FreeBook #7

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I gatti di Ulthar di Howard P Lovecraft
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Autore: Howard P. Lovecraft 
Genere: Classico
Pagine: 15
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Scritto il 15 giugno del 1920 e pubblicato a novembre dello stesso anno su «Tryout», I gatti di Ulthar (The Cats of Ulthar) si può considerare il singolare tributo di H. P. Lovecraft (1890-1937) ai suoi adorati felini.

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Autore: Kylie Gilmore
Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 202
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Gabriel
Sono il principe ereditario di Villroy, futuro sovrano di un regno, ed è mio dovere sposarmi e mettere al mondo un erede.
Mi aspettavo un tranquillo matrimonio di convenienza, organizzato dai dignitari di corte tramite i soliti canali diplomatici; invece mi trovo un palazzo pieno di donne che si contendono la mia mano. E come faranno a “vincere” questa gara barbarica organizzata dalla mia subdola madre? Trovando il modo di salvare la traballante economia del regno attraverso una serie di sfide. Questo circo indecoroso è indegno di un uomo della mia levatura! Prova ne è la donna in cima alla classifica: impudente, maleducata, con indosso abiti aderenti. Non potrei mai amare una donna simile, tanto meno sposarla.

Anna
Il piano sembrava così semplice.
Fingo di essere la mia amica, recupero la sua eredità e torno con i soldi per tenerla fuori di prigione (a quanto pare, essere una principessa in incognito non è una scusa sufficiente per il furto di identità). Quindi, sì, non sono esattamente un’aristocratica. Sono un’orfana, una donna che si è fatta da sola, e ne sono fiera. All’improvviso mi trovo in mezzo a una battaglia con un mucchio di principesse pazzoidi e competitive che lottano per “un tesoro più grande di quanto possiamo sognare.”

Il tempo stringe e questo significa che devo vincere in fretta la gara. Solo che questo significa conquistare il giudice, il supersexy Gabriel dal muso lungo. E adesso mi ritrovo a competere per più del solo denaro. Ma un principe reale potrebbe mai innamorarsi di una plebea come me?

Royal Catch. Gabriel di Kylie Gilmore
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FreeBook #3

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Azzurrina di Luca Marini
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Autore: Luca Marini
Genere: Horror
Pagine: 13
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Non ti ricordi?
Davvero?
Non ricordi quando sei andato al Castello di Montebello con quella troupe di investigatori?
Pensavo avessi capito che quella notte ti avrebbe cambiato la vita per sempre.

Racconto Horror basato su una storia vera.
Il mio primo racconto scritto in SECONDA PERSONA.
Il protagonista di questa storia, sarai tu mio caro lettore.

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Autore: Kate Chopin e Enrico De Luca
Genere: Classici
Pagine: 14
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Kate Chopin (1850-1904) è considerata da alcuni studiosi una progenitrice delle scrittrici femministe americane del XX secolo. “Il sogno di un’ora” (The Dream of an Hour) venne pubblicato il 6 dicembre 1894 sulla rivista «Vogue» e riproposto, nel gennaio dell’anno successivo, su «St. Louis Life».

Il sogno di un ora di Kate Chopin e Enrico De Luca
Alice, Dorothy & Wendy

Alice, Dorothy & Wendy

Alice Dorothy Wendy
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 70% 70%

Alice, Dorothy & Wendy

Recensione: Quando si parla di classici, solitamente io mi defilo. Non è per cattiveria o altro, semplicemente faccio parte di quel gruppo di persone che non ne ha letti quasi nessuno e che ci tiene a rimaner ignorante in merito. Spesso trovo che il modo in cui son scritti, sia troppo “vecchio” per la mia piccola mente.

Però, se si parla di Alice nel paese delle Meraviglie, il discorso cambia.

Con questo libro, ho un rapporto decisamente particolare. L’ho lessi da adulta, dopo aver adorato il cartone Disney ma non fu subito amore a prima vista.

Lo comprai di getto, un pò stupita dal fatto che il libro esistesse (si, per molti anni ho pensato che i libri fossero tratti dai film e non anche viceversa) e lo iniziai subito. Ammetto che non arrivai alla fine e lo regalai alla biblioteca della montagna. Le varie parti non mi convincevano fino in fondo e molte parti non le capivo.

