Con o senza di noi [ANTEPRIMA]

Con o senza di noi [ANTEPRIMA]

Con o senza di noi di Valentina Sagnibene
  • Personaggi 80% 80%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 90% 90%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 80% 80%

Con o senza di noi [ANTEPRIMA]

Recensione: Trovo sempre estremamente difficile leggere storie d’amore dove già dalla trama si percepisce una nota di dolore.

Difficile perché non è facile raccontarla con il dovuto rispetto, difficile perché poi passo i successivi giorni a tormentarmi con eventualità che mai potrebbero accadere. Sono una persona sensibile, quando non dico bestemmie. 

Nuvola e Tommaso sono due adolescenti che a primo impatto sembrano non aver nulla in comune.

Lei è figlia di una donna che non l’ha cercata ma che l’ha cresciuta in solitudine, nipote di una donna indipendente che non vuole far sapere al suo corpo che sta invecchiando. 

Lui è figlio di una famiglia piena di apparenze, atleta prodigio e fratello di una donna scappata in un altro paese per poter vivere secondo le sue regole. 

Nuvola e Tommaso sono due entità che all’improvviso si scontrano, e l’impatto scaturito farà tremare le fondamenta delle loro vite. 

In un primo momento, ho pensato di aver tra le mani un libro troppo simile a quello di Jennifer Niven. Raccontami di un giorno perfetto ha come protagonisti due adolescenti che vanno nella stessa scuola, e per un fortuito caso si scontrano, legando in modo indissolubile i loro destini. Con o senza di noi parte più o meno con lo stesso proposito, ed io ero decisamente terrorizzata. 

Un po perché non amo leggere la copia di un libro che ho amato, un po perché io con l’altro libro ho pianto più del necessario.

Invece, ho trovato ben altro.

Non sono riuscita ad entrare completamente in sintonia con i protagonisti, anche se con Nuvola posso dire di condividere una serie di domande esistenziali, ma questo comunque non mi ha impedito di adorare tutto quanto. 

Tranne il finale.

La ragazza ama la solitudine e cerca in tutti i modi di passare inosservata. Ama mettersi a disegnare le persone ma preferisce farlo da così lontano che i volti non saprebbe come riprodurli. Il suo talento è innegabile, le permette di sentirsi libera e l’aiuta a sopportare il fatto di non avere un padre. Perché il suo più grande cruccio è proprio questa mancanza.

La madre non vuole parlarle di quel periodo, ogni volta che Nuvola cerca di tirar fuori l’argomento trova un muro invalicabile e ciò la fa soffrire, perché è terribile non sapere se il padre l’ha abbandonata oppure è solo ignaro della sua presenza. 

Tommaso è il classico ragazzo bellissimo dal fisico scolpito, fidanzato con la ragazza perfetta. Sempre in mezzo alla gente a divertirsi, senza però ricoprire la parte dello stronzo insensibile. Semplicemente la famiglia pretende da lui dei risultati scolastici, sportivi e mondani, e lui li accontenta. A quale scopo però? Lui ama fare quello che fa, ma non sopporta le aspettative ferree del padre, che non ammette il minimo errore. Lui non si sente libero, non si sente felice della vita agiata che conduce. 

Ed è con questi dubbi che si incontrano e successivamente si cercano, fino a fondersi in una cosa sola. Fino a perdersi al momento del distacco forzato. 

Una storia d’amore forte, che ha un finale agrodolce. 

Un finale che ho tanto odiato, seppur capito e un pò apprezzato. 

INFO

Autore: Valentina Sagnibene 
Pagine: 305
Prezzo: € 14.90
Uscita: 16/06/2021
Genere: Narrativa
Casa Editrice: De Agostini

TRAMA

Nuvola ha passato diciassette anni della sua vita a evitare gli altri. Ai pettegolezzi, preferisce il rumore del vento. Alla movida delle serate milanesi con le amiche, sostituisce il disegno. Il suo posto è il tetto della scuola, a tredici metri d’altezza, dove vede tutto e nulla la raggiunge. Tommaso invece i diciotto anni li ha trascorsi lasciandosi travolgere da un fiume di persone che reclamava il suo talento, i sorrisi, il futuro. Il suo posto è la pista d’atletica, dove si allena tra le dritte del coach e gli incitamenti dei compagni. Nuvola e Tommaso frequentano lo stesso liceo, gli stessi corridoi, aule quasi vicine. Ma la ragazza più invisibile e il ragazzo più in vista della scuola non si sono mai visti. Non si conoscono. Fino al giorno in cui si ritrovano nello stesso luogo speciale e proibito, a tredici metri d’altezza. Entrambi per motivi diversi, entrambi per un segreto. Entrambi in fuga da qualcosa. Forse Nuvola e Tommaso non hanno nulla in comune, forse sono due punti opposti dello stesso emisfero.

