Beasts & Beauty. Fiabe pericolose

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose di Soman Chainani
  • Personaggi 40% 40%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 65% 65%

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose

Recensione: “[…] dodici fiabe, dodici racconti intrecciati di magia, mistero e ribellione. Storie pericolose che svelano verità inesplorate, lontane dalle regole del lieto fine. […]”

«Sai il suo nome?» chiede la strega del mare.
«No» risponde la giovane sirena.
«E lui conosce il tuo?»
«No.»
«Avete mai scambiato due parole?»
«No.»
«E nonostante questo sei disposta a cedere la tua coda per un paio di gambe, rinnegare i tuoi amici e la tua famiglia, pagare qualsiasi prezzo, e tutto per salire in superficie, seguire questo principe che non conosci e provare a farlo innamorare di te, anche se potrebbe essere uno squilibrato, un donnaiolo o uno che preferisce la compagnia degli uomini.»

Quasi tutti i bambini sono cresciuti a pane e fiabe (soprattutto della Disney).
Tra principesse dalla pelle di porcellana e principi più aggraziati delle fanciulle stese, tutti noi, almeno per un pò, abbiamo desiderato vivere in una di quelle storie. Crescendo però, la magia svanisce. Presto o tardi ci siamo resi conto che forse, la via più realistica sarebbe stata quella dei villain perché insomma, la vita è un pò uno schifo. Come la loro.

In questa raccolta, troviamo le fiabe che conosciamo, scritte in modo diverso.
Soman Chainani non vuole trovare una risposta al “e vissero felici e contenti?”, lui fa un passo oltre e le riscrive, cambiando completamente le sorti di tutti. Diciamo che è un po’ la rivincita di tutti quei dubbi che da grandi, ci sono sorti.
Ho infatti inserito le prime righe del capitolo sulla Sirenetta, perché secondo me spiega alla perfezione lo scopo del libro.
Anche se devo dire, nel complesso non mi ha fatto particolarmente impazzire.

Ci sono delle tematiche interessanti, come ad esempio il concetto di bellezza trattato nella storia di Cappuccetto Rosso (qui però, tempo di aver apprezzato un concetto che ho visto solo io ma aimè, ci sono abituata) o quello della crescita in Peter Pan (non mi è mai stato simpatico). Anche l’ossessione dell’amore della Sirenetta (sta balorda) mi ha fatto annuire più volte mentre Barbablù non lo capirò mai però, per il resto, ho trovato le storie abbastanza tiepide.
Non brutte ma nemmeno particolarmente avvincenti.
Sicuramente questa può essere una lettura che stuzzica, un pò diversa dal solito concetto del retelling o dal raccontare come le cose possono precipitare una volta andati oltre al lieto fine raccontato.

INFO

Autore: Soman Chainani
Pagine: 288
Prezzo: € 17
Uscita: 27 giugno 2023
Genere: Fantasy; Fiabe
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

La Bella che combatte come la Bestia, Cappuccetto Rosso che inganna e uccide il lupo, Raperonzolo che rifiuta il principe per restare nella torre, Jack che non si arrende al suo destino e va in cerca dell’amore, Wendy che cresce e abbandona l’Isola che non c’è: dodici fiabe, dodici racconti intrecciati di magia, mistero e ribellione. Storie pericolose che svelano verità inesplorate, lontane dalle regole del lieto fine. Dimenticate le fiabe che avete sempre letto e preparatevi a immergervi nel lato oscuro di ognuno di noi.

Papillon

Papillon

  • Personaggi 20% 20%
  • Worldbuilding 20% 20%
  • Fluidità 20% 20%
  • Cover 50% 50%
  • E il finale 10% 10%

Papillon

Recensione: Henri Charrière, detto Papillon, viene accusato di omicidio e per uno scherzo del destino, si aggiudica il massimo della pena; l’ergastolo.
Sentenza che sente ingiustificata, decide che lui al Bagno non ci arriverà mai e l’unica possibilità concreta, è la fuga.
Nei tredici quaderni che avremo modo di leggere, apprenderemo ogni suo tentativo andato a male e conosceremo tutte le persone che in qualche modo hanno influenzato il corso della sua vita.

