Maurizio Maggi [INTERVISTA]

Maurizio Maggi [INTERVISTA]

Buongiorno Maurizio, grazie per avermi concesso questa possibilità. 
Grazie a te, dell’opportunità di parlare del mio libro. 
Partiamo con qualcosa di classico perché come ben sai, siamo tutti molto curiosi… io per prima. L’enigma dei ghiacci, com’è nata l’idea?
Tutto è partito dalla scoperta di un luogo assurdo come il Vostok. Un bacino di acqua temperata grande come la Calabria, nato quando l’Antartide era ancora una foresta lussureggiante e poi coperto da quasi quattromila metri di ghiaccio, e da allora isolato, potenzialmente ricco di forme di vita estinte in superficie da milioni di anni: non ti fa sognare? Facile immaginare intrighi e scontri d’interessi per scoprire i segreti del Vostok, e in effetti il romanzo è questo, ma non solo. La vita laggiù è fatta di batteri e al massimo di qualche piccolo pesce, ma immaginiamo per un attimo una vita senziente acquattata sul fondo, al buio, in attesa da prima che l’Uomo esistesse: cosa penserebbe di noi? Forse non gli importerebbe nulla dell’euro o del petrolio e vedrebbe la Terra per quello che è: una nave spaziale che naviga in un vuoto immenso, freddo e inospitale, con a bordo sette miliardi di passeggeri, egoisti e rissosi, impegnati a sprecare la loro breve vita -un tempo insignificante per chi ê sul fondo di quel lago dal Miocene- sgomitando per guadagnare spazio e distruggendo un po’ alla volta lo scafo che li sostiene. Non c’è nulla di fantascientifico nel mio libro, sia chiaro, ma questo è un punto di vista che, al momento dell’impostazione del lavoro, mi ha aiutato a costruire la trama e le motivazioni dei personaggi, e il centro di gravità attorno al quale ruota il romanzo: il concetto di vita. 
Non è scontato e non è lo stesso per tutti. Gli eroi classici dell’avventura sono pronti a morire per qualcosa. Io volevo che i miei si chiedessero: per cosa vale la pena vivere?
Ho visto che hai viaggiato molto. Posti lontani, esotici e ricchi di storie affascinanti… quante di quelle esperienze vissute hanno influito sul suo libro?
Più dei luoghi, hanno influito le persone e il loro modo di rapportarsi ai luoghi. Abitare, per noi umani, significa impadronirsi di un luogo, in profondità, come farebbe un rampicante invasivo. C’é qualcosa di struggente, in questa manifestazione di attaccamento alla vita, ma anche di potenzialmente pericoloso. L’ho imparato nel mio lavoro in giro per il mondo e credo che se ne vedano le tracce nel romanzo. Ma i viaggi mi hanno lasciato anche altro.
Anni fa visitando un museo dalle parti di Wroclaw, conobbi un geologo dell’università locale. M’invitò nel suo piccolo ufficio dove teneva gli strumenti di misura che usava ogni giorno, la Polonia era appena entrata nella UE e lui era entusiasta di conoscere ricercatori occidentali. Magro e con una giacca di almeno una misura di troppo, sembrava Adrien Brody nel Pianista. Ero vestito leggero ma indossavo più soldi di quelli che lui guadagnava in sei mesi. Eppure quelli occhi che brillavano mentre mi mostrava con orgoglio il suo unico strumento Made in Germany, me li ricordo ancora. Pensa, mi è venuto in mente adesso, durante l’intervista: Mikhail, quando soppesa il sestante e pronuncia ad alta voce il nome del fabbricante tedesco, è lui, è quel ricercatore polacco. Non ricordo come si chiamasse, incontravo tanta gente all’epoca, ma certe cose ti rimangono dentro.
La stesura dell’enigma dei ghiacci è stata lunga e tortuosa? Oppure le parole sono uscite veloci come un fiume in piena?
Trovo impegnativo delineare la trama (intrecci, tempistiche con cui il lettore scopre certe cose, coerenza delle agende dei vari protagonisti), ma una volta fatto questo, scrivere è abbastanza facile. Al punto che spesso non resisto e comincio prima che la trama sia completa e poi devo sospendere la scrittura per metterla a punto, soffrendo per l’impazienza di ricominciare.
Quattro cose vere che si imparano leggendo “L’enigma dei ghiacci”. Ne sono assolutamente rimasta affascinata e quindi, mi chiedevo… cos’altro c’è di vero in questo libro?
Oltre a pesci di specie ignote che vivono sotto i ghiacci o ad alghe tanto toste che la Nasa pensa di portarle su Marte? O all’uso del kite vela per muoversi e alle basi permanenti interne (tre in tutto, una delle quali italo-francese, voglio ricordarlo) e più simili ai sommergibili che agli edifici? È vera ad esempio la storia dei trent’anni di scavo dei russi per raggiungere il lago, o la spedizione nazista nel 1939 e la contro spedizione americana guidata da un veicolo con ruote di tre metri di diametro e un aereo sul dorso. È vero che può capitare di imbattersi in un trattore dei tempi dell’URSS abbandonato nel nulla perché costava troppo recuperarlo o che nessuno ha cancellato i simboli del comunismo nelle basi russe (non per simpatie verso il regime, rare fra gli scienziati, ma per nostalgia di quando la Russia era una grande potenza). È vero che a meno 50° lo sputo si gela in volo e a Vostok in questo momento siamo fra 60 e 70 sotto zero, con un record di meno 89,2°. È vero che i pozzi nel ghiaccio oltre una certa profondità sono sempre riempiti d’idrocarburi per non collassare (sì, è un bel rischio) e che i viaggi in trattore per rifornire le basi sono molto avventurosi, al punto che si viaggia sempre in convoglio (le cosiddette “traverse”) e nessuno manderebbe in giro un solo veicolo come ipotizzo nel libro, tanto meno d’inverno. È anche vero che i laghi simili al Vostok (meno grandi e meno antichi) sono circa 400 in Antartide, molti dei quali collegati fra loro da fiumi subglaciali. In quelli più vicini alla superficie sappiamo con certezza che esistono forme di vita, come batteri ma anche pesci di specie sconosciute: un mondo straordinario, no?
Il libro è uscito già da un mesetto. Ti ritieni soddisfatto del risultato ottenuto? Oppure preferisci non controllare in modo approfondito il riscontro dei lettori?
Non ho riscontri precisi, ma visito spesso i siti che potrebbero ospitare recensioni come Goodreads o IBS o altri. Finora ne ho trovate pochissime, forse è ancora presto. Per questo trovo prezioso il lavoro di blog come il tuo: la dimostrazione che il web non è solo cyberbullismo ma un’immensa area di libero scambio d’idee, uno scambio di cui abbiamo sempre più bisogno e che nessun trattato commerciale internazionale può sostituire, perché si nutre di passione e di curiosità. Perciò: complimenti ancora.
Progetti futuri? Rivedremo ancora qualche personaggio? Oppure pensi di puntare su luoghi ancora inesplorati?
Al momento, mi sembra di essere in transito fra sogno e progetto: con questo libro e grazie a Longanesi (e a molta fortuna) sono andato oltre il primo, ma non sono ancora approdato al secondo. Vediamo come va “L’enigma dei ghiacci” poi parleremo di progetti. 
In fondo ho solo sessant’anni, no?
Maurizio Maggi_Autore
L’enigma dei ghiacci di Maurizio Maggi

