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Partiamo con una premessa grande quanto l'oceano, giusto per mettere in chiaro le cose; conosco Alice Chimera da qualche anno e anche se non la capisco sempre, ormai certi lati del suo carattere non mi sono nuovi. 

Però.

Però.

Il giorno dopo il lieto fine, che altri non è che il vecchio Infelici e scontenti, mi impressiona sempre. Trovo sempre spettacolare il modo in cui è riuscita a dar voce a questi finali alternativi, di storie che tutti abbiamo imparato ad amare (più o meno). 

Circa quattro anni fa, ve ne parlavo qui e successivamente, mi ero soffermata sul personaggio di Alice (qui) ma oggi, dato che sono polla, mi sposto su una principessa che non ho mai del tutto apprezzato. 

 

Ariel, la principessa che cambia tutto di se stessa, per poter inseguire il suo amore terreno. 

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Più o meno tutti conosciamo il calssico Disney, uscito nel 1989.

La principessa dei mari, minorenne, un pò indisciplinata e con una passione per i manufatti umani, durante una tempesta salva un bel marinaio che è caduto dal suo vascello. Com'è normale che sia, la giovane ne è innamorata ma lui, la vede giusto di sfuggita e notando la coda, immagina di aver preso una bella botta in testa. 

I due mondi sono incompatibili ma, grazie ad un patto siglato con la "magia nera", la giovane potrà aver una possibilità di corteggiarlo e coronare coì il suo sogno. In cambio delle gambe, per stare in superficie, cederà la sua voce. 

Vi risparmio il tira e molla della situazione, perchè visto un cartone Disneyano, il resto della storia non cambia rispetto agli altri. 

Dopo i sei anni, questa storia mi è parsa sempre più asurda. Però lo ammetto, il disincanto è arrivato quando mi è balzata in mente una domanda topica "ma è veramente necessario cambiarsi, per un uomo?". Il brutto della Disney vecchiotta, è che ogni ragazza deve adeguarsi alla nuova condizione di vita o deve annullarsi, per essere amata dal principe azzurro. Belle che si innamora del suo aguzzino, Biancaneve che sposa un tizio che bacia ragazze morte, Ariel che baratta la sua coda per uno che continuerà a mangiar pesce. In molti film, sono pochissimi gli uomini che si mettono in gioco. Per quanto io sia ben favorevole alla crescita e al mutamento, da sempre ho pensato che il lavoro dovesse esser fatto da tutti e due. 

Chimera ha dato voce al dubbio di molti, andando oltre al "e vissero felici e contenti". 

Come ho detto sopra, Ariel è una sirena e come tale, appartiene al popolo marino mentre Eric è un normale umano. L'unione di due mondi così differenti, non può esser completamente idilliaco perchè è vero che adesso lei ha due gambe ma, il suo apparato? Com'è ovvio, non vi svelo come andrà a finire (MALE, come dice sempre Barbascura) ma, il dramma che si compie è rivolto ad un futuro erede. 

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Comunque sia, c'è un secondo dettaglio che vorrei portare alla vostra attenzione; la vera storia.

La fiaba originale, venne scritta da Andersen (qui wikipedia). 

Molto più cruenta, la vera differenza tra le due storie è che Ariel in orgigine se avesse fallito, avrebbe dovuto uccidere il suo grande amora oppure, sarebbe morta lei. Mi rendo conto che messa così, i bambini di oggi l'avrebbero apprezzata meno e molto spesso, nemmeno capita ma siamo sicuri che Disney, abbia fatto di meglio? 

 

Vi lascio comunque con una domanda topica, qual'è la principessa Disney che meno avete apprezzato?

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Dormire in un mare di stelle è la nuova "fatica" di Christopher Paolini. 

Per chi non se lo ricordasse, lui è il papà di Eragon e di tutti i suoi prolissi seguiti. Questo nuova storia, teoricamente pubblicata in un unico volume ma portata qui e suddivisa in due, ci porta in uno spazio immenso e ancora costellato di misteri. E minacce. 

Il primo di ottobre potrò parlarvi liberamente di questo libro ma oggi, ricopro le vesti di consigliera, nel campo musicale. 

 

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Un pò come qualche settimana fa, ho deciso di proporvi qualcosa da ascoltare prima/durante/dopo una volta presa coscienza di questa uscita. 

