Circondati di perzone che ami_Federica Bosco

Circondati di perzone che ami_Federica Bosco

Conosco Federica da diversi anni, ho avuto modo di incontrarla ad alcune presentazioni e nel tempo, ho avuto modo di leggere alcuni dei suoi libri. Non sempre siamo sulla stessa lunghezza d’onda, però posso dire che anche se tratta temi tutt’altro che semplici, nelle sue parole trovo sempre estrema delicatezza. 

Non lavora quindi con trame semplici, faili da gestire e da vendere. 

Non dimenticarlo mai, parla della storia di Giulia. 

Nel giorno del suo quarantanovesimo compleanno, capisce di voler diventare madre. Così, all’improvviso. Tutti sembrano remar contro di lei, sostenendo varie convinzioni che per carità, sono anche un pò condivisibili. 

Teresa, sua madre che non è mai stata madre, sostiene sia troppo vecchia. Per fare dei figli, ci vuole tempo ed energie, due cose che al momento scarseggiano per ovvi motivi. Le due amiche di sempre, Ambra e Sofia, si sentono oltraggiate da questo desiderio, dato che per una vita sono state fermamente contro l’istinto materno. Il lavoro che fanno, assorbe tutto il tempo a loro disposizione e mettere al mondo delle creature, vuol dire perdere il senno e sè stesse, perchè a quel punto la donna indipendente muore e nasce una madre, colei che si annulla per la prole. Il dottor Schuler, ginecologo super ricercato, non vede Giulia come una persona ma come “una tacca sulla cintura delle vittorie”. Il fallimento non è contemplato ma per fa sì che il corpo sia nuovamente adatto ad ospitare la vita, deve esser preparato adeguatamente con determinate terapie (senta tener del tutto conto dei rischi). Massimo, suo compagno da quattro anni ma che ancora vive in una casa differente, non sembra sentirsi pronto al nuovo progetto perchè insomma, non è un giovanotto e poi, non ne hanno mai parlato…

Insomma, Giulia non è esattamente circondata da persone stabili. Quanto posso incidere sul fisico e sulla mente, cose di questo genere?

Senza entrare troppo nel dettaglio, perchè sarebbe spoiler e questa non è una recensione, posso dirvi che MARONNA Sì. Partendo dal fatto che è vero, noi donne arrivate ad una certa età siamo meno certe di poter mettere al mondo dei bambini, il cervello ha un’impatto molto grosso sul nostro fisico. Qundi, se già abbiamo delle difficoltà, aggiungere lo stress non aumenta certamente le probabilità di vittoria. Basti solo pensare a tutte quelle ragazze che pur non avendo problemi fisici, pur non essendo sterili, non riescono a diventar madri. Spesso non ci riescono, perchè ci pensano troppo o perchè a monte, ci sono altri problemi. 

«E tu perché sei qui?»
«Mmh… buona domanda. In realtà non lo so ancora. Diciamo che è un supporto alla mia gravidanza un po’ complicata e tardiva, dicono tutti che ne ho bisogno.»
«Secondo me, dallo psicologo ci vanno quelli che non ne hanno bisogno, io penso che i miei ne avrebbero molto più bisogno di me», disse lui.
«È sempre così, ci si cura per sopportare meglio i matti intorno a noi.»
Poi lo chiamarono, mi salutò e si alzò.
Poco dopo fu il mio turno con la dottoressa Pastore.

Per fortuna però, Giulia ha degli alleati che le vogliono molto bene e proprio grazie a questa sua improvvisa voglia, troverà anche persone nuove pronte a sostenerla.

Dovremmo aver tutte un Aurelio personale.

Un’uomo che non solo sostiene la compagna in ogni momento, soprattutto adesso che stanno provando per la terza volta ad avere un figlio, ma che è presente anche alle sconosciute sole. Lo so, detta così suona malissimo ma quando vede per la prima volta Giulia, sola dal ginecologo ed in lacrime, non ci pensa due volte nel dargli conforto. E si renderà disponibile anche per qualsiasi altra cosa, perchè è fermamente convinto che una persona non possa affrontare tutto quello in solitudine. C’è la Dottoressa Pastore, psicologa che inizialmente non voleva, che le farà capire che perdona le persone con troppa facilità. Questa sua tendenza ha radici profonde, dai tempi in cui Teresa preferiva smollarla per andare a giocare, piuttosto che fare la madre. Ma non solo.

C’è anche il fratello più giovane, con la sua compagna. Due fari nella notte sempre pronti per lei ma anche la matrigna, che in fondo l’ha amata proprio come se fosse sua, perchè l’amore non conosce legami di sangue. In ultimo, Barbara, collega e amica che da subito le è vicina anche perchè ha in parte passato il calvario della maternità.

