The reports on Sarah and Saleem [FILM]

The reports on Sarah and Saleem [FILM]

The reports on Sarah and Saleem [FILM]

Il 2018 è stato l’anno delle possibilità. 

Sui film è una cosa facile, l’impegno è abbastanza basso e ad oggi, ho sempre trovato dei lati positivi su tutto quello che ho visto. D’altronde è facile farsi coinvolgere dagli attori che parlano in lingua ed è affascinante ascoltare le colonne sonore ad un volume spropositato in una stanza buia. Eppure oggi, non vi parlerò di qualcosa che ho apprezzato. 

Sarah e Saleem sono due amanti.

Non il tipo di coppia a cui è scattato il colpo di fulmine all’improvviso ma, il tipo di coppia che condivide attrazione fisica. Tutti e due fuggono dalla monotonia della vita e della famiglia, senza però il vero interesse di cambiarla. 

The reports on Sarah and Saleem Sarah e Saleem

In un mondo normale, questo non dovrebbe incidere sul loro “rapporto” ma quei posti sono ancora molto legati alle tradizioni e ai rancori. Soprattutto se di mezzo, c’è la politica e la guerra. Il problema è che lei è Israeliana e lui, Palestinese. 

Saleem non guadagna molto con il suo lavoro e deve trovare una soluzione perchè la moglie, aspetta un figlio. Accetta così di fare il corriere notturno fino a Betlemme, in modo da arrotondare ma una sera, viene incautamente accompagnato da Sarah. 

Lui crede di poter passare un pò di ore con lei, come se fossero due normale fidanzati, visto che non li conosce nessuno ma una rissa al bar, manda tutto all’aria. 

Il giorno successivo, si vocifera che era insieme ad una donna ma per quanto sia di morale bassa (insomma, tradisce la moglie perchè lei non vuole avere rapporti dato che aspetta un figlio), protegge in ogni modo l’identità di Sarah. Questo però fa scattare l’allarme.

Per chi lavora?

La donna, era una prostituta?

Mille domande e mille accuse. 

Ora spetta a Sarah fare una scelta. Cosa sarà disposta a sopportare? L’idea che quell’uomo vada in galera ingiustamente e aver salvo il futuro oppure, perdere la famiglia e difenderlo? 

La componente morale è molto alta, credo che nessuno sia in grado di uscir tranquillo dalla sala, dopo aver visto questo film. Ci sono ingiustizie ogni due minuti e non si può non schierarsi in favore di Saleem. 

The reports on Sarah and Saleem Saleem

Viene visto come un povero innocente dalla sua gente, il simbolo dell’intolleranza del lato di gerusalemme che non li vuole ma nessuno sa esattamente cosa sia successo. Non sanno delle consegne a betlemme, non sanno dell’amante ma alla fin fine, cosa importa? Alla gente basta aver un riferimento per creare disordini. Trattenuto per colpa di una rissa. Arrestato e accusato solo perchè è palestinese. L’uomo, che aveva accettato il secondo lavoro solo trovare abbastanza soldi, si ritrova maltrattato e senza possibilità d’uscita. 

La battaglia morale è ciò che muove tre donne, anche se per motivi differenti. 

La moglie di Saleem, l’amante e l’avvocatessa. 

Di tutto questo però, ho visto anche molti buchi, molta superficialità. 

Cosa spinge Saleem a tradire la moglie? Il fatto che lei non voglia aver rapporti. Non prende questa decisione per caso, non è solo un capriccio di una giovane donna ma a parlare è il timore di una giovane futura madre. Lei teme per il bambino e per quanto possa essere un timore infondato, trovo scadente che la cosa venga aggirata così. Per lui non è una situazione facile, so perfettamente che l’ormone balla la salsa ma non la reputo una buona scusante. 

Vogliamo poi parlare del cosa trasportava a betlemme? Se parliamo di cibo e sigarette, possiamo anche pensare a quando noi andiamo in altre parti del mondo e compriamo cose a prezzi ridicoli. Ci sono meno tasse e ne approfittiamo ma quando un carico è fatto di centinaia di cellulari, considerando che è un momento politico abbastanza delicato, vogliamo veramente credere che un’idea non se la sia fatta? Insomma, Saleem! Certe accuse non sono poi così infondate.  

