Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 80% 80%

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Recensione: Ormai ci siamo abituati a conoscere due versioni di Sherlock Holmes.
Quella originale di Arthur Conan Doyle, e quella cinematografica di Robert Downey Jr, che pur essendo lo stesso personaggio, hanno caratteristiche differenti. Il secondo, è realmente tanto diverso dal primo? Sotto molti punti di vista, mi verrebbe da dire che effettivamente ci siano molte differenze ma, c’è un dettaglio che li accomuna anche se nella versione letteraria non si vede praticamente mai.
Arthur Conan Doyle ha creato un personaggio pensatore, un tipo di persona che ha studiato solo ed esclusivamente quello che solleticava il suo interesse e ignorato tutto il resto. Però, il dettaglio che lo accomuna a  Robert Downey Jr, è il combattimento.

Lo so, chi ha letto i suoi libri si starà chiedendo se ho sbattuto la testa ma, nel 1903 uscì L’avventura della casa vuota.

«Quando raggiunsi l’estremità ero in trappola. Non estrasse un’arma, ma si scagliò contro di me e mi avvinghiò con le sue lunghe braccia. Sapeva che la sua partita era persa, ed era soltanto ansioso di vendicarsi su di me. Vacillammo insieme sul bordo della cascata. Io avevo, tuttavia, qualche nozione di baritsu, ovvero il sistema di lotta giapponese, che mi è stato più di una volta assai utile. Scivolai attraverso la sua presa, ed egli con un orribile grido scalciò furiosamente per alcuni secondi ed artigliò l’aria con entrambe le mani. Ma con tutti i suoi sforzi non riuscì a trovare l’equilibrio e andò giù. Con il viso oltre il bordo lo vidi cadere per un lungo tratto. Poi colpì una roccia, rimbalzò e cadde in acqua con un tonfo.»

In questa scena, venne descritto questo tipo di combattimento chiamato Baritsu, che nella realtà si dovrebbe chiamare Bartitsu ed era considerato il the gentleman’s martial art.

La disciplina nacque nel 1898 da Edward William Barton-Wright, dopo aver passato tre anni in Giappone. 
Il Bartitsu era (ed è) un mix di varie discipline “Quando si affermò a Londra, l’arte si espanse per incorporare tecniche di combattimento delle scuole di Jūjutsu Tenjin Shinyō, Fusen e Daito, come anche il pugilato britannico, lo schwingen svizzero, la savate francese e uno stile difensivo con la canne (combattimento con il bastone) sviluppato dallo svizzero Pierre Vigny. Il bartitsu comprendeva anche un sistema completo di allenamento di cultura fisica.”.
Ed ecco quindi il collegamento insolito tra i due personaggi. 
 
Tra l’altro, il Bartitsu non era solo per gli uomini. Molte donne vennero invogliate ad apprendere quel tipo di difesa dato che non c’era bisogno di usare le armi e che ogni oggetto poteva essere molto utile (quindi un delicato ombrellino di pizzo, usato nel modo corretto, poteva trasformarsi nell’arma perfetta). 
 
 
Passiamo però, al volume di oggi. 
Questa è una raccolta di racconti su Sherlock, scritta però da vari autori che hanno dato il proprio tocco personale al personaggio. 
Dato che sono tanti, ci siamo suddivisi i racconti e abbiamo avuto tutti all’incirca lo stesso numero di titoli. A me, sono toccati: Il ricercato (pag 35), I gioielli marziani della corona (pag 307), Ancora una volta per pura fortuna (pag 517), L’attrice sconvolta (pag 673) e La south sea soup company (pag 915).
La cosa che più mi è piaciuto di questi racconti, è la nuova visione che c’è stata di un personaggio e di un mondo che già conosco. Non sono un’esperta di Sherlock, non ho nemmeno una memoria formidabile ma, per farvi un esempio, vederlo in veste di marziano su Marte… Beh, mi ha fatto immensamente ridere. In ogni storia rimane immutato il suo carattere un pò altezzoso e l’immenso acume, eppure appaiono sfumature irreali e allo stesso tempo estremamente adeguate. Non c’è stato un racconto che mi sia parso “fuori luogo”.
INFO

Autore: Vari Autori
Pagine: 982
Prezzo: € 28
Uscita: 27/10/2020
Genere: AntologiaGialliThriller
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Il più grande investigatore di tutti i tempi vide la luce dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle nel 1887 ed è stato protagonista di quattro romanzi e oltre 50 racconti, che non sono bastati a narrarne tutte le vicende. Quella lacuna viene colmata da altri scrittori tutti di grande calibro che si sono cimentati con il personaggio da cui è nata la letteratura poliziesca. Da Neil Gaiman a Stephen King, passando per Anne Perry, Antony Burgess e molti altri, sono in tanti ad aver voluto regalare nuove vite all’investigatore di Baker Street. I loro racconti sono riuniti in questo volume.

