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Una giornata..... alternativa

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Sono una blogger da qualche anno e come tale, ho il privilegio di poter incontrare qualche Autore in modo privato per poterci scambiare due chiacchiere. 

Prima di tutto però sono una Lettrice e per quanto accanita, non ho mai sentito il bisogno di fare collezione di autografi o veloci foto con i miei idoli. Ho sempre preferito il contatto privato ed intimo, anche se in fondo, non sono totalmente immune al fascino di poter guardare negli occhi chi ha dato vita alle storie che più mi sono piaciute. 

In questi anni, ho sempre preferito evitare la calca, anche se con un pizzico di invidia ma mai con rimpianto. Questa volta però, stava arrivando Veronica Roth in Italia, colei che era riuscita a farmi piangere tre giorni di fila senza nemmeno sforzarsi troppo. Come resistere alla tentazione? 

Per una volta, mi sono concessa il lusso di stare in mezzo alla folla, come una qualsiasi appassionata di Lettura per provare la gioia e la calca di chi non può fare altro che mettersi lì con l'anima in pace ed attendere. 

Ore 16 precise, la coda non sembra finire

Quindi, armata di pazienza e si sa, molta follia, mi sono presentata all'evento insieme a Sabrina del Blog Libro Fatato e Chiara, una ex Blogger e grandissima amica. Gelindo, il mio compagno (che ha voluto comunque venire a Milano con me da subito), non essendo obbligato a stare in fila si aggirava tra la folla armato di macchina fotografica e tanta rassegnazione. 

Si sa, quando arriva da qualche parte un Autore così famoso, la folla è sempre molto corposa ma probabilmente, quelli della Galleria Rizzoli, non sono avvezzi a queste cose perché appena arrivati, la fila abbiamo dovuto inventarcela noi, con la speranza che a nessuno venisse la brillante idea di fare il furbo. Ma si sa, in Italia non siamo capaci di stare buoni al nostro posto (come ci ha gentilmente ricordato una coppia di amiche straniere dietro di noi) e così, ecco spuntare testoline nuove davanti a noi... cosa dire a queste simpatiche persone? Che sono degli emeriti stronzi? Come si può dire una cosa così scurrile ad un gruppo di ragazzine...? Abbiamo quindi sospirato ed attaccato bottone con due simpatiche ragazze davanti a noi. Martina I. e la sua amica (che era lì solo per fare compagnia) si erano fatte un bel pezzo di strada per vedere Veronica e tra una risata e l'altra, pian piano abbiamo guadagnato metri ma le ore, insensibili alla nostra ansia da fallimento, scorrevano anche troppo velocemente. 

I cordoni erano già saltati...
sembravano pecore alla riscossa.

Gli urli erano quasi cadenzati e noi, che non potevamo vedere nulla dalla nostra postazione, avevamo sempre più timore che ci spedissero a casa anche perché, un Signore vestito tutto tirato con aria affranta (un discreto attore direi ma nulla, se lo osservavi bene si intuiva che non gli interessava nulla della nostra delusione) ci stava avvisando che sarebbe stato molto difficile avere ciò che speravamo. 

Ok, difficile ma non impossibile, no? Avevamo la mera illusione che ad un certo punto, avrebbero chiuso la fila se fossero stati certi di non poter far firmare altre copie. 

Passo dopo passo, ho avuto modo di intrattenere relazioni pubbliche con altre Blogger sparse qua e la nella fila. 

Tra la dolcissima Nora del blog di Honey there are never enough books che era venuta a Milano da Brescia con la sua amica Anna e Cristina del Blog Un buon libro non finisce mai che era in compagnia di altre colleghe, ho potuto zabettare un pò vedendo anche facce nuove perché in fondo, essere Blogger è come avere una grande famiglia. Anche nei momenti folli e critici come quelli. 

Alla fine, con l'aiuto di una birra e la quasi convinzione di "tanto ormai siamo quasi arrivate, cosa potrebbe andare storto", ho assaggiato l'ultimo baluardo di tranquillità. Perché per quanto siano state ore noiose e scomode, quantomeno eravamo stati abbastanza civili. 

Chissà come, chissà perchè ma ad un certo punto abbiamo visto muoversi tutti con una certa urgenza e lo dico, eravamo fiduciose. Per un momento ho pensato di girarmi e fare la linguaccia a Regia, mimandogli un "vedi che ci sono riuscita?" facendo così crollare la sua certezza verso il nostro fallimento (si, un comportamento molto maturo) ma quel senso di vittoria è durato forse mezzo secondo. Davanti a noi c'era la ressa di chi non ha un freno. 

Non nascondo che a quel punto la mia presenza è stata più per una questione di principio che di vera voglia. Avevo paura e lo dico senza vergognarmi. 

Eravamo un centinaio, forse di più ma anche se fossimo stati di meno, il senso di soffocamento era alto e dopo ore passate in piedi, senza mangiare o fare la pipì (ok, la birra non era stata una genialata), esser schiacciati non è stata una bella esperienza. Fate conto che davanti a me c'era una ragazzina e devo averle toccato il culo almeno un paio di volte e nemmeno era mia intenzione! 

Le due amiche straniere che ore prima ci avevano fatto notare che gli Italiani non sapevano fare la fila, magicamente erano davanti a noi. Ma come, non eravamo noi "i selvaggi"?! 

Siamo rimaste lì per quasi un'ora, non avevamo bisogno di camminare perché tanto ci spingevano  in avanti quelli dietro di noi. Circondati da persone che erano disposte a tutto per entrare e affiancati da genitori che incitavano i figli a spintonare per passare avanti. Che splendido esempio da dare! 

