Seme di strega e La tempesta. Seme di strega

Seme di strega e La tempesta. Seme di strega

Seme di strega e La tempesta. Seme di strega

“La Tempesta”, considerata la penultima opera del drammaturgo inglese e l’ultima in cui egli compare come attore.

Il racconto della commedia inglese inizia quando gran parte degli eventi sono già accaduti. Il mago Prospero, legittimo Duca di Milano, insieme alla figlia Miranda, è esiliato da circa dodici anni in un’isola (forse nel mare Adriatico o in Francia, altri ipotizzano nelle isole Bermude, mentre secondo l’avvocato e scrittore statunitense Richard Paul Roe si tratterebbe dell’isola di Vulcano, in Sicilia), dopo che il geloso fratello di Prospero, Antonio, aiutato dal re di Napoli, lo ha deposto e fatto allontanare con la figlioletta dell’età di tre anni. In possesso di arti magiche dovute alla sua grande conoscenza e alla sua prodigiosa biblioteca, Prospero è servito controvoglia da uno spirito, Ariel, che egli ha liberato dall’albero dentro il quale era intrappolato. Ariel vi era stato imprigionato dalla strega africana Sicorace, esiliata nell’isola anni prima e morta prima dell’arrivo di Prospero. Il figlio della strega, Calibano, un mostro deforme, è l’unico abitante mortale dell’isola prima dell’arrivo di Prospero. Provocato dall’avvenenza di Miranda, le propone di unirsi a lui per creare una nuova razza che popoli l’isola.

A questo punto inizia la commedia. Prospero, avendo previsto che il fratello Antonio sarebbe passato nei pressi dell’isola con una nave (di ritorno dalle nozze della figlia di Alonso, Clarabella, con un re cartaginese), scatena una tempesta che causerà il naufragio della nave.

Sulla nave viaggia anche il re Alonso, amico di Antonio e compagno nella cospirazione, ed il figlio di Alonso, Ferdinando. Prospero, con i suoi incantesimi, riesce a separare tutti i superstiti del naufragio cosicché Alonso e Ferdinando credano entrambi che l’altro sia morto.

La commedia ha quindi una struttura divergente e, poi, convergente allorquando i percorsi dei naufraghi si ricongiungono presso la grotta di Prospero. Calibano incappa in Stefano e Trinculo, due ubriaconi della ciurma, che egli scambia per creature divine discese dalla luna: insieme cercano di ordire una ribellione contro Prospero che però fallisce. Nel frattempo, Ferdinando e Miranda si innamorano a prima vista. Il loro matrimonio sarà per Prospero ragione di riconciliazione con il fratello Antonio. Nel finale Prospero rinuncia alla magia in un famoso monologo nel quale molti studiosi hanno visto un riferimento all’abbandono delle scene da parte di Shakespeare, il quale dopo quest’opera si riconcilierà con la società.

La tempesta fu pubblicata per la prima volta nel in folio del 1623, come testo iniziale della raccolta, ed è uno dei testi che risultano meglio conservati, diviso in atti e con le note a margine che si presume siano state scritte dallo stesso Shakespeare. Fu rappresentata per la prima volta il 1º novembre 1611 al Whitehall Palace di Londra; probabilmente, in seguito, fu messa in scena anche al Globe Theatre e al Blackfriars Theatre.

La tempesta appartiene all’ultima fase della produzione di Shakespeare, quella dei romances: opere in cui rielabora tematiche già trattate (nelle grandi tragedie o nelle commedie) collocandole in una dimensione mitica e sacrale. Nei romances ricorrono spesso temi quali morte e rinascita, espiazione seguita dal perdono e colpe dei padri riscattate dai figli.

Questa è l’unica opera di Shakespeare nella quale sono (quasi) rispettate le unità di tempo, di luogo e d’azione del dramma classico. L’unità di luogo è conseguita con l’ambientazione delle vicende su di un’isola remota. L’unità di tempo è data dallo svolgersi di tutte le azioni nello spazio di poche e ben precise ore: dalle 2 alle 6 del pomeriggio. L’unità d’azione, in effetti, non è propriamente conseguita. Il motivo per cui Shakespeare rispettò le unità ne La tempesta non è noto. Nella maggior parte delle sue opere, gli eventi accadono in diversi giorni ed i personaggi si muovono in vari luoghi. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che, dato il contenuto fantastico de La tempesta, Shakespeare abbia voluto rispettare le unità per aiutare il pubblico a superare l’incredulità. Altri hanno evidenziato le critiche che Shakespeare aveva ricevuto perché non rispettava le unità e sostengono che possa aver voluto dimostrare di essere in grado di rispettare tali regole.

