A caccia del Diavolo. Capturing the Devil

A caccia del Diavolo. Capturing the Devil

A caccia del Diavolo
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 80% 80%
  • E il Finale 80% 80%

A caccia del Diavolo. Capturing the Devil

Recensione: Siamo finalmente giunti al termine di questa lunga storia, fatta di omicidi e sfarfallamenti di cuori innamorati.

Che Kerri Maniscalco sia cambiata mello stile, diventando sempre più sicura, è innegabile. Ogni libro è sempre un pò più sicuro e dettagliato del precedente, pur essendo comunque tutti curati al meglio. Quello che invece non è cambiato molto, sono le mie (non)simpatie per i due protagonisti.

Troviamo ancora una volta Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell, pronti a combattere questa “ultima” sfida, prima di poter vivere finalmente la loro vita di coppia. In questo volume, troviamo una componente romance più marcata rispetto al solito ma anche un tuffo nel passato del primo libro. Interessante la combo, seppur un pò prevedibile, anche se ho nettamente preferito la componente Horror e non troppo il resto.

Ormai è chiaro che dal mio punto di vista, la Maniscalco sia molto brava nell’ambientazione e negli intrighi ma che con le coppie, sia da evitare. Lo so, è una cosa puramente personale e so di esser tra i pochi a pensarla così ma, Thomas presenta solo pochi tratti da galantuomo che mi sento di salvare mentre Audrey la trovo solo ed esclusivamente una piccola bambina viziata. Come li amo.

Ho comunque letto con interesse il libro, quelle quattrocento pagine non sono state una fatica così insormontabile. So che è in arrivo un suo nuovo libro e la cosa mi incuriosisce, un pò per i poersonaggi (giusto per capire se sono io il problema o sono solo stata sfortunata) e un pò per il contorno perchè ripeto, in questi quattro libri che ho letto, ho sempre trovato piacevole visitare tra i luoghi proposti e in qualche modo, mi hanno sempre avvolto. A volte di più, come nella crociera di prima, a volte di meno, come il primo libro ma tutto sommato è sempre stato bello.

Quanto è difficile capire i miei sentimenti per tutto questo, amore e odio per la stessa storia.

INFO

Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 480
Prezzo: € 20
Uscita: 10/11/2020
Genere: Horror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare fiera mondiale, scoprono una verità sconcertante: l’evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all’interno del famigerato Castello della Morte che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola “fine” anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato?

In fuga da Houdini. Escaping from Houdini

In fuga da Houdini. Escaping from Houdini

In fuga da Houdini
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 65% 65%

In fuga da Houdini. Escaping from Houdini

Recensione: Se avessi iniziato a leggere i libri della Maniscalco partendo da questo volume, io e lei saremmo partite sicuramente con il piede giusto.

Torniamo nuovamente a leggere le (dis)avventure di Audrey Rose Wadsworth e  Thomas Cresswell, che sono peggio della Signora in Giallo e del Detective baffuto. Dove passano loro, stiamo tranquilli che ci scappano almeno uno o due morti, portandoli quindi a non poter vivere un momento di pace. Perchè ecco, dopo le peripezie nel cercare Jack lo Squartatore e nell’impresa assurda di smascherare il finto vampiro Dracula, dovevano godersi una settimana di ferie sulla nave da crociera Etruria.

Solo che già dal loro arrivo, iniziano ad accadere cose spiacevoli  ai passeggeri, quindi con lo zio J. Wadsworth sono costretti a prendere in mano la situazione e indagare a fondo. Anche perchè ne va della stessa vita di Audrey, visto le vittime sono delle giovani donne.

A rendere tutto più complicato, oltre all’impossibilità di muoversi al di fuori della nave, ci sono anche i membri del Circo al chiaro di luna. Artisti itineranti molto abili con fuoco e armi ma, anche con la divinazione ed i tarocchi, se poi aggiungiamo alla scena Harry Houdini, capite bene che le cose sono estremamente complicate. Vogliamo anche metterci un capo di nome Mefistofele? Perchè insomma, uno che si fa chiamare come un demone, riscuote sicuramente una grande fiducia.