Insomma, Giulia non è sola ma la battaglia che deve affrontare non è solo legata all’orologio biologico che c’è in tutte noi.

Mentre bisbigliavo fra me e me per cercare di non lasciarmi andare alla tristezza e allo sconforto, una mano mi porse un fazzoletto.
Lo presi, mi soffiai il naso e mi asciugai gli occhi.
«Grazie», dissi.
«Prendi il pacchetto», aggiunse colui che me li stava porgendo. Un ragazzo sui quaranta con l’aria comprensiva.
Lo accettai con un sorriso lacrimoso e impacciato.
«È la prima ecografia?»
Annuii.
«Goditela allora, anche se non c’è nessuno con te è una cosa davvero molto intima e potente, quasi mistica. Noi uomini alla fine siamo sempre un po’ dei cazzari, non lo facciamo apposta, ma non capiamo mai la sensibilità quando ce n’è bisogno e poi ci mangiamo le mani. La prossima volta porta con te la tua migliore amica, così non avrai sorprese.»
Sorrisi.
«Come fai a sapere che il mio compagno mi ha dato buca?»
«Non hai idea da quanto tempo frequento questo posto, vengo molto più spesso qui che a vedere il Milan!»
«È molto che ci provate?»
«Un po’», rispose.

Il diario di un’inguaribile F.R.A.N.A.

Il diario di un’inguaribile F.R.A.N.A.

Il diario di un'inguaribile F.R.A.N.A. di Jen Carney
  • Personaggi 50% 50%
  • Worldbuilding 40% 40%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 30% 30%
  • E il finale 60% 60%

Il diario di un’inguaribile F.R.A.N.A.

Recensione: Che io sia un pò troppo grandicella per certi libri, ormai lo sanno anche i muri. Questo è uno dei motivi per cui non leggo molto spesso questo genere di storie, anche perchè non ho figli e nipoti con cui condividere un momento “felice”.

Non stupirà quindi, il mio pensiero tremendamente negativo su Il diario di un’inguaribile F.R.A.N.A.. Anche se ci sono dei punti estremamente validi, delle tematiche di tutto rispetto, non posso trovare una giusta empatia con Fiona e il suo voler essere sempre al centro dell’attenzione. Se penso alla mia infanzia, sicuramente non posso dire di esser sempre stata un fiore ma, nemmeno così detestabile. (spero)

Comunque, oggi in realtà sono più per ripercorrere un determinato aspetto dell’infanzia e della scuola; N.egativitá: momenti no a scuola.

L’evento dedicato al libro, vuole in realtà ripercorrere un pò quel periodo, anche perchè sappiamo bene che le nostre recensioni vengono lette più dai genitori che dai bambini. Quindi, è a voi che ci rivolgiamo ed è sempre a voi che dobbiamo far capire se il libro alla fine merita di esser preso o no.

Lo so, ho appena finito di dire che non mi è piaciuto, quindi perchè sono comunque qui a parlarvene? IO sono troppo grande, IO non ho trovato un punto in comune con il personaggio, questo però non vuol dire che non ci sia nulla di interessante.

Fiona racconta un pò le sue avventure a scuola, descrivendo la noia dello spelling e i problemi delle regole ferree sulle merende. Racconta dei problemi di amicizia con la sua BFF e dell’arrivo di una nuova compagna. Insomma, racconta un pò quello che tutti noi abbiamo passato.

La cosa che mi ha fatto sorridere, è la percezione dei suoi problemi. Cose che per me oggi sono delle bazzeccole, ai tempi erano problemi insormontabili. Ricordo che anche per me era difficile combattere contro la noia di certe materie (tutte, però lasciamo perdere) e l’idea dei compiti a casa mi sconfortava un mucchio. Mi chiedevo perchè fosse così necessario saper scrivere bene certe parole, tanto poi bastava solo capirsi. Cuore era cuore, cosa cambiava se scrivevo quore? Quello che però era di vitale importanza, era l’amica del cuore ed il suo giudizio. Stare sempre insieme era la regola d’oro, non potevano esserci altri amici del cuore e se per una volta si faceva coppia con altri, giù a pensar le peggio cose. Un pò come Fiona, anche per me non esisteva il concetto del “può esserci altro”. Penso che questa esclusività sia normale nei bambini, a prescindere dal come si è cresciuti (in certi casi, questo disagio permane anche negli adulti).

