Il ritratto di Oscar Wilde

Il ritratto di Oscar Wilde

Il ritratto di Oscar Wilde
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 90% 90%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 90% 90%
  • E il finale 80% 80%

Il ritratto di Oscar Wilde

Recensione: Non ho una vasta conoscenza su Oscar Wilde, faccio parte di quella piccola categoria di persone che non ha letto praticamente nulla, anche se in bagno (luogo dedicato ai classici) ho un paio di suoi lavori (e il principe felice, uno dei suoi rari racconti che ho letto ma che ho amato). 

Quando mi è stato chiesto se volevo partecipare all’evento, non ho potuto non accettare. Un pò per la bellezza di questa versione, la cover è veramente spettacolare e immagino che all’interno sia curato allo stesso modo, un pò perchè è sempre più comodo aver un volume che comprende tante storie, piuttosto che averne mille in edizioni differenti (no, non ho la mania delle edizioni tutte dello stesso formato però facendo così, taglio la testa al toro).

Comunque, data la mole del libro, ci era impossibile fare una recensione comprensiva di tutto. Va bene che qui siamo tutti lettori più o meno accaniti, ma la maratona ha un certo fascino solo per i primi giorni, poi diventa una palla. Abbiamo deciso di suddividerceli, e indovinate cosa ho scelto (a sentimento)? 

Ravenna; una poesia che Oscar Wilde compose nel marzo del 1877 e pubblicò nel 1878.

Ora, apprezzo moltissimo che lui si sia fatto ispirare da un luogo così interessante, solo che io le poesie le detesto in ogni sua forma. Capite bene quanto queste poche pagine siano state impegnative, e quanto io non sia stata la persona più adatta per leggerle. Non vi dovrà stupire che per me, questo titolo, sia da bocciare.

Il genetliaco dell’infanta

Che Oscar Wilde non sia una persona particolarmente gioiosa, ner ero già ben cosciente. Eppure, non ero fondamentalmente pronta alla tristezza di questa favola. 

Uno gnomo un giorno viene portato al castello per divertire la principessa di Spagna. Lui, che non ha mai avuto modo di conoscere il suo aspetto, non sa che a far divertire tutti e la principessa, è principalmente il suo brutto aspetto e la sua goffaggine. Alla bambina però, sembra importare di più il divertimento che l’estetica e quindi, mossa dal più puro sentimento, fa un regalo all’omino. Lui, scambiandolo per un gesto d’amore, si invaghisce e sogna di poter vivere con lei nella foresta. Le cose cambieranno quando avrà modo di vedersi per la prima volta. 

Non posso dire se effettivamente il sogno verrà realizzato o meno, fatto sta che la concentrazione di tristezza di tutta la storia è quasi opprimente. Tutto molto bello, tutto molto crudo. 

Ci sarebbe molto altro da dire, i racconti sono: Ravenna, Salome, Il fantasma di Canterville, Il principe felice, L’usignolo e la rosa, Il gigante egoista, La decadenza della menzogna, Il critico come artista, Il ritratto di Dorian Gray, Il delitto di Lorf Arthur Savile, Il genetliaco dell’infanta, Il ventaglio di lady windermere, La sfinge, L’importanza di essere onesto, De profundis, La ballata del carcere di reading.

Capite che il materiale abbonda, ma il mio tempo è finito. Se siete alla ricerca di qualcosa di interessante, questo volumone scomodissimo fa al caso vostro.

INFO

Autore: Oscar Wilde
Pagine: 696
Prezzo: € 28
Uscita: 13/04/2021
Genere: Antologia
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Dal romanzo, con la storia di culto del “Ritratto di Dorian Gray”, al teatro, con commedie brillanti come “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, fino alla favola e alla poesia: Oscar Wilde ha lasciato il suo segno – il segno del genio – in ogni genere della letteratura. Questo ricco volume raccoglie i suoi testi più amati, restituendo l’immagine a tutto tondo di un grande artista e un grande uomo.

