Niccolò Zancan [INCONTRO/17]

Niccolò Zancan [INCONTRO/17]

Niccolò Zancan [INCONTRO/17]

Non erano le cose che mi accadevano a darmi la misura di me stesso, ma vederle riflesse nella considerazione degli altri.

Ogni incontro è qualcosa di magico, soprattutto quando sei lì insieme alle amiche che ormai vedi più spesso della famiglia. 
Ogni incontro è una piccola opportunità, perché permette di essere a contatto con gente nuova e stimolante. 
Ogni incontro è una nuova scoperta.

L’incontro in questione è stato con Nicolò Zancan ed il suo nuovissimo libro, L’undicesimo comandamento.

L’evento è stato un po’ come andare in battaglia. 
Tra bottiglie che cercavano di ucciderci e frullatori che volevano distruggere il mondo partendo dal nostro bar… siamo riusciti a chiacchierare con Nicolò e dopo un inizio un po’ impacciato (facciamo sempre paura!), ci siamo addentrate nella foresta.

Io purtroppo sono un metropolitano nevrotico e anzi, sento questa cosa come un grosso problema personale: la fortuna e la bellezza di poter scrivere è anche quella di immaginare qualcosa di diverso. 
Impossibile non rivedersi in queste parole. Tutti siamo un po’ come Andrea, il protagonista del libro. Tutti siamo nevrotici e sempre attaccati al telefono, sempre pronti a condividere con il mondo quello che facciamo e vediamo. La tecnologia può avvicinare moltissimi cuori ma il passo per diventare un’ossessione è assai breve. Credo che ci sia un forte bisogno di un ritorno alla fisicità. 
Alla fine della giornata voglio sentirmi stanco a livello fisico, per qualcosa che ho fatto: non voglio sentirmi apatico e con gli occhi che bruciano per il troppo tempo passato davanti allo schermo del computer. 
Mi rendo contro che parlare o promuovere attraverso il web, possa sembrare un controsenso però è vero. Arrivare a fine giornata, con gli occhi stanchi, rende spesso le persone scontente.

Essere attaccati a ogni dispositivo però, fa sorgere almeno un paio di domande. 
Quanto coraggio ci vuole ad essere sé stessi? Molto coraggio. Perché apparentemente l’Occidente non è mai stato tanto libero come adesso, ma nel concreto c’è un’omologazione totale. Eppure, l’omologazione non permette di stanare i veri talenti che potrebbero raggiungere il successo…  Innanzitutto bisogna stabilire cosa sia effettivamente il successo, perché ora come ora è una cosa troppo identificata con la visibilità. E qui ritorniamo al condividere qualsiasi cosa con il mondo, perdendo molta della magia del momento e del luogo.

Anche un’altra domanda diventa quasi obbligatoria, soprattutto se si è già avuto il piacere di leggere il libro. Il protagonista, prima della vera fuga, lancia il suo telefono, perdendo così in modo forzato la connessione con tutto. Chissà però quanto può reggere Nicolò…  Non ci sono riuscito del tutto, e anzi, questa esperienza mi ha dato modo di vedere quelli che sono sintomi di una vera e propria nevrosi: il telefono diventa un arto, e quando ce ne separiamo ci sentiamo come se ci mancasse una parte di noi.  Però, la bravura deriva anche da questo. Cercare di immergersi in quello che si vuole raccontare. Solo così si riesce a creare un filo emotivo con il lettore. 

Come mio solito, non posso esimermi dall’ammirare la copertina.

Un bosco dal colore brillante, un po’ come quello che vedo ormai ogni estate ma fondamentalmente…. l’idea di chi è stata? Qualcuno proponeva un bosco autunnale ma no, questa è sicuramente la scelta migliore! 

Niccolò Zancan_Autor
L’undicesimo comandamento di Niccolò Zancan
Paola Calvetti [INCONTRO/17]

Paola Calvetti [INCONTRO/17]

Paola Calvetti [INCONTRO/17]

La scrittura di un libro è un po’ il posto del cuore.

Paola Calvetti è una scrittrice e giornalista italiana.