Un’opinione diffusa tra i critici italiani è che il rispetto delle unità in questo caso sia stato voluto dall’autore per sottolineare maggiormente il livello metateatrale sotteso a tutta la sua opera. Infatti, all’inizio della commedia si fa notare che sull’isola sono le due di pomeriggio, orario tradizionale delle rappresentazioni teatrali all’epoca: è come se si volesse far assistere il pubblico alle vicende in tempo reale. Alcuni critici affermano che il soggetto de La tempesta sia la messa in scena di una commedia intitolata La tempesta, enfatizzando l’aspetto del teatro nel teatro che è certamente presente in quest’opera.

FILM [1908]

Il film di fantascienza del 1956 Il pianeta proibito fu ispirato da quest’opera, specialmente per quanto riguarda le caratteristiche (ma non i nomi) di molti dei personaggi; la storia, però, rimpiazza Calibano con un Mostro dall’Id ed Ariel con Robby il robot. Il film Serenity di Joss Whedon riprese molti dei temi, e qualche nome, sia da Il pianeta proibito che da La tempesta: in special modo, l’esplorazione dell’ambito giusto per il controllo delle altre persone. Fu ispirato da quest’opera anche un episodio di Star Trek del 1968, intitolato Requiem for Methuselah. Derek Jerman ha diretto una nuova versione cinematografica della commedia nel 1979, The Tempest. Un impertinente adattamento musicale del 1990, intitolato Il ritorno al pianeta proibito, mescolò con successo la trama del film con altri personaggi e dialoghi di Shakespeare. Il film Tempest del 1982, diretto da Paul Mazursky, è una commedia liberamente ispirata a quest’opera. Nel 1991, Peter Greenaway ha diretto Prospero’s books, un adattamento cinematografico in cui Prospero recita tutte le battute. Nel 2010 esce il film The Tempest diretto da Julie Taymor nel quale il personaggio di Prospero è interpretato da una donna, Helen Mirren.

SEME DI STREGA Atwood: “Racconto la fantascienza contro la cattiva scienza”«La prima cosa che ho fatto è stata rileggere il testo, poi ho visionato tutti i film e i documentari legati al testo e poi ho riletto la versione integrale. Poi sono venuti i consueti episodi di panico e caos mentale: Come ho potuto essere così folle da pensare di partecipare a questo progetto? Perché ho scelto La Tempesta? È impossibile. […] Calma, calma, mi sono detta di stare calma. Ho letto ancora una volta il testo, questa volta partendo dalla fine. Le ultime tre parole che Prospero dice sono “Rendimi libero”. Libero da cosa? In cosa era imprigionato?».

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

Ebbene si, siamo arrivati al 31 Ottobre, ovvero, il giorno di Halloween.

Ogni anno cerco sempre di portarvi qualcosa di carino ma dopo un pò, più che proporvi i soliti film o le solite letture… beh, anche io voglio cambiare.
Così, con l’aiuto di alcune Blogger e la disponibilità di Alice, oggi vogliamo proporvi la risposta ad una semplicissima domanda; Perchè odiamo determinate principesse?

La Disney ormai punta più sulle storie di
animali che sui principi azzurri, per non
creare false aspettative alle donne di
domani.

Come quasi tutti, anche io sono cresciuta a pane e disney.

Ci sono moltissime principesse che mi affascinano e che guardo ancora oggi ma a mente fredda, dobbiamo ammettere che spesso, non sono da prendere come esempi.

Dovendo sceglierne una, tra le tante che ormai odio, vi direi Ariel.

Capelli rossi e fluenti, felice e apparentemente libera.

Ariel è il simbolo di come l’amore non conosca confini e di come si riesca a fare tutto, se spinti dal giusto sentimento.

Per anni, ho pensato fosse uno dei cartoni più significativi della Disney perché Ariel sfida molte insidie per il suo uomo, però… all’alba dei 27 anni (ma anche prima), devo pormi e porvi alcuni quesiti.