Poi, non so bene per quale motivo, mi tornò in mano il libro e ci riprovai (la famosa teoria delle seconde possibilità) e quella volta, scoccò l’amore. Per le legge del contrappasso, non solo lo trovai bello ma, sviluppai una leggera ossessione e incominciai a collezionare varie edizioni. Tra quelle in italiano e quelle in altre lingue, ad oggi in casa ho una discreta collezione.

Alice nel paese delle Meraviglie, racconta la storia di una bambina molto curiosa che un pomeriggio vede passare un coniglio bianco con il panciotto. Trovando quel dettaglio estremamente bizzarro, decide di seguirlo e non si ferma nemmeno quando lui entra nella tana e lei si trova così a cader dentro una buca profondissima.

Arrivata a terra, prova a seguire l’animale ma durante il suo percorso, farà la conoscenza di altre creature insolite e ascolterà le loro storie. Quando riuscirà a trovarlo, sfortunatamente incapperà nella Regina di Cuori e farà i conti con il suo carattere estremamente amorevole… Alice riuscirà a tornare a casa, oppure sarà costretta a rimaner lì?

La versione della Disney è decisamente divertente, dato che utilizza colori molto vivaci e non propone tutti i personaggi (soprattutto, quelli che ci sono vengono addolciti molto), pur avendo molti dettagli poco chiari, nel libro le cose cambiano. La storia nasce un pomeriggio soleggiato, per allietare Alice Liddell e le sue due sorelle.

Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson) era un accademico e da quello che si dice, aveva una certa passione per i bambini. Non si capisce bene se fosse una cosa pudica o meno, visto che non era così insolito aver per amico un bambino, fatto sta che lui adorava esser circondato da loro e per Alice, sua pupilla, decise di inventare una storia. Da qui, nacque quello che noi ben conosciamo e in tutti questi anni molti autori si sono fatti ispirare dalla piccola bambina bionda.

Nella mia collezione, ho anche un certo numero di retelling in italiano ma anche in inglese.

Quello che più mi spiace di questo libro, è che rispetto ad altre storie non ha avuto un grande seguito. I retelling dedicati, in italia non sono stati tanti (anzi) e secondo me è un peccato, perchè il Paese delle Meraviglie è il luogo perfetto per fare qualsiasi cosa. Si presta bene sia come fantasy ma anche come horror, sia come distopico, che come romanzi di formazione.

Vi lascio comunque una serie di titoli interessanti che ho in casa o che sono nel mio carrello, nell’attesa di diventare un’influencer ricca.

 

TitoloAlice: The Wanderland Chronicles
Autore: J.M. Sullivan
Pagine: 370
Prezzo: $ 43.70
Uscita: 16 maggio 2017
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Trama
Ever since the outbreak of the Plague, life hasn’t been easy, and for seventeen-year-old Alice Carroll, it just got worse. Her sister, Dinah, has contracted the ‘un-deadly’ Momerath Virus and without a cure, will soon be worse than dead. She’ll be momerath.

Alice must leave the safety of the Sector and venture into Momerath Territory to find the antidote – if it exists. Chasing a rumor about a mysterious doctor with the cure, Alice falls down the rabbit hole into Wanderland, where ravenous momerath aren’t the only danger lurking.

TitoloIl mio splendido migliore amico
Autore: A.G. Howard
Pagine: 371
Prezzo: $ 22.73
Uscita: 19 febbraio 2015
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Trama
Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo Alice nel Paese delle Meraviglie. Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora, almeno fin quando riuscirà a ignorare quei sussurri. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un’incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l’abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove: prosciugare un oceano di lacrime, risvegliare i partecipanti a un tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell’ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?

TramaThe Looking Glass Wars
AutoreFrank Beddor
Pagine: 358
Prezzo: $ 7.99
Uscita: 21 agosto 2007
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Trama
The Myth: Alice was an ordinary girl who stepped through the looking glass and entered a fairy-tale world invented by Lewis Carroll in his famous storybook. The Truth: Wonderland is real. Alyss Heart is the heir to the throne, until her murderous aunt Redd steals the crown and kills Alyss? parents. To escape Redd, Alyss and her bodyguard, Hatter Madigan, must flee to our world through the Pool of Tears. But in the pool Alyss and Hatter are separated. Lost and alone in Victorian London, Alyss is befriended by an aspiring author to whom she tells the violent, heartbreaking story of her young life. Yet he gets the story all wrong. Hatter Madigan knows the truth only too well, and he is searching every corner of our world to find the lost princess and return her to Wonderland so she may battle Redd for her rightful place as the Queen of Hearts.