Alice, Dorothy & Wendy

Alice, Dorothy & Wendy

Alice Dorothy Wendy
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 70% 70%

Alice, Dorothy & Wendy

Recensione: Quando si parla di classici, solitamente io mi defilo. Non è per cattiveria o altro, semplicemente faccio parte di quel gruppo di persone che non ne ha letti quasi nessuno e che ci tiene a rimaner ignorante in merito. Spesso trovo che il modo in cui son scritti, sia troppo “vecchio” per la mia piccola mente.

Però, se si parla di Alice nel paese delle Meraviglie, il discorso cambia.

Con questo libro, ho un rapporto decisamente particolare. L’ho lessi da adulta, dopo aver adorato il cartone Disney ma non fu subito amore a prima vista.

Lo comprai di getto, un pò stupita dal fatto che il libro esistesse (si, per molti anni ho pensato che i libri fossero tratti dai film e non anche viceversa) e lo iniziai subito. Ammetto che non arrivai alla fine e lo regalai alla biblioteca della montagna. Le varie parti non mi convincevano fino in fondo e molte parti non le capivo.

Poi, non so bene per quale motivo, mi tornò in mano il libro e ci riprovai (la famosa teoria delle seconde possibilità) e quella volta, scoccò l’amore. Per le legge del contrappasso, non solo lo trovai bello ma, sviluppai una leggera ossessione e incominciai a collezionare varie edizioni. Tra quelle in italiano e quelle in altre lingue, ad oggi in casa ho una discreta collezione.

Alice nel paese delle Meraviglie, racconta la storia di una bambina molto curiosa che un pomeriggio vede passare un coniglio bianco con il panciotto. Trovando quel dettaglio estremamente bizzarro, decide di seguirlo e non si ferma nemmeno quando lui entra nella tana e lei si trova così a cader dentro una buca profondissima.

Arrivata a terra, prova a seguire l’animale ma durante il suo percorso, farà la conoscenza di altre creature insolite e ascolterà le loro storie. Quando riuscirà a trovarlo, sfortunatamente incapperà nella Regina di Cuori e farà i conti con il suo carattere estremamente amorevole… Alice riuscirà a tornare a casa, oppure sarà costretta a rimaner lì?

La versione della Disney è decisamente divertente, dato che utilizza colori molto vivaci e non propone tutti i personaggi (soprattutto, quelli che ci sono vengono addolciti molto), pur avendo molti dettagli poco chiari, nel libro le cose cambiano. La storia nasce un pomeriggio soleggiato, per allietare Alice Liddell e le sue due sorelle.

Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson) era un accademico e da quello che si dice, aveva una certa passione per i bambini. Non si capisce bene se fosse una cosa pudica o meno, visto che non era così insolito aver per amico un bambino, fatto sta che lui adorava esser circondato da loro e per Alice, sua pupilla, decise di inventare una storia. Da qui, nacque quello che noi ben conosciamo e in tutti questi anni molti autori si sono fatti ispirare dalla piccola bambina bionda.

Nella mia collezione, ho anche un certo numero di retelling in italiano ma anche in inglese.

Quello che più mi spiace di questo libro, è che rispetto ad altre storie non ha avuto un grande seguito. I retelling dedicati, in italia non sono stati tanti (anzi) e secondo me è un peccato, perchè il Paese delle Meraviglie è il luogo perfetto per fare qualsiasi cosa. Si presta bene sia come fantasy ma anche come horror, sia come distopico, che come romanzi di formazione.

Vi lascio comunque una serie di titoli interessanti che ho in casa o che sono nel mio carrello, nell’attesa di diventare un’influencer ricca.

 

TitoloAlice: The Wanderland Chronicles
Autore: J.M. Sullivan
Pagine: 370
Prezzo: $ 43.70
Uscita: 16 maggio 2017
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Trama
Ever since the outbreak of the Plague, life hasn’t been easy, and for seventeen-year-old Alice Carroll, it just got worse. Her sister, Dinah, has contracted the ‘un-deadly’ Momerath Virus and without a cure, will soon be worse than dead. She’ll be momerath.

