Film da vedere – NETFLIX

Film da vedere – NETFLIX

Film da vedere – NETFLIX

Si, siamo ancora in zona rossa.

Questa situazione ormai ci è familiare, per quanto non gradita. Sappiamo bene che il male che serpeggia tra di noi da ormai svariati mesi, non sia da prendere alla leggera, eppure questa situazione inizia ad esser pesante anche per chi non ha mai smesso di lavorare e che è sempre stata bene.

Quindi, mi piacerebbe parlarvi un pò dei film che ho visto o che vorrei vedere, anche se sono conscia del fatto che questo argomento sia stato trattato da mille e più persone.

NETFLIX

Tra le varie piattaforme di streaming, Netflix è forse quella che più mi è familiare. Ho il “brutto vizio” di scorrere la schermata principale e salvare nella mia lista tanti titoli, che poi immancabilmente rimangono inguardati. Un pò come i libri vecchi che ho in libreria. 

Vorrei allora mostrarvi qualche titolo che mi incuriosisce, sia mai che alla fine riesca ad autoconvincermi. 

  • Chiamami col tuo nome (regia di Luca Guadagnino)

Credo che ormai tutti conoscano questo film, che è adattamento cinematografico del romanzo Call Me by Your Name, edito da Guanda. 

Pur non avendolo ancora letto, tempo fa mi feci convincere dalle mille recensioni positive. Attualmente rimane solo come una voce da spuntare, ma ho avuto modo di vedere qua e là delle clip e di leggere qualche nota di approfondimento sulle riprese. 

Una delle cose che più mi è rimasta impressa, l’ho trovata in uno spezzone di intervista.

Luca Guadagnino un giorno ha chiesto ai due attori di recarsi nel cortile sul retro della villa per provare alcune scene. I tre si sono avvicinati al prato, hanno preso le sceneggiature e hanno scelto una scena a caso per esercitarsi.

La pagina del copione diceva solo: “Elio e Oliver si rotolano nell’erba pomiciando”. Chalamet e Hammer si sono guardati e hanno detto: “Va bene, facciamolo!” A pochi secondi dall’inizio della scena, Guadagnino è intervenuto, chiedendo loro di agire in modo più “appassionato”.

Così hanno iniziato a pomiciare più intensamente fino a che, secondo quanto dichiarato da Hammer, i membri della troupe hanno dovuto dividerli: i due attori si sono guardati intorno e si sono resi conto che Guadagnino si era allontanato, lasciandoli da soli a baciarsi sull’erba.

Ammetto di aver riso più del necessario per questa cosa, e ammetto anche che forse fu questo a farmi prendere la decisione definitiva. Sono sinceramente curiosa, anche solo per capire se il parere collettivo sia dettato da un sincero amore per il film oppure, sia solo rimasta folgorata dalla bellezza degli attori. Chissà.

  • Raccontami di un giorno perfetto (regia di Brett Haley)

Questo film è in lista più per il fatto che ho AMATO il libro, e non per la curiosità nata guardando il trailer.

Sinceramente, ho paura. 

Conosco la storia, ho letteralmente pianto leggendo il libro di Jennifer Niven, quindi non posso certo dire di star scegliendo un film al buio. Però, come spesso accade, i due potrebbero essere diversi. Per quanto capisca il concetto che un regista possa prendersi le proprie licenze, ci sono storie che devono essere raccontate esattamente come sono state originariamente scritte.

Soprattutto una storia come questa, che affronta molti temi grossi, tra cui il suicidio. 

Tremo ma spero.

  • Fino all’osso (regia di Marti Noxon)

Film difficili ne abbiamo?

Piccola premessa. Come per Raccontami di un giorno perfetto, anche in questo caso porto un libro nel cuore; Wintergirls di Laurie Halse Anderson. Letto un secolo di anni fa, la storia di Lia mi era entrata talmente tanto dentro da farmi avere gli incubi per svariati giorni. 