Il mio arsenale è oggettivamente grande, soprattutto in campo musicale dato che sazio tantissimo e i brani strumentali sono i miei preferiti. Eppure, per questa occasione, volevo prima di tutto cercare qualcosa di particolare e magari, vedere se qualcuno aveva creato una traccia specifica. 

Non ne sono rimasta delusa. 

Prima di lasciarvi a quello che ho trovato, vorrei proporvi altri audio da ascoltare che vi faranno venire l'ansia. Lo so, non dovrei alimentare questa cosa e ovviamente, non avendo letto il libro ancora non sapete dove voglio andare a parare. 

Immaginatevi immersi nello spazio, in balia del nulla, perduti e soli. 

Immaginatevi mentre fluttuate un pò cofusi, circondati da questi rumori qui. Affascinante, mentre sono seduta a casa mia ma agghiacciante, se fossi veramente lì. La NASA poi, alimenta tutto questo con una spettacolare registrazione qui. Questa è roba completamente vera! 

Se poi, siete amanti dell'ASMR allora non potete perdervi questo video, da ascoltare rigorosamente a letto con le cuffie buone. qui

 

Come promesso, vi lascio tre link di brani ispirati al libro, che io ho già iniziato ad ascoltare in loop.

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Dante Alighieri, è stato un poeta, scrittore e politico italiano.

A partire dal XX secolo e nei primi anni del XXI, è entrato a far parte della cultura di massa, ed è stato stabilito dal governo e dal parlamento che il 25 marzo sia il giorno finalizzato al culto di Dante, istituendo dal 2020 il cosiddetto Dantedì.

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Oggi, in un certo qual modo, stiamo festeggiando un personalissimo Dantedì.
No, non vi proporrei mai la recensione della Divina Commedia, perché detto tra di noi, non ho le competenze per rendere giustizia ad un’opera del genere.

Però, come vi ho già accennato QUI, insieme ad un gruppo di Blogger abbiamo deciso di fare degli approfondimenti sulla nuova edizione, edita da Mondadori.

Come si può immaginare, arrivare ad architettare tutto in modo corretto, non è stato facile e il lavoro che abbiamo svolto, ci ha portato a seguire un percorso spinoso. Ma di cosa vi parlerò oggi?

   Or discendiamo omai a maggior pieta;

già ogne stella cade che saliva

quand’ io mi mossi, e ’l troppo star si vieta».

   Noi ricidemmo il cerchio a l’altra riva

sovr’ una fonte che bolle e riversa

per un fossato che da lei deriva.

   L’acqua era buia assai più che persa;

e noi, in compagnia de l’onde bige,

intrammo giù per una via diversa.

   In la palude va c’ha nome Stige

questo tristo ruscel, quand’ è disceso

al piè de le maligne piagge grige.

   E io, che di mirare stava inteso,

vidi genti fangose in quel pantano,

ignude tutte, con sembiante offeso.

   Queste si percotean non pur con mano,

ma con la testa e col petto e coi piedi,

troncandosi co’ denti a brano a brano.

   Lo buon maestro disse: «Figlio, or vedi

l’anime di color cui vinse l’ira;

e anche vo’ che tu per certo credi

che sotto l’acqua è gente che sospira,

e fanno pullular quest’ acqua al summo,

come l’occhio ti dice, u’ che s’aggira.

   Fitti nel limo dicon: “Tristi fummo

ne l’aere dolce che dal sol s’allegra,

portando dentro accidïoso fummo:

or ci attristiam ne la belletta negra”.

   Quest’ inno si gorgoglian ne la strozza,

ché dir nol posson con parola integra».

   Così girammo de la lorda pozza

grand’ arco, tra la ripa secca e ’l mézzo,

con li occhi vòlti a chi del fango ingozza.

   Venimmo al piè d’una torre al da sezzo.

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Ho scelto il quinto girone, quello dedicato agli Iracondi e gli Accidiosi.

Ecco, devo ammettere che non sono un pozzo di scienza, e fino agli Iracondi non ho avuto problemi nel capire di chi stessimo parlando ma, per gli Accidiosi... beh, ho cercato il significato su Wikipedia.

“L'accidia o acedia è l'avversione all'operare, mista a noia e indifferenza.”

