La tuffatrice

La tuffatrice

La tuffatrice di Julia Von Lucadou
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 85% 85%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 75% 75%

La tuffatrice

Recensione: Riva Karnovsky, campionessa di Highrise Diving, si è costruita una fama potente grazie al suo cuore saldo; si lacia dai grattaceli, come se danzasse.

La sua vita sembra correre sui binari della perfezione, perchè per quanto sia giove pare abbia tutto. Amore, grandi capacità, un lavoro che ama, la bellezza, la giovinezza… insomma, una vita da favola che però, un giorno decide di troncare.

Smette di allenarsi, smette di lanciarsi, smette di parlare e soprattutto, toglie il tracciatore che tutti, in città, devono portare.

Per far si che torni alla sua vita di sempre viene chiamata in causa una giovane psicologa, Hitomi Yoshida, che avrà il compito di sorvegliarla giorno e notte attraverso telecamere nascoste. Deve scovare una falla nel nuovo comportamento di Riva, far si che tutto torni alla perfezione. A qualsiasi costo.

E quando guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti guarda dentro.

Hitomi riuscirà a non farsi trascinare da Riva? Il sistema in cui vivono, è veramente perfetto come crede una, o fallato come sente l’altra?

Ho letto questo libro su consiglio di Alice Chimera e grazie alla fiducia della Carbonio.

Il genere Distopico mi affascina sempre molto, lo adoravo ancora prima di sapere cosa fosse. Adesso, che conosco qualcosina in più, lo certo e lo bramo. Quindi ho iniziato questa lettura con delle aspettative alte quanto un grattacielo ma non effettivamente pronta al lancio.

Lo stile di Julia von Lucadou non è pomposo ma più simile ad un contagocce. Fornisce pian piano le informazioni che servono, come se fosse lei stessa una terapeuta e noi i pazienti, bisognosi della sua mano per camminare verso la meta.

La struttura della città, mi ha ricordato un pò quella di 1984 di Orwell, dove tutti sono controllati con la scusa di aver a cuore la salute fisica e mentale della popolazione.

Ma solo di quelli che se lo meritano veramente.

Solo per quelli che lavorano duro per la città.

Solo quelli che sono disposti a perdere parte di se stessi per qualcosa di più grande.

Per tutti gli altri, c’è la Periferia.

Quello che più mi ha colpito, è la presa di cosienza di Riva ed in qualche modo, la disperazione di Aston.

Lei è una Vip, è quel tipo di persona carismatica che può fare tutto e che è amata da tutti. Ha molto potere mediatico, e sembra non provare grande fastidio nel non aver più della privacy ma, immagino che sia normale vivere così, se ci si è nati in un posto del genere. Non sembra insofferente per le regole rigide di controlli a cui è sottoposta, affronta ogni sfida con il sorriso sulle labbra. In pratica ha scritto sulla fronte la parola “VINCENTE”. Quindi, la sua chiusura improvvisa, fa molto rumore.

Perchè deve essere tutto così? Perchè uno non può essere se stesso, con anche i suoi difetti?

Il suo vacillare porta a mettere in luce l’equilibrio precario delle leggi. Cosa spinge una giovane a rischiare tutti i benefici che ha guadagnato? Perchè parte del problema è anche questo. Essere retrocessi nella Periferia vuol dire perdere molti privilegi, è come esser messi nell’angolo della vergonga.

Aston, il fidanzato di Riva, mi ha fatto venire in mente il clichè della “mogliettina” che senza il marito smette di esistere e di aver tutti i benefici (oltre che gli oneri della casa). Se Riva dovesse mollare definitivamente, anche lui perderebbe una serie di cose ed è preoccupato, anche se apparentemente dichiara di esser solo preoccupato per Lei. L’ho letto come un personaggio estremamente egoista, ma in linea con la mentalità media.

La Psicologa è quella che mi ha fatto innervosire più di tutti, dato che è quel tipo di persona che ha assolutamente bisogno di esser sempre la migliore, ma solo perchè così può dare uno schiaffo virtuale o mentale a sua madre, che non credeva in lei. Un dettaglio egoistico in una società che promuove questo modo di fare. Bello, eh?

Questo mondo è crudo, ma attuale. Il bello del Distopico è questo, non conosce il tempo che scorre.

Per quanto possa aver apprezzato una serie di dettagli, per quanto sia una forte sostenitrice della tecnologia e del progresso, prego iddio di non dovermi mai trovare a vivere in un tempo come quello che ho trovato qui, ma forse già siamo lì e ne sono così dentro da non capirlo. Vero?

Immagini le sensazioni che deve provare quella donna: cadere nell’abisso sapendo di potersi risollevare, senza paura di schiantarsi e morire, gustando la vittoria contro la gravità e la consapevolezza di non dover più temere la morte.

INFO

Autore: Julia von Lucadou
Pagine: 184
Prezzo: € 16.50
Uscita: 09/04/2020
Genere: Distopico; Narrativa
Casa Editrice: Carbonio

TRAMA

In un mondo futuristico in cui si vive per accumulare punteggi, le emozioni vengono misurate da un dispositivo applicato al braccio, le giornate scandite da iper-efficienza, ferree regole comportamentali e una dose prestabilita di esercizio fisico, Riva Karnovsky, campionessa di Highrise Diving, tuffandosi dai grattacieli è riuscita a diventare una celebrità con schiere di fan e contratti milionari.
Eppure, nel suo lussuoso attico al centro della metropoli, un giorno decide di mollare tutto, senza una ragione apparente. Non si allena più,
non parla, scompare dai social assetati di foto e notizie.
Per rimotivarla viene chiamata una giovane e ambiziosa psicologa, Hitomi Yoshida, che dovrà sorvegliarla giorno e notte attraverso telecamere nascoste in ogni angolo della casa. Finché Hitomi si accorge di essere lei stessa una prigioniera

La tuffatrice di Julia Von Lucadou_Grattacielo
I poteri delle tenebre

I poteri delle tenebre

I poteri delle tenebre. Dracula, il manoscritto ritrovato di Bram Stoker e Vladimai Asmundsson
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 75% 75%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 65% 65%

I poteri delle tenebre

Recensione: Partiamo da una verità cosmica; non ho mai letto Dracula.

