Per tutto il resto dei miei sbagli [ANTEPRIMA]

Per tutto il resto dei miei sbagli [ANTEPRIMA]

Per tutto il resto dei miei sbagli di Camilla Boniardi
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 60% 60%
  • Fluidità 50% 50%
  • Cover 65% 65%
  • E il finale 60% 60%

Per tutto il resto dei miei sbagli [ANTEPRIMA]

Recensione: I libri delle celebrity sono sempre un’azzardo, raramente positivi.

Camihawke, ovvero Camilla Boniardi, la seguo da molto tempo sui social e tra una cosa e l’altra, mi è capitato più volte di vedere i suoi video con il mio compagno. La sua ironia ci migliora sempre la giornata, perchè anche se risulta un pò cazzara, questo suo modo di fare non minimizza mai i mesaggi che spesso vuol trasmettere. Capite bene che in una situazione del genere, veder uscire un suo libro fa molto piacere ma, allarma anche molto.

Per tutto il resto dei miei sbagli è un’opera estremamente acerba, che non so bene come definire.

Nel corso degli anni, mi è capitato di legger libri scritti veramente molto male ma per la maggioranza, si trattava di Self o piccoli editori. Questo non lo posso definire pessimo ma, nemmeno il capolavoro del secolo. La storia non ha nulla di eccezionale, racconta la vita e la crescita di Marta, una ragazza innamorata dell’amore e alle prese con una vita un pò difficile e apparentemente priva di vere soddisfazioni. Situazioni del genere sono ben comuni nei romanzi, quindi non mi sento di valutarlo negativamente solo perchè viene affrontata una tematica così comune. Il suo punto debole, è il linguaggio “barocco” (come l’ha definito una ragazza su amazon) ed i continui ricordi, che rendono tutto confuso e lento.

Sicuramente Camilla ha cercato di metter tutta sè stessa in questa storia, ha cercato le parole corrette per mettere nero su bianco un suo sogno e personalmente, vorrei che continuasse su questa strada ma, per l’amor del cielo, livelliamo il linguaggio. Non che sia sbagliato, sicuramente anche noi ci siamo un pò impigriti nel modo di leggere, però data la tematica leggera mi aspettavo qualcosa di più simile alla frizzantezza di molti suoi video.

INFO

Autore: Camilla Boniardi
Pagine: 300
Prezzo: € 18
Uscita: 20/04/2021
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Marta vive ogni giorno in preda a uno strano e costante senso di inafferrabilità: anche le scelte più semplici, le decisioni più ovvie sembrano sempre un passo più in là di ogni suo sforzo. Non sfugge a questa sua irrequieta condizione nemmeno l’amore, che sembra volersi arrendere allo stesso senso di inadeguatezza: mai abbastanza affascinante, mai sufficientemente intelligente, mai all’altezza o idonea a soddisfare le aspettative dei partner. Trovare il modo per ovviare a quelle che ormai ritiene siano delle sue mancanze, diventa per Marta quasi un’ossessione. La sua vita si trasforma in uno slancio sofferto, a tratti agonistico, verso la perfezione, una ricerca continua e a volte dolorosa di quell’immagine che gli altri hanno costruito su di lei, fatta di empatia, ironia, leggerezza e seduzione. Nel suo percorso verso una nuova consapevolezza, Marta scoprirà quanto sia sottile e tagliente la lama che la separa dall’etica dell’imperfezione. In questo difficile cammino il tempo sarà suo alleato. La vita, come questa storia, non è altro che una lunga battaglia contro la sindrome dell’impostore. Ritroviamo un po’ di Jane Austen e un po’ di Sally Rooney nel racconto di Marta, che parla d’amore senza mai dimenticarsi della realtà, dove, mentre ondeggiano tra lacrime e sorrisi, i personaggi si abbandonano a profonde riflessioni e a coinvolgenti momenti di autoanalisi. “Per tutto il resto dei miei sbagli” è il romanzo d’esordio di una scrittrice di talento che ha fatto della sua esperienza di vita materia pulsante, vivida, e soprattutto universale.

Wilder Girls [ANTEPRIMA]

Wilder Girls [ANTEPRIMA]

Wilder Girls di Rory Power
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 65% 65%

Wilder Girls [ANTEPRIMA]

Recensione: Wilder Girls è un libro che va preso con le pinze.

Da un lato abbia l’attualità della nostra pandemia che va a braccetto con il Tox del libro, dall’altro abbiamo il fatto che mi abbia ricordato per molti aspetti Annientamento di Jeff VanderMeer

Il che non è che sia un bene. 

Sull’isola di Raxter, nel ridente Maine, c’è un collegio per sole ragazze.

