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Animali che uccidono

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Quando si incomincia a parlare del mito che avvolge il Conte Dracula, la fantasia galoppa in modo folle e percorre sentieri non particolarmente razionali. 

L'esempio perfetto di questo modo di fare, ci arriva falla paladina creata da Kerri Maniscalco; Audrey Rose Wadsworth. La giovane ragazza, votata alla scienza e che mal sopporta i miti popolani, nel secondi libro, si trova ad affrontare la "resurrezione" del Principe delle Tenebre. 

Pur essendo una persona concreta, anche lei cade al baratro fatto di ipotesi fantasiose. Tra le varie bizzarrie, ci sono gli Strigoi e i Pricolici, ma ci sarebbero anche le fate Iele che pur non nominate del libro, fanno parte del folklore rumeno e no, non sono sempre tutte belle e carine come Trilly (che comunque, io detestavo). 

 

«Nelle epoche passate, gli uomini sentivano il bisogno di trovare unaspiegazione alle atrocità e ai massacri che avvenivano in tempo di guerra. Erano svelti a incolpare delle loro sventure qualsiasi cosa non fosse laloro avidità. E così, un bel giorno, inventarono i vampiri, creature sinistrescaturite dalle sordide profondità dei loro cuori diabolici, che di fatto riflettevanola loro stessa sete di sangue. I mostri sono reali quanto le storieche li tengono in vita. E sopravvivono solo finché quelle storie vengonoraccontate.»

 

Il dualismo che mi è piaciuto molto, è quello tra la realtà ed il folklore rumeno. Per ogni essere immondo, esiste una correlazione reale. 

Tipo?

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Gli strigoi nella mitologia rumena sono spiriti turbati che si dice siano risorti dalla tomba. Viene loro attribuita la capacità di trasformarsi in un animale, diventare invisibile e guadagnare vitalità dal sangue delle loro vittime. Il Dracula di Bram Stoker è diventato la moderna interpretazione degli Strigoi grazie ai loro legami storici con il vampirismo.

Strigoi è un sostantivo in rumeno, che significa esattamente uno risorto dalla tomba. Inoltre, il nome strigoi è correlato al verbo a striga, che in rumeno significa "urlare".

Però, però. 

Di questi esseri, possiamo ammirare la parte animale reale; i pipistrelli vampiri.

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Si nutre esclusivamente di sangue di altri vertebrati, in particolare di animali domestici, prelevato attraverso dei morsi inferti con gli affilatissimi incisivi ed evitandone la coagulazione attraverso una glicoproteina anticoagulante nota come draculina, contenuta nella sua stessa saliva. In cattività attacca anche serpenti, lucertole, rospi, coccodrilli e tartarughe. I suoi movimenti sono agili e furtivi. Solitamente non atterra direttamente sulla vittima, ma nelle sue vicinanze, per poi camminare o saltellare verso di essa. Diversi individui possono nutrirsi successivamente dalla stessa ferita.

 

Detto tra di noi, io li trovo molto carucci ma ammetto che essere lo spuntino di qualcuno, non è che mi faccia piacere. La protagonista ed il suo fido cavaliere, troveranno questo esserenino (e mille altri) in un luogo segreto del Castello e no, non apprezzeranno l'incontro e la visione. Ovviamente, non potrà mai essere il responsabile della morte di un essere umano (o forse si, se la quantità è molto alta) ma è una risposta concreta alla visione di un morso sospetto sul collo. Altro che vampiri tornati dal regno dei morti!

 

 

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Un Pricolici è una fusione lupo mannaro/vampiro nel folklore rumeno. Simile a un vârcolac, sebbene quest'ultimo a volte simboleggi un goblin, mentre il pricolici ha sempre caratteristiche simili a quelle del lupo.

I pricolici, simili agli strigoi, sono anime non morte che sono risuscitate dalla tomba per danneggiare i vivi. Mentre uno strigoi possiede qualità antropomorfe simili a quelle che aveva prima della morte, un pricolici somiglia sempre a un lupo. Si dice spesso che uomini malvagi e violenti diventino pricolici dopo la morte, per continuare a fare del male ad altri umani.

