Wild Card. Cuore selvaggio

Wild Card. Cuore selvaggio

  • Personaggi 85% 85%
  • Worldbuilding 90% 90%
  • Fluidità 90% 90%
  • Cover 75% 75%
  • E il finale 80% 80%

Wild Card. Cuore selvaggio

Recensione: Il primo libro che ho letto di Elsie Silver, è stato Senza limiti. Heartless.
Cade Eaton mi ha fatto completamente perdere la testa ma devo dire che tutta la famiglia Eaton (di sangue e non) sarebbe da sposare. Papà Eaton poi è una sagoma, tutti lo vorrebbero volentieri come suocero. O nonno. Ma anche compagno, a dirla tutta.
Insomma, con i primi cinque volumi della Chestnut Spring, ho trovato l’amore descritto in molte sfumature. Ora è il turno di Rose Hill e dei suoi papà.
Perché sì, Siori e Siore, in questi quattro volumi i nostri bei maschioni sono tutti papà non esattamente consapevoli.

Il mio primo incontro è stato con Ford Grant, fratello della mia amatissima Willa, nonché moglie di Cade. La sua storia è stata molto dolce anche se a tratti veramente stupida (a mio avviso non cringe) ma la cosa più attrattiva, quantomeno su di me, è stato il suo approccio alla sua nuova condizione di padre.
Discorso diverso è con Bash, neo papà di un ragazzo ormai uomo.

Sebastian e Gwen si incontrano per la prima volta in aeroporto.
Lui, completamente distrutto fisicamente e moralmente, con l’unica voglia di tornare a casa e non di rimanere bloccato in aeroporto causa maltempo.
Lei altrettanto. Bloccata a causa della neve, non vede questo contrattempo come una cosa negativa ma con “Se la vita ti dà dei limoni…”.

Per qualche motivo, la sua allegria non fa che inacidire ulteriormente il mio umore.

Approcci alla vita totalmente differenti, sicuramente dettati dalla differenza d’età. In quel luogo però, in quel terminal ormai al buio e pieno di anime incatenate, forse loro non sono poi tanto distanti l’uno dall’altra.

«E se ci fosse qualcun altro seduto qui?», brontolo, tutt’altro che a mio agio con l’inattesa natura di questo incontro, o con l’attrazione che provo per lei. Posa la borsa a terra con un sommesso risolino divertito. Quando si tira su, non sembra per nulla a disagio: posa il gomito sul tavolo sostenendosi il mento con il palmo della mano. «Non c’è nessun altro seduto qui».
Incrocio le braccia e mi appoggio allo schienale, mettendo distanza tra noi.
«Come fa a saperlo?».
Lei inclina la testa, e le luci a soffitto le mettono in risalto gli zigomi.
«Niente bagagli. Niente telefono. E lei emana una evidente aura da “non rompetemi i coglioni”».
Inarco le sopracciglia guardando la donna con espressione incredula.
«Un’aura da “non rompetemi i coglioni”?».
Lei mi rivolge un sorriso da cospiratrice. «Sì. Se lei fosse una casa, la purificherei con la salvia».

Una notte all’insegna della follia, del divertimento, delle possibilità.
Una sola notte per mandare per aria ogni buon senso. Uno scambio di numeri, con la promessa e la speranza di sentirsi ancora. Forse.
Poi accade l’impensabile.
Dopo mesi e mesi di silenzio, si incontrano nuovamente ma non in circostanze piacevoli. Gwen è alla festa di compleanno del figlio di Bash in veste di fidanzata. Lei non sapeva, lui non immaginava. Tra i due viaggiano molte domande senza risposta e forse è meglio così, forse è il caso di chiudere definitivamente quelle speranze che in qualche modo sono rimaste accese dopo tutto quel tempo.
Il destino però, non ha ancora finito con loro.
Dopo altro tempo, si incontrano nuovamente ma questa volta nel paesino dove vive Bash. Infatti Gwen, ha accettato di insegnare Yoga nell’unica palestra del paese. Saranno mesi difficili, perché quelle speranze mai sopite, torneranno ad ardere più forti che mai.

Il mio personaggio preferito, che vince a mani basse in questo libro, è Clyde il pazzo.
Eroe del mio cuore.
Voi ancora non lo sapete ma quest’uomo, fuori di testa come una mina, sarà la ciliegina sulla torta in tutto. Parole forti le mie ma fidatevi.

