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Torniamo a bomba sull’argomento “faida” tra Blogger e Scrittori.


Ne abbiamo sentite molte e sicuramente, sarà un argomento che non avrà mai fine perché, l’assenza di regole ci permette da un lato di vivere tranquilli ma dall’altro, ci catapulta nel Bronx.

Credo che il problema cardine sia sempre e solo questo e se poi, ci aggiungiamo la non comunicazione, eccoci serviti.

Tra i miei amici, c’è anche Alice Chimera che per chi non la conoscesse (male!), è anche una Scrittrice.

Ci capita spesso di confrontarci sui nostri mondi differenti e anche dopo l’ultima polemica, abbiamo avuto modo di mandarci lunghissimi audio deliranti.

Abbiamo così deciso di stilare una lista delle cose che l’una categoria si aspetterebbe dall’altra.

Quindi, Scrittori, mi rivolgo a voi (per i Blogger, vi invito a leggere il post gemello di Alice - QUI).

  • Comunicazione

Siamo in tantissimi ad avere un blog e sappiamo bene che è lungo mettersi a scrivere email personalizzate, anche perché le informazioni sono sempre le stesse.
Accettiamo quindi un “Buongiorno” semplicissimo senza il seguito del nome personale (evitiamo il “Redazione” che solitamente, ci scimmia parecchio) ma, almeno una presentazione generale di sé stessi e del proprio libro, con tutte le informazioni, aiuterebbe moltissimo.  

Noi non vi conosciamo, spesso leggiamo le email durante la pausa caffè o al bagno e l’idea di andare su Google o altri motori di ricerca per capire cosa avete scritto, alla lunga ci fa scappare la poesia.

  • Controllo

Sempre rimanendo in tema di quantità, alcuni blog non leggono tutti i generi (alcuni sono proprio specifici) e un veloce controllo da parte dello Scrittore, non guasta mai.

Se per esempio, volete contattare le persone che gestiscono “Milano nera” per farvi recensire il vostro ultimo libro però, scrivete solo di attualità Politica, non stupitevi se declineranno l’offerta in modo piccato.

Molto spesso, basta controllare le ultime recensioni fatte per capire il genere trattato e se proprio avete dei dubbi, perché trovate vari generi, ditelo.

Non abbiate paura, preferiamo rispondere a questo dubbio e magari migliorare la scheda Informazioni, piuttosto che leggere la ventesima email con la richiesta (quasi obbligatoria) di segnalare un romanzo a tema religioso.

  • Copie omaggio

Qui siamo nella parte più scottante.

Dopo anni, sono arrivata a questa conclusione.

Io, come blogger, mi metto nella condizione di offrire un servizio di pubblicità quasi gratuita. Offro la possibilità di aver una segnalazione sulla mia piattaforma e su tutti i social a mia disposizione o, nel top dei casi, offro la possibilità di pubblicare un pensiero (sempre poi condiviso ovunque). Questa è a tutti gli effetti, della pubblicità che non verrà mai pagata o almeno, non nel modo classico.

Un’azienda, per una cosa del genere, costa del buon dinero che spesso noi non chiediamo però, chiediamo il materiale. La copia.

Voi ci pagate il tempo (che è sempre tanto) ma soprattutto, pagate la possibilità di vendere di più. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.
Sta allo Scrittore scegliere se accettare o meno.

  • Stelle

In questo caso, la faccio breve.

Quando chiedete una qualsiasi opinione, mettete sempre in conto che potrebbero arrivare pareri negativi. Anche i libri di Stephen King, che vengono riletti e controllati, ricevono comunque una stella, figuriamoci quindi un piccolo autore che magari non si è nemmeno affidato a dei professionisti. *

Noi siamo prima di tutto dei lettori e NON dei giornalisti.

Non potete chiederci un’opinione sincerissima, quasi da persone alla pari e poi, se non ricevete quello che vi siete immaginati, andate a screditarci con commenti sarcastici.

(Piccola postilla da dente avvelenato. Io non ho studiato giornalismo e/o letteratura. Leggo per passione ma non posso tollerare chi, in un momento di sconforto, usa questo mio non titolo di studio per screditare le mie parole. Anche perché, nemmeno certi personaggi sono dotati di qualche titolo di studio attinente alla professione di Scrittore)   

  • Editing*

Lo so che il vostro lavoro non è scrivere e che molto probabilmente non ci vivrete mai però, arrivati ad un certo punto, se volete mettere in commercio qualcosa di qualità siete quasi obbligati a chiedere aiuto a chi è un esperto.

Editing e cover buone, aiutano moltissimo nella vendita e nelle raccomandazioni.

Ci aspettiamo comunque di aver tra le mani una storia curata al massimo delle vostre possibilità.

  • Pubblicità 2.0

Immagino che da noi, vi aspettiate una certa visibilità. Giustamente aggiungerei però, è bene ricordare che se poi voi non date spazio a noi e al nostro lavoro, difficilmente riusciremo a raggiungere più persone.

Quindi, quando vi viene fatta una segnalazione o una recensione, sarebbe meraviglioso veder ricondivisi i nostri post perché:
- Ci abbiamo perso tempo anche noi ed è giusto dare una piccola spinta verso un gruppo di persone che ancora ci ignora;
- Pubblicità preventiva, perché se noi cresciamo allora anche il vostro lavoro potrà arrivare a più orecchie.