Prima di tutto, decidere di cambiare se stessi, in modo così radicale, non è estremista?

Ariel cede la sua coda per un paio di gambe perché crede che sia l’unico modo per entrare in contatto con il suo amato. Non importa se vuol dire rinnegare la sua famiglia e tutto il suo regno, per lei, esiste solo Eric! Senza contare che, sempre per amore, cede la sua splendida voce e firma un contratto con la cattiva Ursula.

Siamo sicuri però, che la donna polpo sia effettivamente un personaggio cattivo?

Dal mio punto di vista, Ariel trasmette un tipo di messaggio assolutamente furori moda.

In primis, perché abbandona se stessa per un’uomo.

Capisco che l’amore abbatta ogni barriera e che per l’Amore vero, siamo disposti a tutto ma Ariel è il classico esempio di come per farsi accettare, bisogni diventare per forza uguali alla massa. Non c’è sconto di pena, non ci sono mezze misure… lei diventa Umana e tanto per dire, quando avrà una figlia, sarà la povera piccola a dover scoprire le sue vere origini.

Una tristezza infinita.

Trovo che mutare sia inevitabile ma rinnegarsi, no.

Seconda cosa assurda è che fa tutto lei.

Fa, inforca e disfa alle spalle di Eric ma a conti fatti, nemmeno lui si sbatte in modo particolare per star vicino alla ragazza silenziosa. Credo sia l’uomo più ottuso al mondo e infatti, nella versione originale della Sirenetta, lui giurerà amore alla donna sbagliata.

Una cosa bella del libro di Alice è che riscrive i destini delle principesse.

Ci racconta una versione attendibile di quello che succede dopo il “E vissero felici e scontenti”. Perché dai, lo sappiamo che il #maiunagioia non è appannaggio solo nostro… Con Ariel ad esempio, ci parla di un dettaglio di non secondaria importanza.

Vero che l’amore non conosce limiti ma madre natura, si.

Cosa succede quando un’essere geneticamente modificato, cerca di riprodursi con qualcuno che non è della sua stessa specie?

BUON HALLOWEEN!
Outfit Lunari. Winter

Outfit Lunari. Winter

Outfit Lunari. Winter

Siamo finalmente giunti all’uscita dell’ultimo volume della saga dedicata alle Cronache Lunari! I libri non sono esattamente finiti ma vengono considerati un più… Comunque sia, gioite! Ora potete finalmente andare a comprare l’ultimo.

Come potete vedere dal titolo o dalla scaletta, oggi vi proporrò degli outfit lunari dedicati alle eroine che abbiamo iniziato a conoscere durante la lettura dei libri precedenti.

Considerate che sono un pò un cane negli abbinamenti ma devo dire che mi sono presa benissimo!!!!

Cinder me la immagino come una principessa ribelle. So che la mia, non è una visione così assurda ma l’idea di un bel vestito vaporoso dai colori tipicamente femminili, le stia a pennello.

Ovviamente però, essendo una ragazza dal carattere forte, per completare il tutto, dei tocchi di nero in pelle e pizzo…. fa la sua porca figura!

“He was the fantasy of every girl in the country. He was so far out of realm, her world, that she should have stopped thinking about him the second the door had closed. Should stop thinking about him immediately. Should never think about him again, except maybe as a client–and her prince.
And yet, the memory of his fingers against her skin refused to fade.”

“Do your kind even know what love is? Can you feel anything at all, or is it just… programmed?”

Passiamo a Scarlet, che mi fa partire la fantasia in modo particolare. 

Se ci penso, vedo più lei come lupo che il lupo vero! 

Una ragazza dal carattere forte, quasi burbero e da una sensualità ferina. Una persona misteriosa e pratica, capace di arrivare alla meta che si è prefissata. 

Per questo motivo, la vedo stilosa ma anche cupa come la notte. 

“We met less than a week ago and in that time I’ve done nothing but lie and cheat and betray you. I know. But if you give me a chance…all I want is to protect you. To be near you. For as long as I’m able.”

“She did not know that the wolf was a wicked sort of animal, and she was not afraid of him.”

Cress è la nostra penultima principessa e me la immagino un pochino più sobria anche se sfavillante, proprio come una stella!

“Maybe there isn’t such a thing as fate. Maybe it’s just the opportunities we’re given, and what we do with them. I’m beginning to think that maybe great, epic romances don’t just happen. We have to make them ourselves.”