Quindi insomma, anche questa volta siamo alle prese con un caso di vitale importanza, che però metterà a dura prova anche il rapporto dei nostri valorosi personaggi.

Che io non provi una grande simpatia per Thomas è ormai risaputo. Non subisco il suo fascino e anzi, spesso e volentieri le sue insicurezze nel campo amoroso mi portano ad essere più insofferente del previsto però, devo ammettere che in questo volume l’ho trovato più sopportabile. Che a fine quadrilogia, io arrivi ad apprezzarlo pienamente? Ne dubito, però la sua crescita/il suo cambiamento è sicuramente più palpabile rispetto a quella pazza boriosa di Audrey Rose.

Ancora una volta, ho apprezzato veramente poco questo personaggio. Lei questa volta è risultata di una banalità disarmente e di una frivolezza che mal si addice al ruolo che vorrebbe ricoprire. Certo, è un personaggio che sta ancora crescendo e se dovessi mettermi a contronto con lei, risulterebbe su molte cose molto più sveglia eppure, dall’inizio di questa avventura si è proclamata una persona concreta e al di sopra delle frivolezze stupide molto tipiche delle donne, e poi ricade nelle piccolezze. A questo punto, preferisco la cugina Liza, che è quel tipo di personaggio frivolo ma fresco che se presentato come personaggio di supporto funziona molto bene.

Comunque sia, l’ambientazione mi è piaciuta moltissimo e quel senso di claustrofobia, creata dal fatto che oltre la nave ci fosse solo desolazione e molta acqua, mi ha fatta entrare per bene nella storia. Anche gli artisti sono stati una scoperta, un’aggiunta che ho profondamente gradito e che a parere mio sono stati presentati in modo eccezionale. Mistero e magia la fanno da padroni, come la presenza dei tarocchi.

Ecco, sui tarocchi vorrei fare una menzione particolare.

Non è il primo libro che leggo dove vengono usate come perno della storia. Trovo sia un pò una moda e la cosa da un lato mi spiace, perchè conoscendo lo scetticismo della gente, andrà a finire che verranno visti ancora una volta come un elemento campato per aria e privo di una certa serietà che a mio avviso, sarebbe giusto dare.

INFO

Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 580
Prezzo: € 22
Uscita: 15/09/2020
Genere: ThrillerHorror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

In fuga da Houdini Maschere e Tarocchi
Una carta dei tarocchi a ogni personaggio

Una carta dei tarocchi a ogni personaggio

Una carta dei tarocchi a ogni personaggio

Re di Spade_King of Swords_In fuga da Houdini

Jian Yu, il lanciatore di spade del Circo al chiaro di luna.

Jian sembrava granitico quanto l’armatura che indossava. La maschera Jian sembrava granitico quanto l’armatura che indossava. La maschera d’argento gli copriva completamente un occhio, mentre sull’altro lato terminava in una serie di spuntoni abbastanza acuminati da lacerare la carne.Sembrava quasi che una corona di spade si fosse fusa e ricomposta direttamente attorno alla sua testa. Era la personificazione della carta dei tarocchi del Re di spade, e il costume che indossava lo rispecchia alla perfezione.

Un uomo con una scintillante corona in testa impugna una spada: è il Re di Spade dei Tarocchi. Il suo sguardo è autorevole, quasi arrogante. Il suo volto è austero, non lascia trasparire nessuna emozione. Il trono è ricco di immagini, di putti, di sculture. Il cielo è chiaro, ma solo nella sua parte superiore, nella parte bassa invece sono presenti delle nuvole che lasciano presagire l’inizio di un temporale. Questo divario fa ben emergere il contrasto tra la chiarezza mentale e il rigore del Re da una parte, e le conseguenze negative a cui questa rigidità può condurre dall’altra. Gli alberi ritratti nella carta del Re di Spade degli Arcani Minori dei Tarocchi sullo sfondo appaiono immobili: essi sono il simbolo della rigidità e dell’aspetto severo del re.

