Just another love [ANTEPRIMA]

Just another love [ANTEPRIMA]

Just Another Love di Scarlett Reese
  • Personaggi 80% 80%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 95% 95%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 60% 60%

Just another love [ANTEPRIMA]

Recensione: Skyler ha imparato a sopravvivere con le sue sole forze, dopo che la vita le ha servito su un piatto tutta una serie di sconfitte e ingiustizie. Tra le varie, il rancore immeritato di sua sorella maggiore.
Eleonore, nata dal precedente matrimonio del padre, non è mai riuscita a superare l’affronto della nuova famiglia e per questo, appena le è stato possibile, ha chiuso i rapporti con tutto e tutti.
Dopo molti anni però, le due sorelle sono nuovamente una di fronte all’altra e nel mezzo, una richiesta tanto scomoda quanto incredibile.

Se è amore non è mai sbagliato

Esce oggi un libro che mi ha commosso fin nel profondo e allo stesso tempo, mi ha fatto incazzare come una iena.
Mi permetto di fare un unico spoiler.
Devo assolutamente svelare un microscopico dettaglio, perché trovo ingiusto che non venga menzionato da nessuna parte. Personalmente, è una cosa che appoggio ma, sono cosciente del fatto che per qualcuno, l’argomento potrebbe non esser gradito o facile da affrontare.
Parliamo di maternità surrogata.

Come ho detto sopra, non ho nulla contro questa pratica ma non è un argomento facile e in tutta onestà, avrei preferito comunque saperlo prima.

Incredibilmente parlando, ho amato Eleonore e il suo modo di affrontare una situazione molto difficile. Non posso dire che si sia comportata bene con la sorellina, ma non la posso nemmeno biasimare. La rottura dei genitori prima e il nuovo matrimonio dopo, l’arrivo di una sorellina con cui dividere l’amore e le attenzioni. Insomma, una reazione tutt’altro che strana. In età adulta poi c’è l’impossibilità di avere dei figli e la presa di coscienza del fatto che l’unica possibilità che avevano, è andata sprecata. Un marito che la ama veramente ma che non può avere quello che desidera nel profondo di se stesso, un nuovo amore che vede sbocciare ma che non può fermare. Il karma non fa sconti a nessuno.
Insomma, Eleonore è una persona meritevole e sinceramente, avrei voluto di più per lei. Forse è anche per questo che pur avendo adorato la lettura, mi sono scimmiata moltissimo. Le dinamiche che portano Skyler e Mason ad unirsi, sono fin troppo simili alle dinamiche vissute dai genitori. Ovviamente voi non sapete quali siano, perché sarebbe spoiler, però fidatevi di me.
Skyler e Mason non sono affatto due personaggi tremendi. Cercano in tutti i modi di tenere a freno i loro sentimenti e anche se in modo differente, amano Eleonore e vogliono il suo bene però, ecco… ho trovato tutto un pò ingiusto.

Ci sono altre due o tre cose che non ho capito e/o apprezzato poco, però in generale è stata una lettura estremamente scorrevole (iniziato e finito nello stesso giorno).
Soprattutto verso la fine, il coinvolgimento è stato tanto e un paio di lacrimucce le ho anche versate. Penso sia una lettura interessante su più fronti, anche per la questione di sentirsi pronti ad essere genitori e al momento catartico di quando finalmente prendi in braccio per la prima volta un figlio.

 

INFO

Autore: Scarlett Reese
Pagine: 343
Prezzo: € 9.90
Uscita: 20 febbraio 2024
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Newton Compton Editori

TRAMA

Skyler si sente intrappolata in una vita soffocante: lavora tutto il giorno in un fast food e condivide un minuscolo appartamento con un’amica. È abituata a non chiedere mai aiuto, e da quando è andata via di casa ha imparato a contare solo sulle proprie forze. Finché sua sorella Eleonore – nata dal precedente matrimonio di suo padre – non riappare all’improvviso. I rapporti tra loro sono sempre stati difficili: Skyler non è mai riuscita a superare il muro di rancore eretto da Eleonore contro la nuova famiglia del padre. E adesso, dopo anni di silenzio, sua sorella le sembra una sconosciuta tanto quanto Mason, l’uomo che ha sposato: il cognato che Skyler neanche sapeva di avere. Eleonore e Mason hanno una proposta da farle. Una proposta in grado di sconvolgere per sempre le loro esistenze…

