Film da vedere – NETFLIX

Film da vedere – NETFLIX

Film da vedere – NETFLIX

Si, siamo ancora in zona rossa.

Questa situazione ormai ci è familiare, per quanto non gradita. Sappiamo bene che il male che serpeggia tra di noi da ormai svariati mesi, non sia da prendere alla leggera, eppure questa situazione inizia ad esser pesante anche per chi non ha mai smesso di lavorare e che è sempre stata bene.

Quindi, mi piacerebbe parlarvi un pò dei film che ho visto o che vorrei vedere, anche se sono conscia del fatto che questo argomento sia stato trattato da mille e più persone.

NETFLIX

Tra le varie piattaforme di streaming, Netflix è forse quella che più mi è familiare. Ho il “brutto vizio” di scorrere la schermata principale e salvare nella mia lista tanti titoli, che poi immancabilmente rimangono inguardati. Un pò come i libri vecchi che ho in libreria. 

Vorrei allora mostrarvi qualche titolo che mi incuriosisce, sia mai che alla fine riesca ad autoconvincermi. 

  • Chiamami col tuo nome (regia di Luca Guadagnino)

Credo che ormai tutti conoscano questo film, che è adattamento cinematografico del romanzo Call Me by Your Name, edito da Guanda. 

Pur non avendolo ancora letto, tempo fa mi feci convincere dalle mille recensioni positive. Attualmente rimane solo come una voce da spuntare, ma ho avuto modo di vedere qua e là delle clip e di leggere qualche nota di approfondimento sulle riprese. 

Una delle cose che più mi è rimasta impressa, l’ho trovata in uno spezzone di intervista.

Luca Guadagnino un giorno ha chiesto ai due attori di recarsi nel cortile sul retro della villa per provare alcune scene. I tre si sono avvicinati al prato, hanno preso le sceneggiature e hanno scelto una scena a caso per esercitarsi.

La pagina del copione diceva solo: “Elio e Oliver si rotolano nell’erba pomiciando”. Chalamet e Hammer si sono guardati e hanno detto: “Va bene, facciamolo!” A pochi secondi dall’inizio della scena, Guadagnino è intervenuto, chiedendo loro di agire in modo più “appassionato”.

Così hanno iniziato a pomiciare più intensamente fino a che, secondo quanto dichiarato da Hammer, i membri della troupe hanno dovuto dividerli: i due attori si sono guardati intorno e si sono resi conto che Guadagnino si era allontanato, lasciandoli da soli a baciarsi sull’erba.

Ammetto di aver riso più del necessario per questa cosa, e ammetto anche che forse fu questo a farmi prendere la decisione definitiva. Sono sinceramente curiosa, anche solo per capire se il parere collettivo sia dettato da un sincero amore per il film oppure, sia solo rimasta folgorata dalla bellezza degli attori. Chissà.

  • Raccontami di un giorno perfetto (regia di Brett Haley)

Questo film è in lista più per il fatto che ho AMATO il libro, e non per la curiosità nata guardando il trailer.

Sinceramente, ho paura. 

Conosco la storia, ho letteralmente pianto leggendo il libro di Jennifer Niven, quindi non posso certo dire di star scegliendo un film al buio. Però, come spesso accade, i due potrebbero essere diversi. Per quanto capisca il concetto che un regista possa prendersi le proprie licenze, ci sono storie che devono essere raccontate esattamente come sono state originariamente scritte.

Soprattutto una storia come questa, che affronta molti temi grossi, tra cui il suicidio. 

Tremo ma spero.

  • Fino all’osso (regia di Marti Noxon)

Film difficili ne abbiamo?

Piccola premessa. Come per Raccontami di un giorno perfetto, anche in questo caso porto un libro nel cuore; Wintergirls di Laurie Halse Anderson. Letto un secolo di anni fa, la storia di Lia mi era entrata talmente tanto dentro da farmi avere gli incubi per svariati giorni. 

Una notte, forse il giorno dopo aver finito di leggerlo, mi svegliai di colpo chiedendo al mio compagno se la bilancia sotto il nostro letto contasse solo il mio peso o anche il suo. Ovviamente, non ero affatto sveglia, eppure questo “sogno ad occhi aperti” mi ha colpito moltissimo. 

La pellicola ed il libro non raccontano la stessa storia ma, hanno in comune l’argomento. Tutte e due le protagoniste soffrono di anoressia, e in entrambi i casi seguiamo le loro vicende. 

Se su carta sono perfettamente cosciente di quel che succede, dall’altra parte so solo quello che il trailer dice. 

Come per il titolo sopra, sono curiosa e ho paura, perché ci sono temi estremamente difficili e non sempre vengono raccontati con la dovuta delicatezza. Le ore a disposizione dei film sono limitate, un difetto che solo un bravo regista riesce a superare. 

  • The Terminal (regia di Steven Spielberg)

Qui baro moltissimo, ma ci sono delle attenuanti.

La storia dell’uomo che per ragioni politiche è costretto a vivere in aeroporto, l’ho vista in televisione molti anni fa. So che mi era piaciuto molto, eppure non mi ricordo nulla. Anche leggendo la trama su Wikipedia, non riesco a richiamare nessun ricordo ma solo qualche sensazione. 

Questo è il motivo per cui è finito in lista, ma temporeggio perché sono sempre stata dell’idea che sia meglio vedere film nuovi, piuttosto che “perdere” tempo con quelli che già si conosce. Ma questo, che non ricordo, devo effettivamente considerarlo come vecchio oppure, come nuovo?

Red Kedi pronta a vedere un film
Yardim – La chimera del Rispetto

Yardim – La chimera del Rispetto

Yardim – La chimera del Rispetto

I miei post hanno lo stesso problema dei video che carico su Youtube; sono sprovvisti di intro.

Da anni mi affligge questa cosa del capire se salutare o meno, se trovare una formula da proporre ogni volta sia gradita o no. Temo diventi un pò troppo ripetitivo anche se mia Madre, come tutte le madri del mondo, mi ha insegnato a salutare. Si tratta di rispetto, ed è proprio su questo che mi voglio soffermare oggi.

Da quando sono entrata in questo mondo, fino ad oggi, i Blogger sono aumentati in modo esponenziale.

Un giorno mi soffermerò su l’apparente facilità di aprirne uno, adesso però mi preme dire che essendo in molti, è facile trovare gente che la pensi in modo diverso dal nostro. 

Mi rendo conto di dire delle apparenti ovvietà, però è sempre bene sottolineare questo aspetto.

La necessità di mettere il punto su questo concetto, nasce dal fatto che qualche volta ci si dimentica che anche se qualcuno la pensa diversamente, questo non vuol dire che abbia torto. 

Recensire libri è un atto creativo molto personale, e ognuno di noi può vivere questa esperienza in modo differente. 

Io ad esempio, ho letto con piacere Paper Princess e odiato After. Sono due libri simili e molto differenti, sicuramente tutti e due hanno dato il via ad una serie di discussioni che volendo, ancora oggi potrebbero animare gli animi. Il fatto che io abbia odiato uno ed amato l’altro, non mi mette nella condizione di sentirmi superiore verso qualcuno. Rimarrò ferma nelle mie convinzioni, ma mai andrò a dire ad un lettore che non ha capito una beneamata fava. Come ovviamente non andrò a dire ad un collega che ha sbagliato a vederla in modo diverso da me.

Non ho nominato quei due libri a caso.

Per l’uscita di entrambi, ci furono accesi dibattiti con annessi insulti, anche se non sempre. Il punto è che non ci dovrebbero esser mai.

Per Paper Princess la presi sul personale, lo ammetto, eppure tutta la situazione fu molto assurda. Capisco che i messaggi trasmessi non erano dei più puri, eppure se dovessimo fare una crociata per ogni cosa, che dio me ne scampi. 

Per un blogger, scrivere una recensione, è un modo per metter nero su bianco tutto quello che si pensa. Possiamo decidere di metterci il tempo che più riteniamo idoneo. Giustissimo quindi metter pregi e difetti, essendo poi un parere personale è normale consigliare o meno qualcosa. Andare però da altri e dire “quello non capisce nulla” o peggio “la Casa Editrice non avrebbe mai dovuto pubblicare questo schifo”, ecco. Magari evitiamo, eh? Prima di alzare i forconi, fermiamoci un momento a pensare quanto poi possiamo diventar cafoni e molesti.

Mamma ci ha insegnato l’educazione, quindi mi sembra corretto tenerlo bene a mente. Tra di noi, per chi ci legge e per chi scrive.

Red Kedi felice con un gatto sulla testa

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Mulan – Il Vecchio Nuovo

Molto tempo fa, in una galassia lontana lontana, decisi che non avrei più portato delle rubriche. 

Troppo tempo da dedicarci e solitamente si vedevano sempre le stesse cose. Quindi, perché? Pensavo ci fossero altri modi più semplici e soddisfacenti per parlare di libri. 

Poi, un giorno di ordinaria follia da riordino e smaltimento, mi sono accorta di aver in libreria un sacco di libri vecchi che ancora non ho letto. 

Questa cosa pare essere normale nei lettori forti, perché siamo affetti dalla sindrome dell’accumulo e quindi compriamo spesso più libri di quelli che poi siamo capaci di leggere. Inoltre, alcuni lettori non riescono nemmeno a separarsi dai libri letti ma che hanno trovato bruttini. 

Insomma, siamo un casino.

Comunque, tornando a noi. 

Già da anni, seguo inconsciamente il metodo di Marie Kondo. Per chi non la conosce, lei insegna la filosofia del riordino un pò estremo ma tanto emotivo; se l’oggetto che hai in mano ti trasmette una sensazione buona lo tieni, altrimenti ciao ciao. Per lei, ogni persona dovrebbe circondarsi solo di oggetti che trasmettono positività e trova nell’accumulo un senso di disagio da dover debellare. Quando ho ascoltato il suo libro, ho capito che quello che facevo ogni volta che mettevo mano nella mia libreria era un tentativo, seppur piccolo, per stare meglio.

Eppure, ho ancora molti libri che non riesco ad eliminare. Perché? 

Riflessi. A twisted tale di Elizabeth Lim, fa parte di questa categoria.

Amo il cartone di Mulan (il primo, per me il secondo non esiste) e ammetto di poterlo recitare a memoria, comprese le canzoni. Diciamo che comprare il libro che parla di lei, nella sua versione Disneyana, era una cosa quasi scontata ma alla fine, era veramente necessario?

Riflessi è un retelling (?) del cartone, cosa che oggettivamente mi fa paura perché sappiamo bene tutti che cosa succede quando decidono di metter mano ad una storia già esistente e tanto amata. Tremo all’idea che abbiano snaturato il personaggio.

Quindi, perché?

Perché spendere per un libro che probabilmente non leggerò mai? Perché invece di prendere altro, mi ci sono fiondata come se da questo dipendesse la mia vita? Perché ho messo mano al portafoglio, pur sapendo del possibile errore? Sarò forse tarda? In effetti. 

Questi sono dubbi che evoco ogni volta che vedo il volume. 

Oscillo tra l’amore per Mulan e il terrore di trovarmi una Mulan del secondo cartone.

In effetti non ho una soluzione al mio dilemma.

Sicuramente non lo voglio tenerlo per la copertina o per collezionismo, forse per mero masochismo. Mi ispira sentimenti contrastanti e non so veramente decidermi.

Forse, continuo a lasciarlo in libreria nella segreta speranza di trovar dentro una storia piena di forza, anche se diversa dal cartone.

Forse lo tengo perché è una storia femminile dedicata ai bambini.

Forse lo tengo perché sento il bisogno di una prova tangibile del fatto che esistono storie grandi con parole semplici e non “noiose”.

Forse lo tengo, perché nel bene e nel male Mulan è parte del mio cuore.