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes Bartitsu
In fuga da Houdini. Escaping from Houdini

In fuga da Houdini. Escaping from Houdini

In fuga da Houdini
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 65% 65%

In fuga da Houdini. Escaping from Houdini

Recensione: Se avessi iniziato a leggere i libri della Maniscalco partendo da questo volume, io e lei saremmo partite sicuramente con il piede giusto.

Torniamo nuovamente a leggere le (dis)avventure di Audrey Rose Wadsworth e  Thomas Cresswell, che sono peggio della Signora in Giallo e del Detective baffuto. Dove passano loro, stiamo tranquilli che ci scappano almeno uno o due morti, portandoli quindi a non poter vivere un momento di pace. Perchè ecco, dopo le peripezie nel cercare Jack lo Squartatore e nell’impresa assurda di smascherare il finto vampiro Dracula, dovevano godersi una settimana di ferie sulla nave da crociera Etruria.

Solo che già dal loro arrivo, iniziano ad accadere cose spiacevoli  ai passeggeri, quindi con lo zio J. Wadsworth sono costretti a prendere in mano la situazione e indagare a fondo. Anche perchè ne va della stessa vita di Audrey, visto le vittime sono delle giovani donne.

A rendere tutto più complicato, oltre all’impossibilità di muoversi al di fuori della nave, ci sono anche i membri del Circo al chiaro di luna. Artisti itineranti molto abili con fuoco e armi ma, anche con la divinazione ed i tarocchi, se poi aggiungiamo alla scena Harry Houdini, capite bene che le cose sono estremamente complicate. Vogliamo anche metterci un capo di nome Mefistofele? Perchè insomma, uno che si fa chiamare come un demone, riscuote sicuramente una grande fiducia.

Quindi insomma, anche questa volta siamo alle prese con un caso di vitale importanza, che però metterà a dura prova anche il rapporto dei nostri valorosi personaggi.

Che io non provi una grande simpatia per Thomas è ormai risaputo. Non subisco il suo fascino e anzi, spesso e volentieri le sue insicurezze nel campo amoroso mi portano ad essere più insofferente del previsto però, devo ammettere che in questo volume l’ho trovato più sopportabile. Che a fine quadrilogia, io arrivi ad apprezzarlo pienamente? Ne dubito, però la sua crescita/il suo cambiamento è sicuramente più palpabile rispetto a quella pazza boriosa di Audrey Rose.

Ancora una volta, ho apprezzato veramente poco questo personaggio. Lei questa volta è risultata di una banalità disarmente e di una frivolezza che mal si addice al ruolo che vorrebbe ricoprire. Certo, è un personaggio che sta ancora crescendo e se dovessi mettermi a contronto con lei, risulterebbe su molte cose molto più sveglia eppure, dall’inizio di questa avventura si è proclamata una persona concreta e al di sopra delle frivolezze stupide molto tipiche delle donne, e poi ricade nelle piccolezze. A questo punto, preferisco la cugina Liza, che è quel tipo di personaggio frivolo ma fresco che se presentato come personaggio di supporto funziona molto bene.

Comunque sia, l’ambientazione mi è piaciuta moltissimo e quel senso di claustrofobia, creata dal fatto che oltre la nave ci fosse solo desolazione e molta acqua, mi ha fatta entrare per bene nella storia. Anche gli artisti sono stati una scoperta, un’aggiunta che ho profondamente gradito e che a parere mio sono stati presentati in modo eccezionale. Mistero e magia la fanno da padroni, come la presenza dei tarocchi.

Ecco, sui tarocchi vorrei fare una menzione particolare.

Non è il primo libro che leggo dove vengono usate come perno della storia. Trovo sia un pò una moda e la cosa da un lato mi spiace, perchè conoscendo lo scetticismo della gente, andrà a finire che verranno visti ancora una volta come un elemento campato per aria e privo di una certa serietà che a mio avviso, sarebbe giusto dare.