Alice must leave the safety of the Sector and venture into Momerath Territory to find the antidote – if it exists. Chasing a rumor about a mysterious doctor with the cure, Alice falls down the rabbit hole into Wanderland, where ravenous momerath aren’t the only danger lurking.

TitoloIl mio splendido migliore amico
Autore: A.G. Howard
Pagine: 371
Prezzo: $ 22.73
Uscita: 19 febbraio 2015
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Trama
Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo Alice nel Paese delle Meraviglie. Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora, almeno fin quando riuscirà a ignorare quei sussurri. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un’incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l’abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove: prosciugare un oceano di lacrime, risvegliare i partecipanti a un tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell’ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?

TramaThe Looking Glass Wars
AutoreFrank Beddor
Pagine: 358
Prezzo: $ 7.99
Uscita: 21 agosto 2007
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Trama
The Myth: Alice was an ordinary girl who stepped through the looking glass and entered a fairy-tale world invented by Lewis Carroll in his famous storybook. The Truth: Wonderland is real. Alyss Heart is the heir to the throne, until her murderous aunt Redd steals the crown and kills Alyss? parents. To escape Redd, Alyss and her bodyguard, Hatter Madigan, must flee to our world through the Pool of Tears. But in the pool Alyss and Hatter are separated. Lost and alone in Victorian London, Alyss is befriended by an aspiring author to whom she tells the violent, heartbreaking story of her young life. Yet he gets the story all wrong. Hatter Madigan knows the truth only too well, and he is searching every corner of our world to find the lost princess and return her to Wonderland so she may battle Redd for her rightful place as the Queen of Hearts.

TitoloAllison’s Adventures in Underland: A Dark Reverse Harem Romance
AutoreC.M. Stunich
Pagine: 195
Prezzo: $ 11.99
Uscita: 17 dicembre 2017
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Trama
Um. Um. Um.
Are you reading this?
If you are, I need your help.

I was at a party; I was running; I fell.
And get this—this is the part you’ll never believe—I fell down a rabbit hole.
Like Alice in those old books.

Except in those books, there wasn’t blood everywhere.
In those books, the characters weren’t all male, attractive, and interested in me.
Forget everything you know about the Mad Hatter, the White Rabbit, the March Hare …

This isn’t Wonderland; this is Underland.
Violence, sex, drugs, and magic … that’s all there is in this place.
There’s me, Allison, and there are the men that want me, the enemies that hunt me, and the darkness that’s quickly rolling in.

And only I can stop it.
So if you’re reading this, will you help me?
Please. I just want to escape this place and go … home.

TitoloAlice nel paese della vaporità
AutoreFrancesco Maria Dimitri
Pagine: 280
Prezzo: $ 18.75
Uscita: 31 dicembre 2010
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Trama
«Magnifico, pensò, davvero magnifico. Devo raggiungere un gruppo di guerriglieri attraverso una terra di tossici, portandomi dietro un mutante ritardato. E c’è un gigantesco coniglio psicopatico che mi dà la caccia». Ben è un giovane londinese che soffre di allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un libro che si chiama Alice nel Paese della Vaporità. Noi con lui seguiamo la storia di Alice, un’antropologa che vive in una Londra Vittoriana che non c’è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui ‘giusto’ e ‘sbagliato’ sono soltanto parole, e in cui le parole stesse si trasformano in odori e sensazioni. Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere in una terra oscura, in cui non c’è differenza tra orrore e meraviglia. Ben legge la sua storia. E qualcosa succede anche a lui.

Ci sarebbero anche Mad as a Hatter diKendra Moreno, A Blade So Black di L.L. McKinney, Queen of Hearts di Colleen Oakes, Alice di Christina Henry e Alice from Wonderland di Alessia Coppola ma sempre per rimanere su volumi nostri, posso dirvi che c’è la serie di Ever After High di Shannon Hale che prende tutti i classici per bambini, Wormhole di Serena M. Barbacetto e Il giorno dopo il lieto fine di Alice Chimera.