Nell’arco degli anni, ha seguito molte strade, tra cui la collaborazione al quotidiano La Repubblica tramite articoli sullo spettacolo ma, spesso la riconosciamo grazie ad i suoi libri. 

Appunto per questo, nei primi di maggio c’è stato un incontro informale a casa sua, per parlare della sua ultima opera letteraria. 

Riuniti attorno al suo divano, tra blogger e libraie, Paola ci ha raccontato di questa nuova esperienza. 

Questo romanzo è nato da una frustrazione. Lavoravo a Firenze, una città bellissima, e avevo in animo di scrivere una storia ambientata in quella città e che parlasse di musica e dell’orfanilità.

La musica comunque torna prepotente in questa storia e lei, fa una grossa risata raccontandoci che in realtà, non si era veramente accorta di questo dettaglio. 

In effetti mi sono sentita dire che in questo romanzo è condensata tutta la Tematica Calvetti, perché ho unito casa di riposo-musica. In realtà rispetto alla prima mi sono ispirata ad un documentario chiamato Alive Inside, in cui il neurologo cura i suoi pazienti tramite la creazione di colonne sonore studiate ad hoc. Rispetto alla seconda: mi è servita come stratagemma per parlare di queste realtà. Volevo però anche dare alla musica lo spazio che si merita, descrivendo il grandioso potere di cui dispone.

Le viene chiesto anche come riesca a gestire le sue tre personalità (Ufficio stampa, giornalista, autrice di romanzi) ed in tutta semplicità ci spiega che “Quando scrivevo per Repubblica prima, Il Corriere poi, ci ho sempre messo un po’ di letterario, anche se in me vive l’animo della cronista. Questo si riflette nei miei romanzi solo per una cosa: la ricerca delle fonti, io non pubblicherò mai qualcosa di non verificato.”.

Anche la storia dei due protagonisti, Jacopo e Dasha, doveva basarsi su dati veri ma direttrice dell’istituto degli Innocenti non ha voluto fornire le informazioni che Paola chiedeva. 

La legge parla chiaro e lei, ligia alle regole, non cede. 

Così, questi due protagonisti, nascono dal nulla anche se molte cose sono comunque vere, come lo sbarco del 7 marzo 1991 di Dasha che Paola ricorda di aver visto. Anche la sinfonia di Brahms, “Doppio concerto per violino e violoncello” è un punto vero che voleva assolutamente includere nella storia e anzi, “Volevo scrivere un romanzo in cui non ci fosse neppure una parola di troppo”. 

 

Gli Innocenti, è una storia dolce e amara allo stesso tempo ma con un pizzico di speranza. 

Paola si è superata, arrivando al cuore anche di chi la legge per la prima volta. 

Sono rimasta innamorata della casa di Paola. Non solo per la disposizione un pò inusuale ma anche per la quantità di libri che contiene! 

MERAVIGLIA! 

Foto gruppo blogger presenti durante l incontro di Paola Calvetti
Paola Calvetti_Autor
Gli innocenti di Paola Calvetti

Sara Rattaro 2 [INCONTRO/17]

Sara Rattaro 2 [INCONTRO/17]

Vogliamo sapere la verità. La desideriamo più di ogni altra cosa. Frughiamo nelle tasche e controlliamo umori e telefonate. Lo facciamo perché siamo convinti di poterla affrontare e, se questa sembra sfuggirci, ci intestardiamo come muli senza prendere in considerazione che forse sarebbe meglio non sapere

Com’è nato il libro? 

Questa è una storia che è arrivata un po’ all’improvviso con questo segnale che è un po’ quello delle mie storie: improvvisamente ho sentito il desiderio di raccontare di Giulia. 
Giulia è una donna di quarant’anni che improvvisamente, si trova a dover gestire la sua vita pubblica, la sua vita privata e la sua vita segreta. Un giorno qualunque si ritrova su una spiaggia e l’uomo con cui è, di cui è follemente innamorata, ha un malore e quindi lei con la forza della disperazione fa di tutto per soccorerlo. 
Contemporaneamente in questo tragitto in cui vanno in ospedale, c’è un ingorgo del traffico perché c’è stato un incidente e la persona che lo ha causato è il vero marito di Giulia, Emanuele, il quale si ritroverà nello stesso ospedale e neanche lui era da solo in macchina. 