INFO

Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 580
Prezzo: € 22
Uscita: 15/09/2020
Genere: ThrillerHorror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

In fuga da Houdini Maschere e Tarocchi
Alla ricerca del Principe Dracula. Hunting Prince Dracula

Alla ricerca del Principe Dracula. Hunting Prince Dracula

Alla ricerca del Principe Dracula di Kerri Maniscalco
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 67% 67%

Alla ricerca del Principe Dracula. Hunting Prince Dracula

Recensione: Siamo nuovamente tornati qui, con il secondo libro della Moniscalco. 

In questa nuova avventura, troviamo nuovamente la coppia che scoppia; Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell. Questa volta sono diretti al Castello di Bran, vecchia dimora del temibile Vlad l’Impalatore (cosa in realtà non vera, perchè la sua dimora si trovava a Poienari, ma sono dettagli…) ed ora, la più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. 

Una volta lì, i due scoprono che la loro ammissione (o meno) al corso avverrà più avanti, dopo un test severissimo ma non è solo l’incertezza del futuro a scuotere la loro anima. Prima di arrivare lì, un passeggero del loro treno viene trovato morto e imbottito di aglio e successivamente una fine analoga tocca anche ad uno studente. Che le dicerie sul ritorno del Conte Vlad, siano vere? Esistono le creature della notte? Oppure c’è qualcuno che si nasconde dietro alle leggende? 

Si sa però, che dietro ad una vecchia leggenda strampalata, c’è sempre qualcosa di vero. 

Sono un pò titubante. 

Come avrete capito dal primo libro, non provo un grande amore per Audrey Rose e nemmeno per Thomas. Sono due figure da un lato interessanti ma dall’altro, con dei comportamenti che trovo estremamente fastidiosi. 

Anche in questa loro nuova avventura, pur avendola divorata in poco tempo, mi ha fatto innervosire innumerevoli volte. 

Audrey Rose, ancora scossa dagli avvenimenti successi con Jack lo Squartatore, si mette in viaggio per il suo futuro pur avendo delle allucinazioni piuttosto insistenti. Questo dettaglio, che la seguirà per tutto in secondo libro, mi ha lasciato estremamente perplessa perchè pur essendo un espediente buono per la storia, mal si addice a tutto il resto. Che la ragazza sia ancora scossa, posso capirlo e posso anche accettare una parte dei suoi timori. Eppure, l’idea che abbia delle allucinazioni così forti da farle quasi perdere il contatto con la realtà è un dettaglio che va oltre all’immagine che ci siamo fatti fino ad ora. 

Non osiamo poi parlare di Thomas, che per cercare di “aiutare” la sua compagna, in molte occasioni si rende più un danno che altro e con l’apice della loro litigata, raggiunge poi il top gamma per farsi perdonare. Questo non posso dirvelo, sarebbe uno spoiler di cattivo gusto, ma quando arriverete alla sera dell’incontro all’obitorio… beh, capirete. 

Quello che più mi lascia titubante, è che comunque sia stata una lettura scorrevolissima e interessante.

Per quanto io provi un certo fastidio nei protagonisti, tutto quello che li circonda e che fa da sottofondo, l’ho adorato e quindi, mio malgrado, ve li consiglio molto volentieri. 

INFO

Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 468
Prezzo: € 20
Uscita: 15/09/2020
Genere: ThrillerHorror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi – unica donna – alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell’oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l’Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula. Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all’oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

Alla ricerca del Principe Dracula di Kerri Maniscalco_Vlad empalador conde haciendo honor a su apodo
Sulle tracce di Jack Lo Squartatore [ANTEPRIMA]

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore [ANTEPRIMA]

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore di Kerri Maniscalco
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 70% 70%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 70% 70%

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore [ANTEPRIMA]

Recensione: Conosciamo tutti la storia di Jack lo Squartatore.

Nella Londra del 1888, si aggirava un killer seriale spietato che squartava le vittime, nel quartiere di Whitechapel. Tutte donne, tutte prostitute.

L’uomo vanne chiamato così, dopo una lettera mandata da lui stesso.
Non venne mai catturato.