La sua ubicazione è perfetta per rendere il luogo un fortino perfetto, dato che tre lati danno sugli scogli e solo uno, quello dell’ingresso, su una fitto bosco. Insomma, un’oasi di pace per poter studiare senza distrazioni e anche il luogo perfetto per un confinamento con i fiocchi. E noi ci lamentiamo di dover stare tappati in casa.

Il Tox, un parassita che attacca qualsiasi cosa sia vivo, prima prende la vegetazione e gli animali e poi, intacca anche le persone. Questa cosa maledetta che non è visibile all’occhio umano, non uccide semplicemente le persone, le muta. 

Le tre protagoniste, sono state baciate dalla fortuna; a Hetty si è fusa una palpebra ma sembra ci sia dell’altro, a Reese è venuta una mano megagigante modello Godzilla e una treccia luminescente, a Byatt ha donato ossa in più perché è sempre meglio che in meno. 

Con questo spirito di gioia, misto al puzzo della morte, si snoda il primo libro di una duologia che forse non vedrà una fine. 

Solitamente io sguazzo molto volentieri in storie particolari, dove la morte è perennemente presente e le stranezze sono una cosa “normale”. Eppure, ho faticato tremendamente a leggerlo. 

Non è una sorpresa che ultimamente io stia facendo fatica, però riponevo molte speranze in questa storia. Sia per la copertina, sia per il fatto che fosse un libro a tema LGTB a sfondo horror. Invece no.

L’introduzione credo che sia la cosa meglio fatta ma, anche la peggiore. 

Nel senso che trovo sia dovuto spiegare cos’è quel posto e perché siano in poche, sensatissimo raccontare anche in modo piuttosto veloce come sia stato il decorso del Tox su di loro, però buon dio mi sono addormentata dopo tre pagine e la voglia di non proseguire è stata tanta. Che poi, ci sono tanti lati positivi, certe scene mi sono piaciute per la loro crudezza, eppure aleggiava troppo spesso la lentezza della situazione e come dicevo all’inizio, mi ricordava un pò troppo Annientamento.

Non tanto per il fatto che mi sia sembrata una copia sputata, ma ci sono molte similitudini. 

La parte romantica ivece, non è stata presa molto seriamente. Lo so che non è un romance, so perfettamente che non era il punto cardine di tutto ma non mi aspettavo questo nulla cosmico. Va bene trattarlo con delicatezza, va benissimo non farlo diventare estremo ma un minimo di approfondimento sarebbe stato gradito. Sofferto, perchè insomma, però gradito.

INFO

Autore: Rory Power
Pagine: 301
Prezzo: € 17.90
Uscita: 23/02/2021
Genere: Narrativa; Ragazzi; Horror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell’istituto, su un’isola al largo della costa americana. Un’epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l’altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno.

Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l’epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l’un l’altro.

Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c’è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

Wilder Girls di Rory Power_Immagine Donna con fiori
La repubblica dei ladri. The Gentlemen Bastard

La repubblica dei ladri. The Gentlemen Bastard

La repubblica dei ladri. The Gentleman Bastard di Scott Lynch
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 65% 65%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 70% 70%

La repubblica dei ladri. The Gentlemen Bastard

Recensione: Siamo giunti a quella che per me sarebbe dovuta essere la fine.

Cercate di capirmi, quando ho iniziato a leggere questo libro ero assolutamente certa che stessimo parlando di una trilogia decisamente cicciosa. Anche perché, sono volumi corposi e l’idea di andare troppo oltre mi fa un pò paura. 

Non sono una grande appassionata delle saghe eterne, solitamente mi annoio a nemmeno metà del percorso, come ad esempio La Casa della Notte, che ho mollato dopo l’ottavo libro e già ero arrivata più in là di quello che avrei voluto. Per la stessa solfa, anche il Trono di Spade non rientra nel mio cuore, anche se avrebbe tutti i requisiti per farsi amare. 

Comunque sia, La repubblica dei ladri è stato il volume che meno mi ha colpito. 

Locke e Jean rimangono i Bastardi del mio cuore, ormai sono una coppia rodata che ho imparato ad amare ma, questa volta facciamo la conoscenza effettiva di Sabetha. 

Lei è l’amore indiscusso di Locke e si vedono le conseguenze. Su di lui. 

Sappiamo che l’amore smuove mari e monti, così Scott Lynch mentre ci racconta una nuova avventura, decide che è arrivato il momento di entrare nel profondo del passato di questi personaggi. 

I flashback sono forse la parte che ho più apprezzato, più per il fatto che ho trovato interessante saper qualcosa in più di come loro sono diventati a pieno titolo dei Bastardi. Interessante anche il presente, eppure a mio avviso manca qualcosa. 

