Vergogna. Rivelare di essere una Blogger?

Gen 23, 2017 | 01_DA PUBBLICARE, Altro

Abbiamo iniziato il 2017 con mille buoni propositi.

Comprare meno e leggere il giusto.

Fare le cose con più tranquillità e spendere meno in ansiolitici.

Credere di più in me stessa a trovare quella serenità che tanto vi consiglio ma che spesso mi evita.

Ecco.

Oggi vi parlo proprio di questo.

Prendendo la palla al balzo, dopo aver letto il post di Emanuela, vorrei parlarvi di come mi sento.

Quando qualcuno mi chiede quanto leggo, non ho problemi a gestire la loro incredulità. Faccio parte di quella piccola percentuale di folli letto ma, non riesco a dire a cuor sereno che sono una Bookblogger.

Non so gestire le facce, non so gestire i commenti, non so gestire il pregiudizio.

Essere Bookblogger, vuol dire ricevere libri gratis.

Non vuol dire leggere per passione.

Non vuol dire parlare per condividere qualcosa.

Non vuol dire far parte di una grande famiglia.

Bookblogger, vuol dire leggere a scrocco.

Quando sono approdata su questi schermi, avevo compiuto da poco ventun’anni.

Avevo appena iniziato a lavorare, stavo vivendo una relazione difficile e stavo ancora cercando di capire come sopravvivere ad un mondo che conoscevo ancora poco.

Aprire un blog, per me fu una salvezza.

Un rimedio contro la pazzia autodistruttiva.

In questi anni, ho tirato fuori le palle e questa cosa si è estesa anche alla vita di tutti i giorni.

Ho pianto quando ho perso tutto, ho riso incontrando persone meravigliose, ho saltato di felicità quando mi è stata offerta una possibilità particolare, mi si è riempito il cuore quando sono stata omaggiata di pensieri dettati dal cuore. Ho fatto tante bellissime esperienze che porterò nel cuore tutta la vita anche quando magari, non avrò più il blog.

Essere qui, mi ha aperto molte strade e se credessi in un qualsiasi Dio, lo ringrazierei ogni giorno.

Però sono anche una persona che vive perennemente con gli attacchi di ansia. Mi faccio muovere spesso dalle emozioni e non sempre è una cosa positiva.

Quando ho intrapreso questo viaggio, non sapevo se avrei continuato o meno.

Per la verità, non sapevo nemmeno come muovermi.

Non sapevo come relazionarmi con gli altri blogger e nemmeno sognavo di collaborare con qualcuno.

Poi sono arrivate le prime email, le prime domande e le prime opportunità. Sono arrivati però anche i primi dubbi e ho dovuto fare delle scelte.

Ora, non sto a raccontarvi tutti i dettagli ma facendo un sunto, sapete quanto lavoro c’è dietro ogni post? Quanto bisogna pianificate per fare tutto senza dover rinunciare alle cose che si amano?

Sono una pendolare. Ogni giorno esco di casa alle 7 e rientro che sono già passate le 21.

Sono una Fidanzata. Viviamo insieme e quindi ci vediamo tutti i giorni ma non abbiamo molte ore da poter viverci.

Sono una Figlia. I miei genitori sono separati e quindi devo dividermi in due per vederli tutti.

Sono un’Amica. Trovare due ore o un pomeriggio da dedicare alle uscite non è una passeggiata.

Sono infine una Lettrice. Certo che ogni momento è buono per leggere ma con moderazione.

Non voglio e non posso rinunciare a nulla ma per tante ragioni, devo giostrare il mio tempo per fare tutto (e magari farlo bene).

Vivo con un’agenda in borsa, mi sono comprata un PC per sfruttare al meglio i miei rientri a casa, pianifico con largo anticipo tutto quello che posso.

Leggo, prendo appunti e scrivo.

Ci vuole tempo, ci vuole testa, ci vuole volontà.

Lo faccio perché mi piace condividere le mie emozioni. Lo faccio perché qualche volta mi sento importante. Lo faccio perché ad oggi, ancora posso permettermelo.

Il punto però, è che mi vergogno di essere una Bookblogger.

Mi vergogno del fatto che io debba giustificare i libri che mi vengono regalati.

Mi vergogno del fatto che persone della mia stessa “famiglia” si comportino in modo scorretto.

Mi vergogno del fatto che qualcuno sia convinto di potermi comprare con una copia di qualsiasi formato.

Mi vergogno del fatto che per collaborare con una Casa Editrice, debba vendere il culo solo perché prima di me ci sono state persone inaffidabili.

Mi vergogno se devo scrivere una seconda email a qualcuno che non mi risponde nemmeno dopo un mese.

Mi vergogno a chiedere di poter leggere un libro prima dell’uscita (anche quando non ho mai chiesto niente prima).

Mi vergogno quando vengo generalizzata.

Mi vergogno del fatto che si riesca a snaturare una passione.

Mi vergogno del fatto che mi si possa giudicare come un’approfittatrice.

So che non sono come alcuni e so che in ogni ambito ci sono persone che lo fanno le cose senza la passione ma questo non cambia il fatto che se mi presento, anche solo per caso, come una Bookblogger… la gente mi guarderà male.

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