Sembra che il karma sia contro Giulia. Prima l’uomo che ama e nello stesso tempo, quello che ha sposato.

Sono convinta che la vita abbia più fantasia di noi quindi a volte le cose vengono scoperchiate per una banalissima serie di inidizi o coincidenze e Giulia, in questo caso, si ritrova di fatto in ospedale con al piano di sotto il marito e al piano di sopra il suo amante.

Perchè il bisogno di aver due vite così separate? Ciò che vorrebbe e ciò che ha fatto.

L’amore addosso è un romanzo legato a tutto quello che noi siamo e dobbiamo essere.
Il fatto che, soprattutto per quanto riguarda le donne, dobbiamo essere sempre “qualcosa”: siamo una moglie, una mamma, una donna che lavora, una dipendente, abiamo sempre un ruolo e non c’è mai un momento in cui possiamo permetterci il lusso di essere noi e basta. Ruoli che ovviamente sono dominanti nella nostra vita, perché se sei una mamma e una moglie non puoi fare un sacco di cose, se per caso non sei una moglie o non sei una mamma e hai un’età “al limite” la società ti si rivolta contro – siamo sempre sbagliate in qualche modo.

Come’è stato deciso il titolo del libro?

Il significato del titolo è proprio il concetto dell’”dosso”. Avevo un disperato bisogno di un titolo che fosse avvolgente sulla mia protagonista. Quindi ho pensato al concetto dell’amore addosso proprio come tutte le cose che puoi avere addosso e che simboleggino l’amore: l’amore materno, l’amore nei confronti di una marito o di un amante e lei le ha proprio tutte addosso quasi come se fossero rovesciate.

C’è anche un altro grande personaggio accanto a Giulia.

Mi sono accorta di non averle mai dato un nome solo dopo aver finito il romanzo.
Lei sarà la madre che rappresenta insieme a Giulia uno scontro generazionale molto preciso che non è lo scontro generazionale tipico di tutte le madri con le figlie, ma sono proprio le loro date di nascita ad essere importanti. Perché la mamma di Giulia è una donna che nasce alla fine della seconda guerra mondiale e le donne nate in quel periodo a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta sono donne che hanno lavorato tantissimo.
Intanto perché escono da una situazione sociale dove la guerra aveva tolto tutto, soprattutto l’affettività, la condivisione degli affetti, il concetto di famiglia che non fosse legato al “costruiamoci qualcosa e togliamoci le macerie” e sono tutte donne, soprattutto quelle che hanno lavorato fuori da casa, che hanno davvero lavorato tanto perché lavorare in quel periodo per una donna era difficilissimo perché di fatto poi non ti era proprio molto concesso – erano delle vere pionerie. Dall’altra parte lavorare fuori non ti alleviava dal lavororare in casa perché dovevano comunque gestire i loro lavori una volta tornate a casa.

Sara Rattaro_Autor
L'amore addosso di Sara Rattaro

Vergogna. Rivelare di essere una Blogger?

Vergogna. Rivelare di essere una Blogger?

Abbiamo iniziato il 2017 con mille buoni propositi.

Comprare meno e leggere il giusto.

Fare le cose con più tranquillità e spendere meno in ansiolitici.

Credere di più in me stessa a trovare quella serenità che tanto vi consiglio ma che spesso mi evita.

Ecco.

Oggi vi parlo proprio di questo.

Prendendo la palla al balzo, dopo aver letto il post di Emanuela, vorrei parlarvi di come mi sento.

Quando qualcuno mi chiede quanto leggo, non ho problemi a gestire la loro incredulità. Faccio parte di quella piccola percentuale di folli letto ma, non riesco a dire a cuor sereno che sono una Bookblogger.

Non so gestire le facce, non so gestire i commenti, non so gestire il pregiudizio.