Anishaa, la sputafuoco del Circo al chiaro di luna.

«Il suo costume dovrebbe rappresentare il ghiaccio».
In effetti lo ricordava molto: i capelli argentati, raccolti in una spessa treccia fissata in cima alla testa, richiamavano i lustrini cuciti sul corpetto. Le parti scoperte del corpo – braccia, mani, viso e la pelle delle clavicole– erano tinte di un bianco-azzurrognolo. Faceva pensare a una creatura scolpita nel ghiaccio che giocava pericolosamente con il fuoco, e guardarla metteva una certa agitazione. Il cappello a cilindro e il corsetto erano di un bianco tanto puro che pareva azzurro ghiaccio. In realtà, dopo un’osservazione più accurata, individuati i sottili fili azzurri che, intrecciati a quelli argento, decoravano l’intera mise. Persino i suoi occhi – che s’intravede da due grossi fori nella maschera – sfoggiava un trucco nei toni del blu e dell’oro, mentre le ciglia erano di un bianco accecante. Sembrava Una stella ghiacciata.
Anishaa sollevò uno dei bastoni in fiamme e soffiò energicamente, sputando fuoco come un drago.

È un’immagine davvero sui generis quella dell’Asso di Bastoni dei Tarocchi. Una mano spunta fuori da una nuvola per afferrare un bastone pieno di germogli. Il cielo è sereno e terso. Le foglie fluttuano nel vento, ma si tratta di un vento labile, non furioso. Lo dimostra la staticità degli alberi sottostanti. A sinistra, un castello sporge su una rupe. Tutto, in questa carta, ha un significato simbolico pregnante.

Asso di Bastoni_Ace of Wands_In fuga da Houdini
L Imperatrice_In fuga da Houdini

Cassiopea, trapezista del Circo al chiaro di luna.

Mi concentrai di nuovo su Cassiopea, che volteggiava da un trapezio all’altro eseguendo eleganti capriole in aria come se fosse una stella cometa. I capelli che le ricadevano sulle spalle ricordavano incantevolicascate di platino che ben si sposavano con il suo aspetto etereo. Era bella da togliere il fiato.

Emblema dell’amore e della femminilità. La Terra è il suo elemento e le parole chiavi che la contraddistinguono sono creatività, maternità, fecondità, passione, amore ed abbondanza. La carta ha il numero III, che nasce come contrapposizione tra estremi opposti.

Sebastián Cruz, contorsionista del Circo al chiaro di luna.

Lanciai un’occhiata a Liza, che scuoteva la testa sbigottita. «Lui è SebastiánLanciai un occhiata a Liza, che scuoteva la testa sbigottita. «Lui è SebastiánCruz. I suoi numeri sono famosissimi.» Si sporse verso di me con aria circospetta. «Mi hanno raccontato che mette a frutto il suo talento nascondendosi nei bauli delle amanti quando i mariti ignari tornano a casa.»Le diedi uno schiaffetto sul braccio. «Ma è tremendo!»«Tremendamente scandaloso.» Liza sogghignò. «Si dice che si sia cacciato in qualche guaio qui a bordo. È per questo che lo chiamiamo lo Ierofante,o il Papa: qualcuno lassù deve volergli molto bene, dato che riesce sempre a farla franca!»

Spicca la figura sacerdotale in primo piano con due monaci in basso, di spalle, che ascoltano ciò che il religioso davanti a loro dice. E’ la carta dei tarocchi che allude all’insegnamento. I due monaci sono abbigliati con tuniche a disegni floreali, rose rosse per uno e gigli bianchi per l’altro. I gigli sono la purezza, le rose sono l’amore divino.

Il Papa_In fuga da Houdini
Il Matto_In fuga da Houdini

Andreas, mistico e indovino del Circo al chiaro di luna.