Insomma, di titoli ne abbiamo e di vario genere. Sicuramente alcuni ancora non li conosco, non ho voluto nominarvi anche le graphic novel o fumetti che sono arrivati qui da noi (alcuni ormai sono difficili da trovare) ma come potete vedere c’è ancora un modo da scoprire ed il bello di tutti questi libri, è che fondamentalmente sono possibilissimi nel Paese delle Meraviglie.

INFO

Autore: James M. Barrie, Lewis Carroll, L. Frank Baum
Pagine: 540
Prezzo: € 25
Uscita: 17/11/2020
Genere: AntologieClassici
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Alice e le sue avventure nel favoloso Paese delle Meraviglie, di là e di qua dallo specchio. Wendy, l’amica di Peter Pan che per molti lettori è la vera eroina dei romanzi con il bambino che non vuole crescere. Infine Dorothy, la piccola protagonista portata da un tornado nel fantastico mondo di Oz. Tre ragazzine curiose e audaci, al centro di tre grandi classici che, ciascuno a suo modo, hanno saputo celare sotto le spoglie del racconto di fantasia messaggi e metafore della vita. Questo libro è l’occasione per rileggere i tre romanzi – Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Peter Pan e Il Mago di Oz -, cogliendone la grande modernità.

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Il totalitarismo è un idealtipo usato da alcuni studiosi politici e storici per spiegare le caratteristiche di alcuni regimi nati nel XX secolo, che mobilitarono intere popolazioni nel nome di un’ideologia o di una nazione, accentrando il potere in un unico partito o in un gruppo ristretto.

È il termine più usato dagli storici per definire un tipo di regime politico, affermatosi nel XX secolo al quale possono essere ricondotti il nazismo, il fascismo e lo stalinismo. Uno Stato totalitario è caratterizzato soprattutto dal tentativo di controllare capillarmente la società in tutti gli ambiti di vita, imponendo l’assimilazione di un’ideologia: il partito unico che controlla lo Stato non si limita cioè a imporre delle direttive, ma vuole mutare radicalmente il modo di pensare e di vivere della società stessa.

Il termine totalitarismo, inoltre, è usato nel linguaggio politico, storico e filosofico per indicare “la dottrina o la prassi dello stato totalitario”, cioè di qualsiasi Stato intenda ingerirsi nell’intera vita, anche privata, dei suoi cittadini, al punto da identificarsi in essi o da far identificare essi nello Stato.

Questo è ciò che recita Wikipedia.

In pratica, se vogliamo fare un riassunto terra a terra, il totalitarismo è un Grande Fratello autoritario che vuole imporre un modo di vivere che lui ritiene idoneo, e già che c’è anche un modo di pensare, così può esser più tranquillo sulle tue future scelte.

Questo modo di fare, nasce in situazioni politicamente pesanti. Che sia dopo una sconfitta guerra o dopo molti anni di oppressione monarchica, il totalitarismo è un movimento popolare che nasce dal popolo.

Sempre Wikipedia, recita anche:

Le principali forme di totalitarismo che esistono (o sono esistite) nel mondo sono quattro: totalitarismo comunista, teocratico, tribale, di destra.

Il totalitarismo comunista, in passato, era il più diffuso, ma a partire dal 1989 la maggior parte delle vecchie dittature comuniste sono crollate e ciò ha comportato il conseguente declino di questo tipo di totalitarismo. Eccezioni a questa tendenza sono la Cina, il Vietnam, il Laos, la Corea del Nord e Cuba. Sotto molti aspetti, i governi di Cina, Vietnam e Laos sono comunisti soltanto in parte, in quanto aderiscono a riforme economiche ispirate all’economia del libero mercato.

Il totalitarismo teocratico si trova in paesi in cui il potere politico è monopolizzato da un partito, un gruppo o un individuo che governano secondo principi religiosi. La forma più comune di totalitarismo teocratico è quella che si basa sulla religione islamica (un esempio sono paesi come Iran e Arabia Saudita).

