Nessundove. Neverwhere

Nessundove. Neverwhere

Nessundove di Neil Gaiman
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 50% 50%
  • Cover 65% 65%
  • E il finale 60% 60%

Nessundove. Neverwhere

Recensione: Ci sono storie e storie.

Ci sono quelle che filano senza nessun problema e ci sono quelle che arrancano. Ci sono quelle banali, che leggi in un soffio e che ti lasciano molto poco, poi ci sono quelle intricate che devono esser lette con concentrazione, e che potrebbero esser delle rivelazioni. Ci sono momenti giusti o momenti sbagliati. Ci sono scrittori che sanno fare il proprio lavoro, e quelli che il lavoro dovrebbero cambiarlo.

Poi c’è Gaiman.

Nessundove è un libro che staziona nella mia libreria da molto tempo, complice un pò il fatto che provai un profondo amore per Stardust ma che odiai un pò troppo Il figlio del cimitero. Nei suoi confronti sono sempre stata un pò indecisa. Con questa veste però, ho deciso di prendere la palla al balzo e poi, vogliamo mettere l’idea di veder delle tavole dedicate alla storia?

Richard Mayhew si è trasferito da poco a Londra, apparentemente senza troppi scossoni nella sua vita. Ha un lavoro abbastanza sicuro e tranquillo, una fidanzata che non sembra voler scappare via, degli amici e in generale una vita pacata. Certo, non contiamo troppo la sua passione per i troll dalla chioma fosforescente… Poi però, manda tutto in malora per prestare soccorso ad una giovane ragazza, che porta inizialmente a casa sua. Quel gesto di cavalleria, cambierà la sua intera esistenza.

Lady Porta (un nome un programma) aprirà le porte (vi prego, non uccidetemi per questo gioco di parole insolitamente stupido) di un mondo sotterraneo di cui solo pochi sono a conoscenza, portando Richard a vivere una serie di oscure avventure. Avremo modo di conoscere esseri maestosi ma anche di creature malvage, impareremo ad apprezzare le diversità di tutti, vedremo una Londra assolutamente strabiliante, anche grazie alle tavole presenti nel nuovo volume.

La moltitudine dei personaggi e di intrighi, mi ha costretto a rileggere più volte alcuni passaggi, in modo da ricollegare alcuni fili. In generale, non è una cosa che amo fare, ho sempre l’impressione di perdere tempo prezioso e poi, in certi momenti mi sembra quasi che l’autore non sia stato in grado di esser abbastanza bravo nel raccontare qualcosa. Lo posso perdonare per l’aria cupa di tutta la storia, che apprezzo moltissimo e “l’impegno” nel cercare di non basare proprio tutto sui clichè (tipo la storia d’amore, che a parere mio ci stava come i cavoli a merenda qui).

Mi è piaciuto anche il fatto che Richard abbia apprezzato le stranesse vissute, un pò come quando in Animali fantastici Jacob Kowalski dice che anche lui vorrebbe essere un mago. Non importa quante volte siano stati vicini alla morte, la bellezza di tutto il resto sovrasta i problemi..

INFO

Autore: Neil Gaiman
Pagine: 456
Prezzo: € 15
Uscita: 4/05/2021
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Richard Mayhew è un giovane uomo d’affari londinese, una persona di buon cuore e dalla vita prevedibile che si districa quotidianamente tra i capricci dell’ambiziosa fidanzata Jessica e le pretese del suo capo. Ma tutto cambia quando, per strada, si imbatte in una ragazza ferita e decide di aiutarla portandola a casa con sé. Un atto di gentilezza, che lo catapulterà in un mondo fantasmagorico di cui mai avrebbe sognato l’esistenza. Perché sotto le affollate strade di Londra si cela una città parallela popolata di mostri e di santi, di assassini e di angeli, cavalieri in armatura e pallide fanciulle vestite di velluto: le persone che sono precipitate nelle fenditure del mondo. Ora Richard è uno di loro, e deve imparare a cavarsela in quell’universo di ombre e fantasmi che gli appare insieme stranamente familiare e assolutamente bizzarro. Un insolito destino lo attende laggiù…

Il ritratto di Oscar Wilde

Il ritratto di Oscar Wilde

Il ritratto di Oscar Wilde
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 90% 90%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 90% 90%
  • E il finale 80% 80%

Il ritratto di Oscar Wilde

Recensione: Non ho una vasta conoscenza su Oscar Wilde, faccio parte di quella piccola categoria di persone che non ha letto praticamente nulla, anche se in bagno (luogo dedicato ai classici) ho un paio di suoi lavori (e il principe felice, uno dei suoi rari racconti che ho letto ma che ho amato). 

