Sara Rattaro

Sara Rattaro

Sara Rattaro

NOTE BIOGRAFICHE

Sara Rattaro è nata a Genova. Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha lavorato come informatore farmaceutico prima di dedicarsi completamente alla scrittura. È autrice di diversi romanzi: Sulla sedia sbagliata, Un uso qualunque di te, Non volare via (Premio Città di Rieti 2014), Niente è come te (Premio Bancarella 2015), Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016), L’amore addosso, Uomini che restano (Premio Cimitile 2018), Andiamo a vedere il giorno (Sperling & Kupfer 2018), Il cacciatore di sogni, il suo primo libro per ragazzi, Sentirai parlare di me (Mondadori 2019), La giusta distanza (Sperling & Kupfer, 2020) e Una felicità semplice (Sperling & Kupfer, 2021). Ha curato la raccolta di racconti La vita vista da qui (Morellini 2018). È docente di Scrittura creativa presso l’Università degli studi di Genova.

 

LIBRI PUBBLICATI

  • La giusta distanza di Sara Rattaro
  • Una felicità semplice di Sara Rattaro
  • Il cacciatore di sogni. La storia dello scienziato che salvò il mondo di Sara Rattaro (qui)
  • L’ amore addosso di Sara Rattaro
  • Splendi più che puoi di Sara Rattaro (qui)
  • Sul filo dell’acqua di Sara Rattaro
  • I miracoli esistono. La storia di Giorgio Perlasca di Sara Rattaro
  • Uomini che restano di Sara Rattaro
  • Non volare via di Sara Rattaro
  • Sulla sedia sbagliata di Sara Rattaro
  • Niente è come te di Sara Rattaro
  • Andiamo a vedere il giorno di Sara Rattaro
  • Un uso qualunque di te di Sara Rattaro
  • Con te non ho paura di Sara Rattaro
  • La formula segreta. Il fantasma di un genio del Novecento di Sara Rattaro
  • Sentirai parlare di me. Vita e avventure della prima reporter della storia di Sara Rattaro
Il cacciatore di sogni. Lo scienziato che salvò il mondo

Il cacciatore di sogni. Lo scienziato che salvò il mondo

Il cacciatore di sogni di Sara Rattaro
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 75% 75%
  • Fluidità 80% 80%
  • Cover 50% 50%
  • E il finale 75% 75%

Il cacciatore di sogni. Lo scienziato che salvò il mondo

Recensione: Luca è un giovane ragazzino che da grande vuole diventare un pianista professionista. Un giorno però, mentre pattina con il fratello grande, perde l’equilibrio e si rompe una mano. La frattura è così brutta che dovrà esser operato e questo, potrebbe metter fine alla sua carriera da musicista. 

Il 4 luglio 1984, mentre finalmente torna a casa, sul suo stesso aereo incontra Maradona e un’uomo gentile, che assomiglia a babbo natale. Sarà proprio l’incontro con questo uomo misterioso a cambiare il futuro di Luca. 
Adoro le storie, sopratutto quelle che lasciano un segno nel cuore. 
Luca è un giovane ragazzo talentuoso che per colpa dei dispetti del fratello, rischia di dover rinunciare al proprio sogno. L’incontro con Bruce, un signore dal viso gentile, gli farà capire che con una buona dose di talento e forza d’animo, molte difficoltà si possono sconfiggere. 
L’uomo ci racconta la storia di Sabin, lo scienziato che trovò il vaccino per contrastare la Polio. 
Tutti sappiamo che esistono dei vaccini e molti nel corso del tempo imparano anche a che malattie sono abbinate (alcuni no, per il semplice motivo che non venendo a contatto con determinati casi, non si pensa all’esistenza di certe malattie). Però, spesso non conosciamo l’umanità ed i limiti delle persone importanti e questo, ci porta spesso a renderli irreali o ci portano alla noia, perché vengono descritti in un modo così perfetto che appunto, sembrano finti. Eppure, Sabin era un’uomo dal cuore grande che non si è mai fermato davanti al suo esser cieco da un’occhio. 
Con grandissima forza di volontà, seguirà il suo sogno ed è proprio questo che Bruce cercherà di trasmettere a Luca. Non gli racconta che basta esprimere un desiderio per sistemare tutto, non lo illude con un mondo incantato. L’uomo racconta di una persona che non si è mai fermata davanti alle difficoltà e che grazie al talento, alla curiosità e all’aiuto delle persone a lui care, riuscì a salvare il mondo. 
Che dirvi, dovete assolutamente leggerlo!

