Le 8 cose che vorrei

Le 8 cose che vorrei

Torniamo a bomba sull’argomento “faida” tra Blogger e Scrittori.

Ne abbiamo sentite molte e sicuramente, sarà un argomento che non avrà mai fine perché, l’assenza di regole ci permette da un lato di vivere tranquilli ma dall’altro, ci catapulta nel Bronx.

Credo che il problema cardine sia sempre e solo questo e se poi, ci aggiungiamo la non comunicazione, eccoci serviti.

Tra i miei amici, c’è anche Alice Chimera che per chi non la conoscesse (male!), è anche una Scrittrice.

Ci capita spesso di confrontarci sui nostri mondi differenti e anche dopo l’ultima polemica, abbiamo avuto modo di mandarci lunghissimi audio deliranti.

Abbiamo così deciso di stilare una lista delle cose che l’una categoria si aspetterebbe dall’altra.

Quindi, Scrittori, mi rivolgo a voi (per i Blogger, vi invito a leggere il post gemello di Alice – QUI).

  • Comunicazione

Siamo in tantissimi ad avere un blog e sappiamo bene che è lungo mettersi a scrivere email personalizzate, anche perché le informazioni sono sempre le stesse.
Accettiamo quindi un “Buongiorno” semplicissimo senza il seguito del nome personale (evitiamo il “Redazione” che solitamente, ci scimmia parecchio) ma, almeno una presentazione generale di sé stessi e del proprio libro, con tutte le informazioni, aiuterebbe moltissimo.

Noi non vi conosciamo, spesso leggiamo le email durante la pausa caffè o al bagno e l’idea di andare su Google o altri motori di ricerca per capire cosa avete scritto, alla lunga ci fa scappare la poesia.

  • Controllo

Sempre rimanendo in tema di quantità, alcuni blog non leggono tutti i generi (alcuni sono proprio specifici) e un veloce controllo da parte dello Scrittore, non guasta mai.

Se per esempio, volete contattare le persone che gestiscono “Milano nera” per farvi recensire il vostro ultimo libro però, scrivete solo di attualità Politica, non stupitevi se declineranno l’offerta in modo piccato.

Molto spesso, basta controllare le ultime recensioni fatte per capire il genere trattato e se proprio avete dei dubbi, perché trovate vari generi, ditelo.

Non abbiate paura, preferiamo rispondere a questo dubbio e magari migliorare la scheda Informazioni, piuttosto che leggere la ventesima email con la richiesta (quasi obbligatoria) di segnalare un romanzo a tema religioso.

  • Copie omaggio

Qui siamo nella parte più scottante.

Dopo anni, sono arrivata a questa conclusione.

Io, come blogger, mi metto nella condizione di offrire un servizio di pubblicità quasi gratuita. Offro la possibilità di aver una segnalazione sulla mia piattaforma e su tutti i social a mia disposizione o, nel top dei casi, offro la possibilità di pubblicare un pensiero (sempre poi condiviso ovunque). Questa è a tutti gli effetti, della pubblicità che non verrà mai pagata o almeno, non nel modo classico.

Un’azienda, per una cosa del genere, costa del buon dinero che spesso noi non chiediamo però, chiediamo il materiale. La copia.

Voi ci pagate il tempo (che è sempre tanto) ma soprattutto, pagate la possibilità di vendere di più. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.
Sta allo Scrittore scegliere se accettare o meno.

  • Stelle

In questo caso, la faccio breve.

Quando chiedete una qualsiasi opinione, mettete sempre in conto che potrebbero arrivare pareri negativi. Anche i libri di Stephen King, che vengono riletti e controllati, ricevono comunque una stella, figuriamoci quindi un piccolo autore che magari non si è nemmeno affidato a dei professionisti. *

Noi siamo prima di tutto dei lettori e NON dei giornalisti.

Non potete chiederci un’opinione sincerissima, quasi da persone alla pari e poi, se non ricevete quello che vi siete immaginati, andate a screditarci con commenti sarcastici.

(Piccola postilla da dente avvelenato. Io non ho studiato giornalismo e/o letteratura. Leggo per passione ma non posso tollerare chi, in un momento di sconforto, usa questo mio non titolo di studio per screditare le mie parole. Anche perché, nemmeno certi personaggi sono dotati di qualche titolo di studio attinente alla professione di Scrittore)

  • Editing*

Lo so che il vostro lavoro non è scrivere e che molto probabilmente non ci vivrete mai però, arrivati ad un certo punto, se volete mettere in commercio qualcosa di qualità siete quasi obbligati a chiedere aiuto a chi è un esperto.