Vogliamo poi parlare di Sarah, che gli fa una soffiata? Non siete per nulla furbi a chiamarvi. Gioia mia, con i casini dell’arresto del tuo amante, pensi veramente che nessuno prima o poi arrivi a te? Considerando che tuo marito lavora nell’esercito? 

Non proseguo perchè ci sarebbero degli spoiler ma avrei almeno altre tre cose da raccontare.

Il film sarebbe anche abbastanza godibile, per quanto angosciante mostra un mondo ancora molto sentito, ma sparsi qua e là ci sono cose che oscillano tra stupidaggine e superficialità che sinceramente, mi hanno portato a cassarlo in ogni modo. 

The reports on Sarah and Saleem_Regia di Muayad Alayan
INFO

Genere: Drammatico; Giallo; Sentimentale

Data: 24/04/2019
Durata: 2 h 11 min
Regia: Muayad Alayan
Musiche: Frank Gelat; Charlie Rishmawi; Tarek Abu Salameh
Distribuzione: Satine Film

CAST

Sivan Kerchner
Adeeb Safadi
Ishai Golan
Jan Kühne
Hanan Hillo
Rebecca Esmeralda Telhami

TRAMA

Sarah è una ragazza israeliana che gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito che lavora nell’esercito. Saleem, invece, è palestinese e nella vita fa il fattorino, ha una moglie incinta e tanti problemi economici e stenta ad arrivare a fine mese.

Sarah e Saleem s’incontrano casualmente, fra i due scatta un colpo di fulmine, si piacciono e intraprendono una relazione clandestina che si consuma con cadenza settimanale nel furgone di lui. Questa storia d’amore segreta, tuttavia, non è destinata a continuare a lungo. Dopo una rissa avvenuta in un pub a Betlemme, scoppia una vera e propria bomba politica che coinvolgerà anche le vite dei due amanti. In una Gerusalemme divisa a metà, la loro storia va ben oltre il privato e farsi vedere in pubblico rappresenta un pericolo.

Mariafrancesca Venturo [INTERVISTA/19]

Mariafrancesca Venturo [INTERVISTA/19]

«Mi mettono tristezza, sai? Non saprei dirti il perchè. Ma se non altro per una volta puoi vestirti elegante. Sarannodue anni che ho questo vestito nell’armadio e non vedevo l’ora di tirarlo fuori. Dici che è troppo? Forse sì, mache ci importa? Io sono contenta di indossarlo, non troviche mi stia un incanto? Magari mi porta fortuna e mi fatrovare un fidanzato. Se aspetto l’occasione giusta finisceche non lo indosso più. Mia nonna diceva: le occasionite le devi inventare. Cara mia, le nonne sanno sempre dite le devi inventare. Cara mia, le nonne sanno sempre dicosa parlano quando parlano. »

Buongiorno Mariafrancesca, grazie per esser riuscita a ritagliarti del tempo per noi. 
Ieri è uscito il tuo nuovo libro, come ti senti? 

Buongiorno a voi, scrivere un romanzo e vederlo pubblicato da una grande casa editrice come Longanesi è un gran privilegio e sicuramente la gioia e l’attesa sono alte ma dal momento che lo vedi sugli scaffali della libreria capisci che devi lasciarlo andare, che non è più un lavoro solo tuo e di chi con te ci ha lavorato, tutto quello che accadrà a partire da adesso è un compito che spetta giustamente ai lettori. Sono molto curiosa di scoprire come verrà accolto e quali e quante interpretazioni se ne faranno. Il lavoro creativo non si fa mai da soli.

Dopo tanti lavori che hai fatto, come mai hai deciso di diventare insegnante? Soprattutto, quanto è precaria come vita?

Io sono nata in una famiglia di insegnanti: mia madre, mio padre, le mie nonne, gran parte delle mie zie sono state insegnanti e forse un certo condizionamento c’è stato.

Però una certa curiosità è rimasta. Mi sono sempre chiesta: come ho fatto ad imparare? Come sono riuscita ad ottenere i miei risultati? Mi rendo conto che il contributo di alcuni insegnanti nella mia vita sia stato fondamentali.

La scuola offre a tutti la grande possibilità di mettersi in gioco, indagare i propri talenti e di conoscere il mondo attraverso di essi e a saperla sfruttare fino in fondo può essere un’esperienza meravigliosa.

Se poi hai la fortuna di incontrare insegnanti speciali come è capitato a me e per speciali intendo persone con una particolare capacità di ascolto, ci si rende facilmente conto di quanto sia importante questo ruolo nella vita di una persona.