INFO

Autore: Sara Rattaro
Pagine: 173
Prezzo: € 15
Uscita: 17/10/2017
Genere: Narrativa; Ragazzi
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Luca, che da grande sogna di diventare pianista, ha una mano rotta, un fratello maggiore piuttosto fastidioso, una mamma rompiscatole e un aereo da prendere per tornare da Barcellona in Italia. È il 4 luglio 1984 e, su quell’aereo, la sua vita cambia per sempre. Luca incontra un eroe… No, non si tratta di Maradona, che in aeroporto ha attirato l’attenzione di tutti (e in particolare di suo fratello Filippo), ma di un misterioso signore che somiglia un po’ a Babbo Natale e occupa il sedile accanto al suo. All’improvviso l’uomo gli chiede: «Posso raccontarti una storia?». Comincia così un’avventura straordinaria, fatta di parole e ricordi, con una sorpresa davvero inaspettata… l’avventura di un cacciatore di sogni, lo scienziato Albert Bruce Sabin.

Sara Rattaro [INCONTRO/17]

Sara Rattaro [INCONTRO/17]

Sara Rattaro [INCONTRO/17]

«Non brevetterò il mio vaccino» annunciò poi, «voglio che tutti possano averne una dose gratuitamente e il prima possibile. Il nazismo ha sterminato la mia famiglia, la mia vendetta sarà salvare i bambini di tutto il mondo.»

Sono finalmente riuscita a rivedere Sara Rattaro. 
Ormai è un anno che seguo le sue pubblicazioni e proprio per questo, ieri ci siamo riviste. “Il cacciatore di sogni” è il suo ultimo lavoro e rispetto al solito, il target è differente. 
Questa nuova storia parla di un ragazzino con un grande sogno, che per caso viene a conoscenza di Albert Bruce Sabin.

Quando le è stata proposta questa avventura, per quanto diversa dal suo solito, non si è lasciata intimorire. 
Da bambina, i suoi Eroi erano spesso persone “normali” e non esseri inventati dalla mente dei grandi. Quindi, ha avuto poche esitazioni su cosa raccontare.

Il 4 luglio 1984, suo nonno, indignato per la troppa attenzione dei Media sul giocatore di calcio Diego Armando Maradona, le racconta chi sia Albert Sabin e, come il suo giovane protagonista, ne rimane affascinata. L’uomo, oltre ad esser stato colui che scoprì un vaccino efficace contro la poliomielite, fu anche una persona normalissima ma quel particolare giorno, nessuno lo riconobbe.

WIKI-Ebreo, nacque nel 1906 nel ghetto di Białystok, una città polacca che all’epoca faceva parte dell’Impero Russo, emigrò negli Stati Uniti nel 1921 con la sua famiglia, dove, nel 1930, acquisì la cittadinanza statunitense. Il padre Jacob, un artigiano, decise di lasciare la Russia anche perché il clima verso gli ebrei era diventato molto pesante, e lo stesso Albert aveva fatto le spese di questo clima; sin dalla nascita Sabin non vedeva dall’occhio destro, e quando era ancora piccolo un coetaneo gli scagliò contro una pietra che per poco non colpì in pieno l’occhio sano, rischiando di accecarlo. La famiglia Sabin si stabilisce a Paterson, nel New Jersey.  

Un ricco parente dei Sabin si offrì di pagare gli studi in medicina al giovane Albert in modo che poi egli potesse andare a lavorare con lui nel suo studio di dentista: così a 20 anni era uno studente modello di odontoiatria alla New York University. Un giorno però Sabin lesse il libro “I cacciatori di microbi” (di Paul de Kruif), e ne rimase affascinato e decise che avrebbe dedicato la sua vita a quello. L’entusiasmo lo portò così a cambiare studi: passò alla facoltà di medicina (sempre a New York), frequentando con passione e successo i corsi di microbiologia. Intanto coltivava la sua passione anche al di fuori dell’università, raccogliendo microbi dovunque capitasse (stagni, polvere, cassonetti della spazzatura, …).