Editing e cover buone, aiutano moltissimo nella vendita e nelle raccomandazioni.

Ci aspettiamo comunque di aver tra le mani una storia curata al massimo delle vostre possibilità.

  • Pubblicità 2.0

Immagino che da noi, vi aspettiate una certa visibilità. Giustamente aggiungerei però, è bene ricordare che se poi voi non date spazio a noi e al nostro lavoro, difficilmente riusciremo a raggiungere più persone.

Quindi, quando vi viene fatta una segnalazione o una recensione, sarebbe meraviglioso vedere condivisi i nostri post perché:
– Ci abbiamo perso tempo anche noi ed è giusto dare una piccola spinta verso un gruppo di persone che ancora ci ignora;
– Pubblicità preventiva, perché se noi cresciamo allora anche il vostro lavoro potrà arrivare a più orecchie.

  • Prevenzione

Siamo noi a decidere se pubblicare una recensione negativa o meno, decidiamo noi quanto dare peso agli errori che troviamo e soprattutto siamo sempre noi a decidere, più o meno, quando postare i nostri articoli.

Se ci sono delle necessità particolari, devono essere dette subito.

La recensione entro una determinata data? La richiesta di segnalare in privato gli errori? L’aspettare un determinato periodo nel condividere un pensiero negativo?
Tutto fattibile, se concordato per tempo.

  • Uguaglianza

Sembra quasi ridicolo dirlo ma è doveroso.

Noi trattiamo Self e Case Editrici alla stessa maniera. Anzi, per la precisione, abbiamo un occhio di riguardo verso chi decide di intraprendere un cammino così impegnativo senza l’appoggio di grandi nomi.

Siamo più portati a cercare i vostri libri durante le fiere, spendiamo più volentieri €18 per le vostre opere, siamo più “clementi” per errori e/o ripetizioni, siamo più inclini a consigliarvi per letture estive e regali.

Il fatto è che avendo un rapporto più diretto con voi, i problemi si diffondono più velocemente.

Se ci fosse più comunicazione e più umiltà da parte di certe persone, sareste la perla rara nell’oceano ma, vedo che è più facile ricordarsi i problemi con certi Blogger stonati, piuttosto che dell’aiuto di altre persone.

 

Per oggi, mi sento di segnalarvi solo questi punti ma, ci sarebbe molto altro da dire.

Se volete approfondire qualcosa, ditemelo che lo farò ben volentieri! Altrimenti, vi consiglio comunque di leggere l’articolo di Alice (QUI) , anche solo per vedere un punto di vista differente dal solito.

No al Self. Pensieri molto random

No al Self. Pensieri molto random

Da quando ho deciso di aprire il mio primo Blog, nel lontano 2011, ho letto 46 libri di autori Self e circa 70 libri di piccoli editori. Non sono sicuramente grandi numeri, però posso dire di aver fatto vari tentativi e di aver accumulato un certo bagaglio.

Proprio per questo, diciassette mesi fa, ho deciso che avrei evitato il più possibile la lettura di autori Self e limitato le piccole CE.

Mi sembra doveroso fare prima un piccolo appunto.
Non sono un’anima candida, di errori ne ho fatti e ne farò ancora molti ma, sono aperta al confronto in tutti gli ambiti e soprattutto, apprezzo moltissimo se mi si fanno notare degli errori (in questo caso, solitamente è Madre che parla ma io lo so, lo fa solo perché si diverte).

Ho molti scheletri nell’armadio di cui vado poco fiera ma il tempo scorre e io, cambio. Mi piace crogiolarmi nell’idea di esser diventata più matura e di aver imparato da quelle esperienze.

Crescere però, vuol dire anche prendere determinate decisioni e anche per questo ho iniziato a dire di No.

No agli Autori, No alle richieste di recensione di molte CE, No alle segnalazioni.

Amo l’idea di aver una corsia preferenziale rispetto al lettore medio, mi piace arrivare più avanti di altri e la tranquillità che può offrire un incontro privato però, ho un limite anche io e non mi svendo solo per poter mantenere la posizione.

La decisione nasce da anni di incomprensioni e discussioni mai veramente chiuse.

Tanto per fare un esempio, in questi giorni una ragazza è stata aspramente redarguita da una scrittrice perché, aveva ricevuto una recensione che minava la sua immagine.