Quindi, il sunto dei sunti (o il bigino del bigino) è che Dante, in questo caso condanna “Uno esplode nella violenza, cercando di distruggere tutto, l’altro si autocommisera, finendo per distruggere se stesso.” e se ben ci pensiamo, questi due comportamenti sono ancora molto presenti ai giorni nostri.

In molti ambiti, lavorativi e relazionali, questi comportamenti vanno a braccetto.

Basti pensare ad un Capo molto irascibile che non si cura di chi lo circonda e al galoppino che subisce, conscio di subire un torto ma che non cerca di trovar rimedio.

Oppure, nell’equilibrio di una coppia, possiamo trovare un carattere molto forte e violento (che la cronaca ama definire “passionale”) che tiene sotto di sé un animo più chiuso, quasi apatico verso la vita.

O ancora, un filone politico che crede nel “solo ripagando il torto con la stessa moneta, si può lavare l’onta subita” rispetto agli oppositori (ma non sempre) che pur avendo un’opinione diversa, osservano lo sfacelo che si compie davanti ai loro occhi, convinti che anche intervenendo non riuscirebbero a cambiar le cose a lungo termine.

 

Gli Iracondi, che vengono posti nella parte alta del fiume Stige mentre si scontrano tra di loro in malo modo e son spogli dei loro vestiti, ad oggi in alcuni ambiti sono figure osannate, approvate dal popolo e spesso, giustificate dall’opinione pubblica.

Come accennavo sopra, quelli che ricadrebbero in quel girone, sono prettamente persone che decidono di seguire un certo stato d’animo.

«Non tramonti il sole sopra la vostra ira»

Nella psicologia, provare dei sentimenti negativi come l’odio, non è di per sé una cosa nociva. Siamo esseri umani e come tali, ci è impossibile rimaner puri sotto ogni punto di vista.
Per una piccola parte però, è il sentimento giusto per trovare lo slancio e arrivare a migliorarsi e concentrarsi su sé stessi ma, quando si rimane ingabbiati dentro quel sentimento, quando diventa uno stile di vita, allora se ne diventa irrimediabilmente schiavi.

Distruzione di chi ti circonda, invidia per le cose altrui, odio verso una cultura o una ideologia.

Negli ultimi anni, con l’avvento dei molti social, questo sentimento sembra essersi quadruplicato.
Un tempo, quando la comunicazione era limitata e l’opinione pubblica era circoscritta al luogo in cui si viveva, certi modi di fare venivano arginati e sedati con l’ausilio della religione (anche se nel corso del tempo ha perso “potere”) e/o la legge (nell’imaginario attuale, per la maggior parte del tempo viene spesso vista come una giustizia impari e corrotta). Non che si vivesse in un periodo di grande amore, tutt’altro, ma tante cose venivano nascoste “sotto il tappeto” perché considerate un’onta di famiglia. Certo, i casi di odio non mancavano.

Oggi comunque, dato che internet è diventato usufruibile in modo semplice e veloce, al poso di esser sempre un mezzo vantaggioso, si è rivelata un’arma a doppio taglio.

In alcuni casi, per una questione di privacy o per il semplice fatto che non ci si è mai posto il problema, si può interagire con altri utenti nel completo anonimato e senza esser rintracciabili (es. telegram). Così, far circolare commenti pieni di astio o notizie con incitamento all’odio (magari su basi di eventi falsi) è molto più semplice, e visto che il bacino d’utenza è molto ampio, dato che adesso quasi tutto il mondo può interagire in modo simultaneo, molti pensieri trovano terreno fertile. Com’è comprensibile, non essendo tutti uguali, certe persone sono meno pericolose di altre. Mentre da un lato magari abbiamo il razzista che scende in piazza e picchia il mal capitato di turno, dall’altra abbiamo il commentatore folle, che lo applaude e lo incita a proseguire, tranquillo del fatto che tanto, non subirà alcuna ripercussione. 

 

Appena sotto agli Iracondi, nel fiume Stige abbiamo anche gli Accidiosi, coloro che in vita hanno vissuto subendo ogni evento.

Tommaso d’Aquino, definisce questa condizione come «tristezza profonda, che deprime l’animo dell’uomo al punto che non desidera più fare niente».

Ci sono molti pensieri contrastanti in questo senso. Chi sono alla fine, i peccatori di questo girone e perché non è facile incasellarli?

“Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (WHO, in inglese World Health Organization ovvero WHO) la depressione colpisce 322 milioni di persone nel mondo e, quindi, è un'importante causa di disabilità planetaria, con un aumento del 18% di depressi stimato tra il 2005 e il 2015.” Quindi, dovremmo esser tutti dei peccatori?

Come per il sentimento dell’Ira, anche in questo caso Dante voleva far passare il messaggio che essere “accidiosi” è un peccato solo quando è una scelta.

Una persona che soffre di depressione, che si sminuisce perché non ha fiducia in sé stesso, è solo una persona problematica che andrebbe seguita e aiutata (un tempo, queste persone venivano rinchiuse per esser curate mentre oggi, spesso vengono lasciate in balia dei propri problemi e sminuiti, perché scambiati come semplici nullafacenti o bisognosi di attenzioni). Invece, avete presente il galoppino di prima, che non fa nulla per migliorare la sua situazione? Ecco, un Accidioso è colui che si “siede” e vive dentro di sé una rabbia muta e al di fuori, subisce passivamente.

Qui troviamo le persone in gabbia, a cui è stata aperta la porta ma che sono così abituate alla loro condizione svantaggiosa che non escono, non abbandonano ciò che conoscono e che più comunamente parlando, passano da Vittime volontarie a Carnefici, facendo soffrire chiunque si avvicini.

Rimanendo in parallelo con gli Iracondi, dato che Dante li mette in coppia e li pone uno sopra l’altro, gli Accidiosi sono gli utenti social che osservano tutto ma non agiscono, non prendono una posizione. Un po' come il detto “Tengo famigliaè infatti utilizzata, anche come "frase a effetto", per indicare la giustificazione in base alla quale l'ethos di un individuo, di un'intera società, o di un suo sottoinsieme, è un alibi in grado di neutralizzare, giustificare o accettare alcuni comportamenti (azioni, ma anche omissioni) che sarebbero altrimenti moralmente disdicevoli, o ignobili, o perfino fortemente devianti. La frase considerata emblematica di una sorta di "vizio morale" che prospera in Italia (ma anche altrove) che comporta lo scendere a patti con la propria coscienza, l'indulgere al fatalismo della "compromissione" morale (e non di un altrimenti legittimo "compromesso"), in ossequio a "ipotetiche istanze superiori".

 

Prendetevi quindi un momento per guardarvi dentro, fate un respiro profondo e datevi per una volta alla meditazione. Volete veramente passare l'eternità a viver male? Tra l'esser con il naso a fior di melma, litigando con il vostro vicino senza distanze di sicurezza o l'esser sul fondo, a sopportare sulle vostre spalle gente che non sta mai ferma? Vale la pena vivere adesso senza regole, con la quasi sicurezza che lo stato non farà nulla, per poi pentirvene dopo? Ricordiamoci che Dante, per un torto subito o che considerava tale, ha creato dei gironi per questi soggetti.

Dovremmo sperare di non vivere nella stessa epoca di una persona così, o almeno, di non incontrarlo mai per non correre il rischio di rimaner nella sua memoria. Ma si sa che la sfiga ci vede benissimo.

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LA LUNA
Paura, inquietudine

In alcune interpretazioni, il gambero nello stagno rappresenta l'inconscio o l'immaginazione che emerge verso percorsi difficili e pericolosi (il passaggio tra i due cani e tra le torri verso luoghi minacciosi). Altri invece interpretano l'animale come un granchio, facendo riferimento al segno zodiacale del cancro il cui pianeta di riferimento è proprio la luna; seguendo sempre questa interpretazione i due cani sarebbero a loro volta due costellazioni: il Cane maggiore e il Cane minore, mitologicamente i guardiani e protettori del satellite.

A ben guardare le gocce che sembrano piovere sulla terra compiono invece il movimento contrario: ascendono verso l'astro come se attirate da esso, questo sta a significare che l'Arcano non si muove dal mondo circostante all'uomo ma, al contrario, dall'uomo verso l'esterno. Ci parla dunque di energia, inconscio ed emozioni.

 

LA PAPESSA
Saggezza, intuizione

La Papessa viene generalmente raffigurata come una sacerdotessa o una monaca che indossa un copricapo, una veste e un mantello. Un simbolo simile ad una croce può apparire sul copricapo oppure sulla veste; nei tarocchi Visconti-Sforza la croce appare su un bastone impugnato dal personaggio. Il copricapo generalmente è una triplice corona (tiara). In mano tiene un libro appoggiato in grembo, che può essere aperto o chiuso; anche quando il libro è aperto, la donna non lo legge, ma guarda dritto con sguardo fiero.

