Alice Chimera

Alice Chimera

Alice Chimera

NOTE BIOGRAFICHE

Alice Chimera è nata a Brescia nel 1986. Ha odiato leggere fino ai sedici anni, quando ha deciso di affrontare quel mostro che la perseguitava da troppo tempo: la dislessia. Da allora non ha più smesso di vivere in simbiosi con i libri e fa il possibile per tenere in allenamento la mente. Ama la cultura giapponese e spera presto di tornare nel paese del sol levante dove è stata nel 2010; ha studiato grafica e da tempo ha abbandonato il paesello di provincia per trasferirsi a Milano, inseguendo l’amore e possibilmente la fortuna, dopo la crisi del 2007. Nel tempo libero scrive sul suo blog, dove condivide le letture e il piacere di raccontare. Da alcuni anni, anche grazie ai corsi che ha frequentato, ha intrapreso la strada della scrittura.

 

LIBRI PUBBLICATI

  • Infelici e scontenti di Alice Chimera (qui)
  • Frozen. Ghiaccio perenne di Alice Chiemera (qui)
  • Delicato è l’equilibrio di Alice Chimera (qui)
  • Il giorno dopo il lieto fine di Alice Chimera

 

Frozen ghiaccio perenne [ANTEPRIMA]

Frozen ghiaccio perenne [ANTEPRIMA]

Frozen. Ghiaccio perenne di Alice Chimera
  • Personaggi 40% 40%
  • Worldbuilding 45% 45%
  • Fluidità 50% 50%
  • Cover 30% 30%
  • E il finale 45% 45%

Frozen ghiaccio perenne [ANTEPRIMA]

Recensione: Ho conosciuto Alice Chimera anni fa sia dal vivo che nella versione da Scrittrice.
Ho adorato la sua vena macabra e Infelici e Scontenti l’avevo trovato un libro molto piacevole anche se non perfetto.
Frozen, mi incuriosiva moltissimo perché da un lato, sapevo già dove saremmo andati a parare e poi, non è tra i miei personaggi preferiti del Film.

Eppure, sono rimasta abbastanza delusa.
Il racconto è molto scorrevole ed è una delle cose che apprezzo di Alice, però per quanto la storia possa esser veloce, non la trovo realmente papabile con un vero futuro.
Con il suo libro precedente, tutte le principesse prese in esame avevano un futuro malato ma realistico. Le droghe di Alice, il dna di Ariel, un principe Azzurro non poi così fiabesco… Insomma, tutte cose possibili.
Qui invece, trovo che il…. vuoto di Elsa e la conseguente reazione siano più un’esagerazione.

Anche così però, ve lo consiglio perchè una visione differente dal solito è sempre cosa buona. 

INFO

Autore: Alice Chimera
Pagine: 6
Prezzo: € 0.99
Uscita: 06/02/2017
Genere: Racconti
Casa Editrice: Les Flâneurs

TRAMA

Frozen, ghiaccio perenne è il racconto spin off di Infelici e scontenti. Nell’immaginario collettivo le fiabe possono finire solo con il classico “… e vissero felici e contenti”. Eppure, chi non si è mai chiesto cosa è successo dopo? Che cosa accadde a Belle dopo la rottura dell’incantesimo? Jasmine, che ha sempre sognato di scappare da palazzo, è felice della sua vita? I racconti si aprono sul finale disneyano che conosciamo tutti e proseguono con la narrazione di fatti tenuti nascosti: l’eroina diviene fautrice della propria infelicità. Cenerentola si ritrova sposata con un principe che la considera un giocattolo sessuale, Ariel scopre che non è diventata davvero umana e che le manca la possibilità di procreare, Alice, che avrebbe voluto crescere e diventare donna, si ritrova a rimpiangere il Paese delle Meraviglie e la spensieratezza dell’infanzia… Agli occhi delle protagoniste, una scelta: assecondare la sfortuna e stringere i denti oppure sfidarla e soccombere.

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

Ebbene si, siamo arrivati al 31 Ottobre, ovvero, il giorno di Halloween.

Ogni anno cerco sempre di portarvi qualcosa di carino ma dopo un pò, più che proporvi i soliti film o le solite letture… beh, anche io voglio cambiare.
Così, con l’aiuto di alcune Blogger e la disponibilità di Alice, oggi vogliamo proporvi la risposta ad una semplicissima domanda; Perchè odiamo determinate principesse?

La Disney ormai punta più sulle storie di
animali che sui principi azzurri, per non
creare false aspettative alle donne di
domani.

Come quasi tutti, anche io sono cresciuta a pane e disney.

Ci sono moltissime principesse che mi affascinano e che guardo ancora oggi ma a mente fredda, dobbiamo ammettere che spesso, non sono da prendere come esempi.