Dopo un confronto in privato, la donna ha ben deciso di scrivere sul proprio diario un post dove minacciava di prendere provvedimenti per l’offesa ricevuta e che, se non siamo capaci di fare il nostro lavoro, possiamo trovarci un passatempo alternativo. Per rincarare la dose, sono state taggate un po’ di persone, in modo da avere man forte da gente che fa il suo stesso lavoro.

Il tutto è nato dal fatto che nella recensione, venivano menzionati degli errori che alla lunga, rendevano meno fluida la lettura del libro (dettaglio ovviamente di una certa rilevanza perché il libro, nel complesso, meritava).

Tempo prima, anche se lo vedo anche ora, era venuta fuori una discussione sul fatto che Amazon permetteva e permette di pubblicare recensioni anche agli utenti senza la certificazione di avvenuto acquisto di un libro, dando così varie possibilità agli haters di creare recensioni volutamente basse per minare un determinato autore, nemico del proprio amico.

Dato che siamo come il prezzemolo, qualcuno puntava il dito verso i blogger, “coloro che ricevono copie omaggio senza un vero motivo”.

Prima ancora, una scrittrice si infuriò dopo aver ricevuto l’ennesima risposta negativa alla richiesta di recensire il suo libro che stava per uscire.

Secondo lei, un blogger non può rifiutare perché, il nostro compito è leggere. Facendo delle preferenze, il suo giudizio non poteva essere imparziale.

In sei anni, ne ho viste di cose e dopo un po’, l’idea di dover fare attenzione a TUTTO quello che faccio, mi stanca.

Sono stanca di essere presa in esame in modo così duro, sono stanca di dover ponderare triliardi di volte le mie parole perché potrei offendere la sensibilità di qualcuno, sono stanca di dovermi giustificare per una decisione.

Questo, non è confronto, questa è pubblica gogna.

Collaborare con una grande Casa Editrice è più facile perché, avendo dalla loro grandi numeri, l’autore spesso accetta di buon grado anche la critica più aspra.

Non si offendono se gli si fanno notare degli errori e non vanno in paranoia se qualcuno trova delle parti poco chiare. Alle volte condividono quasi contenti queste cose perché la perfezione, puzza. Non esiste.

Collaborare però con le piccole Case Editrici è più difficile perché, ci tengono a far girare solo notizie positive e in certe occasioni, si sentono quasi offesi nell’orgoglio se il tuo pensiero è diverso dal loro.

Collaborare però con Self è quasi impossibile perché, pretendono una certa professionalità da parte dei blogger che spesso, sfiora la dittatura.

Intendiamoci, non tutti sono da evitare ma secondo il mio modesto parere, il buon 95% si.

Quindi evito, da ieri e per sempre. Non me la sento più di supportare chi da sempre pensa che può sfruttare a proprio piacimento chi si offre per dar loro una mano*.

*piccola postilla. Anche certi blogger sono delle carogne ma, ne parlerò in un momento diverso

Da un lato, mi spiace per le persone sensate e per tutte le belle storie che non scoverò ma, il fegato è mio.

Penso che comunque, sarebbe interessante fare una lista con le “10 cose che offre un blogger” e “10 cose che ci aspettiamo da uno scrittore”.
Come dicevo, il confronto è interessante e quindi, sarebbe istruttivo e divertente condividere ciò che ci aspettiamo, anche solo per trovare in futuro un modo per non scannarci ogni volta.

#salviamociilfegato

Red Kedi - Lo scazzo negli occhi

Gna fo

Vergogna. Rivelare di essere una Blogger?

Vergogna. Rivelare di essere una Blogger?

Abbiamo iniziato il 2017 con mille buoni propositi.

Comprare meno e leggere il giusto.

Fare le cose con più tranquillità e spendere meno in ansiolitici.

Credere di più in me stessa a trovare quella serenità che tanto vi consiglio ma che spesso mi evita.

Ecco.

Oggi vi parlo proprio di questo.

Prendendo la palla al balzo, dopo aver letto il post di Emanuela, vorrei parlarvi di come mi sento.

Quando qualcuno mi chiede quanto leggo, non ho problemi a gestire la loro incredulità. Faccio parte di quella piccola percentuale di folli letto ma, non riesco a dire a cuor sereno che sono una Bookblogger.

Non so gestire le facce, non so gestire i commenti, non so gestire il pregiudizio.

Essere Bookblogger, vuol dire ricevere libri gratis.

Non vuol dire leggere per passione.

Non vuol dire parlare per condividere qualcosa.

Non vuol dire far parte di una grande famiglia.