WonderBrutto. La nascita dell’eroe

WonderBrutto. La nascita dell’eroe

WonderBrutto. La nascita dell'eroe di Francesco Muzzopappa
  • Personaggi 20% 20%
  • Worldbuilding 50% 50%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 70% 70%

WonderBrutto. La nascita dell’eroe

Recensione: Leonardo è un giovane ragazzo che vive una doppia vita.
Come prima cosa, è un modello da sempre. Fin dalla tenera età, presta il suo volto ed il suo corpo per le pubblicità e grazie alla sua bellezza innata e al duro lavoro per mantenersi sempre al meglio, il suo futuro sembra roseo e ben delineato.
Però, è anche uno studente e come tale, deve andare a scuola e fare i compiti.
Conciliare questi due mondi non sempre è facile, le assenze possono esser tante e viaggiare da una parte all’altra del mondo potrebbe essere bello ma anche destabilizzante, ma ha il sostegno dei genitori, modelli anche loro, e della sua agente, nonché migliore amica della madre ed ex modella. Proprio per questo mix, la sua personalità è frizzante ed è abituato ad aver gli occhi degli altri sempre puntati addosso.
Leo però non è solo spa e passerelle.
La solitudine è una prassi, non sai mai se chi ti si avvicina lo fa perché è veramente interessato oppure è alla ricerca di un po’ di fama. Gli affetti non possono comunque esser troppo stabili perché è troppo giovane per coltivarli in solitudine e tra l’altro, farsi degli amici in quel campo non è una cosa tanto semplice. Anche mantenersi freschi e tonici richiede impegno e per un’adolescente, con gli ormoni in subbuglio, significa anche rinunciare a tante cose. Certo, Leo non è stato obbligato a intraprendere quel percorso ma in fondo è l’unico che conosce ed è forse l’unico in cui è portato.
C’è di più.
Durante una gita scolastica, viene morso da uno strano pesce che gli fa un dono molto particolare. Ora Leo ha dei poteri incredibili che ancora non conosce bene, ma che gli lasciano, seppur per un breve periodo, il volto trasformato in qualcosa che lo terrorizza; un mostro.
Ed ecco chi è nella realtà WonderBrutto.
Leonardo Ferrari.

Temo di aver fatto una descrizione un pò troppo profonda del libro.
Leonardo è veramente un giovane modello e sì, lo sono anche i suoi genitori. Vero è anche che sta ancora andando a scuola e che ha una vita fatta di lavoro e verifiche. Anche il morso è reale, così come il volto sfigurato quando usa i suoi nuovi doni.
Il fattore solitudine invece, c’è ma non viene minimamente approfondito.

Leo è il classico adolescende che sa di esser bello.
Non se ne vergogna, gli piacciono le attenzioni che riceve e anzi, trova assolutamente dovuto il fatto che la vita gli sia sempre favorevole.
Leo se la tira.
Di brutto.
Non è però un ragazzo spregevole. Non bullizza quelli “meno fortunati”, per quanto pensi che gli siano dovute una serie di cose non vive nell’idea che basti solo la belleza per campare (quindi studia, anche se non eccelle), è rispettoso verso la famiglia ed in generale, vive una vita estremamente normale.
Appena cambia scuola, decide di far amicizia con Kim, un ragazzo asiatico che sembra non subire il suo fascino.

E sotto sotto, molto sotto, nel suo intimo più profondo, in quell’angolo recondito del suo cervello in cui abita quella briciola di materia grigia destinata alla socializzazione, so che Kim sta cedendo, ma non vuole mostrarmelo perché è troppo preso dal suo personaggio del tizio impegnato a disegnare. Lo so.
Ma non insisto.
Mi limito a fissarlo sollevando le sopracciglia due volte.
Lui scuote la testa, sbuffa.
Sollevo le sopracciglia altre due volte, ancora più velocemente.
Lui scuote la testa e accenna un sorriso.
Piccolo.
Lieve.
Me lo sento, diventeremo grandi amici.
Devo solo lavorare su di lui una ventina di anni.

Tra i due, sembra nascere una sorta di amicizia che con l’arrivo dei poteri, li porta ad uno strano livello di cooperazione. Uno non vede l’ora di disegnare un nuovo supereroe, dato che sono la sua passione e l’altro, non vede l’ora di tornare alla normalità.

Il fatto è che ci sarebbero dei punti veramente interessanti ma che non vengono trattati.
(attenzione, più avanti ci saranno dei dettagli che potrebbero intendersi degli spoiler)

Leo, giovane sfavillante modello, odia il suo alterego WonderBrutto.
Lo odia, perché è appunto, brutto. E lui ha paura del fatto che questo possa minare ciò che è ed è sempre stato. Insomma, viene cresciuto circondato da bellezze di vario genere e sa bene che per continuare a lavorare lì, ci vogliono certi standard. Non posso fargliene una colpa.
Quando però ad un certo punto Wonder, visto per caso una sola volta, diventa più famoso di lui e cambia il concetto di estetica… ecco, lì mi è calato tutto. All’improvviso Leo diventa il cattivo, quello da evitare e anche un pò da odiare.
C’è una scena con Kim che mi ha lasciato l’amaro in bocca.
All’improvviso i “brutti” diventano popolari e ok, va benissimo il concetto che l’estetica non dovrebbe essere determinante sulla quantità e sulla qualità degli amici e in generale, della vita intera, ma perché far passare in cattiva luce una persona che non ha mai fatto nulla di male? Non ho assolutamente apprezzato il cambio di rotta e se già trovavo la lettura un po’ estenuante, visti anche i nomi dei vari capitoli, con questo c’è mancato poco che chiudessi tutto.
L’ho finito perché alla fine mancavano poche pagine.

Anche il villain, che non poteva mancare, mi ha lasciato un pò così. Personalmente la pantomima se la potevano risparmiare, dato che era un personaggio abbastanza inutile ma no, visto che si parla di poteri non potevamo farci mancare un combattimento finale. Tutto sto bordello solo per la questione dell’accettazione, e che da grandi poteri derivano anche grandi difficoltà. Si poteva tranquillamente gestire con una sonora discussione tra i due amici (e anzi, sarebbe risultato più coerente) e chiuderla in modo più fine.
L’unica nota positiva sono i genitori, che si vede che vogliono sinceramente bene al figlio.

«Tutto bene?» mi chiede Kim. «Problemi d’amore, eh??»
«Hai poco da sfottere, tu. Oggi non è giornata.»
«Allora so come tirarti su.»
«Hai il nuovo numero di “L’Uomo Vogue”?»
«Ti invito allo Smile Burger, dopo la scuola.»
«Lo smile che?»
«È il nuovo fast food in Duomo. Fanno anche del cibo vegano.»
«Allora non vengo.»
«Ci viene anche Mei.»
«Allora vengo.»
«E pure Christopher.»
«Allora ci penso.»

INFO

Autore: Francesco Muzzopappa
Pagine: 336
Prezzo: € 15.90
Uscita: 26 settembre 2023
Genere: Narrativa
Casa Editrice: De Agostini

TRAMA

Bello, bello in modo assurdo! Finche non si trasformerà nel supereroe della bruttezza! Leonardo è uno dei ragazzi più belli non solo d’Italia, ma del mondo. Ha tredici anni, fa il modello per importanti riviste di moda e ha più di centomila follower sui social. Insomma, è una piccola star. E lui lo sa. Ma la sua vita straordinaria sta per diventare… ancor più straordinaria. Perché un giorno, un po’ come Peter Parker (ma con un pizzico di fortuna in meno), Leo inciampa in ciò che lo trasformerà in supereroe. A differenza di Spiderman però, e dei suoi colleghi super coool e super forti, Leo è destinato a trasformarsi nel Supereroe della Bruttezza: Wonderbrutto. Più brutto di Hulk e Yoda messi insieme. Pur dotato di poteri straordinari, come il volo, la supervelocità e il calcio rotante, che gli consentono di intervenire in difesa dei deboli della scuola, la sua maschera è una nuova super brutta faccia. Riuscirà Leo a sopportare il peso dei suoi superpoteri o rinuncerà al bene in favore della bellezza?