Sliding in Love

Sliding in Love

Sliding in Love di Emma Sacco
  • Personaggi 53% 53%
  • Worldbuilding 60% 60%
  • Fluidità 55% 55%
  • Cover 50% 50%
  • E il finale 65% 65%

Sliding in Love

Recensione: Metto le mani avanti, nel dire che i romanzi d’amore, non sono la mia specialità.

Li leggo, alcuni li trovo estremamente godibili ma, sono anche molto pignola e molto spesso, non riesco ad apprezzarli fino in fondo. Intendiamoci, non sono una persona particolarmente romantica ma nemmeno arida. Il mio essere puntigliosa, è dettato dal fatto che molto spesso non trovo storie coinvolgenti perchè ancora molto legate a dei vecchi clichè.

Comunque.

Sliding in Love è una storia grande e fitta di misteri. Il tutto si svolge in un’estate texana tra due ranch rivali, e tre protagonisti.

Jonathan è un ragazzo che ha preso la sua passione in modo molto serio. Lavorare al ranch di famiglia è la sua missione e nulla al mondo riesce a farlo desistere, nemmeno Tiffany, la ragazza che frequenta. La loro passione per i cavalli li avvicina ma, se per lui c’è anche tanto onore da rispettare, per lei è soprattutto una questione finanziaria e di prestigio. La loro relazione sembra esser giunta ad un livello importante, sembra mancar molto poco alla dichiarazione ufficiale ma l’arrivo di Greta, esperta amazzone, cambia le carte in tavola.

Da quell’arrivo, si innescheranno una serie di eventi che porteranno tutti a dover compiere delle scelte, spesso molto difficili. Saranno capaci di diventar finalmente adulti?

Cavalli, ranch e profumo di avventura.

Quando mi era stato proposto di leggere questo libro, ho subito pensato al mio amore per questi meravigliosi animali e all’adrenalina che ho sempre sentito quando andavo alla Fieda dei Cavalli di Verona.

Il cutting, il reining, il roping, il team penning, il barrel racing, il pole bending, il working cow horse, il western pleasure, il western riding, lo showmanship at halter, l’halter under saddle, il western horsemanship, il Mountain Trail horse… mille discipline, che uniscono spettatoti e cavalieri.

Il cutting, dove l’obiettivo è di isolare un capo dalla mandria (precedentemente scelto dalla giuria) senza spaventare il resto degli animali, e il barrel racing, che consiste in un percorso di tre barili, che devono essere aggirati nel minor tempo possibile, sono i miei due sport preferiti. Quindi si, ero in fibrillazione per quello e per il senso d’onorei dei Cowboy, che normalmente è molto affascinante.

Jonathan però, pur essendo il totem dell’ormone, è un personaggio con un animo fin troppo “vecchio” rispetto alla sua età. Bello bellissimo, puro d’animo e un gran maestro con i cavalli, arido per quanto mi riguarda, sul lato umano. Lui non aiuta perchè sente di doverlo fare, lui aiuta perchè è così che li è stato insegnato a fare. Greta ha ragione quando gli urla contro che lei sarà pure ingabbiata in un piccolo recinto che si è auto eretta, lui però non è da meno.

Greta comunque, è una bella spina nel fianco.

Insomma, posso anche capirla da un lato, in fondo le è stato impedito di vivere dove lei avrebbe voluto per un capriccio di una persona fortemente egoista. Capisco che non sapendo il perchè, vivere con così tanti dubbi non sia facile ma, quel suo modo di esser fredda con tutto e tutti, non mi ha permesso di trovare un punto di incontro con lei. Non sono facile nemmeno io, però mi è capitato più volte di chiedermi perchè diamine dovesse rimaner stoica anche quando avrebbe potuto ammorbidirsi un pò.

Se parliamo di stoicismo, allora non posso rimaner zitta davani a quella plurilaureata in stronzaggine di Tiffany. Mi sono ripromessa di non calcare troppo la mano in questa recensione e voglio mantenere la parola… però, l’incidente era meglio farlo capitare a lei. Sia mai che ricominciando da zero, ci fosse una concreta possibilità di redenzione.

