Film da vedere – NETFLIX

Mar 25, 2021 | Movie

Si, siamo ancora in zona rossa.

Questa situazione ormai ci è familiare, per quanto non gradita. Sappiamo bene che il male che serpeggia tra di noi da ormai svariati mesi, non sia da prendere alla leggera, eppure questa situazione inizia ad esser pesante anche per chi non ha mai smesso di lavorare e che è sempre stata bene.

Quindi, mi piacerebbe parlarvi un pò dei film che ho visto o che vorrei vedere, anche se sono conscia del fatto che questo argomento sia stato trattato da mille e più persone.

NETFLIX

Tra le varie piattaforme di streaming, Netflix è forse quella che più mi è familiare. Ho il “brutto vizio” di scorrere la schermata principale e salvare nella mia lista tanti titoli, che poi immancabilmente rimangono inguardati. Un pò come i libri vecchi che ho in libreria. 

Vorrei allora mostrarvi qualche titolo che mi incuriosisce, sia mai che alla fine riesca ad autoconvincermi. 

  • Chiamami col tuo nome (regia di Luca Guadagnino)

Credo che ormai tutti conoscano questo film, che è adattamento cinematografico del romanzo Call Me by Your Name, edito da Guanda. 

Pur non avendolo ancora letto, tempo fa mi feci convincere dalle mille recensioni positive. Attualmente rimane solo come una voce da spuntare, ma ho avuto modo di vedere qua e là delle clip e di leggere qualche nota di approfondimento sulle riprese. 

Una delle cose che più mi è rimasta impressa, l’ho trovata in uno spezzone di intervista.

Luca Guadagnino un giorno ha chiesto ai due attori di recarsi nel cortile sul retro della villa per provare alcune scene. I tre si sono avvicinati al prato, hanno preso le sceneggiature e hanno scelto una scena a caso per esercitarsi.

La pagina del copione diceva solo: “Elio e Oliver si rotolano nell’erba pomiciando”. Chalamet e Hammer si sono guardati e hanno detto: “Va bene, facciamolo!” A pochi secondi dall’inizio della scena, Guadagnino è intervenuto, chiedendo loro di agire in modo più “appassionato”.

Così hanno iniziato a pomiciare più intensamente fino a che, secondo quanto dichiarato da Hammer, i membri della troupe hanno dovuto dividerli: i due attori si sono guardati intorno e si sono resi conto che Guadagnino si era allontanato, lasciandoli da soli a baciarsi sull’erba.

Ammetto di aver riso più del necessario per questa cosa, e ammetto anche che forse fu questo a farmi prendere la decisione definitiva. Sono sinceramente curiosa, anche solo per capire se il parere collettivo sia dettato da un sincero amore per il film oppure, sia solo rimasta folgorata dalla bellezza degli attori. Chissà.

  • Raccontami di un giorno perfetto (regia di Brett Haley)

Questo film è in lista più per il fatto che ho AMATO il libro, e non per la curiosità nata guardando il trailer.

Sinceramente, ho paura. 

Conosco la storia, ho letteralmente pianto leggendo il libro di Jennifer Niven, quindi non posso certo dire di star scegliendo un film al buio. Però, come spesso accade, i due potrebbero essere diversi. Per quanto capisca il concetto che un regista possa prendersi le proprie licenze, ci sono storie che devono essere raccontate esattamente come sono state originariamente scritte.

Soprattutto una storia come questa, che affronta molti temi grossi, tra cui il suicidio. 

Tremo ma spero.

  • Fino all’osso (regia di Marti Noxon)

Film difficili ne abbiamo?

Piccola premessa. Come per Raccontami di un giorno perfetto, anche in questo caso porto un libro nel cuore; Wintergirls di Laurie Halse Anderson. Letto un secolo di anni fa, la storia di Lia mi era entrata talmente tanto dentro da farmi avere gli incubi per svariati giorni. 

Una notte, forse il giorno dopo aver finito di leggerlo, mi svegliai di colpo chiedendo al mio compagno se la bilancia sotto il nostro letto contasse solo il mio peso o anche il suo. Ovviamente, non ero affatto sveglia, eppure questo “sogno ad occhi aperti” mi ha colpito moltissimo. 

La pellicola ed il libro non raccontano la stessa storia ma, hanno in comune l’argomento. Tutte e due le protagoniste soffrono di anoressia, e in entrambi i casi seguiamo le loro vicende. 

Se su carta sono perfettamente cosciente di quel che succede, dall’altra parte so solo quello che il trailer dice. 

Come per il titolo sopra, sono curiosa e ho paura, perché ci sono temi estremamente difficili e non sempre vengono raccontati con la dovuta delicatezza. Le ore a disposizione dei film sono limitate, un difetto che solo un bravo regista riesce a superare. 

  • The Terminal (regia di Steven Spielberg)

Qui baro moltissimo, ma ci sono delle attenuanti.

La storia dell’uomo che per ragioni politiche è costretto a vivere in aeroporto, l’ho vista in televisione molti anni fa. So che mi era piaciuto molto, eppure non mi ricordo nulla. Anche leggendo la trama su Wikipedia, non riesco a richiamare nessun ricordo ma solo qualche sensazione. 

Questo è il motivo per cui è finito in lista, ma temporeggio perché sono sempre stata dell’idea che sia meglio vedere film nuovi, piuttosto che “perdere” tempo con quelli che già si conosce. Ma questo, che non ricordo, devo effettivamente considerarlo come vecchio oppure, come nuovo?

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