Provengo da una famiglia numerosa e per avere un po’ di autonomia ho sempre lavorato: ho cominciato dal teatro e sono arrivata a scuola.

Ora sono una maestra di ruolo ma la vita da precaria con il telefono in mano pronta ad aspettare la chiamata di una scuola è durata molti anni.

Anche tu, come Carolina, la mattina ti svegli presto per poterti rendere impeccabile? 

Certamente. Arrivare a scuola con un aspetto gradevole anche se nella sua semplicità, lo considero una forma di rispetto nei confronti di chi lavora insieme a me a cominciare dalle bambine e dai bambini.

Come ti è venuta l’idea per questo libro? 

L’idea del libro è arrivata quando ero ancora una maestra supplente. Ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze della burocrazia fatta di decreti, punteggi e calendari e ho conosciuto tante colleghe e colleghi pronti a mille sacrifici pur di lavorare a scuola. Capita spesso che il contratto a tempo indeterminato diventi l’ultima delle preoccupazioni quando sei coinvolto nelle storie delle bambine e dei bambini e la voglia di sentirsi d’aiuto sostituisce in molti casi l’ansia per il traguardo personale, almeno fino a quando non suona l’ultima campanella dell’anno. Credo che raccontare questa storia, anche attraverso un romanzo, possa avere la sua importanza.

Cosa vorresti trasmettere al lettore?

Penso che quando la vita ci sfida, che lo abbiamo scelto oppure no, è importante andare avanti pensando a una possibilità di crescita, cercando di perfezionare il passo un po’ alla volta come si fa quando si cammina in salita, correre spediti verso la meta senza andare in profondità non porta quasi mai a grandi risultati.

La protagonista del romanzo, Carolina, inizialmente cerca di non farsi coinvolgere dalle storie dei suoi alunni, anzi, all’inizio fa di tutto per non affezionarsi troppo, per paura di soffrire, ma così perde una parte molto importante del suo lavoro, quella che collega la sua scelta lavorativa alle proprie responsabilità, un gancio importantissimo fatto di motivazione e passione senza il quale un insegnante è inutile.

Nelle tue classi, cerchi di far leggere i ragazzi con qualcosa di attuale? O preferisci attenerti ai classici?

Generalmente non cerco di far leggere nulla. Il mio obiettivo è far si che i bambini si avvicinino autonomamente alle letture che più gli assomigliano e per farlo nel modo migliore è indispensabile porsi in ascolto.

In classe facciamo in modo di avere scaffali ben forniti di tutti i generi di libri, dalle fiabe alle biografie, dai testi scientifici ai romanzi fino ai più importanti dizionari e con le mie colleghe cerchiamo di alimentare curiosità, invitiamo scrittori in classe, organizziamo visite nelle biblioteche e nelle librerie di quartiere, facciamo tante domande e affrontiamo i temi più vari per capire dove i bambini vadano a cercare le risposte.

La libertà di scelta nasce prima di tutto dalla conoscenza e dal rispetto.

Poi amo le letture ad alta voce e spesso in classe leggo. Lo consideriamo un bel regalo e lo faccio non per convincere i bambini che il libro che ho scelto io sia per forza bello ma per mostrargli la mia voglia di leggere, la mia personale passione per il libri e le storie.

Cosa ne pensi della lettura digitale? 

Credo, come tanti, che ci siano pro e contro. Da un lato il libro digitale ci consente di risparmiare carta e di portare con noi, in un unico dispositivo, una gran quantità di testi ma dall’altra ci fa perdere il contatto con la sua consistenza fatta di pagine, inchiostro, profumo, una consistenza che ci ricorda una certa incorruttibilità nel tempo. Lo hai letto, forse dopo un po’ lo dimentichi, ma lui rimane lì, in attesa di essere sfogliato un’altra volta, a portata di mano come un pezzo di memoria indelebile con le sue pagine fruscianti che puoi toccare tutte in una volta.

L’e-book mi dà l’idea che possa svanire improvvisamente, una sensazione di precarietà che non so decifrare.

Insomma, ancora non sono riuscita a leggere un libro digitale.

Stai già pensando ad un nuovo libro o preferisci goderti ancora per un po’ questo?  

Sto prendendo appunti, un’idea c’è.

Mariafrancesca Venturo_Autor
Speriamo che il mondo mi chiami di Mariafrancesca Venturo

Rating

Rating

Rating

Oggi mi collego all’argomento iniziato da Autumn, sul suo blog (qui).

