City of Ghosts_Quotes

City of Ghosts_Quotes

Papà sfoglia la pagina di un diario stropicciato e mugugna tra sé.
«Niente di interessante?» gli domando.
«C’è di tutto un po’» mi risponde. «Alcune sono semplici farneticazioni, altre sono cose più ragionevoli, ma tutti spacciano miti e leggende per fatti reali.»
La mamma sfodera un sorriso trionfante. «Le storie hanno potere» dice. «L’importante è crederci.»

Città di spettri di Victoria Schwab_Velo

«Biscottini?» mi propone la donna, porgendomi un piatto pieno di quelli che sono in tutto e per tutto cookies. Li chiami pure come vuole, l’importante è che possa favorire. Sto giusto per prenderne uno quando al piano di sopra risuona ancora il rumore di passi.
Stavolta tutti puntiamo lo sguardo al soffitto.
«Oh, non fateci caso» ci rassicura la signora Weathershire. «Probabilmente è solo mio marito.»
«Avremo occasione di conoscerlo?» le domanda il papà.
Alla padrona di casa scappa un risolino. «Lo escludo. Il signor Weathershire è morto all’incirca otto anni fa.» Il suo sorriso non accenna a spegnersi. «Tè?»

Papà dice che il mondo è in costante mutamento, ogni secondo di ogni singolo giorno, e con esso anche tutto ciò che contiene, il che significa che la persona che sei adesso è diversa da quella che eri al momento di iniziare a leggere questa frase. Incredibile, no? Succede lo stesso ai ricordi. (Per esempio, potrei giurare che l’orsetto di peluche che avevo da piccola era verde, ma a detta dei miei genitori era arancione.) Però, se immortali qualcosa in fotografia, quella resta immobile.
Adesso è come era prima e come sarà per sempre.

Non si pensa mai a quanto sia snervante il silenzio finché non ti avvolge.

Il mio compleanno ricorre alla fine di marzo, nel punto esatto in cui si sovrappongono le stagioni.
Quando il sole è tiepido ma soffia un vento freddo, quando gli alberi cominciano a fiorire ma il terreno ancora non si decide a disgelare. La mamma ama ripetere che sono nata con un piede in inverno e l’altro in primavera. È per questo che non riesco a stare ferma, ed è anche il motivo (sempre secondo lei) per cui vado continuamente a caccia di guai, perché non appartengo a nessun luogo.

Citazioni e Playlist. La vita invisibile di Addie LaRue

Citazioni e Playlist. La vita invisibile di Addie LaRue

Citazioni e Playlist. La vita invisibile di Addie LaRue

Una volta, l’oscuro l’aveva pungolata mentre se ne andavano a passeggio sulla Senna, sostenendo che lei aveva un «tipo ideale» e insinuando che gran parte degli uomini di suo gradimento – e persino qualcuna tra le donne – non fosse che la sua copia sputata.
Gli stessi capelli scuri, lo stesso sguardo tagliente, gli stessi lineamenti scolpiti.
Ma le cose non stavano così.
In fin dei conti, era a lei che l’oscuro doveva il proprio aspetto. Era stata lei a dargli quelle fattezze, a decidere della sua sorte, sotto quali sembianze vederlo.
“Hai forse dimenticato” gli aveva domandato allora, “quando non eri altro che ombra e nebbia?”
“Tesoro” aveva risposto lui in quel suo modo soave e ironico, “io ero la notte in persona.”

Per questo viaggio, vorrei associare ad ogni citazione del libro una canzone che per una cosa o per l’altra, ritengo possano essere una buona combinazione. Sarà una cosa difficile, dato che sono estremamente esigente in queste cose.

In questo caso, ho pensato che Hurricane di Fleurite fosse perfetta per questo momento forte che inizia anche a lanciare segnali di sofferenza.

«Non tutto è bianco o nero» continua. «La vita è molto più incasinata di così.»

Per questa, non sceglierò una canzone adeguata ma lascio l’immagine qui vicino. Internet è un posto meraviglioso e si possono trovare veramente tante cose (anche perchè in america, sono più artisti di noi in queste cose).

Questa citazione, racchiude non solo la vita di Addie ma anche la nostra, riportando quell’ovvietà che lascia spiazzati sempre tutti. Ci sono mille sfumature al mondo e non esiste una vita perfetta, fatta di sole gioie.

Divinita oscura di Addie LaRue

È come se i suoi piedi fossero incollati al pavimento. Si rifiutano di strapparla a quelle tre parole. “Io mi ricordo.” Trecento anni. 

Power di Isak Danielson potrebbe essere una scelta un pò azzardata e un pò corretta. Eppure nella scoperta di Addie, quando finalmente qualcuno si ricorda di lei, secondo me è un momento di forza incredibile che finalmente suggella l’inizio di emozioni che ormai ha dimenticato.

 

Io sono l’oscurità tra le stelle e le radici sotto la terra. Sono la promessa, il divenire e, quando si tratta di giocare, sta a me stabilire le regole, disporre le pedine e decidere se partecipare.

My Immortal degli Evanescence è una della mie canzoni preferite. Sono legata a loro per le vecchie canzoni, che ascoltavo quando pensavo di essere alternativa e molto cupa… un po era vero, dall’altro era perchè in me c’era molta tristezza. Addie un po la capisco, mi sono immersa nella sua vita e in questa scena, perde ancora una volta una partita per lei importante. Ho pensato che qui, l’immortalità, fosse un pò la sua.