«Spiegami perché lo chiamano il Matto.»
«Perché sostiene di avere uno specchio magico che predice il futuro sentimentale della gente.» Liza scosse la testa. «La cosa triste è che lui ci crede veramente. Gli ho concesso più volte di farmi una lettura, ma non ha mai saputo dirmi chi sarà il mio futuro marito. Tutto ciò che vedevo era la mia immagine distorta e un disgustoso ammasso di ragnatele. Davvero Inquietante, altroché!»
«E perché Mefistofele lo fa lavorare, se non è bravo?»
Liza mi guardò come se avessi pronunciato la madre di tutte le sciocchezze.«I suoi numeri di chiaroveggenza sono tra i più richiesti. C’è sempre un gran viavai nella sua tenda… Accende l’incenso, parla con un sinistro accento bavarese. Inoltre…» mi diede una gomitata nelle costole, «ha un certo fascino.Non è bello da togliere il fiato, però non è uno che passa inosservato.»

Il personaggio è raffigurato in diverse maniere a seconda del mazzo di carte, ma impersona sempre una situazione di movimento, con il suo cagnolino appresso che lo segue in ogni situazione. Indossa un abito variopinto, con un berretto a sonagli simile a quello dei buffoni di corte. Un fagotto con le sue cose ed un bastone che lo aiuta nel suo peregrinare.

L’idea è quella di una persona che cammina senza avere una meta ben precisa. Irrazionalità, stravaganza, incoscienza, caos. L’eterno cercatore, istinto, imprudenza, ribellione, ingenuità sono le condizioni comportamentali a cui si rifà. Allude ad una situazione in cui l’obiettivo principale è rappresentato dalla ricerca della verità e della conoscenza.

Mefistofele, il mago del Circo al chiaro di luna.

Mefistofele riemerse da una nuvola di fumo come un vero e proprio demone. Sorrise sornione alla platea, poi rivolse un cenno a qualcuno dietro le quinte. Al suo comando, il sipario si spalancò e Jian, Liza e Isabella Tornarono di corsa sul palcoscenico, prodigandosi in grandi inchini e pompose riverenze. Il pubblico fischiò e applaudì calorosamente, alcuni dei passeggeri si misero persino a battere i piedi per terra, mentre altri sfilarono i fiori di serra dai vasi e li lanciarono sul palco. Non trovavo la forza di unirmi al loro entusiasmo.
Mi concentrai sul fuoco che ardeva negli occhi del cavaliere. Il mio amico lo aveva terribilmente infastidito, e lui non sembrava il tipo di persona a cui piaceva fare la figura dello stupido. Un muscolo della sua mascella si contrasse quando posò l’attenzione su Thomas.

Quella del Mago è un’immagine decisamente tradizionale nelle piazze medievali d’Italia.

In alcuni mazzi può sembrare il giocoliere, ma non lo è. Soprattutto nei tarocchi marsigliesi dà questa impressione, visto che è raffigurato con un costume quasi da giullare, con un gran cappello in testa, in piedi dietro un tavolo su cui sono appoggiate le coppe, i coltelli ed i dadi. In mano ha una bacchetta.

Questi simboli fra i tarocchi on line rappresentano i quattro elementi, e cioè, nell’ordine, acqua, aria, terra e fuoco.

Il Mago_In fuga da Houdini
L Eremita_In fuga da Houdini

Audrey Rose Wadsworth.