Quando mi è stato chiesto se volevo partecipare all’evento, non ho potuto non accettare. Un pò per la bellezza di questa versione, la cover è veramente spettacolare e immagino che all’interno sia curato allo stesso modo, un pò perchè è sempre più comodo aver un volume che comprende tante storie, piuttosto che averne mille in edizioni differenti (no, non ho la mania delle edizioni tutte dello stesso formato però facendo così, taglio la testa al toro).

Comunque, data la mole del libro, ci era impossibile fare una recensione comprensiva di tutto. Va bene che qui siamo tutti lettori più o meno accaniti, ma la maratona ha un certo fascino solo per i primi giorni, poi diventa una palla. Abbiamo deciso di suddividerceli, e indovinate cosa ho scelto (a sentimento)? 

Ravenna; una poesia che Oscar Wilde compose nel marzo del 1877 e pubblicò nel 1878.

Ora, apprezzo moltissimo che lui si sia fatto ispirare da un luogo così interessante, solo che io le poesie le detesto in ogni sua forma. Capite bene quanto queste poche pagine siano state impegnative, e quanto io non sia stata la persona più adatta per leggerle. Non vi dovrà stupire che per me, questo titolo, sia da bocciare.

Il genetliaco dell’infanta

Che Oscar Wilde non sia una persona particolarmente gioiosa, ner ero già ben cosciente. Eppure, non ero fondamentalmente pronta alla tristezza di questa favola. 

Uno gnomo un giorno viene portato al castello per divertire la principessa di Spagna. Lui, che non ha mai avuto modo di conoscere il suo aspetto, non sa che a far divertire tutti e la principessa, è principalmente il suo brutto aspetto e la sua goffaggine. Alla bambina però, sembra importare di più il divertimento che l’estetica e quindi, mossa dal più puro sentimento, fa un regalo all’omino. Lui, scambiandolo per un gesto d’amore, si invaghisce e sogna di poter vivere con lei nella foresta. Le cose cambieranno quando avrà modo di vedersi per la prima volta. 

Non posso dire se effettivamente il sogno verrà realizzato o meno, fatto sta che la concentrazione di tristezza di tutta la storia è quasi opprimente. Tutto molto bello, tutto molto crudo. 

Ci sarebbe molto altro da dire, i racconti sono: Ravenna, Salome, Il fantasma di Canterville, Il principe felice, L’usignolo e la rosa, Il gigante egoista, La decadenza della menzogna, Il critico come artista, Il ritratto di Dorian Gray, Il delitto di Lorf Arthur Savile, Il genetliaco dell’infanta, Il ventaglio di lady windermere, La sfinge, L’importanza di essere onesto, De profundis, La ballata del carcere di reading.

Capite che il materiale abbonda, ma il mio tempo è finito. Se siete alla ricerca di qualcosa di interessante, questo volumone scomodissimo fa al caso vostro.

INFO

Autore: Oscar Wilde
Pagine: 696
Prezzo: € 28
Uscita: 13/04/2021
Genere: Antologia
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Dal romanzo, con la storia di culto del “Ritratto di Dorian Gray”, al teatro, con commedie brillanti come “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, fino alla favola e alla poesia: Oscar Wilde ha lasciato il suo segno – il segno del genio – in ogni genere della letteratura. Questo ricco volume raccoglie i suoi testi più amati, restituendo l’immagine a tutto tondo di un grande artista e un grande uomo.

Per tutto il resto dei miei sbagli [ANTEPRIMA]

Per tutto il resto dei miei sbagli [ANTEPRIMA]

Per tutto il resto dei miei sbagli di Camilla Boniardi
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 60% 60%
  • Fluidità 50% 50%
  • Cover 65% 65%
  • E il finale 60% 60%

Per tutto il resto dei miei sbagli [ANTEPRIMA]

Recensione: I libri delle celebrity sono sempre un’azzardo, raramente positivi.