Da allora ad oggi, complice il mistero della sua identità, sono stati sfornati molti film, libri, videogiochi e brani musicali.

Kerri Maniscalco, ha voluto dare una sua interpretazione della storia, da un punto di vista a me insolito.

La protagonista di questa prima avventura, è l’ipocrita Audrey Rose Wadsworth, figlia di un Lord ipocondriaco.

Nell’epoca Vittoriana, dove la figura patriarcale è dominante, lei non si fa piegare da niente e nessuno. Motivo per cui riesce a divantare l’apprendista dello Zio e sotto travestimento, frequenta i corsi di medicina legale. Ovviamente, senza il consenso del padre.

Vivere quindi due vite, di cui una estremamente segreta, non è affatto facile ma a complicare le cose, ecco che arrivano delle morti violente e la sua libertà di movimento, diventa sempre più misera.

Non volendoci far mancare nulla, da subito entra in scena il “collega” Thomas Cresswell. Altro borioso personaggio, probabilmente in linea con i canoni del periodo.

Parlo subito male di Audrey, per il semplice motivo che per quanto io possa apprezzare i caratteri forti, lei mi suona troppo forzata.

La madre morì quando lei era piccola, quindi dubito fortemente che data la sua posizione nella società, non ci sia stata nessuna figura femminile al suo fianco durante la crescita. Parla tanto delle sue coetanee, molto frivole e legate ad una dittatura familiare soffocante, quando lei sembra una contraddizione vivente.

Anche il padre, mi risulta molto esagerato, con la sua fobia dei germi.

Non faccio allusioni particolari al fatto che viene nominata spesso la mascherina come protezione, questa è una coincidenza bizzarra, ma proprio al fatto che il suo timore è più incentrato su questo e non per tutto il resto. Ha una figlia in età buona da matrimonio, sola, senza una madre e che succede? “Copriti la bocca quando sei fuori”. Eh, certo.

Lo so che le fobie non si controllano, ma non sono riuscita a capire del tutto questo modo di fare.

Nessuna dodicenne dovrebbe mai vedere l’anima della propria madre scivolare nell’abisso. Per la prima volta nella mia vita mi ero sentita impotente. Dio mi aveva delusa. Avevo pregato e pregato, come mi aveva sempre detto di fare la mamma, e per cosa? La morte alla fine l’aveva reclamata comunque. Era stato in quel momento che avevo capito di dovermi affidare a qualcosa di più tangibile dello Spirito Santo.

La scienza non mi aveva mai abbandonato, a differenza di quanto aveva fatto la religione quella notte.

In generale comunque, stonature a parte, ho apprezzato molto la fluidità di lettura.

Non sono particolarmente affermata sull’argomento, forse è il secondo libro sull’argomento che prendo tra le mani, ma ho apprezzato la cupezza di Londra e la drammaticità nel dover trovare l’assassino.

Simpatie a parte, ho trovato emozionante le supposizioni prese in considerazione e mi è comunque piaciuta la parte di Audrey, dove deve praticare le autopzie.

Lo so, suona più macabro di quello che vorrei, ma ho seriamente apprezzato il fatto che rimane comunque umana, per quanto curiosa. Rispetto allo Zio, che trova questa pratica completamente affascinante, lei prova comunque pietà per le vittime (anche quelle morte di morte naturale).

Benché ci penserà la vita ad alleviare questo mio

dramma, io conserverò per sempre

la violetta che strappai dalla tomba della mamma.

Quello che invece mi ha lasciata un pò stupita, in modo piacevole, sono due punti finali.

Cercherò di non fare spoiler.

Quando ad un certo punto, si trovano davanti all’assassino (o presunto tale), Audrey deve prendere una decisione estrema che umanamente parlando è molto controversa. Ovvio che non posso dire cosa, chi l’ha letto sa a cosa mi riferisco, ma il suo istinto di offrirsi anche quando tutto sembra perduto… beh, da un lato è scontato ma dall’altro, bravo a Thomas (questo è l’unico complimento che mi sentirete esprimere su di lui).

Il secondo punto è con il padre. Sempre in tema di sacrificio, quello che dirà ad un certo punto mi ha commosso più del necessario. Lo so che sopra ho detto che la libertà di Audrey mi sembra troppo forzata ma, dopo tutte quelle pagine a vederli disquisire su più o meno ogni cosa, alla fine mi sono intenerita.

