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Per i cent’anni dei libri di Agatha Christie, io ed altre ragazze ci siamo messe in testa di creare qualcosa di speciale.

Tutti noi, in un modo o nall’alto abbiamo avuto modo di conoscerla e conosciamo i due personaggi celebri tanto interessanti, quando diversi.

Miss Marple e Poirot conducono la stesso “lavoro”, anche se in modo differente.

Dato che però, sono personaggi romanzati, ho pensato che sarebbe stato interessante cercare di capire come si sarebbero approciati al proprio pubblico, a come potrebbero convin cere la gente a leggere.

Perchè insomma, c’è sempre modo e modo per affrontare un libro e a parere mio, loro due la vedono in modo differente.

Ecco quindi le locandine dei due sfidanti, con poi i punti salienti dei loro pensieri.

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Non chiedetemi per quale motivo, ma ho sempre pensato a Poirot come un lettore “acculturato”, ovvero quel tipo di persona che legge per imparare sempre qualcosa e che non si accontenta del giornaletto senza spessore.

Per contro Miss Murple l’ho identificata come la zia zitella, un pò matta ma geniale che sprona sempre tutti a far sempre il meglio. Quel tipo di persona che prova qualsiasi genere e qualsiasi autore, pure quello indie che conoscono solo in quattro, ma sempre mantenendo una certa moralità.

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In pratica, uno invencentiva la lettura consapevole mentre l’altra, spronta solo la lettura.

Dato che ai nostri giorni, ci sono sempre meno lettori, mi sono chiesta quali delle due tattiche sia la più apprezzata. Mi sono affidata veramente ai social, ma prima di tutto vi svelo la mia scelta.

Io voterei Miss Marple, per il semplice fatto che per me, la lettura deve essere un momento di svago e non per forza un momento di studio. Certo, imparare sempre qualcosa viene utile in qualsiasi occasione, anche solo per una chiacchierata ma a conti fatti, per me la lettura deve essere principalmente un momento di stacco dalla mia vita, e che mi permetta di volare con la fantasia o vivere una vita/una situazione che da sola non potrei mai ricreare.

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Pensavo che la maggior parte della gente la pensasse come me, e invece mi hanno stupito con effetti speciali.

Per tanti, dato che il tempo per leggere è sempre poco, è meglio convoliare le proprie energie su un testo più “completo”.

 

 

Sempre rimanendo in tema libri, questo evento non è stato creato a caso.

Per festeggiare i cent’anni di Agatha Christie, sono stati stampati due libri dedicati ai due pesonaggi sopra interpellati, con qualche nozione oggettivamente utile e prettamente una raccolta di citazioni.

Dettro tra di noi, i libri hanno un valore più che altro simbolico, perchè o c’è un certo amore per i due (o proprio per le citazioni in generale) oppure sono dei volumi prettamente inutili.

Molto carini, ben curati, ma non particolarmente sorprendenti.

Io comunque ho apprezzato.

 

 

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Poirot a Styles Court Poirot sul Nilo Poirot. Tutti i racconti
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Il mito del guerriero è presente nella cultura e nella tradizione delle più importanti civiltà del passato. Nell’antica Grecia, gli Spartani erano considerati guerrieri eccezionali, selezionati ed educati fin dalla nascita per eccellere nell’arte della guerra. Personaggi come Leonida e i suoi 300 condottieri sono entrati nel mito e hanno ispirato decine di scrittori e registi. Non possiamo poi dimenticare gli antichi guerrieri giapponesi: i Samurai. Devoti al loro Daimio, i Samurai dedicavano la loro intera esistenza alla pratica disciplinata e a quei nobili principi che sono ben fotografati nell’Hagakure – il libro segreto dei Samurai.

L’archetipo del Guerriero è stato più volte incarnato nel corso della storia anche dal genere femminile. Tra le guerriere più note vi sono senz’altro le Amazzoni, risalenti ai miti greci. Ma molto più interessanti sono alcune figure singole che hanno dato lustro all’archetipo Guerriero femminile: Ah-Hotep, la regina guerriera dell’Antico Egitto; Fu-Hao, regina della dinastia Shang, che in Cina guidò un esercito di più di 13.000 soldati già nel 1.200 a.C.; ed infine Giovanna D’Arco, la ragazza di umili origini, che nel XV secolo arrivò a ricoprire ruoli di altissimo livello all’interno dell’esercito di una nazione come la Francia.