Una notte, forse il giorno dopo aver finito di leggerlo, mi svegliai di colpo chiedendo al mio compagno se la bilancia sotto il nostro letto contasse solo il mio peso o anche il suo. Ovviamente, non ero affatto sveglia, eppure questo “sogno ad occhi aperti” mi ha colpito moltissimo. 

La pellicola ed il libro non raccontano la stessa storia ma, hanno in comune l’argomento. Tutte e due le protagoniste soffrono di anoressia, e in entrambi i casi seguiamo le loro vicende. 

Se su carta sono perfettamente cosciente di quel che succede, dall’altra parte so solo quello che il trailer dice. 

Come per il titolo sopra, sono curiosa e ho paura, perché ci sono temi estremamente difficili e non sempre vengono raccontati con la dovuta delicatezza. Le ore a disposizione dei film sono limitate, un difetto che solo un bravo regista riesce a superare. 

  • The Terminal (regia di Steven Spielberg)

Qui baro moltissimo, ma ci sono delle attenuanti.

La storia dell’uomo che per ragioni politiche è costretto a vivere in aeroporto, l’ho vista in televisione molti anni fa. So che mi era piaciuto molto, eppure non mi ricordo nulla. Anche leggendo la trama su Wikipedia, non riesco a richiamare nessun ricordo ma solo qualche sensazione. 

Questo è il motivo per cui è finito in lista, ma temporeggio perché sono sempre stata dell’idea che sia meglio vedere film nuovi, piuttosto che “perdere” tempo con quelli che già si conosce. Ma questo, che non ricordo, devo effettivamente considerarlo come vecchio oppure, come nuovo?

Era mio figlio. The Last Full Measure [FILM]

Era mio figlio. The Last Full Measure [FILM]

Era mio figlio. The Last Full Measure [FILM]

La guerra la conosciamo tutti.

Vuoi per averla studiata, vuoi per averla vissuta tramite un parente più o meno vicino, vuoi perchè si è vissuta sulla propria pelle, tutti sappiamo che è cruenta e che è estremamente difficile poter ricordare tutti gli atti d’onore che sono stati fatti. Questi film, ci permettono di conoscere qualcosa di più.

Era mio figlio. The Last Full Measure Air Force Marine

 

William Hart Pitsenbarger, era un paramedico dell’Air Force che decise di rinunciare al suo unico biglietto di salvataggio sicuro per rimanere sul campo e salvare più marines possibili. Grazie al suo sacrificio, riuscirono a sopravvivere oltre 60 uomini destinati a morte certa.

Non è l’unica storia di eroismo compiuta durante le guerra, eppure rispetto ad altre, qui troviamo una rivincita postuma.

L’agente del Pentagono Scott Huffman, in un momento di forte tensione lavorativa, viene incaricato per indagare sulle cause che portarono al rifiuto del Congresso per l’assegnazione della medaglia d’onore di Pitsenbarger, nonostante l’evidente atto d’eroismo.

Non è facile ricostruire una storia, dopo trentadue anni, eppure Scott deve farlo e pure in fretta, dato che il padre del giovane caduto è malato e prossimo alla morte. Non è nemmeno semplice riuscire a capire cosa abbia veramente impedito di premiare Pitsenbarger, senza minare la propria carriera nel Pentagono.

Cosa fare?
Cosa scegliere?
Mollare?
Come riuscire a mantenere un distacco professionale?

Era mio figlio. The Last Full Measure genitori di William Hart Pitsenbarger

I casi sono due, o io sono diventata più sentimentale negli ultimi anni, oppure i miei ormoni sono andati a farsi un giro in centro. Fatto sta che avrei iniziato a piangere dopo dieci minuti e avrei continuato anche molto dopo la fine, poi mi sono ricordata di avere una dignità.

Il film in sè, non racconta nulla di nuovo (parliamo della guerra, c’è poco che può ancora realmente stupire) e non pretende di accusare veramente qualcuno, anche se di colpe se ne possono trovare a pacchi. La storia racconta di quel momento difficile, di come alcuni dei sopravvissuti hanno elaborato il dolore e del peso delle scelte fatte. Parla dell’importanza di riconoscere il valore di chi si è sacrificato, incurante della propria possibile morte per fare del bene al suo paese.

