Il ritratto di Oscar Wilde

Il ritratto di Oscar Wilde

Il ritratto di Oscar Wilde
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 90% 90%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 90% 90%
  • E il finale 80% 80%

Il ritratto di Oscar Wilde

Recensione: Non ho una vasta conoscenza su Oscar Wilde, faccio parte di quella piccola categoria di persone che non ha letto praticamente nulla, anche se in bagno (luogo dedicato ai classici) ho un paio di suoi lavori (e il principe felice, uno dei suoi rari racconti che ho letto ma che ho amato). 

Quando mi è stato chiesto se volevo partecipare all’evento, non ho potuto non accettare. Un pò per la bellezza di questa versione, la cover è veramente spettacolare e immagino che all’interno sia curato allo stesso modo, un pò perchè è sempre più comodo aver un volume che comprende tante storie, piuttosto che averne mille in edizioni differenti (no, non ho la mania delle edizioni tutte dello stesso formato però facendo così, taglio la testa al toro).

Comunque, data la mole del libro, ci era impossibile fare una recensione comprensiva di tutto. Va bene che qui siamo tutti lettori più o meno accaniti, ma la maratona ha un certo fascino solo per i primi giorni, poi diventa una palla. Abbiamo deciso di suddividerceli, e indovinate cosa ho scelto (a sentimento)? 

Ravenna; una poesia che Oscar Wilde compose nel marzo del 1877 e pubblicò nel 1878.

Ora, apprezzo moltissimo che lui si sia fatto ispirare da un luogo così interessante, solo che io le poesie le detesto in ogni sua forma. Capite bene quanto queste poche pagine siano state impegnative, e quanto io non sia stata la persona più adatta per leggerle. Non vi dovrà stupire che per me, questo titolo, sia da bocciare.

Il genetliaco dell’infanta

Che Oscar Wilde non sia una persona particolarmente gioiosa, ner ero già ben cosciente. Eppure, non ero fondamentalmente pronta alla tristezza di questa favola. 

Uno gnomo un giorno viene portato al castello per divertire la principessa di Spagna. Lui, che non ha mai avuto modo di conoscere il suo aspetto, non sa che a far divertire tutti e la principessa, è principalmente il suo brutto aspetto e la sua goffaggine. Alla bambina però, sembra importare di più il divertimento che l’estetica e quindi, mossa dal più puro sentimento, fa un regalo all’omino. Lui, scambiandolo per un gesto d’amore, si invaghisce e sogna di poter vivere con lei nella foresta. Le cose cambieranno quando avrà modo di vedersi per la prima volta. 

Non posso dire se effettivamente il sogno verrà realizzato o meno, fatto sta che la concentrazione di tristezza di tutta la storia è quasi opprimente. Tutto molto bello, tutto molto crudo. 

Ci sarebbe molto altro da dire, i racconti sono: Ravenna, Salome, Il fantasma di Canterville, Il principe felice, L’usignolo e la rosa, Il gigante egoista, La decadenza della menzogna, Il critico come artista, Il ritratto di Dorian Gray, Il delitto di Lorf Arthur Savile, Il genetliaco dell’infanta, Il ventaglio di lady windermere, La sfinge, L’importanza di essere onesto, De profundis, La ballata del carcere di reading.

Capite che il materiale abbonda, ma il mio tempo è finito. Se siete alla ricerca di qualcosa di interessante, questo volumone scomodissimo fa al caso vostro.

INFO

Autore: Oscar Wilde
Pagine: 696
Prezzo: € 28
Uscita: 13/04/2021
Genere: Antologia
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Dal romanzo, con la storia di culto del “Ritratto di Dorian Gray”, al teatro, con commedie brillanti come “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, fino alla favola e alla poesia: Oscar Wilde ha lasciato il suo segno – il segno del genio – in ogni genere della letteratura. Questo ricco volume raccoglie i suoi testi più amati, restituendo l’immagine a tutto tondo di un grande artista e un grande uomo.

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Il totalitarismo è un idealtipo usato da alcuni studiosi politici e storici per spiegare le caratteristiche di alcuni regimi nati nel XX secolo, che mobilitarono intere popolazioni nel nome di un’ideologia o di una nazione, accentrando il potere in un unico partito o in un gruppo ristretto.

È il termine più usato dagli storici per definire un tipo di regime politico, affermatosi nel XX secolo al quale possono essere ricondotti il nazismo, il fascismo e lo stalinismo. Uno Stato totalitario è caratterizzato soprattutto dal tentativo di controllare capillarmente la società in tutti gli ambiti di vita, imponendo l’assimilazione di un’ideologia: il partito unico che controlla lo Stato non si limita cioè a imporre delle direttive, ma vuole mutare radicalmente il modo di pensare e di vivere della società stessa.

Il termine totalitarismo, inoltre, è usato nel linguaggio politico, storico e filosofico per indicare “la dottrina o la prassi dello stato totalitario”, cioè di qualsiasi Stato intenda ingerirsi nell’intera vita, anche privata, dei suoi cittadini, al punto da identificarsi in essi o da far identificare essi nello Stato.