Mi capita spesso di parlarvi di libri di transizione, quelli che subiscono in peso dell’essere più che altro storie di passaggio. 

Ero tanto contenta la volta scorsa di non esser incappata in un macigno noioso, che il fato mi ha voluto pungolare. Non è un brutto libro, anzi, solo che io mi annoio troppo velocemente.

Lo so, lo so.

Ci sono combattimenti, intrighi e amore, come posso dire di essermi annoiata?

Il problema è sempre lo stesso; il modo. 

Una storia può aver tutti i twist del mondo ma se per qualche ragione, manca qualcosa, quel vuoto io lo sento fortissimo. Posso non capire esattamente dove sia la mancanza, però sento che c’è e qui, l’ho sentita.

Quello che più mi fa paura, è aver notizie reali per il prossimo, visto che non è ancora uscito in lingua anche se in teoria viene segnata una data già passata e capire come verrà gestita questa megastoria. Perché insomma, se sono veramente sette libri così grandi, io pretendo che poi ci sia la ricerca del sacro Grall.

Come minimo.

INFO

Autore: Scott Lynch
Pagine: 732
Prezzo: € 18
Uscita: 01/12/2020
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un’opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo. Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l’operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l’amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale. Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n’è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all’unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell’amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.

Sorcery of thorns

Sorcery of thorns

  • Personaggi 80% 80%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 85% 85%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 85% 85%

Sorcery of thorns

Recensione: Elisabeth Scrivener venne abbandonata davanti ad una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, quando ancora era in fasce. Unica bambina in mezzo a tanti guardiani, cresce selvaggia tra i grimori che sussurrano nel suo orecchio. 

Il suo destino sembra già esser tracciato; diventare una guardiana come la Direttrice che l’ha accolta. 

Lei è determinata, niente potrebbe mettersi in mezzo al suo sogno. Nemmeno quando la accusano ingiustamente di omicidio e non credono alle sue parole.

Ferita nel fisico e nell’anima, scortata dal Magister Thorn di cui non si fida, dovrà affrontare l’interrogatorio che decreterà o meno la sua accusa. Se però non è stata lei, chi mai può aver deciso coscientemente di liberare un grimorio tenuto in catene e farlo diventare un mostro? Questo sabotatore, cercherà di mettere a tacere Elisabeth, prima che la interroghino? 

Fermi tutti, questo si è appena aggiudicato il premio del miglior libro letto del 2021 (ma anche del 2020 mi sa). Lo so, siamo appena all’inizio ma non ho grandi dubbi in merito. Vi dico solo che ad un certo punto, durante un momento topico verso la fine del libro, quasi mi sono messa a piangere e stessa cosa è successa quando ho letto le ultime righe. 

Assurdo, eh?

Elisabeth Scrivener è una protagonista insolita, perché crede che il mondo sia un posto buono, pur avendo avuto brutte esperienze. Il suo esser “eroina” comprende anche il sacrificio vero, che non consiste solo mettere la sua vita in mano a qualcosa in cui crede ma, donare parte della sua vita a qualcuno per salvarne un’altra. Quello che mi è piaciuto di lei, cosa effettivamente incredibile, è che durante il corso della storia ha un’evoluzione enorme senza però perdere quella scintilla pura che aveva all’inizio. 

Sicuramente, il cambiamento viene messo in atto anche grazie a Nathaniel Thorn e al suo maggiordomo Silas. 

Questa coppia, che è veramente molto particolare, porterà Elisabeth a rivedere molte delle sue idee. Primo fra tutti, il fatto che i maghi sia tutti dei mostri bevitori di sangue di vergini. 

Protagonista maschile e spalla, rubano quasi completamente il podio a Elisabeth ma in un modo o nell’altro sono tutti necessari a rendere questa storia incredibile. 

Mi è piaciuto il modo in cui si formano i tre legami e come questi permettano a tutti di capire qualcosa di profondo. Amicizia e amore, sono due componenti veramente molto forti ma anche il sacrificio per l’amore di qualcuno, sono potenti. 

C’è il rischio che possa spoilerare qualcosa, però non voglio. 

Dal mio punto di vista, lo spoiler non è una cosa negativa perché la bravura dell’autore risiede nel modo in cui coinvolge il lettore però, in questo caso potrei rovinare qualcosa. 

Il mio personaggio preferito rimane sempre e solo Silas, pur avendo apprezzato anche gli altri.

Il maggiordomo è un essere complicato e qualche volta anche un pò difficile, eppure è riuscito ad entrare nel mio cuore pur non parlando moltissimo. Quello che contano sono i fatti e anche se li fa passare per qualcosa di calcolato e privi di sentimento, non convince né noi e nemmeno Elisabeth. 