Dare o non dare una valutazione ad un libro? Serve? A qualcuno interessa? Bisogna decidere in base al proprio gusto?

Anni fa, davo sempre una valutazione alle letture che facevo. Mi semplificava così nel mettere ordine i pensieri e a fine mese, potevo valutare subito i miei preferiti e quelli da bocciare. Ammetto che mi veniva facile e spontaneo, probabilmente perchè ho l’abitudine di creare liste nella mia mente e quindi non mi ponevo il problema.

Poi ho iniziato a far fatica a farmi bastare i voti pieni e mi sono trovata a dover pensare con i mezzi. Un 2 o un 3? Forse è meglio un 2.5 o un 3–, no? In questo caso si è aperto un buco nero, perché le possibilità erano infinite che però sentivo più mie, dato che avrei potuto esser più precisa, più pignola. Perché non basta scrivere i propri pensieri, bisognava dare anche una valutazione immediata e di facile comprensione.

Alla fine sono arrivata alla deriva. Non riesco più a dare una vera valutazione e quando ne sono costretta, mi sento a disagio. Infatti ho abbandonato questo metodo lo scorso anno e qui, non troverete più stelle o simili. Perché?

Credo che la risposta sia abbastanza semplice.

The Winner

Limitato nel senso che prima si spaziava poco di genere e di autori, perché le possibilità economiche erano quelle che erano e l’informazione, pure. Entra anche in gioco il fattore che da quel momento, i nostri pensieri vengono messi neri su bianco e non rimangono solo una chiacchierata con qualcuno. Incominciano ad aver un certo peso. Quando si inizia ad avere un blog/sito e quindi, a leggere con più costanza, il nostro bagaglio è spesso limitato.

Trovo quindi normale iniziare a valutare in modo così semplice una lettura, perchè c’è poca esperienza e/o pochi riferimenti. I libri o sono belli o sono brutti, una storia può risultare originalissima o no, un tipo di scrittura può essere noiosa o avvincente. Bianco o Nero, Si o No.

Andando avanti però, le cose cambiano perché le storie cominciano ad assomigliarsi ,ma tutte creano reazioni differenti. Quindi un voto secco non si riesce più a dare, bisogna iniziare a diversificare e ad esser più fiscali, più precisi nella valutazione e la cosa diventa più lunga e macchinosa.

La fine arriva quando non si riesce più ad esser sicuri del voto, perchè alcuni libri che di primo acchito trovavi meravigliosi, te li dimentichi in fretta mentre altri rivaluti nel tempo. Quindi un 5 è veramente tale? Un 2 rimarrà così per sempre? Valutare diventa difficile e la domanda topica è; ne vale la pena?

Per me, la risposta è No.

No perchè anche i critici migliori, non sempre la pensano come noi ed un libro tanto amato da loro, per noi può risultare noiosissimo. Affidandoci solo ad un voto, non possiamo esser sicuri di quello che poi troveremo tra le pagine ed è meglio una recensione scritta, che ci permette di valutare i pro ed i contro, che visiva dove non sappiamo nulla.

Certo, se le nostre letture sono affini con alcuni amici, ci fidiamo anche del più banalissimo “compralo” però è un equilibrio precario, di cui non bisogna abusare.

Quindi, meglio spendere cinque minuti per leggere un parere, piuttosto che tre secondi e fare un salto nel buio totale. (anche nel primo caso è un salto però, almeno un lumino l’abbiamo acceso)

Red Kedi in pace con i libri
Buoni Propositi? Magari si.

Buoni Propositi? Magari si.

Buoni Propositi? Magari si.

Da quando sono entrata nel mondo dei book Blogger, ad ogni gennaio, mi ritrovo sempre a stilare una lista di quello che vorrei fare.

Lo scorso anno, avevo grandi progetti ma quasi nessuna idea per il futuro. Come molti, volevo fare tantissime cose ma ormai mi conosco abbastanza bene da sapere che il tempo, lo sperpero con estrema generosità.

Molti propositi sono morti nel giro di poco, come la lettura delle Fiabe e l’aggiornarsi con una qualsiasi trilogia/duologia/saga. Volevo leggere qualcosa che ormai staziona da una vita in libreria, volevo concedermi il tempo necessario per gustarmi una storia ma alla fine, volevo solo leggere di più e cose mie. Volevo metter via dei soldi con i libri che non avevo comprato io, perchè un pò mi spiace leggere a scrocco però sono anche un po bipolare e quindi, avrei voluto anche comprare meno perchè la libreria era ormai satura.