Lo ammetto, potrei aver da ridire più o meno su ogni personaggio, tranne per qualche rara occasione. I vari nonni, ad esempio e anche la nuova moglie del papà di Greta ma, anche Arianna è un cuoricino puro e carino, tanto tenero quanto affine per il suo colore di capelli.

Comunque, la componente romantica è decisamente poca. Il perno di tutto è incentrato sulla famiglia e su sè stessi, dettaglio che comunque ho abbastanza apprezzato.

Simpatie ed antipatie a parte, quello che in realtà mi ha convinto poco, sono le seicento pagine.

Se inizialmente pensavo che la mole fosse giustificata per la location, alla fine ne sono rimasta tragicamente delusa. A parere mio, sarebbe stato più vincente togliere dalle duecento alle trecento pagine.

Sono scelte, come ho detto, questo è un mio parere ma dato che solitamente non mi faccio spaventare dalle dimensioni, ho sviluppato una certa “esperienza” su questi dettagli.

Non c’è poi così tanta descrizione del mondo dei cowboy per giustificare il numero e alla fine, anche alcune situazioni potevano esser eliminate.

Sono più che certa che questo libro possa essere apprezzato dalle lettrici, io però rientro nella percentuale di quelli che si aspettavano qualcosa di più. Forse, la scelta di aver tre punti di vista differenti, non ha facilitato la stesura (per essere sinceri, ancora mi chiedo quanto sia stato veramente utile aver il punto di vista di Tiffany) o forse, il punto è un’altro. Com’è o come non è, non proseguirò la lettura di questa trilogia per rispetto di chi mi segue (non ho intenzione di indorare una futura pillola) e per rispetto nell’autrice (mi sembra inutile continuare a leggere una storia che quasi sicuramente, riceverà un voto negativo anche per gli altri).

INFO

Autore: Emma Scacco
Pagine: 613
Prezzo: € 19.90
Uscita: 04/12/2019
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Indipendently Publisher

TRAMA

Jonathan non sembra neanche figlio del suo tempo, forgiato dalla dura vita degli allevatori di bestiame del Texas. È un ragazzo con poche pretese e un chiaro futuro davanti ai suoi occhi, che verrà messo sotto sopra dal suo destino.

Greta è stata portata via dal suo ranch da piccola, quando i genitori hanno divorziato. Trasferitasi a Londra con la madre, passa l’estate nella tenuta del padre, in Texas, un posto che ama e odia, ma soprattutto al quale non sente di appartenere.

Tiffany è bella, intelligente e manipolatrice, incapace di qualsiasi sentimento.

Finché tutto cambia.
Una missione dall’esito incerto coinvolgerà i tre protagonisti sotto il limpido e afoso cielo texano: il recupero di un cavallo ombroso, la scoperta della proprie origini, la nascita di un amore impossibile, la possibilità di rimarginare vecchi rancori mai seppelliti nel tempo.
Un viaggio nel proprio cuore alla ricerca di sé stessi, lottando contro un destino tutt’altro che clemente. 

Sliding in Love di Emma Sacco - stivali
Sliding in Love di Emma Sacco - rodeo
Lasciami perdere

Lasciami perdere

Lasciami perdere di Barbara Morini
  • Personaggi 40% 40%
  • Worldbuilding 50% 50%
  • Fluidità 55% 55%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 45% 45%

Lasciami perdere

Recensione: Francesca è una giovane donna spezzata.

Dopo la violenza subita da adolescente, la sua vita non è più stata la stessa e dai colori sgargianti della giovinezza, sono subentrati i grigi ed il nero della morte.

Steno è un’uomo ligio a se stesso.

Figlio unico di una famiglia che pesa più all’apparenza che ai sentimenti, cresciuto con l’unico scopo di trovare un lavoro mlto remunerativo. Bello, intelligente e prestante, ex marito non troppo disperato. Prova estremo disprezzo per le donne, che considera troppo chiacchierone e pretenziose.

Nessuno dei due ha bisogno dell’altro, ma ad entrambi, anche se non lo sanno, serve la Contessa per imparare a vivere una seconda volta.

Parliamo di violenza e di ciò che questa cosa può scaturire sulla mente e sulla vita di una giovane.