Nel 1931 concluse gli studi conseguendo la laurea in medicina: andò a lavorare presso l’università di Cincinnati, in Ohio, dove sarebbe rimasto 30 anni; dal 1946 venne nominato come capo della Ricerca Pediatrica. Qui, in qualità di assistente del dottor William Hallock Park (celebre per i suoi studi sul vaccino per la difterite), sviluppò ulteriormente il suo interesse per la ricerca medica, in modo particolare nel campo delle malattie infettive. Park divenne mentore del giovane e promettente Sabin, e gli trovò pure una borsa di studio quando il parente dentista si rifiutò di continuare a pagargli gli studi. I suoi studi sulle malattie infettive dell’infanzia lo portarono a fare ricerche su quelle provocate da virus e in particolare sulla poliomielite (o “polio”), che a quei tempi mieteva migliaia di vittime, in particolare su bambini a partire dal secondo anno di vita. La scelta di dedicarsi a questa patologia è comunque da attribuirsi al dottor Park, che, in seguito a un’epidemia di poliomielite a New York convinse il suo giovane microbiologo a riprendere le ricerche su quella malattia (che Sabin aveva già, anche se non approfonditamente, studiato in precedenza)

Grazie all’impegno di Sabis, ad oggi, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dichiarerà completamente sradicata da tutto il mondo la poliomielite. Eppure, non gli hanno mai dato il Nobel. Probabilmente perché ha rifiutato di brevettarlo, quindi il fatto di aver reso scontente delle case farmaceutiche deve aver reso scontenti i poteri, probabilmente lo avrà un po’ allontanato da questo Nobel che avrebbe dovuto essere automatico, perché se non lo vinceva lui chi avrebbe dovuto? Però si è preso quaranta lauree ad honoris causa e l’unico premio pecuniario che gli è stato dato è stato un premio italiano, il premio Feltrinelli. È stato l’unico momento in cui gli è stato riconosciuto un premio in denaro, qui in Italia.

Mentre Sara scriveva questo libro, ha avuto la fortuna di scoprire che in Italia esiste un figlio scientifico ancora in vita di Albert Sabin. Lo scopre da una serie di articoli che questo importantissimo medico ha scritto e decide di scrivergli un’email. Lo fa con la convinzione che questo ovviamente non avrebbe mai risposto perché tutti, abbiamo sempre l’idea che le persone importanti non abbiano mai tempo per le persone “comuni”. Invece il Dr. Giulio Tarro, candidato a due premi Nobel, risponde in tempo zero e oltre ad esser contento del progetto, si rende disponibile per qualsiasi cosa.

Il messaggio di Albert Sabin è la generosità. Ormai sembra una cosa quasi obsoleta essere generosi perché la generosità fa molto più bene a noi che agli altri cioè essere generosi è una cosa che arricchisce noi, poi ovviamente anche le persone con cui lo siamo, però è quasi un sentimento meravigliosamente egoistico.

Sicuramente essere una mamma poi ha addolcito molto la mia scrittura negli ultimi anni. 
Negli ultimi tempi però, c’è una grande riscoperta di “ribellioni” vere, quelle che sono realmente accadute ma che non sempre vengono spiegate a scuola. 
“Storie della buonanotte per bambine ribelli” ne è un esempio dato che racchiude le storie di molte donne a loro modo coraggiose ma, non è sicuramente l’unica pubblicazione. Anche “La ragazza dei fiori di vetro”, dove conosciamo Irena ed il suo coraggio e non possiamo dimenticarci di Nelly Bly, che si è fatta rinchiudere dieci giorni in un manicomio per capire veramente cosa succedeva all’interno di quelle strutture “sanitarie”. 

Storie di persone che hanno dato molto ma che spesso, non ricordiamo o che cercano di farci studiare a scuola, senza però appassionare veramente.

