Il libro delle meraviglie di Lord Dunsany

Il libro delle meraviglie di Lord Dunsany

Lord Dunsany. Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie di Dunsany
  • Personaggi 65% 65%
  • Worldbuilding 80% 80%
  • Fluidità 50% 50%
  • Cover 70% 70%
  • E il finale 70% 70%

Il libro delle meraviglie di Lord Dunsany

Recensione: Com’era il fantasy un tempo? Quanto è cambiato in questi anni?

Siamo tutti abituati a leggere dei classici, conosciamo tutti Dracula, Orgoglio e Pregiudizio, Il signore degli anelli e altri romanzi che nel corso del tempo, sono diventati dei pilastri della letteratura.

Però, cosa c’era prima?

Con questa raccolta di racconti, incomunciamo a volgere lo sguardo su qualcosa di vecchio ma innovativo, perchè abbiamo la possibilità di tenere tra le mani le origini di molte cose.

Con il resto del gruppo, ci siamo divise le cose da leggere, dato che sono quarantadue storie.

Io ovviamente, dato che mi annoio molto e che non ho assolutamente nulla da fare, mi sono cuccata la parte più lunga. Un pò uno strazio, ve lo devo dire, ma alla fine di tutto rifarei lo stesso errore.

Lord Dunsany non è l’autore adatto a tutti, il suo fine umorismo inglese, oggi viene considerato non solo superato ma anche estremamente noioso.

La cosa da tener sempre in considerazione, è il periodo in cui vive chi scrive. In quel periodo, molti si spaventavano per cose molto stupide per noi.

Un globo che ti permette di vedere un certo futuro, e che se non viene seguito alla lettera si “offende”, suona per noi come una bazzecola ma che per quel periodo era una situazione al limite della follia. Per questo dico che non è una lettura semplice, perchè il “fantastico” è negli occhi di chi legge ma anche nell’anno in cui si fa.

Una storia d’amore, può esser tale e poetica anche a distanza di anni. Ma il timore? L’epicità?

Non tutti sono come Tolkien, non tutti sono come Stoker (si ok, la mia conoscenza si limita a questo).

Per quanto mi riguarda, non ho apprezzato tutto.

La cosa non mi stupisce affatto, immaginavo che sarebbe stata una lettura altalenante. Ci sono mlti pensieri contrastanti e indubbiamente, per valutare al meglio il volume dovrei leggere tutto, ma per quelli che ho affrontato ora, solo pochi mi hanno piacevolmente colpito.

Un punto a sfavore, più che la “vecchitudine” delle storie, è che di Magia e Folklore non ne ho trovata molta. Mi sono fatta troppi voli pindarici, cascando nel tranello.

Un mezzo punto in meno, va al fatto che capisco il contesto ma comunque non ne sono rimasta particolamente coinvolta. Carini e scorrevoli lì per lì, vuoti una volta finiti.

Quindi si, carino ma non troppo. Adatto agli addetti ai lavori, ma nemmeno tutti.

INFO

Autore: Lord Dunsany
Pagine: 626
Prezzo: € 25
Uscita: 30/06/2020
Genere: Fantasy; Racconti
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

Due romanzi (La Figlia del Re degli Elfi e La maledizione del veggente) e due raccolte di racconti (Il Libro delle Meraviglie e Demoni, uomini e dèi), arricchiti da eleganti illustrazioni: questo volume permette di riscoprire un autore fantastico poco noto ma di grande suggestione, che lo stesso Lovecraft descrisse come «insuperabile nella magia di una prosa cristallina e musicale e nella creazione di mondi sgargianti e fantastici di iridescenti visioni esotiche».

Lord Dunsany. Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie di Dunsany_Mostro nella natura
Racconti. The Collected Stories [Evento]

Racconti. The Collected Stories [Evento]

Racconti di Arthur C. Clarke
  • Personaggi 75% 75%
  • Worldbuilding 90% 90%
  • Fluidità 78% 78%
  • Cover 75% 75%
  • E il finale 75% 75%

Racconti. The Collected Stories [Evento]

Recensione: Dare un giudizio ad una raccolta di racconti, non è esattamente facile. Ci sono molte cose da dire ma troppe storie diverse da prendere in esame ed è per questo che partecipare aad un evento di questo tipo, porta alla salvezza. 

Qui sotto troverete otto commenti più o meno lunghi, su quello che ho letto ma sarà mia premura poi, portarvi anche tutti gli altri.