Possiedo questo libro da svariati anni e dal giorno in cui l’ho comprato, ho sempre avuto voglia di leggerlo ma allo stesso tempo, ho sempre trovato il momento “inadatto”.
Parliamo di un romanzo autobiografico, genere che tendo a non amare moltissimo però è anche la storia di un fuggiasco, cosa che invece mi alletta molto… insomma, ho procrastinato fin quando ho potuto ma il suo tempo, quest’anno è giunto.

Ne ho letto solo metà.
Ebbene sì, ecco a voi il mio primo abbandono del 2024.
Sono conscia che una recensione su un libro non finito, sia un pò una fuffa ma per onestà verso tutti, non potevo non condividere le mie motivazioni. In fin dei conti, il mio (nostro) obiettivo è quello di parlare di ciò che mi passa tra le mani, bello o brutto che sia.
Quindi, ciancio alle bande, cosa mi ha portato a chiuderlo prematuramente?

Come dicevo, Papillon è autobiografico e anche se è indubbiamente romanzato, mi aspettavo molto più coinvolgimento.
Non che voglia sapere esattamente quante frustate riceve uno o quanto può essere doloroso e snervante l’inserimento del bossolo ma, avrei gradito più dettagli emotivi. L’unico punto in cui ho trovato questo è stato durante la sua breve permanenza tra gli Indios ma è cascato tutto nell’esatto momento in cui ha deciso di andare via (sì, questo è uno spoiler/non spoiler).
Ho cercato in tutti i modi di trovare una connessione con lui, ho cercato di ricostruire mentalmente cosa volesse dire vivere in un carcere dove la tua vita non conta nulla, ho cercato di sentire la sua fame, il freddo, la vergogna e la paura ma appunto, io ho cercato qualcosa mentre lui scriveva per la maggior parte del tempo come se fosse dietro un vetro sporco. C’erano così tanti sentimenti appannati che alla fine mi rimaneva addosso solo il fatto che chi vorticava intorno a lui, lo investiva di aiuto senza aspettarsi nulla in cambio.
Ecco, forse è stato questo il mio problema più grande.

Immaginiamo di venire arrestati e di esser sbattuti ingiustamente in galera.
Immaginiamo di venir trattati con freddezza subito dopo la sentenza e di finire rinchiusi in una piccola cella al buio e soli.
Immaginiamo di prendere coscienza del fatto che da quella situazione non ne usciremo mai.
Immaginiamo di dover esser condividere lo stesso luogo con gente veramente balorda, che ti farebbe volentieri la pelle per due spicci.
Immaginiamo lo sporco, la fame, la fatica, i soprusi.
Ecco, immaginiamo il degrado.
Poi, immaginiamo Lui, giovane e furbo.
Prendete tutto quello che avete immaginato prima e aggiungeteci: Piccola cella al buio e in solitudine? Nessun problema, arriverà un prete e riuscirete a convincerlo a portare un biglietto ad un tizio che è nelle stesse condizioni, per farvi aiutare.
I carcerati che staranno con voi, sono dei balordi abituati a uccidere/far del male alla gente? No problem, anche se non avete mai fatto del male a nessuno, sapete menar le mani come dei professionisti e riuscirete a scovare un prezioso taglierino.
Vi mettono in una cella di isolamento, perché avete ustionato qualcuno fino a farlo diventare più stordo di prima e mentre vi ci portano, vi spaccate in ogni dove e non riuscite nemmeno a mangiare? Che vuoi che sia, ci sarà qualcuno che vi aiuterà senza esser visto, solo perché adesso è salito di livello grazie a te.
Dovete trovare un modo per distrarre una guardia, così potete scappare? Casualmente farete amicizia con un ragazzo pronto a farsi usare come giocattolino.
Siete dispersi nel mare, non sapete più dove trovare terra e non potete proteggervi dal sole? Incredibilmente incontrerete una nave pronta a darvi indicazioni e qualcuno vi regalerà della crema.
Vi serve una nave sicura? Prego, andate su quell’isola di malati che nessuno calcola per paura del contagio, loro saranno disponibili e già che ci siamo, visto che effettivamente siete andati lì senza paura, il prezzo della barca verrà ridotto perché insomma, perché non aiutare degli sconosciuti?