Ora, per spiegarvi perché Bash è al momento il mio papà preferito di questa serie, dovrei fare subito uno spoiler e anche se la cosa viene fuori già nei primi capitoli, non me la sento di rischiare il linciaggio.
Questo è un problema, perché tutte le cose carine e coccolose che vorrei dire sono esattamente legate a quell’informazione. Posso dirvi che tra i due, è Gwen quella più intelligente (che novità) e che ha una pazienza infinita. Posso dirvi che tra i due, quello più giovine sembra lui e non lei ma che nel marasma della vita di Bash è impossibile non capire le sue scelte.
Come per Cade, anche Bash non crede di meritare di essere felice. Pensa di essere ormai troppo oltre, di non aver più tempo per rincorrere il desiderio di famiglia. Prova a salvare il salvabile ma nulla di più. Anche Gwen ha i suoi problemi, non arriva esattamente da un ambiente familiare facilissimo ma nella pratica dello Yoga ha trovato un equilibrio forte.
Clyde sarà il collante tra i due, la scusa perfetta per spiegare in modo sensato e maturo perché per due mesi vivranno sotto lo stesso tetto. Sarà però anche la principale sfida. Oltre ai loro sentimenti.

Come dicevo su instagram, con questo libro ho anche pianto.
Non ero assolutamente preparata ad un evento e sono stata colta di sorpresa. Centra ovviamente il lavoro di Bash (sto dicendo troppo) ma è stata la reazione della comunità a farmi crollare. Non aspettatevi pagine di tragedie immani, ho solo empatizzato su un preciso dettaglio però… però…

In linea generale, al momento è il mio preferito della serie Rose Hill ma è altrettanto vero che ne ho letti solo due, posso ancora ricredermi… c’è una cosa però che non cambierà; ovvero la mia voglia di leggere i libri di Elsie! Non vedo l’ora che arrivi anche la Gold Rush Ranch!

INFO

Autore: Elsie Silver
Pagine: 411
Prezzo: € 12.90
Uscita: 09 settembre 2025
Genere: Romance
Casa Editrice: Newton Compton Editori

TRAMA

Pilota di aerei antincendio dall’aria sempre imbronciata, Sebastian è il sogno proibito di tutte. Gwen non fa eccezione, ma ha un ottimo motivo per stargli alla larga: è il padre del suo ex. Una sera, un incontro fortuito si trasforma in una notte indimenticabile quanto irripetibile. O almeno è ciò che entrambi si ripromettono. Un anno dopo, però, il caso vuole che si trovino a vivere sotto lo stesso tetto, il che rende la situazione molto complicata, soprattutto per Gwen che proprio non riesce a togliersi Sebastian dalla testa, per quanto ci provi. Dal canto suo, Sebastian sta cercando di ricostruire il rapporto con suo figlio e cedere al desiderio per Gwen sarebbe l’equivalente di un tradimento imperdonabile. Tuttavia, giorno dopo giorno, l’attrazione tra Sebastian e Gwen cresce sempre di più fino a diventare incontenibile. I due sanno perfettamente cosa sarebbe giusto fare, ma il cuore non sempre è disposto a seguire le regole dettate dalla ragione…

My Roommate is a Vampire – Il mio coinquilino è un vampiro

My Roommate is a Vampire – Il mio coinquilino è un vampiro

  • Personaggi 30% 30%
  • Worldbuilding 40% 40%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 20% 20%

My Roommate is a Vampire – Il mio coinquilino è un vampiro

Recensione: Per chi non ha tempo (e tanta voglia) di leggere quello che andrò a scrivere su questo libro ma vuole comunque sapere che cosa ne penso… Beh, ecco un sunto ultra condensato delle cose importanti.

Copulano? Sì.
Dopo quanto? Oltre metà libro.
Ci sono troppe descrizioni del momento? Il giusto.
Sono infoiati? No (se non si contano i pensieri di lei).
Quante scene imbarazzanti ci sono? 300
Quante volte si sente la necessità di menarli?
Ne vale la pena? Corca…. ehm, no.

Ora, per chi invece vuole restare, parliamone.
Il mio coinquilino è un vampiro di Jenna Levine è la nuovissima pubblicazione firmata Ne/oN. Per chi bazzica sui social, sa bene che la casa editrice presta grande attenzione sia al contenuto ma soprattutto all’estetica dei propri libri, portandoli quasi più ad un livello da bookporn per noi feticisti. Pregio o difetto? Non mi è dato veramente saperlo.
So però che quando ho visto la notizia dell’uscita, si è acceso il desiderio di leggerlo e quando hanno messo a disposizione parte del primo capitolo, ero ben gasata.
Alla fine di tutto, cosa mi rimane in mano? Tempo buttato.
Forse è un pò esagerato, ho letto libri decisamente peggiori ma la delusione brucia ancora.