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose di Soman Chainani
  • Personaggi 40% 40%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 65% 65%

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose

Recensione: “[…] dodici fiabe, dodici racconti intrecciati di magia, mistero e ribellione. Storie pericolose che svelano verità inesplorate, lontane dalle regole del lieto fine. […]”

«Sai il suo nome?» chiede la strega del mare.
«No» risponde la giovane sirena.
«E lui conosce il tuo?»
«No.»
«Avete mai scambiato due parole?»
«No.»
«E nonostante questo sei disposta a cedere la tua coda per un paio di gambe, rinnegare i tuoi amici e la tua famiglia, pagare qualsiasi prezzo, e tutto per salire in superficie, seguire questo principe che non conosci e provare a farlo innamorare di te, anche se potrebbe essere uno squilibrato, un donnaiolo o uno che preferisce la compagnia degli uomini.»

Quasi tutti i bambini sono cresciuti a pane e fiabe (soprattutto della Disney).
Tra principesse dalla pelle di porcellana e principi più aggraziati delle fanciulle stese, tutti noi, almeno per un pò, abbiamo desiderato vivere in una di quelle storie. Crescendo però, la magia svanisce. Presto o tardi ci siamo resi conto che forse, la via più realistica sarebbe stata quella dei villain perché insomma, la vita è un pò uno schifo. Come la loro.

In questa raccolta, troviamo le fiabe che conosciamo, scritte in modo diverso.
Soman Chainani non vuole trovare una risposta al “e vissero felici e contenti?”, lui fa un passo oltre e le riscrive, cambiando completamente le sorti di tutti. Diciamo che è un po’ la rivincita di tutti quei dubbi che da grandi, ci sono sorti.
Ho infatti inserito le prime righe del capitolo sulla Sirenetta, perché secondo me spiega alla perfezione lo scopo del libro.
Anche se devo dire, nel complesso non mi ha fatto particolarmente impazzire.

Ci sono delle tematiche interessanti, come ad esempio il concetto di bellezza trattato nella storia di Cappuccetto Rosso (qui però, tempo di aver apprezzato un concetto che ho visto solo io ma aimè, ci sono abituata) o quello della crescita in Peter Pan (non mi è mai stato simpatico). Anche l’ossessione dell’amore della Sirenetta (sta balorda) mi ha fatto annuire più volte mentre Barbablù non lo capirò mai però, per il resto, ho trovato le storie abbastanza tiepide.
Non brutte ma nemmeno particolarmente avvincenti.
Sicuramente questa può essere una lettura che stuzzica, un pò diversa dal solito concetto del retelling o dal raccontare come le cose possono precipitare una volta andati oltre al lieto fine raccontato.

INFO

Autore: Soman Chainani
Pagine: 288
Prezzo: € 17
Uscita: 27 giugno 2023
Genere: Fantasy; Fiabe
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

La Bella che combatte come la Bestia, Cappuccetto Rosso che inganna e uccide il lupo, Raperonzolo che rifiuta il principe per restare nella torre, Jack che non si arrende al suo destino e va in cerca dell’amore, Wendy che cresce e abbandona l’Isola che non c’è: dodici fiabe, dodici racconti intrecciati di magia, mistero e ribellione. Storie pericolose che svelano verità inesplorate, lontane dalle regole del lieto fine. Dimenticate le fiabe che avete sempre letto e preparatevi a immergervi nel lato oscuro di ognuno di noi.

