Blog Article

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

«In questa realtà le streghe non sono ben viste. Credono che siamo portatrici di sventure e maledizioni e penso che quel cancello in effetti abbia un problema alla serratura: rimane sempre aperto» rispose Metelaine, con naturalezza.«In questa realtà le streghe non sono ben viste. Credono che siamo portatrici di sventure e maledizioni e penso che quel cancello in effetti abbia un problema alla serratura: rimane sempre aperto» rispose Metelaine, con naturalezza.
«Perché la nonna non fa nulla per fermarli?»
«Oh, ma certo che li ferma!»
E nello stesso istante Moon vide uno stormo di corvi scendere in picchiata sui ragazzi e iniziare a beccare le loro teste.
«Visto? Te l'avevo detto che li avrebbe fermati…» sorrise Metelaine.
Moon non poteva crederci: nella sua realtà la nonna non avrebbe mai invocato la Dea Morrigan per vendicarsi su degli esseri umani.

 

Ho deciso di partecipare all'evento del nuovo libro di Emanuela, per tante ragioni.

Non tanto per il fatto che la conosca da anni, non tanto per il fatto che ho già letto il suo precedente libro o per il fatto che un micro merito per averla incentivata arrivi anche da me. Ho deciso di leggere questo storia per ciò che racconta.

Prima di parlarvi di ciò che penso della storia, quindi sintonizzatevi nuovamente qui sabato, voglio parlarvi di una divinità che compare in queste pagine.

 

La Mórrígan (spesso reso senza accenti, Morrigan) è una delle più importanti divinità irlandesi, una delle "furie guerriere" dei miti irlandesi, fortemente associata alla guerra, alla morte e al fato.

Viene descritta come una mutaforma, che ama assumere in particolar modo la forma di corvo o cornacchia, sorvolando i campi di battaglia e divorando i cadaveri o apparendo come una vecchia megera che chiama i guerrieri alla morte.

La sua caratteristica di mutaforma la avvicina alla figura del druido come bardo-stregone, un ruolo che ella stessa assume in alcune storie, intonando canzoni per portare vittoria, praticando la divinazione e prevedendo il futuro.

È legata anche alla fertilità e alla sessualità, e alcune storie le attribuiscono un appetito sessuale insaziabile; ella sedurrebbe i soldati prima della battaglia, e condurrebbe i suoi amanti alla vittoria.

9e02d369cf0acb927ff08f2cd852145c

 

Recita così Wikipedia.

La Mórrígan ha un suo "giorno" propizio, ovvero Samhain (l’inizio della metà oscura dell’anno celtico), e quindi visto che la recensione sarà quel giorno, perchè non scegliere proprio lei? 

Tra l'altro, il simbolo del corvo mi è molto amico dato che tra le varie figure che mi sono fatta tatuare, c'è proprio un suo teschio. 

Si narra che una delle sue varie caratteristiche, fosse anche quella di rapire piccoli bambini per poi allevarli e farli diventare dei grandi guerrieri. Insomma, come prendere seriamente l'arte della guerra. 

 

Rapporto con Macha, Badb e Nemain

La Mórrígan viene frequentemente associata ad altre dee guerriere irlandesi, Macha, Badb e Nemain; questa connessione assume spesso una forma triadica, in cui tre di queste quattro dee formano una triade chiamata "Morrígna" (che è il plurale di Mórrígan). Tuttavia, sebbene nella mitologia celtica fosse comune avere triadi di personaggi, specialmente tra quelli femminili, la Morrigan e le altre tre dee presentano una situazione particolare: la Mórrígan è sorella di Macha e Badb, in quanto tutte figlie di Fiacha mac Delbaíth, ma questa triade viene spezzata dal fatto che Macha muore per mano di Balor nella seconda battaglia di Mag Tuire. Alcune fonti sopperiscono a questa mancanza sostituendo Macha con Nemain.

È possibile che, originariamente, vi fosse effettivamente una triade divina, con cui è stata in seguito fatta confusione; è altresì possibile che la Mórrígan e la Morrígna siano la stessa cosa e che le quattro dee, che non appaiono mai contemporaneamente in alcuna scena, fossero in origine una sola figura, con Badb ("corvo della battaglia"), Macha (sempre "corvo") e Nemain ("panico" o "furia") quali attributi della Mórrígan. Va inoltre notato che, nel Lebor Gabála Érenn, la Mórrígan è identificata anche con Anann, una dea madre citata anche nel Sanas Cormaic.

