Stefano Corbetta

Stefano Corbetta

Stefano Corbetta

Jacopo Olivieri

NOTE BIOGRAFICHE

Stefano Corbetta è nato a Milano nel 1970. Accanto alla professione di arredatore di interni, ha affiancato negli anni esperienze in ambiti diversi: la musica jazz, il teatro, la scrittura.
Ha tenuto laboratori di scrittura in alcune scuole dell’area milanese. Ha esordito nel 2017 con il romanzo “Le coccinelle non hanno paura” (Morellini). “Sonno bianco“, il suo secondo romanzo, è uscito per HACCA nel settembre 2018. Sempre nello stesso anno è stato incluso nella antologia “Lettera alla madre” (Morellini). Nel 2019 ha scritto due racconti che sono stati inclusi nella raccolta “Polittico” (Caffèorchidea) e “Mosche contro vetro” (Morellini).

LIBRI PUBBLICATI

  • Le coccinelle non hanno paura di Stefano Corbetta
  • Sonno bianco di Stefano Corbetta
  • La forma del silenzio di Stefano Corbetta

 

Sonno bianco [ANTEPRIMA]

Sonno bianco [ANTEPRIMA]

Sonno bianco di Stefano Corbetta
  • Personaggi 78% 78%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 88% 88%
  • Cover 75% 75%
  • E il finale 93% 93%

Sonno bianco [ANTEPRIMA]

Recensione: Oggi esce Sonno Bianco ed io, ho avuto una doppia (o tripla) fortuna. 

Una decina di giorni fa, mi venne chiesto se ero libera per l’incontro di mercoledì (26/09) dato che, Stefano Corbetta stava per uscire con il suo secondo libro. Qui è stata la mia prima fortuna; poter scoprire questo libro con un discreto anticipo. 

La storia racconta della vita difficile di Emma e della sua famiglia. 

Valeria è diventata una madre assente, che sfugge alle persone con cui vive e prova rancore verso una vita che ormai non vive più. Enrico è la colla che mantiene quello che noi potremmo chiamare equilibrio e, anche se in modo precario, lui cerca di essere un marito ed un padre paziente e soprattutto, presente. Bianca è la gemella di Emma, immobile su un letto d’ospedale da nove anni. 

Emma vive una non vita, fatta di sensi di colpa perchè sa che sua sorella è lì, in quella stanza d’ospedale, per colpa sua ed è altrettanto convinta che, su quel letto, avrebbe dovuto esserci lei perchè non è la “figlia preferita”. La madre la controlla, senza però darle quell’amore di cui sente il disperato bisogno mentre il padre, che la ama in senso totale, non la protegge come vorrebbe. 

Eppure la vita prosegue, fatta di silenzi in famiglia sempre più grandi ma anche di incontri nuovi, di vita e teatro. 

Fino al giorno in cui gli occhi di Bianca, fermano il loro viaggiare irrequieto che da quando è lì, la tengono legata a questo mondo e questa nuova immobilità, farà saltare il precario equilibrio della famiglia. 

La seconda fortuna, avviene proprio qui, con questa lettura. 

Non ero preparata al trasporto delle immagini di Stefano, perchè lui non racconta, fa vedere ciò che sta creando. 

Ho visto emozioni contrastanti, ho visto vite e mondi che non conoscevo, ho visto tradimenti e silenzi, ho visto scelte e abbandono. 

Non è una storia triste, perchè c’è un finale positivo ma è come le Gioie… se stai festeggiando qualcosa di positivo, tranquilli che la sfiga busserà velocemente alla vostra porta. Il finale agrodolce è l’unico che rende perfetta la lettura, eppure lascia un senso di abbandono quasi più forte dell’attesa, forse inutile, che Bianca torni. 

Ho amato quasi tutti i personaggi, perchè non sono invadenti ma risultano comunque vivi e spontanei (probabilmente perchè alcuni di loro sono effettivamente reali!) però, il mio preferito rimane Enrico, il papà delle gemelle. 

L’uomo è stanco della una vita dove le sue donne, sono lontane da lui. Vorrebbe riavere tutto come prima, vorrebbe ritovare l’amore e la stabilità che c’era prima dell’incidente ma non per questo, si demoralizza.

Riuscirà a sorreggere la moglie che non riesce più ad amarlo. 

Riuscirà ad essere positivo sul ritorno della figlia.

Riuscirà a lasciar andare Emma, permettendole di fare la sua vita, con tutti gli sbagli che possono esserci. 

Non ho invece apprezzato per niente Valeria, la mamma delle gemelle che da subito, fa capire che tra le due comunque preferisce Bianca. Non posso esporre appieno il mio pensiero, farei uno spoiler veramente forte ma lasciatemi dire che non condivido e non capisco le sue decisioni. 

La detesto. 

Emma è invece un personaggio incognita, perchè da un lato la capisco ma dall’altro, no. 

Deve vivere la sua vita e comincia a farlo proprio quando cambia qualcosa in Bianca ma se per molto tempo ho provato il suo senso di solitudine, poi ho dovuto fare i conti con un qualcosa che non avevo programmato. Emma non è me, e non per peccare di superbia ma, per un secondo l’ho sperato. Avrei voluto vederla spaccare il mondo.

La terza fortuna è stata incontrare dal vivo Stefano Corbetta, perchè ho avuto modo di capire la genesi della storia e di quanto cuore abbia lasciato nella clinica a cui si è rivolto per scrivere al meglio Sonno bianco. 

Oggi, sono orgogliosa di aver dato una possibilità a questa lettura.

INFO

Autore: Stefano Corbetta
Pagine: 188
Prezzo: € 16
Uscita: 27/09/2018
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Hacca

TRAMA

Emma e Bianca sono identiche, nel viso e nel corpo. Inseparabili. Finché un terribile incidente le divide e costringe Bianca in un letto di ospedale, dentro una bolla fatta di silenzio e attesa. Emma sarà allora costretta a crescere intrappolata nel sonno della sorella: ora la sua vita è soltanto il riflesso di quegli occhi spenti, un mondo fatto di sogni monchi e intenti non realizzati. 

Ormai adolescente, il teatro, la storia d’amore con il suo insegnante di recitazione e un piccolo pianista virtuoso, figlio dei vicini, non bastano più a rendere normale la sua esistenza. Perché a ricordarle la colpa ci sono sua madre, che annientata dal dolore si è rifugiata nella solitudine della sua stanza per proteggere un segreto, e un padre che a fatica prova a preservare i fragili equilibri rimasti. Solo le note di Beethoven e Chopin, portate da un ragazzo gentile e attento, sembrano riempire quel vuoto in cui Emma sta scomparendo.  

Ma mentre un nuovo metodo di indagine scientifica cerca di aprire un varco nel sonno di Bianca, c’è chi a quella speranza ha deciso di opporre una resa.

In una sostituzione di silenzi e congedi, ognuno si troverà a dover fare i conti con i propri rimorsi, e così tentare un nuovo inizio attraverso le parole e i suoni che sarà riuscito a custodire.

Sonno bianco di Stefano Corbetta_Due mani di marmo che si sfiorano