Portami con te quando te ne vai

Partami con te quando te ne vai di Jennifer Niven e David Levithan
  • Personaggi 80% 80%
  • Worldbuilding 60% 60%
  • Fluidità 90% 90%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 80% 80%

Portami con te quando te ne vai

Recensione: Ezra e Bea sono due ragazzi, cresciuti in un ambiente familiare molto restrittivo. Sorella e fratello, uniti da un legame fatto di amore e sofferenza.

Bea, una mattina all’alba scappa di casa, senza avvisare nessuno e senza toccare nulla. Zaino, effetti personali, tenefono… tutto rimane in camera, tutto rimane in vista agli occhi di una famiglia che oscilla tra l’incredulità della situazione e la rabbia del gesto.

La madre, non esattamente stupita del gesto della figlia “ribelle” è forse più scocciate che preoccupata; Il patrigno, saturo di rabbia perchè la considera irrispettosa e poco riconoscente verso di loro; Ezra, distrutto dall’improvviso abbandono dell’unica (o quasi) persona che più ama.

Lui, il fratellino che per paura inconscia del non amore di sua madre ha sempre cercato di fare il ragazzo perbene, anche quando avrebbe voluto bruciare la cucina. Ora si trova a casa, abbandonato in un luogo da sempre ostile, con in mano un foglio che contiene un’indirizzo email e che nessun’altro sa.

Nasce così uno scambio di lettere difficili tra di loro, dove proveranno disperatamente ad annodare i fili distrutti delle loro vite.

Jennifer Niven ha da sempre il potere quasi assoluto di farmi star male. Con “Raccontami di un giorno perfetto” era riuscita a farmi piangere anche le lacrime delle mie vite precedenti, mentre con “L’universo nei tuoi occhi” era riuscita a cullarmi nel mio stesso dolore. Nel penultimo libro, “Respiro solo se tu“, aveva perso un pò il suo potere ma con questa nuova storia… Beh, non ho pianto solo perchè il macigno posato sul petto me lo impediva.

La storia di Bea ed Ezra è forse uno dei classici assoluti in campo adolescenziale.

Sono alla ricerca di una vita migliore e quando se ne presenta l’occasione, stufi di dover sempre fingere, ci si fiondano anche a costo di tirar sù un putiferio, senza però capire che ciò che cercano è sempre stato dentro di loro. La decisione di Bea, quella di scappare, non è presa perchè vuole mollare la sua vecchia vita e basta ma, sta cercando di svelare un passato che non conosce. Vuole avere delle risposte e sarà veramente disposta a tutto pur di trovarle. Con questo slancio, che cambierà la sua vita per sempre, anche il fratello dovrà fare qualcosa e anche se inizialmente non avrebbe voluto, è costretto a mettere in gioco tutto.

Ho trovato questo metodo di racconto un pò bizzarro, perchè spesso non ci si può perdere nelle descrizioni, le email non sono fatte per questo. Eppure per certi versi, non avrei potuto leggere il libro in altro modo.

Qui ci sono solo i sentimenti, non c’è spazio per altro. Per quanto possa esser scarno di informazioni, per quanto uno possa chiedersi cosa stia succedendo tra una email e l’altra, per quanto uno possa pensare che richiamando alla memoria dei ricordi successi poco prima comunque scappa qualcosa… Per quanto manchi di molte cose, i sentimenti che trapelano da ogni invio basta a cancellare il resto.

Questo non vuol dire che sia un libro perfetto.

Ci sono delle decisioni che non comprendo, ci sono delle omissioni che non approvo. C’è un’incertezza su ciò che succederà ai giovani protagonisti che mi innervosisce ma in fondo, va bene così perchè la vita, quella di tutti i giorni, non è perfetta. Come questo libro.

INFO

Autore: Jennifer Niven e David Levithan
Pagine: 320
Prezzo: € 16.90
Uscita: 3/05/2022
Genere: Narrativa Ragazzi
Casa Editrice: DeAgostini

TRAMA

Ezra l’ha appena scoperto: Bea se n’è andata. Sua sorella non ha lasciato nulla dietro di sé. Nessun biglietto, nemmeno una parola. E lui si sente perso, confuso e proprio non capisce perché lo abbia lasciato indietro, visto ciò che li lega e i segreti terribili che per anni hanno custodito tra le mura di casa. Poi, Ezra trova un biglietto. Sopra c’è appuntato solo un indirizzo mail. E lui inizia a scrivere. Bea è stanca di fingere che le cose vadano bene. Lo fa da quando sua madre si è risposata. Ma adesso non ha più intenzione di sopportare l’indifferenza e le umiliazioni e da mesi progetta la fuga. Una fuga perfetta in cui Bea salverà suo fratello, salverà entrambi, lei e lui, scappando lontano da una famiglia che non la ama e non le appartiene. Poi però riceve una mail. Una mail che stravolge i suoi piani e cambia la posta in gioco. Bea parte, ma senza Ezra. Deve farlo, perché insieme a lui non potrebbe trovare le risposte che cerca. Gli lascia allora una mail, nella speranza che, come per lei, anche per lui un indirizzo possa cambiare le cose…

Che razza di libro!