800px Cuinbattle

 

Non è una figura che conosco benissimo, pur avendo qualche nozione non mi sono mai addentrata molto nella sua storia. 

Si, lo so cosa state pensando; ti sei fatta pittare la pelle in modo indelebile con una cosa che nemmeno conosci? Sni. 

Trovo che la Mórrígan sia una figura controversa, e che possa esser raccontata in modi diversi. Quello che mi affascinava della sua figura, era un pò il legame con la mitologia norrena e al fatto che Odino avesse due corvi messaggeri.

Hugin, che simboleggiava il pensiero, e Munin, che rappresentava la memoria.

C'è anche un credo, dove vedono i corvi come una rappresentazione delle Valchirie. Donne guerriere e valorose che in questa forma raccoglievano le anime dei morti. Torniamo quindi alla guerra e in qualche modo alla dea Morrigan.

Amo quindi la figura complessa e misteriosa di questa figura, che emanuela ha voluto citare nella sua storia. 

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Quando si incomincia a parlare del mito che avvolge il Conte Dracula, la fantasia galoppa in modo folle e percorre sentieri non particolarmente razionali. 

L'esempio perfetto di questo modo di fare, ci arriva falla paladina creata da Kerri Maniscalco; Audrey Rose Wadsworth. La giovane ragazza, votata alla scienza e che mal sopporta i miti popolani, nel secondi libro, si trova ad affrontare la "resurrezione" del Principe delle Tenebre. 

Pur essendo una persona concreta, anche lei cade al baratro fatto di ipotesi fantasiose. Tra le varie bizzarrie, ci sono gli Strigoi e i Pricolici, ma ci sarebbero anche le fate Iele che pur non nominate del libro, fanno parte del folklore rumeno e no, non sono sempre tutte belle e carine come Trilly (che comunque, io detestavo). 

 

«Nelle epoche passate, gli uomini sentivano il bisogno di trovare unaspiegazione alle atrocità e ai massacri che avvenivano in tempo di guerra. Erano svelti a incolpare delle loro sventure qualsiasi cosa non fosse laloro avidità. E così, un bel giorno, inventarono i vampiri, creature sinistrescaturite dalle sordide profondità dei loro cuori diabolici, che di fatto riflettevanola loro stessa sete di sangue. I mostri sono reali quanto le storieche li tengono in vita. E sopravvivono solo finché quelle storie vengonoraccontate.»

 

Il dualismo che mi è piaciuto molto, è quello tra la realtà ed il folklore rumeno. Per ogni essere immondo, esiste una correlazione reale. 

Tipo?

78fa5f2c47208016898ff55eb30eeeab

 

Gli strigoi nella mitologia rumena sono spiriti turbati che si dice siano risorti dalla tomba. Viene loro attribuita la capacità di trasformarsi in un animale, diventare invisibile e guadagnare vitalità dal sangue delle loro vittime. Il Dracula di Bram Stoker è diventato la moderna interpretazione degli Strigoi grazie ai loro legami storici con il vampirismo.

Strigoi è un sostantivo in rumeno, che significa esattamente uno risorto dalla tomba. Inoltre, il nome strigoi è correlato al verbo a striga, che in rumeno significa "urlare".

Però, però. 

Di questi esseri, possiamo ammirare la parte animale reale; i pipistrelli vampiri.

vampiro senza coda 1200x796

Si nutre esclusivamente di sangue di altri vertebrati, in particolare di animali domestici, prelevato attraverso dei morsi inferti con gli affilatissimi incisivi ed evitandone la coagulazione attraverso una glicoproteina anticoagulante nota come draculina, contenuta nella sua stessa saliva. In cattività attacca anche serpenti, lucertole, rospi, coccodrilli e tartarughe. I suoi movimenti sono agili e furtivi. Solitamente non atterra direttamente sulla vittima, ma nelle sue vicinanze, per poi camminare o saltellare verso di essa. Diversi individui possono nutrirsi successivamente dalla stessa ferita.