Ecco, io l’ho vissuta così.
Per ogni cosa che va male, sembra che arrivi la dea della fortuna in persona a sistemare tutto. Che poi, non è vero. Insomma, lo so anche io che nella realtà gli atti di gentilezza disinteressati non sono molti, soprattutto in condizioni al limite come quelle di Papillon ma è quello che ho percepito e quindi, mi spiace, però no.

INFO

Autore: Henri Charrière
Pagine: 679
Prezzo: € 10
Uscita: 9 dicembre 2014
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Accusato di un omicidio che non ha commesso, Henri Charrière, detto Papillon per la farfalla tatuata sul torace, venticinquenne, viene condannato all’ergastolo. Non fa tragedie, non denuncia nessuno. Non ricorre neppure in appello. La sua sola speranza è la fuga. Quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un fantasioso romanzo d’avventura è invece una straordinaria storia vera: le vicende narrate dall’autore e protagonista sono in realtà ricordi di trent’anni trascorsi nelle peggiori galere del mondo, tra la Caienna e l’Isola del Diavolo, dove il sole brucia tutto e l’oceano si perde all’orizzonte. Anni consumati nella fatica di sopravvivere e in tentativi di fuga sempre più rocamboleschi.

Fourt Wing_Quotes

Fourt Wing_Quotes

Lui lo osserva con la bocca serrata e poi annuisce una volta. «Ingegnoso, anche se direi che ci sono diverse altre ragioni per cui non sei ancora morta.» Prima che possa ribattere, sposta il suo sguardo sulla mia gola e socchiude gli occhi, osservando quella che immagino sia l’impronta violacea di una mano. «Avrei dovuto ucciderlo più lentamente.»
«Sto bene.» Non è vero.
Riporta l’attenzione sul mio viso. «Non devi mai mentirmi.» Lo dice con una tale ferocia, a denti stretti, che non posso fare a meno di annuire.
«Fa male», ammetto.
«Fammi vedere.»
Apro e chiudo la bocca due volte. «È una richiesta o un ordine?»
«Scegli tu, basta che mi lasci controllare se quello stronzo ti ha rotto le costole.» Stringe le mani a pugno.

«Lui cosa?»
«Ha sigillato la tua porta», ripete Liam con un tono un po’ più basso.
«Solo tu puoi aprirla.»
Merda. Non so come dovrei sentirmi al riguardo. È decisamente
dispotico e fuori luogo, ma anche… dolce. «Ma, dal momento che è stato Xaden a sigillarla, allora anche lui può entrare, giusto?»
«Be’, sì.» Liam scrolla le spalle, mentre i professori Markham e Devera scendono le scale, dirigendosi verso la cattedra. «Ma Riorson non ti vuole uccidere.»
«Giusto. È che non mi sono ancora abituata a questo cambio di rotta.»
La penna d’oca mi cade a terra, ma prima che possa chinarmi, alcune ombre sotto il banco si sollevano per porgermela come un’offerta. La prendo e mi volto a guardare Xaden.
È impegnato in una conversazione con Garrick e non sembra prestarmi la minima attenzione.
Invece, a quanto pare, lo sta facendo.