-Articolo in parte preso dal sito EfficaceMente

 

Parliamo di archetipi, perchè ho appena finito di leggere il libro di Alessia Tripaldi e come approfondimento, ho scelto il Guerriero.

Come avete letto sopra, è facile incappare in un tipo di comportamento riconducibile a quello, dato che queste persone sono quelle che in un modo o nell'altro fanno la storia sul campo di battaglia. Ma cosa differenzia questi personaggi, dai Killer?

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Alessia dice che, L'Archetipo del Guerriero: E' un individuo solo, isolato, arrabbiato e di solito ha avuto una vita e un'infanzia abbastanza difficile.
Una volta cresciuti, questi individui si trasformano da Vittime a Carnefice, nel momento in cui trovano una causa. Questa causa può essere anche il Credo espresso dal Saggio (altro archetipo molto persuasivo -qui-), ma più spesso il Guerriero, essendo un tipo solitario, agisce in autonomia. 
Le vittime sono nemici della Causa, e vengono usccise attraverso omicidi che hanno la forma e la modalità dell'esecuzione. Quindi, le armi preferite, sono gli esplosivi o le armi da fuoco ma a volte le vittime, sono vittime indistinte, il nemico è la società e quindi le esecuzioni assumono una sfumatura da strage e può capitare che il guerriero, si auto impartisca la morte, in nome della sua stessa Causa. 

Tra i vari nomi, per far capire un pò chi può rientrare in questa categoria, vengono nominati:

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Due facce, che in realtà si chiama Harvey Dent, ha avuto un'infanzia molto difficile. 

Era un procuratore a Gotham e in Batman vedeva un alleto ma, durante un caso molto importante, rimase sfigurato su metà volto. Questo lo portò a sviluppare una certa psicosi. Gli psichiatri dell'ospedale cercano di rimuovere la sua personalità malvagia togliendogli la moneta e rimpiazzandola prima con un dado e poi con un mazzo di carte dei Tarocchi, dandogli così ben 78 opzioni di scelta, non solo due. Il trattamento però fallisce miseramente, infatti; con così tante possibilità di scelta a disposizione, Dent non è più in grado di prendere neanche le più semplici decisioni. 
Alla fine della graphic novel, Batman gli ridà indietro la sua moneta, chiedendogli di usarla per decidere del suo stesso destino, se la moneta cadrà da un lato, sarà libero, se cadrà dall'altro, si farà uccidere. Dent dice a Batman che la moneta è uscita dal lato intatto, e Batman ha così salva la vita, ma la scena successiva ci mostra che la moneta era uscita dal lato sfigurato, dimostrando che Due Facce ha deciso autonomamente di lasciare libero Batman.

Un anno dopo

Recentemente Harvey Dent, era riuscito a recuperare il suo equilibrio mentale: nuove tecniche di chirurgia plastica gli restituirono il suo aspetto, e addirittura venne addestrato da Batman e scelto come suo sostituto come protettore di Gotham durante l'anno sabbatico del Cavaliere Oscuro preso dopo Crisi infinita. Harvey prese il suo ruolo di vigilante molto seriamente, e cominciava ad amare la vita di giustiziere, ma quando Batman e Robin tornarono in azione, Harvey si sentì messo in disparte: quando venne addirittura sospettato di alcuni omicidi che non aveva commesso, la sua fragile psiche crollò definitivamente: la sua identità criminale tornò a galla, e Dent decise di deturparsi volontariamente il viso con dell'acido muriatico e un bisturi: Due Facce così è tornato a tormentare i cittadini di Gotham e il suo paladino.

(grazie wikipedia, per colmare sempre le mie lacune

Tu sai che il sistema non funziona, che la giustizia può essere decisa dal lancio di una moneta.

 

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Poi abbiamo Pinguino, di cui il vero nome è Oswald Chesterfield Cobblepot.

Oswald Cobblepot era un semplice ometto panciuto e con un lungo naso buffo che, associato alla sua passione per l'ornitologia, fungeva da calamita per gli insulti e le marachelle dei bulli di quartiere.