Il totalitarismo tribale è sorto, di volta in volta, nei paesi africani come lo Zimbabwe, la Tanzania, l’Uganda e il Kenya. I confini della maggior parte degli stati africani riflettono i confini amministrativi disegnati dalle vecchie potenze coloniali europee, piuttosto che dalle realtà tribali. Di conseguenza, il tipico paese africano contiene più tribù. Questa forma di totalitarismo si verifica quando un partito politico che rappresenta gli interessi di una particolare tribù monopolizza il potere. Ancora molto presente in Africa.

Infine, abbiamo il totalitarismo di destra, che generalmente permette alcune libertà economiche individuali, ma limita la libertà politica sulla base del fatto che potrebbe portare alla nascita del comunismo. Esempi di questo tipo di totalitarismo sono il regime fascista che ha governato l’Italia, la Germania nazista, il Franchismo spagnolo e molte dittature dell’America Latina esistenti fino agli anni ottanta.

Quindi, come si può capire, non esiste una forma uguale per tutti.

Rimanendo sempre su questo modo di pensare, il totalitarismo è ancora presente nelle nostre vite in forme più o meno pesanti e più o meno conclamate.

Basti pensare a quei paesi dove non esiste ancora una totale libertà di pensiero, dove una persona per parlare delle leggi restrittive del luogo in cui vive, è costretta a trovare modi alternativi per farlo, come magari iniziare in modo leggero un video su Tik Tok, per poi cambiare registro all’improvviso e parlare di tutt’altro.

Non è però solo un filone politico ma, se vogliamo, anche una cosa spirituale.

In molte religioni, il concetto che viene insegnato, è che esiste un solo unico dio e i suoi dogmi sono le uniche verità da seguire. Tutti gli altri sono dei reprobi che andranno all’inferno (o Sheol nell’ebraismo del Pentateucoe e Jahannam per la fede islamica) se non si convertono, oppure meritano ogni tipo di sofferenza che il proprio dio infligge.

Lo so, il paragone è molto estremo ma, non così insensato.

In tutti e due i campi, ci sono molte cose sensate e dettate da un bene superiore. Il totalitarismo e le religioni, come anche altre cose, hanno però gli estremisti che vogliono “governare” gli altri e questo, porta sempre alla catastrofe.

George Orwell, scrittore, giornalista, saggista, attivista e critico letterario britannico, ha riassunto bene questo estremismo in 1984 e anche La fattoria degli animali.

In tutti e due i casi (magari anche in altri romanzi ma, ancora non li ho letti), ha usato modi più o meno fantasiosi per descrivere un regime oppressivo.

In 1984, ci racconta di come il Grande Fratello sia nato con uno scopo “buono” e che con il tempo sia diventato un mezzo per comandare tutto e tutti a bacchetta. Ci spiega come sia difficile uscirne (in realtà, la domanda topica è “si può uscirne?”) e che se una sola persona dovesse svegliarsi e capire che tutto ciò è male, da soli non si va da nessuna parte. Mentre nella Fattoria degli animali, il concetto è simile e diverso. In questo caso, gli animali si ribellano al fattore ma, non riusciranno poi a vedere la differenza tra i due maiali a capo della nuova gestione della fattoria. Mentre Palladineve cercherà in tutti i modi di renderli veramente tutti uguali, Napoleone manterrà una disparità tra lui e tutti gli altri.

La fattoria degli animali. Animal Farm

La fattoria degli animali. Animal Farm

Il peggiore dei mondi possibili
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 65% 65%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 70% 70%

La fattoria degli animali. Animal Farm

Recensione: Io e Orwell non siamo mai stati grandi amici.

Il primo approcio fu con 1984 e forse, considerando che era uno dei primi libri impegnativi che leggevo di mia spontanea volontà, avrei forse fatto meglio a dedicarmi ad altro. Da allora, sono passati dodici anni e quando vidi la nuova raccolta, pensai che magari oggi sarei stata in grado di apprezzarlo di più.

Come dico sempre, una seconda possilità non si rifiuta mai a nessuno (solo agli ex. Loro vanno sputati immediatamente).