«Non riuscirò a guardare», mi dice Dain, riportando la mia attenzione sui suoi lineamenti forti. La barba perfettamente curata fa da cornice alle labbra carnose e arricciate.
«Allora chiudi gli occhi.» Ho un piano, un piano di merda, che però vale la pena mettere in atto.
«Che cosa è cambiato dopo il Parapetto?» mi domanda Dain con una tale ricchezza di emozioni negli occhi che non mi permette d’interpretare la sua espressione. Be’, ha paura, questo lo so. Non ho bisogno di studiarlo.
«Io.»

«Immaginavo di trovarti qui ad aspettare.» Mi porge una delle tazze come offerta di pace. «È caffè. Sgaeyl dice che non hai dormito.»
«Non sono affari di Sgaeyl se dormo o no», gli dico. «Ma grazie.»
Prendo la tazza. Lui ha l’aspetto di uno che ha riposato per otto ore di fila ed è stato in vacanza. «Scommetto che tu invece hai dormito come un bambino.»
«Smettila di riferire a Sgaeyl che non chiudo occhio la notte», brontolo a Tairn.
«La tua richiesta non è degna di una risposta.»
«Il mio drago preferito è Andarna.»
Tairn sbuffa.

Fourt Wing di Rebecca Yarros_Andarna e Violet

«Non hai intenzione di occuparti di me?» grido, inarcando le
sopracciglia per la sorpresa.
«Non stasera!» risponde lui, scrollando le spalle.
Io insisto. «Che cosa aspetti?»
«Non è divertente se te lo dico», replica, incamminandosi nell’oscurità.
«Ora torna a letto prima che il tuo capo d’ala si accorga che sei fuori dopo il coprifuoco.»
«Cosa?» Lo seguo con lo sguardo. «Sei tu il mio capo d’ala!»
Ma è già scomparso nell’oscurità, lasciandomi a parlare da sola come una stupida.

«Capisco.» È così esasperatamente calmo, mentre io non riesco a contenere neanche una tra le miriadi di emozioni che provo ora.
«No, tu non puoi capire. Starai esultando perché io morirò e tu non dovrai nemmeno prenderti il disturbo di uccidermi.»
«Ucciderti non sarebbe un problema, Violence. È lasciarti in vita che, a quanto pare, mi procura molti guai.»
Alzo gli occhi per guardarlo in viso, ma la sua espressione è
indecifrabile, avvolta nell’ombra. Ovvio.
«Scusa se sono una seccatura.» Grondo sarcasmo.

Fourt Wing di Rebecca Yarros
Fourt Wing di Rebecca Yarros_Quadranti

Buoni propositi. Anno Domini 2024

Buoni propositi. Anno Domini 2024

L’ultima volta che ho provato a stilare dei buoni propositi, è stato nel 2020.
Due secondi dopo è arrivata la pandemia e ciao ciao a tutto.
Cos’è successo da allora, ad oggi?
Tutto.

Non voglio dilungarmi sulla difficoltà di quel periodo, sulla fatica di tornare alla normalità, sulla stranezza di quando adesso ci si guarda indetro. In qualche modo ho aggiornato me stessa e chi aveva voglia di ascoltarmi tramite Instagram. Il suo tempo ed i suoi riflettori si sono esauriti.
Vorrei quindi tirare le somme solo del 2023 e poi, sognare sul 2024.

Alcuni propositi rimangono immutati.
Vorrei comprare meno, metter via più soldi, smaltire titoli, fare letture di qualità, essere meno dipendente dal telefono, mangiare più equilibrato… insomma, ogni anno vorrei scovare ed alimentare la parte migliore di me. Perchè insomma, dovrò pur averla anche io!

Lo scorso anno sono arrivati in casa 98 titoli nuovi, di cui 36 ormai letti. Non credo sia l’anno dove ho più speso, però è sicuramente più di quello che mi ero prefissata. A mia discolpa posso dire che ventidue sono dei Piccoli Brividi presi a poco, quattro sono da “collezione” e che quindici mi sono stati inviati/regalati. Quindi, ne ho comprati “solo” 83.
Ecco, vedendola da questo lato, posso dire che comunque no, non mi salvo.
Non mi salvo perchè non solo non ho letto nemmeno la metà dei nuovi arrivi ma, in generale ho letto meno rispetto a ciò che è arrivato.

