FreeBook #2

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Quando Taffo smette di giocare. Diario di una quarantena di Riccardo Pirrone
General Informations

Autore: Riccardo Pirrone
Genere: Narrativa
Pagine: 21
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Riccardo Pirrone
Quando Taffo smette di giocare
Diario di una quarantena

General Informations

Autore: Martin Rua
Genere: Giallo; Thriller
Pagine: 36
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Torino, 1868. In una gelida serata, spazzata da una bufera di neve, un misterioso biglietto viene recapitato a un ispettore di pubblica sicurezza in Questura: in esso, un indovinello esoterico preannuncia un imminente delitto. L’ispettore non può far altro che lanciarsi a caccia del bizzarro autore del messaggio. Una corsa contro il tempo che lo porterà nei sotterranei di Torino, il cuore esoterico dell’antica capitale sabauda.

I sotterranei di Torino. Il prequel de Il cacciatore di tarante di Martin Rua
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Non è una fiaba di Michele Amitrani
General Informations

Autore: Michele Amitrani
Genere: Fantasy; Storico
Pagine: 54
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Cappuccetto Rosso viene mangiata dal lupo cattivo, per poi essere salvata dal coraggioso cacciatore.

È un bel racconto, ma non spiega come la bambina sia uscita viva dalla pancia della bestia.

Le persone credono che le fiabe esistono per intrattenere. Tutti amano il proverbiale ‘e vissero per sempre felici e contenti’; li fa sentire al sicuro. Ma io non vi mentirò: Cappuccetto Rosso ha dovuto lottare per non morire.

Credetemi, io ero lì. So che cosa è successo.

La versione amata dal volgo è famosa perché è rassicurante, non fa pensare a quello che è accaduto prima che le forbici del cacciatore aprissero lo stomaco del lupo. Esiste per rendere tutti felici.

La mia storia racconta la verità, e la verità non è una fiaba.

General Informations

Autore: Lily Archer
Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 172
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La mia compagna di stanza al college è il peggio che potesse capitarmi. Cecile ruba il mio cibo, rimorchia ragazzi a qualsiasi ora e preferisce andare alle feste che studiare. Ma questo è nulla rispetto al resto. Mi droga e mi risveglio prigioniera in un universo alternativo, pieno di creature terrificanti. Ora, la creatura più grande e più spaventosa di tutte – un re fae – crede che io sia la sua anima gemella. Mi ha liberata dalla prigione ma mi tiene vicina. Così vicina che inizia a piacermi il suo sguardo gelido e il suo corpo scolpito nel ghiaccio. Ma in questo nuovo mondo si celano segreti e personaggi malvagi e non so se riuscirò a sopravvivere abbastanza a lungo per scoprire come tornare a casa.

Prigioniera dei fae di Lily Archer

Tu lo leggi il mio Blog? – Il Vecchio Nuovo

Tu lo leggi il mio Blog? – Il Vecchio Nuovo

Tu lo leggi il mio Blog? – Il Vecchio Nuovo

Un giorno imprecisato del 2018, stavo facendo un giro a caso al Libraccio.

Avete presente no, quel vagare tra i libri senza aver bene chiaro cosa si stia cercando. Ecco, era sicuramente un tardo pomeriggio e avevo bisogno di perdere tempo, prima di ricongiungermi al il mio compagno. Per mia sfortuna, vicino al Politecnico c’è un Libraccio di modeste dimensioni e mi capita spesso di farci un salto, tanto per girare tra mille libri vecchi e nuovi. 

Appena entrati, sulla sinistra, sono stati allestiti due tavolini dove tengono le offertone del momento. Gioia e tripudio per ogni lettore. Poi ammettiamolo, è anche uno dei modi migliori per scoprire qualcosa di nuovo. Ed è proprio lì che ho trovato Tu lo leggi il mio Blog?.

Il titolo ovviamente ha calamitato i miei occhi.

Quella è la domanda delle domandone, quel dubbio che assilla ogni blogger a cui non esiste una vera risposta. Certo, quelli famosi non hanno problemi in merito visto che ricevono commenti su commenti e lì, è facile capire se la gente li legge veramente o commentano tanto per fare qualcosa. Ma noi, poveri scribacchini dispersi in un oceano di altri scribacchini, come facciamo?