 

Detto tra di noi, io li trovo molto carucci ma ammetto che essere lo spuntino di qualcuno, non è che mi faccia piacere. La protagonista ed il suo fido cavaliere, troveranno questo esserenino (e mille altri) in un luogo segreto del Castello e no, non apprezzeranno l'incontro e la visione. Ovviamente, non potrà mai essere il responsabile della morte di un essere umano (o forse si, se la quantità è molto alta) ma è una risposta concreta alla visione di un morso sospetto sul collo. Altro che vampiri tornati dal regno dei morti!

 

 

1bec26ac5ed1866f93bbd2e9434c73d1

 

Un Pricolici è una fusione lupo mannaro/vampiro nel folklore rumeno. Simile a un vârcolac, sebbene quest'ultimo a volte simboleggi un goblin, mentre il pricolici ha sempre caratteristiche simili a quelle del lupo.

I pricolici, simili agli strigoi, sono anime non morte che sono risuscitate dalla tomba per danneggiare i vivi. Mentre uno strigoi possiede qualità antropomorfe simili a quelle che aveva prima della morte, un pricolici somiglia sempre a un lupo. Si dice spesso che uomini malvagi e violenti diventino pricolici dopo la morte, per continuare a fare del male ad altri umani.

Alcuni folklore rumeni delineano che i Pricolici sono lupi mannari in vita e dopo la loro morte, tornano come vampiri. Questo dà anche origine alla leggenda dei vampiri che possono trasformarsi in animali come lupi, cani o gufi e pipistrelli. Il tema comune di tutti questi animali è che sono cacciatori notturni molto simili ai vampiri.

Anche di recente, nei tempi moderni, molte persone che vivono nelle zone rurali della Romania hanno affermato di essere state brutalmente attaccate da lupi anormalmente grandi e feroci. Apparentemente, questi lupi attaccano silenziosamente, inaspettatamente e solo bersagli solitari. Le vittime di tali attacchi spesso affermano che il loro aggressore non era un normale lupo, ma un pricolici che è tornato in vita per continuare a provocare il caos.

 

«Oh, i pricolici! Sarà questa la prima creatura mitologica di cui vi parleròa lezione» ci spiegò. «Ci sono tantissimi racconti folcloristici e leggendeaffascinanti da conoscere e studiare!»
L’accenno ai lupi che rapivano bambini mi abbassò la temperatura delsangue di qualche grado. In effetti, mi sembrava di averli intravisti mentreero sul treno, e poi più tardi, tra gli alberi della foresta circostante. «Cosasono i prico…»
«I pricolici sono gli spiriti degli assassini che tornano sotto forma di giganteschilupi non morti. Anche se alcuni credono si tratti di veri lupiche diventano strigoi quando vengono uccisi. Mi auguro con tutto il cuoreche apprezzerete le mie lezioni. Ora, ricordate: seguite sempre il sentierobattuto e non avventuratevi mai nella foresta, a prescindere da cosavediate lungo il tragitto. Molti, molti ammalianti pericoli si nascondonotra i suoi alberi!»

 

Il mito dei Lupi è decisamente antico e poi dai, si prestano sempre bene perchè sono esseri che nati e cresciuti in totale libertà, risultano essere aggressivi. 

standard di razza

Il lupo grigio eurasiatico (Canis lupus lupus), noto anche come il lupo comune, è una sottospecie di lupo grigio originaria dell'Europa e le zone temperate e steppose dell'ex Unione Sovietica. In Italia e la penisola iberica, viene rimpiazzato rispettivamente con il lupo grigio italiano e il lupo grigio iberico. La sottospecie era diffusa in gran parte dell'eurasia prima del medioevo: a parte ai reperti paleontologici e genici, le lingue indoeuropee tendono ad avere molteplici parole per "lupo", un indizio su quanto fosse abbondante e culturalmente importante l'animale in passato. Fu stimato nelle mitologie baltiche, celtiche, slavoniche, turche, greche, latine e trace, sebbene ebbe un ruolo più ambivalente in quello dei Germani.

È il più grande dei lupi grigi del vecchio mondo, pesando di media 39 chili, sebbene sono stati segnalati esemplari grandi 69-80 chili. Il suo manto è relativamente corto e ruvido, solitamente di colore tenné, con peli bianchi sulla gola che si estendono sulle guance. Gli esemplari melanici, albini ed eritristi sono rari, solitamente frutti d'incroci con i cani. Il suo ululato è più lungo e melodico di quello dei lupi nordamericani, i cui ululati sono più forti e con un'enfasi sulla prima sillaba.