Volevo anche sfoltirla, perchè insomma, ok leggere anche categorie che cerco meno ma tener proprio tutto, diventa troppo impegnativo. Svettava anche la costanza nel fare qualcosa, dato che sono sempre stata carente di questa caratteristica.

Però c’erano punti anche per me stessa, perchè non sono solo libri.

Volevo fare un tatuaggio che tanto desideravo, volevo migliorare il mio corpo con quella odiosissima palestra. Volevo anche provare a far crescere i capelli, senza strapazzarli troppo e già che ero in vena, mangiare meglio e meno cioccolato. Volevo dedicare più tempo agli amici e al cinema ma già che c’ero, anche alle serie tv. Volevo cercare di amarmi.

Ora siamo nel 2019 e di cose ne ho fatte tante, anche se non erano in lista.

Ho aperto un sito, con l’aiuto di due persone che adoro.

Seconda copertina del Sito Red Kedi

Regia, che mi sostiene in ogni cosa e Lewis, il mio gemello diverso che gestisce Everpop e che a settembre ha pubblicato Everland. Grazie a loro, ho fatto il Salto e questo mi ha permesso di prendere le cose con più calma e di parlare anche di altre cose, slegandomi un po dai libri. Ho ancora molto da imparare, quello sarà così sempre ma questo cambio mi ha permesso di rivedere un pò le mie priorità e di decidere cosa ne valeva la pena e cosa no. Facendo così però, ho messo in secondo piano altre persone che invece, si meritavano più attenzioni. Magari loro non ci danno peso, ci sono cose che vanno e vengono con il tempo ma ad oggi, che tiro un pò il fiato, mi rendo conto che avrei voluto dare un pò di più.

Ho letto forse la metà di quello che avrei voluto, soprattutto negli ultimi mesi e non posso nemmeno dire di essere incappata in storie memorabili. Molte sono state carine ma poche di spessore e non mi capitava da qualche anno. Posso incolpare altre mille cose ma alla fine, sono io che non sono stata in grado di gestirmi bene e ho preferito adagiarmi sul cucuzzolo della pigrizia.

Ho fatto il mio primo tatuaggio, superando un pò la paura degli aghi. Non li affronterò mai con serenità però ho visto che fanno male ma solo fino ad un certo punto.

Nel progetto ci sarà un secondo disegno e magari, per il prossimo natale, un terzo ma vedremo da quanto metterò via da oggi in poi. Sicuramente mi sono resa conto che una volta fatto, me lo sono tenuta per me, mostrandolo solo agli amici stretti e mai una volta sui social perchè non voglio che venga letto come una cosa fatta per moda.

Ho visto moltissimi film, spuntando così uno dei vari propositi ma soprattutto, molti erano in lingua originale e confermo che per quanto siano difficili da capire per una come me, sono magici e indescrivibili. Le vere voci degli attori spesso mi hanno aiutato ad apprezzare la recitazione.

Continuerò a seguire questa via, perchè mi ci trovo bene e anche se non sarà utile ad insegnarmi l’inglese, mi permette comunque di star tranquilla in sala.

Ho fatto l’iscrizione alla palestra, cosa che effettivamente non avrei mai pensato e incredibile, mi piace!
Devo ancora capire come fare a sfruttarla al meglio, ancora adesso inforco e disfo le schede e magari nemmeno le seguo come dovrei però almeno ci vado con una buona frequenza.
Adesso magari, dovrei imparare a non assentarmi per due/tre settimane di fila se non per causa ferie.

Non vi elenco proprio tutto, indubbiamente non vi interessa sapere che ho preso il coraggio a due mani e ho iniziato a postare su Instagram qualche foto di me quasi nuda, anche se mi costa sempre molta fatica farlo, perchè vedo prima i difetti che la poesia che magari evoca. Non vi interessa nemmeno sapere che ho allontanato degli amici di merda con cui per anni ho condiviso tante cose, creando inevitabilmente un vuoto nel cuore e l’idea che la fiducia va data solo a quelle persone che puoi chiamare veramente alle tre del mattino in lacrime o quelle a cui puoi mandare un audio di venti minuti comprensive di madonne, senza esser insultato a tua volta.
Immagino che invece, vogliate saper finalmente quali propositi non seguirò in questo ridente 2019.
Vero?