Da un lato avevo ragione, dall’altro potevo dedicarmi ancora ad altre letture.

La fattoria degli animali è un libro che risulta estremamente attuale, anche perchè il periodo in cui siamo ha fin troppe sfumature totalitaristiche (di questo ve ne parlerò sabato).

La storia è ambientata in inghilterra, più precisamente nella fattoria del signor Jones.

Il Vecchio Maggiore, che è un maiale da riproduzione molto vecchio, indice una riunione per parlare con tutti gli animali della fattoria della loro condizione di schiavitù. Il fattore, che non ha sicuramente un buon carattere, si tiene quasi tutti il ricavato e dona assai poco. L’animale sogna un posto migliore ma il suo compito è solo quello di scaldare gli animi, perchè durante la notte muore e lascia la rivoluzione in mano a Palladineve e Napoleone.

I due maiali, dopo aver fatto scappare il fattore, fin da subito hanno idee differenti sul come portare avanti la fattoria. Mentre per il primo tutti gli animali sono veramente ugluali, per il secondo rimane una netta differenza.

Nel corso del tempo Napoleone farà in modo di cacciare Palladineve, in modo da prendere il completo controllo del posto e più il tempo passa e più l’animale diventa uomo.

Idealmente parlando, questa storia ha una forte morale e ci mette in guardia dai pericoli di chi sta sopra di noi a detter legge. Bisognerebbe sempre pensare con la propria testa e capire quando una legge viene fatta per il bene comune o meno.

Se la ribalto sulla nostra vita, mi rendo conto di quanto sia difficile attuare una cosa del genere e da un lato, mi fa ridere vedere come una cosa così vecchia possa esser considerata attuale (lo so, divento un disco rotto con questa affermazione, però è vero).

Quello che però non riesco a farmi piacere, e temo sarà così per sempre, è il modo in cui scrive Orwell. Mi spiace, però io mi stavo annoiando già a pagina dieci e anche se poi la storia l’ho trovata molto valida… è un bel problema. Odio e amore nello stesso autore, per lo stesso libro.

Oscillo tra i due sentimenti e sono così folle, che probabilmente riprenderò in mano anche 1984. Con calma e son infinita pazienza, però vorrei capire se il mio antico odio può esser stemperato.

Quattro gambe buono, due gambe cattivo”

“Quattro gambe buono, due gambe meglio”

INFO

Autore: George Orwell
Pagine: 936
Prezzo: € 25
Uscita: 17/11/2020
Genere: AntologiaClassici
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Fiorirà l’aspidistria, Omaggio alla Catalogna, Una boccata d’aria, La fattoria degli animali, 1984: con queste cinque opere, tra il 1936 e il 1948, George Orwell è andato delineando un panorama sociale, politico e narrativo che si è nutrito insieme di suggestioni biografiche, grandi eventi storici, immaginazione letteraria, diventando uno dei grandissimi autori del Novecento. Questo volume li raccoglie, fornendo inoltre un agile profilo dell’autore e una curiosa sezione di giudizi critici dei contemporanei, a volte sorprendenti.

Il peggiore dei mondi possibili Ttelemachia ferme des animaux
Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 80% 80%

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Recensione: Ormai ci siamo abituati a conoscere due versioni di Sherlock Holmes.
Quella originale di Arthur Conan Doyle, e quella cinematografica di Robert Downey Jr, che pur essendo lo stesso personaggio, hanno caratteristiche differenti. Il secondo, è realmente tanto diverso dal primo? Sotto molti punti di vista, mi verrebbe da dire che effettivamente ci siano molte differenze ma, c’è un dettaglio che li accomuna anche se nella versione letteraria non si vede praticamente mai.
Arthur Conan Doyle ha creato un personaggio pensatore, un tipo di persona che ha studiato solo ed esclusivamente quello che solleticava il suo interesse e ignorato tutto il resto. Però, il dettaglio che lo accomuna a  Robert Downey Jr, è il combattimento.

Lo so, chi ha letto i suoi libri si starà chiedendo se ho sbattuto la testa ma, nel 1903 uscì L’avventura della casa vuota.