Alice. Infelici e Scontenti

Alice. Infelici e Scontenti

Probabilmente forse non sapete che come Alice Chimera, anche io ho una passione per “Alice nel paese delle meraviglie”. Quando ha preparato questo BT per far conoscere il suo libro, io ero già destinata a questa tappa e che onore!!!

Veniamo quindi alla nostra amata bambina… dalle sue origini con Lewis, fino a Chimera.

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, è un romanzo fantastico pubblicato per la prima volta nel 1865 dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carroll.
Ma chi era quell’uomo? 
Lewis Carroll è lo pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, matematico e scrittore inglese nato nel 1832 e morto nel 1898. Lo pseudonimo è un gioco di parole fra i suoi due nomi di battesimo: Charles (Carolus in latino) è diventato Carroll; Lutwidge (Ludovicus in latino) è diventato Lewis. È molto probabile, che Lewis Carroll soffrisse di un particolare disturbo neurologico che causava allucinazioni e distorsioni nella forma degli oggetti, facendoli sembrare molto più piccoli o molto più grandi (un tema ricorrente, nel libro). Il disturbo, scoperto e spiegato nel 1955 dallo psichiatra inglese John Todd, è anche conosciuto come l’Alice in Wonderland Syndrome.
Com’è nato il Libro? 
In una soleggiata mattina estiva (che Carroll traspone in versi nel suo Meriggio Dorato (proemio dell’opera)), Lui e il reverendo Robinson Duckworth si trovavano in una barca sul Tamigi con tre bambine (Alice e le due sorelle).

Durante il viaggio nacque la storia, che più tardi mise per iscritto e regalò ad Alice Liddell, che tanto aveva insistito perché lo facesse, diventando quindi Alice’s Adventures Under Ground (“Le avventure di Alice nel Sotto Suolo”), che si sviluppava in soli quattro capitoli illustrati da Carroll stesso. Solo più tardi venne pubblicata la sua storia, aggiungendo nuovi personaggi e situazioni, commissionando inoltre le illustrazioni a John Tenniel.

