Speak. Le parole non dette

Speak. Le parole non dette

Speak. Le parole non dette di Laurie Halse Anderson.
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 75% 75%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 75% 75%

Speak. Le parole non dette

Recensione: Melinda Sordino è una giovane ragazza che all’inizio delle scuole superiori, oltre ad iniziare un nuovo ciclo di vita, porta dentro di se un segreto pesante che nessuno conosce. Allontanata dalle amiche del cuore e trattata come un’appestata da quasi tutta la scuola, vive questo nuovo anno nel peggiore dei modi; isolandosi.

Alla fine delle scuole medie partecipò ad una festa e in quell’occasione, venne avvicinata dal ragazzo più bello. Presi dalla situazione sempre più intima, iniziarono a baciarsi ma non sentendosi pronta ad andare in profondità, Melinda cercò di fermare il ragazzo che non la prese bene. Deciso a prendersi ciò che pensava di meritarsi, la obbligò ad un rapporto completo.

Inizia così la sua storia, con parte del mondo contro ma, ignaro delle motivazioni che la spinsero a chiamare la polizzia.

Avevo amato Laurie Halse Anderson con “Wintergirls“, quindi una sera decisi di recuperare tutti gli altri volumi italiani.

“Speak. Le parole non dette” prometteva lo stesso livello di tristezza del primo, dato che si parlava di stupro e dei rapporti sociali. Invece no, non del tutto almeno.

Entrare in sintonia con Melinda è stato estremamente difficile, pur sapendo cosa stesse provando.

Al mondo esistono tantissime pesone che non denunciano lo stupro subito, sono anche conscia del fatto che questo segreto faccia scattare nella testa delle vittime una molla di auto-distruzione però, raccontare una storia come se fosse quasi un diario ed entrare un pò poco nei vari ragionamenti, rende arduo il compito di capire cosa la spinge a fare quello che fa. Lo so, non c’è una vera e propria linea di condotta e non esiste un modo solo per elaborare il dolore, però…

La non strategia che adotta porta altri problemi. Un rendimento scolastico quasi inesistente, perchè tanto non ha più senso ma questo la mette ancora di più sotto i riflettori e aumenta certe inamicizie. Il calo porta anche a dei problemi con la famiglia. Inoltre, l’apatia o il rifiuto di provare a far cose nuove fa sì che l’unica ragazza nuova che sembra volerle essere amica (molto probabilmente solo perchè è nuova e non conosce i fatti accaduti l’anno precedente), ad un certo punto decida di andare altrove perchè nuoce gravemente alla sua immagine. 

Insomma, l’unico ad aver a cuore la sua situazione, anche se in modo bizzarro, è l’insegnante di arte. L’unico che sa vedere nel cuore degli studenti e che è assolutamente certo del fatto che la bellezza delle opere sia l’unico rimedio sincero. 

Da un lato, ci sono tante cose sbagliate.

Amiche che abbandonano una persona che conoscono da sempre senza nemmeno capire quale fosse il problema. L’accanimento nei suoi confronti. Certi insegnanti troppo autoritari. Genitori poco pazienti. 

Però, se penso un pò a come vivevo quell’età, mi rendo conto che non è poi diverso dal mondo di Melinda. Quindi forse, un pò di empatia c’è.

INFO

Autore: Laurie Halse Anderson
Pagine: 156
Prezzo: € 9.70
Uscita: 7/05/2013
Genere: Narrativa; Ragazzi
Casa Editrice: Giunti

TRAMA

Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L’estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che… 

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Molto tempo fa, in una galassia lontana lontana, decisi che non avrei più portato delle rubriche. 

Troppo tempo da dedicarci e solitamente si vedevano sempre le stesse cose. Quindi, perché? Pensavo ci fossero altri modi più semplici e soddisfacenti per parlare di libri. 

Poi, un giorno di ordinaria follia da riordino e smaltimento, mi sono accorta di aver in libreria un sacco di libri vecchi che ancora non ho letto. 

Questa cosa pare essere normale nei lettori forti, perché siamo affetti dalla sindrome dell’accumulo e quindi compriamo spesso più libri di quelli che poi siamo capaci di leggere. Inoltre, alcuni lettori non riescono nemmeno a separarsi dai libri letti ma che hanno trovato bruttini. 

Insomma, siamo un casino.

Comunque, tornando a noi. 

Già da anni, seguo inconsciamente il metodo di Marie Kondo. Per chi non la conosce, lei insegna la filosofia del riordino un pò estremo ma tanto emotivo; se l’oggetto che hai in mano ti trasmette una sensazione buona lo tieni, altrimenti ciao ciao. Per lei, ogni persona dovrebbe circondarsi solo di oggetti che trasmettono positività e trova nell’accumulo un senso di disagio da dover debellare. Quando ho ascoltato il suo libro, ho capito che quello che facevo ogni volta che mettevo mano nella mia libreria era un tentativo, seppur piccolo, per stare meglio.