William Hart Pitsenbarger, nato l’8 luglio 1944 e morto l’11 aprile 1966, è oggi sepolto nel cimitero di Miami Memorial Park a Covington, Ohio. La sua tomba si trova nella trama 43-D, tomba n. 2.

 

Meravigliosa l’interpretazione di Jeremy Irvine che secondo me tanto assomiglia a William, ma ho rivalutato e amato Sebastian Stan, che interpreta Scott Huffman.

C’è una scena, dove Scott va in Vietnam per recuperare le notizie che mancano sul rapporto di quel giorno. Dopo un lungo viaggio, trova chi stava cercando ma al posto di vedere una persona distrutta dal dolore, conosce qualcuno che ha deciso di creare un santuario a disposizione per tutte le persone che hanno bisogno di parlare. Non vado oltre lo spoiler, vi dico solo che quella scena in particolare mi ha fatto vacillare il cuore, gli occhi e la regione.

Sebastian è stato spettacolare e anche se questo film non è da dieci e lode, solo per quella scena secondo me merita di esser visto e rivisto.

Sono dieci minuti che vi sto dicendo quanto mi è piaciuto questo film, senza però dirvi che:

La musica di sottofondo è magistrale, così coinvolgente che già dai primi minuti si è completamente presi dalla visione; Questo è l’ultimo film di Peter Fonda, prima di essere stroncato dal cancro il 16 agosto 2019; Ci sono grandi attori, che interpretano in modo meraviglioso e delicato dei personaggi che una volta tornati a casa, devo convivere fino alla fine dei loro giorni con incubi e sensi di colpa.

Questa è una pellicola imperfetta ma potente, che rivedrò molto volentieri in italiano.

Era mio figlio. The Last Full Measure Sebastian Stan
INFO

Genere: Drammatico

Data: 02/04/2020
Durata: 1 h 50 min
Regia: Todd Robbinson
Musiche: Philip Klein (II)
Distribuzione: Notorius Pictures

CAST

Sebastian Stan
Christopher Plummer
William Hurt
Ed Harris
Samuel L. Jackson
Bradley Whitford
Diane Ladd
Jeremy Irvine
Alison Sudol
Linus Roache
Peter Fonda
Zach Roerig
Amy Madigan
John Savage
Dale Dye
LisaGay Hamilton
Cody Walker
Bruce MacVittie
Michael Imperioli
Robert Pine
Max Gail

TRAMA

Era Mio Figlio, film diretto da Todd Robinson, è basato su una storia vera, quella di un’indagine condotta dal giovane Scott Huffman, che sotto copertura tenta di combattere la macchina politica americana.
La sua missione è far sì che William Pitsembarger riceva la Medaglia d’Onore dal Congresso per i suoi interventi sul campo di battaglia durante la Guerra in Vietnam. L’uomo ha salvato più di sessanta marines, caduti in una trappola, da una morte certa e prestato il suo servizio a una delle guerre più sanguinose che gli Stati Uniti abbiano mai conosciuto. Nonostante l’investigatore sia inizialmente riluttante a partecipare, decide di unirsi ugualmente ai veterani dell’operazione Abilene per permettere al medico di riceve i riconoscimenti che merita.

Era mio figlio. The Last Full Measure William Hart Pitsenbarger

William Hart Pitsenbarger

Picciridda. Con i piedi nella sabbia [FILM]

Picciridda. Con i piedi nella sabbia [FILM]

Picciridda. Con i piedi nella sabbia [FILM]

 Picciridda, che uscirebbe oggi al cinema (il Coronavirus non ci permette di andare a vederlo, quindi che si fa?), non è esattamente il film che avrei scelto di vedere in una giornata normale.

Quindi, perchè ve ne parlo?

Quando mi è stata data la possibilità di vederlo in anteprima, ero un pò restia.