  • Prevenzione

Siamo noi a decidere se pubblicare una recensione negativa o meno, decidiamo noi quanto dare peso agli errori che troviamo e soprattutto siamo sempre noi a decidere, più o meno, quando postare i nostri articoli.

Se ci sono delle necessità particolari, devono essere dette subito.

La recensione entro una determinata data? La richiesta di segnalare in privato gli errori? L’aspettare un determinato periodo nel condividere un pensiero negativo?
Tutto fattibile, se concordato per tempo.

  • Uguaglianza

Sembra quasi ridicolo dirlo ma è doveroso.

Noi trattiamo Self e Case Editrici alla stessa maniera. Anzi, per la precisione, abbiamo un occhio di riguardo verso chi decide di intraprendere un cammino così impegnativo senza l’appoggio di grandi nomi.

Siamo più portati a cercare i vostri libri durante le fiere, spendiamo più volentieri €18 per le vostre opere, siamo più “clementi” per errori e/o ripetizioni, siamo più inclini a consigliarvi per letture estive e regali.

Il fatto è che avendo un rapporto più diretto con voi, i problemi si diffondono più velocemente.

Se ci fosse più comunicazione e più umiltà da parte di certe persone, sareste la perla rara nell’oceano ma, vedo che è più facile ricordarsi i problemi con certi Blogger stonati, piuttosto che dell’aiuto di altre persone.  

 

Per oggi, mi sento di segnalarvi solo questi punti ma, ci sarebbe molto altro da dire. 

Se volete approfondirne alcuni, ditemelo che lo farò ben volentieri! Altrimenti, vi consiglio comunque di leggere l'altricolo di Alice (QUI) , anche solo per vedere un punto di vista differente dal solito. 

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Da quando ho deciso di aprire il mio primo Blog, nel lontano 2011, ho letto 46 libri di autori Self e circa 70 libri di piccoli editori. Non sono sicuramente grandi numeri, però posso dire di aver fatto vari tentativi e di aver accumulato un certo bagaglio.

Proprio per questo, diciassette mesi fa, ho deciso che avrei evitato il più possibile la lettura di autori Self e limitato le piccole CE.

Mi sembra doveroso fare prima un piccolo appunto.
Non sono un’anima candida, di errori ne ho fatti e ne farò ancora molti ma, sono aperta al confronto in tutti gli ambiti e soprattutto, apprezzo moltissimo se mi si fanno notare degli errori (in questo caso, solitamente è Madre che parla ma io lo so, lo fa solo perché si diverte).

Ho molti scheletri nell’armadio di cui vado poco fiera ma il tempo scorre e io, cambio. Mi piace crogiolarmi nell’idea di esser diventata più matura e di aver imparato da quelle esperienze.  

Crescere però, vuol dire anche prendere determinate decisioni e anche per questo ho iniziato a dire di No.

No agli Autori, No alle richieste di recensione di molte CE, No alle segnalazioni.

Amo l’idea di aver una corsia preferenziale rispetto al lettore medio, mi piace arrivare più avanti di altri e la tranquillità che può offrire un incontro privato però, ho un limite anche io e non mi svendo solo per poter mantenere la posizione.

La decisione nasce da anni di incomprensioni e discussioni mai veramente chiuse.

Tanto per fare un esempio, in questi giorni una ragazza è stata aspramente redarguita da una scrittrice perché, aveva ricevuto una recensione che minava la sua immagine.

Dopo un confronto in privato, la donna ha ben deciso di scrivere sul proprio diario un post dove minacciava di prendere provvedimenti per l’offesa ricevuta e che, se non siamo capaci di fare il nostro lavoro, possiamo trovarci un passatempo alternativo. Per rincarare la dose, sono state taggate un po' di persone, in modo da avere man forte da gente che fa il suo stesso lavoro.

Il tutto è nato dal fatto che nella recensione, venivano menzionati degli errori che alla lunga, rendevano meno fluida la lettura del libro (dettaglio ovviamente di una certa rilevanza perché il libro, nel complesso, meritava).

Tempo prima, anche se lo vedo anche ora, era venuta fuori una discussione sul fatto che Amazon permetteva e permette di pubblicare recensioni anche agli utenti senza la certificazione di avvenuto acquisto di un libro, dando così varie possibilità agli haters di creare recensioni volutamente basse per minare un determinato autore, nemico del proprio amico.

Dato che siamo come il prezzemolo, qualcuno puntava il dito verso i blogger, “coloro che ricevono copie omaggio senza un vero motivo”.

Prima ancora, una scrittrice si infuriò dopo aver ricevuto l’ennesima risposta negativa alla richiesta di recensire il suo libro che stava per uscire.

Secondo lei, un blogger non può rifiutare perché, il nostro compito è leggere. Facendo delle preferenze, il suo giudizio non poteva essere imparziale.

In sei anni, ne ho viste di cose e dopo un po', l’idea di dover fare attenzione a TUTTO quello che faccio, mi stanca.

Sono stanca di essere presa in esame in modo così duro, sono stanca di dover ponderare triliardi di volte le mie parole perché potrei offendere la sensibilità di qualcuno, sono stanca di dovermi giustificare per una decisione.

Questo, non è confronto, questa è pubblica gogna.