Che razza di libro di Jason Mott
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 65% 65%

Che razza di libro!

Recensione: Nerofumo e lo Scrittore senza nome, sono le due voci narranti di questo libro.

Il primo è un bambino di dieci anni con la pelle nerissima, che grazie agli insegnamenti dei genitori è riuscito a fare una cosa mai vista prima; diventare invisibile a piacimento. Nel mondo dei Non Visti, Nerofumo può vivere una vita priva di dolore e può essere quello che vuole, senza limiti.

Il secondo è uno Scrittore alle prime armi, con una malattia che non gli permette di distinguere la fantasia dalla realtà. Un punto a favore per la sua carriera ma anche un fardello, perchè è sempre a cavallo tra i due mondi e non può fidarsi di niente e nessuno.

Le loro vite si incontrano durante una colazione nell’Hotel dove soggiorna lo Scrittore e da quel momento, non si lasceranno più.

Per tutta la durata del tour promozionale del libro Che razza di libro!, tra loro passeranno molte emozioni e nessun chiarimento, quello arriverà dopo l’ultima grande intervista.

Forse.

Sono quel tipo di lettriche che non gira mai con i post-it in tasca, perchè non amo sottolineare i passaggi che mi trasmettono qualcosa (sono quasi sempre lunghi) e perchè trovo che spesso, evidenziare delle citazioni poi non mi porti a nulla perchè una volta riportare al di fuori del libro, perdono la magia iniziale.

Eppure, ci sono delle eccezioni.

Che razza di libro! è una storia complicata e folle, dolorosa e giusta allo stesso tempo.

Il perno principale di tutto, è il colore dlla pelle di Nerofumo ma anche dello Scrittore. Il colore della pelle di tantissime persone e del modo in cui il mondo cambia in base ad esso.

Parla della prospettiva di vita in base a come e dove nasci, dell’accettazione di sè, di cosa si è disposti a fare (o a non fare) per sopravvivere. Parla di cambiamento, di crescita e di presa di coscienza.

Personalmente sono ancora molto stordita, sono affascinata e arrabbiata allo stesso tempo. Forse quello che più mi fa rabbia, oltre alla questione del razzismo (che è sempre ingiusto), è che la malattia dello Scrittore venga raccontata come una cosa che va semplicemente accettata. In un certo senso è comprensibile, c’è e non va nascosta come se fosse una cosa contagiosa, ma parliamo di una mina vagante che dice “ti basti solo sapere che ho una malattia”, come se questo bastasse a spiegare come mai è così. Non che la usi come scusa per ogni cosa ma quasi, prende questa sua fantasia iperattiva e la usa come copertina di Linus per non affrontare un lutto ma è una sciocchezza, perchè lo fa da sempre e non come “semplice” metodo di evasione per una cosa troppo difficile da elaborare. Questo non curarsi, in questo preciso lasso di tempo che vediamo, lo fa cadere in un abisso senza nessuna corda di sicurezza.

Cade, perdendo tutto. E tutti.

C’è però una cosa buona in tutto questo, e non parlo di lui.

Il libro è un mezzo per ribadire, ancora una volta, che il male si insinua sotto la pelle delle persone anche solo con la frase “si è sempre fatto così”. La stasi ed il non cambiamento, sono solo una forma diversa del male, che forse è anche il peggiore, perchè è dettato dall’abitudine. Spegne la voglia di uguaglianza.

INFO

Autore: Jason Mott
Pagine: 320
Prezzo: € 19
Uscita: 12/05/2022
Genere: Narrativa
Casa Editrice: NN Editore

TRAMA

Uno scrittore americano ha appena pubblicato un libro di successo: durante il tour promozionale, fra interviste, avventure amorose e sbronze colossali, incontra un ragazzino dalla pelle nerissima che da quel momento in poi lo segue come un’ombra. A ogni tappa il Ragazzino racconta qualcosa di sé, affermando che i suoi genitori gli hanno insegnato a diventare invisibile, per proteggersi dalla brutalità del mondo. E in effetti, lo scrittore è l’unico in grado di vederlo, ma poiché è affetto da una strana malattia che gli impedisce di distinguere la realtà dal sogno è certo che si tratti di una semplice allucinazione. Ben presto, però, le sue visioni hanno il sopravvento, mettendolo di fronte a un passato che da sempre cerca di sfuggire, una verità che preme per liberarsi e ritrovare corpo e voce. Commovente e feroce, esilarante e tragico, “Che razza di libro!” è la storia di un bambino che vede nell’invisibilità una promessa di vita, e di un uomo che vorrebbe uscire dalla propria pelle, per nascondersi dalla violenza.

Ciclo dei demoni: Prima Trilogia

Ciclo dei Demoni di Peter V. Brett
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 65% 65%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 70% 70%

Ciclo dei demoni: Prima Trilogia

Recensione: Questa è una settimana difficile, per quanto riguarda le recensioni.
Il ciclo dei demoni è composto da cinque volumi e la pubblicazione attuale del Drago, comprende solo i primi tre. Direi quasi per fortuna, dato che già così il lettore deve maneggiare ben 1.584 e come dicevo per Graceling, per un pendolare diventa un piccolo (ma nemmeno troppo) incubo.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2011 dalla Newton (poi nel 2018, sempre dalla Mondadori), la serie fu interrotta e ora, dato che ne stiamo parlando, sembra esser finalmente ripartita. Riusciremo a vedere la luce in fondo al tunnel?

Sicuramente, la luce la vorrebbero vedere sempre gli abitanti del mondo narrato, perché al calare della notte si risvegliano i Coreling, esseri demoniaci che hanno uno strano passatempo; smembrare gli umani. Questi simpaticissimi esseri possono esser fermati solo attraverso i simboli di protezione delle Rune (un alfabeto, detto “fuþark”, dalla sequenza dei primi 6 segni che lo compongono) che la gente ormai può metter solo sulle porte di casa, dato che nessuno più usa le arti magiche (o quasi). Saranno però tre personaggi a ribaltare le sorti di tutti.

Parlare di tre libri in un unico post, è pura fantascienza. Ovviamente si incappa in svariati spoiler e dall’esperienza che ho maturato negli anni, ciò non è gradito.
Quindi?
Quindi posso dirvi che nel primo volume, c’è molto impegno da parte dell’autore Peter V. Brett, si vede che ha lavorato sodo per creare un’ambientazione non banale (innovativa ai suoi tempi, oggi invece risulta un po’ la “copia di altre storie”) e ha cercato di dar spessore almeno ai personaggi di rilievo ma, come spesso mi accade, ho trovato molte informazioni abbastanza inutili. Affascinanti, ma prive di importanza al fine della storia.
Questa cosa si ripete sempre un po’, anche perché in qualche modo bisogna giustificare la quantità di pagine scritte (approssimativamente sono: 434 per L’uomo delle rune – 674 per La lancia del deserto – 817 per La guerra alla fine del giorno). Certo, per una saga epica non si può lasciar troppo al caso o alla intuizione del lettore, ma quelle ottocento pagine sono state una pugnalata. Sicuramente ha influito il fatto di aver letto tutto in un colpo solo, però non è stato solo quello.

Lo so che ultimamente sono una lamentela unica, sembra quasi che non mi vada mai bene nulla e che ogni libro, sia peggio del precedente ma non è così. Preso a dosi corrette, questo volume può esser di buona compagnia, soprattutto se non spaventa la mole o siete sopravvissuti senza problemi alla lettura del Signore degli Anelli (saga bellissima eh, però non esattamente veloce).

INFO

Autore: Peter V. Brett
Pagine: 1584
Prezzo: € 35
Uscita: 25/05/2021
Genere: Fantasy; Dark
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Il sole sta tramontando sull’umanità. E la notte appartiene a voraci creature demoniache che vanno a caccia di esseri umani. Le leggende narrano di un liberatore, che un tempo era riuscito a unire il genere umano nella lotta, vittoriosa, contro i demoni. C’è qualcosa di vero in quella storia? Gli Uomini del Nord sostengono che il liberatore sia il mitico Uomo delle Rune…

Graceling

Graceling di Kristin Cashore
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 60% 60%

