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Green Book [FILM]

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Green Book, il film diretto da Peter Farrelly, racconta del buttafuori Tony Lip, un italoamericano con un'educazione piuttosto sommaria che nel 1962 venne assunto come autista da Don Shirley, uno dei pianisti jazz più famosi al mondo. Lo scopo? Guidarlo da New York fino agli stati del Sud, in posti dove i diritti civili degli afroamericani sono ben lontani dall'essere legittimamente acquisiti.

Shirley si affida per il viaggio al libro Negro Motorist Green Book: una mappa di motel, ristoranti e pompe di benzina in cui anche gli afroamericani sono ben accolti. Dovendosi confrontare con il razzismo ma anche l'umanità delle persone che incontrano, Lip e Shirley impareranno prima di tutto a conoscersi e rispettarsi a vicenda.

 

Verso metà dicembre, ho avuto la possibilità di veder questo film in anteprima e quando sono entrata in sala, non avevo aspettative perticolarmente alte. A pelle, la trama non aveva catturato molto la mia attenzione ma come spesso faccio, ho deciso di di provarci comunque. 

Mai decisione fu più apprezzata. 

 

Green Book racconta la storia di Tony Lip, un italoamericano molto "rozzo" e terra a terra e Don Shirley, uno dei pianisti jazz più famosi al mondo. I due, vengono da ceti sociali totalmente differenti e per questo, inizialmente c'è molta tensione nell'auto che devono condividere ma il vero problema, è che Don Shirley è un nero e nell'epoca in cui vivono, questo è un GROSSO problema. Tony serve non solo come autista ma anche come "cane da guardia" perchè, puoi essere l'artista più bravo del mondo ma non tutto è concesso. 

 

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Quello che più mi ha colpito, oltre alla storia, è il fatto che questa sia realmente accaduta. 

Tony Vallelonga e Don Shirley, si conobbero esattamente per quel motivo e crearono nel tempo, un legame che li accompagnò fino alla fine dei loro giorni. 

 

Tony, dutante tutto il tempo, faceva fatica a rimaner delle regole imposte ai neri perchè per quanto fosse abbastanza razzista anche lui, aveva un certo limite. Nel film, questa caratteristica viene fuori molto spesso ed è difficile non innamorarsi di lui.

Dal tipico clichè italiano, è un personaggio focoso e d'onore, pronto a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno ma sarà proprio Don Shirley a fargli capire che un pò di raffinatezza, non mina assolutamente la sua figura. 

Non vinci con la violenza, vinci quando mantieni alta la tua dignità.

Perchè Don è fatto così, pronto ad intraprendere un lungo e difficoltoso viaggio per mostrare alla gente che lui (e quelli come lui), sono persone esattamente come tutti. 

 

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Il titolo del film non è scelto a caso.

Il "libro verde" fu pubblica il 1936 e serviva come guida, per tutte le persone nere che volevano fermarsi da qualche parte. I posti riportati, consentivano di viver tranquillamente senza "offendere" i bianchi. 

Una cosa impensabile che metterà a dura prova tutti e due. 

 

Di Don ho apprezzato la forza ma anche la tenerezza di come ha vissuto. 

Uscire dal suo guscio è stato un'atto di coraggio immenso, che ha sicuramente contagiato altre persone. Ci sono dei passaggi del film, dove capiamo che il suo portamento fermo e pacato è solo un cerone che va ritoccato tutte le sere. 

Se per te non sono abbastanza nero e per loro non sono abbastanza bianco allora dimmi chi diavolo sono io!

 

Penso che tornerò a vederlo al cinema, portandoci Regia. 

Vederlo in lingua è stata una cosa magica (soprattutto le parti in italiano, che non mi aspettavo) ma voglio godermela ancora di più, dato che i due attori, Viggo MortensenMahershala Ali sembrano nati per questi ruoli! 

E poi, il finale è così dolce che non può non esser rivisto e condiviso. 

 

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