Eppure, ho ancora molti libri che non riesco ad eliminare. Perché? 

Riflessi. A twisted tale di Elizabeth Lim, fa parte di questa categoria.

Amo il cartone di Mulan (il primo, per me il secondo non esiste) e ammetto di poterlo recitare a memoria, comprese le canzoni. Diciamo che comprare il libro che parla di lei, nella sua versione Disneyana, era una cosa quasi scontata ma alla fine, era veramente necessario?

Riflessi è un retelling (?) del cartone, cosa che oggettivamente mi fa paura perché sappiamo bene tutti che cosa succede quando decidono di metter mano ad una storia già esistente e tanto amata. Tremo all’idea che abbiano snaturato il personaggio.

Quindi, perché?

Perché spendere per un libro che probabilmente non leggerò mai? Perché invece di prendere altro, mi ci sono fiondata come se da questo dipendesse la mia vita? Perché ho messo mano al portafoglio, pur sapendo del possibile errore? Sarò forse tarda? In effetti. 

Questi sono dubbi che evoco ogni volta che vedo il volume. 

Oscillo tra l’amore per Mulan e il terrore di trovarmi una Mulan del secondo cartone.

In effetti non ho una soluzione al mio dilemma.

Sicuramente non lo voglio tenerlo per la copertina o per collezionismo, forse per mero masochismo. Mi ispira sentimenti contrastanti e non so veramente decidermi.

Forse, continuo a lasciarlo in libreria nella segreta speranza di trovar dentro una storia piena di forza, anche se diversa dal cartone.

Forse lo tengo perché è una storia femminile dedicata ai bambini.

Forse lo tengo perché sento il bisogno di una prova tangibile del fatto che esistono storie grandi con parole semplici e non “noiose”.

Forse lo tengo, perché nel bene e nel male Mulan è parte del mio cuore.

L’ora dei dannati. L’abisso

L’ora dei dannati. L’abisso

L'ora dei dannati. L'abisso di Luca Tarenzi
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 85% 85%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 75% 75%

L’ora dei dannati. L’abisso

Recensione: Nel 2011 o poco dopo, quando ancora ero una lettrice “alle prime armi”, incappai nel libro Quando il diavolo ti accarezza di Luca Tarenzi. Devo ammettere che non arrivai mai alla fine del libro, l’unico ricordo che conservo è che per me era fin troppo lento. In tutti questi anni, mi rendo conto che ho sempre preferito letture veloci e no, non nel senso di volumi con poche pagine ma, storie che ti prendevano a tal punto da non farti dormire la notte pur di arrivare alla fine. Non è una cosa facile, il fatto di leggere molti libri mi rende sempre più esigente o più semplicmente, annoiata. 

Esiste un girone per quelli come me?

Comunque sia, dopo tutti questi anni ho pensato che sarebbe stato il caso di riprendere in mano un autore molto consigliato dalla mia socia Alice Chimera. Lei lo ama e quando da scoperto da Luca tarenzi di questa sua nuova uscita, non c’è stato mese in cui non abbia tirato fuori l’argomento. Insomma, c’è sicuramente un girone anche per quelli come lei. 

L’ora dei dannati è il primo libro di una trilogia a tema Dantesco. 

Siamo nell’Inferno, insieme ad un Virgilio completamente diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere nella Divina Commedia. Quest’anima che non può più tornare nel Limbo, sta vivendo tutta la perfidia dell’Inferno ma questa pena lo sta logorando più dell’imaginabile ed è per questo che nel girone dei siucidi stringe un patto con Pier delle Vigne. Il suo compito è di recuperare armi e altre specifiche anime che serviranno per portare a termine il piano di fuga. Virgilio riuscirà nel suo intento, anche se viene braccato dalle cagne e i loro “padroni”? 

Ho amato alla fillia le tinte cupe di queste pagine. Avete presente l’articolo che avevo scritto per gli iracondi e accidiosi, in merito all’evento creato per l’uscita “economica” dell’Inferno? Bene, se pensavate che ciò che viene descritto lì dentro fosse terribile, ancora non avevato letto questo libro. 

Ovvio, è un paragone assolutamente azzardato, eppure la pesantezza di quello che ho trovato rende omaggio al luogo. Per me comunque è stata una lettura lentissima, non ho mai amato molto le storie troppo descrittive (ormai sono un disco rotto, lo ripeto fin troppo spesso) e qui c’è tata preparazione, però è stata una lettura molto godibile. Per gli amanti del genere, trovo che sia una lettura consigliata ma lo sarebbe anche per quelli come me, solo c’è bisogno di tempo. 

Non ci resta che attendere il prossimo capitolo, perchè in ballo ci sono ancora troppe cose e l’abilità di Luca Tarenzi verrà indubbiamente messa alla prova da adesso in poi. Riuscirà a non far esplodere questa bolla di sapone? 