Le interpretazioni psicologiche e il contesto storico

Tutti i personaggi della favola manifestano elementi di interesse psicopatologico, in stretto contatto con il clima conservatore della Victorian Age. Alice è una bambina confusa e disorientata alla ricerca di un’identità, come si evince dalla sua irrequietezza e volontà di fuga perenne. È come se la sua libertà fosse perennemente ostacolata dal rigore morale e dalle imposizioni esterne. Per questo motivo, tutte le conversazioni che lei intraprenderà, non hanno senso, proprio perché la bambina non riesce ad accettare l’obbedienza e il rispetto delle regole. Il Brucaliffo e lo Stregatto rappresentano le figure genitoriali, infatti tutte le risposte che i due animali danno ad Alice nascono dal desiderio di contraddire la piccola, come rappresentazione del divieto dell’età del proibizionismo. Significativo poi è l’aforisma “Tagliatele la testa“, ripetuto più di una volta dalla terribile Regina di Cuori, citato per esorcizzare la paura che personaggi politici del tempo perdessero il controllo. Negli anni seguenti poi, le interpretazione di questa misteriosa fiaba si sono sprecate: c’è ad esempio chi sostiene che la storia di Alice è un trip mentale, un viaggio nella sperimentazione di tutte le droghe esistenti. Oppure chi trova all’interno della trama, regole logiche,  linguistiche, fisiche e matematiche. Addirittura, spesso il sogno, l’elemento grazie al quale Alice compie le sue mille peripezie, viene accostato a ciò che Freud nella sua Interpretazione dei sogni definisce inconscio. Egli lo considera come il luogo della non consapevolezza, in cui vengono “immagazzinati” tutti i desideri irrealizzabili e i traumi che, per non danneggiare la stabilità psicologica dell’individuo, vengono “bloccati” in un substrato della coscienza.

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie divenne l’ispirazione delle successive generazioni di scrittori e artisti. Tra questi c’era anche Vladimir Nabokov, l’autore di Lolita, nonché colui che tradusse Le avventure di Alice dall’inglese al russo. Lolita, infatti, racconta di un uomo adulto che seduce la dodicenne Lolita raccontandole delle storie. «Io lo chiamo sempre Lewis Carroll Carroll, perché lui è stato il primo Humert Humbert» – diceva Nabokov, riferendosi al protagonista maschile del suo romanzo.

Negli anni, questo libro è stato tradotto in circa 97 lingue ma riportare i giochi di parole, le figure retoriche, i proverbi citati e i continui riferimenti alla cultura inglese è un’impresa ardua.
Tra tutte le storie di fantasia, quella di Alice non è mai stata travolta in modo particolare, anche se negli anni sono state pubblicate molte varianti.
Il film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions e diretto da Clyde Geronimi, Hamilton Luske e Wilfred Jackson, nacque nel 1951.
Nel 1923 però, Alice nacque come cortometraggio per la Laugh-O-Gram Studio ma quando qualche tempo dopo fallì, il lavoro non andò perso. Solo nel 1938 partirono i veri progetti del film.
Anche in questo caso, troviamo un’Alice bionda quando invece, quella originale è mora. La trasposizione cinematografica comunque non si scosta molto dalla storia originale perché Walt sosteneva che la maggior parte del suo umorismo di Carroll era nella scrittura.
Prima di questo film d’animazione però, ci fu un cortometraggio muto diretto da Cecil Hepworth, che dura meno di dieci minuti.
In questi centocinquant’anni ci sono stati ancora molti film dedicati a questo libro ma non solo.

Gli ultimi che sicuramente tutti consociamo anche solo grazie alla pubblicità in rete, sono stati diretti da Tim Burton. In questo caso però, la versione di Alice è più matura e la storia si scosta molto dall’originale. I personaggi poi sono anche più attivi su vari fronti e non come nella storia originale.
Parliamo però di un Regista molto particolare e quindi, queste rivisitazioni sono in linea con il suo solito lavoro.

Non solo.
Per quanto non ci siano molte vere e proprie rivisitazioni cinematografiche, non possiamo non nominare la serie televisiva “Once Upon a Time in Wonderland“, dove il mondo delle meraviglie la fa ovviamente da padrona ma quasi tutti i personaggi non sono ciò che sembrano o addirittura, non centrano nulla.

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
– “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
– “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”. 

Per quanto riguarda invece le versioni letterarie, Alice vanta una considerevole lista di riadattamenti. 
Basta andare su google e si trova un mondo particolarmente florido. Grandi Case Editrici e piccoli autori si cimentano nella loro versione Aliciosa, tirando fuori mondi che in un modo o nell’altro si adattano perfettamente a ciò che Carroll voleva farci vivere. 
Sono storie non più per bambini piccoli ma per quelli ormai adulti che comunque voglio ancora credere che nulla è Impossibile.
Alice: “è impossibile…”
il cappellaio matto: “solo se pensi che lo sia”

Alice Chimera però, non si è fermata all’idea del bel lieto fine. 

La protagonista del Mondo delle Meraviglie non poteva mica sfuggire alla realtà e come potevamo non immaginare un suo ritorno a casa? Cosa successe quando da bambina, si risvegliò del suo normalissimo mondo?
In questo libro, motore di questo blogtour particolare, vediamo molte storie conosciutissime ma riscritte con finali non lieti.