Ci sono solo due punti che mi hanno lasciato perplessa e/o fatto storcere il naso. 

Nella battaglia finale, i tre combattono soli anche se il luogo, dovrebbe esser pieno di guardiani (che durante l’apprendistato vengono addestrati all’uso della spada, dovendo difendere i grimori). Solo nell’epilogo viene vagamente detto dov’erano gli altri ma comunque, non è stata una cosa che mi ha soddisfatto. 

Una cosa che invece mi ha fatto storcere il naso, è il fatto che ad un certo punto Elisabeth scocchi una frecciatina sull’essere donna in quel mondo, senza però poi calcare un pò su questo aspetto. Non è una cosa che devo per forza trovare in ogni libro dove c’è una donna come protagonista, però avendo tirato fuori l’argomento, che almeno venga approfondito un pò di più.

INFO

Autore: Margaret Rogerson
Pagine: 444
Prezzo: € 22
Uscita: 19/01/2021
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia. Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero. A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.

Sorcery of thorns di Margaret Rogerson_Elisabeth Scrivener e Nathaniel Thorn
Sorcery of thorns di Margaret Rogerson_Silas
La lettura del libro attraverso le emozioni. Sorcery of thorns

La lettura del libro attraverso le emozioni. Sorcery of thorns

La lettura del libro attraverso le emozioni. Sorcery of thorns

Tanti anni fa, quando decisi di aprire un blog, tra le varie cose che volevo fare, era proprio parlare delle Emozioni.

I libri, quando ci affidiamo a loro, sanno parlare al nostro cuore.

Un pò come i grimori del libro Sorcery of thorns, anche i nostri hanno un’anima e trovano sempre il modo di comunicare con noi. Certo, noi per contro dovremmo aprirci a loro, in modo da sentirli.

In questa storia, non c’è un sentimento che predomina su altri.

Esiste l’amicizia.

Elisabeth e Katrien sono entrambe apprendiste e pur essendo molto diverse, si affidano l’una all’altra e sanno di potersi dire qualsiasi cosa, perché entrambe si sono accettate per quelle che sono. Sembra una cosa sciocca da dire, eppure non è così scontato. Essere amici non significa farsi piacere sempre e comunque le cose che l’altro fa, ma esser consapevoli che ciò che si dice e si fa viene fatto senza costrizione. Vuol dire sopportare e accettare i difetti.

Esiste l’amicizia tra Nathaniel e Silas, anche se tra di loro dovrebbe esserci sono un contratto tra padrone e schiavo. Molti Magister tengono lontani i loro servitori speciali, perché anche se sono necessari, incutono timore data la loro provenienza. Eppure loro sono andati oltre, nemmeno sanno quando. Questo legame è così profondo che è quasi impossibile da spiegare. A tratti, rasenta la possessività ma non in modo effettivamente malato.

Esiste l’amore.

Inutile dire che tra Elisabeth e Nathaniel crescerà un sentimento romantico, alla fine sono i protagonisti. Però non esiste solo il lato buono di tutto questo.

Esiste l’amore malato, quello non corrisposto.

Il nuovo Direttore della Grande Biblioteca dove è cresciuta Elisabeth provava dei sentimenti per l’ex Direttrice ma non era corrisposto, perché parte del suo affetto era destinato alla ragazza. Si forma così un senso di invidia e rabbia, che porta ad essere vendicativi alla prima occasione, perché se lui soffre allora gli altri non dovranno esser felici.

Esiste però anche l’amore che porta al sacrificio, quello che ho visto nei grimori durante l’ultima guerra. Qui perdonatemi, ammetto di fare un piccolo e veloce spoiler, che potrà esser capito solo alla fine.

Ci verrà detto che i grimori di alto livello possono risultare pericolosi per gli uomini, essendo spesso creati con incantesimi brutali e sacrifici non condivisi. In loro scorre quindi molta malvagità, eppure…

Esiste l’ipocrisia.

Questo sentimento è così umano, che nemmeno chi padroneggia l’arte della magia ne è immune. Anzi.

Esiste la brama del potere.

Non importa se una persona è povera o ricca, il fascino del potere tocca ogni essere mortale. Tocca talmente piano, che rende impossibile sentirsi dalla parte del torto. Ashcroft ne è l’esempio lampante, anche se non posso dirvi il perché ed il percome.

Esiste la fiducia.

Quando Mercy incontra per la prima volta Elisabeth, non sa chi sia. Vede solo una ragazza sporca e arruffata, che in teoria deve esser rinchiusa nell’ospedale psichiatrico. Non si fa troppe domande, per lei quella ragazza merita un aiuto.

Era da tanto tempo che non trovavo un libro così pieno e forse è stato questo che più mi ha emozionato.