TitoloAllison’s Adventures in Underland: A Dark Reverse Harem Romance
AutoreC.M. Stunich
Pagine: 195
Prezzo: $ 11.99
Uscita: 17 dicembre 2017
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Trama
Um. Um. Um.
Are you reading this?
If you are, I need your help.

I was at a party; I was running; I fell.
And get this—this is the part you’ll never believe—I fell down a rabbit hole.
Like Alice in those old books.

Except in those books, there wasn’t blood everywhere.
In those books, the characters weren’t all male, attractive, and interested in me.
Forget everything you know about the Mad Hatter, the White Rabbit, the March Hare …

This isn’t Wonderland; this is Underland.
Violence, sex, drugs, and magic … that’s all there is in this place.
There’s me, Allison, and there are the men that want me, the enemies that hunt me, and the darkness that’s quickly rolling in.

And only I can stop it.
So if you’re reading this, will you help me?
Please. I just want to escape this place and go … home.

TitoloAlice nel paese della vaporità
AutoreFrancesco Maria Dimitri
Pagine: 280
Prezzo: $ 18.75
Uscita: 31 dicembre 2010
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Trama
«Magnifico, pensò, davvero magnifico. Devo raggiungere un gruppo di guerriglieri attraverso una terra di tossici, portandomi dietro un mutante ritardato. E c’è un gigantesco coniglio psicopatico che mi dà la caccia». Ben è un giovane londinese che soffre di allucinazioni. Per lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un libro che si chiama Alice nel Paese della Vaporità. Noi con lui seguiamo la storia di Alice, un’antropologa che vive in una Londra Vittoriana che non c’è mai stata. Alice viaggia nella Steamland, una terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui ‘giusto’ e ‘sbagliato’ sono soltanto parole, e in cui le parole stesse si trasformano in odori e sensazioni. Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere in una terra oscura, in cui non c’è differenza tra orrore e meraviglia. Ben legge la sua storia. E qualcosa succede anche a lui.

Ci sarebbero anche Mad as a Hatter diKendra Moreno, A Blade So Black di L.L. McKinney, Queen of Hearts di Colleen Oakes, Alice di Christina Henry e Alice from Wonderland di Alessia Coppola ma sempre per rimanere su volumi nostri, posso dirvi che c’è la serie di Ever After High di Shannon Hale che prende tutti i classici per bambini, Wormhole di Serena M. Barbacetto e Il giorno dopo il lieto fine di Alice Chimera.

Insomma, di titoli ne abbiamo e di vario genere. Sicuramente alcuni ancora non li conosco, non ho voluto nominarvi anche le graphic novel o fumetti che sono arrivati qui da noi (alcuni ormai sono difficili da trovare) ma come potete vedere c’è ancora un modo da scoprire ed il bello di tutti questi libri, è che fondamentalmente sono possibilissimi nel Paese delle Meraviglie.

INFO

Autore: James M. Barrie, Lewis Carroll, L. Frank Baum
Pagine: 540
Prezzo: € 25
Uscita: 17/11/2020
Genere: AntologieClassici
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Alice e le sue avventure nel favoloso Paese delle Meraviglie, di là e di qua dallo specchio. Wendy, l’amica di Peter Pan che per molti lettori è la vera eroina dei romanzi con il bambino che non vuole crescere. Infine Dorothy, la piccola protagonista portata da un tornado nel fantastico mondo di Oz. Tre ragazzine curiose e audaci, al centro di tre grandi classici che, ciascuno a suo modo, hanno saputo celare sotto le spoglie del racconto di fantasia messaggi e metafore della vita. Questo libro è l’occasione per rileggere i tre romanzi – Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Peter Pan e Il Mago di Oz -, cogliendone la grande modernità.

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Quali sono i fattori che hanno determinato il totalitarismo?

Il totalitarismo è un idealtipo usato da alcuni studiosi politici e storici per spiegare le caratteristiche di alcuni regimi nati nel XX secolo, che mobilitarono intere popolazioni nel nome di un’ideologia o di una nazione, accentrando il potere in un unico partito o in un gruppo ristretto.

