Paola Calvetti

Paola Calvetti

Paola Calvetti

NOTE BIOGRAFICHE

Giornalista, ha lavorato nella redazione milanese di La Repubblica; dal 1993 al 1998 ha diretto l’Ufficio Stampa del Teatro alla Scala, dal 1997 al 1999 è stata capo ufficio stampa di Baldini&Castoldi Editore e, dal 2003 al 2009, direttore della Comunicazione del Touring Club Italiano. Ha scritto soggetti, sceneggiature e realizzato servizi televisivi per la trasmissione Mixer di Rai Due, ha vinto il Primo Premio al Fipa di Cannes. Ha pubblicato saggi per il Teatro alla Scala e curato il volume Riccardo Muti, dieci anni alla Scala. Finalista al Premio Bancarella con il romanzo d’esordio, L’amore segreto, i cui diritti sono stati acquistati da Rai Cinema e da Urania Film. Nel 2000 ha pubblicato L’Addio edito da Rizzoli e tradotto in diverse lingue. Nel 2004 è uscito per Bompiani Né con te né senza di te, giunto alla quinta edizione in quattro mesi. È autrice di Noi due come un romanzo (Mondadori, 2009), Cara sorella (2011), Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili (Mondadori, 2012) e Gli innocenti (Mondadori, 2017).
Del 2019 il suo ritratto di Elisabetta II (Mondadori).

 

LIBRI PUBBLICATI

  • Le rivali. Dieci donne di talento che hanno cambiato la storia di Paola Calvetti
  • Elisabetta II. Ritratto di regina di Paola Calvetti
  • Gli innocenti di Paola Calvetti (qui)
  • Olivia. Ovvero la lista dei sogni possibili di Paola Calvetti
  • Noi due come un romanzo di Paola Calvetti
  • Né con te né senza di te. Storia di una passione di Paola Calvetti
  • Perché tu mi hai sorriso di Paola Calvetti
  • L’ addio. Romanzo in due atti e un epilogo di Paola Calvetti
  • L’ amore segreto di Paola Calvetti
  • Cara sorella di Paola Calvetti
  • Parlo d’amor con me. Vita e musica tra le mura di Casa Verdi di Paola Calvetti
Paola Calvetti [INCONTRO/17]

Paola Calvetti [INCONTRO/17]

Paola Calvetti [INCONTRO/17]

La scrittura di un libro è un po’ il posto del cuore.

Paola Calvetti è una scrittrice e giornalista italiana.

Nell’arco degli anni, ha seguito molte strade, tra cui la collaborazione al quotidiano La Repubblica tramite articoli sullo spettacolo ma, spesso la riconosciamo grazie ad i suoi libri. 

Appunto per questo, nei primi di maggio c’è stato un incontro informale a casa sua, per parlare della sua ultima opera letteraria. 

Riuniti attorno al suo divano, tra blogger e libraie, Paola ci ha raccontato di questa nuova esperienza. 

Questo romanzo è nato da una frustrazione. Lavoravo a Firenze, una città bellissima, e avevo in animo di scrivere una storia ambientata in quella città e che parlasse di musica e dell’orfanilità.

La musica comunque torna prepotente in questa storia e lei, fa una grossa risata raccontandoci che in realtà, non si era veramente accorta di questo dettaglio. 

In effetti mi sono sentita dire che in questo romanzo è condensata tutta la Tematica Calvetti, perché ho unito casa di riposo-musica. In realtà rispetto alla prima mi sono ispirata ad un documentario chiamato Alive Inside, in cui il neurologo cura i suoi pazienti tramite la creazione di colonne sonore studiate ad hoc. Rispetto alla seconda: mi è servita come stratagemma per parlare di queste realtà. Volevo però anche dare alla musica lo spazio che si merita, descrivendo il grandioso potere di cui dispone.

Le viene chiesto anche come riesca a gestire le sue tre personalità (Ufficio stampa, giornalista, autrice di romanzi) ed in tutta semplicità ci spiega che “Quando scrivevo per Repubblica prima, Il Corriere poi, ci ho sempre messo un po’ di letterario, anche se in me vive l’animo della cronista. Questo si riflette nei miei romanzi solo per una cosa: la ricerca delle fonti, io non pubblicherò mai qualcosa di non verificato.”.

Anche la storia dei due protagonisti, Jacopo e Dasha, doveva basarsi su dati veri ma direttrice dell’istituto degli Innocenti non ha voluto fornire le informazioni che Paola chiedeva. 

La legge parla chiaro e lei, ligia alle regole, non cede. 

Così, questi due protagonisti, nascono dal nulla anche se molte cose sono comunque vere, come lo sbarco del 7 marzo 1991 di Dasha che Paola ricorda di aver visto. Anche la sinfonia di Brahms, “Doppio concerto per violino e violoncello” è un punto vero che voleva assolutamente includere nella storia e anzi, “Volevo scrivere un romanzo in cui non ci fosse neppure una parola di troppo”. 

 

Gli Innocenti, è una storia dolce e amara allo stesso tempo ma con un pizzico di speranza. 

Paola si è superata, arrivando al cuore anche di chi la legge per la prima volta. 

Sono rimasta innamorata della casa di Paola. Non solo per la disposizione un pò inusuale ma anche per la quantità di libri che contiene! 