Ho chiuso l’anno con 74 titoli spuntati.
Considerando i chiari di luna degli ultimi anni, posso anche dirmi abbastanza soddisfatta. Sicuramente mi ha aiutato l’aver imparato ad abbandonare le letture che meno mi prendevano, se ne sentivo la necessità, ma in generale ho affrontato bene tutto quanto. Dal 2020 in poi, ho avuo un rifiuto molto forte sulla lettura ed ogni titolo che macino, per me è una vittoria.
Dall’altro lato però, la valutazione non ha giocato a mio favore. A cinque stelle ne ho messi solo quattro e a quattro stelle solo ventidue… Facendo due rapidi conti, meno della metà mi sono entrati nel cuore. Degli altri, sono comunque più quelli che ho votato negativamente rispetto a quelli che hanno ricevuto almeno la sufficienza.
Che tristezza.

Insomma, ho comprato più di quello che avrei voluto, ho letto molto ma con scarsa qualità, dei cinquantacinque libri che mi ero prefissata di leggere due anni fa me ne rimangono ancora più della metà, non ho cmbiato casa, non sono diventata più ricca, mi faccio controllare dagli attacchi di fame… Beh, direi che è stato un 2023 degno di nota, no?
Fatemi allora sognare, almeno qui è facile.

Cosa spero di fare nel 2024?

1. Come prima cosa, vorrei veramente riuscire a leggere più libri che già ho. Ad oggi possiedo 499 titoli cartacei (sì, la mia pila della vergogna è vasta) e se adesso posso vantare di avere una grande libreria, questa fortuna potrebbe non durare per sempre. Vorremmo cambiare casa e non è detto che in un futuro ci sarà ancora dello spazio adeguato per me.

2. Sorteggiare le letture. Dato che non mi ricordo ogni singola trama, qualche mese fa ho adottato la tecnica del sorteggio, in modo che sia il karma ad indirizzarmi su qualcosa. Questo non vuol dire che non possa scegliere liberamente, ma sicuramente mi sgrava da molte difficoltà quando non ho testa o quando sono troppo indecisa… Dite che è una paraculata? Concordo.

3. Limitare le spese, ad esclusione delle collezioni. Anche questa è una mezza paraculata ma ne parliamo dopo… In generale, vorrei almeno spuntare due cartacei prima di comprare qualcosa e per aver chiaro cosa effettivamente voglio, creerò una lista dei titoli che più desidero. Sono conscia che non sarò in grado di portare fino in fondo questa decisione, perchè tra me ed il traguardo ci sono il Salone del Libro di Torino e almeno un’altra fiera, però conto comunque di lavorare il più possibile su questa linea di condotta.

4. Portarmi in pari con le uscite di Star Wars ed i manga. Generalmente non unisco libri e manga ma per questo punto devo fare un’eccezione dato che, in qualche modo, sono tutti da collezione. Non lo dico poi così spesso ma ho una vaghissima passione per Star Wars e attualmente possiedo una novantina di volumi, che però non rendono la mia raccolta nemmeno lontanamente finita. Ne devo recuperare un pò e se non voglio che vadano fuori catalogo (come è già successo), devo darmi una mossa. Stesso discorso per certi manga, che con il “ma sì, poi li recupero”, rimani fregato. Lo so fin troppo bene, dato che ero alla disperata ricerca del numero 14 di Berserk. Mortacci a me e pure a loro.

5. Ricollegandomi al punto 3, per mantenere un certo controllo su cosa compro e su cosa spendo, oltre a mantenere la lista dei titoli, quest’anno aggiungerò anche il costo, così di mese in mese vedrò se e quanto devo piangere.