La sicilia è bellissima, i suoi colori e quell’aria di perenne estate incantano tutti. Eppure, spesso e volentieri le storie raccontate parlano di una mafia spesso spietata, e di una mentalità così chiusa da farmi salire il sangue al cervello. Molti film che ho visto, sono un miscuglio di clichè che mal sopporto.

Poi c’è il dialetto, sicuramente caratteristico ma difficile per chi non lo parla. Come incastrarlo in novantacinque minuti di visione, senza obbligare i non esperti a dover intuire un discorso?

Ecco, ero già pronta al peggio, ma alla fine ho pensato di provarci comunque perchè è così che ho scoperto Green Book, Una giusta causa e Era mio figlio (che esce il mese prossimo).

Picciridda, sono novantacinque minuti di sofferenza emotiva.

Lucia vede partire i genitori ed il fratellino, con la speranza che possano finalmente trovare un sostentamento in Francia. Lei però, dovrà rimanere al paesello con nonna Maria, una donna affilata e solitaria.

Tra le due, non c’è un vero e proprio legame sentimentale, quasi più una quiete sopportazione.

Lucia ha in sè quella fregola tipica dei bambini, quel sentimento di profonda ingiustizia per le cose che non capiscono ed un totale rifiuto per tutto quello che viene imposto senza un perchè; Maria è fatta di granito e fermezza, con un sopportazione alla vita che nessuno può sapere quanto può pesare in quegli anni, perchè vedova e ancora sola, indipendente. Due generazioni a confronto. Passato e futuro.

La convivenza non è sempre facile, vivere in un paesino dove tutti si conoscono non è semplice perchè tutti sanno tutto, ma è ancora più difficile quando ci sono segreti inconfessabili.

L’onore è un pilastro che in un modo o nell’altro, non si può rifiutare.

Picciridda. Con i piedi nella sabbia Favignana Lucia Maria

Novantacinque minuti di pura angoscia.

Novantacinque minuti di attesa e preoccupazione.

Lucia è una bambina che sta crescendo e che si scontra con l’omertà di un intero paesello, che parla di tutti e tutti, nascondendo sotto il tappeto ciò che “non sta bene”. Lei vorrebbe solo essere libera e vicina alla famiglia che è andata a cercare fortuna, non potendo starle vicina in un momento della vita così burrascoso. Eppure, si tratta di un periodo breve, che sembra in verità lungo tutta la vita.

Maria è una donna che personalmente non potrei amare, perchè incapace di manifestare sentimenti di affetto a chi ne ha bisogno. Rude, con poca parlantina e un lavoretto da “vesti cadaveri” che fa con estrema delicatezza. Eppure, alla fine di tutto, è il personaggio che più ho amato perchè il più sorprendente.

Visivamente il film è una bomba e ho adorato le riprese fatte con i droni. La musica di sottofondo non è invasiva e mai fuori tema, ma per quanto sia uscita dalla sala con il cuore stretto in una morsa, dopo un pò mi sono resa conto che alla fin fine, mancava almeno metà della storia.

C’è un salto temporale enorme, che lascia crateri su quello che è successo a Lucia dopo che è arrivata in Francia. Ovvio, molte cose si posso immaginare ma così non basta.

Come non basta aver messo dei sottotitoli per tutta la durata del film, dato che tutto viene recitato in dialetto più o meno stretto. Considerando il tema e considerando la poesia del posto, passare così tanto tempo a capire cosa si stiano dicendo va oltre l’apprezzamento finale. Non ci si concentra più nell’insieme, tutto si focalizza lì.

Continua a non essere un film che avrei scelto per una serata, ma non mi sono nemmeno pentita poi molto di esser andata a vederlo.

Un film drammatico interessante.