La donna siede su un trono, e in alcune raffigurazioni i suoi piedi sono appoggiati su un cuscino. Alle spalle della donna c'è un drappo con delle decorazioni. Nei mazzi più recenti il trono è affiancato da due colonne.

Nei tarocchi Rider-Waite le colonne hanno colori opposti (nero e bianco) con incise le lettere "B" (la nera) e "J" (la bianca), secondo la simbologia massonica. Il copricapo talvolta ha la forma di tre fasi lunari (crescente, plenilunio e ultimo quarto). Sul drappo, in alcuni tarocchi, sono dipinti fiori e frutti (melagrane), e sul rotolo che tiene in mano sono incise, in alcuni, le lettere "TORA", in altri, i simboli Yin e Yang. Ai piedi della donna c'è una falce di luna.

 

IL DIAVOLO
Paura, abisso

Nei mazzi più antichi, come i mazzi Visconti-Sforza, le lame con l'immagine del diavolo sono andate perse, per cui non vi è alcun riferimento iconografico su come potesse essere rappresentato in origine.

Vi sono rappresentate tre figure in piedi. In mezzo, su un piedistallo, vi è il diavolo con tutte le caratteristiche tipiche (ali di pipistrello, piedi caprini, testa cornuta), questa figura è un ermafrodito perché ha gli organi sessuali maschili ma al tempo stesso i seni sviluppati. Le due figure sono un uomo e una donna rappresentati nudi legati da una catena per il collo al piedistallo.

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Mi sono avvicinata all'alrte divinatoria solo da poco. 

Per un evento, dovevo leggere il manuale e dato che sono una persona poco puntigliosa, decisi anche di prendermi un mazzo per provare a fare qualche stesura. Come per tante cose, mi si è aperto un mondo fatto di mille significati e tanta fantasia. 

Se ci si guarda attorno, nel campo roseo del marketing, si possono trovare mille mazzi dalle rappresentazioni pittoresche. Quelle che vi ho mostrato sopra, sono ispirate allo stile Art Nouvea (che ho rivalutato negli ultimi anni) ma a casa ne ho altri due tipi molto belli, pur mangiandomi le mani, perchè se ne trovano anche di altre bellissime. Per chi ci lavora, il mondo dell'occulto è sempre un terreno fertile ma per chi invece ci crede veramente, la veste perde ogni significato.

Melissa Panarello, più che altro conosciuta come Melissa P., ha deciso di pubblicare una serie di mini racconti di vita in base alle carte dei Tarocchi. 

Tra qualche giorno ve ne parlo in modo specifico ma oggi, mi voglio soffermare sul come percepisco io questi tre simboli.

 

La Papessa, fra tutti gli arcani, è la mia preferita. 

Ci sono due modi per leggere una carta e in base a come esce, risulta negativa e positiva. Lei, quando è diritta e quindi in verso positivo, non è comunque particolarmente rosea perchè alla fine dice che per fare qualsiasi cosa dobbiamo prima guardare dentro noi stessi. Cioè, non ci dice che tutto andrà bene o che siamo sicuramente sulla retta via, ci dice che dobbiamo guardarci dentro. E farlo veramente. 

La Luna e il Diavolo invece sono un pò altalenanti nei miei confronti, perchè la prima spesso la temo e la seconda no. 

Dovrebbe essere quasi il contrario, la Luna ha una simbologia positiva molto femminile e buona ma sarà che io mi sento più "Ugo"... sul Diavolo invece, solo chi mi conosce sa bene perchè non lo temo. La questione del peccato e del perdere la retta via, non mi scalfiscono.

 

Io ve ne accenno bonariamente, sicuramente i veterano del campo rabbrividiranno alle mie parole. Scusate.

Il fatto è che per ogni Arcano, ci sono mille sfumature perchè in base a come escono ed in base a che carte sono state estratte, cambiano di significato. Tra l'altro, quando ci si incaponisce su una certa domanda e la si ripete troppo perchè le "risposte" non ci piacciono, sono le carte stesse che ci propinano la supercazzola. 

Insomma, io me le immagino fare un consiglio straordinario per decidere come levarsi da questo impiccio e diventare dispettose come certi folletti.