Cassie Greenberg è da sempre un’artista e, dopo aver conosciuto i lavori di Robert Rauschenberg, scopre di amare alla follia le arti applicate e del design. Essendo però una branca estremamente di nicchia, una volta finito di studiare non riesce a trovare lavoro.
Così, per sopravvivere in una città lontana, è costretta a fare due lavoretti. Al Gossamer, una caffetteria nata probabilmente per gli pseudoartisti hipster ma che nella realtà è prettamente gettonata da studenti e pendolari e in biblioteca, nel reparto bambini. Nel tempo libero invece porta avanti la sua passione, riuscendo qualche volta (raramente in realtà) a vendere un suo lavoro. Insomma, la vita base di quasi tutti gli artisti. Senza soldi e con una vita diversa da quella sognata in giovane età.
Cassie si imbatte in Frederick per caso. Lei è alla ricerca di un nuovo appartamento e lui ha da poco messo un annuncio dal prezzo ridicolo. Dove si cela l’inghippo?
Il problema cardine è che Frederick J. Fitzwilliam è in realtà un vampiro e ha bisogno di una mano. La sua conoscenza del ventunesimo secolo è imbarazzante e questo è uno dei motivi per cui l’affitto è così basso… non l’ha scelto lui ma quel gran burlone di Reginald, amico e custode ma anche un gran cretino.
Cassie inizialmente è ignara della natura di Frederick. Per lei l’affascinante coinquilino ha solo una routine insolita ed un comportamento che oscilla tra l’essere bizzarro e il vetusto. I bigliettini scritti a mano, lasciati in cucina ogni giorno, saranno il loro unico modo di interagire e per un pò le cose funzionano anche abbastanza bene, fino al momento in cui lei tornerà di corsa a casa per recuperare il blocco da disegno.

Vorrei fare una premessa o due.
Se hai già letto il libro e sei qui per capire perché lo sto valutando negativamente, sappi che non giudico i tuoi gusti se ti è piaciuto. Il fatto che A ME non sia andato giù, rimane un MIO problema.
Se fai parte della Ne/oN e stai leggendo il mio giudizio, grazie. Mi fa piacere che andiate a controllare cosa viene scritto dei vostri libri però, sappi che non vi sto insultando. Il mondo è bello perché è vario.
Se invece non hai ancora letto il libro e sei qui per prendere una decisione, prendi le mie parole con le pinze. Io posso dire che non ne vale la pena ma questa considerazione è basata sulla mia esperienza e quindi, non è legge. Valuta rispetto a quello che di norma leggi.

Quindi, perché cazzo non mi è piaciuto il libro?
Ci sto girando da due ore, lo so.
Devo dire che Cassie a pelle, mi ha ispirato fin da subito ad una certa antipatia. Non c’è una vera e propria ragione, inizialmente non fa nulla per farsi insultare dalla sottoscritta ma pian piano che leggevo, una cosa mi tornava sempre sotto gli occhi; la libido. Ora, non è che sia un difetto questo, il fatto che una donna single trovi attraente un uomo non fa scalpore ma ho trovato estremamente fastidiosi certi suoi pensieri.

Chiaramente, non era pervertito nemmeno la metà di quanto lo ero io.
Era un gentiluomo.
A seguito di quella realizzazione, mi aveva attraversata un’ondata di disappunto assolutamente fuori luogo.

Mi stai dicendo che ti infastidisce il fatto che non allunghi le mani? Davvero? Quanti anni hai, quindici?! La prima volta che si incontrano, lei rimane talmente tanto spiazzata dalla sua bellezza da non spiccicare parola per dei minuti interi. Sarei volentieri entrata nel libro per prenderla a schiaffi. In generale, per quasi tutto il tempo il suo modo di porsi alla vita e alle situazioni, fa venir voglia di menarla. O di lanciare il libro. Questa sensazione però si amplifica in alcuni punti specifici della storia.
1- Come scopre che Frederick è un vampiro.
Trova in giro per casa un oggetto che non avrebbe dovuto vedere. Non giudico la sua reazione, quasi certamente in molti sbroccherebbero malissimo al suo posto ma io mi chiedo, in tutto il tempo della loro convivenza… lui dove nascondeva quella cosa?! Non è che lei sia entrata in camera sua senza il permesso, si è solo recata in uno spazio comune. Perché proprio adesso deve cambiare luogo di ubicazione? Questa cosa mi puzza di forzatura…
2- Perché Frederick fa fatica ad integrarsi tra gli umani.
Lui e Reginald non sono dei veri e propri amiconi, perché da quello che sappiamo, quest’ultimo è uno sbruffoncello sempre pronto a fare qualche scherzo molto stupido. Però, tra uno zerbino imbarazzante e un affitto misero, si mette sempre a disposizione se ci sono problemi. Peccato che sia colpa sua se Frederick non è al passo coi tempi. Il motivo? Una cosa talmente ridicola che stentavo a crederci. Tra l’altro, non provano nemmeno a giustificare la dubbia scelta
3- Il finale allucinogeno
In questa storia c’è del Drama e se fosse stato gestito meglio, avrebbe acquisito diversi punti a suo favore. Invece, la soluzione del gran pasticcio finale è una barzelletta (e con sommo rammarico, non in senso letterale). Questa parte mi ha dato il colpo di grazia al cuore e pure ai neuroni. Non è divertente, non è romantica, non è adrenalinica… è solo una presa per il chiurlo. Frederick è sicuramente un gentiluomo d’altri tempi ma in questo preciso punto è passato più per lo zerbino lagnoso che per il gran figaccione secolare dal fisico possente. Poi ehi, mi sta bene che a salvare tutto e tutti sia la donna e non l’uomo, però c’è modo e modo. Non è obbligatorio usare i muscoli per risolvere le cose, basta un piano ben strutturato o comunque spirito di adattamento ma l’uso dei social… non posso dire cosa succede esattamente, non posso entrare nei dettagli di ogni punto che ho elencato sopra perché ovviamente farei spoiler non richiesti (e forse già così, ho detto troppo), però fidatevi se vi dico che fa acqua da tutti i fori. Il piano è incerto, altamente ridicolo, bambinesco ma a quanto pare funziona. Non me ne capacito.