Silenzio, prego: Dove può portare la stupidità umana? In questo racconto, abbiamo ben due esempi di come l’uomo in fondo non si meriti l’intelligenza e le possibilità che il mondo offre. 

Un giovane studente, vorrebbe inventare una macchina che neutralizza i rumori, peccato che non sia poi così geniale come crede. Così un tentativo lo fa, crede sia perfetto e lo mette all’opera “su commissione”. Un altro giovane studente, interessato della creatura del primo, vorrebbe usarla in un preciso momento e non si sa come, riesce nel suo intento. La gelosia del secondo e la tanto sperata gloria del primo, sono un mix estremamente pericoloso. 

Qualcuno ci rimette la vita per un errore, molti si impauriscono, tutti ci rimettono in qualche modo. Ditemi voi. 

Titolo originale: Silence Please 
Pubblicato la prima volta su «Science-Fantasy», inverno 1950, con il titolo “Silence, Please!” firmato “Charles Willis”. Poi raccolto in Tales from the White Hart.
Traduzione di Ginetta Pignolo

Problemi con i nativi: In questo racconto troviamo narrato il primo incontro tra gli Umani e gli Alieni. Trovo estremamente divertente l’insolito contatto e l’insolita delicatezza mista ad umorismo in cui si svolge tutto.

Diciamo che lascia una domanda in testa; come avremmo reagito noi?

Titolo originale: Trouble with the Natives
Pubblicato la prima volta su «Lilliput», febbraio 1951, con il titolo “The Men in a Flying Saucer”. Poi raccolto in Reach for Tomorrow.
Traduzione di Enzo Verrengia

La strada verso il mare: Sono un po’ perplessa con questo racconto, anche se una cosa la so bene. Nella prefazione, ci viene detto che nella raccolta dei vari Racconti, c’è quello più piccolo di solo 38 parole e quello più lungo, con 18.000 parole. Se i miei calcoli sono esatti, questo è il più lungo. Che culo.

Dicevo, sono perplessa perché la mini prefazione fatta proprio dall’Autore, ci azzecca poco con il racconto e dal mio punto di vista, molte cose sono superflue. Ora, non voglio fare la saccente e il mio pensiero è un giudizio personalissimo, però è troppo lungo.

Diciottomila parole per raccontare che un ragazzo, arrivato ad un certo punto della sua vita, dovrà scegliere se seguire la strada dell’amore (che nemmeno sa se esiste) o quella artistica (che comunque deve ancora sperimentare). Quello che sta nel mezzo, è roba.

L’inizio è interessante, come la descrizione di Shastar, il cammino invece è inutilissimo.

Titolo originale: The Road to the Sea
Pubblicato la prima volta su «Two Complete Science-Adventure Books», primavera 1951, con il titolo “Seeker of the Sphinx”. Poi raccolto in Tales of Ten Worlds.
Traduzione di Guido Zurlino

La sentinella: Un titolo azzeccato, considerando che molti di noi hanno visto almeno una volta nella vita, un programma dove si ipotizzava che le piramidi fossero opera degli Alieni.

In questo caso, non è così che funziona, ma quasi.

Una sentinella silenziosa, posta sulla luna, per tastare il terreno e capire chi è degno. Ma che poi, noi lo siamo? Rientreremmo in quella categoria di esseri viventi, meritevoli della grande sapienza e della grande possibilità?

Titolo originale: The Sentinel
Pubblicato la prima volta su «10 Story Fantasy», primavera 1951, con il titolo “Sentinel of Eternity”. Poi raccolto in Expedition to Earth. 
Traduzione di Beata Della Frattina

Vacanza sulla luna: Attualmente è il mio racconto preferito, perchè la protagonista è una ragazza che non ha mai avuto grandi ambizioni e che per la creazione di una super nova, raggiunge il padre sulla luna e passa una vacanza del tutto fuori dal comune. La delicatezza e la semplicità dello svolgimento, lascia un grandissimo coinvolgimento e un senso di “voler fare” che mi capita di percepire sempre poco. Daphne è appena entrata nelle mie scene preferite.

Titolo originale: Holiday on the Moon
Pubblicato la prima volta su «Heiress», gennaio-aprile 1951
Traduzione di Enzo Verrengia

Ombre sulla luna: Fantascienza e politica, spesso vanno a braccetto. 

Le cospirazioni sono una cosa che mettiamo ovunque e che in fondo, ci incutono molto timore. In questo lungo racconto, troviamo esattamente questo ma dettro tra di noi, tra i racconti che ho letto fino ad ora, è quello che mi ha preso di meno. Però trovo splendida l’idea di poterlo leggere per la prima volta, perchè è uno di quei racconti che ancora non era uscito nelle varie antologie.

Sono molto orgoglioso del fatto che gli uomini dell’equipaggio dell’Apollo 15 abbiano battezzatoSono molto orgoglioso del fatto che gli uomini dell’equipaggio dell’Apollo 15 abbiano battezzatocon il titolo originale di questo racconto, “Earthlight”, il cratere da loro attraversatosul rover lunare. Al loro ritorno sulla Terra, mi hanno inviato una splendida mappa tridimensionalecon la dedica: “Ad Arthur C. Clarke, con i più calorosi saluti dall’equipaggiodell’Apollo 15. La ringraziamo immensamente per le sue visioni profetiche sullo spazio”.

Titolo originale: Earthlight
Pubblicato la prima volta su «Thrilling Wonder Stories», agosto 1951. Mai apparso prima in altri volumi antologici.
Traduzione di Enzo Verrengia

Al bivio: Esplorare lo spazio o decidere di affidarsi in tutto e per tutto alla tecnologia, ci porta sempre ad un bivio. Affrontare delle scelte che influenzeranno il futuro del mondo, comporta ad un peso e a delle problematiche variegate e di vario impatto. Quante scelte posso esser sbagliate? Quante volte poi ci si guarda alle spalle e si pensa “e se avessi fatto questo”?

Il bello delle storie basate sulla fantascienza, è che ci portano a considerare aspetti di un futuro che ancora non abbiamo pensato e magari, ci porta ad una certa consapevolezza futura. Un bivio non è da sottovalutare.

Titolo originale: Second Dawn
Pubblicato la prima volta su «Science Fiction Quarterly», agosto 1951. Poi raccolto in Expedition to Earth.
Traduzione di Bianca Russo

Superiorità: Chi ci dice che l’oggetto più nuovo e tecnologico, sia anche l’oggetto migliore ed infallibile?

Titolo originale: Superiority
Pubblicato la prima volta su «The Magazine of Fantasy & Science Fiction», agosto 1951. Poi raccolto in Expedition to Earth.
Traduzione di Beata Della Frattina

INFO

Autore: Arthur C. Clarke
Pagine: 200
Prezzo: € 28
Uscita: 11/02/2020 
Genere: FantascienzaRacconti
Casa Editrice: Mondadori

TRAMA

“Racconti” è la traduzione di “The Collected Stories” di Arthur C. Clarke, la più completa raccolta organica delle opere brevi del maestro anglosassone della fantascienza. Si tratta di più di cento racconti che mostrano l’evoluzione tematica e stilistica di sir Arthur Charles Clarke, che abbraccia un arco temporale vastissimo, dal 1937, con il racconto “Travel by Wire!” (“Viaggiare via cavo”) pubblicato in prima edizione nel numero di dicembre della rivista “Amateur Science Fiction Stories”, fino al 1999, con il brevissimo racconto intitolato “Improving the Neighbourhood”, che è stato il primo racconto di SF a uscire sulla prestigiosa rivista “Nature”. Completano il volume una introduzione dello stesso Clarke, alcune brevi annotazioni dell’autore su gran parte dei racconti contenuti nel libro, e poi una corposa appendice con un approfondito ritratto dello scrittore britannico e la bio-bibliografia completa di tutte le opere di Arthur C. Clarke.

Frozen ghiaccio perenne [ANTEPRIMA]

Frozen ghiaccio perenne [ANTEPRIMA]

Frozen. Ghiaccio perenne di Alice Chimera
  • Personaggi 40% 40%
  • Worldbuilding 45% 45%
  • Fluidità 50% 50%
  • Cover 30% 30%
  • E il finale 45% 45%

Frozen ghiaccio perenne [ANTEPRIMA]

Recensione: Ho conosciuto Alice Chimera anni fa sia dal vivo che nella versione da Scrittrice.
Ho adorato la sua vena macabra e Infelici e Scontenti l’avevo trovato un libro molto piacevole anche se non perfetto.
Frozen, mi incuriosiva moltissimo perché da un lato, sapevo già dove saremmo andati a parare e poi, non è tra i miei personaggi preferiti del Film.