Mulan Disney_Giunti
Wilder Girls [ANTEPRIMA]

Wilder Girls [ANTEPRIMA]

Wilder Girls di Rory Power
  • Personaggi 70% 70%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 80% 80%
  • E il finale 65% 65%

Wilder Girls [ANTEPRIMA]

Recensione: Wilder Girls è un libro che va preso con le pinze.

Da un lato abbia l’attualità della nostra pandemia che va a braccetto con il Tox del libro, dall’altro abbiamo il fatto che mi abbia ricordato per molti aspetti Annientamento di Jeff VanderMeer

Il che non è che sia un bene. 

Sull’isola di Raxter, nel ridente Maine, c’è un collegio per sole ragazze.

La sua ubicazione è perfetta per rendere il luogo un fortino perfetto, dato che tre lati danno sugli scogli e solo uno, quello dell’ingresso, su una fitto bosco. Insomma, un’oasi di pace per poter studiare senza distrazioni e anche il luogo perfetto per un confinamento con i fiocchi. E noi ci lamentiamo di dover stare tappati in casa.

Il Tox, un parassita che attacca qualsiasi cosa sia vivo, prima prende la vegetazione e gli animali e poi, intacca anche le persone. Questa cosa maledetta che non è visibile all’occhio umano, non uccide semplicemente le persone, le muta. 

Le tre protagoniste, sono state baciate dalla fortuna; a Hetty si è fusa una palpebra ma sembra ci sia dell’altro, a Reese è venuta una mano megagigante modello Godzilla e una treccia luminescente, a Byatt ha donato ossa in più perché è sempre meglio che in meno. 

Con questo spirito di gioia, misto al puzzo della morte, si snoda il primo libro di una duologia che forse non vedrà una fine. 

Solitamente io sguazzo molto volentieri in storie particolari, dove la morte è perennemente presente e le stranezze sono una cosa “normale”. Eppure, ho faticato tremendamente a leggerlo. 

Non è una sorpresa che ultimamente io stia facendo fatica, però riponevo molte speranze in questa storia. Sia per la copertina, sia per il fatto che fosse un libro a tema LGTB a sfondo horror. Invece no.

L’introduzione credo che sia la cosa meglio fatta ma, anche la peggiore. 

Nel senso che trovo sia dovuto spiegare cos’è quel posto e perché siano in poche, sensatissimo raccontare anche in modo piuttosto veloce come sia stato il decorso del Tox su di loro, però buon dio mi sono addormentata dopo tre pagine e la voglia di non proseguire è stata tanta. Che poi, ci sono tanti lati positivi, certe scene mi sono piaciute per la loro crudezza, eppure aleggiava troppo spesso la lentezza della situazione e come dicevo all’inizio, mi ricordava un pò troppo Annientamento.

Non tanto per il fatto che mi sia sembrata una copia sputata, ma ci sono molte similitudini. 

La parte romantica ivece, non è stata presa molto seriamente. Lo so che non è un romance, so perfettamente che non era il punto cardine di tutto ma non mi aspettavo questo nulla cosmico. Va bene trattarlo con delicatezza, va benissimo non farlo diventare estremo ma un minimo di approfondimento sarebbe stato gradito. Sofferto, perchè insomma, però gradito.

INFO

Autore: Rory Power
Pagine: 301
Prezzo: € 17.90
Uscita: 23/02/2021
Genere: Narrativa; Ragazzi; Horror
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell’istituto, su un’isola al largo della costa americana. Un’epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l’altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno.

Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l’epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l’un l’altro.

Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c’è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

Wilder Girls di Rory Power_Immagine Donna con fiori
Mostri nella notte [ANTEPRIMA]

Mostri nella notte [ANTEPRIMA]

Mostri nella notte di Mats Strandberg e Sofia Falkenhem
  • Personaggi 50% 50%
  • Worldbuilding 60% 60%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 65% 65%
  • E il finale 40% 40%

Mostri nella notte [ANTEPRIMA]

Recensione: Partiamo subito con il mettere in chiaro che Mostri nella notte, è un libro per bambini.