Essere Bookblogger, vuol dire ricevere libri gratis.

Non vuol dire leggere per passione.

Non vuol dire parlare per condividere qualcosa.

Non vuol dire far parte di una grande famiglia.

Bookblogger, vuol dire leggere a scrocco.

Quando sono approdata su questi schermi, avevo compiuto da poco ventun’anni.

Avevo appena iniziato a lavorare, stavo vivendo una relazione difficile e stavo ancora cercando di capire come sopravvivere ad un mondo che conoscevo ancora poco.

Aprire un blog, per me fu una salvezza.

Un rimedio contro la pazzia autodistruttiva.

In questi anni, ho tirato fuori le palle e questa cosa si è estesa anche alla vita di tutti i giorni.

Ho pianto quando ho perso tutto, ho riso incontrando persone meravigliose, ho saltato di felicità quando mi è stata offerta una possibilità particolare, mi si è riempito il cuore quando sono stata omaggiata di pensieri dettati dal cuore. Ho fatto tante bellissime esperienze che porterò nel cuore tutta la vita anche quando magari, non avrò più il blog.

Essere qui, mi ha aperto molte strade e se credessi in un qualsiasi Dio, lo ringrazierei ogni giorno.

Però sono anche una persona che vive perennemente con gli attacchi di ansia. Mi faccio muovere spesso dalle emozioni e non sempre è una cosa positiva.

Quando ho intrapreso questo viaggio, non sapevo se avrei continuato o meno.

Per la verità, non sapevo nemmeno come muovermi.

Non sapevo come relazionarmi con gli altri blogger e nemmeno sognavo di collaborare con qualcuno.

Poi sono arrivate le prime email, le prime domande e le prime opportunità. Sono arrivati però anche i primi dubbi e ho dovuto fare delle scelte.

Ora, non sto a raccontarvi tutti i dettagli ma facendo un sunto, sapete quanto lavoro c’è dietro ogni post? Quanto bisogna pianificate per fare tutto senza dover rinunciare alle cose che si amano?

Sono una pendolare. Ogni giorno esco di casa alle 7 e rientro che sono già passate le 21.

Sono una Fidanzata. Viviamo insieme e quindi ci vediamo tutti i giorni ma non abbiamo molte ore da poter viverci.

Sono una Figlia. I miei genitori sono separati e quindi devo dividermi in due per vederli tutti.

Sono un’Amica. Trovare due ore o un pomeriggio da dedicare alle uscite non è una passeggiata.

Sono infine una Lettrice. Certo che ogni momento è buono per leggere ma con moderazione.

Non voglio e non posso rinunciare a nulla ma per tante ragioni, devo giostrare il mio tempo per fare tutto (e magari farlo bene).

Vivo con un’agenda in borsa, mi sono comprata un PC per sfruttare al meglio i miei rientri a casa, pianifico con largo anticipo tutto quello che posso.

Leggo, prendo appunti e scrivo.

Ci vuole tempo, ci vuole testa, ci vuole volontà.

Lo faccio perché mi piace condividere le mie emozioni. Lo faccio perché qualche volta mi sento importante. Lo faccio perché ad oggi, ancora posso permettermelo.

Il punto però, è che mi vergogno di essere una Bookblogger.

Mi vergogno del fatto che io debba giustificare i libri che mi vengono regalati.

Mi vergogno del fatto che persone della mia stessa “famiglia” si comportino in modo scorretto.

Mi vergogno del fatto che qualcuno sia convinto di potermi comprare con una copia di qualsiasi formato.

Mi vergogno del fatto che per collaborare con una Casa Editrice, debba vendere il culo solo perché prima di me ci sono state persone inaffidabili.

Mi vergogno se devo scrivere una seconda email a qualcuno che non mi risponde nemmeno dopo un mese.

Mi vergogno a chiedere di poter leggere un libro prima dell’uscita (anche quando non ho mai chiesto niente prima).

Mi vergogno quando vengo generalizzata.

Mi vergogno del fatto che si riesca a snaturare una passione.

Mi vergogno del fatto che mi si possa giudicare come un’approfittatrice.