Alice: Ci siamo abituati al fatto che Alice, una volta risvegliata, torni ad essere la bella bambina giudiziosa e pronta per diventare donna. Come può però esser vero? Cosa può nascondersi in realtà in quel futuro non detto? Chimera ci da due versioni, una un pò più delicata dell’altra ma non lasciatevi tediare… nessuna delle due la salva veramente.
Ammetto che se dovessi immaginare il futuro della bella bambina bionda, non mi scosterei di un millimetro dalla versione di Chimera. Credo che possa esse non solo quella più veritiera ma anche l’unica fattibile.
Come può sopravvivere una bambina da una visione come quella? Come può tornare nel suo magnifico Mondo delle Meraviglie? Bene, qui ci viene narrato.

MwRadio

MwRadio

Cosa ci facevo lì? 

Questa è facile…

Bravi! Ero in radio. 

A far che vi chiederete… ma lo so che in fondo, avete già una risposta a questo quesito. 

Settimana scorsa sono stata invitata da Alice Chimera a registrare con lei una puntata dedicata alla Blogsfera. Gioia e Onore per questa possibilità e come dico sempre, queste esperienze meritano di esser vissute anche se non sono andata su una Radio che conoscono tutti nel mondo. Ma alla fine, cosa mi importa veramente? Certo, lo sappiamo che mi porterebbero più visibilità ma volete mettere la possibilità di andare in un posto considerarlo “casa”? 

Comunque sia, mi sono divertita molto e mi sono resa conto che un’ora non basta nemmeno per farmi conoscere, figuriamoci a tirar fuori il vero nocciolo della puntata. Certo, The Bookshelf si districa in puntate illimitate e quindi, le cose che abbiamo toccato noi non andranno perse ma sinceramente, avrei potuto dire molto di più perché diciamocelo, nel mondo dei Blog non possiamo annoiarci mai. 

Ve lo leggo nelle menti, io so che state pensando alla stessa cosa, altrimenti avreste già chiuso il post e ciao.

In sintesi quindi, cosa ci siamo detti? 

Avete presente no, le solite domande per rompere il ghiaccio? 

Quelle che dovrebbero mettere a proprio agio qualcuno ma che su di me sortiscono l’effetto opposto? Ecco, quelle. Semplici cose a cui rispondo con il culo, infilando qualche parolaccia giusto per sottolineare che cazzo, non sono una principessina. Appunto. 

Perché ho aperto un blog? Da quanti anni? Cosa significa il suo nome? Da quanto collabori? 

Come spiegare, senza mettermi a ridere, che ho cominciato per caso e che sono entrata “in attività” praticamente da subito? Dirlo oggi, dopo quasi cinque anni, mi fa capire che è un po ridicolo e va contro quello che sostengo (la gavetta cazzo, bisogna assolutamente farla!) ma è tragicamente vero. Ricordo che ho iniziato con timore e andando a tastoni perché non sapevo assolutamente nulla ma i primi approcci sono andati a buon fine e quello che ho tirato su ne è un esempio.

Comunque si, lo so che detta in questo modo distrugge un pò la magia che magari ero riuscita a creare e vi assicuro che questo angolino non è privo di sentimento ma ecco, è nato per caso. Diciamo pure che in quel periodo, il Karma voleva saldare qualche debito con me. 

Lo step successivo, consiste nel chiedere e capire come vanno le cose tra di noi. Tra colleghi intendo. 

Su dai, chi mi conosce almeno in parte, si sta già immaginando un bagno di sangue. 

Fate bene. 

Sono stata una Signora, concedetemelo. Non ho fatto nomi ma dio, quanto ci sarebbe da dire. 

Abbiamo tutti qualche scheletro nell’armadio ma devo dire che qualcuno si impegna in modo particolare. 

Cosa intendo?

Entrate in un qualsiasi gruppo di Facebook, guardatevi intorno e poi ditemi se non ho ragione. 

Non devo nemmeno sforzarmi nel indicarvi dove guardare perché tanto, in un modo o nell’altro, qualcosa in vacca lo troverete. Sicuro. 

No, non sono pessimista ma realista. O forse un filino stronza e non ne faccio passare una. Capita, sapete? Sono per il “vivi e lascia vivere” ma ho un limite anche io. Mica sono Santa, anche perché per diventarlo, prima dovrei farmi accoppare. 

Avete presente quando iniziate a conoscere delle persone e tutto sembra andare bene? 

Quando ci parli ogni giorno e ti chiedi “come ho fatto a stare senza di loro fino ad ora”?

Quando fai qualsiasi stronzata e sono le prime che vuoi aggiornare?

Quando vedi un qualsiasi cosa a tema libresco e vorresti prenderlo per regalarlo? 

In sintesi, avete presente quando vi innamorate? 