«E se le carte non diranno nulla?»
«Lo faranno. Chiudere gli occhi e concentrarsi su una singola domanda può essere d’aiuto» mi spiegò Andreas. «Come reputate voi stessa e il cammino che avete intrapreso? Soffermatevi solo su questo aspetto, chiudete gli occhi e mescolate. La risposta verrà da sé.»
Ubbidii in preda a una moltitudine di emozioni, tra cui l’imbarazzo.
Era da illusi credere che le carte potessero rivelarmi qualcosa di me stessa che ancora non sapevo. Il fatto di aver pensato che farmi predire il futuro fosse una buona idea era la prova lampante di quanto quello stupido circo avesse annebbiato il mio giudizio. Forse Andreas veniva chiamato il Matto in onore delle persone che riusciva ad attirare nella sua tenda,come la sottoscritta.
All’improvviso, sentii un leggero strattone al centro del petto, una sorta di debole resistenza nel momento in cui volevo passare alla carta successiva.
Spalancai le palpebre. Come diamine era…

Un uomo che si trova sulla cima d’una montagna. Completamente vestito di grigio, un bastone per aiutarsi nel cammino ed una lanterna per vedere questo cammino, per non percorrere la strada al buio.

Thomas James Dorin Cresswell.

Sempre sensibile alla mia presenza, Thomas alzò subito il capo. Una fiammata mi divampò nel petto quando i nostri sguardi si incrociarono.Disse qualcosa allo zio, spinse indietro la sedia e fu al mio fianco in un batter d’occhio, il braccio già teso verso di me. Il cuore palpitò più forte quando avvertii il suo tocco.
«Signore, siete una visione celestiale stasera.» Si mise una mano intorno all’orecchio e inclinò la testa. «Sentite anche voi questo rumore? Credo Siano i cuori di tutte le dame nella sala che si infrangono in mille pezzi. Attente a dove mettete i piedi, non vorrei calpestate i cocci insanguinati.»
Inarcai un sopracciglio. «Dici sul serio? “Cocci insanguinati”?»
«Come puoi biasimarle per essere invidiose? Anch’io sarei follementegeloso di me. In effetti, pensavo proprio di sfidarmi a duello, una volta terminata la cena.» Thomas sorrise e ci accompagnò al tavolo risparmiandoci ulteriori battute. A volte i suoi modi erano così raffinati, così squisitamente regali, che faticano ad accettare di avere di fronte lo stesso giovane a cui tutti avevano dato dell’automa durante le indagini sullo Squartatore.

Gli Amanti sono un trio, un ragazzo in mezzo a due donne, di cui deve sceglierne una. Una è il vizio, l’altra la virtù. Un cupido li sovrasta, pronto a scagliare la sua freccia, ricordandoci che a volte bisogna andare oltre la passione ed il desiderio, ma che tenga in buona considerazione il benessere individuale.

Il primo concetto della carta degli amanti è legato al piacere, oltre che all’amore e ad una scelta. Il giovane uomo è invece la dolcezza.

Gli Amanti_In fuga da Houdini
In fuga da Houdini di Kerri Maniscalco

Alla ricerca del Principe Dracula. Hunting Prince Dracula

Alla ricerca del Principe Dracula. Hunting Prince Dracula

Alla ricerca del Principe Dracula di Kerri Maniscalco
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 67% 67%

Alla ricerca del Principe Dracula. Hunting Prince Dracula

Recensione: Siamo nuovamente tornati qui, con il secondo libro della Moniscalco. 

In questa nuova avventura, troviamo nuovamente la coppia che scoppia; Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell. Questa volta sono diretti al Castello di Bran, vecchia dimora del temibile Vlad l’Impalatore (cosa in realtà non vera, perchè la sua dimora si trovava a Poienari, ma sono dettagli…) ed ora, la più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. 

Una volta lì, i due scoprono che la loro ammissione (o meno) al corso avverrà più avanti, dopo un test severissimo ma non è solo l’incertezza del futuro a scuotere la loro anima. Prima di arrivare lì, un passeggero del loro treno viene trovato morto e imbottito di aglio e successivamente una fine analoga tocca anche ad uno studente. Che le dicerie sul ritorno del Conte Vlad, siano vere? Esistono le creature della notte? Oppure c’è qualcuno che si nasconde dietro alle leggende? 

Si sa però, che dietro ad una vecchia leggenda strampalata, c’è sempre qualcosa di vero. 

Sono un pò titubante. 