La cosa è semplice ma fattibile.
Vorrei leggere il giusto, quello che riesco a fare ma cercando di sforzarmi per mantenere una continuità. Non voglio per forza arrivare a cento letture, ma non voglio nemmeno leggerne cinquanta e solo perchè ci sono dentro anche racconti veloci.

Vorrei comprare il meno possibile, in modo da poter perdere la dignità a Torino. Mi affiderò anche allo shopping online al Libraccio, perchè magari riesco a spendere di meno e a togliermi quella voglia di aver tutto subito (tranne per i libri nuovi di Star Wars, per loro farò anche la fina se necessario). Ovviamente questo vuol dire che ci saranno meno video sul canale ma già in questi ultimi mesi vi ho abituato alla mia assenza (nb. ho nove video pronti da caricare, penso che li renderò visibili un pò per volta, per non lasciar troppo vuoto) e poi, sarete felici di vedermi gesticolare con meno frequenza!

Vorrei sfruttare al meglio Netflix quando sono fuori, perchè la gente mi fa uscir di testa e così magari mi verrà meno acidità di stomaco.

Vorrei provare ancora una volta a farmi crescere i capelli, per ora sono liberi dal 16 giugno.
Con l’aiuto di un’amica super paziente, forse ho trovato la routine giusta per renderli abbastanza sani e gestibili, vadiamo se supero l’anno di tolleranza. Io adoro i capelli lunghi ma sono noiosi da gestire e ormai tra un taglio e l’altro, passa sempre meno tempo. Però insomma, Regia vuole vedermi modello raperonzolo… Che faccio, non lo accontento? Almeno ci metto la buona volontà!

Vorrei trovare l’equilibrio giusto con la palestra, perchè non voglio rinunciare al Mec ma non posso nemmeno far finta che nelle ultime tre settimane, io abbia preso quasi due chili.
Ragà, sembrerò pure magra ma una volta in mutande, la magia si spezza. Anche io ho il culo che casca e la cellulite che avanza, anche io ho i pomelli adiposi sull’addome e la forza fisica di una sottiletta. Insomma, vestita posso far anche una bella figura ma poi…

Vorrei impegnarmi più qui, trovare il giusto equilibrio tra il tempo che mi serve per scrivere gli articoli e tutto il resto.
Da quando ho fatto il Salto, ho deciso di eliminare le rubriche e le varie uscite perchè mi toglievano troppo tempo per fare qualsiasi altra cosa, inoltre ho imparato che non devo per forza pubblicare sempre qualcosa ma devo lavorare sulle altre categorie, in fondo l’ho fatto anche per loro. Vorrei anche dialogare più con voi, tra le storie di Instagram ma anche tra i vostri Blog, perchè è giusto che se io non leggo voi, voi non leggete me.

Per ora non vi ammorbo più, se siete ancora vivi, avete tutto il mio rispetto.
Vi chiedo anche di lasciarmi i link dei vostri buoni propositi, sia mai che ci sia qualcosa da copiare!

Red Kedi che fa finta di esser forzuta dopo due giorni di palestra

Lo giuro, i due muscoli che si vedono non sono frutto di photoshop!

Red Kedi nuda in bianco e nero con due colonne di libri

Ebbene si, sono nuda

MYBEAUTYBOX – Dicembre

MYBEAUTYBOX – Dicembre

MYBEAUTYBOX – Dicembre

Ed eccoci ad un nuovo anno, però vorrei parlarvi di qualcosa che ancora ricorda il vecchio.

Dicembre è finito, natale è ormai passato ed i buoni propositi sono stati dichiarati. Io però devo ancora parlarvi di questa ultima box del 2018…

NIVEA SUN torniamo alla carica con creme solari per il viso, cosa di cui io ancora non capisco. Lo so, tutte le persone che vanno a sciare prendono anche il sole ma, per chi come me, non si diletta in queste cose, si trova poi per le mani prodotti validi ma inutili. Mi è piaciuta l’idea di poter scegliere tra due tipi di creme ma ripeto, un pò più di varietà su queste cose, non sarebbe male.
Tra le due scelte, io ho comunque scelto UV Viso Anti-rughe & Anti-macchie FP50.
Non ho macchie e righe, però ho pensato che sarebbe stata meglio questa, piuttosto che la BB Cream che è un pò colorata. In entrambi i casi, sono protezioni alte (50).