Molte popolazioni di lupo eurasiatico sono costrette a cibarsi predominantemente di bestiame e rifiuti in zone occupate dall'uomo, sebbene gli ungulati selvatici come alci, cervi rossi, caprioli, e cinghiali sono ancora prede importanti in Russia e nelle zone montagnose dell'Europa orientale. Altre prede includono renne, argali, mufloni, bisonti europei, saighe, stambecchi, camosci, egagri, daini e moschidi.

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
"Guardo The Witcher per la trama"
37glhun6
la TRAMA
 
Sono nel mondo dei blog dal lontano 2011, detto tra noi, mai avrei pensato che un giorno vi avrei parlato di The Witcher.
Si, fin da bambina ho giocato moltissimo con i videogiochi e rispetto alla media delle mie compagne di classe, avevo un lato molto nerd ma, non come se lo immaginerebbe la gente. Mi piaceva prendere un gioco semplice, e poi trovare il modo per portare distruzione. Facile fare i giochi di guerra, io cercavo il caos nelle cose più semplici. 
The Witcher, dal lancio del 2007 ad oggi, mi è capitato di vederlo attraverso i racconti di alcuni compagni ma non ho mai avuto modo di giocarci in prima persona. 
Il mio avvicinamento alla storia, sarebbe potuto essere tramite i volumi pubblicati dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski ma invece, il mio primo approccio è stato con Henry Cavill (la trama, SEH).
 
Certo certo, sono una persona estremamente superficiale che si sofferma sulla fisicità di un attore (rendiamo lode al signore per averci donato quel cucciolone nerd atomico di Henry) però dai, non è che ci sia molto altro da dire. 
Geralt di Rivia, che è un Witcher (ovvero, un guerriero mutante), è un personaggio estremamente complesso. Per metà umano, ha tutta una serie di potenziamenti che lo aiutano a svolgere al meglio il suo lavoro. Tollerato solo lo stretto necessario, Geralt è la metafora perfetta per descrivere la vita difficile delle persone discriminate. 
Ovvio che non era quello lo scopo dello scrittore, io però sono rimasta colpita dalla profonda bontà che poi Geralt dimostra. Oltre ai muscoli. 
 
 
Altre due cose che sicuramente apprezzerete con me (forse più la seconda, che la prima). 
L'ambientazione. 
Tra il gioco e la serie televisiva, ho immensamente apprezzato i luoghi cupi e le battaglie affrontate. 
The Witcher 3 Wild Hunt Some creatures will be more prone to inflammation than others The Igni sign works perfectly on the fiend.0.0 the witcher 3 wild hunt prepare for impact 100564760 orig 999x734
 
 
The Witcher: Monster Slayer, sarà il nuovo gioco per cellulare, in realtà aumentata e basato sulla geolocalizzazione come per i pokemon.
Il nostro compito sarà quello di eliminare i mostri presenti sulla mappa con la spada d’argento e Segni, creare decotti, bombe ed esche. Non saprei dirvi quando uscirà, ma già sento gli urli! Non troveremo il nostro Geralt, ma sarà comunque una cosa fighissima! 
Vi lascio un trailer in italiano, così vi renderete conto quanto è bello. qui

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Il cammino di Santiago è quel tipo di esperienza, un po' mistica, che da un lato mi piacerebbe affrontare. 

Non è una semplice passeggiata in un campo fiorito, si tratta di un percorso dove si deve mettere anima e corpo, per poi uscirne completamente differenti.
 
Il Cammino di Santiago di Compostela è una rete di itinerari che, a partire dal Medioevo, i pellegrini hanno percorso attraverso l'Europa per giungere alla Cattedrale di Santiago di Compostela, presso la quale si troverebbero le reliquie dell'Apostolo San Giacomo il Maggiore. Ad oggi, l'itinerario più utilizzato è il cosiddetto camino Francés, lungo circa 800 km, che normalmente vengono percorsi in circa un mese.
 
Una delle domande che più mi solletica la mente, oltre a tutta una serie di domande legate al viaggio, è: meglio un diario di viaggio o un un blog?
 