Picciridda. Con i piedi nella sabbia_Regia di Paolo Licata
INFO

Genere: Drammatico

Data: 05/03/2020
Durata: 1 h 35 min
Regia: Paolo Licata
Musiche: Pericle Odierna
Distribuzione: Satine Film

CAST

Lucia Sardo
Ileana Rigano
Marta Castiglia
Katia Greco
Tania Bambaci
Federica Sarno
Claudio Collova
Maurizio Nicolosi
Loredana Marino
Mauro Spitaleri
Gerlando Gramaglia

TRAMA

Favignana, fine anni Sessanta. Lucia ha dieci anni e ha appena visto la sua famiglia partire: mamma, papà e il fratellino si sono trasferiti in Francia in cerca di quel lavoro che nell’isola manca. Lucia è stata affidata a nonna Maria, una di quelle donne del sud definite “reggitore”: severe, autoritarie e poco portate per le smancerie. Per motivi apparentemente inspiegabili, e certamente mai spiegati dalla diretta interessata, Maria è in rotta con la sorella Pina, il cui marito Saro ha soprannominato la cognata “la Generala”. E la figlia di Saro e Pina, Rosa Maria, è innamorata di un uomo sposato. L’unica fonte di leggerezza per Lucia è una compagna di scuola con la quale la bambina ritrova occasionalmente le gioie dell’infanzia.

Playmobil: The Movie [FILM]

Playmobil: The Movie [FILM]

Playmobil: The Movie [FILM]

Marla e Charlie sono due fratelli molto uniti, che amano inventare mille storie nel mondo di Playmobil. Sono una squadra molto affiatata ed il sogno di entrambi, è quello di viaggiare e di vivere mille avventure. 

Una sera però, la realtà bussa alla loro porta e ogni progetto sembra andare in fumo. 

Ci vorranno quattro anni ed un viaggio incredibile, per riallacciare il rapporto tra i due e per riaccendere la fantasia e la voglia di sperimentare di Marla. 

Considerato il target, mi aspettavo una storia un pelo differente. 

Lo so, passo per quella che critica ogni singola cosa, ma alla fine il mio compito è anche questo, no? Parlare sicuramente di quello che mi ha trasmesso ma essere anche oggettiva. Non potrò mai dire di aver apprezzato qualcosa, solo perchè non ho dovuto pagarla. 

Marla è dovuta crescere all’improvviso, rinunciando così al suo sogno di viaggiare e Charlie, sembra non capire appieno il perchè. Recrimina la mancanza di fantasia che un tempo invece scorreva a fiumi, arrivando addirittura a fuggire di casa per poter fare ciò che vuole. Ed è durante questa passeggiata notturna che va incontro al destino, trascinando controvoglia la sorella.

I due punti di vista, sono lineari con l’età dei personaggi e questo fa sicuramente piacere agli adulti, perchè rende la visione del film un momento piacevole, mentre i giovani spettatori, potrebbero arrancare nel capire perchè certi personaggi fanno certe cose.

Il senso di questa visione dovrebbe essere che anche nelle situazioni più difficili, c’è bisogno di fantasia e risate, in modo da non farsi schiacciare, però dovrebbe far capire che la vita è fatta anche di compromessi e che ad un certo punto, bisogna prendersi le proprie responsabilità, rispettando lo sforzo altrui. Un doppio insegnamento, adattabile ad ogni età. Peccato che io abbia percepito solo il primo passaggio. Marla passa per la persona stressante e rigida, quasi l’ombra di ciò che era.

In un certo senso, Marla è la nuova Wendy di Peter Pan, quella che voleva far seguire le regole a tutti i costi. 

Ora la smetto, giuro. 

Per il resto, il film è veramente godibile, a tratti molto divertente e mamma Cristina D’Avena, mi ha fatto un pò commuovere. Le canzoni sono spiritose, soprattutto quelle del cattivo Massimo (J-Ax del mio cuor) e canticchiabili (quel tipo di ritmo che ti entra nel cervello e passi i mesi successivi ad intonare qualsiasi testo) ma lo ammetto, nel mio cuore c’è posto principalmente per il mostro cattivissimo dell’arena e anche del piccolo robot, che è un Wall-e sotto copertura. 

L’ambientazione è da sogno, assolutamente coerente con l’idea di Playmobil e la sua facilità nel creare mille mondi. 

Lo consiglio vivamente, anche se per me c’è quella pecca. 