Cresciuto solo e con un grande risentimento verso il mondo, Oswald si affeziona agli uccelli (animali, peraltro, venduti nel negozio di famiglia gestito da sua madre, vedova) tanto da essere soprannominato, al college, Pinguino. Come se il suo aspetto non fosse sufficiente ad attirare scherni, sua madre lo costringeva a portare con sé un ombrello, per paura che s'ammalasse. Infatti il padre era morto a causa di una forte polmonite in seguito ad un improvviso temporale. Questa sua stranezza rese ancor più ostili i compagni verso di lui.

Di questo periodo della sua vita non si sa molto. L'attività di famiglia era in caduta libera e presto i creditori l'avrebbero fatta sparire. Della vita di Oswald adolescente si conoscono alcuni interessanti particolari. Per esempio, fu in questo periodo che cominciò a pensare all'ombrello come un'arma. Affilò la punta del suo ombrello e sfregiò permanentemente il volto del capo dei bulli che lo perseguitavano, tale Randall Holmes. Significativo l'episodio in cui paga la ragazza più carina della scuola affinché si presenti al ballo con lui, il ragazzo più brutto. In questo modo, la ragazza fa il primo passo verso quella che sarà una vita di soli soldi e sesso, mentre Oswald sperimenta le gioie dell'amore e del potere.

Il destino incombe, però. Il negozio chiude, i suoi amati volatili vengono quindi sequestrati e Oswald si ritrova solo e senza soldi. Il risentimento latente esplode con tutta la sua forza. L'ombrello diviene un'arma d'offesa, un marchio del neonato criminale in tuba, monocolo e frac. La vendetta diviene la sua unica ragione di vita (nonché la sua rovina). Nasce il Pinguino, bizzarro criminale amante dei pennuti, del potere e degli abiti eleganti. (sempre molto gentile, mister wikipedia!)

 

Fra i vari nomi che possono esser associati a questo modo di fare, possono esserci anche molti personaggi che compiono stragi (tipo il crollo delle torri gemelle) ma se vogliamo rimanere in tema "finzione", penso possano esser nominati anche i protagonisti di Notte buia, niente stelle

Le quattro donne sono mosse da una certa vendetta, nei confronti di chi le ha trattate male e che all'improvviso, sono stanche. 

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Come abbiamo visto durante la recensione (qui), la lettura dei Tarocchi è una cosa oggettivamente semplice ma non alla portata di tutti. 

Dico semplice perchè la tecnica, se sipegata in modo schematico e lineare, non ha nulla di contorto. Si mischiano le carte, si stendono, si rimischiano e poi si scelgono. 

Ovviamente, ci sono da tener conto anche una serie di sfumature che cambiano da stesa a stesa, ma anche da quale scuola uno abbia scelto di seguire. Perchè ecco, non esiste un solo mazzo di Tarocchi, e nemmeno un solo modo per usarli.

 

Bisogna tener presente che come per tutte le cose, c'è sempre un lato commerciale. 

La divinazione si presta molto bene, dato che si colloca nella categoria dell'occulto e molti ne sentono il fascino, anche se poi alla fine non ci credono veramente. 

In commercio ci sono molti mazzzi e l'unico modo per scegliere quello giusto, è affidarsi al proprio senso estetico. O forse no? 

Regola vorrebbe che il primo mazzo ti venga donato da una persona sconosciuta, ma quante possibilità ci sono che ciò avvenga? Ecco, nessuna. Quindi, alla fine di tutto sto pippone vorrei mostrarvi alcuni mazzi che trovo interessanti e molto diversi tra loro. 

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Di questo mazzo, non c'è moltissimo da dire, se non che è tra i più vecchi in assoluto. 

Il mazzo Egiziano è forse uno dei miei preferiti e sicuramente, da quello che ho scoperto, è anche uno dei più difficili da maneggiare. 

Come ben sappiamo, le divinità sono esseri estremamente suscettibili e in questo caso, la leggenda narra che se usati da non credenti o persone poco rispettose, possano sentirsi offesi. Da tale sentimento, potrebbero arrivare dispiaceri nel consultante e quindi, si consiglia sempre di arrivare a quel punto con una vera curiosità e non con la voglia di giocare e basta. 

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I Tarocchi Crowley, si basano sulla personalissima concezione magica di Aleister Crowley, un importante cartomante inglese esperto di occultismo e creatore della filosofia magica di Thelema.

Il mazzo è composto da 78 arcani, suddivisi in 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori.