Dovendo sceglierne una, tra le tante che ormai odio, vi direi Ariel.

Capelli rossi e fluenti, felice e apparentemente libera.

Ariel è il simbolo di come l’amore non conosca confini e di come si riesca a fare tutto, se spinti dal giusto sentimento.

Per anni, ho pensato fosse uno dei cartoni più significativi della Disney perché Ariel sfida molte insidie per il suo uomo, però… all’alba dei 27 anni (ma anche prima), devo pormi e porvi alcuni quesiti.

Prima di tutto, decidere di cambiare se stessi, in modo così radicale, non è estremista?

Ariel cede la sua coda per un paio di gambe perché crede che sia l’unico modo per entrare in contatto con il suo amato. Non importa se vuol dire rinnegare la sua famiglia e tutto il suo regno, per lei, esiste solo Eric! Senza contare che, sempre per amore, cede la sua splendida voce e firma un contratto con la cattiva Ursula.

Siamo sicuri però, che la donna polpo sia effettivamente un personaggio cattivo?

Dal mio punto di vista, Ariel trasmette un tipo di messaggio assolutamente furori moda.

In primis, perché abbandona se stessa per un’uomo.

Capisco che l’amore abbatta ogni barriera e che per l’Amore vero, siamo disposti a tutto ma Ariel è il classico esempio di come per farsi accettare, bisogni diventare per forza uguali alla massa. Non c’è sconto di pena, non ci sono mezze misure… lei diventa Umana e tanto per dire, quando avrà una figlia, sarà la povera piccola a dover scoprire le sue vere origini.

Una tristezza infinita.

Trovo che mutare sia inevitabile ma rinnegarsi, no.

Seconda cosa assurda è che fa tutto lei.

Fa, inforca e disfa alle spalle di Eric ma a conti fatti, nemmeno lui si sbatte in modo particolare per star vicino alla ragazza silenziosa. Credo sia l’uomo più ottuso al mondo e infatti, nella versione originale della Sirenetta, lui giurerà amore alla donna sbagliata.

Una cosa bella del libro di Alice è che riscrive i destini delle principesse.

Ci racconta una versione attendibile di quello che succede dopo il “E vissero felici e scontenti”. Perché dai, lo sappiamo che il #maiunagioia non è appannaggio solo nostro… Con Ariel ad esempio, ci parla di un dettaglio di non secondaria importanza.

Vero che l’amore non conosce limiti ma madre natura, si.

Cosa succede quando un’essere geneticamente modificato, cerca di riprodursi con qualcuno che non è della sua stessa specie?

BUON HALLOWEEN!
Infelice e scontenti

Infelice e scontenti

Infelici e Scontenti di Alice Chimera
  • Personaggi 80% 80%
  • Worldbuilding 70% 70%
  • Fluidità 75% 75%
  • Cover 30% 30%
  • E il finale 75% 75%

Infelice e scontenti

Recensione: Certe recensioni sono sempre un pò difficili da scrivere. 
Infelici e scontenti è una lettura molto particolare. Sono piccole rivisitazioni delle storie Disney che noi già conosciamo bene. 
Vi è mai capitato di rivedere i vecchi cartoni e pensare che quelle protagoniste, nel mondo reale, avrebbero fatto una fine ben diversa? Ecco, Alice ci propone esattamente quel finale non poi così roseo. 
Sono sette storie dedicate a Biancaneve, la Sirenetta, la bella e la Bestia, Cenerentola, Aladdin, la Bella Addormentata e Alice nel paese delle meraviglie. 
Ovviamente, per quanto abbiano tutte un filo comune, sono storie da prendere singolarmente. 
Mi piace la fantasia di Alice, mi piace la ricercatezza che mette nel descrivere le scene. Mi piace quando esagera perchè lo fa con classe, creando una cosa talmente tanto assurda che in un certo senso, sembra credibile. 
In un modo o nell’altro, ogni nuovo finale mi è sembrato quello più azzeccato dato che assomigliano alle storie Originali. 
La mia preferita è forse quella della Sirenetta. 
So che molti si aspettavano che nominassi Alice e ovviamente, quella rimane la storia del mio cuore ma la rivisitazione di Ariel mi sembra quella più agghiacciante. Mentre quella che sinceramente mi ha detto proprio poco è stata quella della Bella e la Bestia. 
In generale, queste letture mi sono piaciute e per dare un giudizio finale, passa abbondantemente la sufficienza. So che da un lato il mio giudizio non è molto obiettivo dato che io queste rivisitazioni le amo un pò a prescindere ma veramente, leggete per credere. Qui dentro ci sarà senza ombra di dubbio una storia che vi catturerà, facendo uscire allo scoperto il vostro lato sadico… 
Spero in un secondo giro di storie dato che il materiale abbonda ma anche se Alice dovesse pubblicare qualcosa di diverso, da oggi so per certo che sarà una lettura meritevole. 
INFO