Lo so, probabilmente è una cosa solo mia, ma sono una Blogger e scrivere fa parte di me. L'idea di tener traccia del percorso, trovo che sia a prescindere una cosa interessante da fare ma, quanto rendere pubblici i miei sentimenti?
Essere qui, e parlarvi di un libro o approfondire un argomento, è facile. Parlarvi però dei possibili disagi o spiegarvi in modo onesto, del perché magari qualcosa mi ha profondamente toccato... Si può? 
Cammino di Santiago di Compostela 1200x900
 
Un diario di viaggio, porta con sé la possibilità di non darsi un contegno. Tanto poi non lo leggerà nessuno, quindi è facile essere più sinceri e lagnarsi anche per sciocchezze (che diciamocelo, qualche volta serve). Alla peggio, verrà letto dopo la nostra morte o se lo lasciamo/perdiamo durante il viaggio. 
Il diario è estremamente personale, non segue le mode e non si scandalizza. Il diario è la nostra anima su carta.
 
Un blog di viaggio, a parere mio non è mai completo.
Internet ha tutta una serie di vantaggi, ma anche molti contro. Ci sono regole da rispettare su ciò che si può dire o non dire e cosa ancora più grossa, ci sono persone che possono commentare. Questo non è un problema, è meraviglioso confrontarsi, ma c'è sempre il rischio di incappare in individui pronti a dar contro a tutto.
Quindi, bisogna fare attenzione a cosa si pubblica e alla fine si racconta la metà di quello che si vorrebbe. Intendiamoci, sono sempre informazioni importanti ma, senza la stessa armonia di un diario.
 
Le differenze tra le due categorie sono abissali e se dovessi scegliere... Le farei tutte e due. La prima per la me stessa del futuro, la seconda per provare a dare consigli intelligenti.
 
120492533 10222264692633708 8783446646153946243 n

In cammino verso Compostela
(diario di bordo scritto con i piedi)

Il libro da cui è nato questo evento, cavalca un pò un diario di viaggio ed un blog. 

Semplice, schematico e pieno di anima come solo una persona che si è lasciata andare, sa fare. Non sono molte pagine, di mezzo ci sono anche delle foto e sicuramente non racconta tutto tutto, ma è molto godibile. 

Tiene compagnia e ci permette di veder, almeno in parte, quello che può dare e lasciare un viaggio così. Se volte dargli una possibilità, vi lascio qui il link per acquistarlo e se invece, volete sfidare la fortuna, potete partecipare al giveaway e vincere una copia. Come? Tutte le informazioni le potete trovare sul blog di La Collezionista di fandom

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Partiamo con una premessa grande quanto l'oceano, giusto per mettere in chiaro le cose; conosco Alice Chimera da qualche anno e anche se non la capisco sempre, ormai certi lati del suo carattere non mi sono nuovi. 

Però.

Però.

Il giorno dopo il lieto fine, che altri non è che il vecchio Infelici e scontenti, mi impressiona sempre. Trovo sempre spettacolare il modo in cui è riuscita a dar voce a questi finali alternativi, di storie che tutti abbiamo imparato ad amare (più o meno). 

Circa quattro anni fa, ve ne parlavo qui e successivamente, mi ero soffermata sul personaggio di Alice (qui) ma oggi, dato che sono polla, mi sposto su una principessa che non ho mai del tutto apprezzato. 

 

Ariel, la principessa che cambia tutto di se stessa, per poter inseguire il suo amore terreno. 

43938afd6308f12a330d5aa380dbebd6

 

Più o meno tutti conosciamo il calssico Disney, uscito nel 1989.

La principessa dei mari, minorenne, un pò indisciplinata e con una passione per i manufatti umani, durante una tempesta salva un bel marinaio che è caduto dal suo vascello. Com'è normale che sia, la giovane ne è innamorata ma lui, la vede giusto di sfuggita e notando la coda, immagina di aver preso una bella botta in testa. 

I due mondi sono incompatibili ma, grazie ad un patto siglato con la "magia nera", la giovane potrà aver una possibilità di corteggiarlo e coronare coì il suo sogno. In cambio delle gambe, per stare in superficie, cederà la sua voce. 

Vi risparmio il tira e molla della situazione, perchè visto un cartone Disneyano, il resto della storia non cambia rispetto agli altri. 