Collaborare con una grande Casa Editrice è più facile perché, avendo dalla loro grandi numeri, l’autore spesso accetta di buon grado anche la critica più aspra.

Non si offendono se gli si fanno notare degli errori e non vanno in paranoia se qualcuno trova delle parti poco chiare. Alle volte condividono quasi contenti queste cose perché la perfezione, puzza. Non esiste.

Collaborare però con le piccole Case Editrici è più difficile perché, ci tengono a far girare solo notizie positive e in certe occasioni, si sentono quasi offesi nell’orgoglio se il tuo pensiero è diverso dal loro.

Collaborare però con Self è quasi impossibile perché, pretendono una certa professionalità da parte dei blogger che speso, sfiora la dittatura.

Intendiamoci, non tutti sono da evitare ma secondo il mio modesto parere, il buon 95% si.

Quindi evito, da ieri e per sempre. Non me la sento più di supportare chi da sempre pensa che può sfruttare a proprio piacimento chi si offre per dar loro una mano*.

*piccola postilla. Anche certi blogger sono delle carogne ma, ne parlerò in un momento diverso

Da un lato, mi spiace per le persone sensate e per tutte le belle storie che non scoverò ma, il fegato è mio.

Penso che comunque, sarebbe interessante fare una lista con le “10 cose che offre un blogger” e “10 cose che ci aspettiamo da uno scrittore”.
Come dicevo, il confronto è interessante e quindi, sarebbe istruttivo e divertente condividere ciò che ci aspettiamo, anche solo per trovare in futuro un modo per non scannarci ogni volta.

#salviamociilfegato

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Al momento mi sento una serpe e veramente, vorrei dedicatimi alla lettura di Absence ma proprio non ci riesco. 

Sapete perché? 

Suvvia, è semplice! 

Vi do un'aiutino? 

Paper Princess. 

Si! Avete capito a cosa mi riferisco? 

Venti giorni fa, sono iniziate le prime polemiche.

La cosa non mi sorprende, d'altronde, non esiste un libro perfetto e Paper Princess sicuramente non può aspirare a tale nomina. 

Perché sì, non siamo dei cretini e sappiamo che non è il libro del secolo ma, siamo persone pensanti e capiamo la differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è. 

Fatto sta che per venti giorni, mi sono fatta i fatti miei, facendo le mie cose nel privato e sui social. 

Parto sempre dal presupposto che tutti, possano avere la propria opinione su un libro. Io, come Blogger, posso dare un consiglio se prendere o meno un libro ma la scelta definitiva arriva dal lettore. Negli anni, mi è capitato di trovarmi in disaccordo con amici ma non ne facciamo una questione di stato. 

Con questo pensiero, ho comunque iniziato a leggere i vari commenti rimanendo però, nel mio. 

Fino a ieri. 

Sono una persona che usa spesso il sarcasmo, soprattutto quando è arrabbiata ma raramente mi vedrete insultare palesemente qualcuno e soprattutto, a prescindere dal mio stato di collera, quasi mai mi tiro indietro da una discussione comunque pacifica. 

Tra le tante cose venute fuori dai vari commenti, spiccano alcuni punti. 

- La challenge creata dalla Sperling per promuovere Paper Prince è becera 
- Noi donne, non ci siamo evolute e stiamo infangando le suffragette
- Chi ama Paper Princess ha dei problemi 
- La storia di Paper Princess è degradante
- I giovani di oggi sono facilmente influenzabili
- Fondamentalmente, siamo delle brutte persone perché non parliamo in modo diretto
- Abbiamo tempo da perdere perché non abbiamo nulla da fare

 

Abbiamo tanto materiale su cui parlare. 

Vi va? Io ne sono così felice che sto schiumando. 

 
La challenge creata dalla Sperling per promuovere Paper Prince è becera:

Questa cosa mi sfugge. 

Siamo state chiamate per promuovere i cinque fratelli Royal e quindi, in giorni prestabiliti, esponiamo le nostre ricerche ed i nostri lavori. Si tratta di pubblicità e lo facciamo divertendoci e cercando di coinvolgere i lettori. 

Google dice “Persona ignorante, chiassosa e volgare”. 

Grazie per avermi definito così. Magari lo sono veramente ma rispetto a chi l’ha detto, io mi sto divertendo in questa iniziativa. La differenza tra di noi? Io ho meno gastriti. 

 
Noi donne, non ci siamo evolute e stiamo infangando le suffragette:

Vogliamo veramente addentrarci in questo discorso? Si? Seri? 

Reggiseni bruciati messi al confronto con un libro. 

Se quelle donne, dovessero legge un QUALSIASI libro uscito da una qualsiasi Casa Editrice, reagirebbero tutte nello stesso modo. Non è Paper Princess a fare la differenza perché da allora, molte cose sono cambiate. Non ci capirebbero e non parlo solo per la concezione che abbiamo oggi della donna. Provate a risvegliare Poe e a fargli leggere un qualsiasi libro attuale. Secondo voi apprezzerebbe?  

 
Chi ama Paper Princess ha dei problemi:

Effettivamente, ho molti problemi. 

Tipo, rimanere una persona educata. 

Sono attratta dall'idea di poter condividere due uomini nello stesso momento, quindi? L’idea di due gemelli che potrei non riconoscere è tanto tremenda? Per alcuni, probabilmente è così ma non vado mica a sindacare sui gusti della gente. Anche perché parliamo di fantasie e non di realtà. 