Eppure, sono rimasta abbastanza delusa.
Il racconto è molto scorrevole ed è una delle cose che apprezzo di Alice, però per quanto la storia possa esser veloce, non la trovo realmente papabile con un vero futuro.
Con il suo libro precedente, tutte le principesse prese in esame avevano un futuro malato ma realistico. Le droghe di Alice, il dna di Ariel, un principe Azzurro non poi così fiabesco… Insomma, tutte cose possibili.
Qui invece, trovo che il…. vuoto di Elsa e la conseguente reazione siano più un’esagerazione.

Anche così però, ve lo consiglio perchè una visione differente dal solito è sempre cosa buona. 

INFO

Autore: Alice Chimera
Pagine: 6
Prezzo: € 0.99
Uscita: 06/02/2017
Genere: Racconti
Casa Editrice: Les Flâneurs

TRAMA

Frozen, ghiaccio perenne è il racconto spin off di Infelici e scontenti. Nell’immaginario collettivo le fiabe possono finire solo con il classico “… e vissero felici e contenti”. Eppure, chi non si è mai chiesto cosa è successo dopo? Che cosa accadde a Belle dopo la rottura dell’incantesimo? Jasmine, che ha sempre sognato di scappare da palazzo, è felice della sua vita? I racconti si aprono sul finale disneyano che conosciamo tutti e proseguono con la narrazione di fatti tenuti nascosti: l’eroina diviene fautrice della propria infelicità. Cenerentola si ritrova sposata con un principe che la considera un giocattolo sessuale, Ariel scopre che non è diventata davvero umana e che le manca la possibilità di procreare, Alice, che avrebbe voluto crescere e diventare donna, si ritrova a rimpiangere il Paese delle Meraviglie e la spensieratezza dell’infanzia… Agli occhi delle protagoniste, una scelta: assecondare la sfortuna e stringere i denti oppure sfidarla e soccombere.

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

La Sirenetta. Infelici e scontenti – Halloween

Ebbene si, siamo arrivati al 31 Ottobre, ovvero, il giorno di Halloween.

Ogni anno cerco sempre di portarvi qualcosa di carino ma dopo un pò, più che proporvi i soliti film o le solite letture… beh, anche io voglio cambiare.
Così, con l’aiuto di alcune Blogger e la disponibilità di Alice, oggi vogliamo proporvi la risposta ad una semplicissima domanda; Perchè odiamo determinate principesse?

La Disney ormai punta più sulle storie di
animali che sui principi azzurri, per non
creare false aspettative alle donne di
domani.

Come quasi tutti, anche io sono cresciuta a pane e disney.

Ci sono moltissime principesse che mi affascinano e che guardo ancora oggi ma a mente fredda, dobbiamo ammettere che spesso, non sono da prendere come esempi.

Dovendo sceglierne una, tra le tante che ormai odio, vi direi Ariel.

Capelli rossi e fluenti, felice e apparentemente libera.

Ariel è il simbolo di come l’amore non conosca confini e di come si riesca a fare tutto, se spinti dal giusto sentimento.

Per anni, ho pensato fosse uno dei cartoni più significativi della Disney perché Ariel sfida molte insidie per il suo uomo, però… all’alba dei 27 anni (ma anche prima), devo pormi e porvi alcuni quesiti.

Prima di tutto, decidere di cambiare se stessi, in modo così radicale, non è estremista?

Ariel cede la sua coda per un paio di gambe perché crede che sia l’unico modo per entrare in contatto con il suo amato. Non importa se vuol dire rinnegare la sua famiglia e tutto il suo regno, per lei, esiste solo Eric! Senza contare che, sempre per amore, cede la sua splendida voce e firma un contratto con la cattiva Ursula.

Siamo sicuri però, che la donna polpo sia effettivamente un personaggio cattivo?

Dal mio punto di vista, Ariel trasmette un tipo di messaggio assolutamente furori moda.

In primis, perché abbandona se stessa per un’uomo.

Capisco che l’amore abbatta ogni barriera e che per l’Amore vero, siamo disposti a tutto ma Ariel è il classico esempio di come per farsi accettare, bisogni diventare per forza uguali alla massa. Non c’è sconto di pena, non ci sono mezze misure… lei diventa Umana e tanto per dire, quando avrà una figlia, sarà la povera piccola a dover scoprire le sue vere origini.

Una tristezza infinita.

Trovo che mutare sia inevitabile ma rinnegarsi, no.

Seconda cosa assurda è che fa tutto lei.