Quindi, cosa mi ha spinto a leggere questo libro? “il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo

Si lo so, vi ho appena detto che non l’ho mai affrontato e che non conosco il 90% del contenuto. Questo però non mi rende immune al fascino della scoperta.

Tutti conoscono la storia del Conte Dracula. Vuoi per il libro, vuoi per i fumetti, vuoi per i film, vuoi per mille cose ma in un modo o nell’altro, sappiamo chi sia e del fascino che esercita sulle masse. Poi, un giorno scopriamo che esiste una versione rivisitata del Classico insormontabile e per i nostri tempi non è una notizia così strana, se non fosse che Mörkrets makter è del 1900 e che le differenze tra i due volumi, sembrano esser opera di Bram Stoker stesso. 

Questo romanzo, è più che altro un piccolo saggio sulla traduzione Islandese.

Ci viene spiegato come sono arrivati a tradurre per intero questa opera, il percorso a ritroso per capire da dove potevano arrivare tutte quelle differenze e detto tra noi, saper che Stoker ci abbia messo lo zampino, creando un “nuovo” Dracula… beh, lo trovo esaltante.

Ho scoperto che nella prima bozza di Dracula mancavano le prime cento pagine, e che alcune parti trovate nella prima versione e poi tolte per la pubblicazione, siano magicamente comparse in Mörkrets makter… un caso non può essere. 

Anche la struttura è diversa, più corta e anche con personaggi diversi. L’unica cosa che non ho del tutto capito, è se in I poteri delle tenebre viene riportata tutta la traduzione o solo una parte. Perchè se fosse completa, si potrebbe quasi considerare un bigino e per quelli che non riescono ad affrontare la versione più conosciuta al mondo, possono iniziare da qui (possono farlo a prescindere, perchè comunque crea una certa dose di curiosità. Tanto per fare un esempio, ora avrei voglia di prendere il Dracula che ho in bagno, e confrontare i vari dettagli).

Ci sono solo due cose che mi lasciano perplessa, e ve lo posso dire senza timore di fare spoiler (chi non conosce le sorti del Conte?!).

Se temete lo spoiler per un qualche motivo a me ignoto, per ora potete ancora proseguire.

Lo so che per un saggio fa ridere lamentarsi delle note, perchè il libro si basa esattamente su quello, ma lette in digitale diventano dei nemici. In alcuni casi mi sono tremendamente annoiata, e non perchè non fossero inutili ma ero stanca di trovarmi tre pagine piene di appunti con riferimenti a frasi/situazioni che ormai avevo passato e non ricordavo bene. Questa è stata colpa della mia visualizzazione, ma tenete presente che se vorrete leggerlo in ebook, potrebbero esserci dei rallentamenti. Affidatevi sempre al cartaceo.

Ora si arriva allo spoiler-non spoiler.

La morte del Conte.

MA DAVVERO? Non è una novità che lui muoia, succede così nel 98% delle versioni che conosco ma la facilità con cui trapassa, mi ha lasciata senza parole.

Vi prego, voi che conoscete bene Dracula, mi confermate che si fa accoppare in modo da sempliciotto? Pugnalato a tradimento, mentre cerca di uccidere qualcuno che credeva morto? Ma dai, lo conosciamo come persona scaltra, e poi va così? Sono sconvolta.

Detto in poche parole, ve lo consiglio.

Non perchè mi sia stato mandato, perchè tanto lo comprerò, ma fa parte di quelle letture che “fanno la storia” nel loro modo di esser così fuori dagli schemi.

Un classico lo si può conoscere per sentito dire ma conoscer i vari tratti bizzarri, alleggerisce tutto e stimola la fantasia.

Quindi, se già conoscete Dracula e volete scoprire qualche tratto nuovo, un pò più “fuori dagli schemi rispetto alla “rigidità” di Stoker”, allora questo merita un sacco. Se volete qualcosa che vi stuzzichi, rimanendo in campo Classico senza però dover leggere il solito mattone, avete la mia benedizione. Che in letture come questa, male non fa.

INFO

Autore: Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson
Pagine: 216
Prezzo: € 16
Uscita: 09/05/2019
Genere: Classici, Horror
Casa Editrice: Carbonio

TRAMA

Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson tradusse Dracula, il celebre capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Lo pubblicò in Islanda lo stesso anno con una prefazione di Stoker, sul giornale da lui fondato e diretto, «Fjallkonan».
In realtà però il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo…
Eppure nessuno si era mai accorto di nulla, fino a quando, più di un secolo dopo, il ricercatore olandese Hans de Roos ha fatto una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma ne aveva scritta una versione del tutto diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell’originale.
Tanti sono i misteri che circondano il manoscritto: l’apparato critico a corredo dell’opera fornisce indizi interessanti su un enigma che metterà alla prova gli appassionati di questo classico della letteratura di tutti i tempi.

Prefazione di Dacre Stoker, pronipote di Bram Stoker. Introduzione e note di Hans Corneel de Roos. Postfazione di John Edgar Browning.

I poteri delle tenebre. Dracula, il manoscritto ritrovato di Bram Stoker e Vladimai Asmundsson_Cover di Morkrets Makter