Nella realtà, se dovessi portarmi a letto anche solo uno dei due, verrei arrestata… sono minorenni e molto più di me! Detto questo però, li “seguiamo” in base agli ormoni. Sapete cosa sono? 

Ripeto, potete non condividere il nostro tifo da strip club ma vi prego, capite la differenza tra realtà e fantasia.

 
La storia di Paper Princess è degradante:

Anche in questo caso, ci addentriamo in questioni particolari. Il libro è trash e ripeto, lo sappiamo.

Ci sono scene politicamente scorrette ma tenendo sempre a mente che sappiamo riconoscere la realtà dalla finzione…. Dobbiamo fare veramente i puntigliosi? 

Ok. 

Quando Ella incontra i ragazzi Royal, loro credono che lei sia l’amante del padre e quindi, la trattano come tale. D'altronde, lei faceva la spogliarellista e anche a noi risulta difficile credere che sia riuscita a rimanere vergine fino alla fine. 

Reed e Easton fanno continui doppi sensi e in una particolare scena, Reed si offre come “schiavo” al posto del padre o degli altri fratelli. È una scena assurda? Verissimo. Appunto per quello, non pretendo che ci sia qualcosa di logico nello svolgersi del tutto, anche se da un lato apprezzo che Ella li abbia perdonati. Cosa doveva fare, portare rancore a vita solo perché la credevano una facile? Il padre dei ragazzi è uno facile con le Escort… Se vivi vedendolo in un certo modo è poi difficile credere che sia cambiato. 

I Royal sono sboccati. Solo perché non avete sentito me ed il mio gruppo di amiche… dare della zoccola a qualcuno è fin troppo facile e fare allusioni sessuali lo è ancora di più. 

Avrò l’uccello perennemente in testa? 

Reed di sicuro se lo tiene in mano molto spesso. Così come tutti gli altri. Mettiamoli alla gogna, dai! 

“Ha tutto quello che una ragazza possa desiderare: il fisico da urlo, il viso stupendo che non perderà fascino con il passare degli anni, i soldi e quel qualcosa in più. Il carisma, suppongo. L’abilità di uccidere solo con lo sguardo.” 

Vi prego, fermiamoci un secondo e ammiriamo i possibili commenti che può scatenare un passaggio del genere. Mi rendo conto che il cliché dell’uomo dal fisico scolpito e frego da far paura, sia una cosa che ormai da noia ma andare a fossilizzarsi su questo dettaglio, vuol dire che stai cercando ogni scusa per parlare male di tutto. 

Mi chiedo… queste persone scelgono sempre e solo un compagno in base all'umiltà? Non si fermano ad apprezzare un modello bellissimo? Non fanno “un pensierino” al ragazzo più figo che conoscono? 

Perché si sentono toccate sul vivo da un passaggio del genere? Veramente credete che in un libro, se dovessero mettere un protagonista brutto, verrebbe apprezzato? Si, solo se questo tipo si chiama Quasimodo. 

Reed non la aggredisce mai fisicamente. 

In una delle scene, quando si offre appunto per fare da schiavo sessuale, lei ne esce viva, ancora vergine e soprattutto, vincitrice. Reed rimane nudo e legato. 

La vera aggressione, la subisce dopo, da un personaggio diverso. 

Ella viene drogata ma salvata subito dopo dai Royal. Le viene somministrata Molly, ovvero la versione più pura dell'Ecstasy o MDMA. Tale droga, eccita e nel libro, viene usata per “spiegare” cosa succede tra Reed ed Ella. La ragazza è su di giri, eccitata, irrefrenabile e Gideon sostiene che il modo migliore per scaricarla è il sesso. Concetto un po' tirato? Forse ma era da un pezzo che Ella si sentiva eccitata da Reed ed in questo caso, prende la palla al balzo e fanno robe. Non che ci sia qualcosa da premiare o giustificare ma a parere mio, nemmeno c’è da diventar matti. 

Molly è una droga da concerto e la conoscono in molti adolescenti. 

Esiste e le autrici usano questa informazione. 

 
I giovani di oggi sono facilmente influenzabili:

Non so voi ma io, a quindici anni, ho letto cadaveri senza volto. Non era esattamente una lettura per la mia età ma non mi pare di esser diventata un serial killer… oddio, saprei come farvi fuori ma non lo faccio. 

Tutti leggiamo libri che non sono stati pubblicati per la nostra età ma tranne alcuni casi particolari, siamo cresciuti e stiamo crescendo in modo corretto. 

Questo perché mi è stato insegnato a capire la differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Ovvio che ci voglia un minimo di selezione ma arrivare ad essere dei bacchettoni…

 
Fondamentalmente, siamo delle brutte persone perché non parliamo in modo diretto:

Ed io adesso, lo faccio qui. 

Dove tutti possono leggere e non solo i miei amici. Potete far girare il post, potete condividerlo dove vi pare. Tranquilli che è per tutti. 

 
Abbiamo tempo da perdere perché non abbiamo nulla da fare:

Effettivamente, per fare questo post, mi sono presa del tempo. Però sono multitasking e ho anche fatto altre cose più redditizie. 

Però, anche voi avete tempo da perdere, altrimenti non sareste lì a rispondere ad i vari commenti. 