Autore: Alice Chimera
Pagine: 216
Prezzo: € –
Uscita: 01/03/2016
Genere: Narrativa; Racconti
Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni

TRAMA

Nell’immaginario collettivo le fiabe possono finire solo con il classico “… e vissero felici e contenti”. Eppure, chi non si è mai chiesto cosa è successo dopo? Che cosa accadde a Belle dopo la rottura dell’incantesimo? Jasmine, che ha sempre sognato di scappare da palazzo, è felice della sua vita? I racconti si aprono sul finale disneyano che conosciamo tutti e proseguono con la narrazione di fatti tenuti nascosti: l’eroina diviene fautrice della propria infelicità. Cenerentola si ritrova sposata con un principe che la considera un giocattolo sessuale, Ariel scopre che non è diventata davvero umana e che le manca la possibilità di procreare, Alice, che avrebbe voluto crescere e diventare donna, si ritrova a rimpiangere il Paese delle Meraviglie e la spensieratezza dell’infanzia… Agli occhi delle protagoniste, una scelta: assecondare la sfortuna e stringere i denti oppure sfidarla e soccombere.

Alice. Infelici e Scontenti

Alice. Infelici e Scontenti

Alice. Infelici e Scontenti

Probabilmente forse non sapete che come Alice Chimera, anche io ho una passione per “Alice nel paese delle meraviglie”. Quando ha preparato questo BT per far conoscere il suo libro, io ero già destinata a questa tappa e che onore!!!

Veniamo quindi alla nostra amata bambina… dalle sue origini con Lewis, fino a Chimera.

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, è un romanzo fantastico pubblicato per la prima volta nel 1865 dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carroll.
Ma chi era quell’uomo? 
Lewis Carroll è lo pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, matematico e scrittore inglese nato nel 1832 e morto nel 1898. Lo pseudonimo è un gioco di parole fra i suoi due nomi di battesimo: Charles (Carolus in latino) è diventato Carroll; Lutwidge (Ludovicus in latino) è diventato Lewis. È molto probabile, che Lewis Carroll soffrisse di un particolare disturbo neurologico che causava allucinazioni e distorsioni nella forma degli oggetti, facendoli sembrare molto più piccoli o molto più grandi (un tema ricorrente, nel libro). Il disturbo, scoperto e spiegato nel 1955 dallo psichiatra inglese John Todd, è anche conosciuto come l’Alice in Wonderland Syndrome.
Com’è nato il Libro? 
In una soleggiata mattina estiva (che Carroll traspone in versi nel suo Meriggio Dorato (proemio dell’opera)), Lui e il reverendo Robinson Duckworth si trovavano in una barca sul Tamigi con tre bambine (Alice e le due sorelle).

Durante il viaggio nacque la storia, che più tardi mise per iscritto e regalò ad Alice Liddell, che tanto aveva insistito perché lo facesse, diventando quindi Alice’s Adventures Under Ground (“Le avventure di Alice nel Sotto Suolo”), che si sviluppava in soli quattro capitoli illustrati da Carroll stesso. Solo più tardi venne pubblicata la sua storia, aggiungendo nuovi personaggi e situazioni, commissionando inoltre le illustrazioni a John Tenniel.

Le interpretazioni psicologiche e il contesto storico

Tutti i personaggi della favola manifestano elementi di interesse psicopatologico, in stretto contatto con il clima conservatore della Victorian Age. Alice è una bambina confusa e disorientata alla ricerca di un’identità, come si evince dalla sua irrequietezza e volontà di fuga perenne. È come se la sua libertà fosse perennemente ostacolata dal rigore morale e dalle imposizioni esterne. Per questo motivo, tutte le conversazioni che lei intraprenderà, non hanno senso, proprio perché la bambina non riesce ad accettare l’obbedienza e il rispetto delle regole. Il Brucaliffo e lo Stregatto rappresentano le figure genitoriali, infatti tutte le risposte che i due animali danno ad Alice nascono dal desiderio di contraddire la piccola, come rappresentazione del divieto dell’età del proibizionismo. Significativo poi è l’aforisma “Tagliatele la testa“, ripetuto più di una volta dalla terribile Regina di Cuori, citato per esorcizzare la paura che personaggi politici del tempo perdessero il controllo. Negli anni seguenti poi, le interpretazione di questa misteriosa fiaba si sono sprecate: c’è ad esempio chi sostiene che la storia di Alice è un trip mentale, un viaggio nella sperimentazione di tutte le droghe esistenti. Oppure chi trova all’interno della trama, regole logiche,  linguistiche, fisiche e matematiche. Addirittura, spesso il sogno, l’elemento grazie al quale Alice compie le sue mille peripezie, viene accostato a ciò che Freud nella sua Interpretazione dei sogni definisce inconscio. Egli lo considera come il luogo della non consapevolezza, in cui vengono “immagazzinati” tutti i desideri irrealizzabili e i traumi che, per non danneggiare la stabilità psicologica dell’individuo, vengono “bloccati” in un substrato della coscienza.