“I promise, I will not let you die without being kissed.”

Per ultima, abbiamo Winter. 

La nostra nuova eroina che è tanto buona quante eterea. Dalla carnagione che voglio far risaltare con un vestito fatto di veli, me la immagino come una regina delle nevi (dio, che fantasia!). 

Ammetto che le scarpe con la farfalla sono un tocca trash ma l’ho messo perchè le auguro di potersi liberare come una meravigliosa farfalla!

“She was prettier than a bouquet of roses and crazier than a headless chicken. Fitting in was not an option.”

“Tapping a finger against the flesh of her elbow, she deadpanned, “Jacin Clay, there is an assassin under my bed.”

Winter di Marissa Meyer_Cinder

Cinder

Winter di Marissa Meyer_Scarlet

Scarlet

Winter di Marissa Meyer_Cress

Cress

Winter di Marissa Meyer_Winter

Winter

Un universo d’amore. L’universo nei tuoi occhi

Un universo d’amore. L’universo nei tuoi occhi

Un universo d’amore. L’universo nei tuoi occhi

Siamo arrivati alla mia tappa.

Mentre ieri, vi abbiamo invaso con le recensioni del libro, oggi voglio mettere a confronto questa nuova lettura con quella precedente.

Trovo estremamente difficoltoso trovare un modo per metterli a confronto senza però svelarvi i punti salienti. Però, essendo due libri bellissimi, devo parlarvi assolutamente dei loro pregi!

Raccontami di un giorno perfetto: 

    – Ho letto alcuni commenti negativi sul romanzo. Un classico e giustamente, ci sta.

Il mondo è bello perchè è vario e sappiamo che non si può piacere a tutti. Quello che però mi ha un pò lasciata perplessa è stato un commento cattivo sul fatto che il libro denigra la figura dello strizzacervelli.

Il libro parla di depressione, senso di colpa, ansia e tutte quelle sensazioni cupe e pesanti che in un modo o nell’altro, ogni adolescente vive. Come tutti sappiamo, ogni ragazzino tende a tenersi tutto dentro e ad essere crudele con chi è diverso. Non è una costante ma succede molto spesso e sempre molto spesso, si sentono gli unici a soffrire.

Questo libro, ci fa capire che mai e sottolineo MAI, dobbiamo sentirci soli perché non è vero.

La figura dell’adulto viene messa in discussione perché anche nella realtà, un ragazzo giovane preferisce non affidarsi a loro. Un pensiero sbagliato ma comune.

    – Mi ha ricordato che è sempre bene vivere e affrontare ogni secondo della vita. Nel bene e nel male perché la vita, non è eterna.

Gli incidenti non sono poi così rari e spesso, sono mortali. Bisogna sempre dare il meglio perché il futuro è incerto e con la Morte, non si può patteggiare.

Però è anche vero che tutto si può superare e che anche se noi soffriamo, il mondo continua a girare ed è un nostro diritto tornare a vivere.

    – Mi ha fatto carpire che tutti indossiamo delle maschere e che dietro un sorriso, spesso si nasconde una persona che soffre. Anche la persona più popolare della scuola può sentirsi un cesso a pedali.

Incredibile ma vero.

L’universo nei tuoi occhi: 

    – Trovo che giudicare a priori una persona solo dall’aspetto fisico, sia un comportamento scorretto. Non possiamo conoscere le storie che la gente si porta dietro e c’è sempre modo e modo per consigliare qualcosa.

Libby, per quanto sia molto grossa, balla a meraviglia eppure, non basta la bravura. Dovrebbe perdere peso… perchè? Per cattiveria di chi c’è al comando.

    – Non bastano gli occhi per vedere. Essere particolari è sempre un modo per essere unici e ci sono moltissimi modi per esserlo in modo genuino.

Essere le fotocopie delle fotocopie e seguire in massa il figo del momento… beh, non lo capirò mai.

    – L’amore è cieco. Ormai questa ovvietà la diciamo un sacco di volte ma quando vediamo due personaggi tanto diversi, amarsi in una storia?