Le nevrosi, i problemi relazionari, gli incubi, l’incapacità di vivere normalmente la vita con gli altri. Una violenza non va mai sottovalutata e soprattutto, non va mai caricata con imposizioni e forzature felici (“fidati, ti dimenticherai di questa brutta cosa e la vita tornerà a sorriderti!”).

Francesca ha vissuto per molto tempo in uno stato di perenne ansia, ma grazie allo specialista che le ha chiesto di guardare una partita di rugby per capire come provare ad uscirne, qualcosa è cambiato. Così è nata una lista di cose che avrebbe volto fare o ricominciare a fare.

Il terzo punto, è quello di trovare un lavoro. Ed è qui che arriva Steno, con tutta la sua non grazia.

Quest’uomo è uno stronzo, e viene ripetuto spesso durante la lettura. Anche se non ci fosse stata come parola, inutile dirvi che ci sarei arrivata da sola.

Steno è quel tipo di uomo che sarebbe meglio perderlo che trovarlo. Un misogino mancato, che si arroga il diritto di poter fare quel che fa, solo perchè rispetto alla massa lui è sincero sempre.

«Sei strano!»
«Io? Stai uscendo con uno degli uomini più belli del creato. Sopportare un carattere di merda mi sembra un prezzo accettabile da pagare. […] Quindi, sì, sono uno stronzo, ma devi ammettere che almeno non mi nascondo: quello che ho da dire lo dico e quello che ho da fare lo faccio. […]»

Decontestualizzato risulta anche perggio di quello che è, eppure non vi sarà difficile immaginare che un carattere del genere, associato all’intelligenza, sia una combinazione al vetriolo. 

Fosse però solo quello, vi direi semplicemente che Steno è un personaggio prettamente antipatico, che si salva solo in determinate occasioni.

Potrei dirvi che Steno non presta la minima attenzione alle donne, nemmeno a quelle che lavorano con lui (non ricorda un nome che sia uno, e se consideraimo che con Francesca ci deve lavorare tutti i giorni, mi sembra un’assurdità).

Ma non è solo quello. 

Mi spiace doverlo dire, ma da qui in poì può essere considerato SPOILER.

Sapete che tendo a non farli, cerco sempre di mettermi nei panni di chi vuole godersi la lettura in santa pace, ma in questo caso lo trovo d’obbligo.

Pronti?

 
 
 
 

La situazione di Francesca è ben visibile e per quanto non si sappia cosa le sia successo, difficile non capire che quello che la turba è una cosa vecchia e profonda. 

La vediamo magrissima, poco curata e perennemente spaventata nel toccare chiunque. 

«Oh Signore, che cosa devo fare per fartelo capire? Devo usarti violenza?»

Ed eccola, la perla che potevamo evitarci.

Francesca risponde lapidaria, tuttavia la frase di Steno l’ho trovata fuori luogo, anche per uno che fa lo stronzo come lui. Una violenza verbale, che mal si addice al personaggio e che viene usata solo come scusante per far “vuotare il sacco” a lei.

Non mi erigo a paladina della giustizia, stronza sono stronza anche io, eppure in casi come questi, dove una donna ha subito vuolenza e lo racconta una scrittrice donna, mi va il sangue al cervello quando ci sono questi dettagli. Potevano esserci mille sfumature più coerenti ma no, “Devo usarti violenza”.

Non è che questo sia un libro tutto così.

Come dicevo sopra, Steno è anche un personagio divertente e quando capisce di essere innamorato di Francesca, cerca sempre di non invadere il suo spazio e le lascia il tempo necessario per farla tranquillizzare in momenti difficili, ma quell’uscita è così di cattivo gusto, che ha rovinato tutto.

INFO

Autore: Barbara Morini
Pagine: 148
Prezzo: € 13.90
Uscita: 25/05/2020
Genere: NarrativaRomanzo rosa
Casa Editrice: Words Edizioni

TRAMA

Francesca è una fata molto speciale, Steno un principe per niente azzurro. Lei, dopo aver subìto violenza dieci anni prima, si è confinata in un mondo di incertezze e paure: non ha relazioni sociali e non si lascia toccare. Lui, rinomato ginecologo, scontroso e troppo diretto nelle sue esternazioni, ha appena scoperto il tradimento della moglie e deciso di abbandonare casa e routine a favore di una vita indipendente e solitaria. Con in mano una lista di obiettivi da raggiungere per ritrovare la propria identità, Francesca approda nello studio medico di Steno in cerca di lavoro e lui la assume come segretaria. Le loro vite, tuttavia, sono destinate a incrociarsi in modi differenti e più profondi, grazie anche all’aiuto di una Contessa eccentrica, inaspettata fata madrina. Attorno a loro una vicina che fa magie con ago e filo, due domestiche particolari e una strega in camice bianco. Tra polvere di stelle, desideri inespressi e candeline di compleanno, vivremo la magia di una storia dove tutto è esattamente come sembra.

