Poirot sul Nilo. Death on the Nile

Poirot sul Nilo. Death on the Nile

Poirot sul Nilo di Agatha Christie
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 65% 65%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 80% 80%

Poirot sul Nilo. Death on the Nile

Recensione: Quest’anno, è stato nominato come momento perfetto per i grandi recuperoni.

Come avrete immaginato dal post dell’altro giorno, Miss Marple e Poirot ci faranno compagnia per molto tempo e dalla presentazione di oggi e quella di qualche giorni fa, ci saranno in futuro molti libri dedicati a loro!

Oggi, si parte con l’evento annuale e parliamo di Poirot.

Non ho letto molti libri di Agatha Christie, quindi ho preso la palla al balzo. Anche perchè mi era piaciuto moltissimo “Dieci piccoli indiani”, quindi…

Poirot sul Nilo è stato più lento del previsto.

L’omino baffuto mi ha sempre suscitato una grande simpatia, ma il preambolo che c’è stato, per poi arrivare al delitto… Insomma, poco più della metà del libro, dedicato allo spiegone di chi sono i personaggi… lo ammetto, non sono più abituata.

Impeccabile il modo in cui viene narrata la vicenda, in fondo nulla appare scontato, i personaggi raccontano tutto e nulla come dovrebbe essere.

Agatha porta il lettore su una certa via, per poi privarlo di ogni punto di riferimento e anche se non mi sono fatta ingannare da certe dinamiche, alcuni dettagli li ho completamente persi per poi ritrovarmeli seguendo il ragionamento mentale dell’investigatore.

In questa occasione, successiva alla vicenda dell’Orient express, troviamo il nostro ometto alle prese con le meritate ferie ma può lui, star lontano da un delitto? Un pò come per il “giovane” detective Conan che abbiamo visto per un certo periodo in televisione, dove passa lui, c’è sempre un morto.

In questo caso, sulla crociera in Egitto, la poveretta designata è una giovane ereditiera dalla bellezza eterea e dal cevello sopraffino.

Chi ha voluto la sua morte?

L’ex del marito, che continua a perseguitarli giocando un gioco perferso?

Qualcuno che ha perso dei soldi a causa della famiglia di lei?

Qualcuno che è rimasto scontento dai suoi investimenti?

Un’uomo a cui ha pestato i piedi?

Una donna invidiosa per quello che ha?

Le domande sono molte e ogni sospetto sembra aver il movente giusto.

La risoluzione del caso avviene in modo logico, com’è giusto che sia, mettendo ogni tassello al posto giusto. A sentir lui, mi reputo sempre molto sciocca, dato che le soluzioni sono sempre molto semplici e ligiche. Mi trovo a chiedermi come abbia fatto a non capirlo io stessa.

INFO

Autore: Agatha Christie
Pagine: 274
Prezzo: € 12
Uscita: 19/06/2017
Genere: Narrativa, ThrillerSuspance 
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Il destino ha riunito un eterogeneo gruppo di viaggiatori sul lussuoso battello da crociera Karnak, in navigazione sul Nilo. La personalità dominante è senz’altro Linnet Ridgeway, la ragazza più ricca d’Inghilterra, dotata di grande fascino e abituata a essere sempre al centro dell’attenzione. Attorno a lei gravitano un fidanzato respinto e diversi accaniti ammiratori in competizione tra loro. Ciascuno dei personaggi ha però una sua storia e un suo segreto da custodire, ben nascosto sotto la facciata di rispettabilità e di perbenismo. Fra i turisti c’è anche Hercule Poirot, una volta tanto in vacanza, ma anche in questa occasione il suo ozio è destinato a durare poco. Nel giro di poche ore, infatti, a bordo del Karnak si consumano ben due delitti, e la tranquilla crociera si trasforma in una disperata caccia all’assassino.

Gli scomparsi

Gli scomparsi

Gli scomparsi di Alessia Tripaldi
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 85% 85%
  • Cover 65% 65%
  • E il finale 70% 70%

Gli scomparsi

Recensione: Se qualcuno dovesse basarsi solo ed esclusivamente alle recensioni che faccio ultimamente, non direbbe mai che ho una passione per i thriller. Eppure, questo genere mi ha sempre accompagnato nel mio cammino da lettrice. 

Il problema, secondo me, è che ne ho letti così tanti che alla fine capisco velocemente chi sia l’assassino. Oppure lo sono anche io, e leggo solo cose più o meno ovvie. 