Ora, devo fare una confessione a voi ma, soprattutto a me stessa. Quello che mi ha convinto a prenderlo, è stata la pia illusione di riuscire a trovare qualche risposta tra le varie vignette. 

Speravo che la sola lettura sarebbe stata in grado di farmi prendere coscienza sulla mia (nostra) posizione e ridimensionare le aspettative che mi ero fatta nel corso degli anni. Insomma, la gloria per me non sarebbe mai arrivata e dovevo farmene una ragione.

Ci credevo veramente.

Ovviamente, essendo un fumetto, una volta uscita l’ho sfogliato subito e qua e là ho anche letto qualcosa. Poi, come succede spesso quando arrivo a casa, l’ho chiuso e messo in libreria, dimenticandomene. 

Perché nel momento del riordino, non l’ho messo da parte?

Come vi dicevo settimana scorsa, quando faccio questo lavoro prendo in mano ogni libro e lo soppeso, cercando di capire sinceramente se ne vale la pena o meno. 

Di primo acchito, ho sempre detto che no, potevo disfarmene ma immancabilmente lo rimettevo in libreria. Questa cosa è successa svariate volte, anche quando ho scattato la foto. 

Insomma, non l’ho mai finito di leggere e non ho nulla che mi spinga a farlo, quindi?

Quindi forse, è solo quel titolo che mi perseguita.

Spiegare cosa voglia dire essere una Blogger, a chi non ha mai nemmeno sentito nominare tale categoria, è molto difficile. La mia situazione, come quella di molti altri, è fuori dal comune perché vivo di una passione che non mi paga e ci dedico la maggior parte del tempo. Anche quando magari dovrei fare altro. 

Perché?

Perché mi ostino a star qui a scrivere di domenica pomeriggio, quando potrei stare fuori a prendere il sole (anche se mi odia), oppure davanti alla televisione a guardare finalmente WandaVision?

Perché sogno un futuro di gloria, pieno di omaggi e riconoscenza per ciò che dico? 

Tu lo leggi il mio Blog? è un monito, è quel titolo che in un modo o nell’altro mi ancora a terra, ricordandomi in modo un po sibillino e un filo doloroso che tutto questo lo devo fare per me, e non per chi in teoria dovrebbe leggermi.

Immagino che fino a che questa cosa non mi sarà entrata fin nel profondo, avrò ancora bisogno di lui.

Yardim – La chimera del Rispetto

Yardim – La chimera del Rispetto

Yardim – La chimera del Rispetto

I miei post hanno lo stesso problema dei video che carico su Youtube; sono sprovvisti di intro.

Da anni mi affligge questa cosa del capire se salutare o meno, se trovare una formula da proporre ogni volta sia gradita o no. Temo diventi un pò troppo ripetitivo anche se mia Madre, come tutte le madri del mondo, mi ha insegnato a salutare. Si tratta di rispetto, ed è proprio su questo che mi voglio soffermare oggi.

Da quando sono entrata in questo mondo, fino ad oggi, i Blogger sono aumentati in modo esponenziale.

Un giorno mi soffermerò su l’apparente facilità di aprirne uno, adesso però mi preme dire che essendo in molti, è facile trovare gente che la pensi in modo diverso dal nostro. 

Mi rendo conto di dire delle apparenti ovvietà, però è sempre bene sottolineare questo aspetto.

La necessità di mettere il punto su questo concetto, nasce dal fatto che qualche volta ci si dimentica che anche se qualcuno la pensa diversamente, questo non vuol dire che abbia torto. 

Recensire libri è un atto creativo molto personale, e ognuno di noi può vivere questa esperienza in modo differente. 