In Italia non ci sono i fondi per la ricerca, e di conseguenza non ci sono posti di lavoro. 
Paghiamo questa condizione con la “fuga di cervelli”, di persone che ricevono un’ottima preparazione a livello accademico ma che poi non hanno possibilità lavorative. 
Il problema di fondo, credo, è che la nostra cultura è rivolta al passato, mentre oltreoceano sono quasi totalmente orientati al futuro. Loro forse sanno troppo poco di quando accaduto cent’anni fa, ma noi forse sappiamo fin troppo di quanto accaduto mille anni fa. 
Dobbiamo prendere atto del fatto che molti di coloro che sono ragazzi ora si troveranno a svolgere professioni che ora non esistono. Pensiamo alla stessa realtà dei blog, o dei social media manager che ora sono figure aziendali importantissime. 

Sara Rattaro_Autor
Il cacciatore di sogni di Sara Rattaro

Sara Rattaro 2 [INCONTRO/17]

Sara Rattaro 2 [INCONTRO/17]

Vogliamo sapere la verità. La desideriamo più di ogni altra cosa. Frughiamo nelle tasche e controlliamo umori e telefonate. Lo facciamo perché siamo convinti di poterla affrontare e, se questa sembra sfuggirci, ci intestardiamo come muli senza prendere in considerazione che forse sarebbe meglio non sapere

Com’è nato il libro? 

Questa è una storia che è arrivata un po’ all’improvviso con questo segnale che è un po’ quello delle mie storie: improvvisamente ho sentito il desiderio di raccontare di Giulia. 
Giulia è una donna di quarant’anni che improvvisamente, si trova a dover gestire la sua vita pubblica, la sua vita privata e la sua vita segreta. Un giorno qualunque si ritrova su una spiaggia e l’uomo con cui è, di cui è follemente innamorata, ha un malore e quindi lei con la forza della disperazione fa di tutto per soccorerlo. 
Contemporaneamente in questo tragitto in cui vanno in ospedale, c’è un ingorgo del traffico perché c’è stato un incidente e la persona che lo ha causato è il vero marito di Giulia, Emanuele, il quale si ritroverà nello stesso ospedale e neanche lui era da solo in macchina. 

Sembra che il karma sia contro Giulia. Prima l’uomo che ama e nello stesso tempo, quello che ha sposato.

Sono convinta che la vita abbia più fantasia di noi quindi a volte le cose vengono scoperchiate per una banalissima serie di inidizi o coincidenze e Giulia, in questo caso, si ritrova di fatto in ospedale con al piano di sotto il marito e al piano di sopra il suo amante.

Perchè il bisogno di aver due vite così separate? Ciò che vorrebbe e ciò che ha fatto.

L’amore addosso è un romanzo legato a tutto quello che noi siamo e dobbiamo essere.
Il fatto che, soprattutto per quanto riguarda le donne, dobbiamo essere sempre “qualcosa”: siamo una moglie, una mamma, una donna che lavora, una dipendente, abiamo sempre un ruolo e non c’è mai un momento in cui possiamo permetterci il lusso di essere noi e basta. Ruoli che ovviamente sono dominanti nella nostra vita, perché se sei una mamma e una moglie non puoi fare un sacco di cose, se per caso non sei una moglie o non sei una mamma e hai un’età “al limite” la società ti si rivolta contro – siamo sempre sbagliate in qualche modo.

Come’è stato deciso il titolo del libro?

Il significato del titolo è proprio il concetto dell’”dosso”. Avevo un disperato bisogno di un titolo che fosse avvolgente sulla mia protagonista. Quindi ho pensato al concetto dell’amore addosso proprio come tutte le cose che puoi avere addosso e che simboleggino l’amore: l’amore materno, l’amore nei confronti di una marito o di un amante e lei le ha proprio tutte addosso quasi come se fossero rovesciate.

C’è anche un altro grande personaggio accanto a Giulia.