La strada per Virgin River

La strada per Virgin River

La strada per Virgin River di Robyn Carr
  • Personaggi 55% 55%
  • Worldbuilding 40% 40%
  • Fluidità 85% 85%
  • Cover 50% 50%
  • E il finale 75% 75%

La strada per Virgin River

Recensione: Lo ammetto, avevo bisogno di aver tra le mani qualcosa di estremamente sdolcinato ma con una punta di ansia, perché va bene sognare l’amore perfetto ma almeno un po’ di pepe che non derivi dal solito sesso.

La strada per Virgin Rover non rientra nelle mie solite letture, ma qualcosa mi aveva attirato. (saranno stati gli ormoni?)

La storia di Melinda mi ha conquistato, con il suo caratterino e la passione per il suo lavoro da ostetrica.

Sta affrontando un lutto ed un rifiuto alla vita sempre intensa che ha avuto in città fino a quel momento. La tranquillità di un paesino sperduto sembra la soluzione migliore, ma i suoi sogni vengono infranti dal cottage che cade a pezzi e dal fango che la sua “super” macchina non riesce ad affrontare. Cosa ci fa una cittadina come lei, in un posto come quello? La risposta arriva la mattina successiva al suo arrivo, in modo lapidario; una bambina abbandonata davanti ad una porta.

Così Mel, si trova a dare assistenza ad un piccolo cucciolo abbandonato, e nessuno sa chi sia la madre. Il bello di un paese è che tutti si conoscono, quindi da dove arriva la piccola?

Già che deve rimaner lì fino all’arrivo degli assistenti sociali, pian piano aiuterà Doc a curare i pazienti e fin da subito, verrà accolta nella comunità.

La sua idea di tranquillità, è veramente realistica?

Non è il libro del secolo, non succede oggettivamente nulla di che, però ha quella pacatezza che sa coccolare il cuore.

Si, ci sono scene piccantine e si, ci sono situazioni di disagio emotivo condivisibilissime e trattate bene, ma alla fine è una storia d’amore molto semplice che ovviamente, finisce nel migliore dei modi. 

So che c’è la serie televisiva, ma ne ho paura perché so già che sarà diversa dalla storia che ho letto. Non so se riuscirò mai a guardarla, di sicuro non leggerò gli altri libri perché per quanto abbiano protagonisti differenti, non sento il bisogno di proseguire. Se però questo tipo di storia è nelle vostre corde, potete tranquillamente sceglierne uno a caso, perché non sono legati tra di loro (o almeno, ci saranno magari dei rimandi ai libri precedenti, ma non penso nulla di così importante). 

INFO

Autore: Robyn Carr
Pagine: 378
Prezzo: € 15
Uscita: 31/10/2019 
Genere: Romanzo rosa
Casa Editrice: HarperCollins

TRAMA

Cercasi ostetrica / infermiera professionista a Virgin River, popolazione seicento abitanti. Il tuo lavoro ideale sullo sfondo delle imponenti foreste di sequoie e dei fiumi cristallini del Nord California. Cottage incluso senza spese di affitto. Melinda Monroe, da poco rimasta vedova, capisce subito che il remoto paesino di montagna di Virgin River è il luogo perfetto per sfuggire al dolore e per gettarsi con nuovo slancio nel lavoro che ama. Le sue speranze, però, tramontano entro un’ora dall’arrivo: il cottage è poco più di una baracca, le strade sono impraticabili e il medico locale non vuole avere niente a che fare con lei. Capendo di aver fatto un grosso errore, Mel decide di lasciare la città l’indomani stesso. Ma una bimba piccolissima abbandonata dentro uno scatolone in veranda modifica i suoi piani… e l’ex marine Jack Sheridan, che ora gestisce l’unico bar del paese, li stravolge del tutto. Perché l’affascinante Jack conosce tutti i sentieri dei boschi di Virgin River, compresi quelli che conducono verso una nuova, insperata felicità.