Scherzi a parte, è un genere che mi ha portato ad essere molto selettiva, e quindi, ne parlo molto poco. Quando mi è stata proposta questa lettura, non ero particolarmente emozionata ma ero rimasta curiosa dal dettaglio degli archetipi; quando parliamo di menti perverse e schemi fissi, divento estremamente attenta. 

Lucia Pacinotti, commissario di un posticino dove non succedono poi così tante cose, un giorno viene chiamata nel bosco per il ritrovamento di un cadavere ed un “ragazzo” di nome Leone. Dice di aver camminato per molto tempo e di essersi perso, che una mattina ha trovato il padre morto e non sa come. Non ha memoria di dove sia la sua casa, ma una cosa la sa benissimo; vive nei boschi. 

Lucia però non può chiudere il caso in due giorni, vuole capire chi sia realmente quel ragazzo senza identità e perchè il “padre” sembra esser morto con dei segni da rituale. Cosa si nasconde dietro tutto quel silenzio? 

Per arrivare ad una svolta significativa, ricontatta il suo vecchio migliore amico, con cui ha passato del tempo durante l’università. Avranno anche chiuso i rapporti in modo a lei incomprensibile, ma non può certo mentire sull’intelligenza del ragazzo e dal fatto che sbrogliare matasse, lo eccitasse in modo spropositato. Così Marco Lombroso entra in campo, anche se a conti fatti non ha nessun titolo per farlo. 

Gli basterà parlare una volta con Leone, per innescare il conto alla rovescia; ci sono altri bambini da salvare, ma quanti?

Come dicevo, è un genere che mi appassiona molto, ma trovo difficile scovare un autore che riesca a bilanciare al meglio la narrazione della storia con i dati veri. Racconto e Insegnamento, sono due cose che se vanno di pari passo, sanno incollare alle pagine anche il più reticente dei non lettori. 

Inutile dirvi che l’ho letto in un giorno solo (benedette ferie) e che ho trovato affascinanti gli Archetipi e l’Atlante dei serial killer. In realtà, dirante la lettura mi è tornato in mente un libro che ho visto lo scorso anno che cavalcava un’onda molto simile, ma incentrata sulle donne e sul come capire chi avrebbe potutto uccidere o diventare una meretrice. Ammetto di aver avuto una gran voglia di comprarlo e leggerlo, ma il costo proibitivo mi ha messo davanti ad una scelta; ne valeva la pena? 

Cesare Lombroso, cercava di trovare un collegamento tra i vari killer e si chiedeva, da un lato anche giustamente, se certe persone nascessero con quella tara. Magari avevano dei tratti comuni, facilmente riconoscibili se scoperti, che potevano impedire molte future morti. Lo so, basare tutto solo su una questione estetica è moralmente ingusta ma, pensandoci bene, da qualche parte bisognava pur iniziare. Che poi, non è che sia andato troppo lontano il modo in cui si classificano le persone pericolose. 

Se avete visto un pò di puntate di C.S.I., saprete in maniera abbastanza superficiale che tra le domande che gli agenti fanno per redigere un profilo, è chidere dell’infanzia di qualcuno, perchè spesso chi da grande uccide, dimostra di esser estemamente insensibile e/o ossessivo da piccolo. O di aver avuto un’infanzia diffile, fatta di abusi e violenze. 

In questa storia, Marco si è affidato agli Archetipi per catalogare più o meno tutta l’umanità e grazie a questa sua freddezza/abilità, riesce a scorgere delle piste che invece, molti agenti ignorano. Lucia è invece quel tipo di persona che per quanto sia molto brava, ha un certo limite e teme molto spesso l’empatia che si può creare con un “mostro”. Perchè insomma, se capisci come pensa, forse non lo sei un pò anche tu?

Quello che ora mi domando, è se ci saranno altri libri dove verranno proposte altre tipologie di assassini. 

INFO

Autore: Alessia Tripaldi
Pagine: 400
Prezzo: € 19
Uscita: 07/07/2020
Genere: Suspance, Thriller
Casa Editrice: Rizzoli

TRAMA

Un cadavere mutilato emerge da un tumulo di sterpaglie. Un ragazzo scalzo e magro dice di chiamarsi Leone e che quello è il corpo di suo padre, con cui ha sempre vissuto nei boschi. Quale segreto si nasconde tra le montagne impenetrabili del Centro Italia? La risposta spetta al commissario Lucia Pacinotti. «Un’altra sigaretta e poi vado» è la frase che ripete tra sé mentre è appostata in macchina cercando il coraggio di bussare alla porta del suo vecchio compagno di università, Marco Lombroso. Nonostante la frattura improvvisa che li ha separati anni prima, lui è l’unico che può aiutarla a dipanare il mistero del “ragazzo dei boschi”. Ciò che Lucia non sa è che bussando a quella porta costringerà Marco a riaprire anche il vecchio baule ereditato dal suo avo, Cesare Lombroso. Tra le pagine dell’Atlante dei criminali, nei pattern che collegano i crimini più efferati della Storia, si cela la verità, ma per trovarla è necessario addentrarsi nei fitti boschi delle montagne e in quelli ancora più intricati dell’ossessione per il male.

Jim Thompson

Jim Thompson

Jim Thompson

NOTE BIOGRAFICHE

Jim Thompson, nato Anadarko nel 1906 e morto a Hollywood nel 1977, è stato scrittore e sceneggiatore di genere noir. Ha pubblicato diversi racconti, molti dei quali tradotti in film (fra cui Getaway di Sam Peckinpah e Colpo di spugna di Bertrand Tavernier). È stato sceneggiatore per Stanley Kubrick (Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria).

LIBRI PUBBLICATI

  • L’assassino che è in me di Jim Thompson (qui)
  • Inferno sulla terra di Jim Thompson (qui)
  • Colpo di spugna di Jim Thompson
  • Un uomo da niente di Jim Thompson
  • Vita da niente di Jim Thompson
  • Diavoli di donne di Jim Thompson
  • Una spaventosa faccenda e altri racconti di Jim Thompson
Inferno sulla terra. Now and on Earth

Inferno sulla terra. Now and on Earth

Inferno sulla terra di Jim Thompson
  • Personaggi 30% 30%
  • Worldbuilding 20% 20%
  • Fluidità 30% 30%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 20% 20%

Inferno sulla terra. Now and on Earth

Recensione:  Sono dell’idea che ci siano almeno otto tipologie di libro.

Quello che ti prende subito e che ti fa innamorare un modo sconvolgente;
Quello che ingrana dopo alcune pagine e che si fa voler bene;
Quello che continui a leggere senza un motivo, e che alla fine ti far capire di aver letto qualcosa di bello;
Quello che non avresti dovuto leggere in quel momento, perché nessuno dei due era pronto;
Quello che non capisci più, a causa dell’età superata;
Quello simpatico ma che si fa dimenticare subito;
Quello che non è bello ma che ti fa incazzare così tanto da spingerti a cercare di interagire con altri, per trovare una quadra;
Quello che è oggettivamente brutto.

Poi c’è la nona categoria, che vedo assai di rado.

Un libro che non ha senso.

Questa nona tipologia, nel mio caso non è comune, e racchiude tutti quei libri che non danno. Vuoi che sia una spiegazione, vuoi che sia una motivazione, sono storie senza capo ne coda.

Inferno sulla terra, primo libro tradotto di Jim Thompson, è attualmente uno dei libri più brutti che io abbia letto negli ultimi mesi.

Ho avuto a che fare con libri mediocri, pieni di cliché buttati a caso o di teorie che non stavano in piedi, questo però non ha mezzo punto a suo favore. Quello che mi rimane addosso, dopo la lettura di un capitolo o di qualche riga, è che Jimmie è un molliccio alcolizzato e padre di tre figli più selvaggi di una qualsiasi tribù indigena cannibale, Roberta è una madre violenta e psicopatica timorata di dio con l’ossessione del marito, Marge è una vittimina ottusa che in confronto Flanders sembra un genio anticlericale, Mamma è l’apoteosi della matrona di casa con un principio di Alzheimer e Frankie, la venticinquenne alcolizzata e disadattata sentimentalmente. Un miscuglio di disagio in varie forme, mixato con eventi non esattamente lineari.

Sono arrivata alla fine per capire il significato di tutto, potevo farne a meno.

Lo stile di scrittura è molto veloce, crea uno stato di ansia perenne che sicuramente coinvolge il lettore ma a me, ha solo creato fastidio.

Ammetto che affronterò il secondo libro con una certa apprensione.

Insomma, mi aspettavo la vita tormentata di un uomo che vorrebbe fare lo scrittore ma che non ci riesce. Il disagio della povertà e della mentalità spesso chiusa, della gente del posto. Speravo, lo ammetto, di leggere una vita fatta di sacrifici ma sostenuta dalla famiglia. Niente di più sbagliato. Cioè, lui è veramente un uomo che vorrebbe vivere del suo sogno, ha veramente una famiglia che lo sprona e indubbiamente c’è la diffidenza dei suoi colleghi, ma sono solo la crosticina superficiale del sommo disagio.

Niente, ho paura per “L’assassino che è in me”.

Vado a bere qualcosa, un po’ come Jimmie e Frankie, sperando di assomigliare più a lei che a lui.

INFO

Autore: Jim Thompson
Pagine: 302
Prezzo: € 15
Uscita: 30/01/2020
Genere: ThrillerSuspense
Casa Editrice: HarperCollins

TRAMA

Un fattorino d’albergo è costretto ad assistere a perversioni da adulti; uno scrittore alcolista cerca in ogni modo di rimandare il proprio collasso nervoso per riuscire a finire il suo ultimo libro; una famiglia disfunzionale, i cui membri si distruggono vicendevolmente sull’ingannevole sfondo della ricca California nel periodo bellico.

È un’opera sconvolgente e per gran parte autobiografica. L’autore guida il lettore come un moderno Dante nel proprio inferno personale e dipinge in modo vivido e disperato personaggi indimenticabili.

Inferno sulla terra di Jim Thompson_Macchina da scrivere
Cromo

Cromo

Cromo di Andrea Biscaro
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 65% 65%
  • Cover 40% 40%
  • E il finale 65% 65%

Cromo

Recensione: Quel sottile confine tra realtà e follia.
Cromo è una lettura particolare che ti destabilizza.
Come dico spesso, mi faccio catturare molto dalle belle copertine e tendo ad evitare quelle che invece, considero brutte. Mi rendo conto che parto prevenuta ma faccio veramente fatica a portarmi in borsa qualcosa che… mi mette a disagio.
Quando ho deciso di leggere questo libro, non ho visto la copertina e ad oggi, devo dire che è stata una saggia mossa!

Antonio Brando è uno scrittore che non scrive più.
Dopo il suo ultimo successo, subisce un’incidente quasi mortale che lo risparmia ma lo cambia in modo invisibile.
Per molto tempo, gode della grande fama che si è costruito ma all’improvviso, gli viene “offerta” la possibilità di lanciarsi in un nuovo lavoro letterario.
Antonio è molto titubante, non ha mai scritto fatti di cronaca e sa che ci sarà pur un motivo se nessuno ha mai raccontato qualcosa sulla fabbrica Stoppani. Però, i suoi brividi gli consigliano di provarci, di scavare in profondità perchè qualcosa puzza e la verità deve farsi valere.
Allora parte per Cogoleto e si ferma a dormire da una vecchia amica (ed ex fiamma) che casualmente abita lì vicino.
Da subito si scontra con il mutismo dei paesani, persone che non vogliono ricordare il vecchio scandalo o che non vogliono rivelare ciò che sanno. Se proprio devono dire qualcosa, affermano che l’ex fabbrica è infestata da spiriti maligni ma nulla di più.
Antonio non ci crede ma non sa come fare.
L’incontro con un vecchio del posto però, porta alla luce possibili verità che sono difficili da digerire.
Verità o illusione?

Cromo, per quanto piccolo, racchiude una storia a metà tra l’accusa verso una mafia tanto attuale e l’incubo del silenzio forzato.

INFO

Autore: Andrea Biscaro
Pagine: 93
Prezzo: € 12
Uscita: 6/05/2016
Genere: Suspance; Horror
Casa Editrice: La Ponga

TRAMA

Stoppani è il nome con cui è conosciuto il cuore di Cogoleto. Un cuore di metallo che pompa veleno. Le acque e i terreni del paese ligure, infatti, sono inquinati, impregnati di cromo esavalente, anche dopo che il suo cuore ha smesso di battere. Oppure no? La Stoppani, la fabbrica chimica che ha dato lavoro alla gente di Cogoleto per decenni, ha chiuso per sempre, ma sul sito dove sorgeva lo stabilimento qualcosa si muove ancora. Il forno settanta, anima dannata di quel cuore pulsante e velenoso, brucia ancora. Ma com’è possibile se al suo posto ci sono solo macerie? Toccherà ad Antonio Brando scoprire cosa succede, in una delle sue indagini più sinistre.