Se nelle carte Egizie, abbiamo la complessità delle divinità interpellate, qui abbiamo la complessità di ogni carta che risulta difficile da comprendere anche per i cartomanti stessi. 

Solitamente, vengono usati dagli esperti, perchè più "studiati" e più abituati alla lettura ma sono anche un rompicato affascinante. 

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Come ultima cosa, vi mostro loro; Tarocchi del Magenta. 

A senso estetico, non sono esattamente tra le mie preferite ma le trovo molto interessanti per i mille buchi che ci sono. 

Si vabbè, sprechiamoci con le battute, ma il creatore di questo mazzo ancora non è stato trovato ed io mi chiedo come sia possibile. Ad essere poi precisi, in realtà questo non è nemmeno un mazzo di tarocchi, dato che mancano i semi e quindi la lettura delle sue carte è diversa rispetto a tante altre. 

 

In sintesi, non basta aver in mano un mazzo di carte bello e a buon mercato.

La lettura va fatta con un certo criterio, anche estetico se si vuole, ma sempre nel rispetto di quello che abbiamo in mano e di chi ci sta davanti. Anche delle persone che ci hanno fatto avvicinare a questa pratica, senza vergognarci nel dire che un pò, ci si crede veramente a queste cose. 

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test sul blog Il mondo di sopra

 

Se chiudo gli occhi, riesco ancora a sentirlo. Il grido disperato di una creatura che ha perso ogni speranza, ma trattiene ancora un barlume di lucidità. Quanto basta per fargli provare un dolore devastante. È così che nascono le Morhn. Dalla carne, dalla vita, dal respiro. E trasformano tutto in ombra.


Come si fa a parlare di mostri? 

Che logica si può nascondere dietro a degli abomini, che sentimenti possono avere al di fuori della rabbia o della violenza fine a se stessa? 

Emettono dei lamenti strazianti, grotteschi e sono ricoperti dalla stessa melma nerastra che ci circonda, come una tenda caduta dal cielo dalla quale non riescono a liberarsi. L’odore è così forte che mi gira la testa. È l’ultimo stadio dell’infezione: la tua pelle è completamente ricoperta di scaglie nere, la vista si oscura e perdi il controllo. Inizi a vomitare liquame e bile, finché tutto finisce e diventi una di loro. Una Morhn.


Questi esseri non nascono così, prima di diventare mostri sono stati essere umani normalissimi.

Ci sono alcuni modi per contrarre il morbo, quello più comune è attraverso la melma che le Dhrek’Morhn hanno addosso. Questa cosa vischiosa deve entrare dalla bocca o negli occhi o nelle orecchie e raggiungere il cuore. Una volta arrivato lì, nulla ti può salvare ma se il cuore è ancora libero, solo una pietra nera può provare a salvarti. Sempre che funzioni. 

Se si è ormai oltre la via della salvezza, prima di arrivare alla trasformazione definitiva, l'unica soluzione è un'arma imbevuta di magia. La morte, diventa un'amica. 

Ma per tutti quelli che si infettano e non vengono femati per tempo, arrivano ad essere delle Dhrek’Morhn e per questo livello di difficoltà, solo il fuoco di Drago funziona. C'è però un modo più semplice per uccidere una Dhrek’Morhn, se è stata infettata in modo innaturale, basta distruggere la pietra nera. 

Una Morhn non è più umana, ma non è del tutto un mostro. A volte un barlume di coscienza rimane sotto lo strato di roccia e costringe quella che è stata una persona a guardarsi uccidere e distruggere ciò che incontra sul cammino. Porre fine alle sue sofferenze è un atto di pietà.

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creato da J. A. Windgale


C'è poco e tanto da dire, sulle Morhn. 

Sono esseri estremamente pericolosi anche per il fatto che perdono completamente ogni freno inibitore, ma sono sostanzialmente delle vittime anche loro. 

Il morbo non si può prevenire sempre e guarire, non è certo senza l'aiuta dei guaritori ma anche la mancanza di pietre nere, che stanno all'origine di tutto, possono fallire. 

Dapprima utilizzata solo dai maghi, è stata trasformata in qualcos’altro, un catalizzatore. La magia smise di essere appannaggio di chi nasceva con il dono e diventò di tutti. Bastava caricare una pietra e chiunque avrebbe potuto utilizzare l‘incantesimo al suo interno. Esaurita la sua funzione, la pietra si frantumava.