È il termine più usato dagli storici per definire un tipo di regime politico, affermatosi nel XX secolo al quale possono essere ricondotti il nazismo, il fascismo e lo stalinismo. Uno Stato totalitario è caratterizzato soprattutto dal tentativo di controllare capillarmente la società in tutti gli ambiti di vita, imponendo l’assimilazione di un’ideologia: il partito unico che controlla lo Stato non si limita cioè a imporre delle direttive, ma vuole mutare radicalmente il modo di pensare e di vivere della società stessa.

Il termine totalitarismo, inoltre, è usato nel linguaggio politico, storico e filosofico per indicare “la dottrina o la prassi dello stato totalitario”, cioè di qualsiasi Stato intenda ingerirsi nell’intera vita, anche privata, dei suoi cittadini, al punto da identificarsi in essi o da far identificare essi nello Stato.

Questo è ciò che recita Wikipedia.

In pratica, se vogliamo fare un riassunto terra a terra, il totalitarismo è un Grande Fratello autoritario che vuole imporre un modo di vivere che lui ritiene idoneo, e già che c’è anche un modo di pensare, così può esser più tranquillo sulle tue future scelte.

Questo modo di fare, nasce in situazioni politicamente pesanti. Che sia dopo una sconfitta guerra o dopo molti anni di oppressione monarchica, il totalitarismo è un movimento popolare che nasce dal popolo.

Sempre Wikipedia, recita anche:

Le principali forme di totalitarismo che esistono (o sono esistite) nel mondo sono quattro: totalitarismo comunista, teocratico, tribale, di destra.

Il totalitarismo comunista, in passato, era il più diffuso, ma a partire dal 1989 la maggior parte delle vecchie dittature comuniste sono crollate e ciò ha comportato il conseguente declino di questo tipo di totalitarismo. Eccezioni a questa tendenza sono la Cina, il Vietnam, il Laos, la Corea del Nord e Cuba. Sotto molti aspetti, i governi di Cina, Vietnam e Laos sono comunisti soltanto in parte, in quanto aderiscono a riforme economiche ispirate all’economia del libero mercato.

Il totalitarismo teocratico si trova in paesi in cui il potere politico è monopolizzato da un partito, un gruppo o un individuo che governano secondo principi religiosi. La forma più comune di totalitarismo teocratico è quella che si basa sulla religione islamica (un esempio sono paesi come Iran e Arabia Saudita).

Il totalitarismo tribale è sorto, di volta in volta, nei paesi africani come lo Zimbabwe, la Tanzania, l’Uganda e il Kenya. I confini della maggior parte degli stati africani riflettono i confini amministrativi disegnati dalle vecchie potenze coloniali europee, piuttosto che dalle realtà tribali. Di conseguenza, il tipico paese africano contiene più tribù. Questa forma di totalitarismo si verifica quando un partito politico che rappresenta gli interessi di una particolare tribù monopolizza il potere. Ancora molto presente in Africa.

Infine, abbiamo il totalitarismo di destra, che generalmente permette alcune libertà economiche individuali, ma limita la libertà politica sulla base del fatto che potrebbe portare alla nascita del comunismo. Esempi di questo tipo di totalitarismo sono il regime fascista che ha governato l’Italia, la Germania nazista, il Franchismo spagnolo e molte dittature dell’America Latina esistenti fino agli anni ottanta.

Quindi, come si può capire, non esiste una forma uguale per tutti.

Rimanendo sempre su questo modo di pensare, il totalitarismo è ancora presente nelle nostre vite in forme più o meno pesanti e più o meno conclamate.

Basti pensare a quei paesi dove non esiste ancora una totale libertà di pensiero, dove una persona per parlare delle leggi restrittive del luogo in cui vive, è costretta a trovare modi alternativi per farlo, come magari iniziare in modo leggero un video su Tik Tok, per poi cambiare registro all’improvviso e parlare di tutt’altro.

Non è però solo un filone politico ma, se vogliamo, anche una cosa spirituale.

In molte religioni, il concetto che viene insegnato, è che esiste un solo unico dio e i suoi dogmi sono le uniche verità da seguire. Tutti gli altri sono dei reprobi che andranno all’inferno (o Sheol nell’ebraismo del Pentateucoe e Jahannam per la fede islamica) se non si convertono, oppure meritano ogni tipo di sofferenza che il proprio dio infligge.