 

La Luna, La Papessa, Il Diavolo

La Luna, La Papessa, Il Diavolo

La Luna, La Papessa, Il Diavolo

In alcune interpretazioni, il gambero nello stagno rappresenta l’inconscio o l’immaginazione che emerge verso percorsi difficili e pericolosi (il passaggio tra i due cani e tra le torri verso luoghi minacciosi). Altri invece interpretano l’animale come un granchio, facendo riferimento al segno zodiacale del cancro il cui pianeta di riferimento è proprio la luna; seguendo sempre questa interpretazione i due cani sarebbero a loro volta due costellazioni: il Cane maggiore e il Cane minore, mitologicamente i guardiani e protettori del satellite.

A ben guardare le gocce che sembrano piovere sulla terra compiono invece il movimento contrario: ascendono verso l’astro come se attirate da esso, questo sta a significare che l’Arcano non si muove dal mondo circostante all’uomo ma, al contrario, dall’uomo verso l’esterno. Ci parla dunque di energia, inconscio ed emozioni.

LA LUNA
Paura, inquietudine

La Papessa viene generalmente raffigurata come una sacerdotessa o una monaca che indossa un copricapo, una veste e un mantello. Un simbolo simile ad una croce può apparire sul copricapo oppure sulla veste; nei tarocchi Visconti-Sforza la croce appare su un bastone impugnato dal personaggio. Il copricapo generalmente è una triplice corona (tiara). In mano tiene un libro appoggiato in grembo, che può essere aperto o chiuso; anche quando il libro è aperto, la donna non lo legge, ma guarda dritto con sguardo fiero.

La donna siede su un trono, e in alcune raffigurazioni i suoi piedi sono appoggiati su un cuscino. Alle spalle della donna c’è un drappo con delle decorazioni. Nei mazzi più recenti il trono è affiancato da due colonne.

Nei tarocchi Rider-Waite le colonne hanno colori opposti (nero e bianco) con incise le lettere “B” (la nera) e “J” (la bianca), secondo la simbologia massonica. Il copricapo talvolta ha la forma di tre fasi lunari (crescente, plenilunio e ultimo quarto). Sul drappo, in alcuni tarocchi, sono dipinti fiori e frutti (melagrane), e sul rotolo che tiene in mano sono incise, in alcuni, le lettere “TORA”, in altri, i simboli Yin e Yang. Ai piedi della donna c’è una falce di luna.

LA PAPESSA
Saggezza, intuizione

Nei mazzi più antichi, come i mazzi Visconti-Sforza, le lame con l’immagine del diavolo sono andate perse, per cui non vi è alcun riferimento iconografico su come potesse essere rappresentato in origine.

Vi sono rappresentate tre figure in piedi. In mezzo, su un piedistallo, vi è il diavolo con tutte le caratteristiche tipiche (ali di pipistrello, piedi caprini, testa cornuta), questa figura è un ermafrodito perché ha gli organi sessuali maschili ma al tempo stesso i seni sviluppati. Le due figure sono un uomo e una donna rappresentati nudi legati da una catena per il collo al piedistallo.

IL DIAVOLO
Paura, abisso

La luna Paura e inquietudine Art Nouvea La Papessa Saggezza e Intuizione Art Nouvea Il Diavolo Paura e Abisso Art Nouvea

Mi sono avvicinata all’arte divinatoria solo da poco. 

Per un evento, dovevo leggere il manuale e dato che sono una persona poco puntigliosa, decisi anche di prendermi un mazzo per provare a fare qualche stesura. Come per tante cose, mi si è aperto un mondo fatto di mille significati e tanta fantasia. 

Se ci si guarda attorno, nel campo roseo del marketing, si possono trovare mille mazzi dalle rappresentazioni pittoresche. Quelle che vi ho mostrato sopra, sono ispirate allo stile Art Nouvea (che ho rivalutato negli ultimi anni) ma a casa ne ho altri due tipi molto belli, pur mangiandomi le mani, perchè se ne trovano anche di altre bellissime. Per chi ci lavora, il mondo dell’occulto è sempre un terreno fertile ma per chi invece ci crede veramente, la veste perde ogni significato.

Melissa Panarello, più che altro conosciuta come Melissa P., ha deciso di pubblicare una serie di mini racconti di vita in base alle carte dei Tarocchi. 

Tra qualche giorno ve ne parlo in modo specifico ma oggi, mi voglio soffermare sul come percepisco io questi tre simboli.

La Papessa, fra tutti gli arcani, è la mia preferita. 

Ci sono due modi per leggere una carta e in base a come esce, risulta negativa e positiva. Lei, quando è diritta e quindi in verso positivo, non è comunque particolarmente rosea perchè alla fine dice che per fare qualsiasi cosa dobbiamo prima guardare dentro noi stessi. Cioè, non ci dice che tutto andrà bene o che siamo sicuramente sulla retta via, ci dice che dobbiamo guardarci dentro. E farlo veramente. 

La Luna e il Diavolo invece sono un pò altalenanti nei miei confronti, perchè la prima spesso la temo e la seconda no. 

Dovrebbe essere quasi il contrario, la Luna ha una simbologia positiva molto femminile e buona ma sarà che io mi sento più “Ugo”… sul Diavolo invece, solo chi mi conosce sa bene perchè non lo temo. La questione del peccato e del perdere la retta via, non mi scalfiscono.

Io ve ne accenno bonariamente, sicuramente i veterani del campo staranno rabbrividendo alle mie parole. Scusate.

Il fatto è che per ogni Arcano, ci sono mille sfumature perchè in base a come escono ed in base a che carte sono state estratte, cambiano di significato. Tra l’altro, quando ci si incaponisce su una certa domanda e la si ripete troppo perchè le “risposte” non ci piacciono, sono le carte stesse che ci propinano la supercazzola. 

Insomma, io me le immagino fare un consiglio straordinario per decidere come levarsi da questo impiccio e diventare dispettose come certi folletti.