So che non sono come alcuni e so che in ogni ambito ci sono persone che lo fanno le cose senza la passione ma questo non cambia il fatto che se mi presento, anche solo per caso, come una Bookblogger… la gente mi guarderà male.

Unicorno che fa le puzzette

Gli Unicorni conquisteranno il mondo

Un anno di Libri: 2016

Un anno di Libri: 2016

Anno nuovo, stesse domande! Ormai è qualche tempo che vi ripropongo questo piccolo elenco annuale. Come sempre, tirare le somme è sempre divertente e anche questa volta, i numeri sono esorbitanti….

1. Quanti libri hai letto per intero nel 2016?

Secondo Goodreads ho letto 169 libri. All’incirca undici in meno rispetto a quelli che mi era prefissata a Gennaio dello scorso anno. Volevo puntare sui manga ma qualcosa è andato storto ahahahahahahah

2. Quanti ne hai abbandonato?

Normalmente mi rode abbandonare dei libri ma devo dire che a questo giro, posso “citarne” uno solo. In realtà, non mi ricordo il titolo ma so che era di uno scrittore self. Era successo anche nel 2015 e da un lato mi spiace ma… non mi chiamo Maria Maddalena!

3. Quanti scrittori e quante scrittrici?

Scrittrici: 65
Scrittori: 48

4. Il migliore?

Devo dire che ho fatto delle buone letture nel 2016 ma poche sono riuscite ad esaltarmi. Tra quelle poche, non posso non citarvi “Red Rising”!

5. La cover migliore e peggiore dell’anno?

Allora, secondo me, una delle copertine più belle è sicuramente “Progetto Kinetics”. Adoro ogni dettaglio di questa copertina! Per quella peggiore invece, nomino “Diario di un cinico gatto”, non perché faccia orrore… anzi. Solo che è molto semplice, anche troppo e messa in confronto a quella che secondo me è la migliore…

6. Il libro peggiore in assoluto? L’hai letto fino alla fine?

Ho letto dei libri brutti. Inevitabile visto che leggo molto e ormai fa parte delle esperienze che faccio anno dopo anno. Spero sempre di imparare la lezione e cerco di convincermi dicendomi che le brutte letture mi permettono di capire cosa evitare, eppure, ogni volta mi smentisco. All’apice della bruttezza, mi spiace dirlo ma c’è “Over. Un’overdose”.

7. I preferiti?

Ho cercato solo i libri a cui ho dato cinque stelline. Devo dire che sono più di quelli che mi immaginavo ma sono felice, perchè vuol dire che se dovessi fare un bilancio, l’ago andrebbe più sulla parte buona che su quella cattiva.

Comunque, i vincitori sono: “Firebird – La caccia”, “Forever”, “Star Wars. Lost Stars”, “Scrivere è un mestiere pericoloso”, “Piccole sorprese sulla strada della felicità”, “Red Rising – Il canto proibito”, “Progetto Kinetics – Onda zeta”, “Vita con Lloyd. I miei giorni insieme a un maggiordomo immaginario”, “La tentazione di essere felici”, “La tristezza ha il sonno leggero”, “Quelle belle ragazze” e “Fra me e te”.

8. Il libro più vecchio che hai letto?

L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón (2004)

9. E il più recente?

Speciale oroscopo Natale di Ginny Chiara Viola (15 Dicembre 2016)

10. Qual è il libro con il titolo più lungo?

L’incredibile viaggio di un piccolo robot dal cuore grande di Deborah Install

11. E quello col titolo più corto?

D-Ice di Samantha Baldin

12. Miglior libro di un esordiente?

Mi chiamo Susan Forbes di Rosalba Vangelista

13. Quanti libri hai riletto?

Anche in questo caso, devo più che altro acclamare il miracolo! Ho riletto, anche se molto velocemente, uno dei libri di Zafon.. ovvero L’ombra del vento (visto che è uscito l’ultimo di questa quadrilogia)

14. L’anno prossimo quali vorresti rileggere?

Come dico sempre, non sono una persona da rilettura MA il 2017 sarà pieno di cose nuove, tra le quali anche delle riletture. Ad oggi non ho bene in mente quante saranno ma una di sicuro.

