Fiamme nella palude di Eoin Colfer
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 68% 68%
  • Cover 65% 65%
  • E il finale 80% 80%

Fiamme nella palude [ANTEPRIMA]

Ago 4, 2020

Recensione: Per me, Eoin Colfer è sempre stato solo lo scrittore di Artemis Fowl, che leggeva volentieri mio fratello qualche anno fa. Come conoscenza, non andavo oltre alle due nozioni assimilate per caso in libreria e quando ho intravisto questa uscita, nemno avevo capito che si trattasse di lui.

Poi, un’amica mi ha detto “ma dai, leggiamolo che sembra interessante! Ci sono i draghi e c’è dell’alcol!“. Così, dopo esser passata come una bestia estinta e alcolizzata, mi ci sono buttata. Con scarsissime aspettative.

Sarà che poi sono un pò drago anche io, sarà che l’amore verso le persone manca anche in me e sarà che basterebbe aver quelle due cose per rendermi felice, ma Vern mi è entrato dritto nel cuore e con la sua eccentricità, si erge a mio spirito guida.

Maledizione, quanti anni aveva alle spalle. Si stendevano a perdita d’occhio come le mattonelle di quella strada che aveva fatto costruire il vecchio Re Dario nel chicazzosiricorda A.C.

Con la sua età millenaria e il suo modo di esprimersi decisamente poco signorile, incominciamo questo libro rivelazione. 

I primi capitoli non sono esattamente una passeggiata, più per il fatto che ho fatto fatica a conciliare quel tipo di carattere con la figura di un Drago. Poi, superato il mio clichè di genere, è stato una meraviglia. 

Meno divertente è stato aver a che fare con quel sadico venduto di Regence Hooke

L’uomo, con un passato difficile ma un’intellegenza sopraffina, ha fatto del suo lavoro con la legge un’arma a doppio taglio. Da un lato la faccia gentile ed educata di chi fa rispettare le regole e dall’altra, l’essere nefasto che in teoria dovrebbe lui stesso arrestare e ingabbiare. Da un lato, mi ha ricordato il vicesceriffo Lou Ford, del libro L’assassino che è in me; una persona a doppia faccia come una meneta da tre euro. 

In questo caso però, non c’è un minimo di sentimento che porta a empatizzare con il personaggio.

Molto affine a lui, ma anche molto diverso, è Miccetta (che ha due C e non una… perchè no, non è una micia inteso come l’animale). Giovane, sempre pronto a mettersi nei guai, con alle spalle un’infanzia difficile ma una madre molto buona che gli vuole fin troppo bene. Anche lui potrebbe usare questa scusa per far tutto quello che vuole ma no, lui prova ad essere un ragazzo migliore.

Un paio di settimane dopo, Miccetta trovò una cartolina sul comò, quando tornò a casa dopo il turno al Pearl Bar and Grill.
Era un disegno: la sagoma di un drago.
Con le palle fuori.

Questo trittico decisamente particolare, si trasforma in un faro nella notte non grazie alla trama innovativa, ma proprio per la loro caratterizzazione. 

Non so dirvi se è una cosa tipica di questo autore, ma avrebbero potuto anche raccontarmi di come andavano a fare la spesa ed io mi sarei divertita comunque. Molto scorrevole una volta preso il via, nessuto ti ferma più. 

Anche perchè nasce quel tipo di curiosità che ti porta a chiederti se il finale sarà scontato come al solito, oppure sorprendente come il resto. Un mezzo spoiler che vi faccio è: tutte e due le cose. 

In sintesi, è stata una lettura estremamente godibile per il periodo di “ferie”, che mi sento di condigliare.

INFO

Autore: Eoin Colfer
Pagine: 382
Prezzo: € 19
Uscita: 04/08/2020
Genere: Narrativa 
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Un tempo volava alto nei cieli e bruciacchiava folle inferocite. Per secoli il suo nome ha terrorizzato uomini e donne. Un tempo. Ora Vern cerca di nascondersi dalla rumorosa petulanza dei turisti sulle barche delle visite guidate del bayou, la zona paludosa della Louisiana. Si è ridotto ad accendersi le Marlboro con le fiamme che gli escono dal naso, a bere vodka Absolut con addosso una T-shirt di Flashdance e a farsi delle maratone di Netflix in un miserabile capanno da pesca. È un sopravvissuto, l’ultimo della sua stirpe: è l’ultimo drago. Il giovane Everett “Miccetta” Moreau, invece, è un giovanissimo scapestrato, un quindicenne aspirante piccolo malvivente che ha appena cominciato a lavorare per un piccolo contrabbandiere, quando vede il suo capo cadere sotto i colpi di un poliziotto corrotto, Regence Hooke, la quintessenza del Cattivo capace di ogni nefandezza, facile da temere, facilissimo da odiare. Hooke quella notte fatale è all’inseguimento dello scomodo testimone oculare, quando quest’ultimo, ossia Everett, si ritrova all’improvviso sollevato per aria e salvato da morte certa da… un drago? La palude può creare strani sodalizi proprio come quello che Everett finisce per intrecciare con il predatore volante. Sarà lui a rifornirlo di vodka, a tenergli compagnia ecc., in cambio della sua protezione da Hooke. Non ci vuole un genio per capire che ben presto questi tre – Vern, Everett e Hooke – diventeranno i protagonisti di un conflitto pieno di fuoco e fiamme che sfocerà nella più classica resa dei conti. Come andrà a finire? Con la definitiva estinzione dei draghi? Oppure i giorni di gloria di Vern sono tornati?

Fiamme nella palude di Eoin Colfer_Drago nero
Fiamme nella palude di Eoin Colfer_Absolut Vodka