In tutto questo mare di indignazione (solo mia, a quanto pare) ci sono anche dei momenti buoni.
Ad ogni capitolo c’è una prima parte raccontata dagli occhi di Lui e sono state le parti più simpatiche.

Buonasera, Reginald.

Ehi Freddie bello mio che combini

“Combino” diverse cose.
Prima di tutto, volevo informarti che ho fatto a pezzi e mi sono liberato di quell’orrendo zerbino di benvenuto che ho trovato davanti alla porta ieri.
Immagino sia tu colui che lo ha messo lì?

Awww non ti è piaciuto?

Certo che non mi è piaciuto maledetto pagliaccio.

Ma mi sono impegnato così tanto a scegliere un regalo che ti piacesse

Ne dubito fortemente.

— — —

Cosa ci dovrei fare con un ricamo che dice “Casa dolce casa” fatto di qualcosa che odora e ha tutto l’aspetto di interiora umane, Freddie
Perché pensavi che lo avrei voluto

Pensavo che si abbinasse bene al tuo arredamento, Reginald.

Okay, ci sta

Frederick è un pò la vittima di turno ma anche se in modo bizzarro, ci prova veramente ad adattarsi. Il che fa molti ridere e anche un filo di tenerezza, vista la sua età.
Certo, continuo a chiedermi come riesca a non adattarsi velocemente al nuovo mondo dato che per sopravvivere dovrebbe integrarsi il più possibile… ma comunque.
La parte romantica della storia è abbastanza adolescenziale, costellata di risolini e volontario gnorri sui propri sentimenti ma tutto sommato, non stucchevole.

«Anche io sono curiosa.»
Aveva piantato gli occhi nei miei. «Cosa?»
Cercando di rimanere salda, avevo chiarito: «Non ho mai baciato un vampiro». Non dovevo ammettere che mi ero chiesta come sarebbe stato baciare lui nello specifico, giusto? «Quindi sono curiosa di come potrebbe essere.» Alla vista dell’espressione sconvolta sulla sua faccia avevo aggiunto: «Solo da un punto di vista intellettuale».
Una pausa. «Certo.»
«Per la scienza, a dire il vero.»
«La scienza.»
«Ragioni comparative.»
«Quali altre ragioni potrebbero esserci?»

Chiudo con il dire che sì, mi pento di essermi fiondata in libreria a comprarlo tipo due giorni dopo l’uscita ma che comunque non lo darò via.
Delusa sì, esteta sempre.

«Cassie sarà a casa tra poco» aveva detto Frederick. «Ti chiedo per favore di andartene prima che torni a casa. Non desidero discutere oltre questo argomento con te.»
«No» aveva detto la donna in tono piatto. «Intendo incontrare questa ragazza umana per cui ti sei preso una tale sbandata.»
Frederick aveva abbaiato una risata senza ironia. «Dovrai passare sul mio cadavere.»
«Abbastanza semplice da organizzare.»