La coerenza di alcune persone, mi fa ridere parecchio!

Toccati questi punti, mi sento di dirvi che non ho finito. 

Paper Princess mi ha divertito ed è quello l’intento delle autrici. Far passare del tempo piacevole a chi vuole leggere la loro storia. So che non è una lettura impegnativa, so che non vincerà nessun premio. 

Io lo apprezzo così com'è e non è che abbia adorato ogni dettaglio. 

Volete venire a dire che non vi è piaciuto?
Vi ripeto, nessun problema. Sicuramente io non ho apprezzato un libro che voi invece, avete amato (Shadowhunters per dirne uno) ma non mi metto a fare settordicimila post su questo. 

Volete venirmi a dire che secondo voi, dei dettagli non vanno? Volete un confronto? Vi lascio la mia email se vi è più comodo perché ripeto che per me, va benissimo. Però non sopporto chi mina la mia integrità morale solo perché mi incazzo se qualcuno parla male di un qualcosa che mi è piaciuto senza discuterne.
La menata del "ho di meglio da fare e al momento non ho voglia" non regge. 

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Cosa ci facevo lì? 

Questa è facile...

Bravi! Ero in radio. 

A far che vi chiederete... ma lo so che in fondo, avete già una risposta a questo quesito. 

Settimana scorsa sono stata invitata da Alice Chimera a registrare con lei una puntata dedicata alla Blogsfera. Gioia e Onore per questa possibilità e come dico sempre, queste esperienze meritano di esser vissute anche se non sono andata su una Radio che conoscono tutti nel mondo. Ma alla fine, cosa mi importa veramente? Certo, lo sappiamo che mi porterebbero più visibilità ma volete mettere la possibilità di andare in un posto considerarlo "casa"? 

Comunque sia, mi sono divertita molto e mi sono resa conto che un'ora non basta nemmeno per farmi conoscere, figuriamoci a tirar fuori il vero nocciolo della puntata. Certo, The Bookshelf si districa in puntate illimitate e quindi, le cose che abbiamo toccato noi non andranno perse ma sinceramente, avrei potuto dire molto di più perché diciamocelo, nel mondo dei Blog non possiamo annoiarci mai. 

Ve lo leggo nelle menti, io so che state pensando alla stessa cosa, altrimenti avreste già chiuso il post e ciao.

In sintesi quindi, cosa ci siamo detti? 

Avete presente no, le solite domande per rompere il ghiaccio? 

Quelle che dovrebbero mettere a proprio agio qualcuno ma che su di me sortiscono l'effetto opposto? Ecco, quelle. Semplici cose a cui rispondo con il culo, infilandoci qualche parolaccia giusto per sottolineare che cazzo, non sono una principessina. Appunto. 

Perché ho aperto un blog? Da quanti anni? Cosa significa il suo nome? Da quanto collabori? 

Come spiegare, senza mettermi a ridere, che ho incominciato per caso e che sono entrata "in attività" praticamente da subito? Dirlo oggi, dopo quasi cinque anni, mi fa capire che è un po ridicolo e va contro quello che sostengo (la gavetta cazzo, bisogna assolutamente farla!) ma è tragicamente vero. Ricordo che ho iniziato con timore e andando a tastoni perché non sapevo assolutamente nulla ma i primi approcci sono andati a buon fine e quello che ho tirato su ne è un'esempio. 

Comunque si, lo so che detta in questo modo distrugge un pò la magia che magari ero riuscita a creare e vi assicuro che questo angolino non è privo di sentimento ma ecco, è nato per caso. Diciamo pure che in quel periodo, il Karma voleva saldare qualche debito con me. 

Lo step successivo, consiste nel chiedere e capire come vanno le cose tra di noi. Tra colleghi intendo. 

Su dai, chi mi conosce almeno in parte, si sta già immaginando un bagno di sangue. 

Fate bene. 

Sono stata una Signora, concedetemelo. Non ho fatto nomi ma dio, quanto ci sarebbe da dire. 

Abbiamo tutti qualche scheletro nell'armadio ma devo dire che qualcuno si impegna in modo particolare. 

Cosa intendo?

Entrate in un qualsiasi gruppo di Facebook, guardatevi intorno e poi ditemi se non ho ragione. 

Non devo nemmeno sforzarmi nell'indicarvi dove guardare perché tanto, in un modo o nell'altro, qualcosa in vacca lo troverete. Sicuro. 

No, non sono pessimista ma realista. O forse un filino stronza e non ne faccio passare una. Capita, sapete? Sono per il "vivi e lascia vivere" ma ho un limite anche io. Mica sono Santa, anche perché per diventarlo, prima dovrei farmi accoppare. 

Avete presente quando iniziate a conoscere delle persone e tutto sembra andare bene? 

Quando ci parli ogni giorno e ti chiedi "come ho fatto a star senza di loro fino ad ora"?

Quando fai qualsiasi stronzata e sono le prime che vuoi aggiornare?

Quando vedi un qualsiasi cosa a tema libresco e vorresti prenderlo per regalarlo? 

In sintesi, avete presente quando vi innamorate? 

Bon, prendete questo concetto e curatelo, nutritelo, viziatelo... 

Quando è ben radicato in voi, prendetelo e yettatelo dalla finestra, senza preavviso. Fa male, vero? 