Graceling

Recensione: Ci sono cose che mi porto dietro da più o meno tutta la vita, ed una di queste è una lista di libri che contiene tutti i titoli che vorrei comprare. Ovviamente, come da pesaculo quale sono, spunto solo quelli che prendo ma non controllo periodicamente il resto.
Cioè?
Cioè che ci sono libri in lista da dieci anni ma che ad oggi, molto probabilmente non deciderei più di prendere. Sono quel tipo di lettrice che legge anche cose per bambini, però non è che prendo tutti indistintamente. I gusti cambiano, la lista no.
Graceling era lì da molto tempo, ammetto di essermi dimenticata della sua esistenza ma quando è stata annunciata l’uscita del volume unico, ho pensato che poteva essere una buona occasione per provarci. Certo, non è che generalmente sia una buona idea.
In primis, per quanto sia vantaggioso in fattore di risparmio, non lo è in questioni di maneggiabilità. Gestire milleduecento ottanta pagine sui mezzi ed in borsa, dovrebbe essere considerato sport estremo e ammettiamolo, se poi la storia non piace, dove la piazziamo? Un volume troppo ingombrante.
Comunque sia, ci sono cascata e ho aderito all’evento.

La storia narra il viaggio di Katje, una graceling dal potere mortale che viene usata dal vendicavo zio, re Rand. Nel mondo in cui vivono, i graceling sono esseri prettamente ghettizzati perché considerati dei mostri, anche se la trasformazione avviene dopo la nascita e senza apparente motivo. In pratica, una sera vai a dormire da essere umano e la mattina dopo, ti svegli con gli occhi con due colori diversi.
Personalmente, mi verrebbe da dire “Figo!”, ma con la fortuna che mi ritrovo, il mio super potere sarebbe quello di usare le dita come gomma da cancellare. E con gomma, intendo quella a due colori. Inutile in ogni caso.
Durante il viaggio la ragazza si scontra con un suo simile, il bello e gentil stucchevole Po, e scopre che lui sa molte cose che lei ignora e che quello che ha sempre creduto della sua vita, non è poi così vero e privo di segreti. In sostanza, da quel momento partono i peggio film mentali.

Il libro è vecchio e si vede. Non che sia sempre un difetto ma il suo potenziale, oggi si perde moltissimo.
Se l’avessi letto anche solo pochi anni fa, la cosa sarebbe stata diversa ma, sono arrivata ora e mi spiace doverlo dire, ne paghiamo tutti le conseguenze.

Il mondo creato è molto vasto e potenzialmente molto interessante. Essendo il primo, non possiamo pensare che tutto ci venga spiegato, un po’ come il perché qualcuno cambia all’improvviso ma ho avuto la sensazione che abbia scritto tante cose oggettivamente inutili e abbia tralasciato volutamente il resto. Mi ha un po’ deluso, penso si sia capito, però ho anche molto paura per il prossimo perché se le cose non migliorano, arrivare alla fine del terzo sarà difficile.
Lo sarà per me, per una persona giovane giovane invece, sarebbe un “primo” libro molto interessante.

INFO

Autore: Kristin Cashore
Pagine: 1280
Prezzo: € 19.90
Uscita: 21/09/2021
Genere: Fantasy
Casa Editrice: De Agostini

TRAMA

Katje ha diciotto anni ed è una Graceling, una ragazza con un dono unico. Lo si intuisce dai suoi occhi, di colori diversi. Ma se capire chi è un Graceling è qualcosa di immediato, non lo è altrettanto individuarne il Dono. Esistono Graceling che possiedono la capacità di ripetere le parole al contrario o di ricordare dettagli insoliti, o di cucinare deliziosi piatti per la corte del re. Il Dono di Katje, però, non è come questi. È terrificante e spaventoso, incontrollabile. Il suo Dono è un segreto che per tutta la vita ha cercato di tenere nascosto al mondo, e in particolare a suo zio, re Rand. Ma ora le cose stanno per cambiare: Katje dovrà scegliere se inchinarsi davanti al sovrano più vendicativo dei Sette Regni, o fuggire insieme a un Graceling dallo sguardo intenso, che sembra conoscerla fin troppo bene…

Sankta Alina della Falglia|Le vite dei Santi

Sankta Alina della Falglia|Le vite dei Santi

Partiamo subito dal fatto che a me, la Bardugo, non piace.

Non ho assolutamente amato La nona casa e del mondo di GrishaVerse sinceramente non mi ci trovo. Avevo provato a leggere il primo volume ma non sono riuscita a superare lo scoglio, così come la serie televisiva. Non posso dire che la Bardugo non abbia fantasia e non mi azzardo a dire che non sia una brava scrittrice, semplicemente sono io che non ho un buon rapporto con chi è troppo lento e descrittivo (non rinfacciatemi King, vi prego).