Solitamente sono sempre molto nella norma. Belli o molto carini, magri ma tonici, mascoline ma delicate, maschioni ma anche aggraziati… insomma, in un modo o nell’altro, se vestiti e/o truccati nel modo giusto, sotto ogni personaggio c’è l’adone o la dea di turno. In questo caso però, la Niven ci presenta due personaggi totalmente agli opposti e buon dio, sono così dolci che mi sono innamorata pure io.

I due libri hanno in comune tutto e nulla.
Nulla perché trattano dei temi differenti e anche il finale è assolutamente diverso l’uno dall’altro ma sono libri che fanno pensare molto e che ti aprono il cuore. Sono due storie che racchiudono il dolore ma che in modi differenti ti dicono di non fermarti e di continuare ad amare.

Irena Sendlerowa. Storie della buonanotte per bambine ribelli

Irena Sendlerowa. Storie della buonanotte per bambine ribelli

Irena Sendlerowa. Storie della buonanotte per bambine ribelli

Anche quest’anno vogliamo continuare a far emergere figure di donne e di uomini che, coinvolti come tutti noi nella trama della vita, non si sono lasciati travolgere dal senso di impotenza o dall’indifferenza, ma hanno creduto che «una sola persona può portare avanti la storia»  e che qui c’è la «nostra incidenza: incommensurabile, infinita».

Irena Sendler, è stata un’infermiera e assistente sociale polacca, che collaborò con la Resistenza nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale. Divenne famosa per avere salvato, insieme con una ventina di altri membri della Resistenza polacca, circa 2.500 bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia, fornendo loro falsi documenti e trovando rifugio per loro in case al di fuori del ghetto. 

Irena nacque nella periferia operaia di Varsavia, in una famiglia cattolica polacca di orientamento politico socialista. Il padre, Stanisław, era medico; egli morì di tifo nel febbraio 1917, avendo contratto la malattia mentre assisteva ammalati che altri suoi colleghi si erano rifiutati di curare. Molti di questi ammalati erano ebrei: dopo la sua morte, i responsabili della comunità ebraica di Varsavia si offrirono di pagare gli studi di Irena come segno di riconoscenza. Di confessione cattolica, la ragazza sperimentò fin dall’adolescenza una profonda vicinanza ed empatia con il mondo ebraico. All’università, per esempio, si oppose alla ghettizzazione degli studenti ebrei, e come conseguenza venne sospesa dall’Università di Varsavia per tre anni.

Terminati gli studi, cominciò a lavorare come assistente sociale nelle città di Otwock e Tarczyn.

Nel 1942 entrò nella resistenza polacca, che al suo interno presentava forti contrasti fra la componente nazionalista e cattolica e la componente minoritaria comunista, contrasti che a volte si ripercuotevano anche nelle fasi decisionali. Il movimento clandestino, in prevalenza cattolico, di cui faceva parte la Sendler, la Żegota, incaricò la donna delle operazioni di salvataggio dei bambini ebrei del ghetto.

Come dipendente dei servizi sociali della municipalità, la Sendler ottenne un permesso speciale per entrare nel ghetto alla ricerca di eventuali sintomi di tifo (i tedeschi temevano che una epidemia di tifo avrebbe potuto spargersi anche al di fuori del ghetto stesso). Durante queste visite, la donna portava sui vestiti una Stella di Davide come segno di solidarietà con il popolo ebraico, come pure per non richiamare l’attenzione su di sé.

Irena, il cui nome di battaglia era “Jolanta”, insieme ad altri membri della Resistenza, organizzò così la fuga dei bambini dal ghetto. I bambini più piccoli vennero portati fuori dal Ghetto dentro ambulanze o altri veicoli.

In altre circostanze, la donna si spacciò per un tecnico di condutture idrauliche e fognature: entrata nel ghetto con un furgone, riuscì a portare fuori alcuni neonati nascondendoli nel fondo di una cassa per attrezzi, o alcuni bambini più grandi chiusi in un sacco di juta. Nel retro del furgone, alcune volte aveva tenuto anche un cane addestrato ad abbaiare quando i soldati nazisti si avvicinavano, coprendo così il pianto dei bambini.