Bene, nel mondo dei blog questa cosa succede spesso. Fate amicizia con qualcuno, ci legate, sparlate di libri e di persone fino al giorno in cui fate qualcosa di boh e ciao, non più amici come pima. 

Si, sto parlando con il cuore in frantumi, non lo nego ma capita e non solo a me. 

Quello che mi fa un po' incazzare è la leggerezza della cosa. 

La leggerezza delle persone riguardo all’amicizia virtuale ma non solo, la leggerezza in generale di chi non vuole dare. 

Ok, ci sono persone che iniziano a sentirsi qui e poi diventano amici per la pelle anche fuori, sotto la luce del sole. Esistono e li trovo meravigliosi, un po' come due amanti che iniziano una storia. Ma sono in percentuale minore rispetto al resto. 

No vabbè, niente sviolinate. Mi sta già salendo la nausea per quello che ho scritto fino ad ora però è vero. 

Vero come il concetto del “ti sto vicina perché sei importante”. Dio, cosa non si fa per la notorietà. 

Che anche qui, cosa diamine ci guadagniamo alla fine? 

Certo, più siamo visibili e più le Case Editrici ci mandano i libri ma veramente è questa la cosa più importante? Non metter mano al portafoglio? Che diamine, peggio dei Genovesi (ed io lo sono eh).

Ovvio che è bello non spendere. Non mi nascondo dietro il buonismo, non dico che mi faccia schifo ma su, mica sto sveglia la notte per ste cose! Io al massimo, sto sveglia per sco… ehm, per il fatto che non mi bastano sei vite per smaltire tutto. 

Prima di tutto io sono una Lettrice e se qualcosa mi interessa, lo prendo. 

Certo, non ho nemmeno problemi di soldi e quindi mi trattengo in modo relativo ma i miei cento o più libri me li compro ogni anno. Alla fine verrò sommersa dai volumi ma morirò felice. No?

Non mi capacito però degli indignati che oddio, che schifo un pdf! Pretendo solo il cartaceo perché insomma noi lavoriamo per voi. 

Oh si, oh no. 

Ma che diamine, questa è una passione, non un lavoro! 

Già ci fanno la santa cortesia di cagarci, moh non arroghiamoci diritti che non ci spettano. Perché si, il favore lo stanno facendo loro a noi. 

Chi siamo noi? Pubblicità gratuita ma ci tengono buoni con poco.

Chi sono loro per noi? Il nostro vanto, la nostra estensione per il paradiso terreno. 

Perché non la prendiamo per ciò che è? 

PASSIONE.

Se devo farmi venire il fegato grosso come una casa, allora lascio perdere. Cos’è i soldi che non ho speso negli anni, mi servirà per curarmi? 

Siamo seri, almeno per una volta. 

Ho perso il filo del discorso, capita. 

In radio abbiamo parlato di copie omaggio e sincerità. 

Inutile dirvi come la penso, vero?

Ah, volete che vi rinfreschi la memoria? 

Ma come, non vedete di tanto in tanto le mie recensioni? Non notate che pullulano di 3 e 2 in certi momenti? 

Se il libro mi fa cacare, lo dico. A prescindere dal fatto che mi sia stato regalato o no. 

La prendo sul personale, non vi consiglieri mai un libro che non mi è piaciuto. 

Poi oh, fate come volete ma dalle mie labbra non sentirete bugie. 

Perché dovrei? Per far felici gli altri? 

Mi sentirei tradita nel dirvi che un libro è meraviglioso quando poi a casa, lo sto usando per accendere il camino. (operazione che comunque non soddisfa)

Non faccio mai concessioni. Self o grandi Autori non scalfiscono il mio cuore. Mai. 

A questo punto, vi starete chiedendo il senso di tutto questo sproloquio.

In effetti avevo iniziato a scrivere senza un vero filo perché non potevo calcolare fin dove sarei arrivata.

Però ecco, il motivo?

È che mi sono scassata i maroni. 

Sono stanca di combattere contro i mulini a vento. 

Questo gioco è vecchio ed il risultato non cambia mai; si perde.

Vorrei vivere in modo tranquillo sto posto ma pare chieder troppo. 

Io si, rimango perché mi ha dato molto ma insomma, il culo non voglio darlo via. 

Mi piacerebbe tornare qui domani mattina e scoprire che le persone supponenti che ho conosciuto fino ad oggi ricevessero quella stramaledettissima chiamata dal Karma ma ancora no, il fato ancora non mi ascolta. 

Però posso chiedervi una cosa e lo faccio, con il cuore in mano. 

Guardatevi dentro, fatevi un bel discorso e ditemi, siete veramente soddisfatti di ciò che avete fatto fino ad ora? 

Siete disposti a mettervi in gioco con sincerità?

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Sono una blogger da qualche anno e come tale, ho il privilegio di poter incontrare qualche Autore in modo privato per poterci scambiare due chiacchiere. 

Prima di tutto però sono una Lettrice e per quanto accanita, non ho mai sentito il bisogno di fare collezione di autografi o veloci foto con i miei idoli. Ho sempre preferito il contatto privato ed intimo, anche se in fondo, non sono totalmente immune al fascino di poter guardare negli occhi chi ha dato vita alle storie che più mi sono piaciute. 