Bon, prendete questo concetto e curatelo, nutritelo, viziatelo… 

Quando è ben radicato in voi, prendetelo e yettatelo dalla finestra, senza preavviso. Fa male, vero? 

Bene, nel mondo dei blog questa cosa succede spesso. Fate amicizia con qualcuno, ci legate, sparlate di libri e di persone fino al giorno in cui fate qualcosa di boh e ciao, non più amici come prima. 

Si, sto parlando con il cuore in frantumi, non lo nego ma capita e non solo a me. 

Quello che mi fa un po’ incazzare è la leggerezza della cosa. 

La leggerezza delle persone riguardo all’amicizia virtuale ma non solo, la leggerezza in generale di chi non vuole dare. 

Ok, ci sono persone che iniziano a sentirsi qui e poi diventano amici per la pelle anche fuori, sotto la luce del sole. Esistono e li trovo meravigliosi, un po’ come due amanti che iniziano una storia. Ma sono in percentuale minore rispetto al resto. 

No vabbè, niente sviolinate. Mi sta già salendo la nausea per quello che ho scritto fino ad ora però è vero. 

Vero come il concetto del “ti sto vicina perché sei importante”. Dio, cosa non si fa per la notorietà. 

Che anche qui, cosa diamine ci guadagniamo alla fine? 

Certo, più siamo visibili e più le Case Editrici ci mandano i libri ma veramente è questa la cosa più importante? Non metter mano al portafoglio? Che diamine, peggio dei Genovesi (ed io lo sono eh).

Ovvio che è bello non spendere. Non mi nascondo dietro il buonismo, non dico che mi faccia schifo ma su, mica sto sveglia la notte per ste cose! Io al massimo, sto sveglia per sco… ehm, per il fatto che non mi bastano sei vite per smaltire tutto. 

Prima di tutto io sono una Lettrice e se qualcosa mi interessa, lo prendo. 

Certo, non ho nemmeno problemi di soldi e quindi mi trattengo in modo relativo ma i miei cento o più libri me li compro ogni anno. Alla fine verrò sommersa dai volumi ma morirò felice. No?

Non mi capacito però degli indignati che oddio, che schifo un pdf! Pretendo solo il cartaceo perché insomma noi lavoriamo per voi. 

Oh si, oh no. 

Ma che diamine, questa è una passione, non un lavoro! 

Già ci fanno la santa cortesia di cagarci, moh non arroghiamoci diritti che non ci spettano. Perché sì, il favore lo stanno facendo loro a noi. 

Chi siamo noi? Pubblicità gratuita ma ci tengono buoni con poco.

Chi sono loro per noi? Il nostro vanto, la nostra estensione per il paradiso terreno. 

Perché non la prendiamo per ciò che è? 

PASSIONE.Se devo farmi venire il fegato grosso come una casa, allora lascio perdere. Cos’è i soldi che non ho speso negli anni, mi servirà per curarmi? Siamo seri, almeno per una volta. 

Ho perso il filo del discorso, capita. In radio abbiamo parlato di copie omaggio e sincerità. Inutile dirvi come la penso, vero?Ah, volete che vi rinfreschi la memoria? Ma come, non vedete di tanto in tanto le mie recensioni? Non notate che pullulano di 3 e 2 in certi momenti? Se il libro mi fa cagare, lo dico. A prescindere dal fatto che mi sia stato regalato o no. La prendo sul personale, non vi consiglierei mai un libro che non mi è piaciuto.Poi oh, fate come volete ma dalle mie labbra non sentirete bugie. Perché dovrei? Per far felici gli altri? Mi sentirei tradita nel dirvi che un libro è meraviglioso quando poi a casa, lo sto usando per accendere il camino. (operazione che comunque non soddisfa)

Non faccio mai concessioni. Self o grandi Autori non scalfiscono il mio cuore. Mai. 
A questo punto, vi starete chiedendo il senso di tutto questo sproloquio.In effetti avevo iniziato a scrivere senza un vero filo perché non potevo calcolare fin dove sarei arrivata.Però ecco, il motivo?È che mi sono scassata i maroni. Sono stanca di combattere contro i mulini a vento. 

Questo gioco è vecchio ed il risultato non cambia mai; si perde.Vorrei vivere in modo tranquillo sto posto ma pare chieder troppo. Io si, rimango perché mi ha dato molto ma insomma, il culo non voglio darlo via. Mi piacerebbe tornare qui domani mattina e scoprire che le persone supponenti che ho conosciuto fino ad oggi ricevessero quella stramaledettissima chiamata dal Karma ma ancora no, il fato ancora non mi ascolta. 
Però posso chiedervi una cosa e lo faccio, con il cuore in mano. Guardatevi dentro, fatevi un bel discorso e ditemi, siete veramente soddisfatti di ciò che avete fatto fino ad ora? Siete disposti a mettervi in gioco con sincerità?
Red Kedi perplessa per quello che sente

Non ci redo manco io

Lettrice squattrinata ed Incazzata

Lettrice squattrinata ed Incazzata

Come molti di voi, sono una forte lettrice ed accumulatrice.