Mi sono accorta di non averle mai dato un nome solo dopo aver finito il romanzo.
Lei sarà la madre che rappresenta insieme a Giulia uno scontro generazionale molto preciso che non è lo scontro generazionale tipico di tutte le madri con le figlie, ma sono proprio le loro date di nascita ad essere importanti. Perché la mamma di Giulia è una donna che nasce alla fine della seconda guerra mondiale e le donne nate in quel periodo a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta sono donne che hanno lavorato tantissimo.
Intanto perché escono da una situazione sociale dove la guerra aveva tolto tutto, soprattutto l’affettività, la condivisione degli affetti, il concetto di famiglia che non fosse legato al “costruiamoci qualcosa e togliamoci le macerie” e sono tutte donne, soprattutto quelle che hanno lavorato fuori da casa, che hanno davvero lavorato tanto perché lavorare in quel periodo per una donna era difficilissimo perché di fatto poi non ti era proprio molto concesso – erano delle vere pionerie. Dall’altra parte lavorare fuori non ti alleviava dal lavororare in casa perché dovevano comunque gestire i loro lavori una volta tornate a casa.

Sara Rattaro_Autor
L'amore addosso di Sara Rattaro

Splendi più che puoi

Splendi più che puoi di Sara Rattaro
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 65% 65%

Splendi più che puoi

Recensione: Non ho mai letto libri di Sara, quindi, quando ho iniziato questo avevo la mente aperta. Sapevo di cosa trattava ma ammetto di averla presa sottogamba.
Emma, la nostra protagonista, è una donna molto caliente ma che ama molto la sua famiglia. Fin da piccola si è sempre impegnata a compiacere i genitori ma non riusciva a farlo mai del tutto.
Le cose cambiano quando incontra Tommaso, uomo affascinante e tremendamente più grande di lei. Dopo alcuni scontri con il padre, la vita dei due prosegue per anni, fino a giorno in cui Tommaso le rivela di non amarla più ed Emma, ferita come non mai, raccatta le sue cose e torna a casa.
Per molto tempo cerca un modo per far ingelosire il suo ex ma l’incontro con Marco le cambierà la vita per sempre.

Il mio pensiero su questo libro si spacca in due.

Da un lato, c’è la mia parte “Donna” che alza il pugno al cielo ed invoca ascolto vero. La violenza sulle donne è un argomento ancora molto delicato e per molti, quasi fantascientifico.
Questa storia è tremendamente reale. Niente di quello che viene raccontato è frutto dell’immaginazione di Sara e la cosa assume sfumature veramente agghiaccianti perché dimostra come questa violenza non si possa prevedere.
Mostra come una donna può venir manipolata. Mostra come qualche volta la Giustizia non sia giusta.
Quello che forse mi ha spaventato di più, non è il comportamento di Marco ma il disinteresse della famiglia che sapeva ma taceva ed anzi, lo proteggeva. Ecco, questo e quello che più mi ha ferito, il fatto che proprio un’uomo del genere possa esser protetto. Come fanno delle Donne a supportare una cosa del genere? Come può una Madre mentire ed anzi, attaccare la vittima?
Dall’altro, per quanto il libro tratti una cosa molto importante, non sono riuscita ad entrare in sintonia con Emma.
Non voglio sminuire quello che ha vissuto ma i salti temporali così frequenti e di svariati mesi/anni non mi hanno aiutato a capire la difficoltà psicologica che vive. Perchè non è solo una questione di violenza fisica ma anche mentale e ciò che leggiamo in questo libro è solo una minima parte del disagio.
Inoltre, verso la fine, c’è un passaggio che non mi convince nemmeno lontanamente. Marco viene dipinto spesso come una persona che vuole avere il controllo su ogni persona vicino a lui, soprattutto quindi, su Emma.
Non mi capacito quindi del fatto che non si sia vendicato una volta vista la reazione di Romina. Eppure c’erano tutti gli estremi… ecco, questo improvviso disinteresse non mi ha convinto.
Capisco che essendo una storia vera, magari Sara non abbia voluto inventare più del necessario ma così, sembra una storia tronca.

INFO

Autore: Sara Rattaro
Pagine: 225
Prezzo: € 16.40
Uscita: 31/03/2016
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Garzanti

TRAMA

L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.