Camihawke, ovvero Camilla Boniardi, la seguo da molto tempo sui social e tra una cosa e l’altra, mi è capitato più volte di vedere i suoi video con il mio compagno. La sua ironia ci migliora sempre la giornata, perchè anche se risulta un pò cazzara, questo suo modo di fare non minimizza mai i mesaggi che spesso vuol trasmettere. Capite bene che in una situazione del genere, veder uscire un suo libro fa molto piacere ma, allarma anche molto.

Per tutto il resto dei miei sbagli è un’opera estremamente acerba, che non so bene come definire.

Nel corso degli anni, mi è capitato di legger libri scritti veramente molto male ma per la maggioranza, si trattava di Self o piccoli editori. Questo non lo posso definire pessimo ma, nemmeno il capolavoro del secolo. La storia non ha nulla di eccezionale, racconta la vita e la crescita di Marta, una ragazza innamorata dell’amore e alle prese con una vita un pò difficile e apparentemente priva di vere soddisfazioni. Situazioni del genere sono ben comuni nei romanzi, quindi non mi sento di valutarlo negativamente solo perchè viene affrontata una tematica così comune. Il suo punto debole, è il linguaggio “barocco” (come l’ha definito una ragazza su amazon) ed i continui ricordi, che rendono tutto confuso e lento.

Sicuramente Camilla ha cercato di metter tutta sè stessa in questa storia, ha cercato le parole corrette per mettere nero su bianco un suo sogno e personalmente, vorrei che continuasse su questa strada ma, per l’amor del cielo, livelliamo il linguaggio. Non che sia sbagliato, sicuramente anche noi ci siamo un pò impigriti nel modo di leggere, però data la tematica leggera mi aspettavo qualcosa di più simile alla frizzantezza di molti suoi video.

INFO

Autore: Camilla Boniardi
Pagine: 300
Prezzo: € 18
Uscita: 20/04/2021
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Marta vive ogni giorno in preda a uno strano e costante senso di inafferrabilità: anche le scelte più semplici, le decisioni più ovvie sembrano sempre un passo più in là di ogni suo sforzo. Non sfugge a questa sua irrequieta condizione nemmeno l’amore, che sembra volersi arrendere allo stesso senso di inadeguatezza: mai abbastanza affascinante, mai sufficientemente intelligente, mai all’altezza o idonea a soddisfare le aspettative dei partner. Trovare il modo per ovviare a quelle che ormai ritiene siano delle sue mancanze, diventa per Marta quasi un’ossessione. La sua vita si trasforma in uno slancio sofferto, a tratti agonistico, verso la perfezione, una ricerca continua e a volte dolorosa di quell’immagine che gli altri hanno costruito su di lei, fatta di empatia, ironia, leggerezza e seduzione. Nel suo percorso verso una nuova consapevolezza, Marta scoprirà quanto sia sottile e tagliente la lama che la separa dall’etica dell’imperfezione. In questo difficile cammino il tempo sarà suo alleato. La vita, come questa storia, non è altro che una lunga battaglia contro la sindrome dell’impostore. Ritroviamo un po’ di Jane Austen e un po’ di Sally Rooney nel racconto di Marta, che parla d’amore senza mai dimenticarsi della realtà, dove, mentre ondeggiano tra lacrime e sorrisi, i personaggi si abbandonano a profonde riflessioni e a coinvolgenti momenti di autoanalisi. “Per tutto il resto dei miei sbagli” è il romanzo d’esordio di una scrittrice di talento che ha fatto della sua esperienza di vita materia pulsante, vivida, e soprattutto universale.

Per le strade di Tokyo [ANTEPRIMA]

Per le strade di Tokyo [ANTEPRIMA]

Per le strade di Tokio di Nick Bradley
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 40% 40%
  • E il finale 75% 75%

Per le strade di Tokyo [ANTEPRIMA]

Recensione: Ho sempre avuto una passione per i tatuaggi, fin da bambina ne desideravo uno e durante il periodo delle superiori, passavo tempo a crearne uno che mi rappresentasse. Il mio problema, oltre a quello dei soldi, era che avevo una paura dannata degli aghi.