Ma con il potere è arrivata l’oscurità. Le persone hanno iniziato ad ammalarsi, ogni pietra consumata poteva significare nuovi contagi, nuove Morhn.


Vittime, volontarie ed involontarie. 

Per chi si fa ammaliare dal potere e chi ne sente il rinculo. Le Morhn posso risultare orrende e affascinanti allo stesso tempo, solo gli animi più oscuri possono captare la loro feroce bellezza, indomabili e imprevedibili. 

 

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Isaac Asimov, nato Isaak Judovič Azimov (in russo: Исаáк Ю́дович Ази́мов; Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992), è stato uno scrittore e biochimico sovietico naturalizzato statunitense.

Fu autore di numerosi romanzi e racconti di fantascienza e di volumi di divulgazione scientifica, la sua produzione è stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi. Alcuni romanzi e racconti di fantascienza hanno avuto trasposizioni cinematografiche.

 

IO, ROBOT

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UN SOFFIO DI MORTE

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Asimov gira nelle libreria della gente da molti anni, e soprattutto gode di una certa fama che ogni tot tempo ha dei picchi che non mi spiego. 

Certo, bravissimo è bravissimo, ma la scelta di riproporre nuove edizioni come se fossero dei fazzoletti di un allergico, mi sfugge. Marketing? Indubbiamente. 

Qui sopra ho voluto mettere a confronto alcuni titoli, soprattutto quelle inglesi ma qualcosa anche in russo (abitudine presa grazie a mio fratello) e lo ribadisco per l'ennesima volta... le cover straniere sono una spanna migliori delle nostre! Voi cosa ne dite?

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Verne nel 1892

 

Jules Gabriel Verne, spesso italianizzato in Giulio Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), è stato uno scrittore francese. Tra i più importanti autori di storie per ragazzi, con i suoi romanzi scientifici è considerato, assieme a H. G. Wells, il padre della moderna fantascienza. Giunse al successo nel 1863, quando si dedicò proprio al racconto d'avventura.

Tra le sue numerosissime opere, note in tutto il mondo, vi sono romanzi come Viaggio al centro della TerraDalla Terra alla LunaL'isola misteriosaVentimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni, con alcuni di questi che sono poi divenuti anche film di successo. Con i suoi racconti ambientati nell'aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ispirò scienziati e applicazioni tecnologiche delle epoche successive. Verne è anche uno degli autori più letti in lingua straniera.

Intorno al 1848 iniziò, assieme a Michel Carré, a scrivere libretti per operette.

Per alcuni anni la sua attenzione si divise tra il teatro e il lavoro, ma alcune storie di viaggi che scrisse per il Musée des Familles gli rivelarono il talento per la scrittura di opere d'immaginazione.

Nel 1850 abbandonò definitivamente la carriera giuridica per dedicarsi alla letteratura. Scrisse commedie e tragedie per il teatro, sia pure con scarso successo (uno dei titoli che si ricorda è Pailles rompuesLe paglie rotte). Tramite la conoscenza di Alexandre Dumas figlio convinse Alexandre Dumas padre a rappresentarlo nel teatro di Dumas, Théatre Historique. Altri scritti compaiono sul Musée des familles: Les Premiers navires de la marine mexicaine e Un Drame dans les airs nel 1851. Nel 1852 Jules Verne divenne segretario del Théâtre Historique (vecchio nome del Théâtre Lyrique, ora Théâtre de la Ville), per poi passare all'Opéra-Comique.

Nel 1857 sposò Honorine Morel, una ricca vedova che gli garantì una discreta indipendenza economica. Ma non fu un matrimonio molto felice.

All'età di trentacinque anni, nel 1862, intraprese la carriera di scrittore, carriera che continuò fino al 1905. A tale anno risale anche la pubblicazione postuma di molti suoi lavori: sessantadue romanzi e diciassette racconti.

Il successo di Verne si dovette in gran parte all'editore Pierre-Jules Hetzel, il quale, dopo aver pubblicato nel 1863 un suo primo volume di racconti, Cinque settimane in pallone, gli propose un contratto di 20 anni con l'impegno di pubblicarne tre all'anno, consentendo all'autore di abbandonare l'impiego di agente di cambio e dedicarsi completamente alle sue opere.

