam. L'uomo ha salvato più di sessanta marines, caduti in una trappola, da una morte certa e prestato il suo servizio a una delle guerre più sanguinose che gli Stati Uniti abbiano mai conosciuto. Nonostante l'investigatore sia inizialmente riluttante a partecipare, decide di unirsi ugualmente ai veterani dell'operazione Abilene per permettere al medico di riceve i riconoscimenti che merita.

 La guerra la conosciamo tutti. 

Vuoi per averla studiata, vuoi per averla vissuta tramite un parente più o meno vicino, vuoi perchè si è vissuta sulla propria pelle, tutti sappiamo che è cruenta e che è estremamente difficile poter ricordare tutti gli atti d'onore che sono stati fatti. Questi film, ci permettono di conoscere qualcosa di più. 

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William Hart Pitsenbarger, era un paramedico dell'Air Force che decise di rinunciare al suo unico biglietto di salvataggio sicuro per rimanere sul campo e salvare più marines possibili. Grazie al suo sacrificio, riuscirono a sopravvivere oltre 60 uomini destinati a morte certa.

Non è l'unica storia di eroismo compiuta durante le guerra, eppure rispetto ad altre, qui troviamo una rivincita postuma. 

 

L'agente del Pentagono Scott Huffman, in un momento di forte tensione lavorativa, viene incaricato per indagare sulle cause che portarono al rifiuto del Congresso per l'assegnazione alla medaglia d'onore di Pitsenbarger, nonostante l'evidente atto d'eroismo. 

Non è facile ricostruire una storia, dopo trentadue anni, eppure Scott deve farlo e pure in fretta, dato che il padre del giovane caduto è malato e prossimo alla morte. Non è nemmo semplice riuscire a capire cosa abbia veramente impedito di premiare Pitsenbarger, senza minare la propria carriera nel Pentagono.

Cosa fare?

Cosa scegliere?

Mollare?

Come riuscire a mantenere un distacco professionale? 

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I casi sono due, o io sono diventata più sentimentale negli ultimi anni, oppure i miei ormoni sono andati a farsi un giro in centro. Fatto sta che avrei iniziato a piangere dopo dieci minuti e avrei continuato anche molto dopo la fine, poi mi sono ricordata di avere una dignità. 

Il film in sè, non racconta nulla di nuovo (parliamo della guerra, c'è poco che può ancora realmente stupire) e non pretende di accusare veramente qualcuno, anche se di colpe se ne possono trovare a pacchi. La storia racconta di quel momento difficile, di come alcuni dei sopravvissuti hanno elaborato il dolore e del peso delle scelte fatte. Parla dell'importanza di riconoscere il valore di chi si è sacrificato, incurante della proria possibile morte per fare del bene al suo paese. 

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William Hart Pitsenbarger, nato l'8 luglio 1944 e morto l'11 aprile 1966, è oggi sepolto nel cimitero di Miami Memorial Park a Covington, Ohio. La sua tomba si trova nella trama 43-D, tomba n. 2.

Meravigliosa l'interpretazione di Jeremy Irvine che secondo me tanto assomiglia a William, ma ho rivalutato e amato Sebastian Stan, che interpreta Scott Huffman. 

C'è una scena, dove Scott va in Vietnam per recuperare le notizie che mancano sul rapporto di quel giorno. Dopo un lungo viaggio, trova chi stava cercando ma al posto di vedere una persona distrutta dal dolore, conosce qualcuno che ha deciso di creare un santuario a disposizione per tutte le persone che hanno bisogno di parlare. Non vado oltre lo spoiler, vi dico solo che quella scena in particolare mi ha fatto vacillare il cuore, gli occhi e la regione. 

Sebastian è stato spettacolare e anche se questo film non è da dieci e lode, solo per quella scena secondo me merita di esser visto e rivisto. 

 

Sono dieci minuti che vi sto dicendo quanto mi è piaciuto questo film, senza però dirvi che: 

La musica di sottofondo è magistrale, così coinvolgente che già dai primi minuti si è completamente presi dalla visione; Questo è l'ultimo film di Peter Fonda, prima di essere stroncato dal cancro il 16 agosto 2019; Ci sono grandi attori, che interpretano in modo meraviglioso e delicato dei personaggi che una volta tornati a casa, devo convivere fino alla fine dei loro giorni con incubi e sensi di colpa. 

Questa è una pellicola imperfetta ma potente, che rivedrò molto volentieri in italiano.

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Cinema 1

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