Prima di dire troppo, mi soffermo solo su una cosa; Jack lo Squartatore.

Ora, mi fa piacere che il libro non sia raccontato con gli occhi dell’assassino o di un funzionario della polizia. Ho apprezzato la componente femminile che per caso, si trova a dover indagare di soppiatto, nemmeno troppo volentieri. Però, però. Pare brutto se dico che collocarlo in quella figura, era un pò troppo facile?

Ripeto, non vi sto dicendo che è un brutto libro, io l’ho letto in tre giorni (praticamente solo di sera, prima di andare a dormire) e certe dinamiche le ho messe in discussione solo dopo, ma non è assolutamente un libro perfetto.

INFO

Autore: Kerri Maniscalco
Pagine: 405
Prezzo: € 20
Uscita: 15/09/2020
Genere: HorrorThriller
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile.

Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d’esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore di Kerri Maniscalco_Lettera originale di Jack lo Squartatore - Dear Boss letter Jack the Ripper
Poirot. Tutti i racconti

Poirot. Tutti i racconti

Poirot. Tutti i racconti di Agatha Christie
  • Personaggi 80% 80%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 68% 68%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 75% 75%

Poirot. Tutti i racconti

Recensione: Per questa mega raccolta, che per ora per me è ancora in fase di lettura, ci siamo divise le varie letture. 

Non avendo una grande cultura in merito, e partecipando ad un evento dedicato alla scrittrice che dura ben dodici mesi (ma magari si farà anche una versione 2.0), ho scelto un pò a caso quali racconti leggere. Anche perchè sapevo che comunque andava, non avrei avuto problemi.

L’ avventura di Natale; lI mistero della pallina del cane; La cattura di Cerbero. La dodicesima fatica di Hercule; Iris gialli; Il segreto di Greenshore.

Questi sono i titoli che mi sono arrivati e non posso nemmeno provare a metterli in scala di preferenza. A modo loro, sono tutti stati eccezionali, anche se ovviamente ho il mio preferito e quello che un pò, mi ha annoiato. 

Sono dei piccoli racconti, ed alcuni nascono come piccini piccini e poi ampliati nel corso del tempo. 

Trovo sempre ammirevole il modo in cui certi autori, si tramandino di generazione in generazione. Questo personaggio, molto noto all’epoca della mia nonna e delle mie bisnonne, approda nuovamente nelle librerie e viene letto volentieri anche dai giovani. 

Non è solo una questione di vederli in televisione o nelle serie di Netflix/Amazon prime, si tratta proprio di trovare stabilità e conforto. L’emozione che Agatha Christie trasmette, è quella di “casa”.

I suoi lavori, che ad oggi non risultano molto spesso pieni di adrenalina come un tempo, conservano un fascino antico. 

Comunque sia, adesso a ritroso me li leggerò come favole pre nanna. 

Lo so, ho dei gusti un pò strani sulle letture rilassanti ma secondo me, non c’è nulla di meglio che un bel polizziesco per rilassarsi. Perchè gira che ti rigira, è sempre stimolante il modo in cui il baffetto a punta riesce a risolvere ogni caso. 

Poi ci sono le preferenze di lunghezza, che sono però una tara (o meno) molto personale. 

Su certi racconti, preferisco siano più brevi mentre altri, preferirei qualche riga in più. Ma non si può aver tutto dalla vita, vero?

Il segreto di Greenshore comunque, è il mio preferito tra questi cinque. L’avevo già addocchiato per l’evento annuale, ma non venne scelto. Per fortuna, ho potuto recuperarlo qui e devo dire che se l’avessi comprato, avrei fatto un buonissimo affare.

INFO

Autore: Agatha Christie
Pagine: 972
Prezzo: € 25
Uscita: 01/09/2020
Genere: RaccontiGialliThriller 
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Tutte le avvincenti indagini di Hercule Poirot, il piccolo detective belga dalle infallibili “celluline grigie”, nato dalla fantasia di Agatha Christie sono qui raccolte in un unico volume nel quale la vocazione narrativa della Regina del Giallo si esprime al suo meglio: storie che coinvolgono il pubblico in un raffinatissimo gioco di intelligenza accompagnate da raffinate illustrazioni d’epoca in bianco e nero.

Poirot. Tutti i racconti di Agatha Christie_Poirot in stile Il grande Gatsby