Alla fine, potrebbe essere solo un problema mio e poi, molto probabilmente ci sarà un seguito e un pò ci spero, perchè potrebbe esserci un intreccio molto tenero.

Playmobil. The Movie_Regia di Lino DiSalvo
INFO

Genere: CommediaAnimazioneAvventuraFantasticoMusical

Data: 31/12/2019
Durata: 1 h 30 min
Regia: Lino DiSalvo
Musiche: Heitor Pereira
Distribuzione: Notorius Pictures

CAST

J-Ax
Cristina D’Avena
Anya Taylor-Joy
Daniel Radcliffe
Jim Gaffigan
Gabriel Bateman

TRAMA

È la storia di Marla, una ragazza che viene risucchiata nel fantastico mondo di Playmobil, dove niente è come sembra, insieme al fratellino Charlie. La giovane si ritrova trasformata improvvisamente da umana a giocattolo e catapultata in un universo parallelo, nel quale la magia è all’ordine del giorno. Purtroppo in questo passaggio dalla realtà a quella parallela di Playmobil, Marla ha perso suo fratello, finito chissà dove con un aspetto diverso rispetto al solito.
Nel frattempo Charlie è diventato un guerriero vichingo dotato di una super forza, a causa della quale viene rapito da qualcuno di non ben identificato. Per ritrovare il fratello prima che finisca nei guai, Marla si avventura in un viaggio nei mondi fantastici di Playmobil, aiutata dall’autista di food truck Del e dall’agente segreto Rex Dasher. La spia informa gli altri due che molti sono i personaggi spariti nel nulla negli ultimi mesi. Mentre i tre si mettono sulle sue tracce, Charlie è costretto a lottare come gladiatore nell’arena dell’imperatore Massimo, deciso a farlo combattere con bestie mostruose fino alla morte. Riusciranno Marla e i suoi nuovi amici a salvare il piccolo Charlie prima che sia troppo tardi?

A spasso con Willy [FILM]

A spasso con Willy [FILM]

A spasso con Willy [FILM]

I film per bambini sono un campo minato, dato che molto spesso sono storie semplici e/o senza un vero senso logico, se non l’idea di farli divertire.

A spasso con Willy però, mi sembrava un’idea abbastanza vincente dato che il giovane protagonista avrebbe dovuto imparare a cavarsela da solo, in condizioni fuori dal normale. Diciamo che può benissimo rappresentare la transizione dall’essere bambini a giovani adulti.

Ad essere sincera però, se avessi un figlio, molto probabilmente non lo porterei al cinema a vederlo e come prova della mia tesi, sono state le reazioni dei tre bambini che c’erano in sala con me (di diverse età).

A spasso con Willy Willy e Buck

Willy, è un giovane bambino in viaggio per l’universo insieme ai genitori. Durante una tempesta di asteroidi, le cose si mettono male e sono costretti a ricorrere alle capsule di salvataggio ma, le due vengono sparate in diverse direzioni.

Willy si ritrova così ad atterrare su un pianeta sconosciuto e dopo l’iniziale sconforto, decide di reagire ed esplorarlo, insieme al robot di salvataggio Buck. In fondo, i genitori sono due esploratori e sicuramente, quando verranno a salvarlo, saranno orgogliosi del lavoro di catalogazione. Parte quindi così, il viaggio dei due pionieri ma faranno subito conoscenza di creature tutt’altro che pacifiche.

A spasso con Willy Willy e animali strani

L’ambientazione è molto bella e varia, mi ha ricordato un pò il film “Viaggio al centro della terra” ma meno pericolosa.

Gli animali che lo abitano, sono spesso molto buffi e la vera componente pericolosa è la vegetazione perchè, non conoscendola, non si sa quali cose possono esser buone e quali no. Ho adorato un pò tutti gli esseri che abbiamo visto, la magia che si è creata nella ricerca della foto perfetta ma, come dicevo sopra, per quanto sia stato caruccio, io ad un bambino non glielo avrei fatto vedere.