INFO

Autore: Jenna Levine
Pagine: 352
Prezzo: € 18
Uscita: 17 settembre 2025
Genere: Romance; Narrativa
Casa Editrice: Ne/oN

TRAMA

Cassie Greenberg adora la sua carriera di artista, ma non è semplice guadagnarsi da vivere. Sta per essere sfrattata quando trova un appartamento troppo bello per essere vero in un altrettanto bel quartiere di Chicago. Ci dev’essere un trucco: solo qualcuno con un segreto da nascondere affitterebbe una stanza a quel prezzo. E, com’è ovvio, il suo coinquilino Frederick J. Fitzwilliam è tutt’altro che normale. Dorme di giorno, esce la sera per lavoro, e parla come se fosse uscito da un romanzo rosa d’altri tempi. Lascia anche bigliettini a Cassie in giro per l’appartamento, si interessa alla sua arte e alle sue giornate, e non è per niente male a torso nudo, nelle rare occasioni in cui sono entrambi a casa e svegli. Ma quando Cassie trova delle sacche di sangue in frigorifero, Frederick deve confessarle la verità… Il nuovo coinquilino sexy di Cassie è un vampiro. E ha una proposta da farle.

Abissi e incanto. The hidden society

Abissi e incanto. The hidden society

The hidden society. Abissi e incanto di Ella Archer
  • Personaggi 40% 40%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 60% 60%

Abissi e incanto. The hidden society

Recensione: Lo scorso gennaio, ho scoperto Stelle e ottone di Jude Archer, e sono entrata nel mondo della Hidden Society.
I quattro libri che compongono questa saga, sono però scritti da quattro persone differenti che però spinte da un sogno comune, si sono unite sotto lo stesso cognome; Archer.
Abissi e incanto, è il secondo volume e dei personaggi precedenti, ci sono solo un paio di riferimenti.

Safira, la Perla del Palazzo Sommerso, è una giovane sirena che deve affrontare il rituale di passaggio per poter accedere al suo totale potenziale magico e per raggiungere la perfezione estetica che, per il suo popolo, è di vitale importanza. Non solo, per lei è estremamente importante la riuscita di questa cosa perché fin da quando è nata, ha una macchia sul collo che la rende estremamente imperfetta e perché è la figlia della Regina Partenope. Insomma, il suo Primo Sangue deve essere esemplare.
E invece.
Trova l’umano da sacrificare ma qualcosa va storto.
La macchia rimane al suo posto e i suoi poteri non aumentano.
Disonore.
Viene così esiliata dal suo stesso regno ma mentre viene cacciata, una maride le svela una frase che potrebbe salvarle la vita e forse, darle anche un po’ di speranza.
Safira trova asilo in un mondo che odia ma per sua fortuna, la casa che la accoglie è piena di persone bizzarre ma dal cuore grande.

Come dicevo, questo è il secondo libro.
Il terzo è appena uscito e l’ultimo, spero arrivi entro la fine dell’anno. Rispetto alla volta precedente, questa storia si svolge per le vie di Napoli e della Hidden Society, si sente solo una vaga presenza. Dato che Safira è una sirena e Aris, un giovane marinaio, tutta la storia si svolge in mare o appena lì vicino.
L’ho apprezzato come il precedente? No.
L’ho apprezzato anche solo la metà, di Stelle e ottone? No.
Non me ne vogliate ma Safira l’avrei affogata mentre era nella sua forma umana e Aris è un principe azzurro paraculo.

Safira ha passato tutta la sua giovane vita ad essere disprezzata dalla sua gente. La macchia che ha sul collo è uno sfregio alla loro passione per la perfezione, e anche se è vero che le giovani sirene ed i giovani tritoni raggiungono la perfezione solo dopo il Primo Sangue, lei sarebbe comunque dovuta morire appena nata. Però no, essendo la prossima erede al trono, la gente a malincuore ha chiuso un occhio. Fino al giorno del rito.
Viene scacciata, ripudiata dalla persona che sosteneva di amarla. Solo una giovane serva le dà una mano, anche a costo della sua vita. Fugge nel mondo degli umani, che ha sempre odiato e considerato come prede, con il desiderio di formare un nuovo legame con un umano e tentare una seconda volta il rituale. Perché vuole tornare dalla sua gente. La stessa che l’ha sempre trattata male. Mentre è lì, in “missione”, ha però il coraggio di sentirsi offesa quando un umano la tratta come un suo simile. LEI, LA PERLA DEL PALAZZO SOMMERSO, COME OSANO DARLE ORDINI. Io la affogo. Non solo vuole tornare in un posto che palesemente non l’ha mai accettata ma fa pure la primadonna.
Aris è una parentesi a mio avviso inutile. Ok, è il protagonista maschile e il ragazzo con sui Safira lega una seconda volta. Dovrebbe essere la nuova vittima per il rituale ma ovviamente, le cose non procedono come previsto, solo che come personaggio, fa più da spalletta. Tra l’altro, la scena con l’Idra (non posso dire cosa succede, sarebbe spoiler) è utile quanto un bastone nel deserto. Questa scena in particolare è stata messa solo per far sì che alla fine potesse succedere una cosa alla fine.
Con questo non voglio dire che il libro è brutto.
Ci sono molti personaggi secondari interessanti e l’ambientazione è molto evocativa, la storia si legge in modo scorrevole. Però ecco, ho apprezzato molto di più Camilla la vampira che Safira.
Non mi pento di aver preso il libro.