Eppure, quando ho visto l’uscita di questo libro, mi ci sono fiondata.

Tra le varie cose che mi piacciono, ho scoperto da pochi anni che apprezzo in modo impressionante le storie brevi. Non tutti le sanno sfruttare bene, però, se si trova la persona giusta, potrebbero rivelarsi dei veri e propri gioielli. Ho quindi pensato che Le vite dei Santi, meritavano una possibilità anche perché sono “fiabe popolari” (sarebbero le storie dei martiri e dei santi, io però sono atea a quindi le vedo più come fiabe e basta) e in loro, c’è una magia potente.

Ci sono ventotto capitoli, dove vengono trattate storie diverse e alcune, abbastanza conosciute da chi ha letto i libri e/o visto la serie televisiva. Tra tutti, io ho scelto di puntare su Sankta Alina della Faglia, che è a conti fatti, la protagonista del mondo di Grishaverse.

Ho scelto bene ma anche no.

La santa in questione, patrona degli orfani e delle persone con talenti nascosti, risponde alla preghiera di aiuto della piccola Klava. Non posso dirvi il motivo dell’intervento e nemmeno se la cosa abbia portato ad un risvolto positivo, rischierei uno spoiler che magari non è gradito, ma posso dirvi cosa mi ha ricordato.

Sto per fare un parallelismo un tantino tirato, sicuramente fuori contesto, però devo.

Se mai vi dovessero chiedere quale manga scegliere da leggere, voi dite The promised Neverland. Se vi sono piaciuti i libri dell’autrice, non potete non provare questa veloce saga che di canonico non ha veramente nulla. Mi è balzata in mente perché in Sankta Alina della Faglia c’è una nobildonna che ha dei comportamenti simili alle “mamme” del manga.

Tornando a noi, Sankta Alina è stata una scelta un pò azzardata, perchè non ricordavo molto della trama di Tenebre e Ossa.

Ho scelto bene perchè anche se è stata una lettura veloce, mi ha colpito molto e con le sue note un pò cupe, mi ha ricordato un pò di storie che leggevo da bambina. Diciamo che è stato un salto nei ricordi, che non guasta mai.

Ho però scelto male, perchè Sankta Alina è Alina Starkov, la protagonista. Ora, non amo in maniera particolare fossilizzarmi sulle simpatie o meno dei personaggi però, meno la vedo e meglio sto. C’è da dire però, che Alina è effettivamente un personaggio ricco di sfaccettature.

“Alina was born in a settlement in Dva Stolba along the southern border with Shu Han. Like Mal, Alina’s family was most likely killed during the Border Wars. She spent most of her childhood in Keramzin before being taken to Duke Keramsov’s estate orphanage.

In Duke Keramsov’s orphanage, Alina and Mal are tested by Grisha examiners, but they display no sign of Grisha abilities. When she turns sixteen, Alina and Mal train as soldiers of the First Army at the military post in Poliznaya. Alina becomes a junior cartographer’s assistant and Mal becomes a tracker.

A year later, Alina and Mal’s regiments both end up in Kribirsk to cross the Shadow Fold together in a Sandskiff. During the crossing, they get attacked by volcra. Many soldiers die and Mal is almost killed. Before they get attacked again, Alina suddenly lets out a burst of light that kills the volcra in order to save Mal. The skiff makes it back to Kribirsk and Alina is then brought in to be questioned of the event by the Darkling. After the different survivors’ stories are told, Alina is then accused of being a Sun Summoner. The Darkling uses his shadow summoner powers to confirm that she is a Sun Summoner, a type of Grisha that had been thought to be extinct. The Darkling then immediately arranges for Alina to be brought to the Little Palace in Os Alta for safety.”

fonte

 

Capiamo quindi che Alina non ha avuto vita facile e proprio perchè sa cosa vuol dire vivere in un orfanotrofio, per mille vicissitudini ne diventa protrettrice. Il titolo comunque gli viene conferito dall’Apparat, il consigliere spirituale del re di Ravka. Il titolo è stato reso ufficiale nella chiesa di Ravkan ed è diventata la quattordicesima santa.

Menzione d’onore alle illustrazioni presenti nel volume (volume che comunque compare nella trilogia e che viene custodito proprio da Alina) che sono tutte estremamente belle e che vorrei poter appendere in studio. Insomma, una gioia per gli occhi!