15. Il maggior numero di libri letti dello stesso autore quest’anno?

Il 216 è stato all’insegna di mille letture tutte diverse e quindi difficilmente ho letto due libri dello stesso autore… al momento ho quattro autori che possono rientrare nella domanda.

Fausto Brizzi; Alice Basso; Valentina Bellettini; Lorenzo Marone

16. Quanti libri scritti da autori italiani?

Questa volta ne ho letti circa sesanta! Non sono la metà ma sono comunque molti…

17. Quanti dei libri letti quest’anno sono stati prestiti della biblioteca?

Incredibile ma vero, ho letto solo un libro che mi è stato prestato (la biblioteca non sa nemmeno della mia esistenza!) e confermo il fatto che no, non mi piace come cosa… preferisco avere i miei bimbi.

18. Quanti dei libri letti quest’anno erano ebook?

Ormai dovreste saperlo che io se adoro un libro, poi me lo compro. Infatti ad oggi posso annoverare solo 36 ebook letti ma se devo considerare la prima lettura, sarebbero 49!

19. Un libro che avresti voluto leggere a tutti i costi, ma che ancora non hai letto?

Scherziamo? Ho più di trecento libri da dover ancora leggere… non posso certo nominarveli tutti! ahahahahahahahahahahahhahahahah

20. Quante saghe hai iniziato e quante ne hai portate a termine?

Iniziare una saga nuova è fin troppo facile. Finirla invece è un’impresa per pochi!

Nel 2016 ho iniziato 31 nuove saghe di cui però devo fare delle distinzioni:

– Abbandonate: 10 (ho comunque letto i primi libri di queste saghe ma non essendomi piaciute…)
– Interrotte: 2 (per fortuna ne ho incontrate pochissime)
– In lettura: 19 (di cui però alcune, non è ancora stato tradotto il seguito e quindi sono “in pari”)

21. Quanti manga hai letto quest’anno?

Tra fumetti, manga e graphic-novel, devo dire che in modo o nell’altro mi sono data da fare. In un’anno ho letto 55 titoli ma come sempre, avrei voluto fare molto di più… però, pian piano procedo! Anche perchè mi sono messa in pari con alcune cose che sto seguendo, quindi…

22. Quanti libri vorresti leggere nel 2017?

Nell’anno appena finito, avevo deciso di puntare molto alto e devo dire che è stato un pò un rischio perchè tra una cosa e l’altra, ho faticato ad arrivare alla fine.

Come potevo sperare di raggiungere lo stesso obiettivo del 2015 con la stessa facilità? Che mi sia di lezione.

Per questo nuovo anno punto a cento libri letti, esclusi i fumetti/manga e simil. Vediamo cosa riesco a fare!

Red Kedi in pace con i libri

Il recap porta sempre una grande soddisfazione

che, c’ho scritto Giocondo? Disagio di una Blogger

che, c’ho scritto Giocondo? Disagio di una Blogger

Ciao a tutti, mi chiamo Kedi e sono ben 58 giorni che non faccio post acidi.