Fa, inforca e disfa alle spalle di Eric ma a conti fatti, nemmeno lui si sbatte in modo particolare per star vicino alla ragazza silenziosa. Credo sia l’uomo più ottuso al mondo e infatti, nella versione originale della Sirenetta, lui giurerà amore alla donna sbagliata.

Una cosa bella del libro di Alice è che riscrive i destini delle principesse.

Ci racconta una versione attendibile di quello che succede dopo il “E vissero felici e scontenti”. Perché dai, lo sappiamo che il #maiunagioia non è appannaggio solo nostro… Con Ariel ad esempio, ci parla di un dettaglio di non secondaria importanza.

Vero che l’amore non conosce limiti ma madre natura, si.

Cosa succede quando un’essere geneticamente modificato, cerca di riprodursi con qualcuno che non è della sua stessa specie?

BUON HALLOWEEN!
Alice. Infelici e Scontenti

Alice. Infelici e Scontenti

Alice. Infelici e Scontenti

Probabilmente forse non sapete che come Alice Chimera, anche io ho una passione per “Alice nel paese delle meraviglie”. Quando ha preparato questo BT per far conoscere il suo libro, io ero già destinata a questa tappa e che onore!!!

Veniamo quindi alla nostra amata bambina… dalle sue origini con Lewis, fino a Chimera.

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, è un romanzo fantastico pubblicato per la prima volta nel 1865 dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carroll.
Ma chi era quell’uomo? 
Lewis Carroll è lo pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, matematico e scrittore inglese nato nel 1832 e morto nel 1898. Lo pseudonimo è un gioco di parole fra i suoi due nomi di battesimo: Charles (Carolus in latino) è diventato Carroll; Lutwidge (Ludovicus in latino) è diventato Lewis. È molto probabile, che Lewis Carroll soffrisse di un particolare disturbo neurologico che causava allucinazioni e distorsioni nella forma degli oggetti, facendoli sembrare molto più piccoli o molto più grandi (un tema ricorrente, nel libro). Il disturbo, scoperto e spiegato nel 1955 dallo psichiatra inglese John Todd, è anche conosciuto come l’Alice in Wonderland Syndrome.
Com’è nato il Libro? 
In una soleggiata mattina estiva (che Carroll traspone in versi nel suo Meriggio Dorato (proemio dell’opera)), Lui e il reverendo Robinson Duckworth si trovavano in una barca sul Tamigi con tre bambine (Alice e le due sorelle).

Durante il viaggio nacque la storia, che più tardi mise per iscritto e regalò ad Alice Liddell, che tanto aveva insistito perché lo facesse, diventando quindi Alice’s Adventures Under Ground (“Le avventure di Alice nel Sotto Suolo”), che si sviluppava in soli quattro capitoli illustrati da Carroll stesso. Solo più tardi venne pubblicata la sua storia, aggiungendo nuovi personaggi e situazioni, commissionando inoltre le illustrazioni a John Tenniel.

Le interpretazioni psicologiche e il contesto storico

Tutti i personaggi della favola manifestano elementi di interesse psicopatologico, in stretto contatto con il clima conservatore della Victorian Age. Alice è una bambina confusa e disorientata alla ricerca di un’identità, come si evince dalla sua irrequietezza e volontà di fuga perenne. È come se la sua libertà fosse perennemente ostacolata dal rigore morale e dalle imposizioni esterne. Per questo motivo, tutte le conversazioni che lei intraprenderà, non hanno senso, proprio perché la bambina non riesce ad accettare l’obbedienza e il rispetto delle regole. Il Brucaliffo e lo Stregatto rappresentano le figure genitoriali, infatti tutte le risposte che i due animali danno ad Alice nascono dal desiderio di contraddire la piccola, come rappresentazione del divieto dell’età del proibizionismo. Significativo poi è l’aforisma “Tagliatele la testa“, ripetuto più di una volta dalla terribile Regina di Cuori, citato per esorcizzare la paura che personaggi politici del tempo perdessero il controllo. Negli anni seguenti poi, le interpretazione di questa misteriosa fiaba si sono sprecate: c’è ad esempio chi sostiene che la storia di Alice è un trip mentale, un viaggio nella sperimentazione di tutte le droghe esistenti. Oppure chi trova all’interno della trama, regole logiche,  linguistiche, fisiche e matematiche. Addirittura, spesso il sogno, l’elemento grazie al quale Alice compie le sue mille peripezie, viene accostato a ciò che Freud nella sua Interpretazione dei sogni definisce inconscio. Egli lo considera come il luogo della non consapevolezza, in cui vengono “immagazzinati” tutti i desideri irrealizzabili e i traumi che, per non danneggiare la stabilità psicologica dell’individuo, vengono “bloccati” in un substrato della coscienza.