In questi anni, ho sempre preferito evitare la calca, anche se con un pizzico di invidia ma mai con rimpianto. Questa volta però, stava arrivando Veronica Roth in Italia, colei che era riuscita a farmi piangere tre giorni di fila senza nemmeno sforzarsi troppo. Come resistere alla tentazione? 

Per una volta, mi sono concessa il lusso di stare in mezzo alla folla, come una qualsiasi appassionata di Lettura per provare la gioia e la calca di chi non può fare altro che mettersi lì con l'anima in pace ed attendere. 

Ore 16 precise, la coda non sembra finire

Quindi, armata di pazienza e si sa, molta follia, mi sono presentata all'evento insieme a Sabrina del Blog Libro Fatato e Chiara, una ex Blogger e grandissima amica. Gelindo, il mio compagno (che ha voluto comunque venire a Milano con me da subito), non essendo obbligato a stare in fila si aggirava tra la folla armato di macchina fotografica e tanta rassegnazione. 

Si sa, quando arriva da qualche parte un Autore così famoso, la folla è sempre molto corposa ma probabilmente, quelli della Galleria Rizzoli, non sono avvezzi a queste cose perché appena arrivati, la fila abbiamo dovuto inventarcela noi, con la speranza che a nessuno venisse la brillante idea di fare il furbo. Ma si sa, in Italia non siamo capaci di stare buoni al nostro posto (come ci ha gentilmente ricordato una coppia di amiche straniere dietro di noi) e così, ecco spuntare testoline nuove davanti a noi... cosa dire a queste simpatiche persone? Che sono degli emeriti stronzi? Come si può dire una cosa così scurrile ad un gruppo di ragazzine...? Abbiamo quindi sospirato ed attaccato bottone con due simpatiche ragazze davanti a noi. Martina I. e la sua amica (che era lì solo per fare compagnia) si erano fatte un bel pezzo di strada per vedere Veronica e tra una risata e l'altra, pian piano abbiamo guadagnato metri ma le ore, insensibili alla nostra ansia da fallimento, scorrevano anche troppo velocemente. 

I cordoni erano già saltati...
sembravano pecore alla riscossa.

Gli urli erano quasi cadenzati e noi, che non potevamo vedere nulla dalla nostra postazione, avevamo sempre più timore che ci spedissero a casa anche perché, un Signore vestito tutto tirato con aria affranta (un discreto attore direi ma nulla, se lo osservavi bene si intuiva che non gli interessava nulla della nostra delusione) ci stava avvisando che sarebbe stato molto difficile avere ciò che speravamo. 

Ok, difficile ma non impossibile, no? Avevamo la mera illusione che ad un certo punto, avrebbero chiuso la fila se fossero stati certi di non poter far firmare altre copie. 

Passo dopo passo, ho avuto modo di intrattenere relazioni pubbliche con altre Blogger sparse qua e la nella fila. 

Tra la dolcissima Nora del blog di Honey there are never enough books che era venuta a Milano da Brescia con la sua amica Anna e Cristina del Blog Un buon libro non finisce mai che era in compagnia di altre colleghe, ho potuto zabettare un pò vedendo anche facce nuove perché in fondo, essere Blogger è come avere una grande famiglia. Anche nei momenti folli e critici come quelli. 

Alla fine, con l'aiuto di una birra e la quasi convinzione di "tanto ormai siamo quasi arrivate, cosa potrebbe andare storto", ho assaggiato l'ultimo baluardo di tranquillità. Perché per quanto siano state ore noiose e scomode, quantomeno eravamo stati abbastanza civili. 

Chissà come, chissà perchè ma ad un certo punto abbiamo visto muoversi tutti con una certa urgenza e lo dico, eravamo fiduciose. Per un momento ho pensato di girarmi e fare la linguaccia a Regia, mimandogli un "vedi che ci sono riuscita?" facendo così crollare la sua certezza verso il nostro fallimento (si, un comportamento molto maturo) ma quel senso di vittoria è durato forse mezzo secondo. Davanti a noi c'era la ressa di chi non ha un freno. 

Non nascondo che a quel punto la mia presenza è stata più per una questione di principio che di vera voglia. Avevo paura e lo dico senza vergognarmi. 

Eravamo un centinaio, forse di più ma anche se fossimo stati di meno, il senso di soffocamento era alto e dopo ore passate in piedi, senza mangiare o fare la pipì (ok, la birra non era stata una genialata), esser schiacciati non è stata una bella esperienza. Fate conto che davanti a me c'era una ragazzina e devo averle toccato il culo almeno un paio di volte e nemmeno era mia intenzione! 

Le due amiche straniere che ore prima ci avevano fatto notare che gli Italiani non sapevano fare la fila, magicamente erano davanti a noi. Ma come, non eravamo noi "i selvaggi"?! 

Siamo rimaste lì per quasi un'ora, non avevamo bisogno di camminare perché tanto ci spingevano  in avanti quelli dietro di noi. Circondati da persone che erano disposte a tutto per entrare e affiancati da genitori che incitavano i figli a spintonare per passare avanti. Che splendido esempio da dare! 

L'apoteosi è stata raggiunta alle 19.15 quando nemmeno molto vicine all'entrata, abbiamo visto chiudersi pian piano le porte. 

Alt! Frenate un secondo! 

In un secondo il mio cuore è sprofondato. Ero lì fa ore, mancava veramente poco e loro chiudevano? La mia delusione però è stata spazzata via dal boato che si è sollevato subito dopo. Da un lato, giustamente nessuno voleva andare via a mani vuote, dall'altro però, esagerare non porta mai a nulla di buono. 