Spendo una buona parte del mio stipendio per i libri e ovviamente, non riesco a leggere tutto quello che porto a casa. Insomma, la mia vita da lettrice oscilla tra i classici problemi di tutti e mi sta bene così. Questa dipendenza alla fine è anche divertente e meno dannosa di tante altre.

Certo, comporta ad una serie di problemi, come la cecità acuta e la mancanza di spazio per qualsiasi cosa ma ripeto, va bene così. Ci sono sfaccettature che però, nemmeno una lettrice accanita riesce a digerire… figuriamoci una come me, dal carattere difficile (si chiama carattere dimmerda ma sorvoliamo..). Quando ho iniziato questo percorso, potevo vantare di non aver per le mani serie interrotte ma ad oggi, ho cambiato registro.

Capite ora il titolo?

Quanti di voi hanno il mio stesso problema? Prima o poi ci incappiamo tutti e negli ultimi anni, la cosa è sempre più frequente.

Adesso lo so, attirerò tante persone dal pensiero diverso ed alcune, particolarmente pedanti ma sicchè, non mi interessa molto. Sono stufa di leggere certi commenti sulle pagine create a doc che cercano di far riprendere le serie interrotte. (non sono certo famosa per il mio incrollabile silenzio..)

Dicevo.

Qualcuno si lamenta di noi Blogger che, pubblicizziamo nuove serie quando ce ne sono tante altre interrotte. Embè? Cosa ci stiamo a fare qui noi, se non a pubblicizzare nuove uscite? Siamo i portavoce delle Case Editrici (anche se qui, stenderei un velo pietoso perchè spesso, le informazioni che diamo, ce le recuperiamo noi a manella cercando nel web), il nostro compito nei loro ed i vostri confronti è quello di parlare di nuovi libri. Come possiamo sapere se arriveranno alla fine? Di sicuro non li aiutiamo ignorandoli. Sappiamo bene che le Case Editrici (grandi e piccole ma anche Self) vogliono avere un bel guadagno e se un libro non viene pubblicizzato, come può sopravvivere in questa giungla editoriale? Lo so che ci sono comunque molti fattori che incidono sull’andamento delle vendite ma se già da qui, l’informazione scarseggia, partiamo non male, di più!

Mi incazzo ogni volta quando parte la solfa del “I Blogger dovrebbero…”. Ma li mortacci vostra, se pensate che facciamo più danni che altro, perchè non venite voi al posto nostro? Ma secondo voi, a noi fa piacere spendere 20€ per un libro che non avrà seguito? Oh ma non siamo mica dei ricconi che se ne sbattono di sperperare dei soldi…. vero che qualche volta ci arrivano dei libri gratuitamente ma il 90% di quello che leggiamo, lo compriamo come VOI Lettori. Non abbiamo un potere divino per non essere fregati. Non abbiamo nemmeno la bacchetta magica per assicurarci di leggere tutti i libri di una serie che stiamo seguendo (e fatemelo dire, non posso nemmeno usare la scappatoia leggendo in inglese…. non lo parlo, figuriamoci se lo leggo!).

Insomma, mi sono stufata di essere “additata” come se stessi architettando qualcosa contro il mondo. Noi NON possiamo fare i miracoli e se proprio dobbiamo mettere i puntini sulle I, gli unici che possono provare a smuovere qualcosa sono direttamente i Lettori.
Siamo noi a comprare e quindi, se vedono che un “Cinquanta sfumature di sta fava” vende più di una saga appena uscita, indovinate cosa porteranno a termine? Capisco che l’idea di buttare i soldi al vento faccia rabbia, per carità, mi incazzo pure io ma seriamente, pensiamo veramente di risolvere qualcosa pensando di comprare una saga solo quando sarà conclusa? Vero, ne esistono di meritevoli già concluse ma se non vendo oggi il primo, domani non farò uscire il secondo.
Come indubbiamente non aiuta la moda di scaricarli illegalmente. No, non sono una santa e si, mi è capitato di scaricare qualche libro ma sono anche tra quelle persone che se legge un bel libro in digitale, poi lo compra (in realtà mi capita anche di comprarlo subito dopo ma son dettagli). Lo so che i soldi sono soldi e che non tutti possono spendere come vorrebbero e che le biblioteche non sono particolarmente fornite ma non possiamo predicare bene e razzolare male. Quelle parole poi sono ridicole. Ci affondiamo da soli e non abbiamo il coraggio di ammetterlo, la colpa è sempre degli altri. Io non ci sto! Sono arcistufa di veder post con “non dovremmo più comprare, così magari si svegliano”… Ma chi? Ma che? Ma dove? Ma ci rendiamo conto che per fare veramente la differenza, ogni persona dovrebbe smettere di comprare? Noi che ci incazziamo tanto per una serie interrotta, siamo fondamentalmente così pochi che anche se smettessimo realmente di comprare, alla fine ci perderemmo comunque.
IO, dal canto mio, preferisco affrontare l’ignoto e comprare qualcosa con la speranza di veder la fine perchè credo che sia l’unico vero modo per essere tutti contenti. Poi non è così? Posso dire di averci  almeno provato, posso dire di aver investito i miei soldi in qualcosa in cui credevo.

