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Io so chi sei

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Io so chi sei di Paola Barbato

 

 

 

 

 

Titolo: Io so chi sei
Autore: Paola Barbato
Pagine: 515
Prezzo: € 18.50
Uscita: 5 giugno 2018
Genere: Giallo, Thriller 
Casa Editrice: Piemme

Sono passati solo due anni, e di tutto ciò che è stata non è rimasto nulla. Lena era brillante, determinata, brava a detta di tutti, curata, buona. Poi nella sua vita era entrato Saverio, e tutto era stato stravolto. Quel ragazzo più giovane, che viveva per essere contro qualsiasi regola, pregiudizio, conformità, l'aveva trasformata. E non erano solo i vestiti, i capelli, le parole. Era lei, le sue sicurezze, il suo amor proprio. Tutto calpestato in nome di un amore che agli occhi di tutti gli altri era solo nella sua testa. Il giorno in cui lui era finito in Arno, dato per disperso prima e per morto poi, qualcosa in Lena si era spento definitivamente. Sono passati due anni, e di Saverio le resta il cane Argo, che ancora la vive come un'usurpatrice, e un senso di vuoto dolente e indistruttibile. La sera in cui trova nella cassetta della posta un cellulare, Lena pensa che si tratti di uno scherzo, oppure di uno sbaglio. Ma bastano pochi minuti per rendersi conto che quell'oggetto può cambiare la sua vita. Perché i messaggi che arrivano, e a cui lei non può rispondere, parlano di cose che solo Saverio può sapere. E quindi è vivo. È tornato. Così, senza che Lena se ne accorga, quell'oggetto diventa l'unica linfa vitale a cui abbeverarsi, e non importa che i messaggi siano sempre più impositivi e le ordinino di commettere atti di cui mai si sarebbe pensata capace. Perché se lei farà la brava, lui rientrerà nella sua vita. O questo è ciò che pensa. Almeno fino a quando le persone che le stanno intorno cominciano a morire. E il gioco si fa sempre più crudele. E la prossima vittima prescelta potrebbe essere lei.

Scarabocchio: Lena è una donna che in un modo o nell'altro, sta cercando di sopravvivere, vestendo ancora il lutto. Saverio era l'uomo che più amava ma, complice lo sballo dell'alcol, morì annegato e portato via dalla corrente.

Dopo due anni, ancora si crogiola nella pia illusione che no, sia solo scappato e quando trova nella cassetta delle lettere un vecchio telefono che oddio, riconosce come suo, le carte in tavola cambiano ancora una volta. 

Il desiderio di rivederlo, la speranza di un cambiamento, la sicurezza del coronamento di un suo vecchio sogno. Tutti sentimenti che la spingono a tenersi per sè il ritrovamento e che la spingeranno a fare cose che mai avrebbe pensato di fare. 

Cos'è disposta a fare per riavere Saverio? 

 

Non c'è storia, Lena è l'essere più stupido che io abbia mai visto. 
Una persona malata, senza un pensiero proprio e che si può manovrare a proprio piacimento. 
La storia con Saverio era a senso unico, dove lei si annullava per sentirsi amata ma l'unico essere veramente amato era Argo, il cane. Eppure, dopo tutto il dolore subito, l'idea di uccidere per riaverlo vicino la spaventa ma solo fino ad un certo punto. Qualcuno le dice di buttare dell'acido sulla faccia di una persona che conosce? Ok, anche se è difficile per amore questo ed altro. Qualcuno dice di avvelenare i cani in stallo da un'amica? Prima no, mai e poi ci proviamo perchè insomma, Saverio potrebbe essere torturato per colpa sua. Non si ferma mai a pensare realmente a ciò che sta facendo, trova sempre un modo per mitigare il senso di colpa che qualche volta sente. 

Il perno della storia è il vecchio cellulare, dove l'aguzzino può registrare ogni suo movimento e dettar legge. 

Un messaggio per spaventarla, un video per comandarla e una vita con il conto alla rovescia per domarla. 

Eppure, sarebbe bastato andare dalla polizzia e denunciare tutto o ancora meglio, buttare via il telefono. Bastava poco per salvare le persone che la circondavano ma a ben pensarci, una cosa buona poi è riuscita a farla.

Questa sua perseveranza (o mollezza) la porterà ad aprire la gabbia che tiene imprigionato Saverio, riuscirà a fare in "miracolo" ma, a che prezzo? Quante vite bisogna rovinare per salvarne altre? 

 

Quello che amo di Paola, è la sua capacità nel raccontare una storia. 

Lo fa in modo viscerale, di pancia. I personaggi sono sempre vividi, imperfetti ma perfetti in quel momento.

Un'altro dettaglio che mi ha colpito è che questo libro fa parte di una trilogia ma non è il numero X della trilogia. Per chi non lo sapesse (ed io faccio parte della cerchia), Paola ha un profilo Wattpad dove già aveva scritto Non ti faccio niente (che poi era uscito per Piemme) e dove ha già iniziato a scrivere Zoo (che sul sito viene pubblicato come 300), storia strettamente collegata a questo nuovo libro. Non è obbligatorio leggerli in una sequenza precisa e non bisogna leggerli tutti per forza ma è bella l'idea che comunque sia sempre la stessa storia ma vissuta sempre con occhi differenti. 

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