Sankta Alina della Falglia|Le vite dei Santi

Sankta Alina della Falglia|Le vite dei Santi

Partiamo subito dal fatto che a me, la Bardugo, non piace.

Non ho assolutamente amato La nona casa e del mondo di GrishaVerse sinceramente non mi ci trovo. Avevo provato a leggere il primo volume ma non sono riuscita a superare lo scoglio, così come la serie televisiva. Non posso dire che la Bardugo non abbia fantasia e non mi azzardo a dire che non sia una brava scrittrice, semplicemente sono io che non ho un buon rapporto con chi è troppo lento e descrittivo (non rinfacciatemi King, vi prego).

Eppure, quando ho visto l’uscita di questo libro, mi ci sono fiondata.

Tra le varie cose che mi piacciono, ho scoperto da pochi anni che apprezzo in modo impressionante le storie brevi. Non tutti le sanno sfruttare bene, però, se si trova la persona giusta, potrebbero rivelarsi dei veri e propri gioielli. Ho quindi pensato che Le vite dei Santi, meritavano una possibilità anche perché sono “fiabe popolari” (sarebbero le storie dei martiri e dei santi, io però sono atea a quindi le vedo più come fiabe e basta) e in loro, c’è una magia potente.

Ci sono ventotto capitoli, dove vengono trattate storie diverse e alcune, abbastanza conosciute da chi ha letto i libri e/o visto la serie televisiva. Tra tutti, io ho scelto di puntare su Sankta Alina della Faglia, che è a conti fatti, la protagonista del mondo di Grishaverse.

Ho scelto bene ma anche no.

La santa in questione, patrona degli orfani e delle persone con talenti nascosti, risponde alla preghiera di aiuto della piccola Klava. Non posso dirvi il motivo dell’intervento e nemmeno se la cosa abbia portato ad un risvolto positivo, rischierei uno spoiler che magari non è gradito, ma posso dirvi cosa mi ha ricordato.

Sto per fare un parallelismo un tantino tirato, sicuramente fuori contesto, però devo.

Se mai vi dovessero chiedere quale manga scegliere da leggere, voi dite The promised Neverland. Se vi sono piaciuti i libri dell’autrice, non potete non provare questa veloce saga che di canonico non ha veramente nulla. Mi è balzata in mente perché in Sankta Alina della Faglia c’è una nobildonna che ha dei comportamenti simili alle “mamme” del manga.

Tornando a noi, Sankta Alina è stata una scelta un pò azzardata, perchè non ricordavo molto della trama di Tenebre e Ossa.

Ho scelto bene perchè anche se è stata una lettura veloce, mi ha colpito molto e con le sue note un pò cupe, mi ha ricordato un pò di storie che leggevo da bambina. Diciamo che è stato un salto nei ricordi, che non guasta mai.

Ho però scelto male, perchè Sankta Alina è Alina Starkov, la protagonista. Ora, non amo in maniera particolare fossilizzarmi sulle simpatie o meno dei personaggi però, meno la vedo e meglio sto. C’è da dire però, che Alina è effettivamente un personaggio ricco di sfaccettature.

“Alina was born in a settlement in Dva Stolba along the southern border with Shu Han. Like Mal, Alina’s family was most likely killed during the Border Wars. She spent most of her childhood in Keramzin before being taken to Duke Keramsov’s estate orphanage.

In Duke Keramsov’s orphanage, Alina and Mal are tested by Grisha examiners, but they display no sign of Grisha abilities. When she turns sixteen, Alina and Mal train as soldiers of the First Army at the military post in Poliznaya. Alina becomes a junior cartographer’s assistant and Mal becomes a tracker.

A year later, Alina and Mal’s regiments both end up in Kribirsk to cross the Shadow Fold together in a Sandskiff. During the crossing, they get attacked by volcra. Many soldiers die and Mal is almost killed. Before they get attacked again, Alina suddenly lets out a burst of light that kills the volcra in order to save Mal. The skiff makes it back to Kribirsk and Alina is then brought in to be questioned of the event by the Darkling. After the different survivors’ stories are told, Alina is then accused of being a Sun Summoner. The Darkling uses his shadow summoner powers to confirm that she is a Sun Summoner, a type of Grisha that had been thought to be extinct. The Darkling then immediately arranges for Alina to be brought to the Little Palace in Os Alta for safety.”

fonte

 

Capiamo quindi che Alina non ha avuto vita facile e proprio perchè sa cosa vuol dire vivere in un orfanotrofio, per mille vicissitudini ne diventa protrettrice. Il titolo comunque gli viene conferito dall’Apparat, il consigliere spirituale del re di Ravka. Il titolo è stato reso ufficiale nella chiesa di Ravkan ed è diventata la quattordicesima santa.