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Titolo: Anomalia
Autore: Nicola Marco Camedda
Pagine: 536
Uscita: 27 febbraio 2020
Prezzo: € 16.90
Genere: Fantascienza
Casa Editrice: Multiplayer

Nell’Ammasso Stellare Zero, la civiltà prospera grazie ai sorprendenti progressi raggiunti dalla ricerca scientifica. Il sistema predittivo di Bionneq è il suo più riuscito traguardo ma qualcosa sta per cambiare…

… un’Anomalia, un elemento che sfugge agli algoritmi predittivi e che rischia di condurre la civiltà sull’orlo dell’ennesimo e stavolta definitivo Annientamento. Questo almeno è quello che sostengono le alte cariche governative. Ma chi si cela davvero dietro l’enigmatico Edward, potente consigliere che sembra orchestrare l’intero corso degli eventi? Qual è il reale scopo della task force antiterroristica da lui instituita?

Un portentoso scenario futuristico in cui il peso del passato determina il presente, costringendo tutti i personaggi coinvolti a trovare il coraggio di rompere lo specchio delle apparenze per la ricerca della verità.

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I libri della Maniscalco li sto aspettando ormai da qualche mese, complice il fatto che la Oscar Mondadori, abbia incominciato a far pubblicità già dal 2019.

Sono attualmente quattro libri (non penso ne arriveranno altri) ed usciranno tutti entro la fine dell’anno.

Il primo, quello che tratteremo oggi, racconta una storia alternativa di Jack lo squartatore e nello specifico, vi narrerò di tutte le malattie citate nel libro (con l’ausilio di Wikipedia, perchè va bene prendersi delle licenze poetiche nei libri ma, vengono citate malattie reali e quindi, almeno un minimo di informazioni corrette vanno date).

 

VAIOLO

«Nathaniel» lo redarguì lui, gli occhi vitrei che saettavano tra me e mio fratello, «non sono affari che ti riguardano.»

«Siamo terrorizzati che la ragazza esca di nuovo dalla sua bolla protettiva? Dio non voglia che si becchi il vaiolo e ci lasci le penne! Oh, aspettate…» disse Nathaniel inclinando la testa. «È già successo, non è vero?» Mi afferrò il polso con fare teatrale, controllò il battito e poi barcollò all’indietro. «Per tutti i santi del paradiso, padre! È ancora viva!»

Mio padre agitò la mano pallida e si tamponò la fronte con un fazzoletto. Non era mai un buon segno.

Le battute sagaci di mio fratello di solito riuscivano a stemperare il nervosismo, ma quel giorno non parevano efficaci.

Il virus del vaiolo si localizza a livello della piccola circolazione della cute, del cavo orale e della faringe. A livello cutaneo si manifesta con un'eruzione maculo-papulare e, successivamente, con vescicole sollevate piene di liquido. La Variola maior è causa di manifestazioni cliniche più rilevanti ed è caratterizzata da una letalità del 30-35%. Le complicanze a lungo termine includono cicatrici caratteristiche, soprattutto al volto, nel 65–85% di coloro che riescono a sopravvivere; possono inoltre manifestarsi, seppure con una minore prevalenza stimabile nel 2-5% dei casi, cecità, come conseguenza di ulcere corneali e successivi esiti cicatriziali, e deformità degli arti, a causa di episodi di artrite e osteomielite. La Variola minor causa una forma di malattia più lieve, nota anche come alastrim, che può condurre al decesso nell'1% dei casi.

 

SCARLATTINA

Per come la vedeva lui, il suo compito era quello di proteggermi dai mali del mondo. In fin dei conti, la mamma non era morta perché aveva dovuto accudire Nathaniel con la scarlattina. La sua lingua non si era gonfiata e la faccia riempita di quei tre mendi sfoghi rossastri perché mio fratello si era ammalato. Il cuore già provato della mamma non aveva ceduto perché lui aveva portato l’infezione in casa.

La scarlattina è una malattia infettiva acuta contagiosa, caratteristica dell'età pediatrica, che si manifesta con febbre e angina faringea ed è caratterizzata da insorgenza di esantema puntiforme (la capocchia di spillo).