Lo so, vi state già sfregando le mani pregustando l’ennesima raffica di cose che pensate anche voi ma che tendenzialmente, non dite.
Perché si, avrò anche fifa di fare dei video e forse mi verranno anche maluccio ma, se devo parlare di cose che fanno inacidire, allora non mi batte nessuno (o quasi). Un pò di tempo fa mi è stato chiesto cosa mi spingesse a leggere in maniera così ossessiva. Ossessiva, si. La risposta più semplice è che voglio vivere altre vite e non solo quella di cui dispongo adesso. Con i libri posso essere chiunque e vivere avventure comodamente seduta sul letto (so pigra). Diciamo che questa è la risposta standard che il 90% di noi usa con il mondo ma è una mezza minchiata perché dai, lo sappiamo tutti che c’è molto di più ma che non abbiamo voglia di metterci a spiegare e gli altri non vogliono stare a sentire. Il succo però è che leggo in modo ossessivo e continuo, prendendomi poche pause e sovraccaricando il mio povero cricetino. Cosa mi spinge? Si, la voglia di vivere altre cose ma è anche un modo per non ascoltare la gente che mi circonda. Ovvio, non tutti eh… ma lo sapete quanti rintronati ci sono al mondo? Lo sapete che ho una calamita per i casi umani? Ma si dai, io lo so che sapete cosa ci può essere sparso nel mondo… comunque sia, lo faccio in automatico senza nemmeno rendermene conto ed i lati positivi, per me, sono molti. (se insistete però poi ve li scriverò tutti!) Vi starete chiedendo, perché allora la mia premessa, se fino ad ora sto sviolinando cose positive? Ebbene, io amo, nella maniera più folle, scovare nuove letture. Quelle chicche che solitamente il lettore medio snobba. Sto parlando di piccoli autori che solitamente si auto finanziano per inseguire il proprio sogno. Come blogger, ho il piacere e l’onore di aver a che fare con quel tipo di categoria e devo dire che tra alcuni dei miei libri preferiti in assoluto, c’è qualcosa di loro. Però ecco, mi sono un pò scassata i maroni del fatto che ad ogni email che mi arriva, io debba preoccuparmi del LORO orgoglio e non di ciò che vorrei io. Come blogger, ho creato una pagina con poche REGOLE per aiutare me e chi decide di contattarmi. Pare però, siano cose troppo difficili perché il 90% delle persone che mi scrivono, se ne infischia! MA che coglioni. Posso dirlo? No? Pazienza, lo faccio comunque. Insomma, i dati salienti del libro mi servono per decidere se è una lettura che mi interessa o meno. Non mi sono ancora attrezzata per la lettura mentale e lo so che è una grossa pecca mia, chiedo venia, però come trovate la mia email… c’è pure il resto.

“Ciao, ti seguo da molto tempo e dato che ho appena pubblicato “titoloimpronunciabilechedovrebbefarfigo” vorrei avere l’onore di vedere il mio libro presentato da te”
(e poi già dal titolo vedi che è un genere che non leggi praticamente MAI)
“Cara blogger, sono un autore emergente e vorrei sapere se fosse possibile avere una recensione da parte tua”
“Cara blogger, ti lascio il link del mio ultimo libro in modo che tu possa vedere se è di tuo gradimento”