Papillon

Papillon

  • Personaggi 20% 20%
  • Worldbuilding 20% 20%
  • Fluidità 20% 20%
  • Cover 50% 50%
  • E il finale 10% 10%

Papillon

Recensione: Henri Charrière, detto Papillon, viene accusato di omicidio e per uno scherzo del destino, si aggiudica il massimo della pena; l’ergastolo.
Sentenza che sente ingiustificata, decide che lui al Bagno non ci arriverà mai e l’unica possibilità concreta, è la fuga.
Nei tredici quaderni che avremo modo di leggere, apprenderemo ogni suo tentativo andato a male e conosceremo tutte le persone che in qualche modo hanno influenzato il corso della sua vita.

Possiedo questo libro da svariati anni e dal giorno in cui l’ho comprato, ho sempre avuto voglia di leggerlo ma allo stesso tempo, ho sempre trovato il momento “inadatto”.
Parliamo di un romanzo autobiografico, genere che tendo a non amare moltissimo però è anche la storia di un fuggiasco, cosa che invece mi alletta molto… insomma, ho procrastinato fin quando ho potuto ma il suo tempo, quest’anno è giunto.

Ne ho letto solo metà.
Ebbene sì, ecco a voi il mio primo abbandono del 2024.
Sono conscia che una recensione su un libro non finito, sia un pò una fuffa ma per onestà verso tutti, non potevo non condividere le mie motivazioni. In fin dei conti, il mio (nostro) obiettivo è quello di parlare di ciò che mi passa tra le mani, bello o brutto che sia.
Quindi, ciancio alle bande, cosa mi ha portato a chiuderlo prematuramente?

Come dicevo, Papillon è autobiografico e anche se è indubbiamente romanzato, mi aspettavo molto più coinvolgimento.
Non che voglia sapere esattamente quante frustate riceve uno o quanto può essere doloroso e snervante l’inserimento del bossolo ma, avrei gradito più dettagli emotivi. L’unico punto in cui ho trovato questo è stato durante la sua breve permanenza tra gli Indios ma è cascato tutto nell’esatto momento in cui ha deciso di andare via (sì, questo è uno spoiler/non spoiler).
Ho cercato in tutti i modi di trovare una connessione con lui, ho cercato di ricostruire mentalmente cosa volesse dire vivere in un carcere dove la tua vita non conta nulla, ho cercato di sentire la sua fame, il freddo, la vergogna e la paura ma appunto, io ho cercato qualcosa mentre lui scriveva per la maggior parte del tempo come se fosse dietro un vetro sporco. C’erano così tanti sentimenti appannati che alla fine mi rimaneva addosso solo il fatto che chi vorticava intorno a lui, lo investiva di aiuto senza aspettarsi nulla in cambio.
Ecco, forse è stato questo il mio problema più grande.

Immaginiamo di venire arrestati e di esser sbattuti ingiustamente in galera.
Immaginiamo di venir trattati con freddezza subito dopo la sentenza e di finire rinchiusi in una piccola cella al buio e soli.
Immaginiamo di prendere coscienza del fatto che da quella situazione non ne usciremo mai.
Immaginiamo di dover esser condividere lo stesso luogo con gente veramente balorda, che ti farebbe volentieri la pelle per due spicci.
Immaginiamo lo sporco, la fame, la fatica, i soprusi.
Ecco, immaginiamo il degrado.
Poi, immaginiamo Lui, giovane e furbo.
Prendete tutto quello che avete immaginato prima e aggiungeteci: Piccola cella al buio e in solitudine? Nessun problema, arriverà un prete e riuscirete a convincerlo a portare un biglietto ad un tizio che è nelle stesse condizioni, per farvi aiutare.
I carcerati che staranno con voi, sono dei balordi abituati a uccidere/far del male alla gente? No problem, anche se non avete mai fatto del male a nessuno, sapete menar le mani come dei professionisti e riuscirete a scovare un prezioso taglierino.
Vi mettono in una cella di isolamento, perché avete ustionato qualcuno fino a farlo diventare più stordo di prima e mentre vi ci portano, vi spaccate in ogni dove e non riuscite nemmeno a mangiare? Che vuoi che sia, ci sarà qualcuno che vi aiuterà senza esser visto, solo perché adesso è salito di livello grazie a te.
Dovete trovare un modo per distrarre una guardia, così potete scappare? Casualmente farete amicizia con un ragazzo pronto a farsi usare come giocattolino.
Siete dispersi nel mare, non sapete più dove trovare terra e non potete proteggervi dal sole? Incredibilmente incontrerete una nave pronta a darvi indicazioni e qualcuno vi regalerà della crema.
Vi serve una nave sicura? Prego, andate su quell’isola di malati che nessuno calcola per paura del contagio, loro saranno disponibili e già che ci siamo, visto che effettivamente siete andati lì senza paura, il prezzo della barca verrà ridotto perché insomma, perché non aiutare degli sconosciuti?