Bookblogger, vuol dire leggere a scrocco.

Quando sono approdata su questi schermi, avevo compiuto da poco ventun’anni.

Avevo appena iniziato a lavorare, stavo vivendo una relazione difficile e stavo ancora cercando di capire come sopravvivere ad un mondo che conoscevo ancora poco.

Aprire un blog, per me fu una salvezza.

Un rimedio contro la pazzia autodistruttiva.

In questi anni, ho tirato fuori le palle e questa cosa si è estesa anche alla vita di tutti i giorni.

Ho pianto quando ho perso tutto, ho riso incontrando persone meravigliose, ho saltato di felicità quando mi è stata offerta una possibilità particolare, mi si è riempito il cuore quando sono stata omaggiata di pensieri dettati dal cuore. Ho fatto tante bellissime esperienze che porterò nel cuore tutta la vita anche quando magari, non avrò più il blog.

Essere qui, mi ha aperto molte strade e se credessi in un qualsiasi Dio, lo ringrazierei ogni giorno.

Però sono anche una persona che vive perennemente con gli attacchi di ansia. Mi faccio muovere spesso dalle emozioni e non sempre è una cosa positiva.

Quando ho intrapreso questo viaggio, non sapevo se avrei continuato o meno.

Per la verità, non sapevo nemmeno come muovermi.

Non sapevo come relazionarmi con gli altri blogger e nemmeno sognavo di collaborare con qualcuno.

Poi sono arrivate le prime email, le prime domande e le prime opportunità. Sono arrivati però anche i primi dubbi e ho dovuto fare delle scelte.

Ora, non sto a raccontarvi tutti i dettagli ma facendo un sunto, sapete quanto lavoro c’è dietro ogni post? Quanto bisogna pianificate per fare tutto senza dover rinunciare alle cose che si amano?

Sono una pendolare. Ogni giorno esco di casa alle 7 e rientro che sono già passate le 21.

Sono una Fidanzata. Viviamo insieme e quindi ci vediamo tutti i giorni ma non abbiamo molte ore da poter viverci.

Sono una Figlia. I miei genitori sono separati e quindi devo dividermi in due per vederli tutti.

Sono un’Amica. Trovare due ore o un pomeriggio da dedicare alle uscite non è una passeggiata.

Sono infine una Lettrice. Certo che ogni momento è buono per leggere ma con moderazione.

Non voglio e non posso rinunciare a nulla ma per tante ragioni, devo giostrare il mio tempo per fare tutto (e magari farlo bene).

Vivo con un’agenda in borsa, mi sono comprata un PC per sfruttare al meglio i miei rientri a casa, pianifico con largo anticipo tutto quello che posso.

Leggo, prendo appunti e scrivo.

Ci vuole tempo, ci vuole testa, ci vuole volontà.

Lo faccio perché mi piace condividere le mie emozioni. Lo faccio perché qualche volta mi sento importante. Lo faccio perché ad oggi, ancora posso permettermelo.

Il punto però, è che mi vergogno di essere una Bookblogger.

Mi vergogno del fatto che io debba giustificare i libri che mi vengono regalati.

Mi vergogno del fatto che persone della mia stessa “famiglia” si comportino in modo scorretto.

Mi vergogno del fatto che qualcuno sia convinto di potermi comprare con una copia di qualsiasi formato.

Mi vergogno del fatto che per collaborare con una Casa Editrice, debba vendere il culo solo perché prima di me ci sono state persone inaffidabili.

Mi vergogno se devo scrivere una seconda email a qualcuno che non mi risponde nemmeno dopo un mese.

Mi vergogno a chiedere di poter leggere un libro prima dell’uscita (anche quando non ho mai chiesto niente prima).

Mi vergogno quando vengo generalizzata.

Mi vergogno del fatto che si riesca a snaturare una passione.

Mi vergogno del fatto che mi si possa giudicare come un’approfittatrice.

So che non sono come alcuni e so che in ogni ambito ci sono persone che lo fanno le cose senza la passione ma questo non cambia il fatto che se mi presento, anche solo per caso, come una Bookblogger… la gente mi guarderà male.

Unicorno che fa le puzzette

Gli Unicorni conquisteranno il mondo

che, c’ho scritto Giocondo? Disagio di una Blogger

che, c’ho scritto Giocondo? Disagio di una Blogger

Ciao a tutti, mi chiamo Kedi e sono ben 58 giorni che non faccio post acidi.