L'apoteosi è stata raggiunta alle 19.15 quando nemmeno molto vicine all'entrata, abbiamo visto chiudersi pian piano le porte. 

Alt! Frenate un secondo! 

In un secondo il mio cuore è sprofondato. Ero lì fa ore, mancava veramente poco e loro chiudevano? La mia delusione però è stata spazzata via dal boato che si è sollevato subito dopo. Da un lato, giustamente nessuno voleva andare via a mani vuote, dall'altro però, esagerare non porta mai a nulla di buono. 

Davanti a noi, tra la folla che scalpitava, c'era una madre con un bambino piccolo (di pochi mesi) che veniva sballottata. Il povero cucciolo, impotente verso tutto, si è messo a piangere impaurito e frastornato dalla confusione. Era un momento pericoloso e croce sul cuore, non sto mentendo. 

Già non sarebbe dovuta mettersi in quella condizione ma tra gente che urlava e spingeva, qualcuno avrebbe potuto sentirsi male e svenire o farsi schiacciare le dita dalla porta che si chiudeva perché udite udite, la gente è stata spintonata fuori a forza. 

Tra ragazzine in lacrime e genitori che urlavano, siamo rimasti davanti alla libreria fin dopo le 20 (noi in disparte questa volta) e la Galleria Rizzoli, se già prima aveva organizzato l'evento in modo zoppicante, ora aveva raggiunto il fondo. 

La pizza non delude mai. Le persone, si.

Con la mente un pò più lucida, tiro le somme. Qualcuno si è chiesto (o lo sta facendo ora) perché ho voluto partecipare e vivere in prima persona questa esperienza. Non posso dire che sia andato tutto male, riesco anche a dire che è stata un'avventura formativa. 

Ho capito cosa vuol dire passare delle ore in una mischia. 

Ho capito cosa vuol dire esser delusi da un'Idolo. 

Ho capito cosa bisognerebbe evitare quando si organizza un evento.

Ho capito cosa vuol dire amicizia.

Ho capito che c'è sempre qualcosa di buono anche nelle giornate No.

Ho capito che non sarò mai come la maggior parte dei genitori in fila ieri. 

Ho capito quanto è bello il privilegio che possiedo come blogger.

Ho capito che bastano delle parole ferme e piene di comprensione per calmare chi è fortemente deluso.

Però non posso e non voglio nascondere le pecche di chi non sa gestire ciò che offre e di chi non è capace di fare la persona matura. 

1. La Galleria Rizzoli non era pronta alla gran mole di persone che si sono presentate. 

Non erano muniti di vere corde per la coda, se non per dei nastri di plastica incorporei che sono durati probabilmente da Natale a Santo Stefano. Nemmeno dopo aver visto le persone hanno fatto qualcosa per arginare la situazione.
Le file non sono state bloccate e quindi si aggiungevano sempre più persone; I controlli sono stati mantenuti per un quarto del tempo e così, i furbi si sono infilati ovunque non facendo la fila e sorpassando a piacimento; Avrebbero potuto dare la precedenza a chi aveva appena comprato il libro o dare il numero (come dal salumiere) per garantire l'entrata controllata; Hanno spintonato fuori persone rischiando anche di far male a qualcuno, cosa non sono irrispettosa ma potenzialmente pericolosa. Insomma, non hanno saputo gestire il servizio offerto. 

 

2. Sempre Loro (della Galleria Rizzoli) hanno aggiunto con un'aggiornamento sull'evento che si sarebbero presi in carico le copie non ancora firmate e le avrebbero portate direttamente a Veronica per mitigare la delusione dei Fans. 

Io sono rimasta lì fin dopo le 20 e NON ho sentito questa cosa, non ho nemmeno visto aprire le porte della libreria per ritirare i libri. 

Cosa dobbiamo fare noi, che siamo rimasti con un pugno di mosche? 

3. Capisco che non abbiamo dato uno spettacolo particolarmente meraviglioso ma Veronica mia, amore della mia vita, almeno un salutino avresti potuto farlo! 

Niente firma e nemmeno niente sbirciatina. 

Oltre il danno, anche la beffa. 

Pare che abbia mandato avanti una ragazza con la scritta "MI DISPIACE DAVVERO TANTO PER QUELLI FUORI -V. Roth". Immagino, forse, il timore di esser travolta da chi non era ancora riuscito ad entrare ma facendo così ha solo scatenato ancora di più i delusi. 

4. Mi VERGOGNO del comportamento di molte persone che erano lì. 

Urla, spintoni, lacrime e scenate per non aver ricevuto ciò che volevano. Una ragazza mi è passata vicina, insieme al padre, mentre piangeva e sosteneva che non avrebbe mai più preso un suo libro. Genitori che urlavano davanti alla porta la loro indignazione... che esempi maturi che abbiamo inscenato! Quasi nessuno si è reso conto che la calca che loro stessi avevano creato, aveva portato alla chiusura anticipata dell'evento e che quella baraonda non ha dato a Veronica l'incentivo a tornare a Milano. 

Perché ho voluto creare un post così lungo? Perché volevo parlarne e ho la segreta speranza che tutto questo arrivi alle orecchie dei piani alti e che in qualche modo, capisca i problemi che abbiamo vissuto e ne trovi rimedio. 

P.S: Aggiornamento dell'ultimo minuto. La DeAgostini ha appena comunicato che per l'incontro di oggi a Bologna, ci sarebbero stati dei pass limitati solo per chi compra una copia lì (300)... un'organizzazione indubbiamente più rigorosa, peccato per i tempo, dato che molte persone sono già in viaggio per Bologna e dovranno tornare a casa a mani vuote perché l'informazione è stata data solo ora... 

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