Una cosa che mi dispiace, è che crescendo abbiamo perso un pò il contatto su certe emozioni e quando abbiamo davanti dei bambini che piangono per una cosa apparentemente insulsa, non ci ricordiamo mai anche anche noi eravamo così.

INFO

Autore: Jen Carney
Pagine: 272
Prezzo: € 13
Uscita: 6/05/2021
Genere: Narrativa Bambini
Casa Editrice: Garzanti

TRAMA

A dieci anni, Fiona Rose Anna Newton Abbot è certa di una cosa: odia la scuola. Sopravvivere alle verifiche è un’impresa per lei che detesta i dettati e ne combina una più del diavolo. Non è un caso che i compagni la soprannominino «frana» per quel suo modo di fare tutto al contrario e di mangiare i biscotti separando la frolla dal ripieno. Per fortuna che c’è Cindy, la sua migliore amica, l’unica che la capisca davvero. Ma ora, nella sua classe, è arrivata una nuova compagna. Si chiama Peggy Porter ed è quanto di più sgradevole esista su questo pianeta. Ha voti altissimi e un fascino francese con cui la stravaganza fantasiosa di Fiona non può competere. Cosa ancora peggiore, ha in mente un piano diabolico: rubarle Cindy! Assolutamente inaccettabile. E Fiona è pronta a tutto per impedire che la nuova arrivata le soffi la migliore amica da sotto il naso. Perché già la vita a scuola non è proprio rose e fiori, se poi dovesse affrontarla senza la gioia dell’amicizia più importante, sarebbe una vera e propria catastrofe.

Il morso della vipera

Il morso della vipera

Il morso della vipera di Alice Basso
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 85% 85%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 80% 80%

Il morso della vipera

Recensione: Anita Bo è quel tipo di ragazza molto bella, che sa di aver un certo peso sulla gente. Non troppo intelligente, molto oca giuliva ma senza cattiveria verso il prossimo.

Quando è ad un passo dal grande salto, ovvero fidanzarsi ufficialmente con il ragazzo che le piace molto, fa una scoperta che lascerà tutti a bocca aperta; prima vorrebbe lavorare.

Non lavorare con la famiglia, che è sempre troppo chiusa e opprimente. Vorrebbe un lavoro vero e per convincere il fidanzato, punta sul futuro e sull’essere poi una madre migliore.

«Appunto! Pensa se un domani l’Italia conquistasse talmente tanti di quei territori coloniali che tutti gli uomini venissero chiamati a dare una mano là per, che so, uno o due anni, e nel frattempo alle ragazze venisse chiesto di svolgere le mansioni che prima erano maschili, nelle fabbriche o negli uffici, per mantenere attiva l’economia nazionale!»
Corrado riflette. Messa così, potrebbe anche suonare plausibile. Durante la guerra è già successo qualcosa del genere, sua nonna glielo racconta sempre.

Così, si trova a dover fare i conti con le sue lacune da dattilografa ma a dover trovare veramente qualcosa, per poter seguire parte del suo sogno. Con l’aiuto della sua amica fidata e una loro ex insegnante con cui hanno sempre mantenuto i contatti, Anita approda da Saturnalia

Questo giornaletto che pubblica racconti gialli è molto apprezzato, stanamente anche dal Duce. Quanto è difficile però trovare il giusto equilibrio tra far sacrifici per un bene superiore, e l’alzar la voce?

Sebastiano, uno dei due soci del giornale, ha già fatto la sua scelta. Per la famiglia e per far almeno in parte il lavoro che ama, immolarsi con dei racconti noiosi italiani è accettabile però, anchora non vede il potenziale che invece, la nostra Anita cosglie al volo nel momento del bisogno. 

Alla fine, lavorare potrebbe non essere poi così male. 

Alice Basso è la donna della mia vita. 

Aveva già rapito il mio cuore con la saga dedicata a Vani Sarca ma con questa… non ho compreso subito il potenziale di Anita. Io e lei abbiamo fatto fatica a legare perchè insomma, una bellissima tipa che sa di esserlo e che non fa nulla per essere almeno un pò intelligente… beh, non è che rientri proprio nel mio prototipo di persona simpatica. In più, con sta storia delle zucche frantumate, ad una certa mi veniva più lo sclero che la risata però ecco, dopo un pò ho capito. 

Anita è inizialmente il prototipo di donna che il Duce vorrebbe in ogni dove. 
Bellissima, non troppo intelligente, pronta a sposarsi e a metter su famiglia. Eppure lei ci mostra che la bellezza non è sinonimo di poca intelligenza e che anche se una donna vuol veramente fare “la donna di casa”, questo non le impedisce di realizzarsi sul piano personale e lavorativo.