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Caricatura di Verne del 1884

E' considerato, assieme ad H. G. Wells, il padre del genere fantascientifico.

Le storie avventurose di Verne, in particolare Viaggio al centro della Terra (1864), Dalla Terra alla Luna (1865) e Ventimila leghe sotto i mari (1869), mescolano un'audace avventura romantica con una tecnologia molto aggiornata o futuribile, cioè estrapolata nel futuro secondo logica. Le sue opere godettero di un enorme successo commerciale, aprendo la strada ad altri autori. L. Sprague de Camp ha definito Verne "il primo romanziere a tempo pieno di fantascienza del mondo". Malgrado la loro popolarità, le opere di Verne vennero considerate per lungo tempo semplice letteratura per ragazzi: dovettero trascorrere molti anni dalla morte dello scrittore prima che la critica nazionale lo ammettesse a pieno titolo tra i grandi della letteratura francese ed è stato soprattutto a partire dagli anni ottanta del Novecento che la critica anglosassone lo ha ampiamente studiato, ritradotto e riconosciuto come uno dei padri della fantascienza, benché Hugo Gernsback l'avesse riconosciuto esplicitamente come tale già nel 1926, nell'editoriale del primo storico numero di Amazing Stories, la prima rivista interamente dedicata al genere.

Secondo Émile Zola «ha portato alle estreme conseguenze ciò che la scienza considera possibile in teoria, ma che nessuno è riuscito finora a mettere in pratica». Secondo Antonio Gramsci, «nel Verne c'è l'alleanza dell'intelletto umano e delle forze materiali [...]. Nello stesso tempo però questo equilibrio nelle costruzioni romanzesche del Verne è diventato un limite, nel tempo, alla sua popolarità (a parte il valore artistico scarso): la scienza ha superato Verne e i suoi libri non sono più "eccitanti psichici"». Secondo Ray Bradbury «senza Verne, molto probabilmente non avremmo mai concepito l'idea di andare sulla Luna.» Guido Gozzano, nel suo sonetto In morte di Giulio Verne del 1905, scrisse: «La Terra il Mare il Cielo l'Universo per te, con te, poeta dei prodigi, varcammo in sogno oltre la Scienza.»

 

OPERE

I Viaggi straordinari (Voyages extraordinaires) sono una serie inizialmente di 54 romanzi scritti e fatti pubblicare da Verne tra il 1863 e il 1905; a questi sono stati aggiunti altri 8 titoli postumi a cura del figlio Michel Verne tra il 1905 e il 1919 e 18 racconti inseriti nei volumi. Obiettivo precipuo e caratteristica dei Voyages era quello - secondo l'editore di Verne Pierre-Jules Hetzel - di "descrivere tutte le conoscenze geografiche, geologiche, fisiche ed astronomiche accumulate dalla scienza moderna e raccontate in una forma divertente e pittoresca... una storia dell'universo"

  • Romanzi non compresi nei Viaggi straordinari

    • 1846: Un prete nel 1839 (Un prêtre en 1839), pubblicato nel 1991 con i Manuscrits nantais
    • 1847: Jédédias Jamet ou l'histoire d'une succession, pubblicato per il pubblico nel 1991 con i Manuscrits nantais
    • ? : Pierre-Jean, racconto rimaneggiato da Michel Verne nel La destinée de Jean Morénas, poi pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain e nel 1991 con Manuscrits nantais
    • 1851: Un dramma in Messico (Un drame au Mexique), pubblicato nel 1876 in appendice a Michel Strogoff
    • 1851: Un dramma nell'aria (Un drame dans les airs), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
    • 1852: Martin Paz (1852), pubblicato nel 1875 con Chancellor
    • 1854: Mastro Zacharius o l'orologiaio che aveva perduto l'anima (Maître Zacharius ou l'horloger qui avait perdu son âme), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
    • 1855: Un inverno tra i ghiacci (Un hivernage dans les glaces), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
    • 1859: Viaggio a ritroso in Inghilterra e in Scozia (Voyage en Angleterre et en Écosse, pubblicato nel 1989 con il titolo Voyage à reculons en Angleterre et en Écosse)
    • 1861: Joyeuses misères de trois voyageurs en Scandinavie, incompleto, i frammenti rimasti sono stati pubblicati nel 2003
    • 1861: L'Oncle Robinson, incompleto, pubblicato nel 1991 con Manuscrits nantais
    • 1861: Parigi nel XX secolo (Paris au XXe siècle), pubblicato nel 1994
    • 1863: Il bluff (Le Humbug), frammento di un racconto pubblicato da Michel Verne e pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1872: Storia dei grandi viaggiatori: da Annone cartaginese a Cristoforo Colombo; Milano: Treves Editore.
    • 1885: L'Épave du Cynthia , in collaborazione con André Laurie