Ecco, io l’ho vissuta così.
Per ogni cosa che va male, sembra che arrivi la dea della fortuna in persona a sistemare tutto. Che poi, non è vero. Insomma, lo so anche io che nella realtà gli atti di gentilezza disinteressati non sono molti, soprattutto in condizioni al limite come quelle di Papillon ma è quello che ho percepito e quindi, mi spiace, però no.

INFO

Autore: Henri Charrière
Pagine: 679
Prezzo: € 10
Uscita: 9 dicembre 2014
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Accusato di un omicidio che non ha commesso, Henri Charrière, detto Papillon per la farfalla tatuata sul torace, venticinquenne, viene condannato all’ergastolo. Non fa tragedie, non denuncia nessuno. Non ricorre neppure in appello. La sua sola speranza è la fuga. Quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un fantasioso romanzo d’avventura è invece una straordinaria storia vera: le vicende narrate dall’autore e protagonista sono in realtà ricordi di trent’anni trascorsi nelle peggiori galere del mondo, tra la Caienna e l’Isola del Diavolo, dove il sole brucia tutto e l’oceano si perde all’orizzonte. Anni consumati nella fatica di sopravvivere e in tentativi di fuga sempre più rocamboleschi.

La stanza dei serpenti

La stanza dei serpenti

La stanza dei serpenti di Alberto Verzè
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 50% 50%

La stanza dei serpenti

Recensione: A Long Seat Lake ogni cinque anni una ragazza scompare senza mai fare ritorno. Lo sa bene Alan Pyrst, perché è così che ha perso sua sorella maggiore Nathalie, nel lontano 2000.
Ora, quindici anni dopo quel terribile fatto, Alan ed i suoi amici si ritrovano a dover fare i conti con questo insolito mistero. Chi si nasconde dietro queste sparizioni e perché la polizia non riesce a trovare il colpevole? Gli incubi di Alan sono per caso collegati a tutto quello che sta succedendo?
Loro malgrado, dopo aver trovato un cadavere, si trovano invischiati in questo turbinio di segreti.
Saranno pronti a sacrificare ogni loro certezza?

Trovo che la copertina di questo libro sia ammaliante.
Non è spettacolare e nemmeno priva di difetti ma comunque fa il suo sporco lavoro. Il rosso affascina e quella barca, che sembra essere sorretta da un groviglio di serpenti, suscita curiosità. Come dite? Perché sto partendo da quello e non direttamente dalla storia? Beh, fatevi due domande.

Spesso mi sento una tragica rompina o comunque un’eterna insoddisfatta. Trovo sempre dei lati negativi nelle storie che leggo ma vi giuro che non lo faccio intenzionalmente. Non mi diverto nel parlare male del lavoro degli altri, so bene quanto impegno ci vuole per scrivere un libro e conosco la sofferenza dell’editing ma per l’amor del cielo, non posso chiudere sempre gli occhi.
In questo caso specifico, devo dire che mi sono cadute le braccia per due semplicissimi motivi. Punto primo, l’inutilità di certe scene che non servono alla storia (giusto per fare un piccolo esempio, a nessuno interessa sapere che Alan, dopo essersi fatto la doccia, usa energicamente un asciugamano sui capelli e che per farsi bello per la sua bella, decida di usare un profumo. Sono piccoli dettagli che dovrebbero creare atmosfera ma che in questo specifico caso, dopo righe e righe di scene del genere e quasi nulla sul fronte mistero, facciamo che anche no?) e punto secondo, la troppa velocità nel descrivere la parte finale che si svolge nel giro di “due pagine”. La suddivisione delle cose, a mio avviso, non è stata fatta in modo bilanciato.