NB per le case editrici: Vi DETESTO. Seriamente… Noi abbiamo una parte delle colpe ma porco mondo, perché non portare a termine le vostre stesse promesse? Abbassate i prezzi, mettete le uscite direttamente in versione economica, non dividete in due un tomo, metteteli solo in versione ebook… insomma, ci sono così tanti modi per ovviare ad un problema che praticamente lo pretendiamo!

Chiedeteci una mano, siamo disposti a fare molto per vedere la luce in fondo al tunnel.

Ho deciso però una cosa.

A babbo morto, ogni quando mi ricorderò, pubblicherò un post con una Trilogia/Duologia/Saga finita, giusto per sottolineare che oltre a macchinare qualcosa contro il mondo letterario (perché si dai, lo ammetto, vi voglio male e con le Case Editrici sto organizzando una Dittatura a doc), adoro sviare i sospetti.
Comunque vi lovvo molto, anche se qualcuno mi fa fumare peggio di una ciminiera…

Red Kedi - Lo scazzo negli occhi

No ma prego, fate pure

Un anno di Libri: 2015

Un anno di Libri: 2015

Anno nuovo, stesse domande! Sono due anni che inizio facendo un pò le somme e anche questa volta, i numeri sono esorbitanti…. ma devo avvertirvi che in aggiunta alle solite domande, ci saranno quelle proposte dalla mia Streghetta preferita; Rowan del blog Ombre Angeliche!

1. Quanti libri hai letto per intero nel 2015?

Ogni anno mi trovo a dover spulciare tre classifiche diverse… Anobii mi da un numero, Goodreads mi dice che sono brava ma posso fare di meglio, Facebook qualche volta perde colpi e magari non mi sono segnata proprio tutto….. fatto sta che almeno, so di aver raggiunto il proposito che mi ero prefissata. 180 Libri e Fumetti nel 2015!

2. Quanti ne hai abbandonati?

Lo ammetto, solo un paio. Tendenzialmente non mi faccio grandi remore nel lasciarli a metà se non mi piacciono ma questa volta anche se non mi piacevano, mi sono sforzata il più possibile.

Con “Dolce fiele” di Silvia Mariaelena Damiani però non c’è stato verso di arrivare alla fine….

3. Quanti scrittori e quante scrittrici?

Scrittrici: 70
Scrittori: 35

(Rowan) 4. Il migliore?

Il libro migliore…. difficile a dirsi, perchè ho si letto dei bei libri ma tra di loro, hanno tutti un qualcosa di unico. Diciamo che in cima, potrei metterci la trilogia di Divergent.

Potrei risultare banale visto che in molti ne hanno parlato ma cosa posso farci? Sono rimasta con il fiato sospeso per tutto il tempo! La rileggerei volentierissimo…

(Rowan) 5. La cover migliore e peggiore dell’anno?

“Caos” di Luca Alessi entra di corsa nella categoria “peggior copertina del 2015”. Oltre ad esser stata una lettura insoddisfacente, la copertina è stra le cose più imbarazzanti che io abbia mai visto. Non è che voglio essere carogna di proposito solo per il fatto che non mi è piaciuto ma guardatela… no, meglio di no. Invece, “Annientamento” di Jeff Vandermeer è tra le copertine che ho più apprezzato… semplice e complessa!

(Rowan) 6. Il libro peggiore in assoluto? L’hai letto fino alla fine?

Il libro peggiore? Di veramente brutti ne ho avuti solo sei ma in cima alla classifica, posso metterci senza ombra di dubbio Lei…. Io, però… di Rosa Santoro

Una lettura veramente orribile e l’ho finita solo perchè Martino ha deciso di leggerlo insieme a me. L’unica cosa positiva sono state le risate che ci siamo fatti….

(Rowan) 7. I preferiti?

Ho dovuto fare una scrematura ma sotto i dieci, proprio non riesco a decidere!

Questi sono i libri che in un modo o nell’altro, mi hanno lasciato un’emozione molto forte. Si, anche Le 120 giornate di Sodoma di Sade mi ha fatto (passatemi il termine) emozionare e per quanto tutto questo possa farmi passare per una folle, quel libro è tra le letture migliori dell’anno. Anche Rosalba Vangelista e Andrea Alfonso mi hanno dato molto e sono entrati di diritto nella classifica “Esordienti migliori fino ad oggi”.