Menzione d’onore alle illustrazioni presenti nel volume (volume che comunque compare nella trilogia e che viene custodito proprio da Alina) che sono tutte estremamente belle e che vorrei poter appendere in studio. Insomma, una gioia per gli occhi!

Sankta Alina della Falglia_Le vite dei santi
Tenebre e ossa. Shadow and Bone [ANTEPRIMA]

Tenebre e ossa. Shadow and Bone [ANTEPRIMA]

Tenebre e ossa di Leigh Bardugo
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 55% 55%

Tenebre e ossa. Shadow and Bone [ANTEPRIMA]

Recensione: Io e Leigh Bardugo non avevamo iniziato bene il nostro rapporto. Con La nona casa era stato un mezzo disasto ma come ormai saprete, concedo quasi sempre una seconda possibilità allo scritto e quindi, dopo aver rifiutato due eventi legati a questo libro, alla fine ho ceduto e ho tenuto fede al mio proposito.

Com’è andata?

Alina e Mal sono amici da molto tempo, il loro rapporto è nato all’organotrofio di Keramizin ed è rimasto saldo fino a Poliznay. Quando il reggimento oltrepassa la Faglia d’Ombra, i mostri che ci abitano li attaccano immediatamente e durante lo scontro, Alina cerca disperatamente di salvare il suo amico. Questo grande atto di coraggio risveglia in lei un potere da sempre assopito, che da quel momento cambierà la sua vita e la porterà in posti estremamente evocativi. 

Tra l’ambientazione molto russeggiante e continui colpi di scena, la Bardugo ci porta per mano in questa nuova storia. 

Ho sentito pareri molto contrastanti sul quando bisognerebbe leggere questo libro, dato che ci sono riferimenti alla dilogia Sei di corvi. Qualcuno consiglia prima l’altra lettura, altri dicono che i riferimenti sono molto pochi e che quindi non ha importanza. Io nel dubbio, mi fermo qui e rimango ignorante. 

Come per il precedente libro, ho avuto non poche difficoltà a leggere il libro. 

Molto più “semplice” come stile, dato che l’ha scritto nel 2012, eppure sempre troppo descrittivo pur essendo una storia semplice. Questa cosa è un pò la mia spada di Damocle, perchè mi piace entrare bene nell’ambientazione e aver più detagli possibili ma, trovo estremamente difficile trovare l’autore che sappia farlo in modo bilanciato. Sicuramente, per ma la Bardugo non va bene pur comunque non trovandola una cattiva autrice. 

Se spogliassi la storia da quello che per me è superfluo, rimarrebbe un’idea di base interessante e avvincente. Le capacità dei Grisha mi sono piaciute, giusto per fare un esempio.

I personaggi sono ben caratterizzati e anche se non mi sono affezionata a nessuno, riconosco una certa crescita che c’è stata, quindi immagino e spero che per il prossimo, sapranno esser più incisivi e ammalianti. Forse l’unico che mi ha fatto palpitare un pochino il cuore, è l’Oscuro ma, anche lui si salva in modo estremamente vago.

Che dirvi, anche questo nuovo tentativo non è andato in porto. Penso che abbandonerò ogni altro tentativo.

INFO

Autore: Leigh Bardugo
Pagine: 240
Prezzo: € 17.90
Uscita: 03/11/2020
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei.Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente.Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

Leigh Bardugo

Leigh Bardugo

Leigh Bardugo

Jacopo Olivieri

NOTE BIOGRAFICHE

Leigh Bardugo è una scrittrice americana di romanzi fantasy young adult, famosa in tutto il mondo per le sue serie ambientate nel GrishaVerse. Nata a Gerusalemme ma cresciuta a Los Angeles, si è laureata a Yale e ha lavorato in pubblicità e come giornalista.

LIBRI PUBBLICATI

  • GrishaVerse – Sei di corvi di Leigh Bardugo
  • GrishaVerse – Il regno corrotto di Leigh Bardugo
  • La nona casa di Leigh Bardugo (qui)
  • Tenebre e ossa di Leigh Bardugo (qui)
  • Rovina e ascesa di Leigh Bardugo
  • Assedio e tempesta di Leigh Bardugo
  • Wonder Woman. Warbringer di Leigh Bardugo
  • Le vite dei santi. Grishaverse di Leigh Bardugo (qui)