C’è poi una scena che proprio mi fa uscire di testa per la “stupidità”.
(ATTENZIONE, POSSIBILE SPOILER)
Ad un certo punto della storia, Alan ed il suo gruppo di amici decidono di andare alla “Secret Beach” con tre ragazze. Insieme a loro, solo per quella volta, uno dei ragazzi porta con se un cane da caccia e pare che sia il migliore (ed il più coccolone) della muta.
Mentre stanno seguendo il sentiero, l’animale sembra dare di matto ma in qualche modo riescono a tenerlo vicino a loro. La stessa cosa si ripete quando tornano verso le macchine ma con un esito differente. Alan e due degli amici inseguono il cane nei rovi e appena lo trovano, notano che sta scavando il terreno in modo forsennato.
Chissà come mai, eh?
ORA, io dico. Da non molto tempo è scomparsa una ragazza e con voi c’è un eccellente cane da caccia. Siete in un posto praticamente introvabile perché il sentiero è nascosto quindi nessuno ci passa. Posso capire che il ritrovamento di un cadavere non sia il primo pensiero ma insomma, cadere dal pero in quel modo è fin troppo ridicolo.

Ovviamente questa scena non rende il libro brutto, fa solo cadere l’anima. A rendere però la lettura negativa è l’insieme di vari dettagli che, come dicevo sopra, non sono stati mescolati bene.
Tra l’altro, la scena madre che dovrebbe farci sgranare gli occhi per la sorpresa, dura solo un battito di ciglia e in conclusione, rimani con in mano un pugno di mosche. Cosa ha spinto i colpevoli a fare quello che hanno fatto e come sono riusciti a trovare i loro adepti? Perchè Nathalie ha buttato tutto al vento? C’è o non c’è un collegamento soprannaturale tra i due fratelli? Perché Alan alla fine ha buttato tutto al vento, al posto di reagire?
Insomma, dopo duecento e passa pagine, mi trovo con più domande di prima e le risposte le devo cercare nella mia fantasia perché anche ripensando alla lettura appena finita, non trovo molto materiale che possa aiutarmi. Questa cosa mi rende molto triste perché l’idea di fondo era interessante e poteva venir fuori un qualcosa di molto ansiogena, vista la famosissima stanza dei serpenti. Anche la storia di Nathalie sarebbe stata molto utile per fare atmosfera ma la vediamo passare come una meteora… L’unico vero punto a favore di tutto questo è la fluidità con cui si fa leggere.
Invocazioni a parte.

INFO

Autore: Alberto Verzè
Pagine: 238
Prezzo: € 16
Uscita: 21/09/2021
Genere: Thriller
Casa Editrice: Viola Editrice

TRAMA

A Long Seat Lake ogni cinque anni una ragazza scompare senza mai fare ritorno. Alan Pyrst è stato segnato da un evento indelebile: anche sua sorella Nathalie è sparita nell’anno 2000. Quindici anni dopo, Alan e i suoi amici si ritrovano coinvolti direttamente in questo enigma in seguito alla scoperta fortuita di un cadavere ignoto lungo il sentiero per la “Secret Beach”, la spiaggetta in cui il gruppo è solito incontrarsi. La terrificante vicenda li spinge a cercare di ottenere maggiori informazioni, scavando nel passato e nel presente della cittadina adagiata sulle rive del lago. Tuttavia, gli indizi raccolti sembrano condurli a uno strano simbolo. Un simbolo plasmato dalla morte stessa… ma il peggio dovrà ancora arrivare…