Io ad esempio, ho letto con piacere Paper Princess e odiato After. Sono due libri simili e molto differenti, sicuramente tutti e due hanno dato il via ad una serie di discussioni che volendo, ancora oggi potrebbero animare gli animi. Il fatto che io abbia odiato uno ed amato l’altro, non mi mette nella condizione di sentirmi superiore verso qualcuno. Rimarrò ferma nelle mie convinzioni, ma mai andrò a dire ad un lettore che non ha capito una beneamata fava. Come ovviamente non andrò a dire ad un collega che ha sbagliato a vederla in modo diverso da me.

Non ho nominato quei due libri a caso.

Per l’uscita di entrambi, ci furono accesi dibattiti con annessi insulti, anche se non sempre. Il punto è che non ci dovrebbero esser mai.

Per Paper Princess la presi sul personale, lo ammetto, eppure tutta la situazione fu molto assurda. Capisco che i messaggi trasmessi non erano dei più puri, eppure se dovessimo fare una crociata per ogni cosa, che dio me ne scampi. 

Per un blogger, scrivere una recensione, è un modo per metter nero su bianco tutto quello che si pensa. Possiamo decidere di metterci il tempo che più riteniamo idoneo. Giustissimo quindi metter pregi e difetti, essendo poi un parere personale è normale consigliare o meno qualcosa. Andare però da altri e dire “quello non capisce nulla” o peggio “la Casa Editrice non avrebbe mai dovuto pubblicare questo schifo”, ecco. Magari evitiamo, eh? Prima di alzare i forconi, fermiamoci un momento a pensare quanto poi possiamo diventar cafoni e molesti.

Mamma ci ha insegnato l’educazione, quindi mi sembra corretto tenerlo bene a mente. Tra di noi, per chi ci legge e per chi scrive.

Tu lo leggi il mio Blog? – Il Vecchio Nuovo

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Molto tempo fa, in una galassia lontana lontana, decisi che non avrei più portato delle rubriche. 

Troppo tempo da dedicarci e solitamente si vedevano sempre le stesse cose. Quindi, perché? Pensavo ci fossero altri modi più semplici e soddisfacenti per parlare di libri. 

Poi, un giorno di ordinaria follia da riordino e smaltimento, mi sono accorta di aver in libreria un sacco di libri vecchi che ancora non ho letto. 

Questa cosa pare essere normale nei lettori forti, perché siamo affetti dalla sindrome dell’accumulo e quindi compriamo spesso più libri di quelli che poi siamo capaci di leggere. Inoltre, alcuni lettori non riescono nemmeno a separarsi dai libri letti ma che hanno trovato bruttini. 

Insomma, siamo un casino.

Comunque, tornando a noi. 

Già da anni, seguo inconsciamente il metodo di Marie Kondo. Per chi non la conosce, lei insegna la filosofia del riordino un pò estremo ma tanto emotivo; se l’oggetto che hai in mano ti trasmette una sensazione buona lo tieni, altrimenti ciao ciao. Per lei, ogni persona dovrebbe circondarsi solo di oggetti che trasmettono positività e trova nell’accumulo un senso di disagio da dover debellare. Quando ho ascoltato il suo libro, ho capito che quello che facevo ogni volta che mettevo mano nella mia libreria era un tentativo, seppur piccolo, per stare meglio.

Eppure, ho ancora molti libri che non riesco ad eliminare. Perché? 

Riflessi. A twisted tale di Elizabeth Lim, fa parte di questa categoria.

Amo il cartone di Mulan (il primo, per me il secondo non esiste) e ammetto di poterlo recitare a memoria, comprese le canzoni. Diciamo che comprare il libro che parla di lei, nella sua versione Disneyana, era una cosa quasi scontata ma alla fine, era veramente necessario?

Riflessi è un retelling (?) del cartone, cosa che oggettivamente mi fa paura perché sappiamo bene tutti che cosa succede quando decidono di metter mano ad una storia già esistente e tanto amata. Tremo all’idea che abbiano snaturato il personaggio.

Quindi, perché?

Perché spendere per un libro che probabilmente non leggerò mai? Perché invece di prendere altro, mi ci sono fiondata come se da questo dipendesse la mia vita? Perché ho messo mano al portafoglio, pur sapendo del possibile errore? Sarò forse tarda? In effetti. 

Questi sono dubbi che evoco ogni volta che vedo il volume. 