Come avrete capito dal primo libro, non provo un grande amore per Audrey Rose e nemmeno per Thomas. Sono due figure da un lato interessanti ma dall’altro, con dei comportamenti che trovo estremamente fastidiosi. 

Anche in questa loro nuova avventura, pur avendola divorata in poco tempo, mi ha fatto innervosire innumerevoli volte. 

Audrey Rose, ancora scossa dagli avvenimenti successi con Jack lo Squartatore, si mette in viaggio per il suo futuro pur avendo delle allucinazioni piuttosto insistenti. Questo dettaglio, che la seguirà per tutto in secondo libro, mi ha lasciato estremamente perplessa perchè pur essendo un espediente buono per la storia, mal si addice a tutto il resto. Che la ragazza sia ancora scossa, posso capirlo e posso anche accettare una parte dei suoi timori. Eppure, l’idea che abbia delle allucinazioni così forti da farle quasi perdere il contatto con la realtà è un dettaglio che va oltre all’immagine che ci siamo fatti fino ad ora. 

Non osiamo poi parlare di Thomas, che per cercare di “aiutare” la sua compagna, in molte occasioni si rende più un danno che altro e con l’apice della loro litigata, raggiunge poi il top gamma per farsi perdonare. Questo non posso dirvelo, sarebbe uno spoiler di cattivo gusto, ma quando arriverete alla sera dell’incontro all’obitorio… beh, capirete. 

Quello che più mi lascia titubante, è che comunque sia stata una lettura scorrevolissima e interessante.

Per quanto io provi un certo fastidio nei protagonisti, tutto quello che li circonda e che fa da sottofondo, l’ho adorato e quindi, mio malgrado, ve li consiglio molto volentieri. 

INFO

Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 468
Prezzo: € 20
Uscita: 15/09/2020
Genere: ThrillerHorror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi – unica donna – alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell’oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l’Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula. Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all’oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

Alla ricerca del Principe Dracula di Kerri Maniscalco_Vlad empalador conde haciendo honor a su apodo
Sulle tracce di Jack Lo Squartatore [ANTEPRIMA]

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore [ANTEPRIMA]

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore di Kerri Maniscalco
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 70% 70%

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore [ANTEPRIMA]

Recensione: Conosciamo tutti la storia di Jack lo Squartatore.

Nella Londra del 1888, si aggirava un killer seriale spietato che squartava le vittime, nel quartiere di Whitechapel. Tutte donne, tutte prostitute.

L’uomo vanne chiamato così, dopo una lettera mandata da lui stesso.
Non venne mai catturato.

Da allora ad oggi, complice il mistero della sua identità, sono stati sfornati molti film, libri, videogiochi e brani musicali.

Kerri Maniscalco, ha voluto dare una sua interpretazione della storia, da un punto di vista a me insolito.

La protagonista di questa prima avventura, è l’ipocrita Audrey Rose Wadsworth, figlia di un Lord ipocondriaco.

Nell’epoca Vittoriana, dove la figura patriarcale è dominante, lei non si fa piegare da niente e nessuno. Motivo per cui riesce a divantare l’apprendista dello Zio e sotto travestimento, frequenta i corsi di medicina legale. Ovviamente, senza il consenso del padre.

Vivere quindi due vite, di cui una estremamente segreta, non è affatto facile ma a complicare le cose, ecco che arrivano delle morti violente e la sua libertà di movimento, diventa sempre più misera.

Non volendoci far mancare nulla, da subito entra in scena il “collega” Thomas Cresswell. Altro borioso personaggio, probabilmente in linea con i canoni del periodo.

Parlo subito male di Audrey, per il semplice motivo che per quanto io possa apprezzare i caratteri forti, lei mi suona troppo forzata.

La madre morì quando lei era piccola, quindi dubito fortemente che data la sua posizione nella società, non ci sia stata nessuna figura femminile al suo fianco durante la crescita. Parla tanto delle sue coetanee, molto frivole e legate ad una dittatura familiare soffocante, quando lei sembra una contraddizione vivente.