Alcuni folklore rumeni delineano che i Pricolici sono lupi mannari in vita e dopo la loro morte, tornano come vampiri. Questo dà anche origine alla leggenda dei vampiri che possono trasformarsi in animali come lupi, cani o gufi e pipistrelli. Il tema comune di tutti questi animali è che sono cacciatori notturni molto simili ai vampiri.

Anche di recente, nei tempi moderni, molte persone che vivono nelle zone rurali della Romania hanno affermato di essere state brutalmente attaccate da lupi anormalmente grandi e feroci. Apparentemente, questi lupi attaccano silenziosamente, inaspettatamente e solo bersagli solitari. Le vittime di tali attacchi spesso affermano che il loro aggressore non era un normale lupo, ma un pricolici che è tornato in vita per continuare a provocare il caos.

 

«Oh, i pricolici! Sarà questa la prima creatura mitologica di cui vi parleròa lezione» ci spiegò. «Ci sono tantissimi racconti folcloristici e leggendeaffascinanti da conoscere e studiare!»
L’accenno ai lupi che rapivano bambini mi abbassò la temperatura delsangue di qualche grado. In effetti, mi sembrava di averli intravisti mentreero sul treno, e poi più tardi, tra gli alberi della foresta circostante. «Cosasono i prico…»
«I pricolici sono gli spiriti degli assassini che tornano sotto forma di giganteschilupi non morti. Anche se alcuni credono si tratti di veri lupiche diventano strigoi quando vengono uccisi. Mi auguro con tutto il cuoreche apprezzerete le mie lezioni. Ora, ricordate: seguite sempre il sentierobattuto e non avventuratevi mai nella foresta, a prescindere da cosavediate lungo il tragitto. Molti, molti ammalianti pericoli si nascondonotra i suoi alberi!»

 

Il mito dei Lupi è decisamente antico e poi dai, si prestano sempre bene perchè sono esseri che nati e cresciuti in totale libertà, risultano essere aggressivi. 

standard di razza

Il lupo grigio eurasiatico (Canis lupus lupus), noto anche come il lupo comune, è una sottospecie di lupo grigio originaria dell'Europa e le zone temperate e steppose dell'ex Unione Sovietica. In Italia e la penisola iberica, viene rimpiazzato rispettivamente con il lupo grigio italiano e il lupo grigio iberico. La sottospecie era diffusa in gran parte dell'eurasia prima del medioevo: a parte ai reperti paleontologici e genici, le lingue indoeuropee tendono ad avere molteplici parole per "lupo", un indizio su quanto fosse abbondante e culturalmente importante l'animale in passato. Fu stimato nelle mitologie baltiche, celtiche, slavoniche, turche, greche, latine e trace, sebbene ebbe un ruolo più ambivalente in quello dei Germani.

È il più grande dei lupi grigi del vecchio mondo, pesando di media 39 chili, sebbene sono stati segnalati esemplari grandi 69-80 chili. Il suo manto è relativamente corto e ruvido, solitamente di colore tenné, con peli bianchi sulla gola che si estendono sulle guance. Gli esemplari melanici, albini ed eritristi sono rari, solitamente frutti d'incroci con i cani. Il suo ululato è più lungo e melodico di quello dei lupi nordamericani, i cui ululati sono più forti e con un'enfasi sulla prima sillaba.

Molte popolazioni di lupo eurasiatico sono costrette a cibarsi predominantemente di bestiame e rifiuti in zone occupate dall'uomo, sebbene gli ungulati selvatici come alci, cervi rossi, caprioli, e cinghiali sono ancora prede importanti in Russia e nelle zone montagnose dell'Europa orientale. Altre prede includono renne, argali, mufloni, bisonti europei, saighe, stambecchi, camosci, egagri, daini e moschidi.

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