«Quando raggiunsi l’estremità ero in trappola. Non estrasse un’arma, ma si scagliò contro di me e mi avvinghiò con le sue lunghe braccia. Sapeva che la sua partita era persa, ed era soltanto ansioso di vendicarsi su di me. Vacillammo insieme sul bordo della cascata. Io avevo, tuttavia, qualche nozione di baritsu, ovvero il sistema di lotta giapponese, che mi è stato più di una volta assai utile. Scivolai attraverso la sua presa, ed egli con un orribile grido scalciò furiosamente per alcuni secondi ed artigliò l’aria con entrambe le mani. Ma con tutti i suoi sforzi non riuscì a trovare l’equilibrio e andò giù. Con il viso oltre il bordo lo vidi cadere per un lungo tratto. Poi colpì una roccia, rimbalzò e cadde in acqua con un tonfo.»

In questa scena, venne descritto questo tipo di combattimento chiamato Baritsu, che nella realtà si dovrebbe chiamare Bartitsu ed era considerato il the gentleman’s martial art.

La disciplina nacque nel 1898 da Edward William Barton-Wright, dopo aver passato tre anni in Giappone. 
Il Bartitsu era (ed è) un mix di varie discipline “Quando si affermò a Londra, l’arte si espanse per incorporare tecniche di combattimento delle scuole di Jūjutsu Tenjin Shinyō, Fusen e Daito, come anche il pugilato britannico, lo schwingen svizzero, la savate francese e uno stile difensivo con la canne (combattimento con il bastone) sviluppato dallo svizzero Pierre Vigny. Il bartitsu comprendeva anche un sistema completo di allenamento di cultura fisica.”.
Ed ecco quindi il collegamento insolito tra i due personaggi. 
 
Tra l’altro, il Bartitsu non era solo per gli uomini. Molte donne vennero invogliate ad apprendere quel tipo di difesa dato che non c’era bisogno di usare le armi e che ogni oggetto poteva essere molto utile (quindi un delicato ombrellino di pizzo, usato nel modo corretto, poteva trasformarsi nell’arma perfetta). 
 
 
Passiamo però, al volume di oggi. 
Questa è una raccolta di racconti su Sherlock, scritta però da vari autori che hanno dato il proprio tocco personale al personaggio. 
Dato che sono tanti, ci siamo suddivisi i racconti e abbiamo avuto tutti all’incirca lo stesso numero di titoli. A me, sono toccati: Il ricercato (pag 35), I gioielli marziani della corona (pag 307), Ancora una volta per pura fortuna (pag 517), L’attrice sconvolta (pag 673) e La south sea soup company (pag 915).
La cosa che più mi è piaciuto di questi racconti, è la nuova visione che c’è stata di un personaggio e di un mondo che già conosco. Non sono un’esperta di Sherlock, non ho nemmeno una memoria formidabile ma, per farvi un esempio, vederlo in veste di marziano su Marte… Beh, mi ha fatto immensamente ridere. In ogni storia rimane immutato il suo carattere un pò altezzoso e l’immenso acume, eppure appaiono sfumature irreali e allo stesso tempo estremamente adeguate. Non c’è stato un racconto che mi sia parso “fuori luogo”.
INFO

Autore: Vari Autori
Pagine: 982
Prezzo: € 28
Uscita: 27/10/2020
Genere: AntologiaGialliThriller
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Il più grande investigatore di tutti i tempi vide la luce dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle nel 1887 ed è stato protagonista di quattro romanzi e oltre 50 racconti, che non sono bastati a narrarne tutte le vicende. Quella lacuna viene colmata da altri scrittori tutti di grande calibro che si sono cimentati con il personaggio da cui è nata la letteratura poliziesca. Da Neil Gaiman a Stephen King, passando per Anne Perry, Antony Burgess e molti altri, sono in tanti ad aver voluto regalare nuove vite all’investigatore di Baker Street. I loro racconti sono riuniti in questo volume.

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes Bartitsu