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie divenne l’ispirazione delle successive generazioni di scrittori e artisti. Tra questi c’era anche Vladimir Nabokov, l’autore di Lolita, nonché colui che tradusse Le avventure di Alice dall’inglese al russo. Lolita, infatti, racconta di un uomo adulto che seduce la dodicenne Lolita raccontandole delle storie. «Io lo chiamo sempre Lewis Carroll Carroll, perché lui è stato il primo Humert Humbert» – diceva Nabokov, riferendosi al protagonista maschile del suo romanzo.

Negli anni, questo libro è stato tradotto in circa 97 lingue ma riportare i giochi di parole, le figure retoriche, i proverbi citati e i continui riferimenti alla cultura inglese è un’impresa ardua.
Tra tutte le storie di fantasia, quella di Alice non è mai stata travolta in modo particolare, anche se negli anni sono state pubblicate molte varianti.
Il film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions e diretto da Clyde Geronimi, Hamilton Luske e Wilfred Jackson, nacque nel 1951.
Nel 1923 però, Alice nacque come cortometraggio per la Laugh-O-Gram Studio ma quando qualche tempo dopo fallì, il lavoro non andò perso. Solo nel 1938 partirono i veri progetti del film.
Anche in questo caso, troviamo un’Alice bionda quando invece, quella originale è mora. La trasposizione cinematografica comunque non si scosta molto dalla storia originale perché Walt sosteneva che la maggior parte del suo umorismo di Carroll era nella scrittura.
Prima di questo film d’animazione però, ci fu un cortometraggio muto diretto da Cecil Hepworth, che dura meno di dieci minuti.
In questi centocinquant’anni ci sono stati ancora molti film dedicati a questo libro ma non solo.

Gli ultimi che sicuramente tutti consociamo anche solo grazie alla pubblicità in rete, sono stati diretti da Tim Burton. In questo caso però, la versione di Alice è più matura e la storia si scosta molto dall’originale. I personaggi poi sono anche più attivi su vari fronti e non come nella storia originale.
Parliamo però di un Regista molto particolare e quindi, queste rivisitazioni sono in linea con il suo solito lavoro.

Non solo.
Per quanto non ci siano molte vere e proprie rivisitazioni cinematografiche, non possiamo non nominare la serie televisiva “Once Upon a Time in Wonderland“, dove il mondo delle meraviglie la fa ovviamente da padrona ma quasi tutti i personaggi non sono ciò che sembrano o addirittura, non centrano nulla.

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
– “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
– “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”. 

Per quanto riguarda invece le versioni letterarie, Alice vanta una considerevole lista di riadattamenti. 
Basta andare su google e si trova un mondo particolarmente florido. Grandi Case Editrici e piccoli autori si cimentano nella loro versione Aliciosa, tirando fuori mondi che in un modo o nell’altro si adattano perfettamente a ciò che Carroll voleva farci vivere. 
Sono storie non più per bambini piccoli ma per quelli ormai adulti che comunque voglio ancora credere che nulla è Impossibile.
Alice: “è impossibile…”
il cappellaio matto: “solo se pensi che lo sia”

Alice Chimera però, non si è fermata all’idea del bel lieto fine. 

La protagonista del Mondo delle Meraviglie non poteva mica sfuggire alla realtà e come potevamo non immaginare un suo ritorno a casa? Cosa successe quando da bambina, si risvegliò del suo normalissimo mondo?
In questo libro, motore di questo blogtour particolare, vediamo molte storie conosciutissime ma riscritte con finali non lieti.

Alice: Ci siamo abituati al fatto che Alice, una volta risvegliata, torni ad essere la bella bambina giudiziosa e pronta per diventare donna. Come può però esser vero? Cosa può nascondersi in realtà in quel futuro non detto? Chimera ci da due versioni, una un pò più delicata dell’altra ma non lasciatevi tediare… nessuna delle due la salva veramente.
Ammetto che se dovessi immaginare il futuro della bella bambina bionda, non mi scosterei di un millimetro dalla versione di Chimera. Credo che possa esse non solo quella più veritiera ma anche l’unica fattibile.
Come può sopravvivere una bambina da una visione come quella? Come può tornare nel suo magnifico Mondo delle Meraviglie? Bene, qui ci viene narrato.