Metto le mani avanti e dico che non c’è nulla di sconvolgente, però ecco, i tre bambini in sala si sono messi a piangere in situazioni differenti.

Willy è un bambino un pò incosciente e un pò troppo frignone per i miei giusti. Non ho mai voluto la perfezione però ci sono state un paio di scene dove avrei voluto dargli una sacchettata di scarpate del fondoschiena. Adesso faccio spoiler, perchè tanto so che i bambini non mi vengono a leggere e che ai genitori, spesso importa poco sapere cosa succede in un film che tanto vedranno con “interesse” solo i loro figli.

Se però, non volete saper esattamente cosa succede, fermatevi qui e ponderate voi se andarlo a vedere o meno.

Sono sperduti su un pianeta lontano chissà quanto, in un luogo che nemmeno loro san dove sia. Per aver qualche possibilità di sopravvivenza, Buck deve portarsi sempre dietro un’antenna e sperare che una sonda passi velocemente attorno a loro ma per far questo, deve rimanere sempre acceso. Peccato che all’inizio, quando sbarcano dalla navicella di salvataggio, i due vengono attaccati da dei granchi di pietra e che le batterie di scorta, rimanga vicino a loro. Logica vuole che più tempo passa e più batteria venga consumata, soprattutto se Buck deve usarla per proteggere Willy.

Ad un certo punto del film, il droide deve mettersi in modalità risparmio energetico ed il piccolo esploratore, parte con una sceneggiata melodrammatica che avrebbe annervato anche un santo. Si, stiamo parlando di un bambino ma, non è di difficile comprensione capire che se si spegne, ciao ciao possibilità di tornare a casa. Questo è un tipo di comportamento che proprio mi annerva anche perchè lui non sarebbe comunque solo, dato che Flash si è già unito al gruppo.

Quello che però mi ha mandato a male, è stato quando per far una foto ad un animale, con la sua incoscienza gli fa del male.

L’essere è dotato di un corno che usa per comunicare/chiedere aiuto in caso di necessità e Willy, usando il flash lo spaventa e lui, si ribalta e lo spezza. Viene successivamente “riparato” in qualche modo ma è un danno che alla lunga potrebbe ripresentarsi e perdonatemi ma, proprio non lo reggo. Di cavolate i bambini ne fanno tantissime, però non è che “bacio passa tutto”.

Io boh.

Ho invece apprezzato la crescita emotiva del robot, che fino a quando rimane attivo, cerca in tutti i modi di entrare in sintonia con Willy e cerca di capire veramente cosa possa renderlo felice anche se la sua programmazione alla fine non glielo chiede.

Giungiamo poi al finale, che è agrodolce.

Per tornare a casa, deve lasciar qualcosa e la decisione è sofferta ma una volta voltate le spalle, ciao ciao.

I bambini in sala, si sono chiesti perchè proprio quella decisione e questo ha contribuito a farli andar via con un pò di muso (che se sommati alle lacrime precedenti, non è che sia un gran che). Quindi, alla fine, non è stata una brutta visione per me (adulta) ma ho visto film nettamente migliori.

A spasso con Willi_Regia di Eric Tosti
INFO

Genere: Animazione

Data: 18/04/2019
Durata: 1 h 30 min
Regia: Eric Tosti
Musiche: Olivier Cussac
Distribuzione: Notorius Pictures

CAST

Timothé Vom Dorp
Edouard Baer
Marie-Eugénie Maréchal
Guillaume Lebon
Barbara Tissier

TRAMA

E’ la storia del giovane Willy, che – a seguito della distruzione della loro navicella – viene separato dai genitori con cui viaggiava nello spazio. La sua capsula di salvataggio atterra su un pianeta selvaggio e inesplorato. Con l’aiuto di Buck, un robot di sopravvivenza, dovrà cavarsela fino all’arrivo dei soccorsi. Nel frattempo Willy, Buck e Flash, una creatura aliena con cui hanno stretto amicizia, scopriranno il pianeta, la sua fauna, la sua flora… ma anche i suoi pericoli.