6. Molto simile è invece la parte legata al risparmio generale, perchè come sopra, ho un’agenda dove segno cosa compro (sì, mi piacciono le liste). In più, riprenderò in mano il proposito di mettere da parte qualosa tutti i mesi e già che ci sono, ogni volta che inizierò un libro metterò in un salvadanaio 1€.

7. Come penultimo punto, mi piacerebbe riprendere in mano le recensioni e riprendere con le rubriche. Per molte persone, il tempo dei blog è finito e forse hanno ragione, ma è anche vero che per persone come me, che quando si sentono al sicuro sono un pò prolisse, l’dea di affidarsi solo ai social è molto limitante. Quindi prenderò in mano la mia fidatissima agenda e metterò in moto una serie di vecchi tormentoni, che tanto mi sono mancati… ma ci saranno anche i social, perchè comunque fanno la loro parte. 

8. Esser equilibrata. Potrei stare qui a pontificare sul fatto che non mi piace il mio corpo e quindi dovrei fare più palestra e mangiare più sano, che dovrei stare meno su TikTok ed esser più tollerantecon il mondo, che dovrei parlare più con gli amici e uscire dal mio guscio ma sono dei propositi un pò “banali” e forse anche troppo personali. Quindi, per dare comunque voce a questa cosa, dico solo che vorrei essere più equilibrata.

Ed eccoci giunti alla brevissima lista dei propositi e dello stimolante recap del 2023.
Direi che ci sono tutte le premesse per fare un meravigliosissimo disastro ma insomma, lo farò con stile. Tra dodici mesi ci vedremo per aggiornarci e ci faremo sicuramente delle grasse risate. 
Ci conto.

Red Kedi - Lo scazzo negli occhi

Diapositiva della mia coscienza, dopo aver letto quello che ho scritto

La stanza dei serpenti

La stanza dei serpenti

La stanza dei serpenti di Alberto Verzè
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 50% 50%

La stanza dei serpenti

Recensione: A Long Seat Lake ogni cinque anni una ragazza scompare senza mai fare ritorno. Lo sa bene Alan Pyrst, perché è così che ha perso sua sorella maggiore Nathalie, nel lontano 2000.
Ora, quindici anni dopo quel terribile fatto, Alan ed i suoi amici si ritrovano a dover fare i conti con questo insolito mistero. Chi si nasconde dietro queste sparizioni e perché la polizia non riesce a trovare il colpevole? Gli incubi di Alan sono per caso collegati a tutto quello che sta succedendo?
Loro malgrado, dopo aver trovato un cadavere, si trovano invischiati in questo turbinio di segreti.
Saranno pronti a sacrificare ogni loro certezza?

Trovo che la copertina di questo libro sia ammaliante.
Non è spettacolare e nemmeno priva di difetti ma comunque fa il suo sporco lavoro. Il rosso affascina e quella barca, che sembra essere sorretta da un groviglio di serpenti, suscita curiosità. Come dite? Perché sto partendo da quello e non direttamente dalla storia? Beh, fatevi due domande.

Spesso mi sento una tragica rompina o comunque un’eterna insoddisfatta. Trovo sempre dei lati negativi nelle storie che leggo ma vi giuro che non lo faccio intenzionalmente. Non mi diverto nel parlare male del lavoro degli altri, so bene quanto impegno ci vuole per scrivere un libro e conosco la sofferenza dell’editing ma per l’amor del cielo, non posso chiudere sempre gli occhi.
In questo caso specifico, devo dire che mi sono cadute le braccia per due semplicissimi motivi. Punto primo, l’inutilità di certe scene che non servono alla storia (giusto per fare un piccolo esempio, a nessuno interessa sapere che Alan, dopo essersi fatto la doccia, usa energicamente un asciugamano sui capelli e che per farsi bello per la sua bella, decida di usare un profumo. Sono piccoli dettagli che dovrebbero creare atmosfera ma che in questo specifico caso, dopo righe e righe di scene del genere e quasi nulla sul fronte mistero, facciamo che anche no?) e punto secondo, la troppa velocità nel descrivere la parte finale che si svolge nel giro di “due pagine”. La suddivisione delle cose, a mio avviso, non è stata fatta in modo bilanciato.