Sapete, una fobia è una fobia, non si può controllare ma in qualche modo, si può contrastare. Ad oggi, ho effettivamente realizzato parte del sogno di quando ero bambina. 

I tatuaggi tebori, sono delle forme d’arte giapponesi. Essi vengono realizzati a mano, con ago e colori, quindi senza l’aiuto della veloce macchinetta elettrica. Decidere di farne uno, vuol dire essere coscienti del proprio corpo e del soggetto da realizzare perché sono molto lunghi da fare e più si ogni altra cosa, dolorosi. 

Quando mi è stato chiesto se volevo leggere la storia di Naomi, non ho potuto rifiutare.

Un pò perché io mi chiamo Noemi, un pò perché amo i tatuaggi, un pò perché sono affascinata dai tatuaggi tebori e un pò perché amo i gatti. 

Poi certo, c’è Tokio.

Per le strade di Tokyo è una storia nelle storie, un percorso nello spirito dell’uomo e della vita stessa.

Con l’aiuto del tatuatore Kentaro, man mano che l’opera verrà creata, conosceremo la moltitudine di storie e come filo conduttore di tutto ci sarà un piccolo dettaglio così comune che a molti sfugge; la gatta calico. Lei, che non era presente nella richiesta di Naomi ma che viene inserita comunque in modo “losco”, ci accompagnerà ovunque con passo fermo e leggero. Perché lei si sposterà di sua spontanea volontà, giusto a marcare il fatto che i gatti fanno ciò che vogliono in ogni occasione.

Mi spiace molto per la cover, che non rispecchia la magnificenza della storia. Troppo semplice a tal punto da diventare un difetto, superato però questo primo intoppo, sono rimasta incollata alle pagine completamente stregata dalla magia del tutto. 

Un pò difficile trovare dei punti non spoiler che mi permettano di raccontare perché dovrebbe esser letto, quindi non lo farò. Vi dico solo che nulla è scontato e ciò che lo è, non apparirà come tale.

INFO

Autore: Nick Bradley
Pagine: 368
Prezzo: € 18
Uscita: 08/04/2021
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Nord

TRAMA

Tokyo è una metropoli proiettata sul futuro, in cui tutto cambia rapidamente. Ora che si sta preparando a ospitare le Olimpiadi, le gru dei cantieri punteggiano il cielo, interi palazzi vengono rasi al suolo e ricostruiti, nuove strade si aprono tra i grattacieli. Eppure, nel quartiere di Asakusa, accanto al tempio più antico della città, c’è una piccola bottega rimasta identica da secoli. È il laboratorio di un tatuatore, forse l’ultimo a usare aghi e inchiostri tradizionali. In pochi lo conoscono, e ancor meno sono disposti a sottoporsi a quella tecnica che rende i colori estremamente vivi, ma così dolorosa da spaventare persino gli uomini della yakuza. Eppure, un giorno, in quella bottega entra una ragazza a chiedere un tatuaggio che le copra tutta la schiena: una rappresentazione fedele di Tokyo, senza nessuna presenza umana. Sebbene un po’ sorpreso da quell’insolita richiesta, che necessiterà di mesi di lavoro, il tatuatore accetta. Ma dopo qualche tempo, mentre sta disegnando l’incrocio di Shibuya, non resiste alla tentazione d’inserire una gattina calico proprio davanti alla statua di Hachiko. Tuttavia, durante la sessione successiva, il tatuatore si accorge che la gatta è sparita. Incredulo, la cerca nel disegno e la vede nascosta dietro un palazzo di Ginza. E ancora eccola svanire di nuovo, per rispuntare sul tetto della stazione di Shinjuku. Come se avesse preso vita. Ciò che lui non sa è che, da quando ha inserito la piccola intrusa nel tatuaggio, una gatta calico ha iniziato a girare per le strade di Tokyo, incontrando di volta in volta persone diverse: da un senzatetto cui le ruspe hanno distrutto il rifugio a una traduttrice in cerca di fortuna; da un tassista appena rimasto vedovo a un ragazzino bullizzato che ha il disperato bisogno di un amico. Per tutti questi individui, la gatta è un’apparizione fugace, un dettaglio sullo sfondo presto dimenticato. Nessuno si accorge che è proprio lei la molla che li spinge a deviare la traiettoria del loro cammino, a incontrarsi in qualche modo, a tirare il filo che lega il destino di tutti loro.