Lo so, il paragone è molto estremo ma, non così insensato.

In tutti e due i campi, ci sono molte cose sensate e dettate da un bene superiore. Il totalitarismo e le religioni, come anche altre cose, hanno però gli estremisti che vogliono “governare” gli altri e questo, porta sempre alla catastrofe.

George Orwell, scrittore, giornalista, saggista, attivista e critico letterario britannico, ha riassunto bene questo estremismo in 1984 e anche La fattoria degli animali.

In tutti e due i casi (magari anche in altri romanzi ma, ancora non li ho letti), ha usato modi più o meno fantasiosi per descrivere un regime oppressivo.

In 1984, ci racconta di come il Grande Fratello sia nato con uno scopo “buono” e che con il tempo sia diventato un mezzo per comandare tutto e tutti a bacchetta. Ci spiega come sia difficile uscirne (in realtà, la domanda topica è “si può uscirne?”) e che se una sola persona dovesse svegliarsi e capire che tutto ciò è male, da soli non si va da nessuna parte. Mentre nella Fattoria degli animali, il concetto è simile e diverso. In questo caso, gli animali si ribellano al fattore ma, non riusciranno poi a vedere la differenza tra i due maiali a capo della nuova gestione della fattoria. Mentre Palladineve cercherà in tutti i modi di renderli veramente tutti uguali, Napoleone manterrà una disparità tra lui e tutti gli altri.

Lo hobbit – Tolkien

Lo hobbit – Tolkien

Lo hobbit – Tolkien

Alzi la mano chi non ha mai letto Lo Hobbit e Il signore degli anelli!

Buongiorno.

Quindi, cosa ci faccio io qui?

Effettivamente, me lo sto chiedendo pure io.

Sarò stata traviata dal fascino platinato di Legolas? Oppure, provo una certa nostalgia per Lo svarione degli anelli? No e no, pur essendo due validissimi motivi.

Il fatto è che come tutti, pur non avendo mai letto Tolkien, sono sempre rimasta affascinata dall’immenso mondo che ha creato. Certo, il tutto è stato alimentato dai film che ho visto e rivisto ma, non è stato solo quello.

J. R. R. Tolkien scrisse Hobbit per i suoi figli, come favola serale.

L’opera era pensata per i bambini e come tale, era inizialmente scritta. Certo, adesso che ho in mano il volume, pensare che questo libro sia stato scritto per un pubblico così giovane mi fa pensare parecchio. O la storda sono io, oppure nel corso del tempo siamo diventati un pò tutti polli.

Lo Hobbit è stato modificato molte volte prima di essere pubblicato e anche successivamente. Però, la vastità dell’opera, era già ben formata nell’immaginario dello scrittore. Come può esser nata per un pubblico così molto esigente ma con scarsa conoscenza dialettica?

Comunque sia, pare il manoscritto arrivò all’orecchio dell’editore Allen & Unwin per vie traverse e fu proprio il figlio di Unwin a dichiarare che il libro fosse perfetto.

“Lo Hobbit fu pubblicato il 21 settembre 1937. Ebbe un tale successo che la prima tiratura andò esaurita in tre mesi e per Natale fu necessaria una seconda stampa. La storia delle avventure di Bilbo Baggins, in origine scritta per divertire i figli di Tolkien, si rivelò l’anello di congiunzione tra Il Silmarillion, la mitologia elfica di un remoto passato, e il mondo più familiare della fiaba. Lo Hobbit si svolgeva difatti in un contesto in cui i profani potevano facilmente identificarsi. Contiene riferimenti alle leggende precedenti (il personaggio di Elrond e il racconto del Negromante, che nel Signore degli Anelli si scoprirà essere Sauron) ed è ambientato nello stesso universo. Tuttavia, il colpo di genio di Tolkien fu la creazione di una nuova razza: gli hobbit. Queste creature umane, comicamente conservatrici, basse di statura e scarse d’immaginazione, permisero ai lettori di vedere le vicende leggendarie degli eroi e dei mostri attraverso gli occhi di personaggi ordinari, non molto diversi da loro. Bilbo Baggins era di sicuro più contento di mettere sul fuoco il bollitore e di prepararsi a una seconda colazione invece che andare a combattere Orchi e Mannari, ma faceva conoscere al lettore i concetti chiave della mitologia tolkieniana: Elfi guerrieri nelle cui «lance e spade guizzava un bagliore di fiamma»; le maestose ma distaccate Aquile, signore tra gli uccelli, che parlavano le lingue degli Uomini; i valorosi Nani con brama di ricchezza e memorie di un impietoso passato.