INFO

Autore: Ella Archer
Pagine: 420
Prezzo: € 24
Uscita: 24 settembre 2024
Genere: Fantasy
Casa Editrice: Il Castoro

TRAMA

Safira, la Perla del Palazzo Sommerso, si sta preparando al Primo Sangue, il rito che le permetterà di diventare una sirena perfetta e renderà la sua magia potente e completa. Deve solo uccidere un umano, poi il suo destino potrà finalmente compiersi. Ma quando il rituale non funziona, sua madre, la Regina Partenope, la esilia sulla terra, allontanandola per sempre dal regno. La sirena, ora nella sua forma umana, inizia a vagare per Napoli alla ricerca di un ragazzo speciale per provare a celebrare nuovamente il rituale. L’incontro con Aris, un giovane marinaio, sconvolge e distrugge tutte le certezze di Safira, portandola a interrogarsi anche su sé stessa. Quando la principessa si accorgerà di essere ormai innamorata di lui, potrà ancora ucciderlo?

La casa della morte

La casa della morte

  • Personaggi 30% 30%
  • Worldbuilding 50% 50%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 35% 35%

La casa della morte

Recensione: Amanda e Josh sono fratelli, rispettivamente di dodici e undici anni, e si stanno per trasferire nella casa ereditata dopo la morte di un lontano prozio.
Cascata Tenebrosa, paesino dalle tinte tradizionali e stranamente silenzioso, sembra non piacer molto ai due ma l’inaspettata fortuna è troppo allettante per i loro genitori, quindi tocca inscatolare tutto e salutare gli amici di sempre.
Tra i capricci insistenti di Josh, gli strani comportamenti da parte del loro vecchio cane e le “allucinazioni” di Amanda, la permanenza non è facile. Siamo però sicuri che tutte le stranezze, siano solo il frutto della stanchezza e del cambio di routine?
«Una volta abitavo in questa casa…»

Per questa lettura devo obbligatoriamente incolpare Yotobi. Nel luglio 2023 decide di parlare dei primi 62 titoli dei Piccoli Brividi ed io, che da bambina non leggevo una fava ma da adulta sì, ho improvvisamente sentito il bisogno di recuperarli. Tutti.
Questo è il primo titolo.

Trovo che non ci sia poi molto da dire, si tratta di una storia dell’orrore per bambini, che ha uno sviluppo veloce e poche spiegazioni.
Marchio ormai noto della serie.

Amanda e Josh sono nati e cresciuti nella stessa casa, pensare quindi di doversi trasferire lontano dagli amici e da ciò che conoscono bene, è un trauma difficile da gestire. Il cambio dei punti fermi è una grande cosa e ci sta che qualcuno non la prenda benissimo. Vuol dire anche salutare, spesso per sempre, gli amici storici perché poi si è troppo dipendenti dai genitori per riuscire a vederli in tutta tranquillità. Inoltre, il maniero anche se è molto grande, risulta sinistro e freddo… come se dentro ci vivessero dei fantasmi. Ed è proprio uno di loro che Amanda vede, ma che inizialmente scambia per un semplice intruso.
Colta dalla paura, chiama i genitori ma nessuno le crede. Eppure lei è sicura, irremovibile. Daltronde, come si può scambiare un mucchio di lenzuola per una bambina e viceversa? Sembra che invece sia così.
Pare si sbagli anche sui loro nuovi amici, che inizialmente sembravano minacciosi ma che alla fine, risultano esser tutti simpatici. Forse.
Anche il comportamento strano del cane, che improvvisamente sembra molto interessato al cimitero e abbaia a tutti, sembra che sia assolutamente in linea con i grandi cambiamenti avvenuti. Chissà.
I cambiamenti hanno bisogno di tempo per esser assorbiti e superati.
Se però, si accelerano gli avvenimenti?
Tipo il mio odio per Amanda.
Lo so, è una dodicenne e non posso seriamente arrabbiarmi con una ragazzina che si incaponisce su qualcosa, ma le sue lamentele del “eh ma io ho visto qualcuno, DOVETE credermi, so di non essere pazza” quando poi nessun’altro vede le stesse cose, ad un certo punto mi hanno sfinito. E annervato. Non capisce che in quel modo i genitori la ascolteranno sempre meno (e li capisco).