Per le strade di Tokio di Nick Bradley_Gatto Samurai
Tu lo leggi il mio Blog? – Il Vecchio Nuovo

Tu lo leggi il mio Blog? – Il Vecchio Nuovo

Tu lo leggi il mio Blog? – Il Vecchio Nuovo

Un giorno imprecisato del 2018, stavo facendo un giro a caso al Libraccio.

Avete presente no, quel vagare tra i libri senza aver bene chiaro cosa si stia cercando. Ecco, era sicuramente un tardo pomeriggio e avevo bisogno di perdere tempo, prima di ricongiungermi al il mio compagno. Per mia sfortuna, vicino al Politecnico c’è un Libraccio di modeste dimensioni e mi capita spesso di farci un salto, tanto per girare tra mille libri vecchi e nuovi. 

Appena entrati, sulla sinistra, sono stati allestiti due tavolini dove tengono le offertone del momento. Gioia e tripudio per ogni lettore. Poi ammettiamolo, è anche uno dei modi migliori per scoprire qualcosa di nuovo. Ed è proprio lì che ho trovato Tu lo leggi il mio Blog?.

Il titolo ovviamente ha calamitato i miei occhi.

Quella è la domanda delle domandone, quel dubbio che assilla ogni blogger a cui non esiste una vera risposta. Certo, quelli famosi non hanno problemi in merito visto che ricevono commenti su commenti e lì, è facile capire se la gente li legge veramente o commentano tanto per fare qualcosa. Ma noi, poveri scribacchini dispersi in un oceano di altri scribacchini, come facciamo?

Ora, devo fare una confessione a voi ma, soprattutto a me stessa. Quello che mi ha convinto a prenderlo, è stata la pia illusione di riuscire a trovare qualche risposta tra le varie vignette. 

Speravo che la sola lettura sarebbe stata in grado di farmi prendere coscienza sulla mia (nostra) posizione e ridimensionare le aspettative che mi ero fatta nel corso degli anni. Insomma, la gloria per me non sarebbe mai arrivata e dovevo farmene una ragione.

Ci credevo veramente.

Ovviamente, essendo un fumetto, una volta uscita l’ho sfogliato subito e qua e là ho anche letto qualcosa. Poi, come succede spesso quando arrivo a casa, l’ho chiuso e messo in libreria, dimenticandomene. 

Perché nel momento del riordino, non l’ho messo da parte?

Come vi dicevo settimana scorsa, quando faccio questo lavoro prendo in mano ogni libro e lo soppeso, cercando di capire sinceramente se ne vale la pena o meno. 

Di primo acchito, ho sempre detto che no, potevo disfarmene ma immancabilmente lo rimettevo in libreria. Questa cosa è successa svariate volte, anche quando ho scattato la foto. 

Insomma, non l’ho mai finito di leggere e non ho nulla che mi spinga a farlo, quindi?

Quindi forse, è solo quel titolo che mi perseguita.

Spiegare cosa voglia dire essere una Blogger, a chi non ha mai nemmeno sentito nominare tale categoria, è molto difficile. La mia situazione, come quella di molti altri, è fuori dal comune perché vivo di una passione che non mi paga e ci dedico la maggior parte del tempo. Anche quando magari dovrei fare altro. 

Perché?

Perché mi ostino a star qui a scrivere di domenica pomeriggio, quando potrei stare fuori a prendere il sole (anche se mi odia), oppure davanti alla televisione a guardare finalmente WandaVision?

Perché sogno un futuro di gloria, pieno di omaggi e riconoscenza per ciò che dico? 

Tu lo leggi il mio Blog? è un monito, è quel titolo che in un modo o nell’altro mi ancora a terra, ricordandomi in modo un po sibillino e un filo doloroso che tutto questo lo devo fare per me, e non per chi in teoria dovrebbe leggermi.

Immagino che fino a che questa cosa non mi sarà entrata fin nel profondo, avrò ancora bisogno di lui.

Tu Lo Leggi il Mio Blog? di Bastien Vivès