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie divenne l’ispirazione delle successive generazioni di scrittori e artisti. Tra questi c’era anche Vladimir Nabokov, l’autore di Lolita, nonché colui che tradusse Le avventure di Alice dall’inglese al russo. Lolita, infatti, racconta di un uomo adulto che seduce la dodicenne Lolita raccontandole delle storie. «Io lo chiamo sempre Lewis Carroll Carroll, perché lui è stato il primo Humert Humbert» – diceva Nabokov, riferendosi al protagonista maschile del suo romanzo.

Negli anni, questo libro è stato tradotto in circa 97 lingue ma riportare i giochi di parole, le figure retoriche, i proverbi citati e i continui riferimenti alla cultura inglese è un’impresa ardua.
Tra tutte le storie di fantasia, quella di Alice non è mai stata travolta in modo particolare, anche se negli anni sono state pubblicate molte varianti.
Il film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions e diretto da Clyde Geronimi, Hamilton Luske e Wilfred Jackson, nacque nel 1951.
Nel 1923 però, Alice nacque come cortometraggio per la Laugh-O-Gram Studio ma quando qualche tempo dopo fallì, il lavoro non andò perso. Solo nel 1938 partirono i veri progetti del film.
Anche in questo caso, troviamo un’Alice bionda quando invece, quella originale è mora. La trasposizione cinematografica comunque non si scosta molto dalla storia originale perché Walt sosteneva che la maggior parte del suo umorismo di Carroll era nella scrittura.
Prima di questo film d’animazione però, ci fu un cortometraggio muto diretto da Cecil Hepworth, che dura meno di dieci minuti.
In questi centocinquant’anni ci sono stati ancora molti film dedicati a questo libro ma non solo.

Gli ultimi che sicuramente tutti consociamo anche solo grazie alla pubblicità in rete, sono stati diretti da Tim Burton. In questo caso però, la versione di Alice è più matura e la storia si scosta molto dall’originale. I personaggi poi sono anche più attivi su vari fronti e non come nella storia originale.
Parliamo però di un Regista molto particolare e quindi, queste rivisitazioni sono in linea con il suo solito lavoro.

Non solo.
Per quanto non ci siano molte vere e proprie rivisitazioni cinematografiche, non possiamo non nominare la serie televisiva “Once Upon a Time in Wonderland“, dove il mondo delle meraviglie la fa ovviamente da padrona ma quasi tutti i personaggi non sono ciò che sembrano o addirittura, non centrano nulla.

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
– “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
– “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”. 

Per quanto riguarda invece le versioni letterarie, Alice vanta una considerevole lista di riadattamenti. 
Basta andare su google e si trova un mondo particolarmente florido. Grandi Case Editrici e piccoli autori si cimentano nella loro versione Aliciosa, tirando fuori mondi che in un modo o nell’altro si adattano perfettamente a ciò che Carroll voleva farci vivere. 
Sono storie non più per bambini piccoli ma per quelli ormai adulti che comunque voglio ancora credere che nulla è Impossibile.
Alice: “è impossibile…”
il cappellaio matto: “solo se pensi che lo sia”

Alice Chimera però, non si è fermata all’idea del bel lieto fine. 

La protagonista del Mondo delle Meraviglie non poteva mica sfuggire alla realtà e come potevamo non immaginare un suo ritorno a casa? Cosa successe quando da bambina, si risvegliò del suo normalissimo mondo?
In questo libro, motore di questo blogtour particolare, vediamo molte storie conosciutissime ma riscritte con finali non lieti.

Alice: Ci siamo abituati al fatto che Alice, una volta risvegliata, torni ad essere la bella bambina giudiziosa e pronta per diventare donna. Come può però esser vero? Cosa può nascondersi in realtà in quel futuro non detto? Chimera ci da due versioni, una un pò più delicata dell’altra ma non lasciatevi tediare… nessuna delle due la salva veramente.
Ammetto che se dovessi immaginare il futuro della bella bambina bionda, non mi scosterei di un millimetro dalla versione di Chimera. Credo che possa esse non solo quella più veritiera ma anche l’unica fattibile.
Come può sopravvivere una bambina da una visione come quella? Come può tornare nel suo magnifico Mondo delle Meraviglie? Bene, qui ci viene narrato.