Comunque, quello che succede tra la fuga del cane, il suo ritrovamento e la fine del libro, si svolge ad una velocità quasi mistica e le risposte che otteniamo sono pari a zero. So che non dovrei mettere a confronto questo titolo con altre cose che leggo abitualmente e che il target è ben lontano dal mio ma, seppur a malincuore, devo dire che è stato “difficile” arrivare alla fine.

INFO

Autore: Robert L. Stine
Pagine: 182
Prezzo: € 6.56
Uscita: 10 maggio 2016
Genere: Horror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Eravamo alla metà di giugno, eppure il cortile era ricoperto da un soffice tappeto di foglie morte che si sbriciolavano sotto i piedi, man mano che risalivamo il viale verso la casa, con uno scricchiolio che non esiterei a definire sinistro…

The love hypothesis. Il teorema dell’amore

The love hypothesis. Il teorema dell’amore

  • Personaggi 85% 85%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 95% 95%
  • Cover 75% 75%
  • E il finale 90% 90%

The love hypothesis. Il teorema dell’amore

Recensione: Olive è una dottoranda in Biologia, intelligente e dal cuore grande. Così grande, che per convincere la sua migliore amica che Jeremy non le interessa più, bacia la prima persona che incontra in corridoio, facendola passare per la sua nuova frequentazione. Peccato però che la vittima sia nientemeno che il bel tenebroso Adam Carlsen, giovane professore odioso.
Eppure, anche se la sua reputazione lo dipinge come un essere senza un briciolo di empatia, una volta capito le motivazioni del disastroso piano di Olive, decide di aiutarla. Anche perché anche lui ha bisogno di una mano e dato che hanno fatto trenta per lei, perché non approfittarne e fare trentuno con lui?
Faranno credere a tutti di essersi fidanzati.
In fondo, non potrà esser poi così difficile fingere per qualche settimana? Condividere un caffè una volta a settimana per tenere in piedi la messa in scena, sorridersi, condividere un po’ di spazio personale l’uno con l’altro.
No?

«Perché me lo chiedi?»
«Mi sembra una cosa che dovrei sapere.»
«Perché?»
«Perché se qualcuno cerca di capire se stiamo davvero uscendo insieme, potrebbe essere una delle prime domande che mi rivolge. Tra le prime cinque, di sicuro.»
La studiò per qualche secondo. «Ti sembra uno scenario probabile?»
«Più o meno quanto fingere di uscire con te.»
Adam annuì, come se ammettesse il suo punto di vista. «Okay. Il nero, credo.»
Lei sbuffò. «Figuriamoci.»
«Che cosa c’è di male nel nero?»
«Non è nemmeno un colore. Non è un colore, tecnicamente.»
«Sempre meglio del verde vomito.»
«No.»
«Sì invece.»
«Be’, si adatta alla tua personalità da rampollo delle tenebre.»
«Che cosa vuol dire…»
«Buongiorno.» La barista sorrise allegramente. «Che cosa posso servirvi oggi?»
Olive fece segno a Adam di ordinare per primo.
«Caffè.» Le lanciò un’occhiata prima di aggiungere timidamente: «Nero».
Olive dovette chinare la testa per nascondere un sorriso ma, quando lo guardò di nuovo, vide che aveva curvato l’angolo della bocca.

Non sono una grande appassionata di commedie romantiche ma quando c’è il cambio di stagione o quando sono particolarmente stressata, trovo siano perfette.

Olive è il classico esempio di come sia sottile la linea tra l’amore verso i propri amici e le pessime scelte. Far finta di uscire con qualcuno per convincere la tua amica nell’uscire con una tua ex frequentazione di cui non ti importa veramente più nulla, credo sia una cosa super carina ma andare alla cieca, denota uno scarso amore per sè stessi.
A parte tutto, strano ma vero, trovo Ol un personaggio privo di difetti e anzi, mi ci sono immedesimata molto, soprattutto la questione spinosa che viene fuori con Tom (un ricercatore e amico di Adam). Mi è piaciuto di come pian piano, cerchi di trovare un punto di incontro con Adam e di come tra i due nasca effettivamente un’amicizia. Mi hanno fatto molto ridere le situazioni imbarazzanti (come la crema solare) e i loro (finti) battibecchi sui gusti l’uno dell’altro.