Quindi, come tale, la storia che andremo a leggere è molto semplice e manca di tanti dettagli che noi adulti avremmo ben apprezzato ma che per i bambini, sarebbero stati solo di una noia immensa. 

Frank Steen è un bambino molto solitario, che trova conforto nella lettura.

Il giorno del suo compleanno, lo passa in giardino con la famiglia e la vicina anziana, che è quasi come una nonna. La donna, che vive da sola, ha come unica compagnia la frizzantezza del suo cagnolino Uffe, che adora giocare con Frank.

Peccato che sarà proprio il tenero cagnolino a cambiare per sempre la vita del bambino.

Ho sempre amato le storie per i bambini, perché con semplicità spesso si riesce a trattare temi molto complessi. 

In questo caso, troneggia sicuramente il senso di accettazione di sé e dei cambiamenti della vita. 

Il protagonista si sente al sicuro in una vita monotona, priva di grandi cambiamenti anche se questo vuol dire star vicino a delle persone non troppo simpatiche. Ama la tranquillità e la solitudine. Da quando però Uffe lo morde accidentalmente, il suo corpo cambia e ciò gli crea un gran spavento! All’improvviso, diventa quella cosa di cui ha sempre avuto paura; un mostro! Solo che lui è diverso, lui non vuol fare del male alla gente ma in città tutti hanno paura. Sarà l’intervento di un saggio Gufo a portarlo sulla via giusta, e fargli scoprire un mondo che mai avrebbe immaginato. 

Frank non riesce a controllare i suoi nuovi istinti, vorrebbe trovare un modo per tornare alla vita monotona di prima, ma non si può.

Non può perché ormai la trasformazione ha avuto luogo, un pò come il diventare adulti è una trasformazione irreversibile. Bisogna conviverci e cercare di sopravvivere a ciò.

In questa avventura però non sarà solo. Oltre alla nonnina Alice, ci saranno anche due bambini molto speciali e una comunità strana come la sua nuova natura. Tutti pronti a far vedere che non è poi così male esser Mostri e che è possibile vivere come se nulla fosse, l’importante è accettarsi. E nascondersi bene.

Perché ecco, è vero che bisogna accettare la propria natura ma solo tra i propri simili, perché gli umani non sono capaci di accettare il diverso.

Frank però non è dello stesso avviso, non capisce perché si debba celare agli altri questa cosa. Vorrebbe dire dover mantenere il segreto anche con la propria famiglia, vorrebbe dire aver paura delle persone che potrebbero incontrarlo anche se lui non vuol far loro del male. 

La storia, per quanto semplice, mi ha appassionato subito. Sicuramente i disegni hanno aiutato e la versione “mostro” di Frank l’ho trovata veramente cucciolosa però, il finale è stato come un pugno nell’occhio. 

Questo è il primo libro di una serie, capisco quindi una non fine, ma stoppare tutto in quel modo è da delinquenti.

INFO

Autore: Mats Strandberg e Sofia Falkenhem
Pagine: 67
Prezzo: € 11.90
Uscita: 16/03/2021
Genere: Fantasy
Casa Editrice: De Agostini

TRAMA

Frank Steen è un ragazzo curioso: ama le avventure come quelle dei libri, ma ha pochissimi amici con cui viverle. Talmente pochi che alla sua festa di compleanno partecipano solo i genitori e Alice, la strana vicina di casa, col cane Uffe. Come se non bastasse, Uffe gli morde pure un dito! È un morso piccolissimo, eppure cambierà la vita di Frank per sempre. Quella notte il ragazzo fa un sogno mozzafiato: pelo, zanne, corse, inseguimenti nel bosco. Al suo risveglio, nel letto, trova delle foglie secche. Com’è possibile? Il sogno si ripete, le foglie ritornano, e tutti, in città, iniziano a parlare di un mostro della notte. Tutti tranne la strana Alice. E se Frank avesse finalmente trovato la sua avventura e fosse diventato… un cane mannaro?