Questo è ciò che recita Wikipedia.

In pratica, se vogliamo fare un riassunto terra a terra, il totalitarismo è un Grande Fratello autoritario che vuole imporre un modo di vivere che lui ritiene idoneo, e già che c’è anche un modo di pensare, così può esser più tranquillo sulle tue future scelte.

Questo modo di fare, nasce in situazioni politicamente pesanti. Che sia dopo una sconfitta guerra o dopo molti anni di oppressione monarchica, il totalitarismo è un movimento popolare che nasce dal popolo.

Sempre Wikipedia, recita anche:

Le principali forme di totalitarismo che esistono (o sono esistite) nel mondo sono quattro: totalitarismo comunista, teocratico, tribale, di destra.

Il totalitarismo comunista, in passato, era il più diffuso, ma a partire dal 1989 la maggior parte delle vecchie dittature comuniste sono crollate e ciò ha comportato il conseguente declino di questo tipo di totalitarismo. Eccezioni a questa tendenza sono la Cina, il Vietnam, il Laos, la Corea del Nord e Cuba. Sotto molti aspetti, i governi di Cina, Vietnam e Laos sono comunisti soltanto in parte, in quanto aderiscono a riforme economiche ispirate all’economia del libero mercato.

Il totalitarismo teocratico si trova in paesi in cui il potere politico è monopolizzato da un partito, un gruppo o un individuo che governano secondo principi religiosi. La forma più comune di totalitarismo teocratico è quella che si basa sulla religione islamica (un esempio sono paesi come Iran e Arabia Saudita).

Il totalitarismo tribale è sorto, di volta in volta, nei paesi africani come lo Zimbabwe, la Tanzania, l’Uganda e il Kenya. I confini della maggior parte degli stati africani riflettono i confini amministrativi disegnati dalle vecchie potenze coloniali europee, piuttosto che dalle realtà tribali. Di conseguenza, il tipico paese africano contiene più tribù. Questa forma di totalitarismo si verifica quando un partito politico che rappresenta gli interessi di una particolare tribù monopolizza il potere. Ancora molto presente in Africa.

Infine, abbiamo il totalitarismo di destra, che generalmente permette alcune libertà economiche individuali, ma limita la libertà politica sulla base del fatto che potrebbe portare alla nascita del comunismo. Esempi di questo tipo di totalitarismo sono il regime fascista che ha governato l’Italia, la Germania nazista, il Franchismo spagnolo e molte dittature dell’America Latina esistenti fino agli anni ottanta.

Quindi, come si può capire, non esiste una forma uguale per tutti.

Rimanendo sempre su questo modo di pensare, il totalitarismo è ancora presente nelle nostre vite in forme più o meno pesanti e più o meno conclamate.

Basti pensare a quei paesi dove non esiste ancora una totale libertà di pensiero, dove una persona per parlare delle leggi restrittive del luogo in cui vive, è costretta a trovare modi alternativi per farlo, come magari iniziare in modo leggero un video su Tik Tok, per poi cambiare registro all’improvviso e parlare di tutt’altro.

Non è però solo un filone politico ma, se vogliamo, anche una cosa spirituale.

In molte religioni, il concetto che viene insegnato, è che esiste un solo unico dio e i suoi dogmi sono le uniche verità da seguire. Tutti gli altri sono dei reprobi che andranno all’inferno (o Sheol nell’ebraismo del Pentateucoe e Jahannam per la fede islamica) se non si convertono, oppure meritano ogni tipo di sofferenza che il proprio dio infligge.

Lo so, il paragone è molto estremo ma, non così insensato.

In tutti e due i campi, ci sono molte cose sensate e dettate da un bene superiore. Il totalitarismo e le religioni, come anche altre cose, hanno però gli estremisti che vogliono “governare” gli altri e questo, porta sempre alla catastrofe.

George Orwell, scrittore, giornalista, saggista, attivista e critico letterario britannico, ha riassunto bene questo estremismo in 1984 e anche La fattoria degli animali.

In tutti e due i casi (magari anche in altri romanzi ma, ancora non li ho letti), ha usato modi più o meno fantasiosi per descrivere un regime oppressivo.

In 1984, ci racconta di come il Grande Fratello sia nato con uno scopo “buono” e che con il tempo sia diventato un mezzo per comandare tutto e tutti a bacchetta. Ci spiega come sia difficile uscirne (in realtà, la domanda topica è “si può uscirne?”) e che se una sola persona dovesse svegliarsi e capire che tutto ciò è male, da soli non si va da nessuna parte. Mentre nella Fattoria degli animali, il concetto è simile e diverso. In questo caso, gli animali si ribellano al fattore ma, non riusciranno poi a vedere la differenza tra i due maiali a capo della nuova gestione della fattoria. Mentre Palladineve cercherà in tutti i modi di renderli veramente tutti uguali, Napoleone manterrà una disparità tra lui e tutti gli altri.