Oscillo tra l’amore per Mulan e il terrore di trovarmi una Mulan del secondo cartone.

In effetti non ho una soluzione al mio dilemma.

Sicuramente non lo voglio tenerlo per la copertina o per collezionismo, forse per mero masochismo. Mi ispira sentimenti contrastanti e non so veramente decidermi.

Forse, continuo a lasciarlo in libreria nella segreta speranza di trovar dentro una storia piena di forza, anche se diversa dal cartone.

Forse lo tengo perché è una storia femminile dedicata ai bambini.

Forse lo tengo perché sento il bisogno di una prova tangibile del fatto che esistono storie grandi con parole semplici e non “noiose”.

Forse lo tengo, perché nel bene e nel male Mulan è parte del mio cuore.

Yardim – La chimera del Rispetto

Yardim. Posso essere di aiuto?

Yardim. Posso essere di aiuto?

Quasi dieci anni fa, decisi di intraprendere il percorso da Blogger.

Le motivazioni erano molte, anche se in quel momento non le avevo ancora ben chiare. In quel lontano novembre, con un bagaglio culturale pari a zero, decisi solo che quella era un’avventura che meritava di esser vissuta. Ma come?

Tra i miei lettori, esistono due categorie; i colleghi blogger e i lettori.

I primi, sanno bene che mettere in piedi un blog non è una cosa poi così difficile, basta aver gmail e andare nella categoria Blogger. Da lì, c’è solo l’ansia di scegliere un nome adeguato ed una grafica gratuita che ingolosisca il pubblico.

I secondi invece, molto spesso non sapendo com’è il nostro lavoro/hobby, si fanno un’idea errata della vita che conduciamo.

Io ero alle porte dei primi, con la convinzione dei secondi.

In questo mondo di lettori accaniti, non esistono delle regole di buona creanza e quindi, è sempre difficile capire come muoversi e quali battaglie portare avanti. Perché anche tra di noi ci sono persone che non lasciano nulla al caso e gli sgambetti, sono più frequenti del dovuto.

Nel 2015, quando nacque Yardim (è una parola turca, che significa “Aiuto”), la mia idea era quella di proclamarmi mentore verso i nuovi arrivati e magari, svelare qualche segreto agli altri. Un pò egocentrica come idea, eppure non così sbagliata.

Se anni fa, non ci fossero stati degli amici a dirmi cosa o men potevo fare, probabilmente oggi starei facendo altro.

Intendiamoci, aver qualcuno che mi indicasse (parte del)la strada, non mi ha esonerato dal commettere errori di cui ancora oggi, mi fanno venire i brividi. Non mi ha nemmeno messo nella situazione di credere di non esser capace di lavorare solo con le mie forze. Semplicemente, sono stati un sostegno e mi hanno permesse di migliorarmi.

Un pò come si fa tra amici.

Quindi, con questa consapevolezza nel cuore e con la vecchiaia che mi tallona, vorrei rispolverare questa… rubrica (?) e parlarvi di quegli argomenti che secondo me dovrebbero essere ben chiari a tutti.

Ovviamente, sarò il mentore di stocazzo, però ho pensato che mettere nero su bianco le mie impressioni raccolte in questi anni, sarebbe stato interessante per me e per voi che mi state leggendo.
Magari insegno qualcosa di nuovo.
Magari metto in luce un dettaglio a cui non si è mai pensato.
Magari diventerò oggetto di pettegolezzo e con la visibilità data, fare i milioni.
Magari divento solo un diversivo durante un viaggio con i mezzi.
Magari, oppure no.

A cadenza random, mi metterò qui a parlare, come facevo ai vecchi tempi (il lato positivo di rimettere in ordine il lavoro vecchio, sta nel rileggere quello che pensavo/credevo e vedere quanta strada io abbia fatto. Prima o poi capirò anche se è una svolta positiva o meno).

Nel caso abbiate voglia di proporre qualche argomento o semplicemente rispondermi, potete scrivermi dal campo predisposto nella Home oppure, mi trovate su ogni social con il mio solito Nik.

Quindi che dire follettini e follettine… alla prossima!