Dopo i sei anni, questa storia mi è parsa sempre più asurda. Però lo ammetto, il disincanto è arrivato quando mi è balzata in mente una domanda topica "ma è veramente necessario cambiarsi, per un uomo?". Il brutto della Disney vecchiotta, è che ogni ragazza deve adeguarsi alla nuova condizione di vita o deve annullarsi, per essere amata dal principe azzurro. Belle che si innamora del suo aguzzino, Biancaneve che sposa un tizio che bacia ragazze morte, Ariel che baratta la sua coda per uno che continuerà a mangiar pesce. In molti film, sono pochissimi gli uomini che si mettono in gioco. Per quanto io sia ben favorevole alla crescita e al mutamento, da sempre ho pensato che il lavoro dovesse esser fatto da tutti e due. 

Chimera ha dato voce al dubbio di molti, andando oltre al "e vissero felici e contenti". 

Come ho detto sopra, Ariel è una sirena e come tale, appartiene al popolo marino mentre Eric è un normale umano. L'unione di due mondi così differenti, non può esser completamente idilliaco perchè è vero che adesso lei ha due gambe ma, il suo apparato? Com'è ovvio, non vi svelo come andrà a finire (MALE, come dice sempre Barbascura) ma, il dramma che si compie è rivolto ad un futuro erede. 

2c98dfbea5021aa95b4fb7edde3036a4

Comunque sia, c'è un secondo dettaglio che vorrei portare alla vostra attenzione; la vera storia.

La fiaba originale, venne scritta da Andersen (qui wikipedia). 

Molto più cruenta, la vera differenza tra le due storie è che Ariel in orgigine se avesse fallito, avrebbe dovuto uccidere il suo grande amora oppure, sarebbe morta lei. Mi rendo conto che messa così, i bambini di oggi l'avrebbero apprezzata meno e molto spesso, nemmeno capita ma siamo sicuri che Disney, abbia fatto di meglio? 

 

Vi lascio comunque con una domanda topica, qual'è la principessa Disney che meno avete apprezzato?

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Dormire in un mare di stelle è la nuova "fatica" di Christopher Paolini. 

Per chi non se lo ricordasse, lui è il papà di Eragon e di tutti i suoi prolissi seguiti. Questo nuova storia, teoricamente pubblicata in un unico volume ma portata qui e suddivisa in due, ci porta in uno spazio immenso e ancora costellato di misteri. E minacce. 

Il primo di ottobre potrò parlarvi liberamente di questo libro ma oggi, ricopro le vesti di consigliera, nel campo musicale. 

 

e147cd4d47df92ca2eafb6109c4c4a79

 

Un pò come qualche settimana fa, ho deciso di proporvi qualcosa da ascoltare prima/durante/dopo una volta presa coscienza di questa uscita. 

Il mio arsenale è oggettivamente grande, soprattutto in campo musicale dato che sazio tantissimo e i brani strumentali sono i miei preferiti. Eppure, per questa occasione, volevo prima di tutto cercare qualcosa di particolare e magari, vedere se qualcuno aveva creato una traccia specifica. 

Non ne sono rimasta delusa. 

Prima di lasciarvi a quello che ho trovato, vorrei proporvi altri audio da ascoltare che vi faranno venire l'ansia. Lo so, non dovrei alimentare questa cosa e ovviamente, non avendo letto il libro ancora non sapete dove voglio andare a parare. 

Immaginatevi immersi nello spazio, in balia del nulla, perduti e soli. 

Immaginatevi mentre fluttuate un pò cofusi, circondati da questi rumori qui. Affascinante, mentre sono seduta a casa mia ma agghiacciante, se fossi veramente lì. La NASA poi, alimenta tutto questo con una spettacolare registrazione qui. Questa è roba completamente vera! 

Se poi, siete amanti dell'ASMR allora non potete perdervi questo video, da ascoltare rigorosamente a letto con le cuffie buone. qui

 

Come promesso, vi lascio tre link di brani ispirati al libro, che io ho già iniziato ad ascoltare in loop.

The FractalverseIdealisVarunastra

Search

Latest News

Unisciti alla Newsletter

Don't worry we hate spam!

Iscriviti

I agree with the Privacy policy

Search