 Il successo dello Hobbit aumentò la richiesta di un seguito e ciò portò Tolkien a scrivere Il Signore degli Anelli. A questo è connesso il capitolo forse più straordinario della storia della pubblicazione dello Hobbit. Mentre Tolkien era al lavoro sul testo e trasformava l’anello magico di Bilbo nell’Unico, sorse un’evidente incoerenza. Nel capitolo quinto dello Hobbit, Gollum era disposto a dare l’anello a Bilbo in premio per aver vinto la gara degli indovinelli e si scusò miseramente quando non riuscì a trovarlo. Ciò era del tutto incompatibile con il potere soggiogante dell’Unico, che rendeva il proprietario incapace di danneggiare, distruggere o cedere il prezioso. Nel 1947, dopo aver lavorato sul manoscritto del Signore degli Anelli per dieci anni, Tolkien inviò una revisione del capitolo quinto dello Hobbit all’editore, con una sottile alterazione del testo che portava Gollum a diventare una creatura perfida che non aveva alcuna intenzione

di dare a Bilbo l’anello. Questo mise in accordo le due storie, e la nuova versione fu pubblicata nella seconda edizione dello Hobbit (1951), tre anni prima della pubblicazione del Signore degli Anelli.”

Come dicevo sopra, le mie informazioni sul libro sono pari a zero.

Quindi, quello che ho letto in questi volumi che sono appena usciti, per me sono un pò una scoperta (si, dell’acqua calda).

Mi fa estremamente ridere e allo stesso tempo estremamente piacere, leggere che anche Tolkien faccia parte di quella categoria di geni che scrivono frasi che diventano leggenda, senza un motivo apparentemente logico.

«In a hole in the ground there lived a hobbit»

Pare che nemmeno lui sappia il perchè l’abbia scritta. Buffo, no? Un’altra cosa che ho scoperto, e che invece un pò mi rattrista, è sapere che lui abbia pensato a delle cose mirabolanti per il suo volume ma che per problemi economici, non siano stati mai fatti.

(…) e le rune lunari invisibili si vedono al centro. Tolkien voleva che la mappa venisse stampata su una pagina separata all’interno del testo, in modo che le rune apparissero come per magia quando il foglio veniva messo in controluce. Aveva addirittura preparato con meticolosità una versione delle rune scritta al contrario, così che si potessero vedere dal retro della pagina.

Capite cosa ci siamo persi?

Come molte altre persone, sono cresciuta con la convinzione che i nomi usati da Tolkien fossero tutti inventati. Anche perchè non sapendone pronunciare nemmeno uno, giusto forse quelli che ho sentito nei film, mai avrei pensato che molti fossero in realtà stati presi da testi esistenti e ben più vecchi di lui.

Voluspá è un poema che fa parte della raccolta di poemi norreni.

Ad esempio Thorin Scudodiquercia, della stirpe stirpe Durin. Durin, secondo la mitologia norrena, era uno dei due nani norvegesi, creati dagli Æsir, che forgiarono la spada magica Tyrfing. Quindi no, il merito non è tutto di papà Tolkien.

Io mi fermo qui, perchè rischierei di fare solo un mero riassunto dei volumi e non vorrei, perchè trovo più gratificante lasciarvi la possibilità di leggerli e scoprire da soli tutte le illustrazioni che Tolkien ha realizzato di suo pugno (anche se sono venute dopo la stesura vera e propria del libro).

Ovviamente c’è molto di più, si parla del Silmarillion, che è stato pubblicato dopo la sua morte e del Signore degli anelli, che ormai non c’è bisogno di dire nulla perchè è ben conosciuto.

Io adesso ho una certa voglia di leggerlo, cosa alquanto bizzarra perchè feci già un tentativo anni fa e non andò bene. Forse adesso le cose sarebbero diverse? Chissà.