Anita è spiritosa, molto coscente sulla propria condizione ma questo non la ferma nel suo intento; rendere gli altri più coscienti del regime. Non che sia il suo più grande sogno, ma ad un certo punto anche lei sente di dover fare qualcosa e Saturnalia è il luogo migliore per farlo. 

Mi sono divertita moltissimo, la coppia non coppia mi ha concesso qualche viaggio mentale amoroso e ve lo dico, vorrei qualcosa di più. Ma a parte questo, ho apprezzato molto anche il tema toccato verso il Duce e alle ripercussioni sulla donna nel mondo del lavoro e sull’editoria. La censura è vecchia come il cucco, bisogna ricordarlo e trovare un modo per sconfiggere questa piaga. 

INFO

Autore: Alice Basso
Pagine: 284
Prezzo: € 16.90
Uscita: 02/07/2020
Genere: ThrillerGialli
Casa Editrice: Garzanti

TRAMA

Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa.
Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c’è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.

Alice Basso

Alice Basso

Alice Basso

NOTE BIOGRAFICHE

Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

LIBRI PUBBLICATI

  • L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso
  • Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso
  • Non ditelo allo scrittore di Alice Basso
  • La scrittrice del mistero di Alice Basso
  • Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso
  • Nascita di una ghostwriter: Il primo lavoro di Vani Sarca di Alice Basso
  • La ghostwriter di Babbo Natale: Un racconto di Natale di Vani Sarca di Alice Basso
  • Il morso della vipera di Alice Basso (qui)
  • Il grido della rosa di Alice Basso

Splendi più che puoi

Splendi più che puoi di Sara Rattaro
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 65% 65%

Splendi più che puoi

Recensione: Non ho mai letto libri di Sara, quindi, quando ho iniziato questo avevo la mente aperta. Sapevo di cosa trattava ma ammetto di averla presa sottogamba.
Emma, la nostra protagonista, è una donna molto caliente ma che ama molto la sua famiglia. Fin da piccola si è sempre impegnata a compiacere i genitori ma non riusciva a farlo mai del tutto.
Le cose cambiano quando incontra Tommaso, uomo affascinante e tremendamente più grande di lei. Dopo alcuni scontri con il padre, la vita dei due prosegue per anni, fino a giorno in cui Tommaso le rivela di non amarla più ed Emma, ferita come non mai, raccatta le sue cose e torna a casa.
Per molto tempo cerca un modo per far ingelosire il suo ex ma l’incontro con Marco le cambierà la vita per sempre.

Il mio pensiero su questo libro si spacca in due.

Da un lato, c’è la mia parte “Donna” che alza il pugno al cielo ed invoca ascolto vero. La violenza sulle donne è un argomento ancora molto delicato e per molti, quasi fantascientifico.
Questa storia è tremendamente reale. Niente di quello che viene raccontato è frutto dell’immaginazione di Sara e la cosa assume sfumature veramente agghiaccianti perché dimostra come questa violenza non si possa prevedere.
Mostra come una donna può venir manipolata. Mostra come qualche volta la Giustizia non sia giusta.
Quello che forse mi ha spaventato di più, non è il comportamento di Marco ma il disinteresse della famiglia che sapeva ma taceva ed anzi, lo proteggeva. Ecco, questo e quello che più mi ha ferito, il fatto che proprio un’uomo del genere possa esser protetto. Come fanno delle Donne a supportare una cosa del genere? Come può una Madre mentire ed anzi, attaccare la vittima?
Dall’altro, per quanto il libro tratti una cosa molto importante, non sono riuscita ad entrare in sintonia con Emma.
Non voglio sminuire quello che ha vissuto ma i salti temporali così frequenti e di svariati mesi/anni non mi hanno aiutato a capire la difficoltà psicologica che vive. Perchè non è solo una questione di violenza fisica ma anche mentale e ciò che leggiamo in questo libro è solo una minima parte del disagio.
Inoltre, verso la fine, c’è un passaggio che non mi convince nemmeno lontanamente. Marco viene dipinto spesso come una persona che vuole avere il controllo su ogni persona vicino a lui, soprattutto quindi, su Emma.
Non mi capacito quindi del fatto che non si sia vendicato una volta vista la reazione di Romina. Eppure c’erano tutti gli estremi… ecco, questo improvviso disinteresse non mi ha convinto.
Capisco che essendo una storia vera, magari Sara non abbia voluto inventare più del necessario ma così, sembra una storia tronca.

INFO

Autore: Sara Rattaro
Pagine: 225
Prezzo: € 16.40
Uscita: 31/03/2016
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Garzanti

TRAMA

L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.