MERAVIGLIA! 

Foto gruppo blogger presenti durante l incontro di Paola Calvetti

Gli innocenti

Gli innocenti di Paola Calvetti
  • Personaggi 60% 60%
  • Worldbuilding 65% 65%
  • Fluidità 60% 60%
  • Cover 60% 60%
  • E il finale 65% 65%

Gli innocenti

Recensione: Jacopo e Dasha sono due anime che si sono trovate grazie alla musica.
Sono due anime diverse, spezzate da una vita fatta di difficoltà ma che sanno amare in un modo profondo.
Imperfette e piene.
Jacopo è cresciuto senza conoscere la sua famiglia. Vive da sempre in quel dubbio di non saper bene chi sia, si sente diverso, si sente in colpa. L’unico modo che conosce per sentirsi vivo è suonare e ne farà il suo lavoro.
Dasha è una giovane ragazza timida, dall’infanzia felice ma da un’amore tremendo. Dopo una fuga per salvarsi la vita, trova nuovamente rifugio nella musica, facendone il suo unico e principale lavoro.

Paola Calvetti l’avevo già conosciuta con Olivia e detto sinceramente, non mi aveva trasmesso molto. A distanza di qualche anno, ho voluto riprovarci e complice la nuova uscita e l’incontro con lei, mi sono detta “perché no?”.
In fondo, una seconda possibilità non si nega a nessuno.

“Gli innocenti” non è una lettura per tutti.
Tratta più temi forti e lo fa in un modo pacato, con una grande dose di delicatezza che può esser facilmente scambiata in noia.
Ci sono alcuni dettagli che ho apprezzato molto, come il dubbio di Jacopo sul suo passato.

«Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?»

Una domanda lecita, anche se dal mio punto di vista, inutile se non per la salute.
Trovo che il passato non faccia la persona ma capisco perfettamente il senso di smarrimento di non sapere il perché dell’abbandono.
Ho anche apprezzato l’associazione tra la memoria perduta e la musica. So che ci sono stati studi su questa cosa ma è un dettaglio che ho trovato molto dolce e delicato. Quasi leggero rispetto al peso della storia.

Ho apprezzato meno Dasha.
Indubbiamente ha le sue difficoltà e quindi i suoi difetti ma non riesco a sopportare le persone che si fanno sempre andar bene tutto e poi, all’improvviso, non riescono più a sopportare determinate situazioni.
Dopo anni di relazione con Jacopo, all’improvviso non le va più bene che lui non voglia accogliere in casa un bambino. Lo trova egoista nel suo piangersi addosso ma non si rende conto che nemmeno lei fa i conti con se stessa. Non difendo Jacopo ma Dasha, a parer mio, ha una buona quantità di egoismo.

Dicevo che il libro non è per tutti perché non ci sono grandi colpi di scena, non ci sono mistiche rivelazioni ma solo un’amore forte, raccontato con il tempo che serve.

INFO

Autore: Paola Calvetti
Pagine: 132
Prezzo: € 17
Uscita: 18/04/2017
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Jacopo e Dasha, due voci smarrite sullo spartito della vita, sono in scena per il Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms che, pagina dopo pagina, è l’occasione per rivivere – in un serrato e immaginifico dialogo – i passi della loro storia d’amore.
Dopo una lunga assenza, Jacopo torna a Firenze, all’Istituto degli Innocenti, il luogo eletto che lo ha accolto quando venne abbandonato da una madre rimasta nell’ombra, la cui identità è diventata negli anni la sua claustrofobica ossessione. «Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?» si chiede. Adottato da una famiglia troppo fragile e gravato di aspettative insostenibili, Jacopo è stato privato della spensieratezza dell’infanzia. A salvarlo è stato un piccolo violino, l’ancora alla quale assicurare i desideri e i sogni. Perché, se la felicità è un talento, Jacopo riesce ad avvicinarla solo stringendo fra le braccia lo strumento.
Ma non sempre l’amore salva. Non se nell’amore pulsano, insistenti, vecchie ferite.
Dasha, nata in un piccolo paese in Albania, è cresciuta circondata da un amore che Jacopo non conosce. Grazie a un padre devoto e illuminato, ha potuto frequentare il Conservatorio di Tirana, dove ha incontrato il violoncello, destinato a diventare il suo unico amico. Fuggita dal porto di Durazzo, sola con il suo strumento, dopo la rovinosa caduta del regime, è sbarcata a Brindisi il 7 marzo del 1991, insieme a migliaia di profughi. Anche le sue radici sono state recise, ma la musica ha compiuto il miracolo di preservare dal dolore il suo animo delicato e forte. Eppure nemmeno Dasha, che ora suona di nuovo accanto a lui, è riuscita a distogliere Jacopo dalla ricerca di un passato che ha il potere di avvelenare il presente, rendendo orfani i due amanti di un futuro possibile. Dove ad aspettarli, forse, c’è un bambino.
Nel corso dell’esecuzione del Doppio di Brahms accadrà qualcosa di totalmente imprevisto.
La musica si fa eco dell’amore e di una sconvolgente rivelazione, cui non può seguire altro se non un silenzio colmo di incanto, lo stesso che resta nel cuore del lettore.