Ora, non mi sento chissà chi. Sono prima di tutto una lettrice che espone sempre e solo le proprie opinioni su un determinato libro. Non faccio il critico letterario, anche perché se così fosse, ogni giorno farei una strage che nemmeno potete immaginarvi… io, semplicemente, parlo di ciò che penso e provo. Quindi, chiarito questo, comunque mi sento presa per il culo da chi se ne fotte delle mie richieste perché santissimo altissimo, mi devo sbattere come una fossennata per una cosa che spetterebbe ad altri? A me, cosa ne viene in tasca? Qual è il mio ritorno? Visto che ormai, il tutto si riduce a questo, allora mi adeguo. Io offro uno spazio gratuito, riporto io i dati del libro e faccio sì che arrivi a più persone possibili. Io offro la possibilità di avere un’opinione sincera e sempre la possibilità di esser letta da più persone possibili. In sintesi, offro una vetrina in modo gratuito spendendo solo il mio tempo per preparare le cose. Certo, anche lo scrittore spende il suo tempo a scrivere la storia e diciamo, spende del tempo per cercarci ma fino a prova contraria, anche lui lo fa in modo gratuito. Io non chiedo soldi per un’anteprima ma chiedo almeno, i dati base. Non è il mio lavoro cercare il sito dello scrittore, non è compito mio chiedere sempre se c’è un booktrailer o una pagina Facebook dedicata. Diciamo che la prima email che l’autore manda è un po’ come il curriculum che la gente manda normalmente per farsi assumere. Logica semplice, no? Non parliamo poi delle recensioni che madonna, un fil horror in confronto è na passeggiata, fa meno paura. A quanto pare, secondo la media dello scrittore self, se ricevono un commento negativo allora in automatico io sono una brutta persona. Ebbene, signori e signore, lo dico qui davanti a tutti… IO SONO BRUTTISSIMA. Bruttissima perché se un libro, secondo me è scritto male, allora lo dico. Eh si, la sincerità è una pessima cosa da dover debellare al più presto. Il punto è che molti di loro, dovrebbero volare basso. Fine. Anzi, dovrebbero essere abbattuti perché si rendono ridicoli. Sempre tornando a quello che ho scritto prima, io sono una lettrice e quindi, parlo di ciò che a me piace. Il mondo è bello perché è vario e quello che non piace a me, potrebbe piacere ad un’altra persona. Però no, il loro libro deve assolutamente piacere a tutti perché loro sì che sono degli scrittori validi! La cosa tragica è che comunque, certi elementi ci credono veramente nel loro talento e se da un lato vabbè, ci può stare… dall’altro, minchia. Insomma, anche lo scrittore più famoso al mondo, sbaglia. Però loro hanno alle spalle persone che revisionano ogni cosa. Non escono “già imparati” quindi, figuriamoci cosa può venir fuori da una persona che ha solo fatto leggere il proprio libro solo agli amici (persone che oggettivamente non vi diranno mai cosa pensano veramente solo per non rovinare il bel rapporto che avete con loro). Ok, ok. Sto nuovamente parlando senza filtri e magari, potrei offendere qualcuno. Chiedo venia. Anzi no. Viva il bipolarismo ma non è poi così vero è che sono stufa di dovermi mordere la lingua per non offendere qualcuno. Insomma, offendono me ed il mio lavoro. Mi rivolgo a tutti gli scrittori che magari, stanno leggendo le mie parole. Io apprezzo la forza di volontà delle persone che inseguono il proprio sogno. Apprezzo il coraggio che ci mettono quando propongono il proprio sogno a gente che non conoscono. Apprezzo la possibilità di leggere o anche solo far conoscere qualcosa di inedito. Mi piacciono molte cose ma odio, dal più profondo del cuore, chi cerca di obbligarmi a fare qualcosa. Odio quando vengono ignorate le mie richieste che dovrebbero semplificate tutto perché in fondo, vuol dire che è stato guardato il blog e quindi come lavoro. Qual è il senso di propormi una lettura di un genere che non tratto mai? Perdete tempo voi a chiedermelo e tendenzialmente io, a rispondervi. Odio quando mi si propone di fare una recensione ma il libro devo prendermelo io. Voglio essere libera di poter comprare quello che più mi aggrada senza dovermi sentire obbligata… vero che io lo faccio gratuitamente ma non esageriamo. Chiedi il mio aiuto? Quantomeno dammi la possibilità di farlo. Io non pago te, tu non paghi me. Odio quando ad uno scrittore non piace la mia recensione solo perché è negativa. Scherziamo? Io devo e voglio esser libera di dire cosa penso. Non sono e non voglio essere obbligata a mentire solo per non distruggere l’ego di qualcuno. Odio quando poi, gli scrittori si lamentano di blogger maleducate quando poi sono i primi ad esserlo. Ringraziarci, quando facciamo qualcosa per voi, non vi ucciderà. Non vi ucciderà far sapere ad altre scrittrici che siete soddisfatti da noi. Non vi ucciderà condividere con altri la nostra recensione. Io so che ci sono persone stupende. Ne ho trovate alcune ma per ogni persona così, ne esistono almeno tre che preferirei evitare. Facciamoci un bel discorso interiore e vediamo di far pace con noi stessi ed il prossimo. Vorrei aprire una parentesi velocissima (se, credeteci) su tutto il mio sproloquio. Non dico tutto questo perché sono stata presa di mira. Solo che ultimamente, sono giunte voci sul fatto che ci siano autori indispettiti da noi blogger. Dato che però, sono i primi a non esser corretti con noi, mi sembrava carino rinfrescare un po’ la memoria a chi mi legge.

Red Kedi - Lo scazzo negli occhi

Ma davvero facciamo?