La strada per Virgin River di Robyn Carr_Melinda Monroe e Jack Sheridan - Netflix

Come il sole all’improvviso

Come il sole all’improvviso

Come il sole all'improvviso di Karen Morgan
  • Personaggi 92% 92%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 95% 95%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 95% 95%

Come il sole all’improvviso

Scarabocchio:  Conoscete bene la mia ritrosia nel leggere un autore Self.

Molto spesso, si entra in un campo minato e detto tra di noi, il rischio molto spesso non ne vale la pena. Eppure, ci sono delle volte dove già dalla sinossi, capisco che una storia vale.

Come il sole all’improvviso, mi ricorda moltissimo i due libri di Jennifer Niven, dove la favola dell’amore incontra il disagio dell’adolescenza (o quasi).

In questa storia, abbiamo April che appena due anni prima, ha subito un lutto che ancora adesso non riesce a sopportare, e anche se la Zia non le fa mancare l’affetto ed il sostegno, questo non basta a salvarla dal disturbo alimentare di cui soffre. Lei sa che non è giusto quello che fa, però non riesce a non farsi schiacciare dal peso soffocante del dolore. Niente sembra esser abbastanza forte da risollevarla, nemmeno un barlume d’amore e nemmeno l’idea di morire.

Poi c’è lui, Paul. Ragazzo bello, atletico ed intelligente, con una famiglia facoltosa e sempre sorridente ed unita, anche se la pressione mediatica solitamente non lascia scampo a nessuno. Dal futuro già scritto e grandioso, Paul vorrebbe solo esser realmente ascoltato dalla sua famiglia. Perché se sotto i riflettori, sembrano tutti coesi, a casa le cose sono estremamente diverse, e quella vena di bugia nascosta sotto un grande strato di farina alla “famiglia mulino bianco”, lo fa sentire a disagio.

Un giorno, lui prende coscienza della presenza di lei, intravedendo un’anima potenzialmente simile alla sua.

Da quel momento, i loro mondi si scontrano e nulla può esser più rimandato, nemmeno l’amore che tanto fa paura, ma che potrebbe essere il balsamo perfetto per le ferite dell’anima.

Questa storia è potente e mai banale, o almeno, lo è ma in modo corretto.

Tutti possiamo star male fino al punto di non trovare una soluzione, oppure esser chi può aiutare qualcuno che è in difficoltà. Potrebbe essere la storia di tutti noi, perché tutti potremmo essere come April o come Paul.

Come dicevo, mi ha ricordato un’autrice che amo alla follia e a ben pensarci, un po’ anche Wintergirl, romanzo che non mi ha fatto dormire serena per due notti.

Ho letto la storia con crescente ansia, sperando sempre di trovarli ancora insieme nel capitolo successivo. Ho anche provato rabbia, per il modo in cui viene trattata “stecca” dalle cheerleader e per l’indifferenza di molti studenti. Perché alla fine, sono loro i “cattivi” della situazione, proprio come nella vita reale.

La lettura è fluida, il fatto che ci siano capitoli brevi e alternati tra i due protagonisti, permette di non annoiarsi mai e di aver un’ampia visione su ciò che accade. Ho adorato la delicatezza con cui si parla delle problematiche di lei, e del non voler raccontare nel dettaglio di un passaggio finale molto importante, prima del ballo scolastico.

Sono rimasta così colpita dalla storia, che comprerò il cartaceo e finirà immediatamente nella mensola dei libri del cuore, perché trovo un peccato non poterlo stringere tra le mani. L’ebook è comodo, il cartaceo di più.

Se avete amato Wintergirls di Laurie Halse Anderson e/o Raccontami di un giorno perfetto e L’universo nei tuoi occhi di Jennifer Niven, allora questo deve assolutamente finire nei vostri prossimi acquisti.

 

INFO

Autore: Karen Morgan
Pagine: 274
Prezzo: € 9.59
Uscita: 08/10/2019
Genere: Romanzo rosa, Narrativa
Casa Editrice: Independently published

TRAMA

Paul Robinson è un giocatore di basket della Garfield High School.
Bello.
Sexy.
Popolare.
Queste sono le tre parole che potrebbero rappresentarlo.
Ma un giorno qualcosa è cambiato. Si è avvicinato a me.
Ha parlato a Stecca, la ragazza che tutti giudicano, ma che nessuno conosce.
Lui è stato l’unica speranza in un mondo marcio.
Paul Robinson è stato la luce in un cielo che sembrava destinato a essere grigio per sempre.
Paul Robinson non è uno qualunque.
E io, April Johnson, non sono più una qualunque.