Lo so, vi state già sfregando le mani pregustando l’ennesima raffica di cose che pensate anche voi ma che tendenzialmente, non dite.
Perché si, avrò anche fifa di fare dei video e forse mi verranno anche maluccio ma, se devo parlare di cose che fanno inacidire, allora non mi batte nessuno (o quasi). Un pò di tempo fa mi è stato chiesto cosa mi spingesse a leggere in maniera così ossessiva. Ossessiva, si. La risposta più semplice è che voglio vivere altre vite e non solo quella di cui dispongo adesso. Con i libri posso essere chiunque e vivere avventure comodamente seduta sul letto (so pigra). Diciamo che questa è la risposta standard che il 90% di noi usa con il mondo ma è una mezza minchiata perché dai, lo sappiamo tutti che c’è molto di più ma che non abbiamo voglia di metterci a spiegare e gli altri non vogliono stare a sentire. Il succo però è che leggo in modo ossessivo e continuo, prendendomi poche pause e sovraccaricando il mio povero cricetino. Cosa mi spinge? Si, la voglia di vivere altre cose ma è anche un modo per non ascoltare la gente che mi circonda. Ovvio, non tutti eh… ma lo sapete quanti rintronati ci sono al mondo? Lo sapete che ho una calamita per i casi umani? Ma si dai, io lo so che sapete cosa ci può essere sparso nel mondo… comunque sia, lo faccio in automatico senza nemmeno rendermene conto ed i lati positivi, per me, sono molti. (se insistete però poi ve li scriverò tutti!) Vi starete chiedendo, perché allora la mia premessa, se fino ad ora sto sviolinando cose positive? Ebbene, io amo, nella maniera più folle, scovare nuove letture. Quelle chicche che solitamente il lettore medio snobba. Sto parlando di piccoli autori che solitamente si auto finanziano per inseguire il proprio sogno. Come blogger, ho il piacere e l’onore di aver a che fare con quel tipo di categoria e devo dire che tra alcuni dei miei libri preferiti in assoluto, c’è qualcosa di loro. Però ecco, mi sono un pò scassata i maroni del fatto che ad ogni email che mi arriva, io debba preoccuparmi del LORO orgoglio e non di ciò che vorrei io. Come blogger, ho creato una pagina con poche REGOLE per aiutare me e chi decide di contattarmi. Pare però, siano cose troppo difficili perché il 90% delle persone che mi scrivono, se ne infischia! MA che coglioni. Posso dirlo? No? Pazienza, lo faccio comunque. Insomma, i dati salienti del libro mi servono per decidere se è una lettura che mi interessa o meno. Non mi sono ancora attrezzata per la lettura mentale e lo so che è una grossa pecca mia, chiedo venia, però come trovate la mia email… c’è pure il resto.

“Ciao, ti seguo da molto tempo e dato che ho appena pubblicato “titoloimpronunciabilechedovrebbefarfigo” vorrei avere l’onore di vedere il mio libro presentato da te”
(e poi già dal titolo vedi che è un genere che non leggi praticamente MAI)
“Cara blogger, sono un autore emergente e vorrei sapere se fosse possibile avere una recensione da parte tua”
“Cara blogger, ti lascio il link del mio ultimo libro in modo che tu possa vedere se è di tuo gradimento”

Ora, non mi sento chissà chi. Sono prima di tutto una lettrice che espone sempre e solo le proprie opinioni su un determinato libro. Non faccio il critico letterario, anche perché se così fosse, ogni giorno farei una strage che nemmeno potete immaginarvi… io, semplicemente, parlo di ciò che penso e provo. Quindi, chiarito questo, comunque mi sento presa per il culo da chi se ne fotte delle mie richieste perché santissimo altissimo, mi devo sbattere come una fossennata per una cosa che spetterebbe ad altri? A me, cosa ne viene in tasca? Qual è il mio ritorno? Visto che ormai, il tutto si riduce a questo, allora mi adeguo. Io offro uno spazio gratuito, riporto io i dati del libro e faccio sì che arrivi a più persone possibili. Io offro la possibilità di avere un’opinione sincera e sempre la possibilità di esser letta da più persone possibili. In sintesi, offro una vetrina in modo gratuito spendendo solo il mio tempo per preparare le cose. Certo, anche lo scrittore spende il suo tempo a scrivere la storia e diciamo, spende del tempo per cercarci ma fino a prova contraria, anche lui lo fa in modo gratuito. Io non chiedo soldi per un’anteprima ma chiedo almeno, i dati base. Non è il mio lavoro cercare il sito dello scrittore, non è compito mio chiedere sempre se c’è un booktrailer o una pagina Facebook dedicata. Diciamo che la prima email che l’autore manda è un po’ come il curriculum che la gente manda normalmente per farsi assumere. Logica semplice, no? Non parliamo poi delle recensioni che madonna, un fil horror in confronto è na passeggiata, fa meno paura. A quanto pare, secondo la media dello scrittore self, se ricevono un commento negativo allora in automatico io sono una brutta persona. Ebbene, signori e signore, lo dico qui davanti a tutti… IO SONO BRUTTISSIMA. Bruttissima perché se un libro, secondo me è scritto male, allora lo dico. Eh si, la sincerità è una pessima cosa da dover debellare al più presto. Il punto è che molti di loro, dovrebbero volare basso. Fine. Anzi, dovrebbero essere abbattuti perché si rendono ridicoli. Sempre tornando a quello che ho scritto prima, io sono una lettrice e quindi, parlo di ciò che a me piace. Il mondo è bello perché è vario e quello che non piace a me, potrebbe piacere ad un’altra persona. Però no, il loro libro deve assolutamente piacere a tutti perché loro sì che sono degli scrittori validi! La cosa tragica è che comunque, certi elementi ci credono veramente nel loro talento e se da un lato vabbè, ci può stare… dall’altro, minchia. Insomma, anche lo scrittore più famoso al mondo, sbaglia. Però loro hanno alle spalle persone che revisionano ogni cosa. Non escono “già imparati” quindi, figuriamoci cosa può venir fuori da una persona che ha solo fatto leggere il proprio libro solo agli amici (persone che oggettivamente non vi diranno mai cosa pensano veramente solo per non rovinare il bel rapporto che avete con loro). Ok, ok. Sto nuovamente parlando senza filtri e magari, potrei offendere qualcuno. Chiedo venia. Anzi no. Viva il bipolarismo ma non è poi così vero è che sono stufa di dovermi mordere la lingua per non offendere qualcuno. Insomma, offendono me ed il mio lavoro. Mi rivolgo a tutti gli scrittori che magari, stanno leggendo le mie parole. Io apprezzo la forza di volontà delle persone che inseguono il proprio sogno. Apprezzo il coraggio che ci mettono quando propongono il proprio sogno a gente che non conoscono. Apprezzo la possibilità di leggere o anche solo far conoscere qualcosa di inedito. Mi piacciono molte cose ma odio, dal più profondo del cuore, chi cerca di obbligarmi a fare qualcosa. Odio quando vengono ignorate le mie richieste che dovrebbero semplificate tutto perché in fondo, vuol dire che è stato guardato il blog e quindi come lavoro. Qual è il senso di propormi una lettura di un genere che non tratto mai? Perdete tempo voi a chiedermelo e tendenzialmente io, a rispondervi. Odio quando mi si propone di fare una recensione ma il libro devo prendermelo io. Voglio essere libera di poter comprare quello che più mi aggrada senza dovermi sentire obbligata… vero che io lo faccio gratuitamente ma non esageriamo. Chiedi il mio aiuto? Quantomeno dammi la possibilità di farlo. Io non pago te, tu non paghi me. Odio quando ad uno scrittore non piace la mia recensione solo perché è negativa. Scherziamo? Io devo e voglio esser libera di dire cosa penso. Non sono e non voglio essere obbligata a mentire solo per non distruggere l’ego di qualcuno. Odio quando poi, gli scrittori si lamentano di blogger maleducate quando poi sono i primi ad esserlo. Ringraziarci, quando facciamo qualcosa per voi, non vi ucciderà. Non vi ucciderà far sapere ad altre scrittrici che siete soddisfatti da noi. Non vi ucciderà condividere con altri la nostra recensione. Io so che ci sono persone stupende. Ne ho trovate alcune ma per ogni persona così, ne esistono almeno tre che preferirei evitare. Facciamoci un bel discorso interiore e vediamo di far pace con noi stessi ed il prossimo. Vorrei aprire una parentesi velocissima (se, credeteci) su tutto il mio sproloquio. Non dico tutto questo perché sono stata presa di mira. Solo che ultimamente, sono giunte voci sul fatto che ci siano autori indispettiti da noi blogger. Dato che però, sono i primi a non esser corretti con noi, mi sembrava carino rinfrescare un po’ la memoria a chi mi legge.

Red Kedi - Lo scazzo negli occhi

Ma davvero facciamo?

MwRadio

MwRadio

Cosa ci facevo lì? 

Questa è facile…

Bravi! Ero in radio. 

A far che vi chiederete… ma lo so che in fondo, avete già una risposta a questo quesito. 

Settimana scorsa sono stata invitata da Alice Chimera a registrare con lei una puntata dedicata alla Blogsfera. Gioia e Onore per questa possibilità e come dico sempre, queste esperienze meritano di esser vissute anche se non sono andata su una Radio che conoscono tutti nel mondo. Ma alla fine, cosa mi importa veramente? Certo, lo sappiamo che mi porterebbero più visibilità ma volete mettere la possibilità di andare in un posto considerarlo “casa”? 

Comunque sia, mi sono divertita molto e mi sono resa conto che un’ora non basta nemmeno per farmi conoscere, figuriamoci a tirar fuori il vero nocciolo della puntata. Certo, The Bookshelf si districa in puntate illimitate e quindi, le cose che abbiamo toccato noi non andranno perse ma sinceramente, avrei potuto dire molto di più perché diciamocelo, nel mondo dei Blog non possiamo annoiarci mai. 

Ve lo leggo nelle menti, io so che state pensando alla stessa cosa, altrimenti avreste già chiuso il post e ciao.

In sintesi quindi, cosa ci siamo detti? 

Avete presente no, le solite domande per rompere il ghiaccio? 

Quelle che dovrebbero mettere a proprio agio qualcuno ma che su di me sortiscono l’effetto opposto? Ecco, quelle. Semplici cose a cui rispondo con il culo, infilando qualche parolaccia giusto per sottolineare che cazzo, non sono una principessina. Appunto. 

Perché ho aperto un blog? Da quanti anni? Cosa significa il suo nome? Da quanto collabori? 

Come spiegare, senza mettermi a ridere, che ho cominciato per caso e che sono entrata “in attività” praticamente da subito? Dirlo oggi, dopo quasi cinque anni, mi fa capire che è un po ridicolo e va contro quello che sostengo (la gavetta cazzo, bisogna assolutamente farla!) ma è tragicamente vero. Ricordo che ho iniziato con timore e andando a tastoni perché non sapevo assolutamente nulla ma i primi approcci sono andati a buon fine e quello che ho tirato su ne è un esempio.

Comunque si, lo so che detta in questo modo distrugge un pò la magia che magari ero riuscita a creare e vi assicuro che questo angolino non è privo di sentimento ma ecco, è nato per caso. Diciamo pure che in quel periodo, il Karma voleva saldare qualche debito con me. 

Lo step successivo, consiste nel chiedere e capire come vanno le cose tra di noi. Tra colleghi intendo. 

Su dai, chi mi conosce almeno in parte, si sta già immaginando un bagno di sangue. 

Fate bene. 

Sono stata una Signora, concedetemelo. Non ho fatto nomi ma dio, quanto ci sarebbe da dire. 

Abbiamo tutti qualche scheletro nell’armadio ma devo dire che qualcuno si impegna in modo particolare. 

Cosa intendo?

Entrate in un qualsiasi gruppo di Facebook, guardatevi intorno e poi ditemi se non ho ragione. 

Non devo nemmeno sforzarmi nel indicarvi dove guardare perché tanto, in un modo o nell’altro, qualcosa in vacca lo troverete. Sicuro. 

No, non sono pessimista ma realista. O forse un filino stronza e non ne faccio passare una. Capita, sapete? Sono per il “vivi e lascia vivere” ma ho un limite anche io. Mica sono Santa, anche perché per diventarlo, prima dovrei farmi accoppare. 

Avete presente quando iniziate a conoscere delle persone e tutto sembra andare bene? 

Quando ci parli ogni giorno e ti chiedi “come ho fatto a stare senza di loro fino ad ora”?

Quando fai qualsiasi stronzata e sono le prime che vuoi aggiornare?

Quando vedi un qualsiasi cosa a tema libresco e vorresti prenderlo per regalarlo? 

In sintesi, avete presente quando vi innamorate? 

Bon, prendete questo concetto e curatelo, nutritelo, viziatelo… 

Quando è ben radicato in voi, prendetelo e yettatelo dalla finestra, senza preavviso. Fa male, vero? 

Bene, nel mondo dei blog questa cosa succede spesso. Fate amicizia con qualcuno, ci legate, sparlate di libri e di persone fino al giorno in cui fate qualcosa di boh e ciao, non più amici come prima. 

Si, sto parlando con il cuore in frantumi, non lo nego ma capita e non solo a me. 

Quello che mi fa un po’ incazzare è la leggerezza della cosa. 

La leggerezza delle persone riguardo all’amicizia virtuale ma non solo, la leggerezza in generale di chi non vuole dare. 

Ok, ci sono persone che iniziano a sentirsi qui e poi diventano amici per la pelle anche fuori, sotto la luce del sole. Esistono e li trovo meravigliosi, un po’ come due amanti che iniziano una storia. Ma sono in percentuale minore rispetto al resto. 

No vabbè, niente sviolinate. Mi sta già salendo la nausea per quello che ho scritto fino ad ora però è vero. 

Vero come il concetto del “ti sto vicina perché sei importante”. Dio, cosa non si fa per la notorietà. 

Che anche qui, cosa diamine ci guadagniamo alla fine? 

Certo, più siamo visibili e più le Case Editrici ci mandano i libri ma veramente è questa la cosa più importante? Non metter mano al portafoglio? Che diamine, peggio dei Genovesi (ed io lo sono eh).

Ovvio che è bello non spendere. Non mi nascondo dietro il buonismo, non dico che mi faccia schifo ma su, mica sto sveglia la notte per ste cose! Io al massimo, sto sveglia per sco… ehm, per il fatto che non mi bastano sei vite per smaltire tutto. 

Prima di tutto io sono una Lettrice e se qualcosa mi interessa, lo prendo. 

Certo, non ho nemmeno problemi di soldi e quindi mi trattengo in modo relativo ma i miei cento o più libri me li compro ogni anno. Alla fine verrò sommersa dai volumi ma morirò felice. No?

Non mi capacito però degli indignati che oddio, che schifo un pdf! Pretendo solo il cartaceo perché insomma noi lavoriamo per voi. 

Oh si, oh no. 

Ma che diamine, questa è una passione, non un lavoro! 

Già ci fanno la santa cortesia di cagarci, moh non arroghiamoci diritti che non ci spettano. Perché sì, il favore lo stanno facendo loro a noi. 

Chi siamo noi? Pubblicità gratuita ma ci tengono buoni con poco.

Chi sono loro per noi? Il nostro vanto, la nostra estensione per il paradiso terreno. 

Perché non la prendiamo per ciò che è? 

PASSIONE.Se devo farmi venire il fegato grosso come una casa, allora lascio perdere. Cos’è i soldi che non ho speso negli anni, mi servirà per curarmi? Siamo seri, almeno per una volta. 

Ho perso il filo del discorso, capita. In radio abbiamo parlato di copie omaggio e sincerità. Inutile dirvi come la penso, vero?Ah, volete che vi rinfreschi la memoria? Ma come, non vedete di tanto in tanto le mie recensioni? Non notate che pullulano di 3 e 2 in certi momenti? Se il libro mi fa cagare, lo dico. A prescindere dal fatto che mi sia stato regalato o no. La prendo sul personale, non vi consiglierei mai un libro che non mi è piaciuto.Poi oh, fate come volete ma dalle mie labbra non sentirete bugie. Perché dovrei? Per far felici gli altri? Mi sentirei tradita nel dirvi che un libro è meraviglioso quando poi a casa, lo sto usando per accendere il camino. (operazione che comunque non soddisfa)

Non faccio mai concessioni. Self o grandi Autori non scalfiscono il mio cuore. Mai. 
A questo punto, vi starete chiedendo il senso di tutto questo sproloquio.In effetti avevo iniziato a scrivere senza un vero filo perché non potevo calcolare fin dove sarei arrivata.Però ecco, il motivo?È che mi sono scassata i maroni. Sono stanca di combattere contro i mulini a vento. 

Questo gioco è vecchio ed il risultato non cambia mai; si perde.Vorrei vivere in modo tranquillo sto posto ma pare chieder troppo. Io si, rimango perché mi ha dato molto ma insomma, il culo non voglio darlo via. Mi piacerebbe tornare qui domani mattina e scoprire che le persone supponenti che ho conosciuto fino ad oggi ricevessero quella stramaledettissima chiamata dal Karma ma ancora no, il fato ancora non mi ascolta. 
Però posso chiedervi una cosa e lo faccio, con il cuore in mano. Guardatevi dentro, fatevi un bel discorso e ditemi, siete veramente soddisfatti di ciò che avete fatto fino ad ora? Siete disposti a mettervi in gioco con sincerità?
Red Kedi perplessa per quello che sente

Non ci redo manco io