Fuori dal ghetto, la Sendler forniva ai bambini dei falsi documenti con nomi cristiani, e li portava nella campagna, dove li affidava a famiglie cristiane, oppure in alcuni conventi cattolici come quello delle Piccole Ancelle dell’Immacolata a Turkowice e Chotomów. Altri bambini vennero affidati direttamente a preti cattolici che li nascondevano nelle case canoniche. Come lei stessa ricordava Irena Sendler annotò i veri nomi dei bambini accanto a quelli falsi e seppellì gli elenchi dentro bottiglie e vasetti di marmellata sotto un albero del suo giardino, nella speranza di poter un giorno riconsegnare i bambini ai loro genitori.

Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai.

Nell’ottobre 1943 la Sendler venne arrestata dalla Gestapo: fu sottoposta a pesanti torture (le vennero fratturate le gambe, tanto che rimase inferma a vita), ma non rivelò il proprio segreto. Condannata a morte, venne salvata dalla rete della resistenza polacca attraverso l’organizzazione clandestina Żegota, che riuscì a corrompere con denaro i soldati tedeschi che avrebbero dovuto condurla all’esecuzione. Il suo nome venne così registrato insieme con quello dei giustiziati, e per i mesi rimanenti della guerra visse nell’anonimato, continuando però a organizzare i tentativi di salvataggio di bambini ebrei.

Nel 1965, Irena Sendler venne riconosciuta dallo Yad Vashem di Gerusalemme come una dei Giusti tra le nazioni. Soltanto in quell’occasione il governo comunista le diede il permesso di viaggiare all’estero, per ricevere il riconoscimento in Israele.

Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo_Irena Sendler

Irena Sendler

Varsavia, 15 febbraio 1910
Varsavia, 12 maggio 2008

Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo _Irena Sendler in a nurses outfit during

Irena Sendler

CASA PLUTONE: Focus On. Golden Son

CASA PLUTONE: Focus On. Golden Son

CASA PLUTONE: Focus On. Golden Son

L’istituto è una scuola d’élite in cui sono ammessi solo i migliori Oro, scelti molto attentamente attraverso test fisici e mentali. Il numero degli studenti ammessi viene successivamente dimezzato durante il “Passaggio“: una pratica sanguinaria in cui due studenti si trovano a combattere l’uno contro l’altro per la vittoria – o ti arrendi o muori.

Casa Plutone è una tra le più misteriose.

Senza stendardo e con pochi nomi, fa parte di quelle cose misteriose che non ci è dato sapere.

Non conosciamo la maggior parte degli studenti e per quelli che vediamo, fanno comunque un’apparizione fugace.

Conosciamo i “Boneriders” ma non sappiamo da chi sia formato questo gruppo di guerrieri d’élite che seguono una delle figure più misteriose di Casa Plutone.

Tra i vari partecipanti, incontriamo Lilath au Falthe.

Giovane ragazza non particolarmente bella, si è distinta per la particolarità di metter delle ossa tra i capelli (tinti di nero) e per la sua freddezza. Trova molto divertenti gli atti di crudeltà e non si risparmia nulla.

Sui vari siti e direttamente su internet, non sono presenti foto e disegni di questo personaggio. Avendo letto Red Rising e Golden Son, vi posso assicurare che non ci perdiamo assolutamente nulla.

Adrius au Augustus, in arte, Lo Sciacallo.

Figlio di Nero au Augustus e fratello (gemello) di Virginia au Augustus.

Impenetrabile nella sua indolenza. La faccia comune. Occhi come monete levigate, consumate. I capelli colore della sabbia del deserto. L’unica mano rigira tra le dita uno stilo d’argento, come un insetto che guizzi su un terreno devastato, crepa dopo crepa.

Non lo si vede per gran parte del primo libro. Si vocifera della sua presenza ma non sappiamo chi sia in verità.

Quando Darrow lo incontra per la prima volta, la fama lo precede perché il soprannome Sciacallo non è stato dato a caso. Dicono che per sopravvivere, abbia mangiato alcuni dei suoi compagni.

Sicuramente è uno dei personaggi più complicati e difficili dell’intera trilogia o più semplicemente, quello che suscita più compassione perché da arma invincibile del padre, viene poi abbandonato per Darrow.

Anche dopo il duro colpo, cercherà sempre l’approvazione del padre. Quantomeno, fino alla fine di Golden Son.

Golden Son. Il segreto di Darrow di Pierce Brown_Mappa
Golden Son. Il segreto di Darrow di Pierce Brown_Adrius au Augustus. Lo Sciacallo

Adrius au Augustus
In arte, Lo Sciacallo