    Romanzi postumi

    • 1891: La giornata di un giornalista americano nel 2889 (La Journée d'un journaliste américain en 2889), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain, edito già in vita dell'autore nella rivista statunitense "the forum", nel 1889.
    • 1891: La famiglia Topone (Aventures de la famille Raton), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1893: Il signor Rediesis e la signorina Mibemolle (Monsieur Ré-Dièze et Mademoiselle Mi-Bémol), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1896: Il pilota del Danubio (Le Beau Danube jaune, pubblicato nel 1908 col titolo Le pilote du Danube)
    • 1897: I naufraghi del "Jonathan" (En Magellanie, pubblicato nel 1909 col titolo Les Naufragés du "Jonathan")
    • 1900: Il vulcano d'oro (Le Volcan d'or), pubblicato nel 1906
    • 1901: Le Secret de Wilhelm Storitz, pubblicato nel 1910
    • 1901: Caccia alla meteora (La Chasse au météore), pubblicato nel 1908
    • 1903: Il faro in capo al mondo (Le Phare du bout du monde), pubblicato nel 1905
    • 1904: Voyage d'études, ripreso da Michel Verne nel suo L'étonnante aventure de la mission Barsac
    • 1905: Edom, ripreso ne L'eterno Adamo (L'éternel Adam), pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
    • 1905: Une ville saharie, usato come ispirazione per il romanzo di Michel Verne L'étonnante aventure de la mission Barsac

    Romanzi scientifici

    • 1858: Salon de 1857
    • 1864: Edgar Poe et ses œuvres
    • 1866: Géographie illustrée de la France et de ses colonies, in collaborazione con Théophile-Sébastien Lavallée
    • 1870: Découverte de la terre: Histoire générale des grands voyages et des grands voyageurs, publié en quatre volumes, les trois derniers en collaboration avec Gabriel Marcel - volume 1
    • 1878: Découverte de la terre: Histoire générale des grands voyages et des grands voyageurs, publié en quatre volumes, les trois derniers en collaboration avec Gabriel Marcel - volume 2
    • 1879: Les grands navigateurs du XVIII e siècle - volume 3
    • 1880: Les voyageurs du XIX e siècle en 1880 - volume 4
    • 1888: La conquête économique et scientifique du globe, in collaborazione con Gabriel Marcel
    • 1890: Souvenirs d'enfance et de jeunesse

    Raccolte

    • 1874: Il dottor Ox (Le Docteur Ox); raggruppa: Il dottor Oss (Une fantaisie du Docteur Ox), Mastro Zacharius o l'orologiaio che aveva perduto l'anima (Maître Zacharius), Un dramma nell'aria (Un drame dans les airs), Un inverno tra i ghiacci (Un hivernage dans les glaces) e Quarantième ascension française au mont Blanc (un testo di Paul Verne, ritirato nelle edizioni seguenti).
    • 1910: Racconti del passato e dell'avvenire (Hier et demain); raggruppa: La famiglia Topone (Aventures de la famille Raton), Il signor Rediesis e la signorina Mibemolle (Monsieur Ré-Dièze et Mademoiselle Mi-Bémol), Il destino di Giovanni Morenas (La destinée de Jean Morénas), Il bluff (Le Humbug), La giornata di un giornalista americano nel 2889 (Au XXXIX e siècle: La journée d'un journaliste américain en 2889) e L'eterno Adamo (L'Éternel Adam)
    • 1991: Manuscrits nantais (volume 3) a tiratura limitata: Un prêtre en 1835, Jédédias Jamet, Le siège de Rome, Le mariage de M. Anselme des Tilleuls, San Carlos, Pierre-Jean e L'Oncle Robinson
    • 1993: San Carlos et autres récits comprende: Pierre-Jean, Le mariage de M. Anselme des Tilleuls, Le siège de Rome, San Carlos, Jédédias Jamet e Voyage d'études
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