THE BEDDHA Vapore Botanico As A Flower  ho provato molte cose per la pelle ma fra le tante, questa mi manca.
Aroma terapia, mista ai fumi benefici. La Lush ha delle pastiglie che si possono usare proprio per questo scopo ma sono al classico odore balsamico, che aiuta anche a respirare meglio. Qui invece, abbiamo il potere delle essenze, come un potpourri ma non per il bagno.
Il sacchettino contiene: Calendula Officinalis, Rosa Centifolia, Jasminum, Matricaria Chamomilla, Taraxacum Officinalis, Hamamelis Virginiana e Centaurea Cyanus.
Sul sito SHOP.THEBEDDHA.COM chè anche il video tutorial, perchè loro le cose le fanno in modo serio.

VIANEK Acqua Micellare Rivitalizzante con estratto di frutti di fragola e acido mandelico elimina il trucco del viso e degli occhi in maniera delicata. Contiene estratti di ginkgobiloba e frutti di prugnolo selvatico che, grazie alle proprietà antiossidanti, proteggono da danni dei radicali liberi e dall’invecchiamento precoce della pelle. Unito all’olio di enagra comune e vitamina E crea un ottimo struccante senza danneggiare la barriera idrolipidica.
In pratica vi strucca in un battibaleno e vi nutre la pelle in modo discreto e duraturo. 

OXY Bubble Mask di maschere ne ho provate tante però, questa mi mancava. L’ho vista in alcuni video online e anche da Sephora, senza però cedere alla tentazione.
Come potete vedere qui sotto, quello che si dice è vero! Una volta aperta, la maschera è nera ma nel giro di pochissimo tempo, incomincia a riempirsi di bollicine. Dopo dieci minuti, si assomiglia ad un orsacchiotto non meglio identificato… l’effetto è strano, si creano delle bollicine anche sul lato che va a contatto sulla nostra pelle e sembra quasi che scivoli via ma tranne per il fatto che è mega, si sposa solo un pochino. La palle alla fine è molto morbida, anche se su di me ci sono poi stati punti un pò troppo secchi e ho dovuto metterci un pò di crema. Non so dirvi quanto effettivamente mi ha liberato la pelle, in compenso è divertente!

REVOLUTION You Fx Correttore Fill+Blur è un correttore che riempie e sfuma le sottili linee/rughe attorno agli occhi. 

Il suo applicatore è comodo e il cuscinetto è molto delicato ma come potete vedere, non è del mio colore e quindi per me, inutilizzabile. Immagino di aver sbagliato qualcosa, di prodotto ne è uscito veramente molto ma probabilmente è stato così perchè al primo utilizzo non è facile far uscire in modo adeguato il prodotto. Proverò in futuro a fare qualche tentativo, magari con una piccolissima quantità mi permetterà di renderlo utile ma di sicuro, così è molto coprente anche se ci mette una vita ad asciugarsi.

NABLA Matita Labbra Velvetline mi lascia abbastanza perplessa.
So che moltissime persone usano queste matite per fare il contorno labbra o come base per alcuni liquid lipstick ma so bene che non durano tantissimo e anzi, si smangiano con molta velocità. Tralasciando il colore che mi è arrivato, Body Language che sembra terra bruciata, io la vedrei meglio come matita occhi, perchè volendo è sfumabile o comunque di buona pigmentazione.

Il pezzo forte sono le nuove caramelle senza zucchero di FRISK WHITE.
Sono abbastanza curiosa del loro sapore, dato che sono alla menta e “bio” ma le terrò nel cassetto fino a questa estate, perchè l’idea di qualcosa di così polare, al momento mi fa gelare il sangue nelle vene!

Il mio giudizio finale è che con questa decima box, è molto positiva perchè a parte una colorazione ciccata e una crema che probabilmente non userò mai, tutto il resto mi ha piacevolmente stupito.
La box Snow In Beauty nel suo complesso, dovrebbe costare circa €63 ma come dico dall’inizio, ne ho messi molto meno.

 

BOX PRECEDENTI: MarzoAprileMaggioGiugnoLuglioAgostoSettembreOttobreNovembreDicembre

 

Foto dei prodotti nella box di dicembre 2018_MyBeautyBox
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Maschera OXY Bubble Mask_MyBeautyBox
REVOLUTION You Fx Correttore Fill e Blur_MyBeautyBox