Si trasmette per via aerea. Non esiste un vaccino, ma può essere trattata efficacemente tramite la somministrazione di antibiotici. La maggior parte delle manifestazioni cliniche è dovuta alle tossine eritrogeniche prodotte dal batterio streptococco di gruppo A quando viene infettato da un batteriofago. Infatti, a differenza delle altre malattie esantematiche tipiche dell'infanzia, come rosolia e varicella, la scarlattina è l'unica provocata da batteri anziché da virus.

Prima dell'avvento degli antibiotici, la scarlattina rappresentava una delle principali cause di morte. Inoltre, talvolta, era responsabile per l'insorgenza di complicanze tardive come la glomerulonefrite e l'endocardite, quest'ultima poi spesso causa di problemi alle valvole cardiache, talvolta con esito infausto.

 

LEBBRA

Un piccolo letto in ferro battuto con un materasso a righe ospitava un corpo scheletrico che non dava molti segni di vita. Il povero Thornley era avvizzito tanto da ridursi a uno strato di pelle ingrigita tesa sulle ossa fragili. Ferite aperte sul tronco e sulle braccia trasudavano un miscuglio di sangue e pus che emanava un puzzo di carne fetida percepibile persino dalla soglia. Era difficile affermarlo con sicurezza, ma l’uomo sembrava soffrire di una grave forma di lebbra.

 

Thornley si grattò le braccia con una tale foga che ebbi il timore si potesse lacerare la pelle. Ecco spiegate alcune di quelle lesioni: si provocava da sé le croste, che poi sfregava fino a infettarle. Non era lebbra, dunque, ne aveva solo l’aspetto. Ingoiai il disgusto in un unico, sgradevole boccone. Quell’uomo doveva provare un dolore inimmaginabile.

La lebbra o malattia di Hansen (questa seconda è l'unica definizione utilizzata legalmente dagli enti pubblici e statali italiani) è una malattia infettiva e cronica, causata dal batterio Mycobacterium leprae, che colpisce la pelle e i nervi periferici in vari modi e gradi, anche molto invalidanti. Un tempo molto pericolosa, in era moderna si è riusciti a curarla meglio che in passato. Le dizioni "morbo di Hansen" o "Hanseniasi" vengono oggi privilegiate per evitare lo stigma che la parola "lebbra" ancora reca con sé nell'opinione comune.

L'esatto meccanismo di trasmissione del BH non è ancora del tutto chiaro. Il bacillo è stato trovato in molte varietà di insetti, ma non è mai stata dimostrata la trasmissione vettoriale. Si è ipotizzata una trasmissione per contatto cutaneo e per iniezione con aghi contaminati. Il bacillo viene certamente trasmesso attraverso un contatto stretto e prolungato con pazienti bacilliferi non trattati, che eliminano bacilli dalle mucose delle vie respiratorie superiori. Già dopo la prima dose di rifampicina la carica infettante viene ridotta del 99,99%, sicché i pazienti trattati non sono contagiosi. Benché si possano trovare BH nel latte materno e nella placenta, la lebbra colpisce raramente i bimbi piccoli.

 

La protagonista di questa storia, lavora e studia nell’obitorio dello Zio, quindi è in contatto con moltissime malattie.

Se consideriamo il periodo, l’igiene e l’avanzamento della scienza, questo articolo dovrebbe comprendere anche tutta una serie di infezioni ad oggi facilmente curabili.

Quelle che vi ho citato, sono solo alcune tra quelle più nominate o che hanno avuto un peso maggiore rispetto alle atre. Ad esempio, viene citato il Colera e germi trasmissibili in via aerea ma, non ho pensato che sarebbe diventato un pò troppo pesante il tutto.

C’è però una menzione che mi sento di dover fare, considerato il nostro periodo attuale:

«Nostro padre uscirà di senno se scoprirà quello che stai facendo. Temo che abbia di nuovo perso il contatto con la realtà. Le sue manie stanno diventando… inquietanti.»

«In che senso?»

«La… la scorsa mattina l’ho sorpreso ad affilare i coltelli e a parlare da solo quando pensava che tutti stessero dormendo.» Nathaniel si massaggiò le tempie, il sorriso ormai incerto. «Forse crede di poter infilzare i germi prima che riescano a entrare in casa.»

Una notizia preoccupante, eccome. L’ultima volta che mio padre si era ridotto in quello stato, mi aveva obbligato a indossare una mascherina ogni volta che uscivo per evitare di contrarre qualche malattia a trasmissione virale.

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