E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor

E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor

E così vuoi lavorare nell'editoria. I dolori di un giovane editor di Alessandra Selmi
  • Personaggi 50% 50%
  • Worldbuilding 20% 20%
  • Fluidità 30% 30%
  • Cover 50% 50%
  • E il finale 30% 30%

E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor

Recensione: Dodici anni fa, quando ho aperto il blog, non conoscevo davvero quel mondo.
Certo, su Facebook ero “amica” di qualche blogger ma con nessuno di loro ero abbastanza in intimità. Non potevo permettermi di affrontare certi discorsi e non me la sentivo nemmeno, perché nel bene e nel male è sempre difficile raccontare oggettivamente come stanno le cose e perché solitamente la domanda è più incentrata sul lato tossico della categoria. In pratica, quello che tutti vorrebbero sapere è se ci sono elementi e/o situazioni da cui star lontani.
Quindi, come tutte le persone che iniziano un nuovo percorso, sono andata un po’ a tentoni scoprendo nel tempo più o meno ogni cosa. Ovviamente sarebbe stato più facile se avessi avuto un manuale dove rifugiarmi, avrei evitato certi errori e/o figuracce ma “ai miei tempi”, potevo solo sognare.

Quando qualche mese fa ho visto questo libro, ne sono rimasta un po’ affascinata. Prometteva di essere una lettura divertente su una sfera lavorativa a me sconosciuta. Certo, 125 pagine non sono molte ma non si professava un manuale e per farsi due risate con le sfighe degli altri, parevano abbastanza.
Ecco, parevano.

Lo so, qualcuno potrebbe pensare “Se pensi di essere così brava o così superiore, perché non scrivi tu un libro, al posto di star qui a sputar sentenze?” e potrei anche darvi ragione ma non lo farò.

Alessandra Selmi racconta di come ha deciso di intraprendere il lavoro dell’editor e alcune delle sue esperienze.
Non metto in dubbio la loro autenticità, so bene quanto possano essere bizzarre ed egocentriche le persone ma in questa raccolta ne parla in modo superficiale e a tratti ripetitivo.
Un pò come per una raccolta di barzellette anni ‘90, le stranezze vengono riportate in modo molto veloce e con ancora di più solo le spiegazioni sull’impatto che possono avere su una persona che fa quel mestiere.
Ripeto, non vuole essere un manuale e quindi capisco la non presenza di pagine e pagine di descrizione ma sono quasi più freddure e sinceramente, se l’avessi capito prima, non l’avrei preso.
In tutta onestà, devo dire che sono dispiaciuta per questa occasione mancata. Non posso dire di non aver riso e non dirò nemmeno che ci ho messo più tempo del necessario per leggerlo ma ad ogni fine capitolo, qualcosa mancava sempre.

INFO

Autore: Alessandra Selmi
Pagine: 125
Prezzo: € 9.40
Uscita: 17/04/2014
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Editrice Bibliografica

TRAMA

Il tuo veterinario ha scritto un libro. Anche la moglie del tuo panettiere ha scritto un libro. E ieri sera il benzinaio ti ha guardato strano, quando gli hai detto che lavori in editoria. Stamattina hai scoperto che pure il tuo amministratore di condominio ha scritto un libro; anzi lui ha già pubblicato un libro, ma naturalmente, dopo il plauso di amici e parenti, ora ha deciso di volerlo “migliorare un po’”, prima di sottoporlo ai Grandi Gruppi Editoriali, o di candidarsi alla seconda edizione di Masterpiece. In cima a questa scala sociale ci sei tu, che hai scelto di lavorare in editoria, di sacrificare i tuoi anni migliori al culto delle virgole altrui, al fascino dei riscontri, all’altare della “passione per la lettura”. Una fregatura? Uno slalom tra precariato e incubi a base di refusi e strafalcioni d’autore? In un paese in cui tutti scrivono e pochi leggono, Alessandra Selmi ci accompagna in casa editrice, ci racconta con humour come i libri si fanno (e spesso si disfano, per renderli migliori) e come sopravvivere alla fatidica frase “Che bel lavoro che fai! Quanto ti invidio!”.