Davanti a noi, tra la folla che scalpitava, c'era una madre con un bambino piccolo (di pochi mesi) che veniva sballottata. Il povero cucciolo, impotente verso tutto, si è messo a piangere impaurito e frastornato dalla confusione. Era un momento pericoloso e croce sul cuore, non sto mentendo. 

Già non sarebbe dovuta mettersi in quella condizione ma tra gente che urlava e spingeva, qualcuno avrebbe potuto sentirsi male e svenire o farsi schiacciare le dita dalla porta che si chiudeva perché udite udite, la gente è stata spintonata fuori a forza. 

Tra ragazzine in lacrime e genitori che urlavano, siamo rimasti davanti alla libreria fin dopo le 20 (noi in disparte questa volta) e la Galleria Rizzoli, se già prima aveva organizzato l'evento in modo zoppicante, ora aveva raggiunto il fondo. 

La pizza non delude mai. Le persone, si.

Con la mente un pò più lucida, tiro le somme. Qualcuno si è chiesto (o lo sta facendo ora) perché ho voluto partecipare e vivere in prima persona questa esperienza. Non posso dire che sia andato tutto male, riesco anche a dire che è stata un'avventura formativa. 

Ho capito cosa vuol dire passare delle ore in una mischia. 

Ho capito cosa vuol dire esser delusi da un'Idolo. 

Ho capito cosa bisognerebbe evitare quando si organizza un evento.

Ho capito cosa vuol dire amicizia.

Ho capito che c'è sempre qualcosa di buono anche nelle giornate No.

Ho capito che non sarò mai come la maggior parte dei genitori in fila ieri. 

Ho capito quanto è bello il privilegio che possiedo come blogger.

Ho capito che bastano delle parole ferme e piene di comprensione per calmare chi è fortemente deluso.

Però non posso e non voglio nascondere le pecche di chi non sa gestire ciò che offre e di chi non è capace di fare la persona matura. 

1. La Galleria Rizzoli non era pronta alla gran mole di persone che si sono presentate. 

Non erano muniti di vere corde per la coda, se non per dei nastri di plastica incorporei che sono durati probabilmente da Natale a Santo Stefano. Nemmeno dopo aver visto le persone hanno fatto qualcosa per arginare la situazione.
Le file non sono state bloccate e quindi si aggiungevano sempre più persone; I controlli sono stati mantenuti per un quarto del tempo e così, i furbi si sono infilati ovunque non facendo la fila e sorpassando a piacimento; Avrebbero potuto dare la precedenza a chi aveva appena comprato il libro o dare il numero (come dal salumiere) per garantire l'entrata controllata; Hanno spintonato fuori persone rischiando anche di far male a qualcuno, cosa non sono irrispettosa ma potenzialmente pericolosa. Insomma, non hanno saputo gestire il servizio offerto. 

 

2. Sempre Loro (della Galleria Rizzoli) hanno aggiunto con un'aggiornamento sull'evento che si sarebbero presi in carico le copie non ancora firmate e le avrebbero portate direttamente a Veronica per mitigare la delusione dei Fans. 

Io sono rimasta lì fin dopo le 20 e NON ho sentito questa cosa, non ho nemmeno visto aprire le porte della libreria per ritirare i libri. 

Cosa dobbiamo fare noi, che siamo rimasti con un pugno di mosche? 

3. Capisco che non abbiamo dato uno spettacolo particolarmente meraviglioso ma Veronica mia, amore della mia vita, almeno un salutino avresti potuto farlo! 

Niente firma e nemmeno niente sbirciatina. 

Oltre il danno, anche la beffa. 

Pare che abbia mandato avanti una ragazza con la scritta "MI DISPIACE DAVVERO TANTO PER QUELLI FUORI -V. Roth". Immagino, forse, il timore di esser travolta da chi non era ancora riuscito ad entrare ma facendo così ha solo scatenato ancora di più i delusi. 

4. Mi VERGOGNO del comportamento di molte persone che erano lì. 

Urla, spintoni, lacrime e scenate per non aver ricevuto ciò che volevano. Una ragazza mi è passata vicina, insieme al padre, mentre piangeva e sosteneva che non avrebbe mai più preso un suo libro. Genitori che urlavano davanti alla porta la loro indignazione... che esempi maturi che abbiamo inscenato! Quasi nessuno si è reso conto che la calca che loro stessi avevano creato, aveva portato alla chiusura anticipata dell'evento e che quella baraonda non ha dato a Veronica l'incentivo a tornare a Milano. 

Perché ho voluto creare un post così lungo? Perché volevo parlarne e ho la segreta speranza che tutto questo arrivi alle orecchie dei piani alti e che in qualche modo, capisca i problemi che abbiamo vissuto e ne trovi rimedio. 

P.S: Aggiornamento dell'ultimo minuto. La DeAgostini ha appena comunicato che per l'incontro di oggi a Bologna, ci sarebbero stati dei pass limitati solo per chi compra una copia lì (300)... un'organizzazione indubbiamente più rigorosa, peccato per i tempo, dato che molte persone sono già in viaggio per Bologna e dovranno tornare a casa a mani vuote perché l'informazione è stata data solo ora... 

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