Anche il padre, mi risulta molto esagerato, con la sua fobia dei germi.

Non faccio allusioni particolari al fatto che viene nominata spesso la mascherina come protezione, questa è una coincidenza bizzarra, ma proprio al fatto che il suo timore è più incentrato su questo e non per tutto il resto. Ha una figlia in età buona da matrimonio, sola, senza una madre e che succede? “Copriti la bocca quando sei fuori”. Eh, certo.

Lo so che le fobie non si controllano, ma non sono riuscita a capire del tutto questo modo di fare.

Nessuna dodicenne dovrebbe mai vedere l’anima della propria madre scivolare nell’abisso. Per la prima volta nella mia vita mi ero sentita impotente. Dio mi aveva delusa. Avevo pregato e pregato, come mi aveva sempre detto di fare la mamma, e per cosa? La morte alla fine l’aveva reclamata comunque. Era stato in quel momento che avevo capito di dovermi affidare a qualcosa di più tangibile dello Spirito Santo.

La scienza non mi aveva mai abbandonato, a differenza di quanto aveva fatto la religione quella notte.

In generale comunque, stonature a parte, ho apprezzato molto la fluidità di lettura.

Non sono particolarmente affermata sull’argomento, forse è il secondo libro sull’argomento che prendo tra le mani, ma ho apprezzato la cupezza di Londra e la drammaticità nel dover trovare l’assassino.

Simpatie a parte, ho trovato emozionante le supposizioni prese in considerazione e mi è comunque piaciuta la parte di Audrey, dove deve praticare le autopzie.

Lo so, suona più macabro di quello che vorrei, ma ho seriamente apprezzato il fatto che rimane comunque umana, per quanto curiosa. Rispetto allo Zio, che trova questa pratica completamente affascinante, lei prova comunque pietà per le vittime (anche quelle morte di morte naturale).

Benché ci penserà la vita ad alleviare questo mio

dramma, io conserverò per sempre

la violetta che strappai dalla tomba della mamma.

Quello che invece mi ha lasciata un pò stupita, in modo piacevole, sono due punti finali.

Cercherò di non fare spoiler.

Quando ad un certo punto, si trovano davanti all’assassino (o presunto tale), Audrey deve prendere una decisione estrema che umanamente parlando è molto controversa. Ovvio che non posso dire cosa, chi l’ha letto sa a cosa mi riferisco, ma il suo istinto di offrirsi anche quando tutto sembra perduto… beh, da un lato è scontato ma dall’altro, bravo a Thomas (questo è l’unico complimento che mi sentirete esprimere su di lui).

Il secondo punto è con il padre. Sempre in tema di sacrificio, quello che dirà ad un certo punto mi ha commosso più del necessario. Lo so che sopra ho detto che la libertà di Audrey mi sembra troppo forzata ma, dopo tutte quelle pagine a vederli disquisire su più o meno ogni cosa, alla fine mi sono intenerita.

Prima di dire troppo, mi soffermo solo su una cosa; Jack lo Squartatore.

Ora, mi fa piacere che il libro non sia raccontato con gli occhi dell’assassino o di un funzionario della polizia. Ho apprezzato la componente femminile che per caso, si trova a dover indagare di soppiatto, nemmeno troppo volentieri. Però, però. Pare brutto se dico che collocarlo in quella figura, era un pò troppo facile?

Ripeto, non vi sto dicendo che è un brutto libro, io l’ho letto in tre giorni (praticamente solo di sera, prima di andare a dormire) e certe dinamiche le ho messe in discussione solo dopo, ma non è assolutamente un libro perfetto.

INFO

Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 405
Prezzo: € 20
Uscita: 15/09/2020
Genere: HorrorThriller
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile.

Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d’esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore di Kerri Maniscalco_Lettera originale di Jack lo Squartatore - Dear Boss letter Jack the Ripper