8. Il libro più vecchio che hai letto?

Se ho fatto bene i calcoli, Le 120 giornate di Sodoma di Sade è il libro più vecchio…

9. E il più recente?

Un amore firmato Louboutin di Giulia Rizzi (20/08/2015)

10. Qual è il libro con il titolo più lungo?

Racconti Fiabeschi del Macabro e dell’Assurdo (di Cristina vitagliano)

11. E quello col titolo più corto?

L1L0 (di Pippo Abrami)

(Rowan) 12. Miglior libro di un esordiente?

Scritto nel sangue di Andrea Alfonso. Oltre ad essere tra i dieci migliori dell’anno, trovo che nella categoria Esordienti, sia il migliore…. sto aspettando con estrema trepidazione il seguito!

13. Quanti libri hai riletto?

Sono anni che tendenzialmente, non rileggo libri perchè ne ho così tanti che non ho molto tempo ma… dato che uno dei miei propositi era quello di finire quante più saghe possibili, ho dovuto rileggere i primi due di Shadowhunters. Giusto per rinfrescarmi la memoria…

14. L’anno prossimo quali vorresti rileggere?

Continuerei ad essere dell’idea di non rileggere nulla…

15. Il maggior numero di libri letti dello stesso autore quest’anno?

In realtà, non contando i fumetti, ho quattro autori a pari merito. Kiera Cass, Veronica Roth, Marsotto Aurora e Cassandra Clare… tutti segnati con tre titoli letti.

16. Quanti libri scritti da autori italiani?

Devo dire che ho letto molto di Autori italiani. Un buon sessanta..

17. Quanti dei libri letti quest’anno sono stati prestiti della biblioteca?

Assolutamente nessuno. Ne ho così tanti in casa, che ci mancherebbe solo l’idea di andare in biblioteca a farmene prestare di nuovi….

18. Quanti dei libri letti quest’anno erano ebook?

Un buon 52… alcuni dopo averli letti in digitale, sono andata a comprarmi la versione cartacea ahahahahahah

19. Un libro che avresti voluto leggere a tutti i costi, ma che ancora non hai letto?

Avete tempo? Ne ho una sempiterna….

20. Quante saghe hai iniziato e quante ne hai portate a termine?

Allora, ho iniziato:

– La corporazione dei maghi di Canavan Trudi
– Un sogno sulle punte di Marsotto Aurora
– Il mio splendido migliore amico di Howard A. G.
– Monster High. Mostramiche per sempre di Daneshvari Gitty
– Shadowhunters. Città di Ossa di Cassandra Clare
– Scritto nel sangue di Andrea Alfonso
– Alice in Wonderland di Alessia Coppola
– I confini di Trisa di Cristiano Ciardi
– La confraternita del pugnale nero di J.R. Ward
– Annientamento 1° di Jeff Vandermeer
– Liberazione (Davlova Vol. 1) di A. M. Sexton

Ho finito:

– The selection di Kiera Cass (trilogia)
– Divergent di Veronica Roth (trilogia)
– Percy Jackson e gli dei dell’olimpo di Rick Riordan
– Cancella il giorno che mi hai incontrato di Leisa Rayven
– Il capitolo 5 e il maniaco dall’ascia vibrante di Marie Sexton

Ho Abbandonato:

– Non cercarmi mai più (ma resta ancora un po’ con me) di Chase Emma (bello ma non sento il bisogno di continuarla)
– Elfo per metà di Valentina Capaldi
– I Custodi della Notte di Manuela Dicati
– I guerrieri d’argento di Elvio Ravasio
– Obsidian di Jennifer L. Armentrout
– A fior di pelle di Sophie Jackson
– Tutto ciò che sappiamo dell’amore di Colleen Hoover
– Il Cristallo di Necros (La Trilogia dei Cristalli Vol. 1) di Paolo Parente
– After di Anna Todd

Interrotte:

– Il mostro della porta accanto. Monster High di Lisi Harrison
– Hybrid. Quel che resta di me di Zhang Kat

Sentite in sottofondo dei lamenti…? Sono io che piango!

21. Quanti manga hai letto quest’anno?

Ben 39!

22. Quanti libri vorresti leggere nel 2016?

La scorsa volta ho puntato su 180 (manga compresi) e devo dire che ci sono riuscita, anche se a stento. Per il 2016, rimarrò sullo stesso numero, con l’idea ovviamente di fare di meglio ahahahah

(Rowan) 23. Libro più atteso del 2016?

Moltissimi…. Vorrei che uscissero i seguiti di:

– Cronache lunari di Meyer Marissa
– Tra le braccia di Morfeo di A.G. Howard
– L’Accademia del Bene e del Male di Soman Chainani
– Regina rossa di Victoria Aveyard
– Maleficio 2° di Rachel Hawkins
– Scritto nel sangue di Andrea Alfonso
– Alice in Wonderland di Alessia Coppola

Direi che ho un bell’aspettare…. no? 😀

Red Kedi in pace con i libri

Un nuovo anno è iniziato