«Non sopporto il cioccolato.»
Olive lo fissò e scosse la testa incredula. «Dici sul serio? Odi tutto ciò che è delizioso, adorabile e confortante?»
«Il cioccolato è disgustoso.»
«Tu vuoi unicamente vivere nel tuo mondo buio e amaro, composto di caffè nero e bagel insulsi con insulsa crema di formaggio. E, ogni tanto, patatine con sale e aceto.»
«Sono chiaramente le tue preferite…»
«Non è questo il punto.»
«E sono lusingato che tu abbia memorizzato le mie ordinazioni.»
«Aiuta il fatto che siano sempre uguali.»
«Almeno io non ho mai ordinato un Unicorn Frappuccino.»
«Era squisito. Aveva il sapore dell’arcobaleno.»
«Cioè dello zucchero e del colorante alimentare?»
«Le mie due cose preferite nell’universo.»

Ma poi

Domenica il cellulare le squillò mentre correva sul tapis roulant della palestra. Quando il nome di Adam comparve in cima allo schermo, si affrettò a leggere. Soltanto che non c’era molto da leggere: era l’immagine di un’enorme bevanda in un bicchiere di plastica, sormontata da quello che sembrava un muffin. La didascalia recitava orgogliosamente FRAPPUCCINO ALLE SPEZIE e, sotto, un messaggio.
ADAM: Credi che riuscirò a portarlo di nascosto sull’aereo?
Lei sorrise come un’ebete.
OLIVE: La Transport Security Administration è nota per l’incompetenza.
OLIVE: Anche se forse non fino a questo punto?
ADAM: Peccato.
ADAM: Vorrei che tu fossi qui, allora.
Olive continuò a sorridere per molto tempo. Poi, quando si ricordò del casino in cui si era messa, tornò seria e sospirò

Sono un tripudio di cuorici ed unicorni.
Frecciatine, sorrisi e tanta tolleranza verso qualcosa di diverso. Anche molto sostegno, ma non di quello dove “andrà tutto bene”. E’ l’esserci concretamente, senza indorare la pillola ma comunque cercando di comprendere ed essere di sostegno.

La cupezza di Adam a parere mio è un tema molto interessante.
Per tutto il campus è temuto dai sottoposti e osannato dai professori perché è bravo e metodico. Lui è l’unico a far piangere i dottorandi alla velocità della luce, pretende la perfezione e non gli importa se non lo sopportano (nemmeno se ne accorge). Per lui la scienza deve esser fatta in modo rigoroso e basata sui fatti.
Faccio il mio lavoro. Che non è dare riscontri piacevoli o alimentare l’autostima degli specializzandi del dipartimento. Il mio compito è formare ricercatori rigorosi che non pubblichino porcherie inutili o dannose, capaci di ostacolare il nostro settore. Il mondo accademico è pieno di pessima scienza e di scienziati mediocri. Non me ne frega niente di come mi vedono i tuoi amici, purché il loro lavoro sia all’altezza delle aspettative. Se vogliono arrendersi quando qualcuno dice loro che non lo è, allora facciano pure. Non tutti hanno ciò che serve per essere scienziati, e quelli che non ce l’hanno vanno eliminati.
Un pò duro, non lo nego, però è difficile non appoggiare queste parole. Se penso a cosa c’è nel mondo accademico quasi quasi mi viene da dire “più Adam per tutti”.
Perché il suo modo di fare denota comunque una grande passione in quello che fa, lui si dedica anima e corpo in questo ed in cambio pretende lo stesso dagli altri.

Menzione speciale anche a Malcom e Anh, che sono i migliori amici di Ol e che sono anche la sua famiglia.
L’unico difetto che ho trovato, secondo me è l’epilogo. Un pò meh rispetto al resto.

INFO

Autore: Ali Hazelwood
Pagine: 326
Prezzo: € 15.90
Uscita: 21 giugno 2022
Genere: Romance
Casa Editrice: Sperling & Kupfer

TRAMA

Dottoranda in Biologia, Olive Smith crede nella scienza, non nell’amore. Non le è mai importato granché di avere una relazione e di sicuro non le importa di Jeremy, un ragazzo con cui è uscita un paio di volte in tutto. Si dà il caso, però, che lui piaccia da morire alla sua amica Anh, ed è proprio per convincere quest’ultima che Jeremy appartiene al passato che Olive una sera bacia il primo ragazzo incontrato in laboratorio, fingendo che sia il suo fidanzato. Costui, però, si rivela essere Adam Carlsen, giovanissimo professore sexy, noto per comportarsi sempre da tiranno con tutti. Per questo Olive rimane a bocca aperta quando lui accetta di reggerle il gioco con l’amica, rivelandosi una persona affascinante e gentile. All’improvviso, un appuntamento finto dopo l’altro, il mondo di Olive viene stravolto, tanto che è costretta a mettere il suo cuore sotto un microscopio e ad analizzare i suoi sentimenti per Adam. Riuscirà a comprendere che il teorema dell’amore non segue alcuna dimostrazione?