INFO

Autore: Luca tarenzi
Pagine: 416
Prezzo: € 16
Uscita: 20/08/2020
Genere: Horror; Fantasy
Casa Editrice: Giunti

TRAMA

Sono cinque, la feccia della razza umana. Dio li odia. Virgilio li guida. E hanno un piano: evadere dall’Inferno. Dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio, che ha intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio, non può tornare nel Limbo. È destinato a restare nell’Inferno, dove può muoversi liberamente, anche se sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell’ambizioso piano di Pier delle Vigne, che intende raccogliere un gruppo scelto di dannati – il Conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born – per fuggire dall’Inferno. Un fantasy ambientato in un Inferno dantesco: un racconto carcerario; una storia di redenzione piena di colpi di scena e combattimenti, fino all’incredibile finale che lascia aperto il destino dei cinque straordinari antieroi.

Osservatore oscuro

Osservatore oscuro

Osservatore oscuro di Barbara Baraldi
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 65% 65%
  • Cover 50% 50%
  • E il finale 65% 65%

Osservatore oscuro

Recensione: Aurora è la profiler migliore che ci sia ma, dopo una sparatoria avvenuta durante un’indagine, le sue facoltà mentali sono sempre border line. Una scheggia di proiettile risiede nel suo cervello, causando forti mal di testa e bipolarità. Questo la porta ad avere un rapporto diverso con il lavora e da ciò che la circonda ma, il ritrovamento di un cadavere a Bologna, la mette nella condizione di fare scelte drastiche. 

Aurora e Bruno, sono due personaggi che ho più odiato. Valraven, l’assassino che stanno cercando di catturare, mi suscita più simpatia di quei due. Considerato che sono due personaggi importati, potete capire come io abbia affrontato serenamente la lettura di “Osservatore oscuro”. 

Ma poi era arrivata Aurora.
E lui aveva capito il significato di gelosia, mancanza e ossessione.
Aveva capito che l’amore non assomiglia a una rosa, ma alla spina che ti entra nella carne e se la estirpi è solo per portarne la cicatrice per sempre.

L’indagine che viene affrontata è molto interessante e coinvolgente. Ci sono molti indizi che portano spesso in direzioni opposte ed è affascinante quando Aurora mette in moto il suo cervello. 

Perché l’avrò anche presa in antipatia, però riconosco che la sua bravura va oltre il mio parere personale. 

Lei  comunque interpreta il cliché del poliziotto bravissimo ma burbero e sempre pronto ad infrangere le regole pur di arrivare alla soluzione, dimenticando però che le persone con cui si rapporta, non sono lì a caso e che forse forse, stanno cercando di fare al meglio il proprio lavoro. Aurora non solo è una persona instabile a causa dell’incidente ma, dal carattere acido e so tutto io.

«A quanto pare, hai trovato qualcuno a cui piaci» la stuzzicò De Robertis.
«È una battuta?» ribatté Aurora. «In ogni caso, non ci tengo a piacere a qualcuno.» Così dicendo, aprì con cautela la finestra e tese una mano con fare amichevole, ma la gatta, sospettosa, arretrò di due passi. «Non aver paura. Non voglio farti del male…»
«…disse la ragazza con la pistola» fece De Robertis in tono divertito.
«Ma la pianti? Il tuo senso dell’umorismo è come un ciglio in un occhio, di quelli che non riesci più a togliere.»

Per fortuna, nella storia gravitano altri personaggi che, pur restando secondari, aiutano ad alleggerire la lettura. C’è da dire che comunque, anche se sono più di cinquecento pagine, il libro si legge in un soffio perché dalla sua, ha anche la capacità di ricreare perfettamente i luoghi dove si svolgono i fatti. Inoltre, l’idea di capire chi sia l’artefice delle esecuzioni o come mai la piccola Camille voglia assolutamente parlare con Aurora, fa si che l’ansia sia sempre palpitante. 

Mi ha invece lasciata basita la chiusura della storia, con l’ex neurochirurgo, che tanto mi affascina (che anche qui, preferisco lui a Valraven ma, sono dettagli). 

Sicuramente ci sarà una storia nuova, perché le promesse non scritte, sono veramente troppe. Solo qui però, ho veramente capito il senso del libro e questo, mi lascia un pò l’amaro in bocca. 

Non ho colto la connessione perché non ho letto il libro precedente? Non saprei, però apprezzo sempre i titoli giusti e con questo, trovo un peccato che si capisca solo alla chiusura. 

INFO

Autore: Barbara Baraldi
Pagine: 528
Prezzo: € 19
Uscita: 7/03/2018
Genere: Thriller
Casa Editrice: Giunti

TRAMA

“L’osservatore oscuro” è l’alter ego negativo che ci portiamo dentro, quello che ci dice che non ce la faremo, quello che alimenta le nostre paranoie, gli incubi peggiori… Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un’antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem. Sospettata di essere coinvolta nell’omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l’uno presso la polizia postale e l’altra con l’accorpamento dei forestali con i carabinieri. Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell’assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia. Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali…