MwRadio

Giu 22, 2016 | 01_DA PUBBLICARE, Altro

Cosa ci facevo lì? 

Questa è facile…

Bravi! Ero in radio. 

A far che vi chiederete… ma lo so che in fondo, avete già una risposta a questo quesito. 

Settimana scorsa sono stata invitata da Alice Chimera a registrare con lei una puntata dedicata alla Blogsfera. Gioia e Onore per questa possibilità e come dico sempre, queste esperienze meritano di esser vissute anche se non sono andata su una Radio che conoscono tutti nel mondo. Ma alla fine, cosa mi importa veramente? Certo, lo sappiamo che mi porterebbero più visibilità ma volete mettere la possibilità di andare in un posto considerarlo “casa”? 

Comunque sia, mi sono divertita molto e mi sono resa conto che un’ora non basta nemmeno per farmi conoscere, figuriamoci a tirar fuori il vero nocciolo della puntata. Certo, The Bookshelf si districa in puntate illimitate e quindi, le cose che abbiamo toccato noi non andranno perse ma sinceramente, avrei potuto dire molto di più perché diciamocelo, nel mondo dei Blog non possiamo annoiarci mai. 

Ve lo leggo nelle menti, io so che state pensando alla stessa cosa, altrimenti avreste già chiuso il post e ciao.

In sintesi quindi, cosa ci siamo detti? 

Avete presente no, le solite domande per rompere il ghiaccio? 

Quelle che dovrebbero mettere a proprio agio qualcuno ma che su di me sortiscono l’effetto opposto? Ecco, quelle. Semplici cose a cui rispondo con il culo, infilando qualche parolaccia giusto per sottolineare che cazzo, non sono una principessina. Appunto. 

Perché ho aperto un blog? Da quanti anni? Cosa significa il suo nome? Da quanto collabori? 

Come spiegare, senza mettermi a ridere, che ho cominciato per caso e che sono entrata “in attività” praticamente da subito? Dirlo oggi, dopo quasi cinque anni, mi fa capire che è un po ridicolo e va contro quello che sostengo (la gavetta cazzo, bisogna assolutamente farla!) ma è tragicamente vero. Ricordo che ho iniziato con timore e andando a tastoni perché non sapevo assolutamente nulla ma i primi approcci sono andati a buon fine e quello che ho tirato su ne è un esempio.

Comunque si, lo so che detta in questo modo distrugge un pò la magia che magari ero riuscita a creare e vi assicuro che questo angolino non è privo di sentimento ma ecco, è nato per caso. Diciamo pure che in quel periodo, il Karma voleva saldare qualche debito con me. 

Lo step successivo, consiste nel chiedere e capire come vanno le cose tra di noi. Tra colleghi intendo. 

Su dai, chi mi conosce almeno in parte, si sta già immaginando un bagno di sangue. 

Fate bene. 

Sono stata una Signora, concedetemelo. Non ho fatto nomi ma dio, quanto ci sarebbe da dire. 

Abbiamo tutti qualche scheletro nell’armadio ma devo dire che qualcuno si impegna in modo particolare. 

Cosa intendo?

Entrate in un qualsiasi gruppo di Facebook, guardatevi intorno e poi ditemi se non ho ragione. 

Non devo nemmeno sforzarmi nel indicarvi dove guardare perché tanto, in un modo o nell’altro, qualcosa in vacca lo troverete. Sicuro. 

No, non sono pessimista ma realista. O forse un filino stronza e non ne faccio passare una. Capita, sapete? Sono per il “vivi e lascia vivere” ma ho un limite anche io. Mica sono Santa, anche perché per diventarlo, prima dovrei farmi accoppare. 

Avete presente quando iniziate a conoscere delle persone e tutto sembra andare bene? 

Quando ci parli ogni giorno e ti chiedi “come ho fatto a stare senza di loro fino ad ora”?

Quando fai qualsiasi stronzata e sono le prime che vuoi aggiornare?

Quando vedi un qualsiasi cosa a tema libresco e vorresti prenderlo per regalarlo? 

In sintesi, avete presente quando vi innamorate? 

Bon, prendete questo concetto e curatelo, nutritelo, viziatelo… 

Quando è ben radicato in voi, prendetelo e yettatelo dalla finestra, senza preavviso. Fa male, vero? 

Bene, nel mondo dei blog questa cosa succede spesso. Fate amicizia con qualcuno, ci legate, sparlate di libri e di persone fino al giorno in cui fate qualcosa di boh e ciao, non più amici come prima. 

Si, sto parlando con il cuore in frantumi, non lo nego ma capita e non solo a me. 

Quello che mi fa un po’ incazzare è la leggerezza della cosa. 

La leggerezza delle persone riguardo all’amicizia virtuale ma non solo, la leggerezza in generale di chi non vuole dare. 

Ok, ci sono persone che iniziano a sentirsi qui e poi diventano amici per la pelle anche fuori, sotto la luce del sole. Esistono e li trovo meravigliosi, un po’ come due amanti che iniziano una storia. Ma sono in percentuale minore rispetto al resto. 

No vabbè, niente sviolinate. Mi sta già salendo la nausea per quello che ho scritto fino ad ora però è vero. 

Vero come il concetto del “ti sto vicina perché sei importante”. Dio, cosa non si fa per la notorietà. 

Che anche qui, cosa diamine ci guadagniamo alla fine? 

Certo, più siamo visibili e più le Case Editrici ci mandano i libri ma veramente è questa la cosa più importante? Non metter mano al portafoglio? Che diamine, peggio dei Genovesi (ed io lo sono eh).

Ovvio che è bello non spendere. Non mi nascondo dietro il buonismo, non dico che mi faccia schifo ma su, mica sto sveglia la notte per ste cose! Io al massimo, sto sveglia per sco… ehm, per il fatto che non mi bastano sei vite per smaltire tutto. 

Prima di tutto io sono una Lettrice e se qualcosa mi interessa, lo prendo. 

Certo, non ho nemmeno problemi di soldi e quindi mi trattengo in modo relativo ma i miei cento o più libri me li compro ogni anno. Alla fine verrò sommersa dai volumi ma morirò felice. No?

Non mi capacito però degli indignati che oddio, che schifo un pdf! Pretendo solo il cartaceo perché insomma noi lavoriamo per voi. 

Oh si, oh no. 

Ma che diamine, questa è una passione, non un lavoro! 

Già ci fanno la santa cortesia di cagarci, moh non arroghiamoci diritti che non ci spettano. Perché sì, il favore lo stanno facendo loro a noi. 

Chi siamo noi? Pubblicità gratuita ma ci tengono buoni con poco.

Chi sono loro per noi? Il nostro vanto, la nostra estensione per il paradiso terreno. 

Perché non la prendiamo per ciò che è? 

PASSIONE.Se devo farmi venire il fegato grosso come una casa, allora lascio perdere. Cos’è i soldi che non ho speso negli anni, mi servirà per curarmi? Siamo seri, almeno per una volta. 

Ho perso il filo del discorso, capita. In radio abbiamo parlato di copie omaggio e sincerità. Inutile dirvi come la penso, vero?Ah, volete che vi rinfreschi la memoria? Ma come, non vedete di tanto in tanto le mie recensioni? Non notate che pullulano di 3 e 2 in certi momenti? Se il libro mi fa cagare, lo dico. A prescindere dal fatto che mi sia stato regalato o no. La prendo sul personale, non vi consiglierei mai un libro che non mi è piaciuto.Poi oh, fate come volete ma dalle mie labbra non sentirete bugie. Perché dovrei? Per far felici gli altri? Mi sentirei tradita nel dirvi che un libro è meraviglioso quando poi a casa, lo sto usando per accendere il camino. (operazione che comunque non soddisfa)

Non faccio mai concessioni. Self o grandi Autori non scalfiscono il mio cuore. Mai. 
A questo punto, vi starete chiedendo il senso di tutto questo sproloquio.In effetti avevo iniziato a scrivere senza un vero filo perché non potevo calcolare fin dove sarei arrivata.Però ecco, il motivo?È che mi sono scassata i maroni. Sono stanca di combattere contro i mulini a vento. 

Questo gioco è vecchio ed il risultato non cambia mai; si perde.Vorrei vivere in modo tranquillo sto posto ma pare chieder troppo. Io si, rimango perché mi ha dato molto ma insomma, il culo non voglio darlo via. Mi piacerebbe tornare qui domani mattina e scoprire che le persone supponenti che ho conosciuto fino ad oggi ricevessero quella stramaledettissima chiamata dal Karma ma ancora no, il fato ancora non mi ascolta. 
Però posso chiedervi una cosa e lo faccio, con il cuore in mano. Guardatevi dentro, fatevi un bel discorso e ditemi, siete veramente soddisfatti di ciò che avete fatto fino ad ora? Siete disposti a mettervi in gioco con sincerità?
Red Kedi perplessa per quello che sente

Non ci redo manco io

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