C’è poi una scena che proprio mi fa uscire di testa per la “stupidità”.
(ATTENZIONE, POSSIBILE SPOILER)
Ad un certo punto della storia, Alan ed il suo gruppo di amici decidono di andare alla “Secret Beach” con tre ragazze. Insieme a loro, solo per quella volta, uno dei ragazzi porta con se un cane da caccia e pare che sia il migliore (ed il più coccolone) della muta.
Mentre stanno seguendo il sentiero, l’animale sembra dare di matto ma in qualche modo riescono a tenerlo vicino a loro. La stessa cosa si ripete quando tornano verso le macchine ma con un esito differente. Alan e due degli amici inseguono il cane nei rovi e appena lo trovano, notano che sta scavando il terreno in modo forsennato.
Chissà come mai, eh?
ORA, io dico. Da non molto tempo è scomparsa una ragazza e con voi c’è un eccellente cane da caccia. Siete in un posto praticamente introvabile perché il sentiero è nascosto quindi nessuno ci passa. Posso capire che il ritrovamento di un cadavere non sia il primo pensiero ma insomma, cadere dal pero in quel modo è fin troppo ridicolo.

Ovviamente questa scena non rende il libro brutto, fa solo cadere l’anima. A rendere però la lettura negativa è l’insieme di vari dettagli che, come dicevo sopra, non sono stati mescolati bene.
Tra l’altro, la scena madre che dovrebbe farci sgranare gli occhi per la sorpresa, dura solo un battito di ciglia e in conclusione, rimani con in mano un pugno di mosche. Cosa ha spinto i colpevoli a fare quello che hanno fatto e come sono riusciti a trovare i loro adepti? Perchè Nathalie ha buttato tutto al vento? C’è o non c’è un collegamento soprannaturale tra i due fratelli? Perché Alan alla fine ha buttato tutto al vento, al posto di reagire?
Insomma, dopo duecento e passa pagine, mi trovo con più domande di prima e le risposte le devo cercare nella mia fantasia perché anche ripensando alla lettura appena finita, non trovo molto materiale che possa aiutarmi. Questa cosa mi rende molto triste perché l’idea di fondo era interessante e poteva venir fuori un qualcosa di molto ansiogena, vista la famosissima stanza dei serpenti. Anche la storia di Nathalie sarebbe stata molto utile per fare atmosfera ma la vediamo passare come una meteora… L’unico vero punto a favore di tutto questo è la fluidità con cui si fa leggere.
Invocazioni a parte.

INFO

Autore: Alberto Verzè
Pagine: 238
Prezzo: € 16
Uscita: 21/09/2021
Genere: Thriller
Casa Editrice: Viola Editrice

TRAMA

A Long Seat Lake ogni cinque anni una ragazza scompare senza mai fare ritorno. Alan Pyrst è stato segnato da un evento indelebile: anche sua sorella Nathalie è sparita nell’anno 2000. Quindici anni dopo, Alan e i suoi amici si ritrovano coinvolti direttamente in questo enigma in seguito alla scoperta fortuita di un cadavere ignoto lungo il sentiero per la “Secret Beach”, la spiaggetta in cui il gruppo è solito incontrarsi. La terrificante vicenda li spinge a cercare di ottenere maggiori informazioni, scavando nel passato e nel presente della cittadina adagiata sulle rive del lago. Tuttavia, gli indizi raccolti sembrano condurli a uno strano simbolo. Un simbolo plasmato dalla morte stessa… ma il peggio dovrà ancora arrivare…